ASTA 411 - LA COLLEZIONE ARCIVESCOVO LOZANO DI ANTICHE ICONE ORTODOSSE Asta benefica a sostegno della costruzione di un centro sociale giovanile

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venerdì 18 dicembre 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
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  •  Crocifissione di Nostro Signore Gesù Cristo con le Marie piangenti, San Giovanni Evangelista e San Longino Centurione - XIX secolo
    Lotto 1

    Crocifissione di Nostro Signore Gesù Cristo con le Marie piangenti, San Giovanni Evangelista e San Longino Centurione - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 52 x 42 cm
    come solennemente ed esplicitamente annunciato dalla grande iscrizione calligrafica tracciata a caratteri dorati allungati in stile vjaz' sul margine superiore ("РАСПЯТІЕ ГДНЯ НАШЕГО ІСА ХРТА"). La composizione si conforma con assoluta fedeltà e straordinario vigore espressivo al canone liturgico ortodosso, orchestrata attorno alla monumentale e anatomica figura di Cristo Salvatore appeso alla croce a tre bracci. L'asse verticale si innesta sulla roccia del Golgota, la quale si apre alla base rivelando in un abisso buio il teschio di Adamo, bagnato dal sangue redentore. Ai lati del Salvatore, disposti in gruppi simmetrici di profonda intensità drammatica, si accalcano i testimoni della Passione: sulla sinistra si staglia il gruppo delle Marie piangenti, guidato dalla Vergine Maria sorretta nel suo dolore e avvolta in un maphorion bruno-porpora profilato d'oro sopra una tunica azzurra, affiancata da Maria di Cleofa e Maria Maddalena; sulla destra si collocano la figura giovanile e accorata di San Giovanni Evangelista, con le mani giunte in preghiera e lo sguardo rivolto al Maestro, e la fiera figura stante del centurione San Longino, ritratto con sfarzose armature militari romane piumate, scudo, elmo crestato e la lancia della testimonianza sollevata. Lo sfondo descrive con eccezionale impatto visionario le mura e le fitte cupole turrite di Gerusalemme, dipinte con microscopica finezza miniaturistica e sormontate in alto, ai due angoli estremi del cielo iridato di nubi infuocate, dai dischi antroporfi del Sole e della Luna, raffigurati con volti piangenti a simboleggiare la partecipazione cosmica al lutto divino.


  •  Icona russa quadripartita e polimaterica - Inizi XX secolo
    Lotto 2

    Icona russa quadripartita e polimaterica - Inizi XX secolo
    Tempera all'uovo su tavola e foglia d'oro
    Altezza x larghezza: 53 x 44 cm
    strutturata secondo un rigoroso schema a griglia che racchiude ben nove formelle principali, arricchite sui due margini laterali da quattro santi patroni a figura intera. La composizione è concepita come un ricco compendio teologico che unisce i più alti prototipi mariani alle figure dei santi più venerati del mondo ortodosso. La complessa architettura visiva della tavola si articola partendo dal primo scomparto in alto a sinistra, che mostra la Madre di Dio delle Tre Mani raffigurata a mezzo busto e coronata come Regina dei Cieli con la caratteristica terza mano ex-voto visibile alla base, seguita al centro dalla solenne e dogmatica iconografia della Madre di Dio del Segno, raffigurata in posa rigidamente orante con le mani levate e il clipeo del Divino Infante Emmanuel sul petto, per poi chiudersi a destra con la Madre di Dio del Silenzio o variante affettuosa affine, in cui la Vergine è avvolta in un maphorion di un rosso cinabro particolarmente infuocato. Nel registro centrale, lo scomparto di sinistra ospita l'imponente immagine a mezzo busto di San Nicola di Myra nella sua tradizionale veste di Arcivescovo e Taumaturgo, recante i paramenti episcopali decorati da croci e il libro dei Vangeli chiuso, mentre la formella centrale ospita una dettagliatissima scena corale liturgica disposta su due registri che raffigura l'Assemblea dei Santi o dei Padri della Chiesa radunati attorno all'altare in un interno architettonico turrito, affiancata a destra dalla Madre di Dio "Calma i miei dolori" o tipologia affine della Tenerezza, in cui la Vergine accosta dolcemente la mano al proprio volto reclinato verso il Bambino Gesù, che reca un rotolo srotolato. Il registro inferiore si apre a sinistra con un secondo e complementare ritratto episcopale a mezzo busto di un Santo Gerarca o Vescovo effigiato mentre sorregge il libro dei Vangeli aperto ed esibisce la minuziosa scrittura in antico slavo, prosegue al centro con la dinamica e trionfale raffigurazione di San Giorgio che uccide il drago colto in groppa al suo cavallo bianco mentre trafigge la bestia sullo sfondo di una cittadella turrita da cui si sporge la principessa salvata, e si conclude a destra con la ieratica figura a mezzo busto di un Santo Martire o Guerriero, abbigliato con una clamide purpurea e recante in mano la croce del martirio. Sui due stretti margini laterali esterni spiccano, disposti su due livelli per lato, quattro santi intercessori della committenza familiare a figura intera, tra cui si riconoscono l'Angelo Custode nell'angolo superiore sinistro, affiancato da monaci asceti e sante martiri negli scomparti rimanenti. Dal punto di vista stilistico e cromatico, l'opera rivela una superba perizia miniaturistica, evidente nella capacità del maestro di coordinare le diverse scene teologiche attraverso un sapiente equilibrio geometrico.

  •  Pokrov (la Protezione della Madre di Dio) - Inizi XIX secolo
    Lotto 3

    Pokrov (la Protezione della Madre di Dio) - Inizi XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 53.5 x 43.5 cm
    accompagnato nel registro inferiore da un fregio a quattro scomparti mariani e agiografici di eccezionale finezza miniaturistica.
    La porzione principale della tavola illustra con rigorosa fedeltà narrativa e splendore scenico l'evento miracoloso avvenuto nel X secolo nella chiesa delle Blacherne a Costantinopoli. Al centro della composizione, immersa in una mandorla radiosa di luce dorata e sorretta da nubi antropomorfe e angeli, si staglia la figura intera della Madre di Dio, che solleva le mani in preghiera e distende il proprio sacro velo in segno di protezione universale sull'umanità; al di sopra di Lei, tra cerchi di nubi celesti, emerge la figura benedicente di Cristo Salvatore. Ai lati della Vergine si accalca una fittissima schiera piramidale di testimoni celesti, tra cui spiccano apostoli, martiri e gerarchi della Chiesa, i cui nimb dorati si sovrappongono creando un effetto di sfarzosa coralità. Nel registro inferiore, davanti alle porte regali dell'iconostasi e sotto le cupole dorate del tempio che coronano la tavola, si compie la dimensione terrena della teofania: al centro si eleva sul podio il diacono San Romano il Melode, abbigliato con uno sfarzoso sticario rosso e recante il rotolo dei suoi inni sacri, affiancato a sinistra dall'imperatore Leone il Saggio con la corte patriarcale, e a destra dalla figura emaciata di Sant'Andrea il Folle in Cristo, che indica miracolosamente la visione celeste al giovane discepolo Epifanio, circondati da monaci e fedeli.
    La particolarità collezionistica e la rarità assoluta di questo lotto si concentrano nel sofisticato fregio inferiore, rigorosamente diviso in quattro scomparti quadrangolari finemente miniati. Il primo scomparto da sinistra costituisce una pregevole riproduzione della Madre di Dio di Kazan (Kazanskaja), con il caratteristico taglio ravvicinato a mezzo busto e il Bambino Gesù stante e benedicente.Lo scomputò successivo presenta una raffinata iconografia della Madre di Dio "Tre Mani" (Troeručica) o variante regale affine, in cui la Vergine, coronata come Regina dei Cieli, sorregge il Bambino indicando la terza mano ex-voto alla base. A seguire troviamo una complessa e microscopica composizione mariana corale, identificabile con la Lode della Madre di Dio o l'Assemblea dei Santi attorno alla Vergine in trono. Infinite all'estremità destra troviamo una rara scena agiografica e narrativa ambientata in un interno architettonico, raffigurante un santo monaco eremita in preghiera o conversione (verosimilmente legata al miracolo della Gioia Inaspettata o alla vita di un santo asceta). Dal punto di vista stilistico, l'opera rivela la mano di un maestro di altissimo livello, capace di governare una densità di decine di micro-figure con una stesura pittorica nitidissima, ricca di lumeggiature metalliche in oro sui paramenti liturgici e una superba definizione geometrica delle architetture. 

  •  Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" (Vseh Skorbjaščih Radost') - XIX secolo
    Lotto 4

    Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti" (Vseh Skorbjaščih Radost') - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola e foglia d'oro
    Altezza x larghezza: 62,5 x 52 cm
    La composizione si articola come un monumentale e densissimo racconto teologico incentrato sul ruolo della Vergine quale suprema mediatrice e consolatrice dell'umanità sofferente. Al centro esatto della scena, inscritta entro una grande mandorla ellittica radiosa di luce dorata, si staglia la figura a corpo intero della Madre di Dio con il capo cinto da un'imponente corona regale, vestita con un maphorion dai caldi toni bruno-porpora e una tunica chiara, mentre sorregge sul braccio sinistro il Divino Infante. Ai suoi piedi si dispiegano dense schiere piramidali di fedeli divisi in sei gruppi principali, che rappresentano le diverse categorie di afflitti (malati, storpi, vedove, orfani, affamati e pellegrini). Ciascun gruppo è guidato e confortato da figure angeliche alate inviate dalla Vergine stessa, le quali recano cartigli srotolati e strisce calligrafiche bianche fluttuanti che riportano in antico slavo ecclesiastico le suppliche dei fedeli e le promesse di sollievo spirituale e materiale. Nella porzione superiore, a dominare e legittimare la visione celeste, emerge entro un clipeo circolare di nubi la Nuova Trinità o Trinità del Nuovo Testamento (il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo in forma di colomba), affiancata da due angeli fluttuanti in preghiera. Ai due angoli superiori estremi, tra dense nubi scure, sono accennati il sole e la luna, a simboleggiare la dimensione cosmica dell'intercessione mariana. La straordinaria particolarità esecutiva di questo lotto si concentra nella porzione inferiore, dove due maestosi angeli dalle vesti rosse iridescenti e grandi ali dorate sorreggono al centro un sontuoso cartiglio a scudo rococò interamente dorato. Come visibile nel dettaglio ravvicinato, l'interno dello scudo ospita una fittissima e microscopica iscrizione calligrafica in antico slavo ecclesiastico, un elemento documentario e liturgico di eccezionale rarità che funge da preghiera dedicatoria e sigillo teologico dell'intera tavola. Dal punto di vista ornamentale, l'intera scena è incorniciata da un'ampia e sfarzosa bordura perimetrale in foglia d'oro, interamente lavorata a punzone e bulino con un fitto motivo a tralci vegetali e girali floreali a rilievo di gusto neobizantino. Lo stile pittorico rivela la mano di un miniaturista d'alto livello, formatosi verosimilmente nei celebri centri d'eccellenza di Palech o Mstera, evidente nella capacità di gestire decine di micro-figure con una nitidezza anatomica e un'espressività drammatica straordinarie.


    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Icona tardo-imperiale raffigurante Cristo in trono con l'Arcangelo Michele, San Alessandro Nevskij e dieci santi intercessori - Fine XIX secolo
    Lotto 5

    Icona tardo-imperiale raffigurante Cristo in trono con l'Arcangelo Michele, San Alessandro Nevskij e dieci santi intercessori - Fine XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola e foglia d'oro
    Altezza x larghezza: 58 x 47,5 cm
    commissionata verosimilmente come icona familiare d'alto rango o per un'importante ricorrenza dinastica, data la ricchezza delle figure effigiate. La composizione è rigorosamente dominata in alto dalla figura teofanica di Cristo Onnipotente in Trono (Gospod' Vsedržitel'), che siede glorioso tra le nubi stringendo il globo crucifero, sormontato dallo Spirito Santo in forma di colomba entro un'esplosione radiosa di fitti raggi dorati. Al di sotto della visione celeste, disposti in un'articolata e scenografica assemblea piramidale su uno sfondo di luminoso oro zecchino, si accalcano ben dodici santi intercessori scelti con cura dalla committenza, i cui nomi sono chiaramente identificabili dalle finissime iscrizioni calligrafiche in antico slavo ecclesiastico tracciate in rosso sopra ciascun nimbo dorato. In primissimo piano, genuflessi in atteggiamento di profonda preghiera e supplica, spiccano le due figure principali della composizione: a sinistra il santo guerriero e sovrano San Alessandro Nevskij (Svjatyj Knjaz' Aleksandr Nevskij), ritratto con paramenti regali, corona imperiale e un sontuoso manto foderato d'ermellino, e a destra l'Arcangelo Michele (Svjatyj Archangel Michail), effigiato con le sue grandi ali dorate e una sfarzosa armatura da condottiero delle milizie celesti. Ai lati di questo asse centrale si snoda una magnifica galleria agiografica disposta su registri sovrapposti. Sul lato sinistro, in primo piano, si erge il santo gerarca San Basilio il Grande (Svjatyj Vasilij Velikij), abbigliato con paramenti episcopali finemente lumeggiati in oro e recante il libro dei Vangeli chiuso, seguito alle sue spalle da un santo guerriero in corona (verosimilmente San Giorgio o San Demetrio), dal monaco asceta San Teodoro il Siceota (Prepodobnyj Feodor Sykeot), e da una schiera di tre sante martiri in atteggiamento orante, tra cui si riconoscono Santa Natalia e Santa Tatiana. Sul lato destro, specularmente, si staglia la figura episcopale di San Pietro (Svjatyj Petr) affiancata dal Precursore San Giovanni Battista (Svjatyj Ioann Predteča) con le vesti eremitiche del deserto; sopra di loro si dispiegano le figure di quattro sfarzose sante martiri e sovrane coronate di eccezionale finezza miniaturistica, tra cui emergono con chiarezza Santa Caterina d'Alessandria (Svjataja Mučenica Ekaterina), Santa Paraskeva e Santa Giustina. Dal punto di vista stilistico, l'opera costituisce un superbo esempio del raffinato stile accademico tardo-imperiale (legato alle committenze della corte Romanov e alle migliori botteghe di Mosca o San Pietroburgo). I volti e gli incarnati presentano un naturalismo pittorico di altissima scuola, con sfumature morbide e sguardi di straordinaria intensità espressiva. Il virtuosismo tecnico del maestro si manifesta nella monumentale profusione dell'oro zecchino steso a specchio, che irradia l'intera tavola e impreziosisce ogni singolo dettaglio dei panneggi, dei manti regali e delle oreficerie delle corone attraverso una fittissima e microscopica lumeggiatura dorata. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Icona russa raffigurante le Dodici Grandi Feste con la Resurrezione di Cristo al centro - fine XVIII – inizi XIX secolo
    Lotto 6

    Icona russa raffigurante le Dodici Grandi Feste con la Resurrezione di Cristo al centro - fine XVIII – inizi XIX secolo
    tempera su tavola
    Altezza x larghezza: 31 x 26 cm
    Icona su tavola raffigurante il ciclo delle Dodici Grandi Feste della liturgia ortodossa (Dodekaorton), organizzato attorno alla scena centrale della Resurrezione di Cristo (Anastasis), tradizionale rappresentazione orientale della vittoria di Cristo sulla morte.
    La composizione è articolata secondo un complesso impianto narrativo suddiviso in numerosi riquadri. Al centro è raffigurato Cristo risorto entro una luminosa mandorla, mentre discende agli Inferi per liberare Adamo ed Eva, circondato dai patriarchi, dai profeti e dai giusti dell'Antico Testamento, secondo la consolidata tradizione iconografica bizantino-russa.
    Attorno alla scena centrale si sviluppa il ciclo delle principali festività dell'anno liturgico ortodosso, ciascuna accompagnata da iscrizioni in caratteri slavonici. Tra gli episodi riconoscibili figurano la Natività della Vergine, la Presentazione della Vergine al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo di Cristo, l'Ingresso di Cristo in Gerusalemme, la Trasfigurazione, la Dormizione della Vergine e altre scene fondamentali della storia della salvezza.
    L'intera composizione è racchiusa entro un'ampia bordura ocra con iscrizioni slavoniche e arricchita, agli angoli, dalle raffigurazioni dei quattro Evangelisti intenti nella stesura dei rispettivi Vangeli. Il fondo alterna tonalità ocra, rosse, verdi e brune, secondo una tavolozza tipica della produzione russa destinata alla devozione privata.

    L'iconografia del Dodekaorton costituisce una delle più complete sintesi figurative della teologia ortodossa, riunendo in un'unica immagine i principali eventi della vita di Cristo e della Madre di Dio celebrati nel corso dell'anno liturgico. Questa tipologia conobbe particolare diffusione nelle botteghe della Russia centrale tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo, dove era destinata sia agli iconostasi domestici sia alla devozione privata.
    Per caratteristiche stilistiche, impaginazione della composizione, iscrizioni slavoniche, tecnica esecutiva e costruzione del supporto ligneo, la presente opera appare riconducibile a una manifattura russa realizzata tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo.

  •  Menologio mensile (Mineo o Icona Calendario) - XIX secolo
    Lotto 7

    Menologio mensile (Mineo o Icona Calendario) - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 56 x 42,5 cm
    interamente dedicato alla celebrazione liturgica del mese di Ottobre, come solennemente esplicitato dalla grande iscrizione calligrafica tracciata in caratteri cirillici rossi sul margine superiore ("МЦЪ ОКТОБРІЙ" - Mese di Ottobre). La tavola si presenta rigorosamente strutturata in cinque registri orizzontali sovrapposti, all'interno dei quali un maestro miniaturista di straordinaria perizia ha effigiato, giorno per giorno e in ordine cronologico, i santi, i martiri, i padri della Chiesa e le festività mariane e cristologiche commemorate dal calendario liturgico ortodosso nel corso del mese. La narrazione si apre nell'angolo superiore sinistro, in corrispondenza del 1° ottobre, con la dettagliata raffigurazione della festività del Pokrov (la Protezione della Madre di Dio), ambientata nella chiesa delle Blacherne; da questo momento in poi, la composizione si snoda in una sfilata ieratica di decine di micro-figure a figura intera, rigidamente identificate da finissime iscrizioni esplicative in antico slavo ecclesiastico tracciate sui listelli divisori gialli. Tra le numerose scene e figure si riconoscono ieratici vescovi nei loro solenni omophorion, asceti del deserto in abiti monastici, santi guerrieri e martiri recanti la croce della testimonianza e la drammatica scena della decapitazione o del martirio di specifici santi (come visibile nell'angolo destro del secondo registro). Dal punto di vista stilistico e tecnico, l'opera rivela l'altissima scuola delle botteghe specializzate nella sottominiatura d'area devozionale (legata ai centri di Palech o Mstera o alla committenza dei Vecchi Credenti), capace di gestire una densità figurativa impressionante senza mai perdere in nitidezza calligrafica, espressività dei volti e precisione anatomica. La tavolozza cromatica è straordinariamente ricca e misticamente calibrata, dominata dall'accostamento tra i rossi cinabro accesi, i verdi smeraldo profondi e i blu scuri delle vesti, che spiccano magnificamente contro i nimbi dorati e le architetture di sfondo, ritmate da montagne rocciose (gorki) secondo la più pura tradizione bizantina. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Madonna Gioia di tutti i sofferenti (Vseh Skorbyashchih Radost) - Inizi XX secolo
    Lotto 8

    Madonna Gioia di tutti i sofferenti (Vseh Skorbyashchih Radost) - Inizi XX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 70,5 x 43,5 cm
    una delle devozioni mariane più amate e struggenti della tradizione ortodossa. L'opera si articola su uno schema compositivo speculare e solenne, dominato al centro dalla figura intera della Madre di Dio, che si staglia ieratica all'interno di una grande mandorla di luce divina (aurora) e poggiante su morbide nubi circolari. Maria, incoronata come Regina dei Cieli e rivestita di un maphorion dalle tonalità scure finemente bordato d'oro, sorregge sul braccio sinistro il Divino Infante benedicente, mentre con lo sguardo misericordioso si volge verso l'umanità piagata. Ai due lati della Vergine si accalcano simmetricamente schiere di fedeli sofferenti, ammalati, storpi e indigenti, assistiti e consolati da angeli protettori con le ali spiegate, i quali fanno da intermediari per presentare le suppliche alla Madre di Dio; ciascun gruppo è sormontato da iscrizioni liturgiche esplicative che ne descrivono le afflizioni. Nella parte superiore della tavola, disposti sui due angoli e lungo il bordo, sono raffigurati santi intercessori e padri della Chiesa in posa di preghiera, mentre al centro, entro una lunetta celeste tra le nubi, vigila la figura del Padre Eterno (Sabaoth) benedicente. In basso, ai piedi della composizione, è inserito un cartiglio rettangolare dorato contenente una lunga preghiera calligrafica in antico slavo ecclesiastico. L'intera superficie pittorica mostra una straordinaria perizia calligrafica, evidente nella minuziosa descrizione anatomica dei corpi sofferenti, nella drammaticità dei panneggi lumeggiati e nella straordinaria finezza dei volti, il tutto esaltato dalla ricca tavolozza cromatica che fonde caldi toni bruni e ocra a brillanti accenti verdi e azzurri, conferendo un'intensa sacralità e una dimensione di profonda speranza a tutta l'opera.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Icona russa con quattro santi  - seconda metà del XIX secolo
    Lotto 9

    Icona russa con quattro santi - seconda metà del XIX secolo
    tempera su tavola
    Altezza x larghezza: 37 x 31 cm
    Icona su tavola raffigurante quattro santi stanti, identificati dalle iscrizioni slavoniche poste sopra le rispettive aureole. Da sinistra a destra sono rappresentati San Basilio il Grande, Sant'Alessandro Nevskij, Santa Irina e Santa Pelagia, riuniti secondo una tipologia devozionale destinata verosimilmente alla committenza familiare o commemorativa.
    San Basilio il Grande è raffigurato in abiti episcopali, mentre benedice con la mano destra e sostiene un calice liturgico con la sinistra, quale riferimento alla sua autorità di Padre della Chiesa e alla liturgia che porta il suo nome.
    Accanto compare Sant'Alessandro Nevskij, raffigurato come principe guerriero con mantello bordato di ermellino e abbigliamento principesco, in atteggiamento solenne e frontale. La sua presenza richiama il ruolo di difensore della fede ortodossa e della nazione russa.
    La terza figura rappresenta Santa Irina, identificabile dalla palma del martirio che tiene nella mano destra, simbolo della sua testimonianza cristiana. Chiude la composizione Santa Pelagia, raffigurata con le mani giunte in preghiera, secondo la tradizionale iconografia delle sante penitenti.
    Le quattro figure si stagliano su un ricco fondo in foglia d'oro finemente inciso e bulinato con motivi floreali e vegetali, entro il quale le aureole presentano elaborate decorazioni raggiate e geometriche ottenute mediante incisione e punzonatura. L'elegante bordura dorata, anch'essa riccamente ornamentata, conferisce all'insieme particolare preziosità e richiama la produzione delle migliori botteghe russe della seconda metà del XIX secolo.

    Le icone raffiguranti gruppi di santi con specifiche dedicazioni personali ebbero ampia diffusione nella Russia imperiale durante il XIX secolo. Esse erano generalmente commissionate per celebrare i santi patroni dei membri di una famiglia, ricorrenze dinastiche o particolari eventi della vita religiosa.
    Per caratteristiche stilistiche, qualità della pittura, ricchezza della decorazione del fondo inciso e impostazione iconografica, la presente opera appare riconducibile a una manifattura russa della seconda metà del XIX secolo, probabilmente realizzata in una delle importanti officine iconografiche della Russia centrale.

  •  Icona russa composita raffigurante "Grandi Feste, Vita di San Giorgio e di San Giovanni e schiera di Santi eletti" - Inizi XX secolo
    Lotto 10

    Icona russa composita raffigurante "Grandi Feste, Vita di San Giorgio e di San Giovanni e schiera di Santi eletti" - Inizi XX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 87 x 47.5 cm
    tipica della raffinata produzione russa miniaturistica. L'opera si articola in una griglia narrativa centrale incorniciata da figure di santi sui bordi laterali e superiori. Il registro superiore si apre con una densa schiera di Apostoli e patriarchi in preghiera, recanti cartigli srotolati, che simboleggiano la continuità della rivelazione divina. La sezione centrale si sviluppa su tre livelli con sei riquadri principali dedicati a importanti eventi del Nuovo Testamento e dell'agiografia ortodossa: in alto a sinistra si distingue la scena della Presentazione al Tempio (Sretenie), affiancata a destra dal profondo mistero della Natività e della Discesa agli Inferi; al centro a sinistra è illustrato con grande intensità il miracolo di San Giorgio che sconfigge il drago a cavallo dinanzi alle mura della città, mentre il riquadro centrale destro ospita la solenne e mistica scena della Trasfigurazione sul Monte Tabor; nel registro inferiore sinistro è mirabilmente dipinta l'Entrata di Cristo a Gerusalemme sul dorso di un asino, affiancata nell'ultimo scomparto a destra dall'intima rappresentazione dell'Evangelista Giovanni in silenziosa meditazione e dettatura guidato dall'angelo. Il registro inferiore della tavola raccoglie due gruppi di santi intercessori e padri della Chiesa in posa ieratica e frontale. Lungo i due spessi bordi laterali (i polja), disposti su tre livelli verticali entro nicchie dedicate, si trovano le figure intere di santi protettori, martiri ed eremiti (tra cui si riconoscono figure ascetiche e penitenti) scelti dal committente originario dell'opera per la protezione della propria cerchia familiare. L'intera superficie pittorica mostra una straordinaria perizia calligrafica, evidente nei dettagli architettonici retrostanti di gusto moscovita, nella drammaticità dei panneggi lumeggiati a fine lumeggiatura dorata e nella delicatezza dei volti, il tutto esaltato dal fondo oro e dai caldi toni bruni e ocra che conferiscono un'intensa sacralità e una dimensione atemporale all'intera opera.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Icona russa composita raffigurante "Scene cristologiche, San Giorgio e una schiera di Santi eletti" - Inizi XX secolo
    Lotto 11

    Icona russa composita raffigurante "Scene cristologiche, San Giorgio e una schiera di Santi eletti" - Inizi XX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 87 x 47.5 cm
    caratterizzata da una sofisticata suddivisione a scomparti multipli (registri), tipica della raffinata produzione russa miniaturistica dell'Ottocento. L'opera si articola in una griglia narrativa centrale incorniciata da figure di santi sui bordi laterali e superiori. Il registro superiore si apre con una densa schiera di Profeti dell'Antico Testamento e patriarchi in preghiera, recanti cartigli srotolati, che simboleggiano la continuità della rivelazione divina. La sezione centrale è composta da quattro riquadri principali dedicati a importanti eventi del Nuovo Testamento e dell'agiografia ortodossa: in alto a sinistra si distingue la scena dell'Incontro al Tempio (Sretenie o Presentazione di Gesù al Tempio), affiancata a destra dalla solenne Esaltazione della Santa Croce; in basso a sinistra è illustrato con grande intensità il Battesimo di Cristo nel fiume Giordano (Teofania), mentre il riquadro inferiore destro ospita la celebre e dinamica rappresentazione di San Giorgio che sconfigge il drago a cavallo, affiancato da un angelo coronante e sovrastato dalla mano benedicente di Dio tra le nubi. Il registro inferiore della tavola raccoglie due gruppi di santi intercessori e padri della Chiesa in posa ieratica e frontale. Lungo i due spessi bordi laterali (i polja), disposti su più livelli verticali entro nicchie dedicate, si trovano le figure intere di santi protettori e monaci asceti scelti dal committente originario dell'opera per la protezione della propria cerchia familiare. L'intera superficie pittorica mostra una straordinaria perizia calligrafica, evidente nei dettagli architettonici retrostanti di gusto moscovita, nella drammaticità dei panneggi lumeggiati a fine lumeggiatura dorata e nella delicatezza dei volti, il tutto esaltato dal fondo oro e dai caldi toni bruni e ocra che conferiscono un'intensa sacralità e una dimensione atemporale all'intera opera.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Santa Sofia, la Divina Sapienza di Dio (Variante di Novgorod) - XIX secolo
    Lotto 12

    Santa Sofia, la Divina Sapienza di Dio (Variante di Novgorod) - XIX secolo
    Tempera all'uovo e foglia d'oro su tavola
    Altezza x larghezza: 96 x 71 cm
    Questo raffinato dipinto su tavola, eseguito a tempera all'uovo e foglia d'oro, costituisce una splendida e teologicamente densa testimonianza della pittura sacra ortodossa della Russia Centrale, databile alla seconda metà del XIX secolo. L'opera raffigura la complessa composizione allegorica di Santa Sofia, la Divina Sapienza di Dio (in russo: Sofija Premudrost' Božija), interpretata nella sua celebre variante iconografica di Novgorod. Il dipinto si inserisce pienamente nell'alveo culturale dei Vecchi Credenti (Staroobrjadcy) o dei grandi centri d'eccellenza russi legati alla colta reinterpretazione dei modelli arcaici medievali. Il caratteristico formato mistilineo con centinatura superiore lobata rimanda alla tipologia di icone destinate a impreziosire i registri alti delle iconostasi domestiche, oppure a fungere da pannello centrale per un ricco altare privato. La stesura cromatica nitida, l'uso accorto dei lumeggiati e la finezza miniaturistica con cui sono siglati i volti e i rotoli cartacei attestano l'alta perizia di una bottega dalla solida formazione teologica e tecnica.
    La complessa iconografia si sviluppa in senso verticale lungo l'asse geometrico mediano, strutturandosi attraverso tre sfere concentriche che mettono in comunicazione visiva il piano metafisico, quello cristologico e quello umano. Al centro della composizione, seduta su un alto trono imperiale finemente intagliato e con i piedi poggiati su un cuscino sferico sopra un piedistallo, si erge la figura alata e regale di Santa Sofia, la Sapienza Divina, personificazione dell'energia creatrice di Dio. Coerentemente con la tradizione novgorodese, la figura si mostra con il volto, le mani e le grandi ali interamente tinti di un rosso cinabro sfolgorante, tonalità simbolica che esprime il fuoco della luce divina, dello Spirito Santo e dello zelo spirituale che irrompe nel mondo terreno. Ai suoi lati si dispongono le due massime figure dell'intercessione cristiana disposte nel tradizionale atteggiamento della Deesis: a sinistra la Madre di Dio (che in questa variante tiene un clipeo azzurro con il Cristo Emanuele) e a destra San Giovanni Battista, il Precursore, colto nell'atto di mostrare un rotolo con il testo profetico. Ai loro piedi si affiancano quattro profeti e santi protettori scelti, disposti a coppie simmetriche e stanti sui lati esterni della pedana.
    Subito sopra il trono della Sapienza si apre il secondo livello celeste, occupato dal Salvatore Gesù Cristo benedicente, racchiuso all'interno di una mandorla circolare radiosa che ne esalta la natura divina e funge da legame diretto e ponte teologico tra la Sapienza del registro inferiore e la sommità della tavola.Il coronamento superiore dell'icona ospita infatti la rappresentazione di Dio Padre (l'Antico dei Giorni), circondato da una gloria di Cherubini e Serafini rossi e blu.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Registro della Deesis estesa (fregio d'iconostasi) - XIX secolo
    Lotto 13

    Registro della Deesis estesa (fregio d'iconostasi) - XIX secolo
    Tempera all'uovo e pigmenti su tavola
    Altezza x larghezza: 36 x 152 cm
    caratteristico della pittura sacra della Russia Centrale. L'opera non nasce come una predella isolata nel senso occidentale del termine, ma come il fregio orizzontale continuo e portante destinato a decorare la grande parete divisoria che separa il santuario dalla navata. La scelta tecnica di riunire l'intera composizione su un'unica lunga tavola di legno, anziché su pannelli verticali separati, unita alle silhouettes slanciate delle figure e all'andamento ritmico dei manti dai colori saturi (rossi cinabro, blu profondi e verdi malachite), è caratteristica dei laboratori provinciali o regionali gravitanti attorno alle orbite di Mosca o Jaroslavl' in epoca tardo-barocca e neoclassica. Dal punto di vista esecutivo, l'opera è realizzata secondo la più rigorosa tecnica tradizionale russa, che prevede una pittura a tempera all'uovo e pigmenti minerali su una tavola di legno preparata con il levkas, la tipica mestica a base di gesso e colla animale. La composizione iconografica si sviluppa a convergenza verso l'asse centrale, fulcro teologico dell'intera composizione, dove siede Cristo Pantocratore e Giudice Universale in trono, colto nell'atto di benedire con la mano destra e di reggere il libro aperto dei Vangeli con la sinistra. Ai suoi lati si dispongono le due figure cardine dell'intercessione per l'umanità: la Vergine Maria a sinistra e San Giovanni Battista a destra, entrambi protesi in un profondo e simmetrico inchino reverenziale. Subito dietro la triade centrale si staglia la corte celeste rappresentata dagli Arcangeli Michele e Gabriele, riconoscibili dalle grandi ali piumate, che fungono da guardia d'onore al trono divino. Il corteo prosegue verso le estremità con il collegio apostolico guidato dai santi principi Pietro e Paolo, seguiti a loro volta dagli altri evangelisti. Il fregio si conclude infine ai due lati esterni con la solenne considerazione dei Santi Padri e Dottori della Chiesa d'Oriente (tra cui si riconoscono Basilio il Grande, Giovanni Crisostomo o Nicola di Myra), immediatamente identificabili grazie ai caratteristici paramenti liturgici vescovili bianchi decorati da grandi croci nere, noti come polystavrion. L'opera si presenta come una fondamentale testimonianza visiva della preghiera incessante che la Chiesa celeste e terrena rivolge a Cristo per la salvezza del mondo. Sotto il profilo dello stato di conservazione, la superficie pittorica è interamente interessata da un fitto e vistoso fenomeno di craquelure naturale (crettatura da invecchiamento). Questa fitta ragnatela di microscopiche fratture geometriche è dovuta al progressivo disseccamento naturale del legante e ai fisiologici movimenti di assestamento termico e igrometrico compiuti dal supporto ligneo sottostante nel corso dei secoli. Il craquelure, che si sviluppa in modo uniforme e coerente sia sul fondo che sulle figure sacre, non compromette la leggibilità del disegno e, anzi, attesta l'autenticità storica dell'opera e l'assoluta integrità dei suoi strati materici originali, i quali mantengono un' ottima coesione con il supporto.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Madre di Dio "Roveto Inconsumabile" o "Roveto Ardente" - XIX secolo
    Lotto 14

    Madre di Dio "Roveto Inconsumabile" o "Roveto Ardente" - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 44,5 x 36 cm
    sormontata dalla lode dei Profeti (Neopalimaja Kupina), qui interpretata secondo una superba ed elaborata variante floreale narrativa anziché geometrico-stellata. Al centro della composizione, entro una cornice quadrata rialzata (kovčeg), si staglia la solenne immagine della Madre di Dio del Segno (Znamenie), raffigurata a mezzo busto con le mani alzate in atteggiamento orante e di intercessione, recante sul petto un grande medaglione clipeato circolare con il Divino Infante Emmanuel che benedice il mondo. Questa immagine centrale è inserita all'interno di una fitta e spettacolare ghirlanda circolare vegetale ricca di foglie verde scuro e accesi boccioli di rose rosse e fiori ocra, simbolo del giardino paradisiaco e del roveto dell'Esodo che bruciava senza consumarsi, prefigurazione mariana per eccellenza. Immerse tra le fronde di questo roveto mistico si dispongono in cerchio, rigidamente gerarchizzate, le figure a mezzo busto dei Profeti dell'Antico Testamento (tra cui si riconoscono Davide, Salomone, Mosè ed Elia, identificati dalle iscrizioni calligrafiche); ciascuno di essi è coronato da un nimbo dorato e reca tra le mani un rotolo srotolato recante le profezie in antico slavo ecclesiastico che annunciano l'Incarnazione del Verbo attraverso la Vergine Maria. Nella porzione superiore, a dominare e benedire l'intera composizione teofanica, emerge tra nubi scure digradanti la maestosa figura eretta di Dio Padre (Signore Sabaoth) o del Cristo redivivo, avvolto in candide vesti con le braccia spalancate e il capo cinto dal caratteritico nimbo stellato a otto punte. Dal punto di vista stilistico e cromatico, l'opera rivela una stesura pittorica d'alta scuola devozionale e una spiccata perizia miniaturistica. La tavolozza accosta magistralmente il profondo marrone-porpora del maphorion mariano al verde smeraldo scuro della vegetazione, rischiarato dai toni squillanti del rosso cinabro dei fiori e dei mantelli dei profeti, il tutto esaltato dalle ampie stese in foglia d'oro lucida che rivestono i grandi fondi superiori e le aureole. L'intera scena è rigorosamente incorniciata da un'ampia bordura perimetrale color arancio-minio e verde.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  San Giovanni Battista con il Mistico Calice - XIX secolo
    Lotto 15

    San Giovanni Battista con il Mistico Calice - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 44 x 36 cm
    una delle iconografie più mistiche e teologicamente dense del ciclo del Precursore. Il Santo è raffigurato a mezzo busto con lo sguardo severo e malinconico rivolto verso il fedele, caratterizzato dai tipici capelli lunghi e spettinati e dalla barba incolta, simboli della sua vita ascetica nel deserto; indossa la tradizionale pelle di cammello coperta da un pesante mantello dalle profonde tonalità bruno-rossastre, finemente lumeggiato. Il fulcro teologico ed emotivo dell'opera è concentrato nella mano sinistra, la quale sorregge un calice dorato al cui interno è adagiato il Cristo Bambino (il Mistico Calice o Agnus Dei), esplicito richiamo al Vangelo di Giovanni e all'annuncio del sacrificio. Con la mano destra il Precursore indica il calice sacramentale e regge un cartiglio srotolato, recante un'invocazione calligrafica in antico slavo ecclesiastico che esorta al pentimento. Lo sfondo, interamente dorato a foglia d'oro zecchino, crea una dimensione trascendente e atemporale, enfatizzata dal nimbo circolare che incornicia il volto del Santo, mentre in alto a sinistra si conserva il tipico monogramma identificativo racchiuso in un cartiglio decorato. La stesura pittorica rivela una notevole perizia tecnica, evidente nella finezza dei tratti somatici e nella sapiente resa volumetrica dei panneggi, rendendo questo esemplare un'opera di grande impatto devozionale e collezionistico. Al retro della tavola è presente un raro ed integro sigillo doganale russo d'esportazione impresso , recante iscrizioni in caratteri cirillici e uno stemma istituzionale centrale, a preziosa testimonianza del regolare transito dell'opera nei canali d'arte ufficiali dell'epoca. Questo sigillo storico veniva apposto dalle autorità doganali o dai ministeri zaristi per certificare il controllo statale, il pagamento delle tasse doganali e la regolare autorizzazione all'esportazione del bene culturale all'estero, identificando specificamente l'ufficio o la commissione di controllo competente. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Santa Trinità dell'Antico Testamento (Svjataja Troica) - XIX secolo
    Lotto 16

    Santa Trinità dell'Antico Testamento (Svjataja Troica) - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 53,5 x 43,5 cm
    nota anche come l'Ospitalità di Abramo (Filossenia), come esplicitato chiaramente dalla solenne iscrizione calligrafica tracciata a grandi caratteri in antico slavo ecclesiastico sul margine superiore ("СТАЯ ТРОИЦА"). La composizione si rifà fedelmente al celeberrimo archetipo teologico codificato da Andrej Rublëv nel XV secolo, qui arricchito dalla presenza narrativa dei committenti storici dell'evento biblico (Genesi 18). Al centro della scena, disposti attorno a una tavola-altare imbandita e rigorosamente inscritti in un cerchio ideale che simboleggia l'eternità e l'uguaglianza divina, siedono tre angeli alati viandanti, ipostasi visibile delle tre Persone della Trinità. Ciascun angelo reca un sottile bastone da pellegrino, ha il capo cinto da un nimbo d'oro finemente punzonato e indossa manti dalle vibranti tonalità complementari del rosso cinabro, dell'azzurro-verde profondo e dell'ocra-oro. Sulla tavola spicca la coppa eucaristica contenente la testa del vitello sacrificato, fulcro del mistero della Redenzione. Ai lati della composizione angelica, a figura intera e in atteggiamento di profonda e umile venerazione, si integrano i patriarchi biblici: a sinistra Abramo, nell'atto di offrire cibo agli ospiti celesti, e a destra Sara, parzialmente china e avvolta in un maphorion bruno. Lo sfondo descrive con efficacia simbolica i tre elementi del racconto biblico riletti in chiave teologica cristiana: la magnifica e imponente architettura del palazzo di Abramo a sinistra, simbolo della Chiesa e della Dimora del Padre; il frondoso albero di quercia di Mamre al centro, che prefigura l'albero della Croce; e la montagna rocciosa spezzata e geometrica (gorki) a destra, emblema dell'ascesi e dello Spirito Santo. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Cristo Pantocratore (Gospod' Vsedržitel') - Fine XIX secolo
    Lotto 17

    Cristo Pantocratore (Gospod' Vsedržitel') - Fine XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 53,5 x 43,5 cm
    fulcro teologico dell'arte sacra ortodossa, arricchita sui due margini laterali da quattro santi patroni a figura intera finemente miniati. Il Salvatore emerge al centro della composizione, ritratto frontalmente a mezzo busto, colto in un'attitudine di regale autorevolezza e immerso in uno sfondo scuro caratterizzato da stilizzate nubi cerchiate ed ematite. Con la mano destra sollevata compie il tradizionale gesto di benedizione, mentre con la mano sinistra sorregge un libro dei Vangeli aperto, le cui pagine recano un testo fittamente miniato in antico slavo ecclesiastico a righe scure parallele che simulano la scrittura sacra. I lineamenti del volto, dominati da grandi e penetranti occhi simmetrici spalancati e fissi verso lo spettatore, presentano la tipica barba bipartita e i capelli lunghi divisi centralmente che ricadono in ciocche ondulate sulle spalle; la testa è inscritta in un imponente nimbo circolare dorato percorso da raggi rossi che formano la struttura cruciforme, recante i tradizionali caratteri greci indicanti l'attributo divino di Colui che È ("Ὁ Ѡ Н"). Ai lati del nimbo si leggono chiaramente i tradizionali monogrammi sacri abbreviati "ІС" e "ХС" (Gesù Cristo). La particolarità devozionale di questo esemplare risiede nei suoi scomparti laterali, ricavati direttamente sui margini della tavola lignea, dove sono raffigurati quattro santi protettori scelti dalla committenza familiare: sul lato sinistro si riconoscono un santo angelo (l'Angelo Custode) in alto e un santo vescovo o gerarca in basso recante il Vangelo; sul lato destro si stagliano un santo monaco asceta (stilita o anacoreta) eretto sopra una colonna o struttura architettonica in alto e una santa martire avvolta in un maphorion purpureo in basso, ciascuno identificato da un cartiglio calligrafico soprastante color arancio-minio. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Icona russa a più scomparti raffigurante la Discesa agli Inferi, la Trasfigurazione, il Pokrov e santi intercessori - Fine XVIII secolo
    Lotto 18

    Icona russa a più scomparti raffigurante la Discesa agli Inferi, la Trasfigurazione, il Pokrov e santi intercessori - Fine XVIII secolo
    Tempera all'uovo su tavola e foglia d'oro
    Altezza x larghezza: 68 x 54 cm
    eccezionale esempio di tavola devozionale pluriscenica, concepita per condensare in un unico spazio pittorico le grandi feste liturgiche della tradizione ortodossa insieme a una folta schiera di santi protettori familiari. La superficie della tavola è divisa in scomparti narrativi ben definiti. Nel registro superiore sinistro si dispiega la solenne iconografia dell'Anastasis, la Discesa agli Inferi: Cristo Salvatore, inserito in una mandorla radiosa di luce dorata, spezza le porte dell'Ade e afferra per le mani i progenitori Adamo ed Eva per trarli fuori dai rispettivi sepolcri, circondato dalle schiere dei re, dei profeti e dei giusti. Il quadrante superiore destro ospita la spettacolare composizione della Trasfigurazione del Signore sul monte Tabor: Cristo si erge sfolgorante di luce entro una mandorla circolare poggiata su una stella a più punte, affiancato dai profeti Mosè ed Elia, mentre nel registro inferiore i tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni cadono a terra prostrati e accecati dalla sfolgorante visione teofanica. Al centro del registro inferiore si sviluppa la densa e dettagliata scena del Pokrov, la Protezione della Madre di Dio, ambientata all'interno della chiesa delle Blacherne a Costantinopoli con la Vergine Orante in alto sulle nubi che distende il proprio velo protettivo e, in basso davanti alle porte regali, la figura del diacono San Romano il Melode affiancata da Sant'Andrea il Folle in Cristo con il discepolo Epifanio. I margini verticali sinistro e destro e le porzioni perimetrali inferiori sono interamente popolati da ben sei scomparti sussidiari minori di eccezionale finezza miniaturistica che ospitano santi patroni scelti dalla committenza familiare a figura intera: a sinistra si riconoscono l'Angelo Custode recante la croce affiancato da un santo monaco asceta nel registro superiore e due santi gerarchi in paramenti liturgici scuri in quello inferiore; a destra si stagliano una santa martire coronata e un santo guerriero in alto, seguiti da due sante monache ascete oranti in basso, ciascuna figura rigorosamente identificata da cartigli calligrafici color ocra e arancio-minio tracciati in antico slavo ecclesiastico. Dal punto di vista stilistico, l'opera mostra una stesura pittorica d'alta scuola devozionale, evidente nella straordinaria capacità del maestro miniaturista di governare decine di micro-figure con una stesura cromatica pulita, ricca di lumeggiature e campiture vivide dove spiccano i rossi cinabro, i verdi brillanti e i manti scuri, il tutto esaltato dalla presenza dei nimb interamente realizzati in foglia d'oro lucida. 

    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Icona russa agiografica con scene della vita della santa grande martire Giuliana di Nicomedia - XIX secolo
    Lotto 19

    Icona russa agiografica con scene della vita della santa grande martire Giuliana di Nicomedia - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola e foglia d'oro
    Altezza x larghezza: 45 x 36,8 cm
    che costituisce uno straordinario esempio di zhitie (icona con vita di un santo), interamente concepita per illustrare il percorso spirituale, le leggendarie virtù e la drammatica testimonianza di fede di Santa Giuliana di Nicomedia, come solennemente ed esplicitamente dichiarato dalla fitta iscrizione calligrafica tracciata in antico slavo ecclesiastico all'interno del grande cartiglio bianco alla base dello scomparto centrale ("Стая Иулианія..."). La complessa architettura visiva della tavola si articola attorno a una formella centrale di dimensioni maggiori, racchiusa da una griglia geometrica di sette scomparti sussidiari perimetrali separati da listelli e cartigli esplicativi fittamente miniati a righe parallele. Al centro si erge con maestosa e ieratica monumentalità la figura intera della santa, ritratta stante contro uno sfondo dorato lucido e un paesaggio roccioso stilizzato; essa indossa un maphorion bruno-porpora sovrapposto a una tunica scura e solleva la mano destra in segno di testimonianza e predicazione, mentre con la sinistra sorregge un lungo rotolo srotolato delle Scritture. Attorno a questo fulcro devozionale si dispiegano, secondo un andamento narrativo che unisce rigore dogmatico e vivacità espressiva, le sette scene d'alto valore didascalico che illustrano la sua Passione e i suoi celebri trionfi spirituali contro il maligno: nei quadranti di sinistra e superiori si notano dettagliate scene d'interno architettonico e paesaggi urbani turriti che descrivono il suo arresto e il successivo processo davanti al prefetto pagano Eleusio, dove la santa compare stante di fronte a soldati in armature romane e giudici in trono; nei quadranti di destra si consumano i momenti cruciali del suo martirio, tra cui spicca la potente formella con la santa legata alla grande croce e la formella d'angolo inferiore destro che ritrae l'esecuzione definitiva per decapitazione ad opera di cavalieri armati. Dal punto di vista stilistico, l'opera rivela l'altissima scuola delle botteghe specializzate nella sottominiatura narrativa (storicamente legate ai centri di Palech o Mstera), evidente nella capacità del maestro di governare un ciclo iconografico così denso e microscopico con una stesura pittorica nitidissima, arricchita da una tavolozza che accosta i rossi cinabro accesi delle architetture e dei paramenti alle profonde tonalità scure delle vesti.
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Trittico agiografico raffigurante i Santi Apostoli Pietro e Paolo con scene della loro vita - XIX secolo
    Lotto 20

    Trittico agiografico raffigurante i Santi Apostoli Pietro e Paolo con scene della loro vita - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 47 x 44,5 cm
    un raro ed eccezionale esempio di struttura d'altare apribile di gusto agiografico (zhitie), interamente dedicata alla memoria liturgica, alle predicazioni e al martirio dei supremi apostoli della Chiesa, come solennemente ed esplicitamente dichiarato dalla fitta iscrizione calligrafica tracciata in antico slavo ecclesiastico nel margine inferiore dello scomparto centrale ("Житие Святых Апостолов Петра и Павла" - Vita dei Santi Apostoli Pietro e Paolo). L'architettura visiva del trittico si sviluppa a partire dal grande scomparto centrale cuspidato, dominato dalle imponenti figure stanti dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, ritratti l'uno di fronte all'altro con i caratteristici manti ocra-arancio e rosso-bruno mentre recano tra le mani le Scritture e i rotoli sigillati, sormontati in alto tra le nubi da un medaglione con il Cristo Salvatore benedicente. Al di sotto di questo fulcro centrale e lungo le due ante laterali incernierate (anch'esse sormontate da cuspidi attiche che racchiudono scene di santi eremiti in preghiera), la superficie pittorica si articola in una rigorosa griglia geometrica che conta complessivamente ben quattordici formelle sussidiarie perimetrali e inferiori dedicate al racconto agiografico della loro vita. I singoli riquadri illustrano con straordinaria vivacità narrativa e rigore dogmatico le principali tappe evangeliche e i miracoli dei due santi: la vocazione sulle sponde del lago di Galilea, i lunghi viaggi di predicazione nei territori dell'Impero romano con sfondi di fitte architetture turrite neobizantine, le dispute teologiche con i pagani e gli eretici, i drammatici arresti e le incarcerazioni; il racconto culmina drammaticamente nelle formelle del registro inferiore dedicate al loro martirio a Roma, tra cui spicca per eccezionale potenza compositiva il riquadro centrale inferiore che illustra con crudo verismo la crocefissione a testa in giù di San Pietro, affiancato a destra dalla decollazione di San Paolo compiuta dai soldati romani. Dal punto di vista stilistico e tecnico, l'opera rivela la mano di un miniaturista d'altissimo livello e di consumata perizia, formatosi verosimilmente nei celebri centri d'eccellenza di Palech o all'interno delle più colte e rigorose botteghe legate alla committenza dei Vecchi Credenti (Starovery), evidente nella capacità di gestire decine di micro-figure con una stesura pittorica pulita, nitidissima e ricca di espressività dinamica. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Icona russa raffigurante San Giovanni Battista "Angelo del Deserto" circondato da santi gerarchi e martiri intercessori - XIX secolo
    Lotto 21

    Icona russa raffigurante San Giovanni Battista "Angelo del Deserto" circondato da santi gerarchi e martiri intercessori - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 63,5 x 46 cm
    Al centro esatto della scena si staglia la figura monumentale di San Giovanni Battista (Ioann Predteča), raffigurato secondo la potente variante teologica dell'Angelo del Deserto: egli è dotato di grandi ali piumate bruno-dorate, veste le pelli eremitiche coperte da un manto rosso aranciato e reca nella mano sinistra un vassoio contenente il proprio capo decollato – simbolo del suo martirio – insieme a un rotolo srotolato recante le Scritture in antico slavo ecclesiastico, mentre solleva la mano destra nel tradizionale gesto di benedizione.
    Attorno al Precursore si snoda una magnifica e ieratica galleria agiografica disposta simmetricamente su due registri, le cui figure sono identificate da iscrizioni calligrafiche in antico slavo ecclesiastico tracciate sui margini superiori e all'interno delle aureole. Nel registro inferiore, sul lato sinistro, si erge un santo martire in abiti scuri e clamide rossa, affiancato da un Santo Vescovo o Gerarca (verosimilmente San Biagio o San Nicola) abbigliato con i solenni paramenti liturgici comprendenti un ampio omophorion dorato e recante il Vangelo chiuso. Sul lato destro, specularmente, si colloca la corrispondente figura episcopale di un secondo Santo Gerarca (verosimilmente San Nilo o Spiridione) con barba canuta e Vangelo aperto, affiancato all'estrema destra da un giovane santo martire o profeta stante. Il registro superiore ospita quattro figure disposte a coppie sulle nubi: a sinistra si riconoscono due santi martiri e asceti in atteggiamento orante, tra cui spicca San Demetrio (Svjatyj Dimitrij), mentre a destra si stagliano le figure regali e coronate di due celebri sante martiri della prima cristianità, esplicitamente dichiarate dalle iscrizioni calligrafiche sul kovčeg come Santa Caterina d'Alessandria (Svjataja Ekaterina) e Santa Barbara (Svjataja Varvara), abbigliate con sfarzosi paramenti sovrani. A dominare e benedire dall'alto l'intera composizione emerge, entro una mandorla semicircolare radiosa e circondata da nubi digradanti, la figura teofanica del Cristo Salvatore Onnipotente (Gospod' Vsedržitel'), ritratto a mezzo busto mentre reca il libro dei Vangeli aperto e solleva la mano destra in un solenne gesto di protezione universale. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Crocifissione di Cristo sormontata dall'Arcangelo Michele, San Giovanni Evangelista in silenzio e la Santa Trinità - XIX secolo
    Lotto 22

    Crocifissione di Cristo sormontata dall'Arcangelo Michele, San Giovanni Evangelista in silenzio e la Santa Trinità - XIX secolo
    Tempera all'uovo su tavola
    Altezza x larghezza: 53,5 x 43 cm
    Icona russa con la Crocifissione di Cristo sormontata dall'Arcangelo Michele, San Giovanni Evangelista in silenzio e la Santa Trinità
    Questa importante e teologicamente complessa icona russa, eseguita a tempera all'uovo su tavola e databile alla prima metà del XIX secolo, costituisce uno straordinario esempio di composizione devozionale a scomparti sovrapposti, impreziosita da dettagli misticistici di grande rarità. La tavola è rigorosamente divisa in due registri principali. Nel registro superiore si stagliano a mezzo busto due imponenti e ieratiche figure celesti: a sinistra l'Arcangelo Michele (Svjatyj Archangel Michail), esplicitamente identificato dall'iscrizione calligrafica sul margine ("СТЫЙ АРХ МИХАИЛЪ"), ritratto con la mano destra al petto in segno di devozione e la sinistra che sorregge un clipeo trasparente recante il monogramma di Cristo; a destra si colloca la monumentale figura di San Giovanni Evangelista in Silenzio (Svjatyj Ioann Bogoslov), colto in un'intima attitudine meditativa mentre accosta le dita alle labbra e indica le pagine aperte del suo Vangelo, affiancato sulla spalla dall'angelo ispiratore che gli sussurra la Parola Divina. Al centro esatto del margine superiore, entro una mandorla di nubi scure, emerge la teofania della Santa Trinità dell'Antico Testamento (Paternità - Otečestvo) con Dio Padre che reca il globo, il Cristo Emmanuel in grembo e lo Spirito Santo in forma di colomba. Il registro inferiore è interamente occupato da una solenne e densa raffigurazione della Crocifissione di Cristo (Raspiatie), il cui asse verticale si innesta sulla roccia del Golgota che custodisce il teschio di Adamo. Ai lati del Salvatore sulla croce, disposti simmetricamente su uno sfondo oro-ocra che reca le silhouette sbiadite di una cittadella fortificata, si accalcano sei figure in atteggiamento di profondo cordoglio e preghiera intercessoria: sulla sinistra si riconoscono le Marie piangenti affiancate da un santo angelo alato stante (l'Angelo Custode o l'arcangelo messaggero), mentre sulla destra si stagliano la figura di San Giovanni Evangelista, un santo guerriero e un santo monaco asceta recante un rotolo srotolato. 
    S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.

  •  Icona russa raffigurante i Santi Apostoli Pietro e Paolo - fine XIX secolo (circa 1880–1900)
    Lotto 23

    Icona russa raffigurante i Santi Apostoli Pietro e Paolo - fine XIX secolo (circa 1880–1900)
    Tempera su tavola
    Altezza x larghezza: 20 x 18 cm
    Icona su tavola raffigurante i Santi Apostoli Pietro e Paolo, tra i più importanti fondatori della Chiesa cristiana e principali colonne della fede secondo la tradizione ortodossa.
    La composizione presenta i due apostoli rappresentati frontalmente, disposti simmetricamente ai lati di un paesaggio dominato da un corso d'acqua che conduce verso una monumentale architettura centrale, identificabile con una veduta idealizzata della Basilica di San Pietro a Roma, simbolo della loro comune testimonianza apostolica e del martirio nella città eterna.
    San Pietro compare sulla sinistra con le mani raccolte in atteggiamento di preghiera e lo sguardo rivolto verso Cristo. Il volto, caratterizzato dalla corta barba ricciuta e dai capelli grigi, riprende fedelmente l'iconografia tradizionale orientale dell'apostolo. Indossa una tunica verde scuro ricoperta da un ampio himation bruno-rossastro, modellato mediante eleganti lumeggiature che conferiscono volume e profondità ai panneggi.
    Alla destra è raffigurato San Paolo, riconoscibile dalla fronte ampia, dalla barba appuntita e dal Vangelo riccamente rilegato che sostiene con la mano sinistra, mentre la destra è portata al petto in segno di testimonianza della fede. L'ampio mantello rosso che avvolge la figura crea un efficace contrasto cromatico con la veste verde, secondo una tipologia iconografica consolidata nella pittura russa del XIX secolo.
    Nella parte superiore della composizione compare Cristo benedicente entro una luminosa apertura tra le nubi, rappresentato a mezzo busto mentre benedice con la mano destra e regge il Vangelo con la sinistra. La sua presenza sancisce l'autorità apostolica dei due santi e costituisce il fulcro teologico dell'intera rappresentazione.
    Lo sfondo è animato da un delicato paesaggio con alberature, edifici classicheggianti e un ampio specchio d'acqua che conduce prospetticamente verso il santuario centrale. La brillante foglia d'oro impiegata per le aureole e per il nimbo di Cristo si armonizza con le luminose tonalità azzurre del cielo, contribuendo all'equilibrio cromatico dell'intera composizione.
    Le iscrizioni in caratteri slavonici identificano chiaramente le figure dei due apostoli, mentre un cartiglio posto nella parte inferiore reca un'iscrizione liturgica riferita alla loro comune memoria.

    L'icona appartiene alla migliore produzione della Russia centrale della fine del XIX secolo, periodo durante il quale le principali botteghe di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj realizzarono numerose immagini destinate alla devozione privata, caratterizzate da un equilibrato connubio tra la tradizione iconografica antica e il gusto accademico sviluppatosi durante il periodo imperiale.
    L'iconografia con Pietro e Paolo affiancati, unita alla presenza di Cristo in gloria e della veduta simbolica della Basilica di San Pietro, richiama il ruolo universale dei due apostoli quali fondamenti della Chiesa e testimoni privilegiati della fede cristiana. La composizione, ispirata ai modelli della scuola moscovita del XVII secolo, è reinterpretata attraverso un linguaggio pittorico più raffinato, caratterizzato da un disegno preciso, cromie brillanti e una maggiore attenzione alla resa paesaggistica.



  •  Icona russa raffigurante la Dormizione della Madre di Dio - prima metà del XIX secolo
    Lotto 24

    Icona russa raffigurante la Dormizione della Madre di Dio - prima metà del XIX secolo
    tempera su tavola
    Altezza x larghezza: 29,5 x 20,5 cm
    Icona su tavola raffigurante la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie Presvjatoj Bogorodicy), uno dei Dodici Grandi Festeggiamenti (Dodekaorton) della liturgia ortodossa, celebrato il 15 agosto secondo il calendario giuliano.
    La composizione rappresenta la Vergine distesa sul letto funebre, avvolta nel tradizionale maphorion rosso scuro, mentre gli Apostoli e i Padri della Chiesa si raccolgono attorno al suo corpo in atteggiamento di preghiera e venerazione. Al centro del gruppo compaiono tre vescovi identificabili con i grandi Padri della Chiesa orientale, secondo l'iconografia tradizionale.
    Alle spalle del letto funebre è raffigurato Cristo entro una grande mandorla luminosa, mentre sostiene tra le braccia l'anima della Vergine rappresentata sotto forma di una piccola figura infantile avvolta in bianche vesti, simbolo della sua nascita alla vita eterna.
    Nella parte inferiore è rappresentato il noto episodio del sacerdote empio (Jephonias), il quale, tentando di rovesciare il feretro della Vergine, viene fermato dall'intervento miracoloso di un angelo che gli recide le mani, episodio tratto dalla tradizione apocrifa della Dormizione.
    Lo sfondo dorato, le aureole in foglia d'oro e la composizione fortemente gerarchica conferiscono alla scena una marcata solennità liturgica. Le iscrizioni slavoniche nella fascia superiore identificano il soggetto, mentre l'impostazione generale segue fedelmente i modelli della tradizione iconografica russa ottocentesca.

    L'iconografia della Dormizione costituisce una delle rappresentazioni fondamentali dell'arte bizantina e russa, poiché celebra il passaggio della Madre di Dio dalla vita terrena alla gloria celeste. Durante il XVIII e la prima metà del XIX secolo tale soggetto fu largamente prodotto nelle botteghe della Russia centrale, in particolare nelle scuole di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj, sia per la devozione privata sia per gli iconostasi domestici.

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ASTA 411 - LA COLLEZIONE ARCIVESCOVO LOZANO DI ANTICHE ICONE ORTODOSSE Asta benefica a sostegno della costruzione di un centro sociale giovanile

INFORMAZIONI SULL’ASTA 411


L’asta sarà battuta il 18 dicembre 2026 a partire dalle ore 15:00 CET presso la sede di Bertolami Fine Art S.r.l. in Piazza Lovatelli, 1 – Roma


1. Modalità di partecipazione

Sono previste le seguenti modalità di partecipazione: di persona presso i locali in cui l’asta sarà battuta; telefonica; online previa registrazione sul nostro sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner (vedi elenco sotto riportato); tramite offerta scritta fatta pervenire entro le 12:30 CET di venerdì 18 dicembre.


a.     Partecipazione in sala

I clienti non conosciuti e che non si fossero già registrati dovranno essere provvisti di un valido documento di identità.

 

b.     Partecipazione telefonica

É possibile fare le proprie offerte durante l’asta tramite telefono guidati da un nostro operatore. Per accedere a questa modalità di partecipazione sarà necessario prenotarsi entro le 12,30 CET di venerdì 18 dicembre specificando i lotti per i quali si intende entrare in gara e un recapito telefonico. I clienti così prenotati saranno chiamati al numero di telefono da loro indicato alcuni lotti prima di quelli per cui avranno manifestato interesse

La prenotazione per la partecipazione telefonica ha il valore di un’offerta scritta alla base d’asta indicata in catalogo.

Per prenotare la partecipazione telefonica compilare l’apposito modulo di offerta (Per info: T +39 06.32609795 - +39 06.3218464 - info@bertolamifineart.com)

 

c.     Partecipazione online attraverso il nostro sito o i portali partner

È possibile fare le proprie offerte durante l’asta registrandosi sul nostro sito www.bertolamifineart.com oppure sui seguenti portali partner:

 

Arsvalue (www.arsvalue.com)

Bidspirit (www.bidspirit.com)

Drouot (www.drouot.com)

Invaluable (www.invaluable.com)

Bidinside (www.bidinside.com)

OneBid (www.onebid.com)

 

L’iter di registrazione sul sito www.bertolamifineart.com richiede l’inserimento delle copie dei documenti d’identità così come richiesto dal sistema operativo e può ritenersi completato solo dopo aver ricevuto una e-mail di convalida da parte della casa d’aste.

 

Richiesta assistenza

In caso di difficoltà nel portare a termine il processo di registrazione oppure in caso di mancata ricezione del messaggio mail di convalida, richiedere assistenza ai seguenti recapiti:

info@bertolamifineart.com - +39 06 32609795

 

d.     Partecipazione tramite offerta scritta

È infine possibile formulare le proprie offerte per iscritto compilando l’apposito modulo di offerta per procura o anche tramite testo libero. Le offerte scritte dovranno essere ricevute da Bertolami Fine Art entro le 12,30 CEST di venerdì 18 dicembre e potranno essere trasmesse tramite e-mail (info@bertolamifineart.com), per posta o consegnate presso i nostri uffici di Piazza Lovatelli 1 – 00186 Roma. L’offerta scritta ha il valore di autorizzazione al banditore ad effettuare offerte per conto del firmatario.

 

2. Visione dei lotti

 

9 – 18 dicembre 2026

 

Orari:

dal lunedì al venerdì

10,30-13,30 /15,30-18,30 CEST

 

Sabato e domenica chiuso

Ingresso libero

 

Per informazioni:

f.moroni@bertolamifineart.com

c.cipriani@bertolamifineart.com

 

3. Offerte pre asta

Dalla data di pubblicazione del catalogo online sino alle 12,30 CET di venerdì 18 dicembre sarà possibile:

- cominciare a effettuare offerte sul sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner come elencati al punto c del paragrafo 1

- inviare le offerte scritte di cui al punto d del paragrafo 1

Nel caso di:

- unica offerta pre asta su un lotto

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato alla base d’asta anche ove l’unica offerta pervenuta fosse di importo superiore (l’importo dell’offerta pre asta indica infatti l’offerta massima che l’offerente è disposto ad effettuare)

Esempio: base d’asta € 1.000 – Unica offerta pre-asta € 1.500 – Aggiudicazione a € 1.000

 

 - offerte pre asta multiple dello stesso importo su uno stesso lotto

 in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta con data anteriore.

- offerte pre asta multiple dello stesso importo su uno stesso lotto effettuate su portali diversi

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, se le offerte dello stesso importo sono state effettuate su portali diversi, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta pervenuta sul sito www.bertolamifineart.com anche se tale offerta fosse stata effettuata in data posteriore alle offerte effettuate sul portale partner Bidinside.

 - offerte pre asta multiple di importi diversi su un medesimo lotto

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta più alta a un prezzo di aggiudicazione calcolato aggiungendo all’importo dell’offerta immediatamente inferiore un incremento prestabilito nella tabella pubblicata in calce (Tabella A)

Esempio: offerta cliente A €1.270, offerta cliente B € 1800. Vince il cliente B non al prezzo di aggiudicazione di € 1.800 ma di € 1.370. Viene cioè applicato all’importo dell’offerta immediatamente inferiore l’incremento automatico di € 100 previsto dalla tabella quando le offerte sono comprese nello scaglione € 1.000-1.999.

 

4. Modalità e tempi di pagamento

Gli acquirenti dei lotti vincenti potranno scegliere tra le seguenti modalità di pagamento:

- carta di credito (Visa, MasterCard e American Express);

- Paypal

- Bonifico bancario a favore di Bertolami Fine Art S.r.l.

(nel caso di pagamenti effettuati tramite bonifico extra-europeo aggiungere €10 all’importo della fattura)

- contanti (entro il limite legalmente consentito);

- solo per i clienti conosciuti:

 assegno bancario non trasferibile o assegno circolare intestato a Bertolami Fine Art s.r.l.

- assegno bancario non trasferibile o circolare intestato a Bertolami Fine Art s.r.l. 

 (nel caso di pagamenti  effettuati tramite assegni esteri aggiungere € 10 all’importo della fattura);

 

Il pagamento dei lotti acquistati dovrà essere effettuato entro 5 giorni dalla ricezione della fattura.

In caso di ritardato pagamento, dal trentunesimo giorno dalla data dell’aggiudicazione sarà applicata una penale pari all’1%/mese sull'importo della fattura non pagata.

 

Nota bene:

le fatture pagate tramite assegno, contanti o bonifico bancario sono esenti dal pagamento delle tasse amministrative applicate invece sui pagamenti effettuati tramite carta di credito (+1,5%) o Paypal (+3,5%)

 

5. Diritti d’asta

 

L’acquirente corrisponderà a Bertolami Fine Art una commissione calcolata in percentuale sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto. Tale commissione viene così calcolata:

quanto al 28% per la parte di prezzo sino a € 10.000;

quanto al 26% per la parte di prezzo da € 10.001 a € 400.000;

quanto al 24% per la parte di prezzo da € 400.001 in su.

 

Sui lotti acquistati tramite partecipazione on line sul sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner si applicherà un’ulteriore commissione così quantificata:

 

Arsvalue + 0 % del prezzo di aggiudicazione

BidInside + 2,5 % del prezzo di aggiudicazione

Bidspirit + 1,5 % del prezzo di aggiudicazione

Drouot + 3 % del prezzo di aggiudicazione

Invaluable + 5 % del prezzo di aggiudicazione

OneBid + 1,5 % del prezzo di aggiudicazione


6. Costi ulteriori

I costi di spedizione, eventuali costi doganali, nonché i costi relativi alle pratiche da istruire per il rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di qualsiasi autorizzazione ministeriale preventiva richiesta per l’esportazione dei lotti aggiudicati sono a carico del compratore.

Nel caso in cui, per contestazioni ingiustificate, i beni dovessero essere restituiti a Bertolami Fine Art, le spese doganali e di spedizione sono a carico del cliente.

 

7. Descrizione dei lotti

Agendo in qualità di mandataria del venditore, Bertolami Fine Art s.r.l. è esente da qualsiasi responsabilità in ordine alla provenienza e alle descrizioni e valutazioni dei lotti nel catalogo, nei condition report e in qualsiasi altro materiale illustrativo. Tali descrizioni hanno valore puramente indicativo e vanno intese come parere personale dei nostri esperti.

8. Rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di altra autorizzazione ministeriale necessaria per l’esportazione dei beni aggiudicati

 

La consegna dei lotti al di fuori dei confini italiani potrebbe essere soggetta alle norme stabilite dal Codice dei Beni Culturali (Dlgs. 42/2004 e ss.mm.ii.) in materia di esportazione dei beni di interesse culturale. Pertanto, nel caso in cui il bene acquistato presentasse caratteristiche tali da richiedere per la sua uscita definitiva dal territorio della Repubblica Italiana una qualsiasi forma di autorizzazione ministeriale, i tempi di rilascio di tale autorizzazione saranno regolati dall’Ufficio Esportazione oggetti d’antichità e d’arte del Ministero della Cultura.

Tali tempi di rilascio vanno mediamente calcolati nell’ordine di 60/90 giorni dal giorno dell’apertura della pratica per un Attestato di Libera Circolazione (art.68 del Codice dei Beni Culturali) e di 30 giorni per un’Autocertificazione. La casa d’aste declina ogni responsabilità per eventuali ritardi nella chiusura della pratica, ritardi addebitabili soltanto alle autorità ministeriali competenti. La pratica viene aperta solo all’avvenuto pagamento del bene e dietro esplicita autorizzazione dell’acquirente.

 

9. Condizioni di vendita

Le condizioni di vendita che regolano il rapporto tra Bertolami Fine Art e la gentile clientela che prenderà parte alle aste sono pubblicate in ogni catalogo. Poiché esse si intendono automaticamente accettate dal momento della partecipazione all’asta, si prega di leggerle con attenzione

In caso di discordanza tra la versione delle condizioni di vendita pubblicata su catalogo cartaceo e quella pubblicata su catalogo online, prevale la versione online. 

 

10. Pubblicazione dei risultati d’asta

L’elenco delle aggiudicazioni sarà pubblicato da Bertolami Fine Art sul proprio sito, www.bertolamifineart.com, a soli fini informativi, entro dieci giorni dalla chiusura dell’asta.

 

11. Consegna dei lotti aggiudicati

I lotti aggiudicati entrano in consegna dal momento del pagamento dell’intero prezzo.

Le modalità di consegna vanno concordate con la responsabile dell’Ufficio Logistica: a.tabacco@bertolamifineart.com

 

Ritiro in sede

Il ritiro in sede è possibile solo su appuntamento da concordare con la responsabile dell’Ufficio Logistica: Alessandra Tabacco (a.tabacco@bertolamifineart.com).

Gli appuntamenti vengono fissati nei giorni e negli orari lavorativi. Sono pertanto esclusi il sabato, la domenica e i giorni festivi.

 

Si precisa che Bertolami Fine Art non dispone di un autonomo servizio di spedizione dei lotti.

È però in grado di assistere l’acquirente mettendolo in contatto con corrieri specializzati, già sperimentati dalla casa d’aste con risultati soddisfacenti, a cui l’acquirente potrà richiedere un preventivo gratuito e senza impegno.

L’acquirente è comunque libero di affidare la spedizione a corrieri di sua fiducia.

Bertolami Fine Art non risponde dell’operato del corriere.

Sessioni

  • 18 dicembre 2026 ore 15:00 Sessione unica (1 - 158)

Esposizione

Visione dei lotti

 

9 – 18 settembre 2026

 

Orari:

dal lunedì al venerdì

10,30-13,30 /15,30-18,30 CEST

 

Sabato e domenica chiuso

Ingresso libero

 

Per informazioni:

f.moroni@bertolamifineart.com

c.cipriani@bertolamifineart.com

 

Pagamenti e Spedizioni

Consegna dei lotti aggiudicati

 

I lotti aggiudicati entrano in consegna dal momento del pagamento dell’intero prezzo.

Le modalità di consegna vanno concordate con la responsabile dell’Ufficio Logistica: a.tabacco@bertolamifineart.com

 

Ritiro in sede

Il ritiro in sede è possibile solo su appuntamento da concordare con la responsabile dell’Ufficio Logistica: Alessandra Tabacco (a.tabacco@bertolamifineart.com).

Gli appuntamenti vengono fissati nei giorni e negli orari lavorativi. Sono pertanto esclusi il sabato, la domenica e i giorni festivi.

 

Si precisa che Bertolami Fine Art non dispone di un autonomo servizio di spedizione dei lotti.

È però in grado di assistere l’acquirente mettendolo in contatto con corrieri specializzati, già sperimentati dalla casa d’aste con risultati soddisfacenti, a cui l’acquirente potrà richiedere un preventivo gratuito e senza impegno.

L’acquirente è comunque libero di affidare la spedizione a corrieri di sua fiducia.

Bertolami Fine Art non risponde dell’operato del corriere.

Condizioni di vendita

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Rilanci

  • da 0 a 100 rilancio di 5
  • da 100 a 200 rilancio di 10
  • da 200 a 500 rilancio di 20
  • da 500 a 1000 rilancio di 50
  • da 1000 a 2000 rilancio di 100
  • da 2000 a 5000 rilancio di 200
  • da 5000 a 10000 rilancio di 500
  • da 10000 a 20000 rilancio di 1000
  • da 20000 a 50000 rilancio di 2000
  • da 50000 in avanti rilancio di 5000