Lot 137 | Gabriele D'Annunzio - Rarissimo spillone da cravatta, 1920s

Finarte - Via dei Bossi 2, 20121 Milano
Presale Autografi e Memorabilia Storici, Musicali e Sportivi Sessione Unica
Friday 26 June 2026 hours 15:00 (UTC +01:00)

Gabriele D'Annunzio - Rarissimo spillone da cravatta, 1920s

Starting price
4,800.00 €

Gabriele D'Annunzio - Rarissimo spillone da cravatta, 1920s

65mm
Importante ed elegante spillone da cravatta in oro ed argento, con smeraldo verde dal taglio esagonale incastonato, conservato nel suo astuccio originale in legno rivestito in carta simil pelle, con chiusura metalliche.


Sul coperchio dell'astuccio , all'interno troviamo un cartiglio con impresso il motto latino:
"HIC MANEBIMUS OPTIME" - (Qui rimarremo ottimamente/Qui staremo benissimo) , celebre locuzione latina tratta da Tito Livio. Gabriele d'Annunzio la rese il motto ufficiale dell'Impresa di Fiume (1919). Il Comandante la utilizzò per dichiarare la sua ferma intenzione di non abbandonare la città quarnerina, nonostante gli ultimatum del governo italiano.


La scatolina misura circa 90x35x35mm , lo spillone circa 65 mm di lunghezza, e lo smeraldo circa 5x5,5 mm
Probabilmente uno dei gioielli che il Vate commissionava a Renato Brozzi, per omaggiare i suoi ospiti al Vittoriale (anelli “aquilini”, scatole portasigarette, ciondoli ed altri oggetti di oreficeria a motivi animalier)


Lo spillone fu un dono di Gabriele d'Annunzio ad Amedeo Pomilio (1882–1961), suo compaesano, noto imprenditore e pioniere industriale abruzzese. La sua figura è storicamente legata a Gabriele d'Annunzio per due motivi principali: il legame di parentela e la creazione dell'Aurum, il famoso liquore all'arancia.
Negli anni '920, D'Annunzio suggerì ad Amedeo Pomilio il nome del suo celebre liquore. Il Vate unì le parole latine aurum (oro) e aurantium (arancia), per esaltare il colore e il gusto del distillato abruzzese. Per il marchio, sulla bottiglia, D'Annunzio e Pomilio scelsero la caratteristica forma ad "anfora pompeiana". Il Vate pioniere nelle prime operazioni di commercializzazione di un prodotto, nel marketing.

Non sono presenti bolli o punzonature sullo spilloneImportante ed elegante spillone da cravatta in oro ed argento, con smeraldo verde dal taglio esagonale incastonato, conservato nel suo astuccio originale in legno rivestito in carta simil pelle, con chiusura metalliche.


Sul coperchio dell'astuccio , all'interno troviamo un cartiglio con impresso il motto latino:
"HIC MANEBIMUS OPTIME" - (Qui rimarremo ottimamente/Qui staremo benissimo) , celebre locuzione latina tratta da Tito Livio. Gabriele d'Annunzio la rese il motto ufficiale dell'Impresa di Fiume (1919). Il Comandante la utilizzò per dichiarare la sua ferma intenzione di non abbandonare la città quarnerina, nonostante gli ultimatum del governo italiano.


La scatolina misura circa 90x35x35mm , lo spillone circa 65 mm di lunghezza, e lo smeraldo circa 5x5,5 mm
Probabilmente uno dei gioielli che il Vate commissionava a Renato Brozzi, per omaggiare i suoi ospiti al Vittoriale (anelli “aquilini”, scatole portasigarette, ciondoli ed altri oggetti di oreficeria a motivi animalier)


Lo spillone fu un dono di Gabriele d'Annunzio ad Amedeo Pomilio (1882–1961), suo compaesano, noto imprenditore e pioniere industriale abruzzese. La sua figura è storicamente legata a Gabriele d'Annunzio per due motivi principali: il legame di parentela e la creazione dell'Aurum, il famoso liquore all'arancia.
Negli anni '920, D'Annunzio suggerì ad Amedeo Pomilio il nome del suo celebre liquore. Il Vate unì le parole latine aurum (oro) e aurantium (arancia), per esaltare il colore e il gusto del distillato abruzzese. Per il marchio, sulla bottiglia, D'Annunzio e Pomilio scelsero la caratteristica forma ad "anfora pompeiana". Il Vate pioniere nelle prime operazioni di commercializzazione di un prodotto, nel marketing.

Non sono presenti bolli o punzonature sullo spillone