Presale L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I. FASE III. BASI D'ASTA ULTERIORMENTE RIDOTTE
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Lot 63 Enrico Baj (1924 - 2003)
Giardino con vanitas, ritratto femminile
Acquaforte e acquatinta su carta
62 x 42,8 cm (luce)
Firma: “Baj” a matita al recto
Altre iscrizioni: tiratura “34/125” a matita al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta anonima con dati dell'opera; etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80
La stampa fa parte di un gruppo di tre realizzata da Enrico Baj per la serie "Giardino con vanitas", che apparve nel 1982 insieme ad una poesia di Paolo Volponi. -
Lot 65 Roberto Poloni (1938)
Arlecchino
Serigrafia su carta
56 x 50 cm (lastra)
Firma: “Poloni” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “119/120” al recto a matita
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 66 Luigi Serena (1855 - 1911)
Femo pase, 1885-1890
Olio su tela
122,8 x 71,3 cm
Firma: “LSerena” al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: G. Secrétant, "Luigi Serena", Milano, 1911, tavola ante p. 9 (ill.), p. 20
O. Stefani, Catalogo della mostra "Premio Biennale Luigi Serena", Montebelluna, 1964, p. 12
Aa. Vv., "Luigi Serena", Treviso, 1985, pp. 47, 79
O. Stefani, a cura di, "Luigi Serena. 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, pp. 26-27, 82, 86; ill. 63
E. Manzato, "Omaggio a Luigi Serena", Montebelluna, 2019, I, pp. 11-12
A. Lanaro, "Serena, Luigi", in "La Pittura in Italia. L'Ottocento", Milano, 1990, II, p. 2021
Esposizioni: "Mostra dei dipinti di Luigi Serena", Treviso, 1911
"II Mostra provinciale d'Arte Contemporanea e Retrospettiva Luigi Serena", Treviso, 1954
"Premio Biennale Luigi Serena", Montebelluna, 1964
"Celebrazioni per i 150 anni dell'Unità nazionale. Regioni e testimonianze d'Italia", Museo del Vittoriano, Roma, 2011
"Omaggio a Luigi Serena (1855-1911), Villa Romivo, Montebelluna, 2019
Stato di conservazione. Supporto: 80% (reintelo, nuovo e adeguata foderatura con tela di lino e adesivo termoplastico nel 2002)
Stato di conservazione. Superficie: 90% (cadute e ritocchi limitati)
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Luigi Serena, pittore d'elezione della borghesia trevigiana a cavallo tra '800 e '900, non ebbe allievi diretti, ma fu ammirato dagli artisti più giovani per il suo spirito bohémien e antiborghese, anche quale riferimento morale, diventando una pietra miliare nell'orizzonte artistico della Marca. Saranno proprio gli artisti dell'avanguardia, in testa Arturo Martini, a promuovere la mostra postuma di Serena poco dopo la sua morte nel 1911. Pur operando prevalentemente in provincia, l'artista partecipò con successo alle più importanti esposizioni del tempo: a Venezia (1881), Milano (1883), Torino (1884), Firenze (1886), Parigi (1888) e Monaco (1890). Fu tra gli invitati alla Biennale veneziana del 1897 (Eugenio Manzato, "Treviso", in "La Pittura in Italia. L'Ottocento", Milano, 1990, p. 213).
Nella prima pubblicazione monografica dedicata a Serena, il discorso pronunciato in occasione della "Esposizione postuma delle opere di Luigi Serena", Gilberto Secrétant ricorda il dipinto - insieme ad un'altra opera in questa procedura d'asta, "Lo Stallo" - in «tutta quella serie, piena di gaiezza, di spirito, di evidenza, dei quadri ispirati dalle popolari fiere intense di movimento, di luce, di chiasso, dai mercati di frutta e di fiori con le loro diverse figure; quadri ricchi di brillanti note speciali come quei quadretti in cui hanno vita gli umili animali domestici, o quelli che ci conservano, con verità mirabile, vecchi angoli caratteristici che più non sono, aspetti della città per sempre distrutti» (Secrétant 1911, pp. 20).
Ottorino Stefani collega l'opera alle invenzioni teatrali di Giacinto Gallina (1852-1897), «una recitazione venata di antiche e soavi malinconie, improvvisamente risolte sul piano di un umorismo brioso ma contenuto ed arguto nel far rivivere in chiave moderna i motivi classici settecenteschi delle "pute onorate" e delle "pettegole" puntigliose e "ciacolone" , degli zii "rusteghi" e dei "morosi" un po' babbei e pronti a far "pase" con le più maliziose e scaltre "morose"» ("Luigi Serena. 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, pp. 26-27).
Paolo Rizzi legge nell'opera lo smarcarsi di Serena da Favretto «che in quegli anni si sta voltando al settecentismo più frizzante», mentre emerge «il parallelo con Nono, ed in particolare col Nono più intimistico di "Lettera al moroso», rivelando «la sua vena riflessiva, la sua dosatura prudente, anche laddove più si lascia andare alla fastosità del colore» ed al legame con lo «aneddoto popolaresco» in una declinazione «maliziosamente paesana», che deriva forse a Serena dall'essere rientrato, ormai da qualche anno a Treviso ("La stagione del verismo a Venezia e nel Veneto" in "Luigi Serena", Treviso, 1985, pp. 47-48).
Con "I buranelli" e "La lettera del moroso", "Femo pase" fa parte di un gruppo incentrato sul tema dell'amore, scandito in tre momenti di vita popolare. La fidanzata, che ormai nel suo cuore ha perdonato al "moroso", finge di essere arrabbiata , cioè non si volta ancora, ma già il sorriso malizioso pregusta la dolcezza dei baci che suggelleranno la pace. Anche il giovanotto comunque non è per niente babbeo ed è consapevole della sua forza di convinzione e del suo indiscusso fascino. È baldanzoso e ridente ed è perfettamente convinto che la ragazza tra qualche istante cederà come altre volte del resto è avvenuto» (Stefani 2006, p. 82). «Il dipinto "Fermo pase" è realizzato con straordinaria finezza psicologica e con arguzia bonaria e popolaresca. Il ritmo compositivo è ampio solenne, con un gusto narrativo che denota un attento interesse per gli interni rustici delle case dei contadini e degli operai. Il tipo della ragazza è quello ormai codificato da un'insistenza che potrebbe sembrare persino eccessiva: forme prosperose, colorito sano, espressione ridente, in cui convivono dolcezza, malizia e candore. L'atmosfera di dolce abbandono sentimentale, quasi un racconto in chiave autobiografica (si tratta certamente di un quadro che ritrae la modella preferita forse anche la donna amata) è resa attraverso colori rasserenanti e stesi sulla tela con particolare felicità ritmica e con un gusto che fonde mirabilmente inflessioni dialettali rustiche con delicate trasparenze e finezze di accostamenti cromatici. Si tratta di un racconto pittorico che trova riscontro in tutto il filone della letteratura rusticale del nostro Ottocento. In particolare possiamo citare i racconti campagnoli del Nievo, come "Il Varmo" (1856) oppure "L'idillio pastorale intorno alla Fontana di Venchieredo" del quarto capitolo delle Confessioni. Qui l'autore descrive un tipo di ragazza che può ricordare quella dipinta dal Serena: la bella Doretta, infatti, mostra il suo piede "ignudo e bianco al pari d'avorio" e i "delicati contorni di una gamba rotondetta e nervosa" mentre il seno "è contenuta fatica dalla giubberella di pannolano, tanto l'allegrezza lo rigonfiare e lo commuoveva". Osservando "Fermo pase" siamo così attratti dalle espressioni dei volti, dalle pose dei protagonisti, dai particolari dell'arredo, dalle minime variazioni della luce , dallo sfondo, dalle movenze naturali del gatto che gioca, dalla verità degli oggetti del lavoro, dal sentire nell'animo il desiderio di conoscere più a fondo la vita dei due personaggi all'infuori delle emozioni e persino degli intendimenti compositivi e strettamente pittorici dell'autore, quasi che le cose raffigurate siano dotate di un linguaggio autonomo: quello dell'assoluta evidenza materiale. (...) L'interesse così vivo per la storia dei personaggi raffigurati dal Serena e in generale da tutta la pittura con scene di genere è lo stesso, a ben osservare di quello provato dal pubblico popolare verso la sua letteratura. A tale pubblico, scrive molto acutamente Gramsci, "non importa il nome la personalità dell'autore" ma la personalità del protagonista. Gli eroi della letteratura popolare, quando sono entrati nella sfera della vita intellettuale popolare, si staccano dalla loro origine 'letteraria' e acquistano la validità del personaggio storico" (A. Gramsci, "Letteratura e vita nazionale", Torino, 1975, pp. 156-157)» (Stefani 2006, pp. 87-88).
Per il suo rilievo culturale, nel 2019 l'opera è stata richiesta in prestito permamente dal Comune di Montebelluna per esporlo nelle proprie sale. -
Lot 67 Luigi Bartolini (1892 - 1963)
Donna con collana di corallo
Olio su tela preparata
40,6 x 36,1 cm
Firma: “Bartolini” al recto e sul verso
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario ed analoga etichetta anonima
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 85% (alcuni piccoli fori)
Stato di conservazione. Superficie: 85% (piccoli danni da abrasioni e cadute di colore)
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La autenticità dell'opera è stata confermata su base fotografia da Luciana Bartolini, erede e specialista dell'artista (comunicazione del 7 ottobre 2021).
Ringraziamo la Professoressa Luciana Bartolini, Presidente dell'Archivio Luigi Bartolini, per il prezioso supporto nella schedatura dell'opera. -
Lot 68 Luigi Rincicotti (1941 - 2024)
Volto di profilo, 1984
Tempera, acrilico e olio su cartone
70,3 x 49,3 cm (luce)
Firma: “L. Rincicotti” al recto
Data: “1984” al recto
Elementi distintivi: etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario; etichetta anonima con dati dell'opera
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Luigi Rincicotti, nativo di Fano, si trasferisce a Venezia nel 1959 e dunque a Musestre, nel Trevigiano, nel 1973. De Chirico, Carena, Guidi, Saetti, Scanavino sono gli artisti con i quali maggiormente si confronta nel suo periodo formativo, fino a intraprendere una autonoma via tra attenzione, anche cruda, al dettaglio e composizione surreale. Per un approfondimento bibliografico: Silvio Castro, a cura di, "Rincicotti", Colognola ai Colli, 1983, con contributi di Maurizio Calvesi, Enzo Carli, Giorgio Di Genova, Carlo Munari, Mario Penelope, Franco Solmi e Marcello Venturoli. -
Lot 69 Josè Guevara (1926 - 2010)
Corrida, 1990
Olio su masonite
100 x 81 cm
Firma: al recto e sul verso, “Guevara”
Data: sul verso, “1990”
Altre iscrizioni: sul verso, “Este cuadro...”; “Titulo: ‘La Corrida’”
Elementi distintivi: etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 70 Luigi Rincicotti (1941 - 2024)
Maschera, 1989
Acquatinta e serigrafia su carta
57 x 41,6 cm (luce)
Firma: “L. Rincicotti” a matita al recto
Data: a matita a recto “1989”
Altre iscrizioni: indicazione della tiratura “6/99” a matita al recto
Elementi distintivi: al verso etichetta della galleria Martinazzo, Montebelluna, con dati dell’opera e certificato di originalità; due etichette con riferimento agli inventari della banca
Provenienza: Galleria Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Luigi Rincicotti, nativo di Fano, si trasferisce a Venezia nel 1959 e dunque a Musestre, nel Trevigiano, nel 1973. De Chirico, Carena, Guidi, Saetti, Scanavino sono gli artisti con i quali maggiormente si confronta nel suo periodo formativo, fino a intraprendere una autonoma via tra attenzione, anche cruda, al dettaglio e composizione surreale. Per un approfondimento bibliografico: Silvio Castro, a cura di, "Rincicotti", Colognola ai Colli, 1983, con contributi di Maurizio Calvesi, Enzo Carli, Giorgio Di Genova, Carlo Munari, Mario Penelope, Franco Solmi e Marcello Venturoli. -
Lot 72 Virgilio Guidi (1891 - 1984)
Ritratto femminile, 1918 circa
Olio su tela
75,5 x 62 cm
Firma: “Guidi” al recto
Elementi distintivi: sul verso, due timbri illeggibili con numero di archiviazione (?); etichetta di trasporto; etichetta di esposizione con dati relativi all’opera e al prestatore
Provenienza: Leopoldo Tega, Milano (fino al 2002); Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Cornuda, 2002, pp. 174-175 (ill.); Stefano Cecchetto, Giovanni Granzotto, Dino Marangon, a cura di, "Omaggio a Virgilio Guidi. Con uno sguardo alla Collezione Sonino", cat. 4, pp. 122-123 (ill.)
Esposizioni: Marco Goldin, a cura di, "Da Ca' Pesaro a Morandi. Arte in Italia 1919-1945 dalle collezioni private", Conegliano, Palazzo Sarcinelli, 21 aprile - 30 giugno 2002
Stato di conservazione. Supporto: 85% (reintelo)
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Formatosi a Roma tra i corsi serali della Scuola libera di pittura, la bottega del restauratore Giovanni Capranesi, che lo introduce alla pittura dei maestri del Rinascimento e del Barocco, e la frequentazione dell'Accademia di Belle Arti di Roma, in cui segue i corsi di Giulio Aristide Sartorio, Virgilio Guidi si orienta da subito verso la solidità costruttiva della pittura italiana – Giotto, il Quattrocento – e francese – Courbet, Cézanne. Allo stesso tempo si interessa all'arte di Matisse, Renoir e, tra gli italiani, Armando Spadini, approfondendo le problematiche luministiche e i temi della sintesi di forma-colore e del rapporto spazio-luce. Tale ricerca è già ben evidente in questo giovanile ritratto femminile che segue di qualche anno l'esordio alla III Esposizione Internazionale d'Arte Secessione romana del 1915. Si tratta probabilmente di una versione di poco successiva rispetto al dipinto simile, ma dalla fattura più sintetica e corsiva e di dimensioni inferiori, pubblicato nel catalogo generale dell'artista dove è collocato cronologicamente al 1918 (Franca Bizzotto, Dino Marangon, Toni Toniato, "Virgilio Guidi. Catalogo generale dei dipinti. Volume primo", Milano, 1998, p. 83 n. 1918 4, cm 61 x 50) e passato in asta da Farsetti nel 2015 (Asta n. 174 – II. Arte Moderna, 28 novembre 2015, lotto 575).
In uno spazio spoglio, definito geometricamente dalla presenza squadrata dello schienale della sedia e dalla netta separazione tra la parte in luce a destra e quella in ombra a sinistra, siede una donna colta leggermente di tre quarti che, semplicemente abbigliata, il braccio pacatamente posato sulla gamba, guarda avanti a sé con sguardo sereno. L'impostazione monumentale, la precisa resa spaziale e volumetrica e la solenne essenzialità dell'immagine, impostata su toni bruni della tavolozza, ben rivelano lo studio dei modelli classici, mentre la luce morbida ma ferma che sembra emanare dall'incarnato stesso della figura mostra la riflessione che l'artista sta conducendo sull’opera di Piero della Francesca. Una luce non di natura fisica ma, come nel maestro quattrocentesco, interiore, sovrasensibile e mentale, consustanziale alla forma-colore, in grado di spostare l'immagine su un piano di atemporale classicismo e che sempre più, nel corso degli anni, tenderà a svuotare i volumi della loro gravità caratterizzandosi in termini estatici e metafisici. Una ricerca questa, in bilico tra classicità e inquietudini metafisiche, che Guidi condividerà con molti altri protagonisti della pittura italiana post bellica.
L’opera proviene da Leopoldo (Dino) Tega, titolare della Galleria Tega di Milano. Secondo Toni Toniato (comunicazione orale di Stefano Demarco del 1 giugno 2021), la versione pubblicata nel catalogo generale non proviene dalla Galleria Tega (come erroneamente indicato nel catalogo, generando così per molto tempo l’equivoco che si trattasse dello stesso dipinto) bensì dalla Galleria Annunciata di Milano.
Sabrina Spinazzè
Ringraziamo Toni Toniato e Stefano De Marco per il supporto nella catalogazione dell'opera. -
Lot 74 Gianni Longinotti (1927 - 2007)
Ritratto, 1983
Olio e tempera su tavola
50 x 50 cm
Firma: “Gianni Longinotti” sul verso
Data: “1983” sul verso
Altre iscrizioni: “Ritratto / Padova” e sigla illeggibile sul verso
Elementi distintivi: sul telaio etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul telaio certificato di autenticità con titolo, tecnica, anno e firma dell’artista
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 75 Roberto Poloni (1938)
Arlecchino
Serigrafia su carta
49 x 55 cm (lastra)
Firma: “Poloni” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “58/120” al recto a matita
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 78 Arturo Martini (1889 - 1947)
La Nena
Terracotta
44,5 x 29,5 x 30,5 cm 10,950 kg (chilogrammi) (la scultura)
5,5 x 24 x 23,5 cm 10,95 kg (chilogrammi) (basamento)
Firma: "martini a." sul fianco destro
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: G. Vianello, N. Stringa, C. Gian Ferrari, a cura di, "Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture", Vicenza, 1998, tav. 280, p. 189; Nico Stringa, a cura di, "Arturo Martini. Magia della ceramica. Le terrecotte e le maioliche della Collezione Costantino Barile", Venezia, 2019, pp. 1 (ill.), 12-21, 184-189 (ill.), 192-194, 199 (ill), con riguardo ad altro esemplare
Certificati: fotocertificato a firma di Claudia Gian Ferrari, datato 25 luglio 2001
Stato di conservazione. Supporto: 85% (una frattura di cottura; tarli trattati sul basamento)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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In una lettera del 1934, così il poeta Camillo Sbarbaro (1888-1967) ricorda la genesi dell'opera:” Fortuna mi capitò un’estate con quel prepotente scultore che è Arturo Martini. Lo trovai in uno stambugio a Albisola che stava, per così dire, dando alla luce una sua terracotta: il busto di una ragazzina con le trecce accercinate, il berrettuccio e una trasognata timidezza nel viso già serio. L’immagine era ancora cieca. ‘Ora la sveglio’, ci disse. Quel coccio era vivo per lui; non dalla frase solo e dalla voce si capiva, ma dal modo come lo maneggiava: vivo e bisognevole di riguardo. Ogni particolare diventava vero appena enunciato; calzava; illuminava l’opera, la metteva nella sua aria” ( C. Sbarbaro, "Scampoli", Firenze 1960, p. 77, citato anche in S. Riolfo Marengo, "Camillo Sbarbaro, Angelo Barile e la 'Nena' di Arturo Martini" in “Risorse”, marzo 1988 e in N. Stringa, "Arturo Martini", Roma 2005, p. 90-91). Nena è il nomignolo familiare attribuito in casa Martini alla figlia Maria, che lo scultore rappresenta intorno ai 9-10 anni nella terracotta, immaginandola - come egli stesso racconta in una lettera del 1932 al critico Gino Damerini, resa recentemente nota da Nico Stringa ("Arturo Martini. Magia della ceramica. Le terracotte e le maioliche della collezione Costantino Barile", catalogo della mostra, Contini, Cortina, 29 dicembre 2018 - 22 aprile 2019, p. 14) - mentre si allontana affacciata al finestrino del treno, verso il collegio. Il basamento ripropone lo spazio del finestrino, così proiettando la figura verso di noi. Il soggetto ebbe enorme successo, convincendo Martini a produrne più esemplari, in terracotta e in terracotta refrattaria, il primo dei quali venne esposto a Torino nel 1930 con il titolo "La mia bambina", entrando a far parte delle Collezioni Reali. Come ricorda Valerio Terraroli, in commento ad un altro esemplare ( Edgallery, Piacenza) lo stesso Carrà ne parla con entusiasmo: “Qui l’osservazione realistica tende a farsi stile e armonia lineare, e già la materia vibra di un rigore nuovo di verità naturale che non è più̀ soltanto architettura di volume, ma forma rattenuta e sentimento poetico” (Carrà 1933, cit. in "Arturo Martini" 2014, p. 60).
Se in tutti gli esemplari Martini mostra di rimeditare il tema della malinconia, la terracotta di Veneto Banca si caratterizza per una maggiore immediatezza e semplicità di gesto, evidente anche nella terra lasciata a vivo, e nell'insieme per un più marcato effetto di purezza. -
Lot 79 Luigi Bartolini (1892 - 1963)
Mucca
Olio su cartoncino
19,8 x 26,7 cm (luce)
Firma: al recto, “L. Bartolini”
Altre iscrizioni: "Cupra Montana 15.V.2003 / Risistemato il tutto in occasione della mostra Bartoliniana a Cupra Montana", con cinque firme, a penna al verso; "433" e "443" a gessetto al verso
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Esposizioni: “Luigi Bartolini e la sua terra”, Cupramontana, Galleria San Lorenzo 25 maggio - 15 ottobre 2003
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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La autenticità dell'opera è stata confermata su base fotografia da Luciana Bartolini, erede e specialista dell'artista (comunicazione del 7 ottobre 2021).
Ringraziamo la Professoressa Luciana Bartolini, Presidente dell'Archivio Luigi Bartolini, per il prezioso supporto nella schedatura dell'opera. -
Lot 80 Enrico Paulucci (1901 - 1999)
Paesaggio con alberi
Acquaforte su carta
29,3 x 39,5 cm (lastra)
Firma: “Paulucci” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “63/80” al recto a matita; “4456/15” sul verso, probabilmente non autografa
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 81 Giovanni Beluffi (1950)
Si fa sera tra le vigne
Olio su tela
80,4 x 70,2 cm
Firma: al recto "G. Beluffi"; al verso "G. Beluffi"
Altre iscrizioni: al verso titolo ("Si fa sera tra le vigne"), recapiti dell'artista e prezzo ("400.000")
Elementi distintivi: un timbro ed una etichetta della Biblioteca Pubblica e Casa della Cultura Fondazione Marazza di Borgomanero, con numero "29"; etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimento inventariale
Provenienza: Studio dell'artista; Veneto Banca SpA in LCA
Esposizioni: Biblioteca Pubblica e Casa della Cultura Fondazione Marazza di Borgomanero
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Autodidatta, Beluffi approfondisce le sue conoscenze artistiche visitando i musei e le rassegne d’arte. Frequenta studi di artisti noti con i quali si confronta. Inizia l’attività espositiva nel 1973 con la prima mostra personale e successivamente partecipa concorsi nazionali e internazionali conseguendo numerosi primi premi e significativi riconoscimenti. Numerose nel corso degli anni le collettive e tra le recenti personali si segnalano “Dentro la natura” nel Monastero Santa Maria Assunta di Cairate nel 2023, “Opere Sacre” presso il Battistero romanico di San Giovanni Battista di Arsago Seprio, “Dall’Annunciazione alla Risurrezione” presso il Museo Civico Branda Castiglioni di Castiglione Olona nel 2022. -
Lot 83 Roberto Poloni (1938)
Il Montello
Olio su tavola
30 x 40 cm
Firma: “Poloni” al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 84 Beppe Ciardi (1875 - 1932)
Vento in laguna, Venezia
Olio su tela
76 x 100 cm
Firma: “Beppe Ciardi” al recto e sul verso
Altre iscrizioni: "Vento in laguna" "Venezia" sul telaio
Elementi distintivi: sul telaio, etichetta del Minneapolis Art Institute con indicazione "No. L47.1349 Lent by R.H.Heskett"; sul telaio e sul verso della cornice, etichetta Clyde L. Smith Designer of Fine Frames Minneapolis con indicazione "Cleaned and restored painting and frame Sept. 25, 1961; due etichette "The Largest Permanent Exhibition in Italy. Paintings, Sculptures", National Association of Artists, Florence
Provenienza: Galleria d’arte Associazione nazionale degli artisti, Firenze; R. H. Haskett, Stati Uniti d’America; Sotheby’s, "19th Century European Art" (New York, 25.10.2005, l. 23, € 70.273 con il titolo “Italian boats in the wind of a venetian lagoon"); Phidias Antiques, Reggio Emilia (fino al 2011); Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: "Ottocento. Catalogo dell’arte italiana dell’Ottocento", 35, Milano, 2006, p. 160 n. 35 (ill.); Antonio Parronchi, Stefano Zampieri (curatore scientifico), "Beppe Ciardi. Catalogo generale delle opere", Torino, 2019, p. 280 n. 1039 (ill.) con il titolo "Vele in laguna"
Esposizioni: Galleria d’arte Associazione nazionale degli artisti, Firenze, s.d. (1920?); Minneapolis Art Institute, Minneapolis s.d. (1961?)
Certificati: certificato della Galleria Phidias, non datato
Stato di conservazione. Supporto: 80%
Stato di conservazione. Superficie: 90% (abrasioni da cornice)
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Figlio di Guglielmo Ciardi, il più noto paesaggista veneto dell’Ottocento, e fratello di Emma, Giuseppe (Beppe) Ciardi si accostò alla pittura compiendo i primi esperimenti di pittura en plein air sotto la guida del padre per poi perfezionarsi nella figura sotto la guida di Ettore Tito all’Accademia di belle arti di Venezia. Attraverso l’amicizia con Vittore Grubicy seppe, tuttavia, aggiornare la lezione paterna attraverso le innovazioni del luminismo divisionista, mostrando un forte rapporto con la natura in sintonia con le ricerche segantiniane.
Esemplare è in questo senso l’opera "Vento in laguna", che fa parte di una felice serie di marine in cui l’artista negli anni Venti rivisita il tema della laguna con imbarcazioni, che aveva costituito uno dei soggetti più fortunati di Guglielmo (cfr. "Barche da pesca in riposo", Roma, Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, e "Venezia", riprodotti in Enzo Savoia e Francesco Luigi Maspes, a cura di, "Guglielmo Ciardi protagonista del vedutismo veneto dell'Ottocento", Crocetta del Montello, 2013, pp. 35 e 120-121).
Nei paesaggi lagunari del primo dopoguerra la pennellata di Beppe si fa sempre più rapida, il mare è realizzato secondo una personale interpretazione del divisionismo attraverso rapidi tocchi di colore, mentre i cieli increspati di nuvole permettono lo studio della luce in infinite variazioni. Nell’opera in esame la ricerca si concentra, in particolare, sull’effetto della luce che attraversa delle nuvole scure e tempestose per riflettersi sull’acqua in primo piano. Seguendo le orme paterne, l’artista coniuga il paesaggismo con lo studio degli usi e costumi della laguna veneta, animata da operose imbarcazioni di varia foggia e dimensione. Due etichette sul retro attestano la presenza del dipinto presso la Galleria d’arte Associazione nazionale degli artisti, attiva a Firenze dall’inizio del Novecento fino agli anni Quaranta del secolo. Di qui l’opera deve essere passata negli Stati Uniti, dove negli anni Sessanta si trovava nella collezione del grande imprenditore dell'energia R.M. Heskett, comproprietario della Minnesota Northern Power Co. ("Utility Corporations. Letter from the Chairman of the Federal Trade Commission", n. 84-1, Washington, 1936), come documentato da un’ulteriore etichetta relativa a un prestito per un’esposizione tenutasi all’Art Institute di Minneapolis.
Teresa Sacchi Lodispoto
Ringraziamo Antonio Parronchi e Stefano Zampieri per ulteriormente confermato su base fotografica l'autografia dell'opera. -
Lot 85 Eugenio Carmi (1920 - 2016)
Senza titolo, 1981
Litografia su carta
51,7 x 41,2 cm (lastra)
Firma: “Carmi” al recto a matita
Data: “81” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “61/75” al recto a matita
Elementi distintivi: sul verso etichetta della Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti inventariali
Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90% (macchie)
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Lot 86 Luigi Veronesi (1909 - 1998)
Senza titolo, 1953/76
Serigrafia su carta
34,4 x 25,9 cm (lastra)
38,2 x 28,7 cm (Luce)
Firma: Firma a matita al recto: “L. Veronesi”
Data: Data a matita al recto: “1953/76”
Altre iscrizioni: indicazione della tiratura, “77/100”, a matita a recto
Elementi distintivi: due etichette con riferimento agli inventari della banca e una etichetta anonima con dati dell’opera
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 70% (importanti danni da umidità)
Stato di conservazione. Superficie: 65% (muffa)
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Lot 87 Mario Radice (1898 - 1987)
Composizione
Serigrafia su carta
26,5 x 32 cm (lastra)
Firma: “Mario Radice” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “56/100” al recto a matita
Elementi distintivi: sul verso, una etichetta anonima con dati dell’opera; etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 88 Paolo da San Lorenzo (1935)
Informale, 1993
Acrilico e olio su carta
75,5 x 56 cm (luce)
Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di garanzia dell’artista con titolo e data
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 89 Giosuè Biancini (1926)
Primavera, 1971 circa
Olio su tela
80 x 60 cm
Firma: “g. biancini” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta del “Concorso nazionale di pittura estemporanea”, Arona, con dati relativi all’opera; timbro del Premio Arona con data "1971" e sigla; timbro “Mostra nazionale di pittura.”
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Esposizioni: “Concorso nazionale di pittura estemporanea”, Arona, 1971
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 90 Vittore Frattini (1937)
Lumen rosso 2
Acrilico su tela
73 x 593 cm
Firma: monogramma al recto "V. F." e firma in esteso al verso "Vittore Frattini"
Data: data al recto e al verso "98"
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Lot 91 Henri Matisse (1869 - 1954)
Les Mille et Une Nuits. Elle vît apparaître le matin, elle se tut discrètement, 1950
Stampa offset su carta
49,4 x 119 (luce)
Firma: al recto, “H. Matisse”
Data: al recto, “Juin 50”
Elementi distintivi: al verso, timbro della Galleria d’arte Martinazzo di Montebelluna
Provenienza: Galleria Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Henri Matisse – orientalista, insonne e un gigante dell'arte moderna – fu sempre attratto da "Le mille e una notte", il racconto di come l'arte può superare la paura e la morte. Matisse aveva 81 anni quando creò un colorato e gioioso collage, dedicato a "Le mille e una notte". Malato, incapace di dormire, tenuto in vita dalla sua pulsione a creare, aveva molto in comune con la bellissima giovane Sheherazade, la leggendaria narratrice ed eroina delle "Mille e una notte". In questa grande opera letteraria, compilata nel corso dei secoli a partire da racconti persiani, asiatici ed egiziani, un re sposava ogni giorno una fanciulla e la faceva decapitare la mattina successiva. Sheherazade, la sua millesima moglie/vittima, si salvò dalla morte raccontando una storia avvincente che terminò in un momento di suspense subito dopo l'alba, garantendole la sopravvivenza per 1.001 notti. Come i suoi racconti, "Le mille e una notte" di Matisse è un'opera ricca di simbolismo, magia e tecnica, creata dall'artista in un momento di intensa difficoltà personale. -
Lot 92 Paolo da San Lorenzo (1935)
Figure, anni Ottanta
Olio su tela
49,6 x 70,1 cm
Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
Elementi distintivi: una etichetta con riferimenti di inventario della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana ed una seconda etichetta anonima
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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