Presale 389 - DIPINTI ANTICHI DAL XVI AL XIX SECOLO 389 - DIPINTI ANTICHI DAL XVI AL XIX SECOLO
Thursday 25 June 2026 hours 15:00 (UTC +01:00)
Antonio Badile (Verona 1518 ca. - 1560)
Antonio Badile
(Verona 1518 ca. - 1560)
Ritratto di Girolamo della Torre Olio su tavola di quercia cm. 23x16,5. Con cornice antica ebanizzata La tavola reca al retro iscrizione antica: "M.D.L.I. / [...]HIERONYMVS TVRRIANVS / PRAEPOSITVS ECCLESIAE / VERONEN . PRIMVS". Al centro del tavola monogramma con data: "A. B. 1552" e numero di inventario: "590".
Formatosi probabilmente a Verona presso lo zio Francesco, che lo nominò suo erede, Antonio Badile ebbe una bottega fiorentissima, dove passarono i migliori artisti scaligeri della generazione successiva: Battista Zelotti, Orlando Flacco, Dario Varotari e soprattutto Paolo Veronese. Un simile parterre di allievi non lascia dubbi sul prestigio e l'autorevolezza raggiunti da Antonio sulla scena artistica veronese. Noto oggi soprattutto sul versante delle pale d'altare, Antonino Badile fu anche un eccellente ritrattista, come la tavola che qui si presenta dimostra chiaramente, anche se oggi si tratta del segmento più scarno e meno indagato del suo catalogo.
Il personaggio effigiato nel nostro dipinto apparteneva ad un'antica e nobile casata, che alla data dell'opera aveva appena ricevuto dal Senato veneziano il titolo di Conti. L'iscrizione sul verso della tavola ci informa del ruolo ecclesiastico di monsignor Girolamo, reggente della prepositura, che il ritratto di Badile immortala all'incirca cinquantenne. Il bel monogramma si richiama esplicitamente a quello di Dürer, alla pittura del quale Badile si mostra qui particolarmente attento, conferendo al ritratto un'aria singolarmente nordica, introspettiva, severa e minuziosamente realistica. E. SAFARIK, M.I. SAFARIK, Arte Ricercata. Nuovo capitolo del collezionismo mitteleeuropeo, Hradec Kralové 2016, pp. 19-24. Collezione Don Alfondo Falcò de Moura y Valcàrcel, Marchese di Castel Rodrigo, Principe Pio di Savoia; per discendenza agli eredi fino al 1998; collezione privata, Roma.





