Presale Asta 34 - Dipinti e opere d'arte (XVII - XX SECOLO) UNICA SESSIONE
Saturday 28 February 2026 hours 15:00 (UTC +01:00)
SALVATORE TESTA
Misure: 70 × 90 cm | Tela cotone | Telaio con asta centrale, listelli 2 × 7 cm | Anno: agosto 2025
Artista: Salvatore Testa
Titolo: Doni dal cielo.
Descrizione:
Un uomo dai capelli bianchi si incontra in un corridoio con due figure femminili, probabilmente le figlie. Le loro posture sembrano delineare un evento particolare. Le sfere rappresentano doni dal cielo: uno di questi potrebbe essere, ad esempio, la guarigione dell’uomo.
Il lettore non deve cercare descrizioni dialettiche che rispondano a tutte le domande, perché la pittura non deve soggiacere a queste logiche. Tutto deve rimanere approssimativo, onirico, e le idee devono essere solo sfiorate, mai affermate. Traducendo la scena in parole, potrebbe emergere un pensiero del tipo: “Wow, cosa sono queste sfere nel corridoio?”.
La sfera è un oggetto che affascina tutti, perché racchiude in sé valori reali, cosmici e metafisici. È l’unico solido senza inizio né fine, perfetto come l’eternità. In questo modo si introduce spontaneamente una nuova ipotesi sulla natura dei doni dal cielo.
L’artista S. Testa è prima di tutto un cercatore metafisico. In questo tipo di disciplina, non esistono pause: sei metafisico anche se sei costretto a parlare di un panino con la mortadella.
Testa cura con grande attenzione la mimica dei soggetti. L’espressione del volto non deve indicare nulla di definitivo, ma solo essenze intelligenti, mai legate a faccende quotidiane.
Per quanto riguarda l’aspetto tonale, l’artista evita la facile scelta di rossi intensi nei panneggi, perché in questo caso avrebbero assorbito i rossi dell’incarnato. Creare magia cromatica e armonia significa anche essere consapevoli degli inganni della percezione visiva. Il più comune è il fenomeno del richiamo: usare toni simili in diversi punti della tela può generare effetti inverosimili, polarizzare l’attenzione o disturbare la lettura del dipinto, come se i colori emettessero un “rumore” visivo che distrae.








