DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE

Presale DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE

Thursday 24 September 2026 hours 14:00 (UTC +01:00)
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  • Scuola veneta/lombarda del XVI/XVII secolo
    Lot 121

    Scuola veneta/lombarda del XVI/XVII secolo

    Ritratto di nobiluomo

    Olio su tela

    50 x 40 cm


    Venetian/Lombard school of the 16th/17th century

    Portrait of a Nobleman

    Oil on canvas

    50 x 40 cm

  • Scuola romana del XVII secolo
    Lot 122

    Scuola romana del XVII secolo

    Madonna con Bambino

    Olio su tela

    81 x 65 cm

    L'opera è una reinterpretazione del dipinto di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato, Madonna della rosa, 1640-1650 circa, conservato a Torino in Galleria Sabauda

    Si veda: https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/fotografia/95133/Anderson%C2%A0%E2%80%94%C2%A0Torino%20-%20La%20Madonna%20della%20Rosa%20-%20Sassoferrato%20-%20R.%20Pinac.


    Roman school of the 17th century

    Madonna and Child

    Oil on canvas

    81 x 65 cm

    The work is a reinterpretation of the painting by Giovanni Battista Salvi, known as "il Sassoferrato", Madonna della rosa, c. 1640 - 1650, held at the Galleria Sabauda in Turin

    You should see: https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/fotografia/95133/Anderson%C2%A0%E2%80%94%C2%A0Torino%20-%20La%20Madonna%20della%20Rosa%20-%20Sassoferrato%20-%20R.%20Pinac.

  • Jusepe de Ribera, Lo Spagnoletto (Xàtiva 1591 - Napoli 1652) bottega/cerchia di
    Lot 123

    Jusepe de Ribera, Lo Spagnoletto (Xàtiva 1591 - Napoli 1652) bottega/cerchia di

    San Paolo

    Olio su tela

    66,5 x 55 cm



    Dopo una formazione in patria, probabilmente avvenuta sotto la guida di Francisco Ribalta, Jusepe de Ribera giunse in Italia nel 1611, passando un biennio al nord della penisola, precisamente a Cremona, Milano e Parma. Giunse a Roma nel 1613, e dopo tre anni andò a Napoli ove, nel giro di breve tempo, divenne uno degli artisti più in vista. Il suo fare pittorico amalgamava il forte carattere patetico, tipicamente spagnolo, con un naturalismo ispirato dalla lezione di Caravaggio, arricchito con cromatismo neoveneto. Maestro indiscusso e fondamentale nell’ambito napoletano del Seicento, durante la sua felice attività artistica guidò un’importante bottega, dalla quale uscirono maestri di primaria importanza. Tra questi, il primo da menzionare è Luca Giordano, che nella sua fase iniziale dimostrò tutto il suo debito verso lo Spagnoletto; poi Aniello Falcone, oggi conosciuto come autore di battaglie; lo spagnolo Juan Do; Giovanni Ricca; i fratelli pugliesi Francesco e Cesare Fracanzano; il fiammingo Hendrick van Somer e Bartolomeo Bassante.


    Jusepe de Ribera, Lo Spagnoletto (Xàtiva 1591 - Naples 1652) workshop/circle of

    Saint Paul

    Oil on canvas

    66,5 x 55 cm

  • Scuola di Praga/Rudolfina del XVI/XVII secolo
    Lot 124

    Scuola di Praga/Rudolfina del XVI/XVII secolo

    Miracolo con guarigione di un infermo alla presenza di San Domenico

    Olio su tavola

    171 x 140 cm



    Alla morte di Massimiliano, nel 1576, successe al trono asburgico Rodolfo II. Educato in Spagna, uomo raffinato e di cultura, di carattere schivo e solitario, egli costituì una pinacoteca tra le più importanti del suo tempo. Nel 1583 trasferì la capitale del regno da Vienna a Praga, ove si circondò di prestigiosi maestri del manierismo nordico. Nel castello di Praga, intorno al 1590, Bartholomeus Spranger era al vertice del suo prestigio. Nei due decenni successivi egli, assieme a Hans van Aachen e Joseph Heintz, dominò la scena di questa corte divenuta con Fontainebleau e Augusta, una delle più rilevanti sedi del manierismo europeo. Nel 1612, con la morte di Rodolfo II, la corte si svuotò degli artisti e degli scienziati superstiti; dopo oltre un quarto di secolo con la morte del sovrano si chiuse definitivamente un'epoca.


    Prague/Rudolphine school of the late 16th/early 17th century

    Miracle with the Healing of an Infirm Man in the Presence of Saint Dominic

    Oil on panel

    171 x 140 cm

  • Daniel Seiter (Vienna 1642 o 1647 - Torino 1705) bottega di
    Lot 125

    Daniel Seiter (Vienna 1642 o 1647 - Torino 1705) bottega di

    Bacco versa del vino a Venere alla presenza di Cerere e Cupido

    Olio su tela

    71 x 93 cm

    L'opera probabilmente interpreta il detto latino Sine Cerere et Baccho friget Venus (senza il cibo e il vino, l'amore si spegne)

    Il dipinto riprende, in controparte, la tela conservata presso l'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera

    Citiamo, inoltre, il dipinto Allegoria delle Quattro Stagioni: Flora, Cerere, Bacco e Pan, presentato da Dorotheum il 09 novembre 2022



    Daniel si formò a Venezia nella bottega di Carl Loth. Successivamente fu a Firenze dove lavorò per il Granduca e ampliò le sue influenze cogliendo la lezione di Pietro da Cortona. In seguito fu a Roma dove, in un primo tempo, ebbe modo di inserire nel suo linguaggio pittorico la cultura caravaggesca classicheggiante francese, in particolare di Claude Vignon e Simon Vouet. Inserendosi sempre più nella cultura figurativa romana, la sua pittura colse spunti da Giacinto Brandi e Carlo Maratta. Nel 1688 si trasferì a Torino al servizio dei Savoia. La sua impresa più importante fu la decorazione del Palazzo Reale di Torino, dove, oramai maturo e padrone di un'espressione pittorica di matrice eterogenea, realizzò varie raffigurazioni mitologiche partendo da una base romano-veneta, intrecciata con elementi emiliani dei Caracci, del Lanfranco e della cultura romana cortonesca di Ciro Ferri, Lazzaro Baldi e Luigi Garzi.


    Daniel Seiter (Vienna 1642 or 1647 - Turin 1705) workshop of

    Bacchus Pouring Wine for Venus in the Presence of Ceres and Cupid

    Oil on canvas

    71 x 93 cm

    The composition most likely illustrates the Latin adage Sine Cerere et Baccho friget Venus (Without food and wine, love grows cold)

    The painting is executed in reverse after the composition preserved in the Alte Pinakothek

    For comparison, see Allegory of the Four Seasons: Flora, Ceres, Bacchus and Pan, offered by Dorotheum on 9 November 2022

  • Carlo Cignani (Forlì 1628 - 1712) attribuito
    Lot 126

    Carlo Cignani (Forlì 1628 - 1712) attribuito

    Carità

    Olio su tela

    70 x 93 cm

    Provenienza: collezione Egidio Martini, Venezia

    L'opera è corredata da una scheda di studio del prof. Egidio Martini, disponibile via email



    Per un breve periodo, l'apprendistato di Carlo Cignani si svolse da G. B. Cairo, pittore bolognese semi sconosciuto, e successivamente nell’atelier di Francesco Albani. Contemporaneamente frequentava un'Accademia privata d'arte a Bologna, guidata dallo stesso Albani assieme a Alessandro Tiarini e il Guercino. Dopo le prime e fortunate commissioni cittadine lo ritroviamo a Roma dove decorò una galleria nel casino Farnese fuori porta S. Pancrazio, commissione mai iniziata e poi affidata a Filippo Lauri, e due grandi affreschi sulle pareti destra e sinistra dei presbiteri della chiesa di S. Andrea della Valle. Nel 1665, tornò a Bologna dove abitò sino al 1684, anno in cui si trasferì a Forlì. In questi decenni tra le varie commissioni operò nella chiesa di S. Michele in Bosco, dove si ispirò alla morbida grazia dei putti del Correggio, suo maggior ispiratore assieme a Guido Reni e la sua anima classicistica. L’arte di Carlo, in effetti, si caratterizzò con uno stile dignitoso delle figure, da forme gentili e tondeggianti e un'elegante calma compositiva. Oramai affermato, negli anni Settanta il suo studio si avvalse di svariati collaboratori, tra i quali spiccano Marcantonio Franceschini e Luigi Quaini. Nel 1683 Cignani intraprese la più importante opera della sua carriera, ovvero la decorazione della cupola della cappella della Madonna del Fuoco nella cattedrale di Forlì, opera che lo obbligò a stabilirsi in Romagna. La sua arte sopravvisse oltre la sua morte, avvenuta a Forlì il 6 settembre 1719, grazie ai vari pittori usciti dalla sua bottega: ricordiamo il figlio Felice Cignani, Clemente Ruta, Antonio Catalani "il Romano", Giulio Aldrobrandini, Giacomo Alboresi, Giulio Benzi, i veronesi Antonio Calza, Sante Prunato, Alessandro Marchesini, i ferraresi Maurelio Scannavini e Giacomo Parolini, Ludovico David, Giovan Camillo Sagrestani, Giuseppe Maria Crespi, Francesco Mancini, Federico Bencovich e Ignazio Stern, oltre ai già citati Franceschini e Quaini degli anni bolognesi.


    Carlo Cignani (Forlì 1628 - 1712) attributed

    The Charity

    Oil on canvas

    70 × 93 cm

    Provenance: Egidio Martini Collection, Venice

    The work is accompanied by a study by Professor Egidio Martini, available via email

  • Nicola Grassi (Zuglio 1682 - Venezia 1748) allievo di
    Lot 127

    Nicola Grassi (Zuglio 1682 - Venezia 1748) allievo di

    Madonna

    Olio su tela

    83 x 71 cm

    L'opera è pubblicata a pag. 479, foto C. 62, nella monografia dedicata a Nicola Grassi del professore Enrico Lucchese, come opera di allievo


    Nicola Grassi (Zuglio 1682 - Venice 1748) pupil of

    Madonna

    Oil on canvas

    83 x 71 cm

    The artwork is published on p. 479, photo C. 62, in the monograph dedicated to Nicola Grassi by Professor Enrico Lucchese, as an artwork by a pupil

  • Giovanni Battista Pittoni (Venezia 1687 - 1767) bottega/cerchia di
    Lot 128

    Giovanni Battista Pittoni (Venezia 1687 - 1767) bottega/cerchia di

    Bozzetto per Il Sacrificio di Polissena

    Olio su tela

    63 x 77,5 cm



    La sua formazione ebbe luogo presso la bottega di Francesco. Dopo una prima fase in cui s’intravede l’influenza di Piazzetta, sarebbero state la leggerezza classicheggiante di Antonio Balestra, la plasticità dei modelli di Sebastiano Ricci e la verve coloristica di Giambattista Tiepolo a forgiare la sua arte. Tra il 1722 e il 1730 lavorò a quattro, delle ventiquattro totali, dei Tombeaux des Princes, serie ideata da Owen McSwiney, alla quale collaborarono Canaletto, Marco Ricci e Sebastiano Ricci, Giovanni Battista Cimaroli ed altri artisti sia veneziani sia bolognesi come Pietro Paltronieri il Mirandolese, Francesco Monti e Donato Creti. Insieme a Giambattista Tiepolo e a Giovanni Maria Morlaiter fondò l'Accademia di Belle Arti di Venezia, di cui fu presidente per numerosi anni, insegnando come professore fino alla sua morte. Inoltre nella sua bottega si formarono Cesare Ligari, Anton Kern e Francesco Sebaldo Unterperger. Alla sua cerchia appartengono pittori sia austriaci che italiani, quali Franz Anton Maulbertsch, Josef Ignaz Mildorfer, Mattia Bortoloni e Francesco Polazzo.


    Giovanni Battista Pittoni (Venice 1687 - 1767) workshop/circle of

    Bozzetto for The Sacrifice of Polyxena

    Oil on canvas

    63 × 77,5 cm

  • Scuola lombarda del XVII/XVIII secolo
    Lot 129

    Scuola lombarda del XVII/XVIII secolo

    Ritratto di condottiero con bastone di comando

    Olio su tela

    88,5 x 64,5 cm


    Lombard school of the 17th/18th century

    Portrait of a Military Commander with a Baton of Command

    Oil on canvas

    88,5 x 64,5 cm

  • Scuola romana del XVII secolo
    Lot 130

    Scuola romana del XVII secolo

    Volto di filosofo o di santo

    Olio su tela

    60 x 47 cm

    L'opera s'iscrive nell'articolato ambiente romano del Seicento. Essa, in particolare, mostra strette attinenze con le opere create nell'ambiente sorto attorno a Pier Francesco Mola, popolato da pittori di diversa provenienza come Agostino Scilla, Giovanni Battista Beinaschi, Francesco Giovane, Guglielmo Cortese e Giacinto Brandi.


    Roman school of the 17th century

    The Face of a Philosopher or Saint

    Oil on canvas

    60 x 47 cm

    The artwork belongs to the articulated Roman environment of the 17th century. In particular, it shows close connections with the artworks created in the environment that arose around Pier Francesco Mola, populated by painters from different backgrounds, such as Agostino Scilla, Giovanni Battista Beinaschi, Francesco Giovane, Guglielmo Cortese and Giacinto Brandi.

  • Scuola francese del XVIII secolo
    Lot 131

    Scuola francese del XVIII secolo

    Lot e le figlie

    Olio su tela

    100,5 x 81,5 cm

    L'opera si ispira al dipinto di Simon Vouet conservato al Musées de la ville de Strasbourg

    Si veda:

    https://www.musees.strasbourg.eu/edition/-/entity/id/277740/Loth+et+ses+filles+de+Simon+Vouet


    French school of the 18th century

    Lot and His Daughters

    Oil on canvas

    100,5 × 81,5 cm

    The work is inspired by the painting by Simon Vouet, conserved at the Musées de la ville de Strasbourg

    You should see:

    https://www.musees.strasbourg.eu/edition/-/entity/id/277740/Loth+et+ses+filles+de+Simon+Vouet

  • Pier o Pietro Dandini (Firenze 1646 - 1712)
    Lot 132

    Pier o Pietro Dandini (Firenze 1646 - 1712)

    Ritrovamento di Mosè

    Olio su tela

    80 x 117 cm

    L'opera condivide (paesaggio e figure) la parte destra del dipinto esitato il 16 novembre 2022 presso la Pandolfini Casa d'Aste di Firenze



    Fratello minore dei pittori Cesare e Vincenzo Dandini, fu tra i pittori più attivi in epoca barocca a Firenze, Prato e Pisa, ove tutt’oggi si conservano numerose opere. Altre opere si trovano a Palazzo Corsini, alla Villa La Petraia (affreschi nella Cappella Nuova) e alla Villa Bellavista vicino a Pistoia (affreschi), a Palazzo Marchetti e Palazzo Gatteschi a Pistoia. A Palazzo Montecitorio a Roma si conservano le Quattro stagioni. Dandini fu elemento di spicco del tardo barocco toscano, in quanto seppe osservare e far proprie le lezioni di Pietro da Cortona, dedotte da Cirro Ferri, e di Luca Giordano, attivi a Firenze.


    Pier or Pietro Dandini (Florence 1646 - 1712)

    The Finding of Moses

    Oil on canvas

    80 × 117 cm

    This work shares the right-hand side (landscape and figures) of the painting sold on 16 November 2022 at Pandolfini Casa d’Aste in Florence

  • Daniel Seiter (Vienna 1642 o 1647 - Torino 1705)  attribuito
    Lot 133

    Daniel Seiter (Vienna 1642 o 1647 - Torino 1705) attribuito

    Dedalo e Icaro

    Olio su tela

    63 x 63 cm



    Daniel si formò a Venezia nella bottega di Carl Loth. Successivamente fu a Firenze dove lavorò per il Granduca e ampliò le sue influenze cogliendo la lezione di Pietro da Cortona. In seguito fu a Roma dove, in un primo tempo, ebbe modo di inserire nel suo linguaggio pittorico la cultura caravaggesca classicheggiante francese, in particolare di Claude Vignon e Simon Vouet. Inserendosi sempre più nella cultura figurativa romana, la sua pittura colse spunti da Giacinto Brandi e Carlo Maratta. Nel 1688 si trasferì a Torino al servizio dei Savoia. La sua impresa più importante fu la decorazione del Palazzo Reale di Torino, dove, oramai maturo e padrone di un'espressione pittorica di matrice eterogenea, realizzò varie raffigurazioni mitologiche partendo da una base romano-veneta, intrecciata con elementi emiliani dei Caracci, del Lanfranco e della cultura romana cortonesca di Ciro Ferri, Lazzaro Baldi e Luigi Garzi.


    Daniel Seiter (Vienna 1642 or 1647 - Turin 1705) attributed

    Daedalus and Icarus

    Oil on canvas

    63 × 63 cm

  • Agostino Masucci (Roma 1691 circa - 1758) attribuito
    Lot 134

    Agostino Masucci (Roma 1691 circa - 1758) attribuito

    Sacra Famiglia e santi

    Olio su tela

    46 x 35 cm

    La costruzione piramidale delle figure, i tre gradini, gli atteggiamenti plastici ed enfatici dei personaggi, elementi derivati dall'alunnato presso il Maratta e divenuti peculiari dell'arte pittorica di Masucci, tendono ad avvalorare la tesi attributiva. Questi elementi ricorrenti li ritroviamo, tra i vari esempi, nella Madonna con i sette fondatori dell'Ordine dei servi di Maria, del 1727, conservata nella chiesa romana di San Marcello al Corso. Ritroviamo in quest'opera al culmine del triangolo di persone ha la stessa posa della madonna qui presente, i medesimi gradini posti in basso a destra e le rimanenti figure nello stesso schema compositivo.

    https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200179369



    Dopo un breve periodo nella bottega di Andrea Procaccini fu uno tra gli allievi prediletti di Maratta. Le sue prime opere si contraddistinguono per il loro impianto classicista che tramite al Maratta risale sino a Guido Reni e Raffaello, rivisti da Agostino secondo i canoni roccocò del suo tempo. Nel 1727 alla morte di Giuseppe Bartolomeo Chiari, essendo l'ultimo dei cosiddetti pittori maratteschi in vita, assunse l'egemonia di questo ambito pittorico, molto apprezzato a Roma. Col passare degli anni tentò di purificare le peculiarità barocche insite nella sua pittura raggelando le sue figure entro una luce nitida. Sebbene la sua pittura maturò verso forme compositive bilanciate e un chiarore "illuminato" della sua paletta cromatica, egli non arrivò mai agli esiti neoclassici di Pompeo Girolamo Batoni, Anton Raphael Mengs e Pierre Subleyras.


    Agostino Masucci (Rome circa 1691 - 1758)

    The Holy Family with Saints

    Oil on canvas

    46 × 35 cm

    The pyramidal arrangement of the figures, the three steps, and the sculptural, emphatic poses of the protagonists, elements derived from Masucci's training under Carlo Maratta and which became distinctive features of his painterly style, support the proposed attribution.

    These recurring characteristics can be observed in several of Masucci's works, most notably in the Madonna with the Seven Founders of the Order of the Servants of Mary, 1727, preserved in the Church of San Marcello al Corso in Rome. In that painting, the figure of the Virgin occupies the apex of the triangular composition in a pose closely comparable to that of the Madonna in the present work. The same steps appear in the lower right corner, while the remaining figures follow a closely related compositional scheme.

    https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200179369

  • Frederik de Moucheron (Emden 1633/1634 - Amsterdam 1686) attribuito
    Lot 135

    Frederik de Moucheron (Emden 1633/1634 - Amsterdam 1686) attribuito

    Pastori e cacciatori nei pressi di un piccolo lago

    Olio su tela

    126 x 160 cm



    Frederik de Moucheron fu avviato allo studio della pittura presso la scuola di Jan Asselyn, dove ebbe modo di elaborare la pittura di paesaggio. Successivamente si trasferì per tre anni in Francia, operando a Parigi e Lione. Frederick va considerato tra i migliori rappresentanti dei cosiddetti paesaggisti italianizzanti, assieme Jan Asselyn, Jan Both, Adam Pynacker, Carel Dujardin, Bartholomeus Breenbergh, Herman van Swanevelt, citandone solo alcuni. Questi paesaggisti di origine olandese dipinsero idealizzando l’aspetto poetico del clima e del paesaggio italiano, alcuni di loro senza aver mai visitato personalmente il Bel Paese. Collaborò con altri pittori, i quali dipinsero le figure nei suoi paesaggi, come Adriaen van de Velde, Dirck Helmbreker, Johannes Lingelbach, Nicolaes Berchem e Willem Schellinks.


    Frederik de Moucheron (Emden 1633/1634 - Amsterdam 1686) attributed

    Shepherds and Hunters by a Small Lake

    Oil on canvas

    126 x 160 cm

  • Maestro neoclassico italiano o francese del XVIII/XIX secolo
    Lot 136

    Maestro neoclassico italiano o francese del XVIII/XIX secolo

    Sacra famiglia con San Giovannino

    Olio su tela

    220 x 128,5 cm


    Italian or French neoclassical master of the 18th/19th century

    The Holy Family with the Infant Saint John

    Oil on canvas

    220 x 128,5 cm

  • Otto Vaenius, Otto van Veen  (Leida1556-1558 - Bruxelles 1629) bottega di
    Lot 137

    Otto Vaenius, Otto van Veen (Leida1556-1558 - Bruxelles 1629) bottega di

    Matrimonio mistico di Santa Caterina alla presenza di San Francesco

    Olio su tela

    49 x 40 cm

    L'opera trova preciso riferimento nel dipinto conservato presso i Musei Reali del Belgio a Bruxelles. Si veda: https://rkd.nl/images/312480



    Dopo un primo alunnato presso D. Lampsonius, andò a Roma nel cinquennio 1575-80, accostandosi a Federico Zuccari. Nel 1581 lo ritroviamo a Liegi dove ricevette delle commissioni dal principe-vescovo Ernesto di Baviera, ivi presente. In seguito dipinse per Alessandro Farnese, all'epoca governatore dei Paesi Bassi. Significativa fu la presenza del giovane Rubens nella sua bottega, tra il 1594 e il 1600.


    Otto Vaenius, Otto van Veen (Leiden 1556/1558 - Brussels 1629) workshop of

    Mystic Marriage of Saint Catherine in the Presence of Saint Francis

    Oil on canvas

    49 x 40 cm

    The work finds a precise reference in the painting preserved at the Royal Museums of Fine Arts of Belgium in Brussels. Refer to: https://rkd.nl/images/312480

  • Scuola romana del XVII secolo
    Lot 138

    Scuola romana del XVII secolo

    Amorino musico con cherubini e serafini

    Affresco trasportato su tela

    81 x 174 cm


    Roman school of the 17th century

    Musical Cupid with Cherubs and Seraphim

    Fresco transferred to canvas

    81 x 174 cm

  • Scuola veronese del XVII/XVIII secolo
    Lot 139

    Scuola veronese del XVII/XVIII secolo

    San Pietro da Verona o San Pietro Martire

    Olio su tela

    125 x 240 cm


    Veronese school of the 17th/18th century

    Saint Peter of Verona or Saint Peter the Martyr

    Oil on canvas

    125 x 240 cm

  • Scuola francese del XIX secolo
    Lot 140

    Scuola francese del XIX secolo

    Parigi, Palais du Champ de Mars, Esposizione Universale del 1878

    Tempera su tela

    179 x 230 cm


    French school of the 19th century

    Paris, Palais du Champ de Mars, 1878 Universal Exhibition

    Tempera on canvas

    179 x 230 cm

  • Pietro Martire Neri (Cremona 1591 - Roma 1661)
    Lot 141

    Pietro Martire Neri (Cremona 1591 - Roma 1661)

    Sacra Famiglia e Trinità o Ritorno dall'Egitto

    Olio su tela

    130 x 93 cm

    Si ringrazia il professor Michele Danieli per aver studiato l'opera e fornito l'attribuzione



    Secondo le fonti, l’apprendistato di Pietro Martire Neri avvenne nella bottega di G.B. Trotti e successivamente nella bottega di Domenico Fetti a Mantova. Il primo soggiorno a Roma risale al 1629, dove conobbe Diego Velázquez, con il quale, anni dopo, collaborò durante il suo secondo periodo all’Urbe.


    Pietro Martire Neri (Cremona 1591 - Rome 1661)

    The Holy Family and the Trinity, or The Return from Egypt

    Oil on canvas

    130 x 93 cm

    We would like to thank Professor Michele Danieli for studying the work and providing the attribution

  • Andrea del Sarto (Firenze 1486 - 1530) copia del XVII secolo
    Lot 142

    Andrea del Sarto (Firenze 1486 - 1530) copia del XVII secolo

    Madonna col Bambino, S. Giovannino e due angeli

    Olio su tela

    117 x 86 cm

    L'opera si ispira al dipinto conservato alla Wallace Collection di Londra


    Andrea del Sarto (Florence 1486 - 1530) copy of the 17th century

    Madonna and Child, St John the Baptist and Two Angels

    Oil on canvas

    117 x 86 cm

    The work is inspired by the painting held at the Wallace Collection in London

  • Scuola lombarda del XVIII secolo
    Lot 143

    Scuola lombarda del XVIII secolo

    Le quattro stagioni

    Olio su tela

    105 x 79 cm


    Lombard school of the 18th century

    The Four Seasons

    Oil on canvas

    105 x 79 cm

  • Scuola genovese del XVII secolo
    Lot 144

    Scuola genovese del XVII secolo

    Madonna col Bambino e San Nicola da Tolentino (?)

    Olio su tela

    85 x 67 cm


    Genoese school of the 17th century

    Madonna and Child with Saint Nicholas of Tolentino (?)

    Oil on canvas

    85 x 67 cm

Lots from 121 to 144 of 323
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DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE

Sessions

  • 24 September 2026 hours 14:00 DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE ASTA 49 (1 - 323)

Exhibition

18 Sep 2026 10:00 CEST (09:00 BST) - 18:00 CEST (17:00 BST)

19 Sep 2026 10:00 CEST (09:00 BST) - 18:00 CEST (17:00 BST)

20 Sep 2026 10:00 CEST (09:00 BST) - 18:00 CEST (17:00 BST)

21 Sep 2026 10:00 CEST (09:00 BST) - 18:00 CEST (17:00 BST)

22 Sep 2026 10:00 CEST (09:00 BST) - 18:00 CEST (17:00 BST)

Bidding increments

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