Presale DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE
-
Lot 25 Giulio Tonducci (documentato in Romagna dal 1531 al 1582)
Cristo in gloria con Sant'Antonio Abate, San Sebastiano, San Rocco, Sant'Antonio da Padova, San Biagio e San Girolamo
Olio su tavola
263 x 189 cm
Si ringrazia il professor Michele Danieli per aver studiato l'opera, fornito l'attribuzione e la scheda di catalogo
La figura di Giulio Tonducci ha contorni ancora sfumati, a causa della scarsità di notizie sul suo conto, e della incertezza sulla reale consistenza del suo catalogo. Sappiamo che nel 1540-1543 affrescava la volta della basilica di San Vitale a Ravenna insieme a Jacopo Bertucci, divulgatore a Faenza delle idee di Dosso Dossi. Sul suo linguaggio ebbe poi grande influenza il tardo classicismo di ispirazione raffaellesca, attraverso il contatto con Innocenzo da Imola e Luca Longhi. Nel 1557, con la Madonna e santi della Biblioteca di Lugo, il suo linguaggio appare pienamente formato, e aperto anche a influenze manieriste, sempre più evidenti nelle sue prove successive.
La tavola qui presentata, già riferita a Francesco Zaganelli in virtù dell'iscrizione apocrifa, è stata rapidamente riferita a Tonducci da Angelo Mazza (1993), e poi illustrata da Anna Tambini (1994), che successivamente (2023) ne propone una datazione intorno al 1550, successiva agli affreschi di Ravenna, rimarcando ricordi dosseschi nel paesaggio, ma al contempo debiti con Luca Longhi.
Attivo in un ambiente forse periferico ma estremamente vitale, al centro di rotte politiche e stilistiche in continuo movimento, Tonducci è artista molto raro: questa opera si colloca nel momento migliore della sua produzione, e contribuirà a una sua migliore definizione critica.
Giulio Tonducci (documented in Romagna from 1531 to 1582)
Christ in Glory with Saint Anthony the Abbot, Saint Sebastian, Saint Roch, Saint Anthony of Padua, Saint Blaise and Saint Jerome
Oil on panel
263 x 189 cm
We would like to thank Professor Michele Danieli for studying the work, providing the attribution and the catalogue entry
The painting presented here, previously attributed to Francesco Zaganelli based on the apocryphal inscription, was promptly attributed to Tonducci by Angelo Mazza (1993), and subsequently discussed by Anna Tambini (1994), who later (2023) proposed a date around 1550, postdating the Ravenna frescoes. She also noted echoes of Dosso in the landscape, while at the same time highlighting the influence of Luca Longhi. Active in an environment that may have been peripheral yet was remarkably vibrant, at the crossroads of constantly shifting political and stylistic routes, Tonducci is a particularly rare artist. The present work belongs to the finest period of his production and will contribute to a more precise critical definition of his oeuvre. -
Lot 26 Gaspard Dughet, Gaspard Poussin (Roma 1615 - 1675)
Paesaggio con figure e cascata
Olio su tela
143,5 x 219,5 cm
L'opera conservata per secoli nella medesima dimora signorile, non ha ricevuto le cure dovute e oggi si presenta con una coltre di sporcizia e vernice ossidata che ne compromette la godibilità. Allo stesso tempo, ad un esame ravvicinato si intravedono tutte le sue qualità e peculiarità
L'impostazione scenica, il piccolo borgo sullo sfondo, i personaggi e il cielo lasciano pochi dubbi circa la paternità dell'opera che, a nostro modesto avviso, va assegnata a Gaspard Dughet, contribuendo ad aggiungere un nuovo tassello del suo catalogo.
Nato a Roma da padre francese e madre italiana, Gaspard Dughet fu uno tra i più importanti pittori italiani del Seicento. La sua formazione fu merito di Nicolas Poussin, suo cognato, che subito si accorse del suo talento. Giunto alla maturità artistica, l'artista era solito perdersi per la campagna romana per cogliere spunti paesaggistici, senza mai essere coinvolto dal fascino delle rovine ivi disseminate. La sua pittura si spiega attraverso l’amore per la natura, il paesaggio laziale e la dimensione favolistica e poetica d’ispirazione arcadica, donata alle sue opere. Influenzò un'intera generazione di paesaggisti; egli, infatti, può essere considerato il nume tutelare di Jan Frans van Bloemen, Andrea Locatelli, Crescenzio Onofri, Johannes Glauber, Albert Meyering e Marco Ricci, facendo giungere la sua influenza sino al Settecento.
Gaspard Dughet, called Gaspard Poussin (Rome 1615 - 1675)
Landscape with Figures and a Waterfall
Oil on canvas
143,5 x 219,5 cm
Preserved for centuries in the same aristocratic residence, the painting has not received the care it deserved and today is obscured by a heavy layer of surface dirt and oxidised varnish, which significantly diminishes its visual appreciation. Nevertheless, close examination reveals its remarkable quality and distinctive characteristics.
The overall composition, the small village in the background, the staffage figures, and the treatment of the sky leave, in our opinion, little doubt as to the authorship of the work, which we believe should be attributed to Gaspard Dughet, thereby adding a further work to his catalogue. -
Lot 27 Girolamo Donnini (Correggio 1681 - Bologna 1743)
Madonna con Gesù benedicente con San Benedetto e San Giacomo
Olio su tela
255 x 174 cm
L'opera si avvale della conferma orale dell'attribuzione del professore Daniele Benati
L'opera si avvale della conferma orale dell'attribuzione del professore Michele Danieli
La sua formazione si deve a Francesco Stringa e Gioseffo Del Sole e infine presso Carlo Cignani di cui, assieme a Marcantonio Franceschini, Donini fu tra i più bravi allievi di Carlo Cignani. Artista tanto apprezzato quanto girovago, fu attivo a: Bergamo, Faenza, Tivoli, Reggio Emilia e Reggiano, nelle Marche e a Bologna.
Girolamo Donnini (Correggio 1681 - Bologna 1743)
Madonna and the Blessing Christ with Saint Benedict and Saint James
Oil on canvas
255 x 174 cm
The attribution of this work has been verbally confirmed by Professor Daniele Benati
The attribution of this work has been verbally confirmed by Professor Michele Danieli -
Lot 28 Scuola italiana del XVIII secolo, da Correggio
Danae
Olio su tela
112 x 147 cm
L'opera riprende il dipinto conservato presso la Galleria Borghese di Roma
Italian school of the 18th century, after Correggio
Danae
Oil on canvas
112 × 147 cm
The work is based on the painting housed at the Galleria Borghese in Rome -
Lot 29 Antonio Zanchi (Este 1631 - Venezia 1722)
Allegoria della Fama
Olio su tela
95 x 77 cm
Nato ad Este, Antonio Zanchi si formò con Matteo Ponzone e, probabilmente, con Francesco Ruschi. Le sue opere si contraddistinguono per uno spiccato naturalismo patetico e un forte chiaroscuro, caratteristiche che lo fecero emergere tra la corrente dei cosiddetti tenebrosi. I suoi riferimenti pittorici furono i "foresti" e Giovan Battista Langetti in primis, al quale aggiunse il brio e l’esuberanza compositiva di Luca Giordano e Tintoretto. Con l’avvento del Settecento schiarì la sua paletta cromatica, smorzando il naturalismo e andando incontro alla compostezza ed eleganza roccocò. In questi stessi anni tornò ad Este, operando per un ventennio nel territorio padovano.
Antonio Zanchi (Este 1631 - Venice 1722)
Allegory of the Fame
Oil on canvas
95 x 77 cm -
Lot 30 Scuola genovese del XVII secolo
Ritrovamento di Mosè
Olio su tela
96 x 135 cm
Questo soggetto ebbe una discreta fortuna, anche se non conosciamo ancora l'autore del prototipo originale. Le varie versioni conosciute hanno avuto attribuzioni diverse, comunque entro il perimetro del Seicento genovese: Giovanni Lorenzo Bertolotto, Giovanni Paolo Cervetto e Gioacchino Assereto
Genoese school of the 17th century
The Finding of Moses
Oil on canvas
96 × 135 cm
This subject enjoyed considerable popularity, although the author of the original prototype remains unknown. The various known versions have received different attributions, all nevertheless within the context of Genoese 17th-century painting: Giovanni Lorenzo Bertolotto, Giovanni Paolo Cervetto and Gioacchino Assereto -
Lot 31 Guido Reni (Bologna 1575 - 1642) bottega/allievo di
Gesù Bambino con i simboli della Passione
Olio su tela
55 x 75,5 cm
Il soggetto, conosciuto grazie a più versioni, è riferito a Guido Reni e inciso da Le Villain. Esistono diverse varianti del soggetto tutte collegate ad un prototipo reniano non pervenuto a noi
Guido Reni si formò all’Accademia degli Incamminati fondata dai tre cugini Carracci. Iniziò la sua attività a Bologna, spostandosi successivamente a Roma. Qui la sua pittura classicista, astratta e sospesa in una dimensione metafisica nella ricerca del bello ideale, incontrò molto successo, tanto da ottenere importanti commissioni sia ecclesiastiche sia da parte delle più importanti famiglie aristocratiche. Visto il carico di lavoro, fu a capo di una nutrita schiera di aiuti e allievi, tra i quali ricordiamo Guido Cagnacci, Simone Cantarini, Pier Francesco Cittadini, Michele Desubleo, Francesco Gessi, Giovanni Andrea e Elisabetta Sirani, Flaminio Torri.
Guido Reni (Bologna 1575 - 1642) workshop/follower of
The Christ Child with the Symbols of the Passion
Oil on canvas
55 × 75,5 cm
The subject, known through several versions, is attributed to Guido Reni and was engraved by Le Villain. Several variants of the composition are known, all connected to a lost prototype by Reni -
Lot 32 Hendrick Van Somer (Lokeren 1607 - Napoli 1656)
San Girolamo
Olio su tela
91 x 72 cm
Provenienza: asta Finarte Roma del 21 febbraio 2008 - Asta Hampel Monaco di Baviera 4 luglio 2008
Van Somer, italianizzato in Enrico Fiammingo, è da annoverare tra le più significative personalità artistiche presenti a Napoli nel corso del Seicento. Giunto nel 1624, lo ritroviamo nella bottega del Ribera al quale si rifà sovente nei modelli grafici. Inoltre nella modulazione della luce e nell'organizzazione dei chiaroscuri si evidenzia la sua attenzione verso Caravaggio. Nei decenni successivi Van Somer medita sul panorama pittorico che lo circonda ammorbidendo le tensioni tenebrose e naturalistiche prestandosi a una pittura di tipo neo-veneta basata sulla forza espressiva del colore.
Hendrick Van Somer (Lokeren 1607 - Naples 1656)
Saint Jerome
Oil on canvas
91 x 72 cm
Provenance: Finarte auction, Rome, 21 February 2008 - Hampel auction, Munich, 4 July 2008 -
Lot 33 Gian Domenico Cerrini, il Cavalier Perugino (Perugia 1609 - Roma 1681)
Madonna orante
Olio su tela
78 x 64 cm
Si ringrazia il professore Massimo Pulini per aver fornito l'attribuzione
L’opera è conservata in un’importante cornice coeva
Cerrini si formò nella bottega romana di Guido Reni, ampliando le sue conoscenze studiando la pittura di Giovanni Lanfranco, Guercino, Andrea Sacchi e frequentando la bottega di Domenichino assieme al Sassoferrato. Aiutato dal cardinale Bernardino Spada, operò per le più importanti famiglie nobili romane: Barberini, Chigi, Colonna, Pallavicini e Omodei. Criticato per le sue opere nelle chiese di Roma, si trasferì nello stesso anno a Firenze, presso la corte dei Medici. Tornò a Roma e modificò la sua arte pittorica, mettendo in subordine il suo stile morbido e armonioso per soluzioni barocche, adottando movimenti plastici, panneggi agitati e colori più vivaci nelle sue creazioni.
Gian Domenico Cerrini, called Il Cavalier Perugino (Perugia 1609 - Rome 1681)
The Praying Madonna
Oil on canvas
78 x 64 cm
We are grateful to Professor Massimo Pulini for providing the attribution
The work is preserved in an important period frame -
Lot 34 Jean Le Pautre (Parigi 1618 - 1682) attribuito
Monumentale vaso da giardino
Olio su tavola
71 x 71 cm
Pur non potendo attribuire con certezza il dipinto alla mano di Le Pautre, l’attinenza con l’incisione, conservata al Victoria & Albert Museum di Londra, è evidente, tanto quanto è evidente che l’ispirazione nasce dal disegno, non dalla stampa che ovviamente è in controparte. Si veda:
https://collections.vam.ac.uk/item/O114090/print-le-pautre-jean/?carousel-image=2012FK6726 (terza foto della serie)
Jean Le Pautre (Paris 1618 - 1682) attributed
Monumental Garden Vase
Oil on panel
71 × 71 cm
Although the painting cannot be attributed with certainty to the hand of Jean Le Pautre, its close relationship with the print preserved in the Victoria and Albert Museum, London, is unmistakable. Equally evident is that the composition derives directly from the original drawing rather than from the print itself, which, as expected, is in reverse. You should see:
https://collections.vam.ac.uk/item/O114090/print-le-pautre-jean/?carousel-image=2012FK6726 (third image in the series) -
Lot 35 Joseph Cooper, Joseph Teal Cooper (Burford 1682 - Lambeth 1743) attribuito
Natura morta con frutta e scimmia
Olio su tela
55,5 x 74 cm
Pittore di nature morte inglese, nacque l'11 aprile 1682 a Burford, Oxfordshire e morì a Lambeth nel 1743. Operò principalmente a King's Lynn. George Vertue nei suoi quaderni sull'arte britannica lo definì "molto abile nei frutti e nei fiori dipinti". Molto probabilmente fu lo stesso artista citato come""J.Teal Cooper" in altre fonti storiche.
Joseph Cooper, Joseph Teal Cooper (Burford 1682 - Lambeth 1743) attributed
Still Life with Fruit and a Monkey
Oil on canvas
55,5 x 74 cm -
Lot 36 Pedro de Orrente (Murcia 1580 - Valencia 1645) attribuito
Tobia e Sara condotti a Ninive dall' Arcangelo Raffaele (Azaria)
Olio su tela
47,5 x 56 cm
Si formò a Toledo, a contatto con le opere di El Greco; secondo quanto riporta Antonio Palomino, Pedro Orrente compì un viaggio di formazione a Madrid. Il suo stile deriva dai maestri italiani suoi contemporanei, soprattutto dai Bassano, ma anche dal Grechetto e dai Carracci gli furono d’ispirazione, sebbene pare non fosse mai stato in Italia, ergo in contatto diretto con le loro opere. Inoltre, il contatto con i pittori Jusepe de Ribera e Francisco Ribalta gli permise di approfondire la lezione di Caravaggio, di cui fu uno dei divulgatori in Spagna. Pittore di successo operò quasi stabilmente a Valencia; nella sua bottega si formarono Esteban March e Pablo Pontons.
Pedro de Orrente (Murcia 1580 - Valencia 1645) attributed
Tobias and Sarah Led to Nineveh by the Archangel Raphael (Azariah)
Oil on canvas
47,5 x 56 cm -
Lot 37 Paris Bordon (Treviso 1500 - Venezia 1571)
Ecce Homo
Olio su tela
96 x 103,5 cm
L'opera è corredata da uno studio del professor Rodolfo Pallucchini, datato 18.7.1970, disponibile vie email
L'opera è corredata da uno studio del dottor Filippo Pedrocco, datato 22.12.2004, disponibile vie email
Provenienza:
Sir George Lindsay Holford a Dorchester House di Londra
Asta Christie's, Collezioni di Sir George Lindsay Holford, Londra 15 luglio 1927, come Paris Bordon, lotto 21
Erik Ljunberg, Console Generale, Stoccolma
Asta dei beni di Erik Ljunberg, Stoccolma 26 settembre 1956
Gosta Edstrom, Vaxjo, Svezia
Collezione privata
Asta Sotheby's Londra 11 dicembre 2003 e 22 aprile 2004, come attribuito a Paris Bordon
Collezione privata
Paris Bordon nacque a Treviso, ma da adolescente si trasferì a Venezia ed entrò nella bottega di Tiziano. Pittore dotato di estrema grazia e delicatezza, ottenne un buon riscontro pur conducendo una vita appartata. Eseguì diverse opere da cavalletto per importanti commissioni private ed ecclesiastiche, nonché affreschi a Venezia, Treviso, Vicenza e nel bellunese, che in parte vennero distrutti in seguito ai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Nel 1538 venne invitato in Francia da Francesco I, dove dipinse numerosi ritratti. Le sue opere sono conservate al Louvre di Parigi, Pinacoteca Vaticana, Philadelphia Museum of Art, Kunsthistorisches Museum e in molti altri musei.
Paris Bordon (Treviso 1500 - Venice 1571)
Ecce Homo
Oil on canvas
96 x 103,5 cm
The work is accompanied by a study by Professor Rodolfo Pallucchini, dated 18 July 1970, available via email
The work is accompanied by a study by Dr Filippo Pedrocco, dated 22 December 2004, available via email
Provenance:
Sir George Lindsay Holford at Dorchester House, London
Christie’s auction, The Collections of Sir George Lindsay Holford, London, 15 July 1927, attributed to Paris Bordon, lot 21
Erik Ljunberg, Consul General, Stockholm
Auction of Erik Ljunberg’s estate, Stockholm, 26 September 1956
Gosta Edstrom, Vaxjo, Sweden
Private collection
Sotheby’s auction, London, 11 December 2003 and 22 April 2004, attributed to Paris Bordon
Private collection -
Lot 38 Francesco Celebrano (Napoli 1729 - 1814) attribuito
Coppia di scene dalla favola del mugnaio
Olio e oro su tavola
57 x 53 cm
Celebrano si formò con Francesco Solimena e nel proseguo della sua carriera fu attento ai modi di Giuseppe Bonito e Francesco De Mura. I suoi migliori lavori, databili dopo il 1769, risentono dell’influenza di Carlo Maratta e Corrado Giaquinto. La sua pittura aggraziata, priva di tensioni e tendente all’elegante piacevolezza, fu una delle interpretazioni più raffinate del Rococò partenopeo. Oltre alla pittura fu scultore e modellatore di figurine presepiali.
Francesco Celebrano (Naples 1729 - 1814) attributed
Pair of Scenes from The Miller’s Fable
Oil and gold on panel
57 x 53 cm -
Lot 39 Annibale Carracci (Bologna 1560 - Roma 1609) bottega di
Ritratto virile
Olio su tela
41,5 x 32,5 cm
Il dipinto denota una stretta aderenza ai modelli di Annibale Carracci. In esso si intravedono tutte le peculiarità tecniche che caratterizzano la sua ritrattistica: presa ravvicinata del soggetto, l'assenza di elementi ambientali, materia pittorica compendiaria nell'esecuzione del colletto e al contempo curata nell'espressione del volto, schiarito e riscaldato da una calibrata luce aurea.
Annibale Carracci (Bologna 1560 - Rome 1609) workshop of
Portrait of a Man
Oil on canvas
41,5 x 32,5 cm
The painting displays a close adherence to the style of Annibale Carracci. It reveals the defining technical features of his portraiture: the close-cropped depiction of the sitter, the absence of any environmental setting, a succinct handling of the paint in the execution of the collar, and, at the same time, a carefully rendered facial expression, enlivened and warmed by a finely balanced golden light. -
Lot 40 Agostino Tassi (Ponzano Romano 1580 - 1644)
Adorazione dei Magi con eleganti personaggi
Olio su rame
50 x 71,5 cm
In giovane età fu a Firenze al servizio del Granduca Cosimo II, visse e operò anche a Livorno, ma del suo soggiorno toscano non rimane traccia alcuna. Nel 1610 fece ritorno a Roma e qualche anno dopo, tra mille vicissitudini private, realizzò degli affreschi al Quirinale in collaborazione con Orazio Gentileschi, oggi perduti. Dopo un periodo in esilio fuori da Roma, tornò in città e a lavorare nuovamente al Quirinale, questa volta assieme a Spadarino e Saraceni. Riuscì a crearsi un'interessante carriera quale paesaggista, durante la quale riuscì a annodare la lezione del Paesaggio Ideale di Annibale Caracci con gli esempi di Paul Brill, conosciuto durante i lavori a Palazzo Pallavicini. Seguirono molti altri lavori in prestigiosi palazzi della Roma nobiliare, sempre in collaborazione con altri artisti tra cui Francesco Lauri e Gottfried Wals. Quale prospettico dipinse finte architetture in Palazzo Patrizi e Palazzo Lancellotti destinate ad ospitare gli interventi di Domenichino e Guercino. Tra i suoi vari allievi spicca il nome di Claude Lorrain.
Agostino Tassi (Ponzano Romano 1580 - 1644)
Adoration of the Magi with Elegantly Dressed Figures
Oil on copper
50 × 71,5 cm -
Lot 41 Francesco Stringa (Modena 1635 - 1709)
Ritrovamento della coppa nel sacco di Beniamino
Olio su tela
66 x 113 cm
Si ringrazia il professore Michele Danieli per aver studiato l'opera e fornito l'attribuzione
Creduto allievo di Ludovico Lana, cosa impossibile per i dati anagrafici dei due, Francesco Stringa si formò con Boulanger durante gli ultimi anni del maestro francese al Palazzo ducale di Sassuolo, probabilmente in compagnia di Sigismondo Caula, Cittadini e Mitelli. Successivamente, frequentò la corte estense e i pittori ivi presenti, Flaminio Torri e Benedetto Gennari, aggiungendo alla sua prima formazione nozioni derivate dal Correggio e Guercino. Importante fu la presenza di Stringa a Venezia, dove acquisì citazioni manieriste, soprattutto da Tintoretto, e da artisti contemporanei come Antonio Zanchi.
Francesco Stringa (Modena 1635 - 1709)
The Finding of the Cup in Benjamin’s Sack
Oil on canvas
66 x 113 cm
We are grateful to Professor Michele Danieli for having studied the work and provided the attribution -
Lot 42 Gaspare Lopez, Gasparo dei Fiori (Napoli 1650 - Firenze o Venezia 1740)
Vaso e corona di fiori in un giardino
Olio su tela
72 x 96,5 cm
Gaspare fu allievo di Andrea Belvedere e probabilmente anche di Jean-Baptiste Dubuisson. Operò, con grande successo, in tutta Italia tra Napoli, Roma, Venezia e soprattutto Firenze, dove fu Pittore di Corte del granduca di Toscana, Gian Gastone de’ Medici. La sua espressione leggiadra e decorativa risente dello stile brillante di Abraham Bruegel e Michele di Campidoglio, nonché dell'eleganza compositiva dei tedeschi Karel van Vogelaer, detto Carlo dei Fiori, e Franz Werner von Tamm, che probabilmente ebbe modo di ammirare a Roma. Le sue opere sono conservate nei più prestigiosi musei del mondo, tra cui gli Uffizi di Firenze, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la National Gallery of Scotland e la Reggia di Caserta.
Gaspare Lopez, also called Gasparo dei Fiori (Naples 1650 - Florence or Venice 1740)
Vase and Floral Garland in a Garden
Oil on canvas
72 × 96,5 cm -
Lot 43 Giuseppe Simonelli (Napoli 1650 - 1710) attribuito
Gesù al Tempio tra i dottori
Olio su tela
76,5 x 59,5 cm
Tra i migliori allievi e aiuti di Giordano, Simonelli fu consacrato pubblicamente dal maestro intorno al 1690, quando, partendo per la Spagna, lasciò al discepolo il compito di finire alcuni importanti cantieri, tra cui la cupola di Donnaromita. Restò sempre fedele allo stile giordanesco prediligendo seguire la maniera più scura e rifacendosi spesso ai disegni del maestro. Non è ancora certo se Giuseppe seguì Giordano in Francia, mentre è assodato che la sua pittura è ben presente in terra iberica, con opere firmate e talvolta, in passato, confuse per autentiche di Luca Giordano.
Giuseppe Simonelli (Naples 1650 - 1710) attributed
Christ among the Doctors in the Temple
Oil on canvas
76,5 × 59,5 cm -
Lot 44 Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 - Firenze 1659) attribuito
Miracolo della mula
Olio su tavola
35,5 x 64,5 cm
L'opera è uno studio preparatorio, nella parte sinistra ricorda la grande tela conservata presso la chiesa di San Francesco a Pescia
Giovanni Martinelli partì per Firenze in giovane età, dove studiò disegno e pittura nella bottega di Jacopo Ligozzi. A ventidue anni ricevette un importante incarico da parte del commendatore dell'Ordine di Malta Fra' Francesco dell'Antella, già committente del Caravaggio. Invischiato in problematiche legali riferite al suo maestro Ligozzi, pur essendo un pittore di talento, fu inviso alla nobiltà fiorentina, pertanto isolato. Per questo, fu costretto a cercare committenti nei territori granducali. Intorno agli anni '20, a Roma, si avvicinò ai modi dei Caravaggeschi, anche se molto probabilmente questa virata stilistica, più che al soggiorno all’Urbe, fu dovuta allo studio di alcuni esempi toscani come Cigoli, Tarchiani e Fontebuoni. Nella sua produzione tarda, alternò composizioni elementari ad altre estremamente complesse, toccando soluzioni care a Cecco Bravo e Livio Mehus.
Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 - Florence 1659) attributed to
The Miracle of the Mule
Oil on panel
35,5 x 64,5 cm
The work is a preparatory study, and recalls, in the left-hand section, the large canvas preserved in the Church of San Francesco in Pescia -
Lot 45 Ciro Ferri (Roma 1634 - 1689)
Sacra Famiglia nella bottega di Giuseppe
Olio su tela
99 x 118,5 cm
L'opera è pubblicata in G. Sestieri, Michele Rocca e la pittura Rococò a Roma, Tav. LXXIV a pag. 108
Fin da giovane Ciro iniziò a lavorare sotto la guida di Pietro Berrettini, noto come Pietro da Cortona, nella realizzazione degli affreschi del Quirinale. In seguito, seguì il maestro toscano per la realizzazione della serie di decorazioni di Palazzo Pitti, a Firenze. Nella bottega del Cortona ebbe un posto di rilievo e operò di concerto ad altri artisti, come G. F. Romanelli, G. Gemignani, L. Baldi, G. Courtois (il Borgognone) e P. Testa, anche se fu lui ad assumere le caratteristiche estetiche prossime al Berrettini e di conseguenza ereditare i lavori dopo la morte del maestro. Ebbe un posto di rilievo nella Roma del suo tempo affrescando cicli importanti, dal 1670 iniziò la decorazione della cupola della Chiesa di S. Agnese in Agone che, a causa della sua morte, fu portata a termine da Sebastiano Corbellini.
Ciro Ferri (Rome 1634 - 1689)
The Holy Family in Joseph’s Workshop
Oil on canvas
99 × 118,5 cm
The work is published in G. Sestieri, Michele Rocca e la pittura rococò a Roma, pl. LXXIV, p. 108 -
Lot 46 Abraham Bloemaert (Gorinchem 1564 - Utrecht 1651) cerchia di
Resurrezione di Lazzaro
Olio su rame
78 x 101 cm
L'opera riprende il dipinto conservato al Museo di Amsterdam
Ricevette i primi rudimenti in famiglia dal padre Cornelis, architetto e scultore. Dopo fu ad Anversa, dove entrò nella scuola di Gerrit Splinter e di Joos de Beer. Nel 1580 si trasferì a Parigi dove ebbe modo di conoscere Hieronymus Francken I. Rientrato in patria, ebbe facile successo grazie alla sua formazione eterogena e alla sua capacità di esprimerla intrecciando elementi manieristi con linearità accademica ed elementi di caravaggismo. Ebbe una scuola importante da dove uscirono: Gerard van Honthorst, Ferdinand Bol e Jacob Gerritsz Cuyp.
Abraham Bloemaert (Gorinchem 1564 - Utrecht 1651) circle of
The Raising of Lazarus
Oil on copper
78 x 101 cm
The work reproduces the painting housed in the Amsterdam Museum -
Lot 47 Alessandro Turchi, l'Orbetto (Verona 1578 - Roma 1649) bottega di
Cristo e due angeli
Olio su rame
31 x 20 cm
Inizialmente si formò con Felice Brusasorci, del quale, assieme a Pasquale Ottino, terminò la Caduta della manna della chiesa di San Giorgio a Verona, vista l'improvvisa morte del maestro. Successivamente, molto probabilmente, fu a Venezia quale allievo di Carletto Caliari, promettente artista figlio del Veronese. Nei primi anni del Seicento, in compagnia di Ottino e Marcantonio Bassetti, fu a Roma dove si accostò a Carlo Saraceni. Qui studiò i grandi maestri del Rinascimento e della Maniera da Raffaello a Michelangelo, sino al Correggio e ai Carracci. All'urbe ebbe buona fortuna: dipinse, tra gli altri, con Carlo Saraceni e Giovanni Lanfranco al Quirinale. La sua pittura, declinata alla dolcezza e alla sensualità, accolse l'eccezione riformata di Caravaggio, accomodata con suggestioni classiciste di Annibale Carracci e Guido Reni. Scrisse di lui Roberto Longhi: "sembra imparentarsi coi sensualisti più noti del secolo: toscani come il Bilivert o il Furini, romagnoli come il Cagnacci, veneziani come il Forabosco".
Alessandro Turchi, l'Orbetto (Verona 1578 - Rome 1649) workshop of
Christ and two Angels
Oil on copper
31 x 20 cm -
Lot 48 Giacomo Bolognini (Bologna 1664 - 1734) attribuito
Assunzione di una santa martire in cielo o Assunzione di Santa Maria Maddalena
Olio su tela ovale
71,5 x 91 cm
Fu allievo dello zio Giovanni Battista, pittore legato alla scuola di Guido Reni. Inoltre, Giacomo prese spunto da Domenico Maria Canuti. Dopo i lavori eseguiti a Imola per commissione del conte di Novellara, operò per la nobiltà bolognese e in cantieri di decorazione a Piacenza e Cesena. Inoltre, grazie all'espandersi della sua fama inviò opere a Mantova, Venezia, Cadice e Praga.
Giacomo Bolognini (Bologna 1664 - 1734) attributed
The Assumption of a Holy Martyr into Heaven
Oil on oval canvas
71,5 x 91 cm