L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I. FASE III. BASI D'ASTA ULTERIORMENTE RIDOTTE

Presale L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I. FASE III. BASI D'ASTA ULTERIORMENTE RIDOTTE

Wednesday 18 November 2026 hours 17:00 (UTC +01:00)
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  • Paolo da San Lorenzo (1935)
Gitana, 1993
    Lot 32

    Paolo da San Lorenzo (1935)
    Gitana, 1993
    Tempera su carta
    76 x 56 cm

    Firma: “Paolo da San Lorenzo” al recto
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta autografa con nome dell’artista, titolo, data “1993”, tecnica e misure. Altra etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Lino Dinetto (1927)
Figura femminile
    Lot 33

    Lino Dinetto (1927)
    Figura femminile
    Serigrafia su carta
    68 x 48,7 cm (luce)

    Firma: “Dinetto” al recto a matita nel corpo dell’immagine
    Altre iscrizioni: tiratura “II/XX” al recto a matita nel corpo dell’immagine
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta di Veneto Banca con riferimenti di inventario

    Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: sul verso, certificato di autenticità della Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Renato Borsato (1927 - 2013)
Venezia
    Lot 34

    Renato Borsato (1927 - 2013)
    Venezia
    Serigrafia su carta
    41,5 x 99 cm (lastra)

    Firma: “Borsato” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “pda” al recto a matita
    Elementi distintivi: al verso, timbro della Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; due etichette della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario

    Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Domenico Cantatore (1906 - 1998)
Donna stesa
    Lot 35

    Domenico Cantatore (1906 - 1998)
    Donna stesa
    Acquatinta su carta
    44 x 62 cm (lastra)

    Firma: “Cantatore” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “126/150” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Veneto Banca con riferimenti di inventario

    Provenienza: Galleria d'Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: sul verso, certificato di autenticità della Galleria d’Arte Martinazzo con dati relativi all’opera

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Arturo Martini (1889 - 1947)
La Pisana
    Lot 36

    Arturo Martini (1889 - 1947)
    La Pisana
    Bronzo
    37 x 131,5 x 70,4 cm
    39 x 134 x 72,6 cm (il basamento)

    Firma: “a martini” in fusione sulla base
    Altre iscrizioni: “2/6 martini” inciso sulla base in corrispondenza del polpaccio destro
    Elementi distintivi: sulla base, timbri di fonderia, di cui uno con iscrizione “TESCONI FUSE”, e etichetta con riferimento alla collezione “GIANCARLO FOLCO” e numero di inventario solo parzialmente leggibile

    Provenienza: Collezione Giancarlo Folco, Vicenza; Veneto Banca SpA in LCA
    Bibliografia: Gianni Vianello, Nico Stringa, Claudia Gian Ferrari, "Arturo Martini. Catalogo ragionato delle sculture", Neri Pozza, Vicenza 1998, pp. 151-153 (con bibliografia precedente)
    Certificati: fotocertificato e scheda critica datata 9 marzo 1992, firmati da Philippe Daverio

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    L’opera, proveniente dalla collezione dell’imprenditore vicentino Giancarlo Folco, appartiene alla produzione di Arturo Martini più vicina al Realismo Magico.
    Nata come prototipo in gesso modellato da Martini a Roma alla fine del 1928 e subito sostenuta da una ampia fortuna critica, la Pisana è stata realizzata in pietra, terracotta, bronzo, come rappresentazione sognante della protagonista del romanzo di Ippolito Nievo, "Le confessioni di un ottuagenario", che lo scultore aveva letto su suggerimento degli amici Natale e Maria Mazzolà. Nella capitale, con Martini, i trevigiani Giovanni Comisso, Mazzolà e Gino Scarpa, sono impegnati a progettare iniziative per la rivalutazione di Nievo.
    Il gesso, sulla base del modello scolpito in pietra di Vicenza che già gli apparteneva, venne comprato nel giugno del 1930 da Arturo Ottolenghi per la Villa di Acqui Terme. Nello stesso anno, il gesso originale fu modificato da Martini: i capelli divennero più mossi e scesero a coprire parzialmente le orecchie, fu cambiata la posizione della mano. Dal gesso modificato Martini tirò un bronzo non numerato; realizzò anche due terrecotte.
    Appositamente per il centenario dell'artista (1889-1989) dalla forma in gesso conservata presso l'Atelier Martini di Vado Ligure e ceduta dagli eredi con i relativi diritti, furono tirati, presso la Fonderia Tesconi di Pietrasanta, sei esemplari in bronzo numerati e contrassegnati, più due prove (00/6 e 0/6): di questa edizione, fa parte l’esemplare in bronzo della collezione di Veneto Banca.
    Un precedente bronzo era stato tirato dal gesso nel 1930 ed oggi si trova al Museo Civico di Treviso. Un frammento di una terracotta che si ruppe durante la cottura è invece conservato nella collezione Bontempelli.
    Martini stesso definì la Pisana come una meditazione sull'ideale della donna: "la adoro e forse non ho amato che questa donna nella mia vita". La scultura si pose al centro del dibattito sul rinnovamento delle arti, come già intuì Lionello Venturi nel 1930: "un primitivismo di maniera si può ancora scorgere nella testa, ma non più nel corpo. La forma è di un rigore assoluto, d'una semplicità esasperata, eppure vibrante, sensibile, sensuale, mentre la serenità della perfezione eleva la sensualità al piano della vita teorica. Ha voluto Martini delle forme classiche? La Pisana è classica e non neoclassica, dove la polemica con il Novecento non potrebbe essere più esplicita" (citazioni da M. Abiti e A. M. Breccia Cipolat, "Arturo Martini, uno di noi", Treviso, 2005, p. 67).

  • Mario Radice (1898 - 1987)
I.L.O.C., 1985
    Lot 37

    Mario Radice (1898 - 1987)
    I.L.O.C., 1985
    Serigrafia su carta
    83,4 x 210,6 cm (luce)

    Firma: “Mario Radice” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “95/99” al recto a matita

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Dario Rosolen (1949)
Geometrie e natura, 1995
    Lot 38

    Dario Rosolen (1949)
    Geometrie e natura, 1995
    Olio su tela
    70 x 80 cm

    Firma: “Rosolen” al recto
    Data: “95” al recto
    Elementi distintivi: sulla tela e sul telaio, timbro del "Gruppo d’arte Noè Bordignon"; sul telaio, targhetta del "Secondo concorso di pittura Noè Bordignon" con i dati relativi all’artista e all’opera

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
    Esposizioni: "Secondo concorso di pittura Noè Bordignon", Castelfranco Veneto

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Nino Melloni (1930)
Composizione con cubi, 1983
    Lot 41

    Nino Melloni (1930)
    Composizione con cubi, 1983
    Olio su tela
    70 x 50 cm

    Firma: “Nino Melloni” al recto
    Data: “‘83” al recto
    Elementi distintivi: sulla cornice etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario

    Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Italia (II metà del XX secolo)
Senza titolo
    Lot 43

    Italia (II metà del XX secolo)
    Senza titolo
    Altorilievo in metallo
    98 x 123 cm

    Firma: lettere "ARDI" al recto

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 90%
    Stato di conservazione. Superficie: 90% (leggeri danni da abrasione; residui di adesivo sulla cornice)

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    L'opera, che presenta il monogramma "ADP" non riconosciuto in basso a sinistra, va probabilmente ricondotta alla cerchia di Valeriano Trubbiani.
    All'esame visivo, sembra aver cesellato e punzonato una lastra di rame, successivamente stagnata.

  • Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Lalibelà. Scavo intorno a Bièt Amànu' el, 1940 circa
    Lot 44

    Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
    Lalibelà. Scavo intorno a Bièt Amànu' el, 1940 circa
    Acquaforte su carta
    43,5 x 48,8 cm (lastra)

    Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita
    Altre iscrizioni: “Tav. 41. Lalibelà. Scavo intorno a Biet Amanuel” al recto a matita; “41” in lastra

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
    Bibliografia: Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Treviso, 2010, cat. 106, pp. 50 e 77 (ill. altro esemplare)
    Esposizioni: Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso, 13 febbraio – 4 aprile 2010 (altro esemplare)

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    L'opera, nota in biliografia anche come "Veduta della grande trincea esterna in corrispondenza dell'accesso attuale alla chiesa di Amànu' el", di cui esiste anche uno studio ad acquerello (“Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, cat. 105), appartiene al nucleo di opere grafiche - incisioni e disegni - realizzate da Bianchi Barriviera durante la sua permanenza in Libia e nell'Africa Orientale Italiana, tra il 1937 e il 1939. Come ricorda Silvia Bianchi, nella introduzione alla mostra monografica tenuta a Treviso nel 2010 (pp. 6-8), "I disegni e le incisioni africane costituiscono una presenza importante nella vasta opera grafica di Lino Bianchi Barriviera - un artista che nella scelta dei soggetti ha sempre prediletto la veduta e il paesaggio - sia per il loro inconfutabile pregio artistico sia in quanto testimonianza di un capitolo fondamentale nell'esperienza di vita del maestro (...) un vero e proprio diario di viaggio". "Bianchi Barriviera si era recato una prima volta in Libia nel 1927 al termine degli studi superiori, dopo aver conseguito il diploma di perito e ragioniere commerciale". "Nella primavera del 1937 Bianchi Barriviera effettuò una seconda, più lunga, escursione in Libia spingendosi nell'interno, lungo la fascia occidentale della Tripolitania al confine con la Tunisia, sino alla città-oasi di Gadàmes alle soglie del deserto, quindi lungo la costa fino al sito archeologico di Leptis Magna. Da questo viaggio riportò un gruppo di disegni, alcuni più finiti, altri più nudi e schematici, fatti esclusivamente per essere tradotti in acquaforte, dai quali al ritorno ricavò una cartella di tredici incisioni condotte con raffinata e sapiente tecnica, dedicata al governatore di Libia, Italo Balbo, che aveva favorito e sostenuto il progetto. Nel dicembre del 1938, dietro invito del duca d'Aosta, viceré d'Etiopia, l'artista si recò nell'Africa Orientale Italiana dove fino al luglio del 1939 percorse l'Eritrea dalla costa sul mar Rosso fino alle regioni dell'interno al confine col Sudan, e parte dell'Etiopia giungendo ad Addis Abeba". "Dal viaggio nell'Africa Orientale l'artista riportò oltre trecento disegni e una trentina di rami incisi: i disegni per la maggior parte condotti a fondo, fine a se stessi, le lastre incise direttamente sul posto con la punta sulla matrice incerata e trattate con la morsura all'acquaforte in occasione del ritorno alla base provvisoria. In queste opere si avvicendano esattezza descrittiva e concisione interpretativa: vi sono puntuali descrizioni di monumenti, di villaggi tipici a volte animati dalla presenza degli indigeni e vi sono paesaggi sconfinati dove tutto è riassunto in sintesi che paiono non indagare, non indugiare nella ricerca di particolari per aumentare il mistero e la vastità del paese". "Tra le prime mostre che hanno ospitato opere africane di Bianchi Barriviera vanno ricordate la XXI Biennale di Venezia del 1938, la mostra personale allestita dall'artista stesso ad Asmara nel giugno 1939, la III Quadriennale di Roma del 1939, la Prima Mostra Triennale d'Oltremare di Napoli del 1940, la XXII Biennale di Venezia del 1940, la XXIX mostra della Galleria di Roma del 1942".

  • Edgardo Mannucci (1904 - 1986)
Composizione astratta
    Lot 46

    Edgardo Mannucci (1904 - 1986)
    Composizione astratta
    China e tempera su carta
    34,5 x 51,5 cm (luce)

    Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Elio Ciol (1929)
Contrasti, Paludea di Castelnuovo, 2005
    Lot 47

    Elio Ciol (1929)
    Contrasti, Paludea di Castelnuovo, 2005
    Stampa offset su carta
    35 x 50,5 cm (luce)
    48 x 68 cm (Foglio)

    Altre iscrizioni: “Contrasti, Paludea di Castelnuovo, 1999” al recto

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    Foglio da un calendario realizzato da Veneto Banca per celebrare l’opera fotografica di Ciol. Bibliografia di riferimento: Aa. Vv., "Elio Ciol. Ascoltare la luce / Listen to the light", Sottomarina di Chioggia - Venezia, 2003

  • Emilio Vedova (1919 - 2006)
Non dove (tondo), 1987
    Lot 48

    Emilio Vedova (1919 - 2006)
    Non dove (tondo), 1987
    Olio su tavola
    111,1 x 111,1 x 3,5 cm

    Firma: “Emilio Vedova” sul verso
    Data: “1987” sul verso
    Altre iscrizioni: “Non dove (tondo)”, “[simbolo diametro] 111 c.m. pittura sul legno”, “base [simbolo freccia]" sul verso

    Provenienza: Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia; Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: autentica della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova n. 327 del 2 settembre 2009

    Stato di conservazione. Supporto: 90% (fessurazioni della tavola)
    Stato di conservazione. Superficie: 90% (vernici crettate e fessurate; leggeri da urto e abrasione; carenze)

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    L’opera appartiene al ciclo dei “Dischi, Tondi e Oltre”, realizzato da Emilio Vedova tra il 1985 e il 1987 e presentato nella grande mostra “Vedova in tondo”, allestita alla Fondazione Vedova, al Magazzino del Sale di Venezia, dal 17 maggio al 12 novembre 2014. Verso la fine del 1984, l’artista avviò un intenso confronto con la forma del cerchio: una forma compiuta e perfetta, capace di evocare il sacro, ma posta in tensione con l’immaginario di forze dinamiche, contrapposte e instabili che aveva fino ad allora caratterizzato la sua ricerca. Due principi essenziali, il primigenio e la compiutezza, si incontrano così nella sua opera, aspirando persino a rappresentare l’equilibrio dell’universo.
    In questi anni la pittura “pura” di Vedova, intesa come esplosione di energia emotiva, si misura con l’impulso dell’arte concettuale, seguendo l’esempio di Joseph Beuys, che aveva saputo unire caso e ragionamento, livello alto e livello basso. Uno dei tondi più celebri, “Non Dove ’86 I (23-1-86)”, fu dipinto immediatamente dopo che Vedova apprese della morte di Beuys, data ricordata direttamente nel titolo.
    La forma circolare viene affrontata dall’artista sia su tela sia su legno, come forma autonoma o inscritta in un quadrato. L’opera in asta, un tondo su legno, è tra gli esempi più riusciti di questa stagione, in cui Vedova sperimenta l’ansia di rompere e lacerare le “frontiere” attraverso, come lui stesso scrive, “spinte di debordamento – incontinenze di perimetri...”. Il tondo non è infatti, come il rettangolo, un formato ordinario della pittura: è una forma diversa, scelta, portatrice di senso. Il senso che incontra, contiene, concentra e vitalizza la pulsione.
    Il tema era stato anticipato dai grandi teleri del 1981-1984 e dalle ricerche sulle “Compresenze” e “Di Umano”, in cui l’artista aveva principalmente indagato il territorio delle emozioni umane, concluso nel 1983. Per Vedova, tuttavia, il tondo rappresentava anche un confronto con una forma cardine della storia dell’arte: dall’antichità classica al medioevo, al Rinascimento. Una forma che ha segnato l’architettura – dal Pantheon ai rosoni medievali – e che nella scultura e nella pittura culmina nei tondi di Filippo Lippi, Andrea della Robbia, Michelangelo e nell’“Autoritratto allo specchio” di Parmigianino.

  • Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Lalibelà. Fra le rovine di Bièt Mercurios, 1940
    Lot 49

    Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
    Lalibelà. Fra le rovine di Bièt Mercurios, 1940
    Acquaforte su carta
    42,7 x 37 cm (lastra)

    Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita e in lastra
    Data: “1940” in lastra
    Altre iscrizioni: “Tav. 25.” al recto a matita; “Lalibelà. Fra le rovine di Bièt Mercurios” al recto a matita e in lastra; “XXV” in lastra

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
    Bibliografia: Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Treviso, 2010, cat. 74, p. 74 (ill. altro esemplare)
    Esposizioni: Silvia Bianchi con Francesca Ghersetti, a cura di, “Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso, 13 febbraio – 4 aprile 2010 (altro esemplare)

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

    For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80

    L'opera, ricordata in bibliografia anche come "Veduta delle rovine, ora chiesa di Marqorewòs, da nord ovest", appartiene al nucleo di opere grafiche - incisioni e disegni - realizzate da Bianchi Barriviera durante la sua permanenza in Libia e nell'Africa Orientale Italiana, tra il 1937 e il 1939. Come ricorda Silvia Bianchi, nella introduzione alla mostra monografica tenuta a Treviso nel 2010 (pp. 6-8), "I disegni e le incisioni africane costituiscono una presenza importante nella vasta opera grafica di Lino Bianchi Barriviera - un artista che nella scelta dei soggetti ha sempre prediletto la veduta e il paesaggio - sia per il loro inconfutabile pregio artistico sia in quanto testimonianza di un capitolo fondamentale nell'esperienza di vita del maestro (...) un vero e proprio diario di viaggio". "Bianchi Barriviera si era recato una prima volta in Libia nel 1927 al termine degli studi superiori, dopo aver conseguito il diploma di perito e ragioniere commerciale". "Nella primavera del 1937 Bianchi Barriviera effettuò una seconda, più lunga, escursione in Libia spingendosi nell'interno, lungo la fascia occidentale della Tripolitania al confine con la Tunisia, sino alla città-oasi di Gadàmes alle soglie del deserto, quindi lungo la costa fino al sito archeologico di Leptis Magna. Da questo viaggio riportò un gruppo di disegni, alcuni più finiti, altri più nudi e schematici, fatti esclusivamente per essere tradotti in acquaforte, dai quali al ritorno ricavò una cartella di tredici incisioni condotte con raffinata e sapiente tecnica, dedicata al governatore di Libia, Italo Balbo, che aveva favorito e sostenuto il progetto. Nel dicembre del 1938, dietro invito del duca d'Aosta, viceré d'Etiopia, l'artista si recò nell'Africa Orientale Italiana dove fino al luglio del 1939 percorse l'Eritrea dalla costa sul mar Rosso fino alle regioni dell'interno al confine col Sudan, e parte dell'Etiopia giungendo ad Addis Abeba". "Dal viaggio nell'Africa Orientale l'artista riportò oltre trecento disegni e una trentina di rami incisi: i disegni per la maggior parte condotti a fondo, fine a se stessi, le lastre incise direttamente sul posto con la punta sulla matrice incerata e trattate con la morsura all'acquaforte in occasione del ritorno alla base provvisoria. In queste opere si avvicendano esattezza descrittiva e concisione interpretativa: vi sono puntuali descrizioni di monumenti, di villaggi tipici a volte animati dalla presenza degli indigeni e vi sono paesaggi sconfinati dove tutto è riassunto in sintesi che paiono non indagare, non indugiare nella ricerca di particolari per aumentare il mistero e la vastità del paese". "Tra le prime mostre che hanno ospitato opere africane di Bianchi Barriviera vanno ricordate la XXI Biennale di Venezia del 1938, la mostra personale allestita dall'artista stesso ad Asmara nel giugno 1939, la III Quadriennale di Roma del 1939, la Prima Mostra Triennale d'Oltremare di Napoli del 1940, la XXII Biennale di Venezia del 1940, la XXIX mostra della Galleria di Roma del 1942".

  • Luca Alinari (1943 - 2019)
Paesaggio per pochi
    Lot 50

    Luca Alinari (1943 - 2019)
    Paesaggio per pochi
    Serigrafia su carta
    64,5 x 69,2 cm (lastra)

    Firma: “alinari” al recto a matita
    Data: tiratura “61/125” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della “Veneto Banca” con riferimenti di inventario

    Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: sul verso, certificato di autenticità della Galleria d’Arte Martinazzo con titolo e dati relativi all'opera

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Massimo Conconi (1954)
Tracce interferenze, 1998
    Lot 51

    Massimo Conconi (1954)
    Tracce interferenze, 1998
    Olio, acrilico, vernice Vibert e collage su tela
    100 x 70 cm

    Firma: illeggibile sul verso
    Altre iscrizioni: “Tracce interferenze”, “N. 4750/1995”, “vernice Vibert” sul verso
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta con nome dell’artista (?), titolo e data; etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario

    Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Giancarlo Gusella (1936)
La notte del dono, 2000
    Lot 53

    Giancarlo Gusella (1936)
    La notte del dono, 2000
    Serigrafia su carta
    49,7 x 36,5 cm (lastra)

    Firma: “Gusella” al recto a matita
    Data: “2000” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “51/90” al recto a matita; “la notte del dono” al recto a matita

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Ilirjan Xhixha (1964)
Cavalli al galoppo
    Lot 56

    Ilirjan Xhixha (1964)
    Cavalli al galoppo
    Olio su tela
    70 x 100 cm

    Firma: “Ilirjan” al recto; “Ilirjan Xhixha iXhixha” sul verso

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 75% (forte deformazione della tela, non evidenziata fotograficamente, probabilmente da pressione)
    Stato di conservazione. Superficie: 85%

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  • Giovanni Gromo (1929)
Paesaggio
    Lot 57

    Giovanni Gromo (1929)
    Paesaggio
    Serigrafia su carta
    59 x 68,7 cm

    Firma: “G. Gromo” a matita al recto
    Altre iscrizioni: indicazione della tiratura “60/200” a matita al recto
    Elementi distintivi: due etichette con riferimenti inventariali, una anonima ed una della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 90% (qualche abrasione da frizione)

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  • Antonio Possenti (1933 - 2016)
In riva al mare
    Lot 58

    Antonio Possenti (1933 - 2016)
    In riva al mare
    Serigrafia su carta
    75 x 55 cm (luce)

    Firma: “Possenti” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “75/120” al recto a matita
    Elementi distintivi: etichetta della Veneto Banca con riferimenti di inventario

    Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: sul verso, certificato di autenticità della Galleria d’Arte Martinazzo con dati relativi all'opera

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Annarita Librari (II metà del XX secolo), per Cartiere Miliani, Fabriano
Les démoiselles d'Avignon, da Pablo Picasso, 2004
    Lot 59

    Annarita Librari (II metà del XX secolo), per Cartiere Miliani, Fabriano
    Les démoiselles d'Avignon, da Pablo Picasso, 2004
    Filigrana in chiaroscuro retroilluminata
    25,8 x 22,8 cm (luce)

    Firma: "A. Librari" in lastra
    Data: "2004" in lastra
    Altre iscrizioni: stemma e titolo in lastra

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 85% (carenza di una lampada; apparato elettrico non verificato)
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    In asta, un esemplare di filigrana artistica in chiaroscuro - la data si riferisce alla preparazione della matrice - realizzata da Annarita Librari, per la storica Cartiera Miliani, di Fabriano, sul modello celeberrimo delle "Demoiselles d'Avignon" di Picasso. Come ricorda la stessa artista, figlia del filigranista Franco Librari, "Con Giuseppe Miliani (1816 - 1890), nipote di Pietro (1744 - 1817), fondatore della ditta Miliani, la cartiera si ingrandisce, la carta da disegno si afferma come la migliore, tanto che alla esposizione di Londra nel 1851 viene premiata, e la carta valori comincia ad essere la specialità della fabbrica fabrianese. Alla morte di Giuseppe la cartiera era già un grande complesso, ma sarà il figlio Giambattista (1856-1937) ad operare l’effettiva trasformazione da azienda artigianale ad industriale (...). Giambattista alle conoscenze tecniche unisce un’ampia visione dell’organizzazione industriale grazie ai frequenti viaggi che, fin da giovanissimo, compie in diverse nazioni europee e in Nord America. Nel 1889 riceve la Legion d’onore per aver presentato, all’esposizione di Parigi, le migliori filigrane per i biglietti di banca. Per le filigrane di Fabriano, ancor prima del riconoscimento parigino, esisteva un vero e proprio entusiasmo. Nel 1886 Ernst Kirchner di Francoforte sul Meno scrive: “Le vostre carte filigrane sono le più belle che io abbia mai veduto fino ad ora. Da quando posseggo questi veramente artistici fogli non oso più nemmeno guardare gli stessi prodotti della Germania. I ritratti, come pure i dettagli che li ornano sono di una finezza ammirabile, perfetta e formano ora il punto essenziale di questa modesta collezione che io curo con molto amor proprio”. ( Annarita Librari, "Cera una volta... la Filigrana Artistica in chiaroscuro"). La storia della cartiera Miliani è stata ricostruita da Bruno Bravetti, nella monografia “Giambattista Miliani”, Affinità Elettive, 2010.

  • Ettore Tito (1859 - 1941)
Centauro e ninfe
    Lot 60

    Ettore Tito (1859 - 1941)
    Centauro e ninfe
    Olio su tela applicata su tavola
    184,3 x 150 cm

    Firma: “E. Tito” al recto
    Elementi distintivi: sul verso, due etichette della XVII Esposizione Internazionale della Città di Venezia con numero 1156; etichetta di esposizione della Galleria Pesaro; etichetta con n. 50; etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario

    Provenienza: collezione onorevole Ernesto Belloni, Milano; collezione Lino Pesaro, Milano; Galleria Pesaro, Milano; Galleria d’arte Sant’Ambrogio, Milano; Finarte, “Asta di dipinti del XIX secolo” n. 68 (Milano 21.10.1969, tavv. LV-LVI); Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
    Bibliografia: "Catalogue Twenty-fourth Annual International Exhibition of Paintings", catalogo della mostra, Pittsburg, 1925, s.p. ill. con il titolo "Centaur e Nymphs"; Raffaele Calzini, "Mostra individuale delle opere del pittore Ettore Tito", catalogo della mostra, Milano, 1928, p. 29 (ill.), n. 2; R.V., "Mostre d’arte milanesi. Antonio Mancini – Ettore Tito – Roberto Borsa – Oreste Zampieri – Annibale Scaroni – Edigio Riva – L’Omaggio ad Adolfo De Carolis", in "Il Giornale dell’Arte", II, 1928, 9, pp. 3-4 con il titolo "Ninfe; XVII Esposizione Internazionale", catalogo della mostra, Venezia 1930, p. 39 n. 4 con il titolo "Centauri e Ninfe"; Ugo Nebbia, "XVII Esposizione Internazionale d’arte. Venezia 1930", Milano, 1930, p. 13 (ill.); Mario Biancale, "L’arte italiana alla XVII Biennale di Venezia", in "Rassegna Italiana", XIII, s. III, 1930, 146, pp. 8-24, p. 18 con il titolo "Centauro; La raccolta Lino Pesaro", Milano-Roma, [1931], tav. XXXVIII (ill.) con il titolo "Ninfe e Centauri; Echi di Cronaca", in "Corriere della Sera", 19 gennaio 1931, p. 6; Vincenzo Costantini, "Pittura italiana contemporanea. Dalla fine dell’800 ad oggi", Milano, 1934, p. 22; Vincenzo Costantini, "Scultura e pittura italiana (1880-1926)", Milano, 1940, p. 33; Luigi Marangoni, "Ettore Tito", Venezia, 1945, p. 18 tav. XXX (ill.) con il titolo 'Centauri e Ninfe'; Mario Borgiotti, Paul Nicholls, "La donna e i bimbi nell’arte del nostro Ottocento pittorico", III, Milano, 1969, tavv. 281-282 (ill.); Piero Dini, Sandra Rebershck, Giuseppe Luigi Marini, a cura di, "Catalogo Bolaffi della pittura italiana dell'800," 3, Torino, 1970, p. 461 (ill.); "Record of Canergie Institute’s International Exhibitions 1896-1996", Boston, 1998, p. 337 (ill.); Angelo Enrico, Francesco Luigi Maspes, a cura di, "Ettore Tito. Catalogo ragionato delle opere", Crocetta del Montello, 2020, pp. 306-307 n. 224 (ill.), tav. p. 182 (ill.)
    Esposizioni: "Twenty-fourth Annual International Exhibition of Paintings", Pittsburg, Canergie Institute 1925; "Mostra individuale del pittore Ettore Tito", Galleria Pesaro, Milano 1928; "XVII Esposizione Internazionale", Venezia 1930, n. 1156, tavv. 281-282.

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 85% (ridipinture)

    For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80

    Artista di prodigiosa bravura e allievo prediletto all’Accademia di Venezia di Pompeo Marino Molmenti, Ettore Tito (Castellammare di Stabia 1859 – Venezia 1941) è uno dei grandi protagonisti della pittura internazionale tra Ottocento e Novecento. Premiato a Parigi nel 1887 per "Pescheria vecchia" e nel 1891 a Monaco per "Lavandaie nel Garda", negli anni Novanta lavora come illustratore per la celebre rivista inglese "The Graphic" e per la casa editrice statunitense Scribner’s e frequenta i più esclusivi e cosmopoliti salotti veneziani. Nel 1895 è chiamato nel Comitato organizzatore della prima Biennale di Venezia di cui sarà protagonista per molti anni. Alla fine del secolo alterna le vivaci scene di vita veneziane con temi sociali. "La ruota della fortuna" esposto alla Biennale del 1895 è una delle prime tele in cui si manifesta una nuova tendenza simbolista nell’ambito di un neo-rinascimento «le cui suggestioni stanno tra Sartorio e i tedeschi, in particolare in una rivisitazione di motivi diffusi da Böcklin» (Ferdinando Mazzocca, "La fortuna di Ettore Tito: l’eredità di Tiepolo nella Venezia cosmopolita", in Alessandro Bettagno (a cura di), "Ettore Tito 1859-1941", catalogo della mostra, Milano 1998, pp. 15-, p. 18), che ha il suo apice in "Amore e le Parche" (Palermo, Civica Galleria d’Arte Moderna Empedocle Restivo), presentato alla Biennale del 1909. È una pittura che incanta, come scriveva Ettore Cozzani nel 1928 su "L’Eroica", una pittura fatta di luci e ombre lampeggianti, «era la vita vissuta con la grazia e la gioia: egli dipingendo doveva confessarsi con le cose […]. La sua tecnica era fatta di sincerità e spontaneità. […] Certe figure sono immerse in vastità in cui domina il colore e il respiro dell’aria e dell’acqua; certe scene sono così complesse che le forme una per una quasi vi sfuggono, e non ne cogliete a tutta prima che il formicolio di folla o il contorcimento di lotta; certi aggruppamenti lirici aggrovigliano i corpi umani e animali in una raffica di linee tale che lì per lì non ne godete se non il tumulto» (Ettore Cozzani, "Ettore Tito", in "L’Eroica", IX, 1928, 118, 118, pp. 27-37, p. 31). Il vitalismo è proprio il filo conduttore della produzione simbolista degli anni Dieci e in particolare di una serie di dipinti a soggetto pastorale popolati di ninfe, satiri e centauri. Ninfe spiate mentre si immergono in un quieto specchio d’acqua ("Il bagno", 1909, Parigi, Musée d’Orsay; "Ninfee", 1912, Piacenza, Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi) o insidiate da centauri, come nel caso dell’opera in esame o di "Il ratto" (1913) e della tela di analogo soggetto del 1914 (collezione privata).

  • Remo Brindisi (1918 - 1996)
Maternità
    Lot 61

    Remo Brindisi (1918 - 1996)
    Maternità
    Olio su tela
    50 x 60 cm

    Firma: “Brindisi” al recto
    Altre iscrizioni: “olio autentico Brindisi” sul verso
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario

    Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Enrico Baj (1924 - 2003)
Giardino con vanitas: Giudice militare, 1982
    Lot 62

    Enrico Baj (1924 - 2003)
    Giardino con vanitas: Giudice militare, 1982
    Acquatinta e acquaforte su carta
    61,7 x 42,6 cm (luce)

    Firma: “baj” a matita al recto
    Altre iscrizioni: tiratura “37/125” a matita al recto
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario; etichetta anonima con dati dell'opera

    Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

    For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80

    La stampa fa parte di un gruppo di tre realizzata da Enrico Baj per la serie "Giardino con vanitas", che apparve nel 1982 insieme ad una poesia di Paolo Volponi.

Lots from 25 to 48 of 97
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L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I. FASE III. BASI D'ASTA ULTERIORMENTE RIDOTTE

Il corpo femminile, la veste, l’interno, la casa, il fiore, il conflitto, la città, la velocità, il cielo: sono 206 i lotti di quest’asta, come le perle di una collana che guida la mente attraverso un ritmo quasi necessario. Il corpo abitante del sonno e del sogno, da Padovanino a Edouard Pignon, da Arturo Martini a Luigi Bartolini. L’enigmatico equilibrio tra geometria e natura nella citazione di Canova fatta da Noè Bordignon e l’esplosione della luce e della tenebra in un grande tondo di Vedova. E la grande marina di Beppe Ciardi che sa di luce e salsedine e il “mito” del mito greco – come metafora dello spirito umano – in una grande tavola di Ettore Tito e la opposta misura davvero classica di un coevo ritratto femminile di Virgilio Guidi. E ancora Martini, con la “Nena” pensierosa. 

Davvero, l’Arte è un sogno. In cui ogni combinazione è possibile, e reale.

Tutte le opere provengono dalla liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca SpA.

La seconda tornata di vendita si tiene il 18 Novembre (lotti 2-124) e il 19 Novembre (lotti 128-262), alle ore 17 (IT).

Sessions

  • 18 November 2026 hours 17:00 Sessioni L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I. FASE III. BASI D'ASTA ULTERIORMENTE RIDOTTE (2 - 124)

Exhibition

L'asta include 206 lotti, tutti collocati a Vicenza (Spazio Bonino, Via Vecchia Ferriera 70). Per avere una visione completa dell’asta e del suo funzionamento si consultino, oltre al catalogo digitale dei lotti, i Termini e condizioni della vendita.

Payment and Shipping

Il pagamento deve essere effettuato tramite bonifico bancario.

Gli effetti contrattuali, incluso il passaggio di proprietà, si produrranno solo al buon esito del pagamento.

Il mancato pagamento di un Lotto entro il 35° giorno naturale dalla seduta di aggiudicazione comporterà l’annullamento della stessa, fatto salvo l’obbligo per la parte inadempiente di far fronte al danno cagionato al venditore e alla Casa di Vendite, quantificato al minimo nel 30% dell’importo dovuto. 

 

Si ricorda che l’esportazione di opere d’arte e oggetti d’antichità dall’Italia, così come la movimentazione di beni vincolati dal Ministero della Cultura ed organi corrispondenti nelle regioni a statuto speciale, è soggetta ad autorizzazione e/o verifica da parte degli organi di tutela. Dal momento dell’acquisto, che si perfeziona con il pagamento, l’acquirente, divenuto proprietario, è l’unico responsabile delle attività di ritiro, movimentazione, ed eventuale esportazione dei lotti, ed è tenuto a svolgere autonomamente tutte le verifiche necessarie ed a prendere tutte le decisioni ed eseguire tutte le attività conseguenti nel rispetto delle leggi italiane. 

 

Il Lotto potrà essere ritirato, ad avvenuto saldo e previo appuntamento, ove è conservato, secondo le istruzioni della Casa di Vendite, a cura e spese dell’acquirente. I lotti non ritirati entro 60 giorni dalla seduta di aggiudicazione saranno trasferiti in deposito presso adeguata struttura di stoccaggio a lungo termine, con oneri di trasporto e stoccaggio a carico del proprietario (d’ora in poi il “Proprietario”). Qualora il costo di trasporto e stoccaggio raggiunga la metà del prezzo di aggiudicazione, la Casa d’aste lo comunicherà via email al Proprietario. Se il Proprietario non provvederà al saldo dei predetti costi e al ritiro del Lotto entro 7 giorni, la Casa di Vendite sarà libera di rimettere in asta il Lotto ad offerta libera, pubblicandolo sul sito www.goforarts.com per 7 giorni: il Lotto sarà aggiudicato alla migliore offerta pervenuta ed il prezzo di aggiudicazione sarà trattenuto dalla Casa di Vendite nella misura corrispondente ai predetti costi; l’eventuale residuo economico sarà messo a disposizione del Proprietario; in caso di incasso inferiore ai citati costi o di assenza di offerte per il Lotto la proprietà del lotto sarà trasferita alla Casa di Vendite, a saldo di quanto dovuto dal Proprietario. 

Buyer's Premium

Conformemente al tariffario in vigore presso la Casa di Vendite, depositato in copia 3 conforme presso la Questura di Roma, alla vendita sono applicate, a carico dell’acquirente, le seguenti commissioni, computate sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto: per tutti i lotti con prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 500, 40% + IVA; per i lotti con prezzo di aggiudicazione superiore a € 500, per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 31,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 28,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 21,80% + IVA. Per i clienti titolari di Bonino Club Card, che seguono le regole della promozione Summer 2026, tutte le commissioni sono ridotte come segue: per tutti i lotti con prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 500, 35% + IVA; per i lotti con prezzo di aggiudicazione superiore a € 500, per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 26,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 23,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 16,80% + IVA. In ogni caso è applicata una commissione minima di € 20 + IVA per lotto. 

More information

La vendita si conforma alla Legge Fallimentare italiana. La aggiudicazione diviene effettiva 20 giorni dopo la seduta di aggiudicazione: questo lasso di tempo serve per la verifica di quanto previsto agli articoli 107, comma 4 e 108, comma 1, della Legge Fallimentare. In particolare, ai sensi dell’art. 107, comma 4, la Casa di Vendite, per mandato dei Commissari liquidatori di Veneto Banca, può, a suo insindacabile giudizio, riaprire la gara, qualora riceva una Offerta migliorativa, maggiore almeno del 10% rispetto all’offerta già dichiarata vincente nella seduta di aggiudicazione. In tal caso sarà cura della Casa di Vendite invitare con email certificata tutti coloro che in corso d’asta hanno offerto sul Lotto posto nuovamente a gara, indicando giorno e ora in cui sarà definitivamente aggiudicato. In questa fase, l’incremento minimo è pari al 10% dell'Offerta al momento vincente. Ai sensi dell’art. 108, comma 1, la vendita del Lotto potrebbe comunque essere sospesa d’autorità. 

Bidding increments

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