Lot 150 | Paolo da San Lorenzo (1935) Fiori, 2001

Bonino - Via Filippo Civinini 21-37, 00197 Roma
Presale LE ALI DELLA FANTASIA. PARTE II LE ALI DELLA FANTASIA. PARTE II
Wednesday 29 July 2026 hours 17:00 (UTC +01:00)

Paolo da San Lorenzo (1935) Fiori, 2001

Starting price
300.00 €

Paolo da San Lorenzo (1935)
Fiori, 2001
Olio su tela
70 x 49,7 cm

Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
Altre iscrizioni: etichetta di inventario della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e altra etichetta analoga anonima
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di garanzia dell’artista con titolo e data

Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%

Accostatosi alla pittura trentenne da autodidatta, dopo aver abbandonato gli studi di medicina e una decennale carriera di flautista attraverso l’Europa, Francesco Sartorelli (Cornuda 1856 – Udine 1939), trovò una collocazione nel panorama artistico veneziano di fine Ottocento tra gli eredi della lezione di Guglielmo Ciardi, prediligendo in particolare le luci mattutine e vespertine e i paesaggi, sia lagunari sia alpini con specchi d’acqua. Come indicato da Isabella Reale, il suo linguaggio va costruendosi attraverso le suggestioni segantiniane mediate da de Grubicy fino a giungere all’inizio del secolo alla definizione di un paesaggio «stato d’animo» (Isabella Reale, "Aggiunte al catalogo: Francesco Sartorelli, in Francesco Sartorelli. Luci sull'alto Adriatico: protagonisti della pittura di paesaggio tra otto e novecento", Udine, 2007). Si tratta, tuttavia, di un simbolismo che non stravolge la realtà, ma che piuttosto si caratterizza come una declinazione letteraria e sentimentale sulle tracce di Pietro Fragiacomo. "Pescatori in laguna" fa parte di una lunga serie di dipinti dedicati alla laguna veneta, realizzati attraverso un arco temporale che si dispiega dalla mostra personale alla Biennale del 1910 ("IX Esposizione internazionale d’arte della città di Venezia", Venezia 1910, pp. 112-114, nn. 4.-7, 9-12, 24, 37, 41) fino alla mostra personale Galleria Pesaro del 1925, che comprendeva un’ottantina di dipinti in parte pubblicati da Guido Marangoni nella rivista 'Emporium' (Guido Marangoni, "Mostra individuale del pittore Francesco Sartorelli", Galleria Pesaro, Milano 1925; Guido Marangoni, "Artisti contemporanei: Francesco Sartorelli", in 'Emporium', LXII, 1925, 370, pp. 244-257, p. 246). Proprio a questi ultimi risulta stilisticamente affine l’opera in esame, che può essere collocata negli anni Venti, periodo in cui, sotto l’influenza delle poetiche del ritorno all’ordine, il tratto di Sartorelli si fa più disegnativo e lo spazio viene costruito attraverso l’uso di campiture piatte di colore per contrasti di piani e masse denunciano lo studio del post-impressionismo. Nelle vedute dei canali di Caorle e dei dintorni di Chioggia e Torcello, ricorrono gli ampi orizzonti e i cieli corruschi di uno spazio naturale immobile e silente in cui si scorgono tracce dell’attività umana, steccati, capanni o le tipiche imbarcazioni lagunari manovrate, secondo quel gusto della ricerca della Venezia 'minore' che, insieme a Fragiacomo, Sartorelli aveva ereditato da Guglielmo Ciardi.

Teresa Sacchi Lodispoto