Presale LE ALI DELLA FANTASIA. PARTE II LE ALI DELLA FANTASIA. PARTE II
Wednesday 29 July 2026 hours 17:00 (UTC +01:00)
Autore non riconosciuto (XIX secolo) Battuta di caccia
Autore non riconosciuto (XIX secolo)
Battuta di caccia
olio su tela
62 x 82,5 cm
Elementi distintivi: etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 65% (gore d’acqua e lacerazione ricomposta con tessuto)
Stato di conservazione. Superficie: 65% (cadute di colore)
Figlio di un calzolaio di Intra, Daniele Ranzoni grazie al sostegno di alcuni benefattori della sua città si formò tra le accademie di Milano e Torino. Rientrato nel 1864 a Intra, si lega l’aristocrazia internazionale, che risiedeva sul Lago Maggiore e fonda il Circolo dell’Armonia frequentato da artisti, musicisti e intellettuali. La villa dei principi Troubetzkoy, con cui intesse stretti legami, a Ghiffa divenne un luogo di incontro per gli artisti della scapigliatura milanese. La sua ricerca si nutre di stimoli tardoromantici, del verismo filtrato attraverso le sperimentazioni fotografiche e della frequentazione dell’aristocrazia cosmopolita. In tale contesto, come notato da Annie-Paule Quinsac, va letta la sua predilezione per il ritratto, genere che l’artista rinnova concentrandosi unicamente sulla figura umana, che viene a fondersi con lo spazio circostante attraverso l’uso di una pennellata sciolta secondo uno stile «decisamente opposto alla ‘finitezza’ accademica» (Quinsac 1997, p. 48). Proprio come ritrattista della nobiltà e della nuova borghesia si affermò in Inghilterra, dove si trasferì nel 1877. Rientrato, tuttavia, nel 1880 in Italia, visse una fase di intensa creatività, caratterizzata da un linguaggio sempre più sintetico, ma nel contempo iniziò a mostrare i segni di un disagio psichico, dovuti anche alla scomparsa del suo amico Tranquillo Cremona, che lo condussero a vivere in isolamento ospite negli ultimi tre anni della vita del caffè Verbano, un locale in riva al lago Maggiore gestito dal cugino Manrico Tonazzi. Proprio nell’ambito di quest’ultima produzione, estremamente scarsa e dagli esiti espressionistici «tra i più sconvolgenti del tardo Ottocento» (Quinsac 1997, p. 26), si colloca il ritratto femminile datato 1888, pubblicato per la prima volta da Quinsac come opera probabilmente inedita e di provenienza sconosciuta nel catalogo della mostra monografica di Ranzoni tenutasi a Milano nel 1989 e poi inserito dalla stessa studiosa nel catalogo generale dell’artista edito nel 1997. Nella scheda del catalogo della esposizione del 1989 viene proposta in maniera dubitativa l’identificazione della giovane ritratta con una delle figlie di Manrico Tonazzi. Nel catalogo generale è, inoltre, precisato che l’autentica del nipote Daniele Ranzoni (erroneamente identificato in bibliografia con Antonietta Ranzoni), indica che il dipinto debba essere passato direttamente dagli eredi alla milanese Galleria Pesaro, come documentato dall’etichetta apposta sul retro della tela.
Teresa Sacchi Lodispoto


