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  • DIAMANTE NATURALE 1,00 D IF- PRINCESS - G.I.A.
    Lot 1

    DIAMANTE NATURALE TAGLIO PRINCESS 1,00 CARATI COLORE D PUREZZA IF - CERTIFICATO G.I.A. - NUMERO DI REPORT INCISO SULLA CORONA - STIMA RAPAPORT $ 0 - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • Isa Pizzoni (1921 - 2008)
Toro, 1965
    Lot 2

    Isa Pizzoni (1921 - 2008)
    Toro, 1965
    Serigrafia su carta
    50 x 64 cm (luce)

    Firma: “Pizzoni” al recto a matita
    Data: “1965” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “6/19” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario

    Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


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  • DIAMANTE 3.00 CT E VS1 LAB-GROWN - BRILLANTE - I.G.I.
    Lot 2

    DIAMANTE 3.00 LAB-GROWN CARATI COLORE E PUREZZA VS1 TAGLIO BRILLANTE - CERTIFICATO I.G.I. - NUMERO DI REPORT INCISO SULLA CORONA - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • Giancarlo Bettis (1936 - 2014)
Paesaggio tirrenico
    Lot 3

    Giancarlo Bettis (1936 - 2014)
    Paesaggio tirrenico
    Tecnica mista su tavola
    150 x 130 cm

    Firma: "bettis" al recto
    Data: "XC" (= 1990) al recto

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 90%
    Stato di conservazione. Superficie: 90%


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  • DIAMANTE 1,50 CT D VVS1 LAB-GROWN - BRILLANTE - I.G.I.
    Lot 3

    DIAMANTE 1,50 CARATI COLORE D PUREZZA VVS1 LAB-GROWN - TAGLIO BRILLANTE - CERTIFICATO I.G.I. - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • Guido Albanello (1952)
Belluno, 2005
    Lot 4

    Guido Albanello (1952)
    Belluno, 2005
    Litografia su carta
    75,5 x 139 cm (luce)

    Data: “Anno Domini MMV - Tertium Millenium” in lastra
    Altre iscrizioni: tiratura “387/600” al recto a penna; “Belluno”, “Disegno di Guido Albanello” in lastra
    Elementi distintivi: timbro a secco “Gilberto Padovan Editore - Vicenza”

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


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  • DIAMANTE 0,60 CT D VVS1 - LAB GRONW - CUSCINO - I.G.I.
    Lot 4

    DIAMANTE 0,60 CT COLORE D PUREZZA VVS1 - LAB GRONW - CUSCINO - I.G.I. - NUMERO DI REPORT INCISO SULLA CORONA - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • DIAMANTE 1,00 CT D IF - LAB-GROWN - PERA - I.G.I.
    Lot 5

    DIAMANTE 1,00 CARATI COLORE D PUREZZA IF - TAGLIO PERA - LAB-GROWN - IGI - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • ANELLO IN ORO 2,92 GR DIAMANTE NATURALE - 1006 NAT 18K
    Lot 6

    ANELLO IN ORO BIANCO 18K DI 2,92 GRAMMI È IMPREZIOSITO DA UN DIAMANTE NATURALEPER UN TOTALE DI 0,27 CARATIDICOLORE G-H E PUREZZA VS2 - 1006 NAT 18K - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • Maurice Utrillo (1883 - 1955)
Case e alberi a Parigi, 1920
    Lot 7

    Maurice Utrillo (1883 - 1955)
    Case e alberi a Parigi, 1920
    Olio su tela
    22 x 31,7 cm

    Firma: “Maurice Utrillo V.” al recto
    Data: “septembre 1920.” al recto
    Elementi distintivi: sul verso, tre timbri della dogana di Ventimiglia con iscritto a penna “Eu/5 n. 6/e 11/5/90"; sul telaio, etichetta con numero “247” ed etichetta con numero “8590 5815/3”; sul verso della cornice timbro “Nuova alleanza cooperativa s.r. L. “ e città illeggibile; sul verso della cornice, appunti a penna relativi alla cornice

    Provenienza: Beni Artistici Italiani SpA (fino al 1993); Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 80% (reintelo)
    Stato di conservazione. Superficie: 95% (ridotte integrazioni e consolidamento della superficie pittorica nel 2004)


    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    Nel 1919-1920 Utrillo fu internato dalla madre, la pittrice Suzanne Valadon, nel manicomio di rue de Picpus. Léopold Zborowski, che lo sostenne, cercò mecenati che aiutassero ad alleviare i costi dell'internamento, e poi pensò all'industriale Pierre Levasseur, noto come amico delle arti. Levasseur, di origine protestante, era pronipote di Etienne, famoso ebanista del XVIII secolo, e nipote di Eugène, che fondò a Parigi una scuola di disegno per artigiani specializzati nelle arti decorative.
    Fin dal 1910 critici e scrittori avevano iniziato a mostrare interesse per Utrillo (tra gli altri Elie Faure e Octave Mirbeau) e la sua prima mostra personale, alla galleria Eugène Blot, data al 1913. Tuttavia il punto di svolta si ebbe proprio nel 1919, in particolare grazie ad una fortunata mostra tenutasi in dicembre alla galleria parigina Lepoutre. Solo un mese prima, in ottobre, il pittore e l'industriale firmarono un contratto: Levasseur avrebbe ricevuto 7 tele al mese, contro un pagamento mensile di 2000 franchi. L'accordo fu rinegoziato nel gennaio 1920 - 6 tele per 2500 franchi - chiaro segno che il credito pubblico dell'artista stava crescendo, nonostante, talvolta, vendesse i suoi quadri per importi minimi, anche 30 franchi, in momenti di bisogno.
    Il dipinto di Veneto Banca appartiene a questo straordinario e breve momento, in cui le periferie urbane si accendono di colori contrastanti, un fenomeno che appare nella produzione dell'artista in particolare dopo il 1918, punto di transizione tra il cosiddetto Période blanche, che domina il quinquennio precedente la Grande Guerra, in cui l'artista predilige cromie smorzate, ed il Période colorée, che inizierà nel 1922, per caratterizzare tutta la successiva produzione.

    Il dipinto era accompagnato da un certificato di autenticità rimesso da Gilbert Petrides il 14 settembre 1987 (n. 19.318), oggi disperso. L'autenticità dell'opera è stata confermata, con esame dal vero, dal Comité Utrillo il 2 ottobre 2021. Il Comité Utrillo potrà emettere un certificato a richiesta dell'acquirente, secondo le proprie regole.

  • ANELLO IN ORO CON DIAMANTI 2,56 GR LAB GROWN - 408 LG
    Lot 7

    ANELLO IN ORO 14k CON DIAMANTI LAB-GROWNCON UN PESO COMPLESSIVO DI 2,56 GRAMMI. I DIAMANTI LAB GROWN PER UN TOTALI DI 0,37 CT COLORE E/F + PUREZZA VS 408 LG - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • DIAMANTE NATURALE - 0.50 CT D IF - BRILLANTE - G.I.A.
    Lot 8

    DIAMANTE NATURALE TAGLIO BRILLANTE 0.50 CARATI COLORE D PUREZZA IF - CERTIFICATO G.I.A. - NUMERO DI REPORT INCISO SULLA CORONA - STIMA RAPAPORT $ 2650 - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • ORECCHINI AD ANELLA IN ORO 18K E DIAMANTI
    Lot 9

    ORECCHINI IN ORO BIANCO 18KT, DIAMANTI LABGROWN CT TOTALI 0,50 - COLORE G - PUREZZA VS - CERTIFICATO GEMMOLOGICO ALLEGATO- PESO1,80 GR CIRCA - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • Wladimiro Tulli (1922 - 2003)
Senza titolo
    Lot 10

    Wladimiro Tulli (1922 - 2003)
    Senza titolo
    Serigrafia su carta
    22,5 x 33,5 cm (lastra)

    Firma: "Tulli" al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “p.a” al recto a matita

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%


    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

  • DIAMANTE NATURALE - 0,35 CT E VS2 - BRILLANTE - G.I.A.
    Lot 10

    DIAMANTE NATURALE TAGLIO BRILLANTE 0.35 CARATI COLORE E PUREZZA VS2 - CERTIFICATO G.I.A. - NUMERO DI REPORT INCISO SULLA CORONA - STIMA RAPAPORT $ 700 - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • DIAMANTE LAB-GROWN 0,50 CT FANCY GIALLO VIVIDO VS1
    Lot 11

    DIAMANTE LAB-GROWN 0,5 CARATI COLORE GIALLO VIVIDO PUREZZA VS1 - TAGLIO PERA - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • Toni Benetton (1910 - 1996)
La manta,1960
    Lot 12

    Toni Benetton (1910 - 1996)
    La manta,1960
    Ferro forgiato
    115 x 245 x 262 cm
    19 cm (altezza dal suolo)

    Firma: tracce di una iscrizione abrasa, forse la firma, sull'ala sinistra

    Provenienza: Collezione Angelina Allegro Benetton; Veneto Banca SpA in LCA

    Bibliografia: Rudolf Walter Litschel, "Oberösterreichische Kunstchronik", 19 novembre 1965 (ill.); Franco Battacchi, a cura di, "Benetton 1 / il ferro ", Venezia, 1991, pp. 60-61 (?), 356, scheda 93; "Toni Benetton. Dialoghi con la città", Treviso, 2002, mappa dei percorsi, punto H
    Esposizioni: Bulgariplatz, Linz, ottobre 1965; "Toni Benetton. Dialoghi con la città", percorsi in Treviso, 8 dicembre 2002 - 28 febbraio 2003

    Stato di conservazione. Supporto: 90%
    Stato di conservazione. Superficie: 85% (forte abrasione dovuta agli agenti atmosferici; muschi, funghi e depositi biologici in adesione)

    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    L'opera, in unico esemplare (comunicazione di Angelina Allegro Benetton del 7 dicembre 2020), rappresenta un punto di svolta, verso l'astrazione, nella produzione di Benetton. Così l'artista in una lunga intervista concessa ad Adriano Màdaro. Benetton (pp. 29-30): "Gli anni del laboratorio circolare, quelli che vanno dal 1950 al '67, dal punto di vista della mia creazione artistica rappresentano il mio interesse per la natura, soprattutto gli animali. E quindi la mia necessità di trasformare. Il mio bisogno di allora era quello di capire il "linguaggio" degli animali, che non era il verso, ma la caratteristica. Prendiamo il gatto, animale a me particolarmente caro fin da ragazzo. In quanto felino, mi dà tutti gli spunti per pensare alla molla, al salto. Il mio problema, nel volerlo rappresentare, era di esprimere attraverso l'idea dell'agguato, della spinta, del salto. Perché bisogna osservare bene tutto ciò che poi si vuole interpretare. Dunque il gatto prima si mette in posizione di attenti, immobile, poi fiuta, tende baffi e orecchi, l'occhio fisso, quindi si raccoglie armoniosamente in quell'atteggiamento che gli consentirà infine di realizzare il salto. Il salto è il suo "linguaggio". Perciò una scultura del gatto io la concepivo solo come salto. In ogni animale c'è il suo dinamismo, bisogna osservare con criterio indagatore". Quel che vale per il gatto, vale per la manta, il cui tratto distintivo è il movimento simile al volo, nelle profondità e sopra il pelo dell'acqua. L'opera in asta si presenta in effetti come la lavorazione di una singola lastra. Ecco allora Benetton affermare che "dovendo fare un bilancio, ciò che reputo importante di quegli anni è la mia ricerca sulla sintesi della lastra di ferro". Il "mio confronto, il confronto di tutta la mia vita, è con il ferro, soprattutto con la lastra, oggetto inanimato e svilito dall'industria; eppure quella superficie mi ha sempre esaltato, come la tela per un pittore". "Mi sono imposto di rispettare la lastra imprimendole i miei interventi di sintesi, come un'impronta del mio passaggio (valorizzando n.d.r.) la profondità che ne ricavavo battendola, facendola vibrare pur conservandola esattamente come lastra". "Vi era solo un ragionamento agganciato ad una esperienza precedente: cioè aggiungere continuamente qualcosa, ma non aggiungendo, togliendo". Dalla metà degli anni Sessanta, "ho abbandonato la figura per dedicarmi solo alla lastra apportandovi tagli e vibrazioni".
    La scultura è conservata nel giardino della ex sede di Veneto Banca Spa in Viale Nino Bixio 1 a Treviso.

  • ANELLO SOLITARIO DA FIDANZAMENTO CON DIAMANTE LABGRWON OVALE IN ORO BIANCO
    Lot 12

    ANELLO CON DIAMANTE OVALE IN ORO BIANCO 18K. PRESENTA UN'UNICA PIETRA CENTRALE, UN DIAMANTE LABGRWON DA 0.50 CARATI COLORE D PUREZZA IF A TAGLIO OVALE, - AOV05LABB - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • DIAMANTE NATURALE - OVALE 0.40 CT G VS1 - G.I.A.
    Lot 13

    DIAMANTE NATURALE TAGLIO OVALE 0.40 CARATI COLORE G PUREZZA VS1 - CERTIFICATO G.I.A. - NUMERO DI REPORT INCISO SULLA CORONA - STIMA RAPAPORT $ 880, - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • DIAMANTE LAB-GROWN 5 CT FANCY GIALLO VS
    Lot 14

    DIAMANTE LAB-GROWN 5 CARATI COLORE GIALLO PUREZZA VS - TAGLIO BRILLANTE - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • DIAMANTE 1,95 CT D IF - LAB-GROWN - BRILLANTE - I.G.I.
    Lot 15

    DIAMANTE 1,95 CARATI COLORE D PUREZZA IF - LAB-GROWN - TAGLIO BRILLANTE -CERTIFICATO I.G.I. - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • Salvador Dalí (1904 - 1989)
Gladiolus cum aurium corymbo exspectantium, 1972
    Lot 16

    Salvador Dalí (1904 - 1989)
    Gladiolus cum aurium corymbo exspectantium, 1972
    Cromolitografia su carta goffrata formata pressione
    56,5 x 38,5 cm (lastra)

    Firma: Firma al recto a matita “Dalí”
    Altre iscrizioni: indicazione della tiratura “144/350” a matita al recto
    Elementi distintivi: al recto titolo a stampa, a secco marchio della cartiera “Arches France” e marchio delle edizioni Eldec Roma; al verso una etichetta anonima con dati dell’opera e due etichette con riferimenti agli inventari della banca

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Bibliografia: Michler-Löpsinger, 541

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 100%

    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    Stampa a foglio libero dalla serie de “I Fiori Surrealisti”, pubblicata in volume dalle Edizioni Eldec, Roma, nel 1981. L’edizione originale data 1972 (cfr. Michler-Löpsinger 541).

  • BRACCIALETTO TENNIS IN ORO CON DIAMANTI LAB GROWN - 103 BR CLASSIC 18K LG
    Lot 16

    BRACCIALETTO TENNIS IN ORO BIANCO 18K CON DIAMANTI LAB GROWN TAGLIO BRILLANTE PER CARATI TOTALI 3.00 COLORE E-F PUREZZA VS - 103 BR CLASSIC 18K LG - COMMISSIONE D’ASTA 25%

  • Franco Librari (1950 - 1999), per Cartiere Miliani, Fabriano
Il David, da Michelangelo
    Lot 17

    Franco Librari (1950 - 1999), per Cartiere Miliani, Fabriano
    Il David, da Michelangelo
    Filigrana in chiaroscuro retroilluminata
    43,7 x 37,7 cm (foglio)

    Firma: “F. Librari” in lastra
    Data: in lastra, "1976"
    Altre iscrizioni: in lastra "C. M. FABRIANO"
    Elementi distintivi: al verso, etichetta con riferimento

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 90% (parti elettriche non verificate o mancanti; danni alla cornice; apparato elettrico non verificato)
    Stato di conservazione. Superficie: 90%

    Per maggiori informazioni: 346 12 999 80 (Whatsapp)

    In asta, un esemplare di filigrana artistica in chiaroscuro, realizzata da Franco Librari, per la storica Cartiera Miliani, di Fabriano, sul modello celeberrimo del "David" di Michelangelo. Come ricorda Annarita Librari, figlia di Franco Librari, "Con Giuseppe Miliani (1816 - 1890), nipote di Pietro (1744 - 1817), fondatore della ditta Miliani, la cartiera si ingrandisce, la carta da disegno si afferma come la migliore, tanto che alla esposizione di Londra nel 1851 viene premiata, e la carta valori comincia ad essere la specialità della fabbrica fabrianese. Alla morte di Giuseppe la cartiera era già un grande complesso, ma sarà il figlio Giambattista (1856-1937) ad operare l’effettiva trasformazione da azienda artigianale ad industriale (...). Giambattista alle conoscenze tecniche unisce un’ampia visione dell’organizzazione industriale grazie ai frequenti viaggi che, fin da giovanissimo, compie in diverse nazioni europee e in Nord America. Nel 1889 riceve la Legion d’onore per aver presentato, all’esposizione di Parigi, le migliori filigrane per i biglietti di banca. Per le filigrane di Fabriano, ancor prima del riconoscimento parigino, esisteva un vero e proprio entusiasmo. Nel 1886 Ernst Kirchner di Francoforte sul Meno scrive: “Le vostre carte filigrane sono le più belle che io abbia mai veduto fino ad ora. Da quando posseggo questi veramente artistici fogli non oso più nemmeno guardare gli stessi prodotti della Germania. I ritratti, come pure i dettagli che li ornano sono di una finezza ammirabile, perfetta e formano ora il punto essenziale di questa modesta collezione che io curo con molto amor proprio”. Nel settore della Filigrana artistica in chiaro-scuro per banconote Giambattista, in un primo momento, per l’incisione su cera si avvalse del prof. Bianchi di Roma, medaglista dei Sacri Palazzi Apostolici, che direttamente da Roma inviava a Fabriano le cere commissionate. Successivamente, la sua lungimiranza e previdenza lo spinsero a dotare l’Officina Filigrane delle cartiere di Fabriano della sezione di incisione su cera, dove destinò giovani e abili artisti che riuscirono a soddisfare appieno le esigenze aziendali. Capostipite di questa scuola fu Serafino Cilotti (1868-1943), che realizzò opere di notevole impatto artistico, da considerare come una nuova forma di espressione d’arte figurativa su cera, Angelo Bellocchi (1880-1939) e Virgilio Brozzesi (1869-1946). Allievi di Cilotti possono considerarsi Aldo Frezzi (1885-1972), (...) Eraldo Librari (1907-1988) e Luigi Filomena. Luigi Casoni fu incisore delle Miliani fino al 1958, quando fu chiamato dalla Banca d’Italia per incidere le “testine” delle banconote." "Eraldo Librari apprese quest’arte soprattutto osservando Serafino Cilotti mentre incideva, o meglio “rubando con l’occhio” attento e predisposto, avendo già alle spalle una preparazione artistica e una innata attitudine verso le più svariate forme d’arte. Entrò in Cartiera dopo aver vinto un concorso, rispettando la tradizione familiare che aveva visto il padre Decoroso e il nonno Angelo lavorare nella prestigiosa fabbrica fabrianese come lavoranti al reparto Tini. Eraldo, da giovane, dopo aver frequentato la scuola professionale, fu allievo intagliatore del Prof. Ivo Quagliarini di Fabriano, lavorando nel suo mobilificio; fu un abile e fecondo scultore realizzando numerosi busti di noti personaggi fabrianesi dell’epoca; fu autore di numerose poesie e un compositore di canzoni; incisore su cera di numerose opere d’arte di grandi dimensioni e di testine per banconote, settore trainante dell’azienda, quest’ultime precedute da numerosi disegni preparatori a matita e a china, in un’epoca dove tutto era affidato all’abilità manuale dell’artista. Le incisioni di grandi dimensioni, che l’azienda faceva realizzare ai suoi più validi incisori, per fine propagandistico e d’immagine, non sono delle semplici e fredde riproduzioni di opere d’arte o ritratti, ma il frutto di una personale interpretazione che si riflette in uno stile espressionistico e scultoreo (dove un semplice elemento paesaggistico, come una pianta, viene reso con la minuzia di un botanico, le espressioni dei volti riflettono il pathos del personaggio ritratto), influenzato dal suo coinvolgimento emotivo e dalla sua sensibilità. Si tratta di un coinvolgimento che lo porta quasi a dimenticare il fine dell’incisione su cera - come fase principale di un lungo processo che richiede alcune particolari accortezze tecniche - e a trattarla come un’opera scultorea finale o come un pezzo di legno da intagliare, dove la materia deve essere rimossa di getto per far emergere l’immagine che racchiude al suo interno. Entrambi i figli di Eraldo Librari, Franco (mio padre) e Sandro (mio zio) appresero quest’arte dell’incisione su cera all’interno delle mura domestiche, ma solo mio padre Franco riuscì ad essere assunto nel 1963 in cartiera, dapprima nell’officina filigranisti come apprendista. Rispetto a molti incisori, mio padre ha saputo sfruttare al meglio il fatto di aver lavorato per anni nell’officina filigranisti, dove si svolgevano le fasi successive all’incisione su cera (galvanoplastica, ritocco dei punzoni, punzonatura della tela e realizzazione della forma filigranatrice). Questo gli ha permesso di rendersi conto di tutte le difficoltà che si incontravano nelle fasi successive, se l’incisione non era realizzata secondo alcuni accorgimenti tecnici. Spesso si trovava di fronte a delle incisioni veramente artistiche, ma alle quali bisognava sacrificare alcuni aspetti di quella espressività, perché avrebbero creato problemi insormontabili per la realizzazione delle fasi successive. Il ritocco dei punzoni era la fase più delicata, perché la presenza di sottosquadri non avrebbe permesso la punzonatura della tela metallica creando degli strappi nella stessa. Se si considera che spesso a ritoccare questi lavori non erano nemmeno gli stessi artisti che avevano realizzato l’incisione si può ben comprendere come fosse alto il rischio di comprometterne l’artisticità. In questa arte mio padre può essere considerato a pieno titolo un incisore completo, che ha sempre seguito personalmente tutte le fasi di lavorazione e che è in grado di realizzare autonomamente una filigrana partendo dall’incisione fino alla conclusiva fabbricazione del foglio di carta al tino. Tutti i suoi lavori della maturità possono essere definiti tecnicamente opere perfette, dove ad una interpretazione dell’opera d’arte si unisce una perizia tecnica che rende la lastra di cera immediatamente idonea alla realizzazione dei punzoni e alla successiva punzonatura della tela, senza dover ricorrere a ritocchi più o meno invasivi. Il fatto di aver appreso quest’arte da suo padre, all’interno delle mura domestiche, gli ha permesso, nel corso degli anni e non senza ostacoli, di raggiungere una qualifica e un riconoscimento mai ottenuto dagli incisori che lo hanno preceduto, di lavorare in autonomia dal 1970 fino al momento del pensionamento e di difendere l’artisticità di questo lavoro". ( Annarita Librari, "Cera una volta... la Filigrana Artistica in chiaroscuro"). La storia della cartiera Miliani è stata ricostruita da Bruno Bravetti, nella monografia “Giambattista Miliani”, Affinità Elettive, 2010

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