Presale Autografi e Memorabilia Storici, Musicali e Sportivi
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Lot 121 Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, con firma autografa, 1950s
Chitarra realizzata agli inizi degli anni '50 dal liutaio Stefano Caponnetto, questa è una delle chitarre appartenute ed usate dal giovanissimo Lucio Battisti regalatagli dal padre, Alfiero Battisti, ed è considerata la "numero uno".
Restaurata in maniera conservativa, la chitarra venne poi autografata da Lucio Battisti nella parte restaurata (vedi porzione ovale in colori lievemente differenti)
Come da notizie riportate dallo stesso Alfiero in un'intervista al quotidiano "Il Tirreno":
"Mi ricordo quando gli regalai la prima chitarra. Era in quinta elementare, aveva 11 anni. Già a 16 anni Lucio chiedeva di andarsene. Venivano da me i direttori delle orchestre che facevano serate in giro. Lucio suonava la chitarra molto bene e loro volevano portarlo via. Ma io mi opponevo. A un certo punto, la chitarra gliel'ho anche spaccata sulla testa. Intendiamoci, senza fargli male. Lucio non ha detto niente, mi ha guardato e basta. Il giorno dopo è venuto da me in ufficio, io lavoravo al dazio, siamo andati insieme in un negozio e gli ho comprato un'altra chitarra" (fonte IL TIRRENO quotidiano)Chitarra realizzata agli inizi degli anni '50 dal liutaio Stefano Caponnetto, questa è una delle chitarre appartenute ed usate dal giovanissimo Lucio Battisti regalatagli dal padre, Alfiero Battisti, ed è considerata la "numero uno".
Restaurata in maniera conservativa, la chitarra venne poi autografata da Lucio Battisti nella parte restaurata (vedi porzione ovale in colori lievemente differenti)
Come da notizie riportate dallo stesso Alfiero in un'intervista al quotidiano "Il Tirreno":
"Mi ricordo quando gli regalai la prima chitarra. Era in quinta elementare, aveva 11 anni. Già a 16 anni Lucio chiedeva di andarsene. Venivano da me i direttori delle orchestre che facevano serate in giro. Lucio suonava la chitarra molto bene e loro volevano portarlo via. Ma io mi opponevo. A un certo punto, la chitarra gliel'ho anche spaccata sulla testa. Intendiamoci, senza fargli male. Lucio non ha detto niente, mi ha guardato e basta. Il giorno dopo è venuto da me in ufficio, io lavoravo al dazio, siamo andati insieme in un negozio e gli ho comprato un'altra chitarra" (fonte IL TIRRENO quotidiano) -
Lot 122 Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, 1970s
Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, della liuteria CARMELO CATANIA
Chitarra appartenuta a Lucio Battisti, regalatagli dal padre negli anni della sua adolescenza durante la quale intraprendeva la carriera musicale con altri artisti, anche in giro per l'Italia, come testimoniato dalle lettere personali (che troviamo in catalogo in questa sessione di vendita)
Costruita in legno di acero, con inserti in legno di mogano per le sfumature al rosso al retro. Manico in legno scuro con tastiera, paletta e meccaniche originali, battipenna a rappresentare un sole raggiante, tendicorde in metallo.
Internamente alla cassa armonica è applicato il cartiglio recante i dati costruttivi della chitarra , MOD. n. 3, e numero di matricola, esattamente il "modello 3" così come riportato a pagina 12 del catalogo del 1957 della ditta Carmelo Catania.
Nello schienale inferiore è presente un distacco dalla fascia di legno del bordo, in generale la chitarra è in buone condizioni
Chitarra acustica a sei corde, appartenuta a Lucio Battisti, della liuteria CARMELO CATANIA
Chitarra appartenuta a Lucio Battisti, regalatagli dal padre negli anni della sua adolescenza durante la quale intraprendeva la carriera musicale con altri artisti, anche in giro per l'Italia, come testimoniato dalle lettere personali (che troviamo in catalogo in questa sessione di vendita)
Costruita in legno di acero, con inserti in legno di mogano per le sfumature al rosso al retro. Manico in legno scuro con tastiera, paletta e meccaniche originali, battipenna a rappresentare un sole raggiante, tendicorde in metallo.
Internamente alla cassa armonica è applicato il cartiglio recante i dati costruttivi della chitarra , MOD. n. 3, e numero di matricola, esattamente il "modello 3" così come riportato a pagina 12 del catalogo del 1957 della ditta Carmelo Catania.
Nello schienale inferiore è presente un distacco dalla fascia di legno del bordo, in generale la chitarra è in buone condizioni -
Lot 123 Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Dipinto olio su tavolo dal titola "APPARENZA", 1970-1980
55x55 cm
olio su tavola
Olio su tavola, misure 55x55 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo APPARENZA
Enigmatico, imperscrutabile rappresentazione della bellezza, l'oscillazione tra sogno e realtà, un "ballo magico" con una figura onirica e inafferrabile. L'apparenza come centro invisibile di suoni, parole ed esperienze.
Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.
In cornice, senza firma.
ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos) -
Lot 124 Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tela dal titolo "SOGNANDO E RISOGNANDO", 1971
72x83 cm
olio su tela
Olio su tela, misure 72x83 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo SOGNANDO E RISOGNANDO
Questo dipinto è sempre rimasto appeso nella camera di Albarita, la sorella di Lucio. Un quadro a cui Albarita era particolarmente affezionata. Astrattismo con l'alternarsi di colori chiari, poi scuri, poi accesi ed ancora più tenui, a rappresentare il carattere poliedrico della sorella del cantautore, nella quale lei ci si riconosceva appieno.
Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.
In cornice, al retro piccolo rattoppo alla tela, firmato al retro LUCIO BATTISTI 6/71
ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos) -
Lot 125 Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tavola per "PRIGIONIERO DEL MONDO", 1968
92x82 cm
Olio su tavola
Olio su tavola di legno, misure 92x82 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo PRIGIONIERO DEL MONDO (1968)
Una immaginaria voragine creata dalle paure dell'uomo stesso, con le sue debolezze, le illusioni. Una galleria scavata da una scavatrice che tira su di tutto: la terra, l'oro, l'acqua, le pietre.
Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.
In cornice, firmato in basso a destra BATTISTI
ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos) -
Lot 126 Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Dipinto su tela per "LA CANZONE DELLA TERRA", 1971
195x95 cm
Olio su tela
Olio su tela, retro di un arazzo, misure 195x95 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo LA CANZONE DELLA TERRA
Sembra raffigurare una cartina geografica, una vista dall'alto di un territorio delimitato da terra, acqua, cielo, uniti insieme da una miriade di puntini. Visione panteistica, ipotetico abbraccio della natura. Per anni rimasto appeso in casa dei genitori del cantautore, simbolicamente l'amore per il creato.
Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.
In cornice, firmato in basso a sinistra BATTISTI 71
ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos) -
Lot 127 Lucio Battisti (Poggio Bustone 1943 - Milano 1998) - Olio su tela per "LA MACCHINA DEL TEMPO", 1974
95x105cm
olio su tavola
Olio su tavola di legno, misure 95x105 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo LA MACCHINA DEL TEMPO
Dipinto su cassette della frutta, fatte a pezzi e poi riassemblate, con al centro un meccanismo arrugginito di un vecchio orologio, le ore in numeri romani e arabi a scandire l'eternità. " ... macchina del tempo, tu perdi i pezzi e non lo sai ... "
Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.
In cornice, firmato in basso a destra BATTISTI 31.12.74 (?)
ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos) -
Lot 128 Rolling Stones - Biglietti del concerto dei ROLLING STONES tenutosi a Roma nel 1967, 1967
110x110mm
carta
Coppia di matrici di biglietti del concerto dei ROLLING STONES tenutosi al PALAZZO DELLO SPORT dell' E.U.R. di Roma il 6 Aprile 1967, in diurna ore 16. Ingresso dai cancelli B,F,P,T al costo di 1500 Lire, numerati sequenziali 164,165.
Stampati da Zanolla (Milano)
Biglietti in buone condizioni.
Misura circa 110x110mm ciascuno -
Lot 129 Puccini, Giacomo - Puccini, Giacomo (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924) , 1900s
300mm
gesso
Statuetta caricaturale raffigurante GIACOMO PUCCINI, realizzata in gesso dipinto a mano, firmata alla base Rizzi
Originale d'epoca, misura circa 300mm in altezza, in ottime condizioni
Giacomo Puccini, autore di capolavori assoluti del melodramma mondiale quali "La Bohème" (1896), "Tosca" (1900), "Madama Butterfly" (1904) e "Turandot" (postuma, 1926) -
Lot 130 Dina Galli (Milano 1877 - Roma 1951) - Galli, Dina (Milano, 16 dicembre 1877 – Roma, 4 marzo 1951), 1900s
240mm
gesso
Statuetta caricaturale in gesso dipinto a mano, raffigurante DINA GALLI (Milano 1877 – Roma 1951), attrice comica e di prosa del teatro italiano, firmata alla base Rizzi
Originale d'epoca, misura circa 240mm in altezza, in ottime condizioni -
Lot 131 Gabriele D'Annunzio - Luisa Baccara - Adolfo De Carolis - Dannunziana - Luisa Baccara, 1920
Lotto cartaceo relativo a LUISA BACCARA (Venezia 1892 – Milano 1985), pianista veneziana e compagna di vita di Gabriele d'Annunzio
Manifestino del "QUINTO CONCERTO FIUMANO di LUISA BACCARA – Mercoledì 21 Aprile 1920 – NATALE DI ROMA"
(il 21 aprile, anniversario della fondazione di Roma) con musiche di Haendel, Bach, Chopin, Martucci, Debussy, Albeni
misura circa 170x230mm
Volume "ADOLFO DE CAROLIS e GABRIELE D'ANNUNZIO – RITRATTO DI LUISA BACCARA – PRESSO LA FIONDA IN ROMA – MCMXX (1920)" in 8° oblungo, con Ex-libris di D'Annunzio in seconda di copertina, xilografie originali di De Carolis, ritratto della Baccara in sanguigna, prima edizione, 16mo (140x210 mm) pp.44
In buone condizioni
Lotto cartaceo relativo a LUISA BACCARA (Venezia 1892 – Milano 1985), pianista veneziana e compagna di vita di Gabriele d'Annunzio
Manifestino del "QUINTO CONCERTO FIUMANO di LUISA BACCARA – Mercoledì 21 Aprile 1920 – NATALE DI ROMA"
(il 21 aprile, anniversario della fondazione di Roma) con musiche di Haendel, Bach, Chopin, Martucci, Debussy, Albeni
misura circa 170x230mm
Volume "ADOLFO DE CAROLIS e GABRIELE D'ANNUNZIO – RITRATTO DI LUISA BACCARA – PRESSO LA FIONDA IN ROMA – MCMXX (1920)" in 8° oblungo, con Ex-libris di D'Annunzio in seconda di copertina, xilografie originali di De Carolis, ritratto della Baccara in sanguigna, prima edizione, 16mo (140x210 mm) pp.44
In buone condizioni -
Lot 132 Gabriele D'Annunzio - IL CAPOBANDA - volume cartonato in fac-simile, 1891
280x220mm
Volume cartonato, IL CAPOBANDA
In 4° (280x220mm), legatura editoriale pelle marrone e cofanetto, pp.(2) cc.numerate 15 vergate al solo recto in facsimile di autografo. Invettiva di Gabriele d'Annunzio contro Pietro Mascagni, scritta nel periodo napoletano (1891-1892)
In ottime condizioni, ottimo esemplare
Volume cartonato, IL CAPOBANDA
In 4° (280x220mm), legatura editoriale pelle marrone e cofanetto, pp.(2) cc.numerate 15 vergate al solo recto in facsimile di autografo. Invettiva di Gabriele d'Annunzio contro Pietro Mascagni, scritta nel periodo napoletano (1891-1892)
In ottime condizioni, ottimo esemplare -
Lot 133 Gabriele D'Annunzio - Foto del Vate in uniforme da Ardito con dedica e firma autografe, 1929
300x420mm
Foto in bianco e nero di Gabriele d'Annunzio in uniforme da Ardito, e medaglia in bronzo commemorativa.
Dedica e firma autografe "A Carlo Ghezzi lo scrittore che, avendo ripreso nella man destra la penna, minaccia l'azione della mano sinistra - Gabriele d'Annunzio" - Medaglia commemorativa e nominativa, incisa "GARA BENEFICA GRUPPO FASCISTA D'ANNUNZIO - OMAGGIO A CARLO GHEZZI - 10.1.929 VII"
Fotografia montata su cartoncino, in cornice con passepartout, misura circa 300x420 mm , la medaglia circa 50mm di diametro.
Foto in bianco e nero di Gabriele d'Annunzio in uniforme da Ardito, e medaglia in bronzo commemorativa.
Dedica e firma autografe "A Carlo Ghezzi lo scrittore che, avendo ripreso nella man destra la penna, minaccia l'azione della mano sinistra - Gabriele d'Annunzio" - Medaglia commemorativa e nominativa, incisa "GARA BENEFICA GRUPPO FASCISTA D'ANNUNZIO - OMAGGIO A CARLO GHEZZI - 10.1.929 VII"
Fotografia montata su cartoncino, in cornice con passepartout, misura circa 300x420 mm , la medaglia circa 50mm di diametro. -
Lot 134 Gabriele D'Annunzio - Adolfo De Carolis - Attestati per la Marcia di Ronchi dei Legionari (Fiume) e per la Marcia su Roma, 1920-1922
330x470mm
Lotto di due attestati della stessa persona, come legionario fiumano partecipante alla Marcia di Ronchi o MARCIA SU FIUME e per la Marcia su Roma
Numerato in alto a sinistra 2187, si compone del testo
LA MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA MARCIA DI RONCHI E' CONCESSA AL LEGIONARIO Altea Giuliano CHE HA BEN SERVITO LA CAUSA E BEN MERITATO DELLA PATRIA / VT VEHEMENTIUS ARDEAT / UT TUTIUS VINCAT / MCMXIX / MCMXX .
In basso il timbro circolare della REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO - IL COMANDANTE seguito dalla firma autografa in originale (inchiostro nero) di Gabriele d'Annunzio
Impianto grafico ad opera di Adolfo De Carolis, come risulta evidente dalla sigla a stampa A.D.C. posta in angolo basso a destra, sotto il signum romano.
Incluso un attestato dello stesso milite per la MARCIA SU ROMA, timbrato a secco e firmato (a stampa) da Benito Mussolini e dai quadrumviri De Bono, Bianchi, Balbo, De Vecchi
Insieme in ottime condizioni, l'attestato di Fiume misura 330x470 mm circa.Lotto di due attestati della stessa persona, come legionario fiumano partecipante alla Marcia di Ronchi o MARCIA SU FIUME e per la Marcia su Roma
Numerato in alto a sinistra 2187, si compone del testo
LA MEDAGLIA COMMEMORATIVA DELLA MARCIA DI RONCHI E' CONCESSA AL LEGIONARIO Altea Giuliano CHE HA BEN SERVITO LA CAUSA E BEN MERITATO DELLA PATRIA / VT VEHEMENTIUS ARDEAT / UT TUTIUS VINCAT / MCMXIX / MCMXX .
In basso il timbro circolare della REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO - IL COMANDANTE seguito dalla firma autografa in originale (inchiostro nero) di Gabriele d'Annunzio
Impianto grafico ad opera di Adolfo De Carolis, come risulta evidente dalla sigla a stampa A.D.C. posta in angolo basso a destra, sotto il signum romano.
Incluso un attestato dello stesso milite per la MARCIA SU ROMA, timbrato a secco e firmato (a stampa) da Benito Mussolini e dai quadrumviri De Bono, Bianchi, Balbo, De Vecchi
Insieme in ottime condizioni, l'attestato di Fiume misura 330x470 mm circa. -
Lot 135 Gabriele D'Annunzio - Lettera autografa, 1921
210x285mm
Lettera autografa firmata di pugno da Gabriele d'Annunzio, datata 14 aprile 1921.
Un foglio , una pagina , il testo autografo in corsivo recita integralmente:
"Mio caro Signore, / La ringrazio del / dono prezioso, che ha fatto / ripalpitare il mio cuore / d'Abruzzo. Questa Amazzone / rustica cavalca verso me / dal fondo della mia più re- / mota infanzia. / Vedrò molto volentieri / le altre cose. Italo la con- / durrà all'eremo. / Saluti cordiali. / 14 aprile 1921 Gabriele d'Annunzio"
Misura circa 210x285mm, piega centrale, macchie, segni d'uso
Lettera autografa firmata di pugno da Gabriele d'Annunzio, datata 14 aprile 1921.
Un foglio , una pagina , il testo autografo in corsivo recita integralmente:
"Mio caro Signore, / La ringrazio del / dono prezioso, che ha fatto / ripalpitare il mio cuore / d'Abruzzo. Questa Amazzone / rustica cavalca verso me / dal fondo della mia più re- / mota infanzia. / Vedrò molto volentieri / le altre cose. Italo la con- / durrà all'eremo. / Saluti cordiali. / 14 aprile 1921 Gabriele d'Annunzio"
Misura circa 210x285mm, piega centrale, macchie, segni d'uso -
Lot 136 Gabriele D'Annunzio - Gemelli da polso con levrieri, 1900s
Eccezionale coppia di gemelli da polso in argento, con decorazione centrale raffigurante una testa di levriero dipinta a mano su smalto, conservati nel loro astuccio originale in cuoio o similpelle.
All'interno dell'astuccio, è presente una dedica autografa manoscritta ad inchiostro nero, che dice "A Giacomo Durini / Gabriele d'Annunzio"
La scatolina misura circa 90x60 mm, con lieve mancanza di pelle sul fondo; ogni elemento ovale dei gemelli misura circa 25x15 mm. Punzone argento 800 sui gemelli, In ottime condizioni, smalti perfetti.
Il levriero era l'animale simbolo per eccellenza di d'Annunzio: il poeta-vate era appassionato di questi cani da corsa eleganti e veloci, che associava ai valori di nobiltà, velocità e bellezza che permeano tutta la sua opera, ne ebbe a decine, anche durante la guerra e l'epopea dell'impresa di Fiume. Molti di loro sono sepolti nei giardini del Vittoriale degli Italiani, e d'Annunzio li celebra nel componimento "Qui giacciono i miei cani"
Qui giacciono i miei cani
gli inutili miei cani,
stupidi ed impudichi,
novi sempre et antichi,
fedeli et infedeli
all’Ozio lor signore,
non a me uom da nulla.
Rosicchiano sotterra
nel buio senza fine
rodon gli ossi i lor ossi,
non cessano di rodere i lor ossi
vuotati di medulla
et io potrei farne
la fistola di Pan
come di sette canne
i’ potrei senza cera e senza lino
farne il flauto di Pan
se Pan è il tutto e
se la morte è il tutto.
Ogni uomo nella culla
succia e sbava il suo dito,
ogni uomo seppellito
è il cane del suo nulla.
31 ottobre 1935
Gabriele D'Annunzio fu amico e assiduo frequentatore della Società Milanese per la Caccia a Cavallo, presieduta dal Conte Giacomo Durini tra il 1909 e il 1910. Il poeta lo soprannominò affettuosamente e con grande stima il "Sapiente Re della Brughiera"Eccezionale coppia di gemelli da polso in argento, con decorazione centrale raffigurante una testa di levriero dipinta a mano su smalto, conservati nel loro astuccio originale in cuoio o similpelle.
All'interno dell'astuccio, è presente una dedica autografa manoscritta ad inchiostro nero, che dice "A Giacomo Durini / Gabriele d'Annunzio"
La scatolina misura circa 90x60 mm, con lieve mancanza di pelle sul fondo; ogni elemento ovale dei gemelli misura circa 25x15 mm. Punzone argento 800 sui gemelli, In ottime condizioni, smalti perfetti.
Il levriero era l'animale simbolo per eccellenza di d'Annunzio: il poeta-vate era appassionato di questi cani da corsa eleganti e veloci, che associava ai valori di nobiltà, velocità e bellezza che permeano tutta la sua opera, ne ebbe a decine, anche durante la guerra e l'epopea dell'impresa di Fiume. Molti di loro sono sepolti nei giardini del Vittoriale degli Italiani, e d'Annunzio li celebra nel componimento "Qui giacciono i miei cani"
Qui giacciono i miei cani
gli inutili miei cani,
stupidi ed impudichi,
novi sempre et antichi,
fedeli et infedeli
all’Ozio lor signore,
non a me uom da nulla.
Rosicchiano sotterra
nel buio senza fine
rodon gli ossi i lor ossi,
non cessano di rodere i lor ossi
vuotati di medulla
et io potrei farne
la fistola di Pan
come di sette canne
i’ potrei senza cera e senza lino
farne il flauto di Pan
se Pan è il tutto e
se la morte è il tutto.
Ogni uomo nella culla
succia e sbava il suo dito,
ogni uomo seppellito
è il cane del suo nulla.
31 ottobre 1935
Gabriele D'Annunzio fu amico e assiduo frequentatore della Società Milanese per la Caccia a Cavallo, presieduta dal Conte Giacomo Durini tra il 1909 e il 1910. Il poeta lo soprannominò affettuosamente e con grande stima il "Sapiente Re della Brughiera" -
Lot 137 Gabriele D'Annunzio - Rarissimo spillone da cravatta, 1920s
65mm
Importante ed elegante spillone da cravatta in oro ed argento, con smeraldo verde dal taglio esagonale incastonato, conservato nel suo astuccio originale in legno rivestito in carta simil pelle, con chiusura metalliche.
Sul coperchio dell'astuccio , all'interno troviamo un cartiglio con impresso il motto latino:
"HIC MANEBIMUS OPTIME" - (Qui rimarremo ottimamente/Qui staremo benissimo) , celebre locuzione latina tratta da Tito Livio. Gabriele d'Annunzio la rese il motto ufficiale dell'Impresa di Fiume (1919). Il Comandante la utilizzò per dichiarare la sua ferma intenzione di non abbandonare la città quarnerina, nonostante gli ultimatum del governo italiano.
La scatolina misura circa 90x35x35mm , lo spillone circa 65 mm di lunghezza, e lo smeraldo circa 5x5,5 mm
Probabilmente uno dei gioielli che il Vate commissionava a Renato Brozzi, per omaggiare i suoi ospiti al Vittoriale (anelli “aquilini”, scatole portasigarette, ciondoli ed altri oggetti di oreficeria a motivi animalier)
Lo spillone fu un dono di Gabriele d'Annunzio ad Amedeo Pomilio (1882–1961), suo compaesano, noto imprenditore e pioniere industriale abruzzese. La sua figura è storicamente legata a Gabriele d'Annunzio per due motivi principali: il legame di parentela e la creazione dell'Aurum, il famoso liquore all'arancia.
Negli anni '920, D'Annunzio suggerì ad Amedeo Pomilio il nome del suo celebre liquore. Il Vate unì le parole latine aurum (oro) e aurantium (arancia), per esaltare il colore e il gusto del distillato abruzzese. Per il marchio, sulla bottiglia, D'Annunzio e Pomilio scelsero la caratteristica forma ad "anfora pompeiana". Il Vate pioniere nelle prime operazioni di commercializzazione di un prodotto, nel marketing.
Non sono presenti bolli o punzonature sullo spilloneImportante ed elegante spillone da cravatta in oro ed argento, con smeraldo verde dal taglio esagonale incastonato, conservato nel suo astuccio originale in legno rivestito in carta simil pelle, con chiusura metalliche.
Sul coperchio dell'astuccio , all'interno troviamo un cartiglio con impresso il motto latino:
"HIC MANEBIMUS OPTIME" - (Qui rimarremo ottimamente/Qui staremo benissimo) , celebre locuzione latina tratta da Tito Livio. Gabriele d'Annunzio la rese il motto ufficiale dell'Impresa di Fiume (1919). Il Comandante la utilizzò per dichiarare la sua ferma intenzione di non abbandonare la città quarnerina, nonostante gli ultimatum del governo italiano.
La scatolina misura circa 90x35x35mm , lo spillone circa 65 mm di lunghezza, e lo smeraldo circa 5x5,5 mm
Probabilmente uno dei gioielli che il Vate commissionava a Renato Brozzi, per omaggiare i suoi ospiti al Vittoriale (anelli “aquilini”, scatole portasigarette, ciondoli ed altri oggetti di oreficeria a motivi animalier)
Lo spillone fu un dono di Gabriele d'Annunzio ad Amedeo Pomilio (1882–1961), suo compaesano, noto imprenditore e pioniere industriale abruzzese. La sua figura è storicamente legata a Gabriele d'Annunzio per due motivi principali: il legame di parentela e la creazione dell'Aurum, il famoso liquore all'arancia.
Negli anni '920, D'Annunzio suggerì ad Amedeo Pomilio il nome del suo celebre liquore. Il Vate unì le parole latine aurum (oro) e aurantium (arancia), per esaltare il colore e il gusto del distillato abruzzese. Per il marchio, sulla bottiglia, D'Annunzio e Pomilio scelsero la caratteristica forma ad "anfora pompeiana". Il Vate pioniere nelle prime operazioni di commercializzazione di un prodotto, nel marketing.
Non sono presenti bolli o punzonature sullo spillone -
Lot 138 Gabriele D'Annunzio - Adolfo De Carolis - Attestato per la Marcia di Ronchi dei Legionari (Fiume), 1920s
330x470mm
Attestato per legionario fiumano partecipante alla Marcia di Ronchi o MARCIA SU FIUME
Numerato in alto a sinistra, nominativo del legionario vergato ad inchiostro Tripalo Alfonso, in basso timbro circolare della REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO - IL COMANDANTE seguito dalla firma a tampone di Gabriele d'Annunzio
Incluso un attestato dello stesso milite per Croce al Merito di Guerra.
Insieme in in buonee condizioni, presenti lievi macchie/aloni, mancanza al passepartout in alto a destra. Misura 330x470 mm circa.Attestato per legionario fiumano partecipante alla Marcia di Ronchi o MARCIA SU FIUME
Numerato in alto a sinistra, nominativo del legionario vergato ad inchiostro Tripalo Alfonso, in basso timbro circolare della REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO - IL COMANDANTE seguito dalla firma a tampone di Gabriele d'Annunzio
Incluso un attestato dello stesso milite per Croce al Merito di Guerra.
Insieme in in buonee condizioni, presenti lievi macchie/aloni, mancanza al passepartout in alto a destra. Misura 330x470 mm circa. -
Lot 139 Gabriele D'Annunzio - Raro volume "Alla più grande Italia" con dedica a Thaon di Revel, 1916
110x160
Volume "Per la più grande Italia - Orazioni e messaggi di Gabriele d'Annunzio" con dedica e firma autografe di Gabriele d'Annunzio al Generale Thaon di Revel. La dedica autografa recita integralmente:
"Al generale Thaon di Revel / questo libro di fede e di combattimento offre / il suo vecchio e fedele / Cavalleggiere di Alessandria / Gabriele d'Annunzio / Venezia: giugno 1916"
Volume rilegato in copertina rigida, dorso impresso in similoro, edizione Fratelli Treves - Milano - MCMXV , pagine 133 misure 110x160mm
PAOLO THAON DI REVEL (Torino 1859 – Roma 1948) fu uno dei più grandi ammiragli della Marina Militare italiana, Capo di Stato Maggiore della Marina durante la Prima Guerra Mondiale. La sua straordinaria azione
di comando nel conflitto gli valse il titolo di "Duca del Mare" e il grado di Ammiraglio d'Italia. La sua collaborazione con d'Annunzio durante la guerra fu stretta: entrambi operarono nell'Adriatico, e d'Annunzio prese parte a numerose imprese navali e aeree da Venezia. L'ammiraglio Thaon di Revel donerà successivamente a D'Annunzio, la prua della regia nave Puglia, allestita perennemente al Vittoriale degli italiani
Volume "Per la più grande Italia - Orazioni e messaggi di Gabriele d'Annunzio" con dedica e firma autografe di Gabriele d'Annunzio al Generale Thaon di Revel. La dedica autografa recita integralmente:
"Al generale Thaon di Revel / questo libro di fede e di combattimento offre / il suo vecchio e fedele / Cavalleggiere di Alessandria / Gabriele d'Annunzio / Venezia: giugno 1916"
Volume rilegato in copertina rigida, dorso impresso in similoro, edizione Fratelli Treves - Milano - MCMXV , pagine 133 misure 110x160mm
PAOLO THAON DI REVEL (Torino 1859 – Roma 1948) fu uno dei più grandi ammiragli della Marina Militare italiana, Capo di Stato Maggiore della Marina durante la Prima Guerra Mondiale. La sua straordinaria azione
di comando nel conflitto gli valse il titolo di "Duca del Mare" e il grado di Ammiraglio d'Italia. La sua collaborazione con d'Annunzio durante la guerra fu stretta: entrambi operarono nell'Adriatico, e d'Annunzio prese parte a numerose imprese navali e aeree da Venezia. L'ammiraglio Thaon di Revel donerà successivamente a D'Annunzio, la prua della regia nave Puglia, allestita perennemente al Vittoriale degli italiani -
Lot 140 Gabriele D'Annunzio - Raro volume "ODE ALLA NAZIONE SERBA" con dedica a Thaon di Revel, 1915
150x215 mm
Rarissima edizione dell' ODE ALLA NAZIONE SERBA, stampato in Venezia a spese dell'autore GABRIELE D'ANNUNZIO il 30 novembre 1915 (addì XXX di Novembre MCMXV), con dedica e firma autografe di Gabriele d'Annunzio,
Primo frontespizio stampato in rosso entro cornice nera, secondo frontespizio (nero e rosso) "Ode. Hinc spes". Al controfrontespizio stampa "Ne relentescat" sotto arco e freccia , sormontata dalla dedica autografa di d’Annunzio indirizzata a
"a S.E. il Vice-Ammiraglio / Thaon di Revel / devotissimamente / Gabriele d'Annunzio / decembre 1915"
Carte protette da copertina originale con impressi in prima lo stemma serbo, in quarta lo stemma di Venezia (Leone di San Marco con libro) attorniati da drappi arabeggianti, colorati. Fogli spillati, completi del cordoncino rosso. 36 pagine, più frontespizi e copertina, ottime condizioni, misure 150 x 215 mm. Molto raro
L'Ode alla Nazione Serba fu composta da d'Annunzio nel 1915 in solidarietà con la Serbia devastata dall'invasione austro-tedesca. Stampata a sue spese a Venezia, era destinata a pochi eletti destinatari, come il presente dedicatario, S.E. il Vice-Ammiraglio PAOLO THAON DI REVEL (Torino 1859 – Roma 1948), futuro "Duca del Mare". Il dicembre 1915 coincide con i primi mesi dell'intensa collaborazione bellica tra d'Annunzio e la Marina italiana nell'Adriatico, dalla base di Venezia.Rarissima edizione dell' ODE ALLA NAZIONE SERBA, stampato in Venezia a spese dell'autore GABRIELE D'ANNUNZIO il 30 novembre 1915 (addì XXX di Novembre MCMXV), con dedica e firma autografe di Gabriele d'Annunzio,
Primo frontespizio stampato in rosso entro cornice nera, secondo frontespizio (nero e rosso) "Ode. Hinc spes". Al controfrontespizio stampa "Ne relentescat" sotto arco e freccia , sormontata dalla dedica autografa di d’Annunzio indirizzata a
"a S.E. il Vice-Ammiraglio / Thaon di Revel / devotissimamente / Gabriele d'Annunzio / decembre 1915"
Carte protette da copertina originale con impressi in prima lo stemma serbo, in quarta lo stemma di Venezia (Leone di San Marco con libro) attorniati da drappi arabeggianti, colorati. Fogli spillati, completi del cordoncino rosso. 36 pagine, più frontespizi e copertina, ottime condizioni, misure 150 x 215 mm. Molto raro
L'Ode alla Nazione Serba fu composta da d'Annunzio nel 1915 in solidarietà con la Serbia devastata dall'invasione austro-tedesca. Stampata a sue spese a Venezia, era destinata a pochi eletti destinatari, come il presente dedicatario, S.E. il Vice-Ammiraglio PAOLO THAON DI REVEL (Torino 1859 – Roma 1948), futuro "Duca del Mare". Il dicembre 1915 coincide con i primi mesi dell'intensa collaborazione bellica tra d'Annunzio e la Marina italiana nell'Adriatico, dalla base di Venezia. -
Lot 141 Gabriele D'Annunzio - Lettera dal Comando della Città di Fiume, 1919
155x180 mm
Lettera vergata e firmata autografa da Gabriele d'Annunzio su carta intestata "CITTÀ DI FIUME / COMANDO", datata Fiume, 26 settembre 1919 – appena quattordici giorni dopo il leggendario ingresso di d'Annunzio a Fiume con i suoi legionari (12 settembre 1919).
Il documento si compone di un foglio, due pagine scritte , al recto
"Mio caro Signore, la mia riconoscenza ha scarso pregio, ma la riconoscenza di Fiume è santa. Viene tutta a Lei e ai Suoi amici Italiani degni di tale nome"
al verso
"L'on. Centurione si accorde col Comandante Rizzo per indicare i bisogni più urgenti. Grazie. Le stringo la mano. Il Suo
Gabriele d'Annunzio . Fiume: 26. IX. 1919"
Misure del foglio circa 155x180 mm , in ottime condizioni
Il "Comandante Rizzo" menzionato è LUIGI RIZZO (1887-1951), l'eroico comandante di torpediniera che avrebbe affondato la corazzata austriaca "Viribus Unitis" nel 1918 e che fu uno dei pilastri della guarnigione fiumana.
L'Impresa di Fiume (settembre 1919 – dicembre 1920) fu uno degli episodi più romantici e controversi della storia italiana: d'Annunzio marciò su Fiume con circa duemila legionari e vi instaurò la cosiddetta "Reggenza Italiana del Carnaro"
Lettera vergata e firmata autografa da Gabriele d'Annunzio su carta intestata "CITTÀ DI FIUME / COMANDO", datata Fiume, 26 settembre 1919 – appena quattordici giorni dopo il leggendario ingresso di d'Annunzio a Fiume con i suoi legionari (12 settembre 1919).
Il documento si compone di un foglio, due pagine scritte , al recto
"Mio caro Signore, la mia riconoscenza ha scarso pregio, ma la riconoscenza di Fiume è santa. Viene tutta a Lei e ai Suoi amici Italiani degni di tale nome"
al verso
"L'on. Centurione si accorde col Comandante Rizzo per indicare i bisogni più urgenti. Grazie. Le stringo la mano. Il Suo
Gabriele d'Annunzio . Fiume: 26. IX. 1919"
Misure del foglio circa 155x180 mm , in ottime condizioni
Il "Comandante Rizzo" menzionato è LUIGI RIZZO (1887-1951), l'eroico comandante di torpediniera che avrebbe affondato la corazzata austriaca "Viribus Unitis" nel 1918 e che fu uno dei pilastri della guarnigione fiumana.
L'Impresa di Fiume (settembre 1919 – dicembre 1920) fu uno degli episodi più romantici e controversi della storia italiana: d'Annunzio marciò su Fiume con circa duemila legionari e vi instaurò la cosiddetta "Reggenza Italiana del Carnaro" -
Lot 142 Automobilia - Gran Premio MONZA , 1938
100x85mm
Biglietto d'invito ufficiale per la TRIBUNA D'ONORE del Gran Premio d'Italia di Formula 1 disputato all'AUTODROMO DI MONZA , 11 settembre 1938 (Anno XVI E.F.), organizzato dal REALE AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA.
Sul cartoncino notiamo una sagoma di auto da corsa ed il testo "REALE AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA" - "AUTODROMO MONZA / 11 SETTEMBRE 1938 – XVI" - "TRIBUNA D'ONORE / INVITO" - "da portarsi in modo visibile / N. 30" ancora completo del talloncino : "Tribuna d'Onore / INVITO / Da staccarsi all'ingresso della Tribuna d'Onore"
Al retro avviso pubblicitario BEVETE RABARBARO S.PELLEGRINO
Misura circa 100x85mm, in ottime condizioni
Il Gran Premio d'Italia 1938 dell'11 settembre 1938 fu vinto da Tazio Nuvolari su vettura Alfa Romeo.
Biglietto d'invito ufficiale per la TRIBUNA D'ONORE del Gran Premio d'Italia di Formula 1 disputato all'AUTODROMO DI MONZA , 11 settembre 1938 (Anno XVI E.F.), organizzato dal REALE AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA.
Sul cartoncino notiamo una sagoma di auto da corsa ed il testo "REALE AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA" - "AUTODROMO MONZA / 11 SETTEMBRE 1938 – XVI" - "TRIBUNA D'ONORE / INVITO" - "da portarsi in modo visibile / N. 30" ancora completo del talloncino : "Tribuna d'Onore / INVITO / Da staccarsi all'ingresso della Tribuna d'Onore"
Al retro avviso pubblicitario BEVETE RABARBARO S.PELLEGRINO
Misura circa 100x85mm, in ottime condizioni
Il Gran Premio d'Italia 1938 dell'11 settembre 1938 fu vinto da Tazio Nuvolari su vettura Alfa Romeo. -
Lot 143 Automobilia - Raduno Gran Sasso, 1937
Lotto cartaceo di documenti originali relativi al II° RADUNO AUTOMOBILISTICO NAZIONALE AL GRAN SASSO D'ITALIA, organizzato dal REALE AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA (R.A.C.I.), Sede Provinciale di Aquila, il 7-8 agosto 1937 (Anno XV E.F.)
Il lotto include il PROGRAMMA/REGOLAMENTO – Brochure pieghevole , una TESSERA D'ONORE della "Federazione dei Fasci di Combattimento dell'Aquila – Ispettorato Provinciale – TESSERA D'ONORE del III Littoriale FESTE DEL GRAN SASSO – ANNO XV" con firma autografa rilasciata al Segretario Federale di Littoria, una SCHEDA D'ISCRIZIONE modulo ufficiale del "R.A.C.I. REALE AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA – SEDE PROVINCIALE DI AQUILA – SCHEDA D'ISCRIZIONE PROVINCIALE – II° Raduno Automobilistico Nazionale al GRAN SASSO D'ITALIA" , due fotografie b/n di auto da corsa
In buone condizioni
Lotto cartaceo di documenti originali relativi al II° RADUNO AUTOMOBILISTICO NAZIONALE AL GRAN SASSO D'ITALIA, organizzato dal REALE AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA (R.A.C.I.), Sede Provinciale di Aquila, il 7-8 agosto 1937 (Anno XV E.F.)
Il lotto include il PROGRAMMA/REGOLAMENTO – Brochure pieghevole , una TESSERA D'ONORE della "Federazione dei Fasci di Combattimento dell'Aquila – Ispettorato Provinciale – TESSERA D'ONORE del III Littoriale FESTE DEL GRAN SASSO – ANNO XV" con firma autografa rilasciata al Segretario Federale di Littoria, una SCHEDA D'ISCRIZIONE modulo ufficiale del "R.A.C.I. REALE AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA – SEDE PROVINCIALE DI AQUILA – SCHEDA D'ISCRIZIONE PROVINCIALE – II° Raduno Automobilistico Nazionale al GRAN SASSO D'ITALIA" , due fotografie b/n di auto da corsa
In buone condizioni -
Lot 144 Automobilia - Circuito Agro Pontino, 1937
Lotto di documenti originali relativi al "I° CIRCUITO DELL'AGRO PONTINO", gara automobilistica organizzata dal REALE AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA (Sede Provinciale di Roma) sotto il patrocinio de "Il Littoriale" e svoltasi a LITTORIA (oggi Latina) il 2 maggio, Anno XV (1937).
Il lotto comprende il PROGRAMMA UFFICIALE ( "I CIRCUITO DELL'AGRO PONTINO – Organizzazione del Reale Automobile Club d'Italia – Sede Provinciale di Roma – Patrocinio de il littoriale – Classi IV e III giri 3 km. 240 – Classi II e I giri 2 km. 120 – LITTORIA – 2 Maggio – ore 15) con elenco dei concorrenti per classe; una mappa "IV RADUNO DEL LITTORIO – Percorso delle gare di regolarità in asfalto: Rimini-Cesena-Forlimpopoli-Rimini / Firenze-Rimini-Bologna-Rimini" con percorso in rosso sulla carta stradale; un paio di fotografie b/n
Lotto di documenti originali relativi al "I° CIRCUITO DELL'AGRO PONTINO", gara automobilistica organizzata dal REALE AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA (Sede Provinciale di Roma) sotto il patrocinio de "Il Littoriale" e svoltasi a LITTORIA (oggi Latina) il 2 maggio, Anno XV (1937).
Il lotto comprende il PROGRAMMA UFFICIALE ( "I CIRCUITO DELL'AGRO PONTINO – Organizzazione del Reale Automobile Club d'Italia – Sede Provinciale di Roma – Patrocinio de il littoriale – Classi IV e III giri 3 km. 240 – Classi II e I giri 2 km. 120 – LITTORIA – 2 Maggio – ore 15) con elenco dei concorrenti per classe; una mappa "IV RADUNO DEL LITTORIO – Percorso delle gare di regolarità in asfalto: Rimini-Cesena-Forlimpopoli-Rimini / Firenze-Rimini-Bologna-Rimini" con percorso in rosso sulla carta stradale; un paio di fotografie b/n