Lot 131 | Johann Friedrich Overbeck, Taccuino di viaggio tra Umbria e Alto Lazio. 1843....

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Presale Asta 69 - I Arte Antica, Moderna e Contemporanea [parte I] Seconda Sessione - Disegni, dipinti e sculture antichi, Cartografia e vedutistica, Cartografia nautica, Orientalia
Tuesday 19 May 2026 hours 14:00 (UTC +01:00)

Johann Friedrich Overbeck, Taccuino di viaggio tra Umbria e Alto Lazio. 1843....

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4,800.00 €

Johann Friedrich Overbeck, Taccuino di viaggio tra Umbria e Alto Lazio. 1843.
Album in–8° (mm 215x290). Provenienza: Roma, Christie's, 2 marzo 1978. Perugia: collezione privata. Legatura in mezza pelle con piatti in carta marmorizzata. Il taccuino è composto da 39 carte delle quali 35 con disegni a matita di grafite (12 carte con disegni anche al verso), 4 carte bianche finali. In totale 46 disegni. I fogli disegnati sono numerati, dal foglio 21 al 35, a matita nera in basso a destra. Accanto a questa compare altra numerazione a matita rossa dal foglio 1 al 38, non è numerato il foglio 21 ma sono numerate le carte bianche in chiusura. A margine dei disegni compaiono spesso notazioni a matita riferite al soggetto rappresentato. Al contropiatto posteriore si leggono altre note riguardanti i cambiamenti da fare in una Ultima cena, l'orario di un'esposizione tedesca e il nome di una persona da visitare a Montefalco. Seguendo la successione dei disegni si possono ricostruire le tappe del viaggio: Ariccia, a seguire la via Flaminia, Civita Castellana, Spoleto, Perugia, Assisi dove Overbeck si soffermò soprattutto nella Basilica di San Francesco. La seconda parte dell'album è dedicata a una serie di vedute e monumenti di Viterbo, dove probabilmente l'artista soggiornò sulla via del ritorno. La gran parte dei disegni è dedicata all'architettura dei luoghi in contesti paesistici, nonché a scorci di città, esterni e interni di chiese ed edifici. Fatta eccezione per la cupola barocca di Ariccia, l'attenzione dell'artista si focalizza sulle architetture medievali, scelte tra le più significative dei luoghi visitati: il Duomo di Civita Castellana, San Domenico a Perugia, il Palazzo dei papi e alcuni antichi edifici a Viterbo, San Flaviano a Montefiascone. Una scelta che qui ancora una volta, insieme al mezzo grafico, ridotto unicamente all'uso della matita dal segno sottile e netto, rispecchia i caratteri essenziali della sua poetica e del suo linguaggio formale: l'impegno religioso, il tono sentimentale, e la ricerca di uno stile volutamente semplicissimo e ingenuo ma al tempo stesso intenso ed evocativo. Quando nel giugno 1810 Overbeck con gli amici e compagni di studio Pforr, Vogel e Hottinger, arriva a Roma si stabilisce con loro nel convento abbandonato di Sant'Isidoro: in questo luogo la gioia di Overbeck è piena in quanto quella vita comunitaria di stampo monastico rappresenta per lui la premessa per riconquistare la purezza spirituale e la poetica degli antichi maestri, i primitivi italiani e tedeschi, e la limpida genuinità del Raffaello peruginesco. Da qui, per la vita devota e ritirata che conducono, gli artisti del gruppo diventano presto noti nell'ambiente romano e si guadagnano l'appellativo di "nazareni". La presente scheda è stata redatta sui dati presentati nello studio di Flavia di Serego Alighieri che ha confermato l'assegnazione dell'album alla mano di Friedrich Overbeck. Bibliografia: G. Piantoni, S. Susinno (a cura di), I Nazareni a Roma, catalogo della mostra, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna / Valle Giulia, 1981. Flavia di Serego Alighieri, Friedrich Overbeck in Umbria. Un taccuino di disegni e altre sue opere, Università degli Studi di Perugia, 1983-1984. (1) Legatura con segni di usura, cucitura allentata. Alcuni fogli con lievissime tracce di fioriture, qualche debole alone e sporadiche macchie puntiformi.