Presale ASTA 411 - LA COLLEZIONE ARCIVESCOVO LOZANO DI ANTICHE ICONE ORTODOSSE Asta benefica a sostegno della costruzione di un centro sociale giovanile
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Lot 73 Cristo Pantocratore - Fine XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 26,5 x 21,5 cm
L’opera costituisce un superbo esempio di pittura sacra ortodossa russa a fondo oro, magistralmente eseguita secondo i canoni della tradizione bizantina e caratterizzata da un apparato ornamentale di straordinaria finezza esecutiva. La figura di Cristo Pantocratore è ritratta a mezzo busto in una rigorosa e solenne frontalità. Con la mano destra sollevata al petto, il Salvatore compie il classico gesto di benedizione secondo l'uso liturgico orientale, mentre con la mano sinistra sostiene con delicatezza il Libro dei Vangeli aperto e rivolto verso il fedele. Sulle pagine speculari spicca un'elegante iscrizione calligrafica in caratteri cirillici slavo-ecclesiastici "Приидите ко Мне вси труждающиеся..." ("Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi..."). Il volto di Gesù, dal perfetto ovale e dai lineamenti nobili e simmetrici, esprime una severa ma serena maestà spirituale, enfatizzata dai grandi occhi castani che fissano intensamente l'osservatore e dalla barba corta e bipartita. Il Salvatore indossa una tunica di un profondo rosso porpora, e un ampio manto (himation) verde scuro che avvolge il corpo con panneggi fluidi ed eleganti. A fare da sfondo alla sacra effigie vi è una profonda e sfolgorante superficie dorata. La complessa decorazione crea un raffinato motivo geometrico continuo che simula la texture di un prezioso tessuto damascato. Attorno al capo di Cristo si sviluppa un grande nimbo crucigero, anch'esso riccamente punzonato e profilato da semisfere a rilievo, recante i tradizionali monogrammi greci del Verbo incarnato e le iscrizioni identificative laterali "Гдсь Вседержитель" (Signore Onnipotente). La scena sacra è racchiusa superiormente da un arco e circondata da un sontuoso bordo perimetrale a fondo oro, decorato con una complessa e serrata trama di motivi geometrici intrecciati e arabeschi policromi nei toni dell'azzurro e del rosso, interrotti negli angoli superiori da eleganti formelle quadrilobate fiorite che richiamano lo stile neo-russo di fine Ottocento.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 74 Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" con le monete - Inizi XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 22 x 17.5 cm
La composizione si articola secondo una severa e simmetrica ripartizione gerarchica delle figure. Al centro della tavola si staglia monumentale la figura intera della Vergine Maria, posta in piedi sopra un podio circolare e raffigurata con il capo dolcemente reclinato. La Madre di Dio indossa una tunica vermiglia lumeggiata d'oro, sormontata da un ampio manto scuro dalle profonde pieghe lineari e da un candido velo che ne incornicia il volto; le sue braccia sono tese in un gesto di solenne accoglienza, intercessione e protezione materna verso l'umanità sofferente. Lungo il campo centrale, disposti attorno alla figura della Vergine e sulle sue vesti, si stagliano diversi piccoli dischi bronzei con iscrizioni che riproducono delle monete, prezioso attributo iconografico che rimanda storicamente al celebre miracolo avvenuto a San Pietroburgo il 23 luglio 1888, quando un'icona omologa si salvò da un fulmine integrando sulla pellicola pittorica le monete della cassetta delle offerte. Ai lati della Vergine si dispongono simmetricamente, distribuiti su registri sovrapposti, gruppi di fedeli, malati e derelitti colti in attitudini di preghiera, supplica e ringraziamento. Queste figure sono assistite e guidate da angeli alati aureolati che fungono da intermediari celesti, indicando la presenza salvifica della Madre di Dio. Le varie categorie di afflitti sono sormontate da iscrizioni filattiche in caratteri cirillici slavo-ecclesiastici che ne esplicitano la condizione di indigenza o malattia. A fare da coronamento superiore alla scena, entro uno sfolgorante nimbo di nubi luminose, appare la figura benedicente di Gesù Cristo l'Onnipotente, che sovrasta l'intera composizione con la mano destra alzata e il globo nell'altra, sigillando la sanzione divina dell'intercessione mariana. L'intera figurazione si sviluppa su un fondo interamente dorato, caratterizzato nella parte superiore da due rami di palma stilizzati che evocano il paradiso. La scena è racchiusa entro una complessa cornice perimetrale geometrica decorata a fondo oro con motivi a intreccio continuo e arabeschi policromi in smalto blu e rosso, d'ispirazione neo-russa tardo-ottocentesca o del primo Novecento.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 75 Protezione della Madre di Dio (Pokrov) - Fine XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 35,5 x 30 cm
una delle feste più amate e teologicamente significative della tradizione ortodossa russa, il Pokrov (Protezione o Velo della Vergine), celebrato il primo di ottobre a memoria del miracolo avvenuto nel X secolo nella chiesa delle Blacherne a Costantinopoli. Dal punto di vista iconografico, la composizione si articola su due registri sovrapposti all'interno di una monumentale cornice architettonica che riproduce lla basilica bizantina con cupole e absidi finemente delineate. Nel registro superiore, la Madre di Dio appare fluttuante tra le nuvole, in preghiera per l'umanità, affiancata da angeli, apostoli, profeti e santi; tra le mani, o sorretto dagli angeli a seconda delle varianti, ella reca il velo luminoso (lo omophorion), simbolo visibile di protezione e intercessione divina. Nel registro inferiore si sviluppa la dimensione terrena del miracolo: al centro, sul pulpito, si staglia la figura slanciata di San Romano il Melode, patrono dei cantori sacri, con in mano un rotolo recante l'inno natalizio da lui composto. Alla sua destra (sinistra per l'osservatore) si riconoscono l'imperatore Leone il Saggio, l'imperatrice e il patriarca di Costantinopoli, mentre sul lato opposto spicca la figura di San Andrea, il "folle in Cristo" (jurodivyj), che indica estatico la visione celeste al suo giovane discepolo Epifanio.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 76 Protezione della Madre di Dio (Pokrov) - Inizi XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 36 x 31 cm
una delle feste più amate e teologicamente significative della tradizione ortodossa russa, il Pokrov (Protezione o Velo della Vergine), celebrato il primo di ottobre a memoria del miracolo avvenuto nel X secolo nella chiesa delle Blacherne a Costantinopoli. Dal punto di vista iconografico, la composizione si articola su due registri sovrapposti all'interno di una monumentale cornice architettonica che riproduce lla basilica bizantina con cupole e absidi finemente delineate. Nel registro superiore, la Madre di Dio appare fluttuante tra le nuvole, in preghiera per l'umanità, affiancata da angeli, apostoli, profeti e santi; tra le mani, o sorretto dagli angeli a seconda delle varianti, ella reca il velo luminoso (lo omophorion), simbolo visibile di protezione e intercessione divina. Nel registro inferiore si sviluppa la dimensione terrena del miracolo: al centro, sul pulpito, si staglia la figura slanciata di San Romano il Melode, patrono dei cantori sacri, con in mano un rotolo recante l'inno natalizio da lui composto. Alla sua destra (sinistra per l'osservatore) si riconoscono l'imperatore Leone il Saggio, l'imperatrice e il patriarca di Costantinopoli, mentre sul lato opposto spicca la figura di San Andrea, il "folle in Cristo" (jurodivyj), che indica estatico la visione celeste al suo giovane discepolo Epifanio.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 77 Icona quadripartita (Dormizione della Madre di Dio, Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti", santi intercessori, Decapitazione di San Giovanni Battista) - Fine XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 35,5 x 30,5 cm
strutturata come un compendio di cruciali misteri liturgici e devozionali della tradizione ortodossa. La ripartizione interna si organizza in quattro quadranti distinti, combinando grandi feste liturgiche a iconografie protettive. Nel quadrante superiore sinistro è raffigurata la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie), con il corpo esanime della Vergine disteso sul cataletto circondato dagli Apostoli, mentre alle sue spalle si staglia il Cristo in una mandorla scura che ne raccoglie l'anima in fasce. Nel quadrante superiore destro trova posto l'iconografia della Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti", dove la Vergine si erge al centro a figura intera circondata da schiere di angeli e fedeli imploranti, i quali recano cartigli bianchi con preghiere di supplica. Il registro inferiore si apre a sinistra con una sinassi di cinque santi intercessori stanti a figura intera, tra cui si riconoscono un santo vescovo al centro che regge il Vangelo, affiancato da martiri e santi guerrieri disposti su un terreno scuro, inseriti come protettori eponimi del committente. Infine, il quadrante inferiore destro accoglie la solenne ed evocativa immagine della Decapitazione di San Giovanni Battista, focalizzata sul momento successivo al martirio: in primo piano campeggia la testa mozza del Precursore adagiata all'interno di un grande calice liturgico dorato, mentre sullo sfondo a sinistra si intravede la figura del Santo e un fitto nucleo di nubi mistiche. Sotto il profilo prettamente formale, la tavola riflette il gusto miniaturistico e raffinato delle botteghe della Russia centrale del tardo Ottocento, evidente nella minuziosa trattazione delle vesti e delle capigliature delle numerose figure. La tavolozza cromatica gioca sapientemente sull'alternanza di rossi cinabro, verdi profondi e bruni, illuminati dalle sottili lumeggiature bianche degli incarnati e dall'oro dei nimbi che fa risaltare le figure dal fondo verde salvia dei quadranti inferiori. Nel suo complesso, la complessa unione di questi quattro temi teologici e iconografici assegna all'opera un notevole valore collezionistico e devozionale, configurandola come una sofisticata icona da viaggio o da oratorio domestico destinata a un'intensa e colta preghiera quotidiana.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 78 Icona quadripartita (Pokrov, Decapitazione e del Ritrovamento della testa di San Giovanni Battista, Vergine di Kazan e di San Nicola) - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 36 x 30 cm
strutturata come un compendio di cruciali feste liturgiche, miracoli e devozioni della tradizione ortodossa. La ripartizione interna si organizza in quattro quadranti distinti, che offrono una sofisticata narrazione teologica e una potente arca di intercessione per il fedele. Nel quadrante superiore sinistro è raffigurata la Pokrov (la Protezione o Velo della Madre di Dio), una delle feste più sentite in Russia: nella porzione superiore si staglia la Vergine che distende il suo velo protettivo sopra la folla dei fedeli e dei santi, mentre in basso al centro, sul podio, si riconosce il cantore San Romano il Melode affiancato da Andrea il Folle in Cristo che indica la visione sacra. Nel quadrante superiore destro trova posto la narrazione agiografica della Decapitazione e del Ritrovamento della testa di San Giovanni Battista, sviluppata su più sequenze narrative concentrate: a sinistra si consuma il martirio con il boia che brandisce la spada, mentre sulla destra il capo mozzo del Precursore viene solennemente raccolto all'interno di un bacile liturgico e deposto nel sepolcro tra architetture stilizzate. Il registro inferiore si apre a sinistra con l'intensa iconografia mariana della Madre di Dio di Kazan (Kazanskaja), una delle immagini protettive più venerate della nazione russa, definita dallo stretto primo piano della Vergine con il capo dolcemente inclinato verso il Bambino Gesù, che si erge in piedi in posizione frontale e benedicente. Infine, il quadrante inferiore destro accoglie la solenne ed ieratica figura di San Nicola di Myra (o San Nicola Taumaturgo), raffigurato a mezzo busto con i tradizionali paramenti vescovili ricamati, mentre solleva la mano destra nel gesto della benedizione ortodossa e sorregge con la sinistra il libro aperto del Vangelo, affiancato nei piccoli tondi celesti laterali dalle figure miniaturizzate di Cristo e della Vergine che gli riconsegnano le insegne episcopali. Sotto il profilo strettamente formale, la tavola riflette l'eccellente perizia esecutiva delle scuole pittoriche della Russia centrale del tardo Ottocento, fortemente legate alla tradizione miniaturistica. I volti dei personaggi, in particolare quello della Vergine di Kazan e di San Nicola, presentano un modellato molto fine dai toni scuri dell'incarnato, rischiarati da impercettibili e grafici tratti di luce, mentre la stesura cromatica predilige il contrasto tra i rossi cinabro, i caldi toni ocra e le lumeggiature filiformi in oro che percorrono i panneggi delle vesti. La studiata compresenza di questi quattro cardini della fede ortodossa — la protezione della Pokrov, il martirio del Precursore, l'intercessione della Vergine di Kazan e la guida pastorale di San Nicola — qualifica l'opera come un manufatto di straordinario spessore spirituale e collezionistico, concepito originariamente per l'oratorio privato di una committenza colta e devota.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 79 Sinassi di Santi Intercessori sotto la benedizione di Cristo Pantocratore - Fine XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 35,5 x 30 cm
La composizione si organizza secondo un impianto rigorosamente simmetrico e frontale, disponendo un gruppo eletto di sette santi stanti a figura intera lungo una banda di terreno scura in primo piano. Al centro esatto della parata sacra si stagliano due imponenti monaci asceti o padri della Chiesa eremiti, caratterizzati da lunghissime barbe grigie e manti monastici scuri decorati con motivi crociati, i quali stringono tra le mani rosari o croci da cammino. Alla loro sinistra si dispongono due figure femminili regali, tra cui una santa monaca con il tipico velo bianco (apostolnik) e una santa imperatrice o martire che reca sul capo una sontuosa corona gemmata; sulla destra, la schiera è completata da un giovane martire in tunica rossa che stringe la croce del martirio sul petto e da altre due sante donne velate, colte in atteggiamento di sommessa e intensa preghiera. La porzione superiore della tavola rompe la bidimensionalità del fondo dorato aprendosi verso la dimensione celeste: sopra le teste dei santi si libra una densa nuvola mistica sfumata, al di sopra della quale è inserito un medaglione circolare radioso che racchiude la figura benedicente di Gesù Cristo Pantocratore, il quale veglia a mezzo busto e sorregge il Vangelo, legittimando e accogliendo l'intercessione della sinassi sottostante.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 80 Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" con i santi patroni - XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 35,5 x 30 cm
Il fulcro visivo e dogmatico della tavola è dominato dalla figura monumentale della Vergine, che si erge al centro a figura intera sopra una nuvola mistica bianca. Maria indossa un sontuoso maphorion scuro dalle pieghe geometriche lumeggiate in oro, reca sul capo una corona imperiale gemmata e tiene sul braccio sinistro il Bambino Gesù benedicente, anch'egli incoronato e vestito con una tunica rosso acceso. Alle spalle della Madre si irradia una sfolgorante mandorla ovale di luce arancione e rossa, solcata da infiniti raggi dorati che simboleggiano la grazia divina. Ai lati di questa epifania si dispongono, ordinati su due ali speculari, i gruppi degli afflitti, dei malati e degli indigenti che protendono le mani in cerca di conforto, consolati da figure angeliche alate che si muovono tra loro recando lunghi cartigli bianchi srotolati, contenenti promesse di sollievo in antico slavo ecclesiastico. A elevare ulteriormente il valore teologico e devozionale dell'opera, l'iconografo ha inserito ai lati della Vergine quattro importanti figure della Chiesa ortodossa, tra cui si riconoscono i santi Cosma e Damiano e, sulla destra, la figura ieratica di San Nicola di Myra in abiti vescovili bianchi e rossi che sorregge il Vangelo chiuso. Nella porzione superiore, sopra la mandorla mariana, la scena si apre sulla dimensione trinitaria con una densa coltre di nubi candide dalle quali si affaccia la figura benedicente di Dio Padre (l'Antico dei Giorni), avvolto in vesti bianche e con il nimbo triangolare, intento a vegliare sull'intercessione della Vergine. Sotto il profilo strettamente formale, l'icona manifesta la straordinaria perizia esecutiva delle rinomate botteghe della Russia centrale (come Palech o Mstëra). I volti dei numerosi personaggi sono eseguiti con una finezza miniaturistica estrema, caratterizzati da passaggi chiaroscurali morbidi ma dai tratti grafici nettissimi, mentre i manti e le vesti, dominati dalle brillanti tonalità del rosso cinabro, dell'ocra e dei verdi scuri, sono interamente percorsi da finissime lumeggiature dorate (assist) che fanno vibrare la luce sulla superficie. La complessa densità compositiva, unita all'impeccabile stato di conservazione della pellicola pittorica che preserva la brillantezza dei pigmenti originari, qualifica l'opera come un manufatto di altissimo pregio collezionistico e profonda intensità spirituale, commissionato originariamente da una committenza colta come una monumentale arca di protezione e consolazione per le pareti domestiche.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 81 Deesis - Inizi XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 34 x 27 cm
qui restituita nella sua variante "estesa", un impianto compositivo di rara complessità che trasforma lo spazio pittorico in una solenne liturgia celeste. Al centro della composizione siede, ieratico e monumentale, il Cristo Pantocratore. Elevato su un trono regale finemente ornato — simbolo visibile della Sua signoria cosmica —, il Salvatore regge con la mano sinistra il Libro aperto e solleva la destra in un gesto di solenne benedizione. Verso di Lui converge, secondo una calibrata tensione diagonale e spirituale, la schiera degli oranti. Ai lati immediati del trono figurano la Vergine Maria, l'Odigitria che indica la Via, e San Giovanni Battista, il Precursore, colti nell'atto della preghiera perpetua a favore dell'umanità. Alle loro spalle, disposti secondo una gerarchia teologica di impeccabile rigore, si stagliano le figure degli Arcangeli Michele e Gabriele, seguiti dai Padri della Chiesa, dai metropoliti e dai santi monaci prostrati in profonda venerazione ai piedi del trono. Dal punto di vista formale, l'icona si distingue per una straordinaria perizia miniaturistica nella resa delle vesti e dei dettagli architettonici, alternando le profonde tonalità del blu e del porpora imperiale a lumeggiature grafiche di estrema precisione. Il fondo, interamente rivestito in foglia d'oro zecchino, non funge da semplice decorazione, ma si fa luce metafisica, annullando la dimensione temporale per proiettare l'osservatore nell'eterno presente del Regno.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 82 Protezione della Madre di Dio (Pokrov) - XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 30,5 x 25,7 cm
una delle feste più amate e teologicamente significative della tradizione ortodossa russa, il Pokrov (Protezione o Velo della Vergine), celebrato il primo di ottobre a memoria del miracolo avvenuto nel X secolo nella chiesa delle Blacherne a Costantinopoli. Dal punto di vista iconografico, la composizione si articola su due registri sovrapposti all'interno di una monumentale cornice architettonica che riproduce lla basilica bizantina con cupole e absidi finemente delineate. Nel registro superiore appare la Madre di Dio, in preghiera per l'umanità, affiancata da angeli, apostoli, profeti e santi; tra le mani, o sorretto dagli angeli a seconda delle varianti, ella reca il velo luminoso (lo omophorion), simbolo visibile di protezione e intercessione divina. Nel registro inferiore si sviluppa la dimensione terrena del miracolo: al centro, sul pulpito, si staglia la figura slanciata di San Romano il Melode, patrono dei cantori sacri, con in mano un rotolo recante l'inno natalizio da lui composto. Alla sua destra (sinistra per l'osservatore) si riconoscono l'imperatore Leone il Saggio, l'imperatrice e il patriarca di Costantinopoli, mentre sul lato opposto spicca la figura di San Andrea, il "folle in Cristo" (jurodivyj), che indica estatico la visione celeste al suo giovane discepolo Epifanio.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 83 Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31,5 x 27 cm
L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 84 Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - Inizi XX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31,5 x 27 cm
L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 85 Santa Grande Martire Parasceve (Paraskeva Pjatnica) - Inizi XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 30,5 x 26 cm
una delle figure celesti più venerate e amate nella tradizione ortodossa orientale, specialmente come protettrice del focolare domestico e del lavoro femminile. La composizione si conforma rigorosamente al canone iconografico trionfale della santa, ritratta a mezzo busto e in posizione rigorosamente frontale. Il capo è cinto da una sfarzosa e imponente corona regale, sorretta e incoronata da due angeli fluttuanti su nubi ai lati, a testimonianza della sua vittoria spirituale e del suo rango di "Sposa di Cristo" nel Regno dei Cieli. La martire compie con la mano destra il tradizionale gesto di benedizione con le dita tese a proclamare la fede trinitaria e cristologica, mentre con la mano sinistra sorregge un lungo rotolo srotolato delle Scritture che reca chiaramente l'inizio del testo in antico slavo ecclesiastico del Credo (Simvol Very): "Верую во Единаго Бога Отца Вседержителя, Творца..." ("Credo in un solo Dio Padre Onnipotente, Creatore..."). Dal punto di vista cromatico e stilistico, l'opera riflette la ricercata fioritura delle botteghe tardo-ottocentesche, combinando la severità ieratica antica con un gusto decorativo quasi orafo: la santa indossa un maphorion e un manto di un vivissimo rosso vermiglio e cinabro – tonalità che nell'iconografia dei martiri simboleggia esplicitamente il sangue versato per la testimonianza della fede – sovrapposto a una tunica di un profondo verde-bluastro. La straordinaria particolarità del pezzo risiede nella complessa ornamentazione del fondo e della spessa bordura, interamente lavorati a punzone e sbalzati a finto rilievo con motivi geometrici a losanghe e rosette di gusto neobizantino che imitano le preziose rize metalliche dell'epoca, arricchiti da smalti dipinti nei toni del verde e del bordeaux ai quattro angoli. Le iscrizioni calligrafiche ai lati identificano inequivocabilmente il soggetto come "СТЛА. МЧН. ПРАСКОВІЯ" (Santa Martire Paraskeva). Il volto, caratterizzato da grandi occhi espressivi e labbra serrate in un'espressione di austera e serena fermezza, mostra una stesura accurata delle luci e delle ombre sugli incarnati.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 86 Madre di Dio del Roveto Ardente (Neopalimaja Kupina) - Fine XVIII secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31 x 26 cm
questa sofisticata iconografia si basa sulle visioni profetiche dell'Antico Testamento – in primis il roveto visto da Mosè che bruciava senza consumarsi (Esodo 3,2) – interpretato dalla patristica come prefigurazione assoluta della Vergine Maria, che ha accolto in grembo il fuoco della Divinità senza esserne bruciata. Al centro della complessa architettura geometrica si staglia la Madre di Dio con il Bambino in grembo; Maria regge nella mano destra la scala teofanica di Giacobbe e l'immagine di un palazzo/tempio, ulteriori simboli mariani di transito e dimora divina. La composizione è dominata da una complessa stella a otto punte formata dalla sovrapposizione di due rombi o quadrati stellati incrociati, che poggiano a loro volta su uno sfondo quadrilobato. Il rombo di colore scuro (solitamente verde o blu notte) simboleggia il roveto stesso e la natura terrena, mentre quello rosso acceso sovrapposto rappresenta il fuoco divino e celestiale. All'interno delle punte stellate e dei lobi retrostanti si dispiega un'articolata gerarchia celeste gremita di figure angeliche di difficile esecuzione miniaturistica, che governano gli elementi naturali (i venti, i fulmini, la rugiada) in sottomissione al Logos incarnato. Ai quattro angoli esterni della composizione centrale sono finemente raffigurate le principali visioni profetiche veterotestamentarie: Mosè davanti al roveto ardente (in alto a sinistra), la visione di Isaia con il serafino e il carbone ardente (in alto a destra), la porta chiusa di Ezechiele e la scala di Giacobbe. Dal punto di vista stilistico, l'opera rivela una stesura miniaturistica di alta scuola devozionale, con una tavolozza cupa e profonda dove i rossi cinabro e i verdi scuri creano un contrasto cromatico di straordinario misticismo sul fondo dorato originale. La tavola lignea si presenta in uno stato di conservazione antico e genuino, caratterizzato da una pronunciata fessurazione verticale che attraversa la tavola centralmente nella porzione superiore (una crepa naturale del legno stabilizzata dal tempo) e da diffuse cadute della doratura e della pellicola pittorica di fondo che svelano l'antica preparazione in gesso (levkas). Tale evidente stato di invecchiamento e la forte patina d'epoca non fanno che accrescere il fascino archeologico e l'autenticità devozionale del pezzo, rendendolo un lotto di grandissimo interesse per studiosi e collezionisti di icone russe antiche dall'elevato contenuto teologico e simbolico.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 87 Risurrezione di Cristo con la Discesa agli Inferi (Voskresenie - Anastasis) - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31,5 x 26 cm
sormontata in alto da una magnifica iscrizione calligrafica in stile vjaz' tracciata a caratteri allungati sul fondo oro. La composizione adotta la tipica e complessa struttura narrativa russa che fonde in un unico spazio pittorico i due momenti teologici della vittoria sulla morte. Nella sezione inferiore si compie l'asse centrale dell'iconografia bizantina antica, la Discesa agli Inferi (Anastasis): Cristo Salvatore, avvolto in una mandorla circolare di luce divina e con vesti lumeggiate d'oro, calpesta vittorioso le porte spezzate dell'Ade, disposte a croce sull'abisso buio. Con un gesto dinamico e salvifico, afferra per il polso Adamo ed Eva, traendoli fuori dai rispettivi sepolcri, affiancato dalle schiere dei giusti, dei re e dei profeti dell'Antico Testamento (tra cui si riconoscono Davide e Salomone). Nella parte superiore si dispiega la Risurrezione in senso storico-liturgico: Cristo sorge glorioso dal sepolcro scoperchiato, circondato da angeli adoranti e immerso in una mandorla radiosa di forma ogivale. Lo spazio circostante è densamente popolato da scene sussidiarie che arricchiscono il racconto pasquale: sul lato sinistro, in alto, si osserva la scena delle donne mirrofore al sepolcro vuoto davanti all'angelo in candide vesti; sul lato destro si snoda la processione dei beati guidati dal buon ladrone Disma (che reca la sua croce) verso le porte del Paradiso, rappresentate come una struttura architettonica turrita presidiata dai cherubini. Dal punto di vista stilistico, l'opera mostra una finezza miniaturistica d'alto livello, con una tavolozza ricca che accosta i toni caldi delle ocre e dei rossi cinabro ai verdi profondi dei paesaggi rocciosi (gorki), i quali scandiscono geometricamente le diverse scene teofaniche. La stesura pittorica è estremamente curata nelle lumeggiature sottili che esaltano il panneggio delle vesti e l'espressività delle numerosissime e microscopiche figure.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 88 Santi intercessori sormontati dalla figura benedicente di Cristo Salvatore (il Sabaoth o il Cristo Pantocratore tra le nubi) - Fine XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola e foglia d'oro
Altezza x larghezza: 31 x 26,5 cm
Al centro della scena si staglia la figura monumentale e ieratica di San Giovanni Battista (Ioann Predteča), il Precursore, raffigurato con una folta barba, i piedi scalzi e le vesti eremitiche tipiche del deserto coperte da un manto verde brillante; egli solleva la mano destra in un solenne gesto di predicazione e benedizione, mentre con la sinistra regge un rotolo srotolato recante le Scritture in antico slavo ecclesiastico. Alla sua destra (sinistra dello spettatore) è effigiato un santo monaco asceta, identificabile dall'iscrizione calligrafica soprastante come San Nilo di Stolobnyj (Prepodobnyj Nil Stolobenskij), celebre taumaturgo russo, qui ritratto con i severi abiti monastici del grande abito (skhima) decorati da croci e motivi geometrici sacri. Alla sinistra del Battista si trova invece una santa martire, identificabile dall'iscrizione come Santa Martira Gliceria (Svjataja Mučenica Glikerija) o figura affine della prima cristianità, abbigliata con un maphorion e una tunica dai toni regali del blu e dell'arancio, con il capo cinto da un'aureola finemente decorata. In alto, tra le nubi, emerge il Cristo che domina la composizione circondato da raggi di luce divina. Dal punto di vista tecnico e ornamentale, l'icona si distingue per la straordinaria e minuziosa lavorazione del fondo oro e della spessa bordura perimetrale, interamente incisi e punzonati a finto rilievo con una fitta trama di girali vegetali e motivi geometrici di gusto neobizantino che imitano le sfarzose rize metalliche dell'epoca, arricchiti ai due angoli superiori da elaborati medaglioni cruciformi. Lo stile pittorico risente fortemente della transizione accademica tardo-ottocentesca, caratterizzato da un raffinato naturalismo nell'esecuzione dei volti, degli incarnati e dei morbidi panneggi, pur mantenendo intatta la solennità spirituale del canone ortodosso.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 89 Icona polimaterica e devozionale a più scomparti - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31 x 26 cm
concepita per condensare in un unico spazio pittorico i pilastri della fede e dell'intercessione ortodossa. La superficie è rigorosamente scandita in due registri principali. Nel registro superiore si dispiega una solenne composizione a tre scomparti che richiama idealmente la struttura della Deesis: a sinistra si staglia la figura ieratica di San Nicola di Myra (Nikola Čudotvorec), raffigurato con i solenni paramenti episcopali mentre sorregge il Vangelo; al centro si colloca la Madre di Dio di Dneper (Dneprovskaja) o tipologia affine della Tenerezza (Eleusa), in cui il Bambino stringe teneramente il collo della Vergine; a destra chiude il trittico la drammatica figura di San Giovanni Battista (Ioann Predteča), il Precursore, che reca tra le mani un vassoio contenente il proprio capo decollato, simbolo del suo martirio, e un rotolo srotolato delle Scritture. Il registro inferiore è interamente occupato da una spettacolare e densissima raffigurazione della Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" (Vseh Skorbjaščih Radost'), come esplicitato chiaramente dall'iscrizione calligrafica in antico slavo ecclesiastico tracciata sul margine inferiore. Al centro, entro una mandorla radiosa di luce divina e coronata da angeli, la Vergine si erge a figura intera rivestita di abiti regali, stringendo sul braccio sinistro il Divino Infante. Ai suoi lati si accalcano simmetricamente schiere di fedeli, malati, storpi e indigenti disposti in gruppi piramidali; a guidare il loro conforto intervengono figure angeliche inviate dalla Vergine stessa, che recano cartigli srotolati con preghiere e promesse di guarigione e sollievo spirituale. Sui due margini laterali esterni (kovčeg), l'opera è ulteriormente arricchita da due santi patroni a figura intera: l'Angelo Custode a sinistra e un Santo Martire o Guerriero a destra. Dal punto di vista stilistico, l'icona mostra una straordinaria finezza miniaturistica d'alto livello, evidente nella capacità del maestro di gestire decine di micro-figure con una stesura pittorica pulita ed espressiva, ricca di lumeggiature sottili sulle vesti e sui volti.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 90 Cristo Pantocratore (Gospod' Vsedržitel') - Fine XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 31,5 x 26,5 cm
il Sovrano Onnipotente e fulcro teologico dell'arte sacra ortodossa. Il Salvatore è ritratto frontalmente a mezzo busto, colto in un'attitudine di solenne e regale autorevolezza. Con la mano destra sollevata compie il tradizionale gesto di benedizione secondo il rito ortodosso, mentre con la mano sinistra sorregge un monumentale e splendido libro dei Vigili o dei Vangeli aperto, le cui pagine recano un testo finemente miniato in antico slavo ecclesiastico tracciato con rigorosi caratteri calligrafici. I lineamenti del volto, caratterizzati da grandi occhi espressivi e simmetrici, una barba bipartita finemente accennata e capelli fluenti che ricadono sulle spalle, restituiscono uno sguardo profondo e penetrante, capace di unire la severità del giudice alla misericordia del Redentore. Dal punto di vista ornamentale e materico, l'opera si configura come un capolavoro della raffinatissima manifattura tardo-ottocentesca: lo sfondo e l'imponente nimbo circolare che corona il capo di Cristo sono interamente lavorati a punzone, bulino e incisione a finto rilievo sulla foglia d'oro, con una fittissima trama geometrica a raggiera e squame che imita le sfarzose rize metalliche coeve. L'intera scena è racchiusa da un'elaborata e ricca bordura perimetrale di gusto squisitamente neobizantino, riccamente sbalzata con girali vegetali e motivi floreali policromi nei toni delicati del rosa, del verde e del bordeaux, che incornicia l'opera con straordinario impatto decorativo. Lo stile pittorico risente del raffinato naturalismo accademico dell'epoca Romanov, evidente nella morbidezza degli incarnati sfumati su una base scura e nel magistrale gioco volumetrico dei panneggi del chitone rosso e dell'himation ocra-dorato, impreziositi da sottili lumeggiature.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 91 Protezione della Madre di Dio (Pokrov) - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 26,5 x 21,8 cm
una delle feste più amate e teologicamente significative della tradizione ortodossa russa, il Pokrov (Protezione o Velo della Vergine), celebrato il primo di ottobre a memoria del miracolo avvenuto nel X secolo nella chiesa delle Blacherne a Costantinopoli. Dal punto di vista iconografico, la composizione si articola su due registri sovrapposti all'interno di una monumentale cornice architettonica che riproduce lla basilica bizantina con cupole e absidi finemente delineate. Nel registro superiore, la Madre di Dio appare fluttuante tra le nuvole, in preghiera per l'umanità, affiancata da angeli, apostoli, profeti e santi; tra le mani, o sorretto dagli angeli a seconda delle varianti, ella reca il velo luminoso (lo omophorion), simbolo visibile di protezione e intercessione divina. Nel registro inferiore si sviluppa la dimensione terrena del miracolo: al centro, sul pulpito, si staglia la figura slanciata di San Romano il Melode, patrono dei cantori sacri, con in mano un rotolo recante l'inno natalizio da lui composto. Alla sua destra (sinistra per l'osservatore) si riconoscono l'imperatore Leone il Saggio, l'imperatrice e il patriarca di Costantinopoli, mentre sul lato opposto spicca la figura di San Andrea, il "folle in Cristo" (jurodivyj), che indica estatico la visione celeste al suo giovane discepolo Epifanio.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 92 Famiglia dei Santi Martiri: Sofia con le figlie Fede, Speranza e Carità, affiancate da San Teodoro e dall'Angelo Custode - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 32 x 25,8 cm
protettiva per il focolare domestico, incentrata sulle massime virtù teologali cristiane e sui santi patroni della committenza familiare. La composizione, orchestrata su un luminoso sfondo in foglia d'oro originale, si articola in una corale e ieratica assemblea di figure sacre disposte su due registri teofanici. Al centro esatto della scena terrena spicca la figura monumentale dell'Angelo Custode (Angel Chranitel'), raffigurato con grandi ali dorate finemente piumate e cinto da un imponente nimbo a raggiera traforato di gusto neobizantino; avvolto in candide vesti lumeggiate, egli sorregge una sottile croce astile e guida protettivo il cammino dei fedeli. Alla sua sinistra (destra dello spettatore) si dispiega il celeberrimo e venerato gruppo agiografico romano della Santa Martire Sofia (Svjataja Sofija). La pia vedova è ritratta a figura intera avvolta in un dignitoso maphorion bruno e reca tra le mani un rotolo srotolato delle Scritture; davanti a lei, rigidamente gerarchizzate per altezza ed età, si stringono le sue tre giovanissime figlie martiri, personificazione vivente delle virtù teologali: Fede (Vera, di 12 anni) abbigliata con una tunica ocra-aranciata, Speranza (Nadežda, di 10 anni) in abito verde-bluastro e Carità (Ljubov', di 9 anni) in una vivace veste rosso cinabro. Sul lato sinistro della tavola, a completare il nucleo dei protettori familiari, si staglia la nobile e fiera figura di un santo guerriero, esplicitamente identificato dall'iscrizione calligrafica soprastante come San Grande Martire Teodoro (Svjatyj Velikomučenik Feodor); il santo è effigiato con le sfarzose e minuziose armature romane sbalzate in oro, una clamide verde brillante che gli avvolge le spalle e i calzari rossi della testimonianza, mentre stringe al petto la croce del martirio. A dominare e benedire l'intera assemblea dall'alto emerge, entro una mandorla semicircolare radiosa e adagiato su una densa e soffice coltre di nubi cerchiate, la figura teofanica del Cristo Salvatore Onnipotente (Gospod' Vsedržitel'), ritratto con le braccia spalancate in un solenne gesto di accoglienza e intercessione universale, affiancato dai tradizionali monogrammi sacri "ІС" e "ХС".
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 93 Resurrezione di Cristo e le Dodici Grandi Feste (Dodekaorton) - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza: 42,5 x 34,5 cm
L'opera presenta al centro la scena principale della Pasqua ortodossa, articolata secondo la tradizionale doppia iconografia slava che unisce l'Anastasis (la Discesa agli Inferi con la liberazione di Adamo ed Eva dalle porte spezzate dell'Ade) e la Resurrezione di Cristo che sorge glorioso dal sepolcro. Attorno a questo nucleo centrale, disposti simmetricamente in dodici riquadri perimetrali separati da bande dorate con iscrizioni identificative in caratteri cirillici , si sviluppa il ciclo delle dodici grandi festività dell'anno liturgico bizantino. La sequenza narrativa include le feste teomitoriche e despotiche fondamentali della salvezza, tra cui si riconoscono la Natività della Vergine, la Presentazione al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo nel Giordano (Teofania), la Trasfigurazione sul monte Tabor, l'Ingresso a Gerusalemme, la Crocifissione, l'Ascensione al cielo, la Pentecoste (Discesa dello Spirito Santo) e la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie). La superficie è impreziosita da una basma perimetrale che funge da lussuosa cornice decorativa ad imitazione dei modelli metallici d'officina, ornata con geometrici stilizzati che incorniciano elegantemente le singole scene sacre.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 94 Icona quadripartita - XIX secolo
Tempera all'uovo su tavola
Altezza x larghezza:35 x 31 cm
in quattro quadranti principali simmetrici, separati da iscrizioni in antico-slavo ecclesiastico tracciate in caratteri scuri che identificano i singoli soggetti, con al centro esatto un medaglione circolare che funge da perno teologico raffigurante il busto di Cristo Pantocratore nell'atto di benedire. Nel primo quadrante in alto a sinistra, è riprodotta la celebre iconografia della Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti". Nel secondo quadrante in alto a destra domina la monumentale figura di San Nicola di Myra (il Taumaturgo) affiancato nei piccoli tondi dalle figure intercedenti di Cristo e della Vergine Maria. Nel terzo quadrante in basso a sinistra si sviluppa il racconto agiografico della Decollazione di San Giovanni Battista; all'interno di una densa narrazione sequenziale, l'azione mostra sul lato sinistro il soldato nell'atto di recidere il capo del Precursore fuori dalle mura della prigione, e sul lato destro la consegna della testa di San Giovanni su un bacile d'oro a Salomè davanti alle porte della reggia di Erode. Nel quarto quadrante in basso a destra si trova la figura solenne di San Nikita il Grande Martire, celebre santo guerriero raffigurato a mezzo busto con la corazza dorata da soldato romano, il manto porpora del martirio e la croce stretta nella mano destra. Dal punto di vista stilistico, l'icona costituisce un pregevole esempio della produzione miniaturistica ottocentesca delle botteghe della Russia Centrale. La composizione geometrica rigida e la tavolozza cromatica accesa, giocata sui forti contrasti tra le vesti rosso vermiglio, i manti verdi e l'estesa doratura dei fondi, mettono in risalto la ricchezza descrittiva dei singoli riquadri devozionali.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 95 Decollazione di San Giovanni Battista - XIX secolo
Tempera all’uovo su tavola
Altezza x larghezza: 35,5 x 30,5 cm
L'iscrizione in antico-slavo ecclesiastico tracciata in caratteri rossi lungo il margine superiore esplicita chiaramente il soggetto: «Образъ Усекновенiе Честныя Главы Святаго Пророка Предтечи и Крестителя Господня Иоанна», ovvero "Immagine della Decollazione del Venerabile Capo del Santo Profeta Precursore e Battista del Signore Giovanni". Dal punto di vista iconografico, la tavola si presenta come un'opera agiografica complessa, in grado di riassumere l'intero martirio all'interno di una narrazione sequenziale quasi cinematografica. Al centro della scena si compie l'atto della decollazione: il boia, vestito con sgargianti abiti di foggia orientale, brandisce una scimitarra ricurva sopra il corpo chino del Battista, mentre a terra giace già la testa recisa circondata da un fiotto di sangue e dal nimbo dorato. Immediatamente a destra si consuma il secondo momento del racconto evangelico: una giovane Salomè riceve rispettosamente su un bacile d'oro il capo del profeta dalle mani di una guardia, uscendo da un portico architettonico monumentale che simboleggia la reggia di Erode; all'interno di una finestra del palazzo si intravede inoltre la scena del banchetto con Erodiade. Sul lato opposto, una torre lignea recintata a palizzata mostra la figura del Battista in preghiera, a simboleggiare la sua precedente prigionia. Nella parte alta della composizione domina la dimensione celeste, dove Dio Padre emerge benedicente tra soffici nuvole rossastre, con il nimbo stellato a otto punte e la sfera del mondo in mano, mentre invia la grazia divina sul tragico evento terreno. L'icona è completata sui margini laterali (polja) da due santi protettori stanti inseriti, sicuramente, per devozione familiare: un Angelo Custode sulla sinistra e un Santo Monaco sulla destra. Dal punto di vista stilistico, l'opera mostra i tratti caratteristici della raffinata perizia miniaturistica delle botteghe della Russia Centrale (come Palekh o Mstëra). La vivace stesura cromatica, dominata dalle accese tonalità dei manti rossi, verdi e blu, risalta magnificamente sulla brillante doratura del fondo, trasfigurando la drammaticità del martirio in un'atmosfera di profonda sacralità e compostezza.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito. -
Lot 96 Santi protettori (San Giorgio il Grande Martire, San Atanasio il Grande, Santa Olimpiade la Diaconessa) - XIX secolo
Tempera all’uovo su tavola
Altezza x larghezza: 41 x 36 cm
sormontati in alto, entro una nuvola geometrica semicircolare, dal busto del Cristo Salvatore (Signore Onnipotente) che emerge benedicente con il Libro dei Vangeli tra le mani. Le tre figure sottostanti rappresentano una precisa combinazione devozionale, volta a rispecchiare l'onomastico o il patrocinio spirituale dei membri della famiglia del committente originale. Ciascun santo è chiaramente identificato dalle rispettive iscrizioni in caratteri antico-slavi (cirillico liturgico) tracciate sullo sfondo verde scuro. Sul lato sinistro si trova San Giorgio il Grande Martire (Святой Великомученик Георгий Победоносец), ritratto eccezionalmente non a cavallo ma nella sua veste di nobile soldato romano, con la corazza dorata sbalzata, i calzari alti neri, un manto rosso acceso e una sottile croce del martirio stretta nella mano destra. Al centro domina la figura monumentale di San Atanasio il Grande (Святитель Афанасий Великий), Arcivescovo di Alessandria e Padre della Chiesa; è rappresentato secondo la rigida tradizione gerarchica con i paramenti episcopali solenni, costituiti dal tipico omoforio bianco decorato con grandi croci nere, mentre benedice con la mano destra e regge con la sinistra un prezioso volume dei Vangeli rilegato in oro e gemme. Sul lato destro chiude la composizione Santa Olimpiade la Diaconessa (Святая Олимпиада Диакониса), celebre santa eremita e collaboratrice di San Giovanni Crisostomo a Costantinopoli. Quest'ultima viene raffigurata con i severi abiti monastici caratterizzati da un maphorion e un velo blu scuro che le copre il capo, sopra una tunica marrone-rossastra, mentre stringe al petto una croce. Dal punto di vista stilistico, l'icona si distingue per un'esecuzione raffinata e lineare, tipica degli atelier tradizionali ottocenteschi della Russia Centrale. L'uso contrastante delle tonalità accese dei manti rispetto allo sfondo cupo e la rigorosa definizione dei volti attraverso sottili lumeggiature conferiscono solennità ai personaggi, accentuata dall'impeccabile doratura dei grandi nimbi circolari.
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.