DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE

Presale DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE

Thursday 24 September 2026 hours 14:00 (UTC +01:00)
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  • Giulio Tonducci (documentato in Romagna dal 1531 al 1582)
    Lot 25

    Giulio Tonducci (documentato in Romagna dal 1531 al 1582)

    Cristo in gloria con Sant'Antonio Abate, San Sebastiano, San Rocco, Sant'Antonio da Padova, San Biagio e San Girolamo

    Olio su tavola

    263 x 189 cm

    Si ringrazia il professor Michele Danieli per aver studiato l'opera, fornito l'attribuzione e la scheda di catalogo



    La figura di Giulio Tonducci ha contorni ancora sfumati, a causa della scarsità di notizie sul suo conto, e della incertezza sulla reale consistenza del suo catalogo. Sappiamo che nel 1540-1543 affrescava la volta della basilica di San Vitale a Ravenna insieme a Jacopo Bertucci, divulgatore a Faenza delle idee di Dosso Dossi. Sul suo linguaggio ebbe poi grande influenza il tardo classicismo di ispirazione raffaellesca, attraverso il contatto con Innocenzo da Imola e Luca Longhi. Nel 1557, con la Madonna e santi della Biblioteca di Lugo, il suo linguaggio appare pienamente formato, e aperto anche a influenze manieriste, sempre più evidenti nelle sue prove successive.

    La tavola qui presentata, già riferita a Francesco Zaganelli in virtù dell'iscrizione apocrifa, è stata rapidamente riferita a Tonducci da Angelo Mazza (1993), e poi illustrata da Anna Tambini (1994), che successivamente (2023) ne propone una datazione intorno al 1550, successiva agli affreschi di Ravenna, rimarcando ricordi dosseschi nel paesaggio, ma al contempo debiti con Luca Longhi.

    Attivo in un ambiente forse periferico ma estremamente vitale, al centro di rotte politiche e stilistiche in continuo movimento, Tonducci è artista molto raro: questa opera si colloca nel momento migliore della sua produzione, e contribuirà a una sua migliore definizione critica.


    Giulio Tonducci (documented in Romagna from 1531 to 1582)

    Christ in Glory with Saint Anthony the Abbot, Saint Sebastian, Saint Roch, Saint Anthony of Padua, Saint Blaise and Saint Jerome

    Oil on panel

    263 x 189 cm

    We would like to thank Professor Michele Danieli for studying the work, providing the attribution and the catalogue entry

    The painting presented here, previously attributed to Francesco Zaganelli based on the apocryphal inscription, was promptly attributed to Tonducci by Angelo Mazza (1993), and subsequently discussed by Anna Tambini (1994), who later (2023) proposed a date around 1550, postdating the Ravenna frescoes. She also noted echoes of Dosso in the landscape, while at the same time highlighting the influence of Luca Longhi. Active in an environment that may have been peripheral yet was remarkably vibrant, at the crossroads of constantly shifting political and stylistic routes, Tonducci is a particularly rare artist. The present work belongs to the finest period of his production and will contribute to a more precise critical definition of his oeuvre.

  • Gaspard Dughet, Gaspard Poussin (Roma 1615 - 1675)
    Lot 26

    Gaspard Dughet, Gaspard Poussin (Roma 1615 - 1675)

    Paesaggio con figure e cascata

    Olio su tela

    143,5 x 219,5 cm

    L'opera conservata per secoli nella medesima dimora signorile, non ha ricevuto le cure dovute e oggi si presenta con una coltre di sporcizia e vernice ossidata che ne compromette la godibilità. Allo stesso tempo, ad un esame ravvicinato si intravedono tutte le sue qualità e peculiarità

    L'impostazione scenica, il piccolo borgo sullo sfondo, i personaggi e il cielo lasciano pochi dubbi circa la paternità dell'opera che, a nostro modesto avviso, va assegnata a Gaspard Dughet, contribuendo ad aggiungere un nuovo tassello del suo catalogo.



    Nato a Roma da padre francese e madre italiana, Gaspard Dughet fu uno tra i più importanti pittori italiani del Seicento. La sua formazione fu merito di Nicolas Poussin, suo cognato, che subito si accorse del suo talento. Giunto alla maturità artistica, l'artista era solito perdersi per la campagna romana per cogliere spunti paesaggistici, senza mai essere coinvolto dal fascino delle rovine ivi disseminate. La sua pittura si spiega attraverso l’amore per la natura, il paesaggio laziale e la dimensione favolistica e poetica d’ispirazione arcadica, donata alle sue opere. Influenzò un'intera generazione di paesaggisti; egli, infatti, può essere considerato il nume tutelare di Jan Frans van Bloemen, Andrea Locatelli, Crescenzio Onofri, Johannes Glauber, Albert Meyering e Marco Ricci, facendo giungere la sua influenza sino al Settecento.


    Gaspard Dughet, called Gaspard Poussin (Rome 1615 - 1675)

    Landscape with Figures and a Waterfall

    Oil on canvas

    143,5 x 219,5 cm

    Preserved for centuries in the same aristocratic residence, the painting has not received the care it deserved and today is obscured by a heavy layer of surface dirt and oxidised varnish, which significantly diminishes its visual appreciation. Nevertheless, close examination reveals its remarkable quality and distinctive characteristics.

    The overall composition, the small village in the background, the staffage figures, and the treatment of the sky leave, in our opinion, little doubt as to the authorship of the work, which we believe should be attributed to Gaspard Dughet, thereby adding a further work to his catalogue.

  • Girolamo Donnini (Correggio 1681 - Bologna 1743)
    Lot 27

    Girolamo Donnini (Correggio 1681 - Bologna 1743)

    Madonna con Gesù benedicente con San Benedetto e San Giacomo

    Olio su tela

    255 x 174 cm

    L'opera si avvale della conferma orale dell'attribuzione del professore Daniele Benati

    L'opera si avvale della conferma orale dell'attribuzione del professore Michele Danieli



    La sua formazione si deve a Francesco Stringa e Gioseffo Del Sole e infine presso Carlo Cignani di cui, assieme a Marcantonio Franceschini, Donini fu tra i più bravi allievi di Carlo Cignani. Artista tanto apprezzato quanto girovago, fu attivo a: Bergamo, Faenza, Tivoli, Reggio Emilia e Reggiano, nelle Marche e a Bologna.


    Girolamo Donnini (Correggio 1681 - Bologna 1743)

    Madonna and the Blessing Christ with Saint Benedict and Saint James

    Oil on canvas

    255 x 174 cm

    The attribution of this work has been verbally confirmed by Professor Daniele Benati

    The attribution of this work has been verbally confirmed by Professor Michele Danieli

  • Scuola italiana del XVIII secolo, da Correggio
    Lot 28

    Scuola italiana del XVIII secolo, da Correggio

    Danae

    Olio su tela

    112 x 147 cm

    L'opera riprende il dipinto conservato presso la Galleria Borghese di Roma


    Italian school of the 18th century, after Correggio

    Danae

    Oil on canvas

    112 × 147 cm

    The work is based on the painting housed at the Galleria Borghese in Rome

  • Antonio Zanchi (Este 1631 - Venezia 1722)
    Lot 29

    Antonio Zanchi (Este 1631 - Venezia 1722)

    Allegoria della Fama

    Olio su tela

    95 x 77 cm



    Nato ad Este, Antonio Zanchi si formò con Matteo Ponzone e, probabilmente, con Francesco Ruschi. Le sue opere si contraddistinguono per uno spiccato naturalismo patetico e un forte chiaroscuro, caratteristiche che lo fecero emergere tra la corrente dei cosiddetti tenebrosi. I suoi riferimenti pittorici furono i "foresti" e Giovan Battista Langetti in primis, al quale aggiunse il brio e l’esuberanza compositiva di Luca Giordano e Tintoretto. Con l’avvento del Settecento schiarì la sua paletta cromatica, smorzando il naturalismo e andando incontro alla compostezza ed eleganza roccocò. In questi stessi anni tornò ad Este, operando per un ventennio nel territorio padovano.


    Antonio Zanchi (Este 1631 - Venice 1722)

    Allegory of the Fame

    Oil on canvas

    95 x 77 cm

  • Scuola genovese del XVII secolo
    Lot 30

    Scuola genovese del XVII secolo

    Ritrovamento di Mosè

    Olio su tela

    96 x 135 cm

    Questo soggetto ebbe una discreta fortuna, anche se non conosciamo ancora l'autore del prototipo originale. Le varie versioni conosciute hanno avuto attribuzioni diverse, comunque entro il perimetro del Seicento genovese: Giovanni Lorenzo Bertolotto, Giovanni Paolo Cervetto e Gioacchino Assereto


    Genoese school of the 17th century

    The Finding of Moses

    Oil on canvas

    96 × 135 cm

    This subject enjoyed considerable popularity, although the author of the original prototype remains unknown. The various known versions have received different attributions, all nevertheless within the context of Genoese 17th-century painting: Giovanni Lorenzo Bertolotto, Giovanni Paolo Cervetto and Gioacchino Assereto

  • Guido Reni (Bologna 1575 - 1642) bottega/allievo di
    Lot 31

    Guido Reni (Bologna 1575 - 1642) bottega/allievo di

    Gesù Bambino con i simboli della Passione

    Olio su tela

    55 x 75,5 cm

    Il soggetto, conosciuto grazie a più versioni, è riferito a Guido Reni e inciso da Le Villain. Esistono diverse varianti del soggetto tutte collegate ad un prototipo reniano non pervenuto a noi



    Guido Reni si formò all’Accademia degli Incamminati fondata dai tre cugini Carracci. Iniziò la sua attività a Bologna, spostandosi successivamente a Roma. Qui la sua pittura classicista, astratta e sospesa in una dimensione metafisica nella ricerca del bello ideale, incontrò molto successo, tanto da ottenere importanti commissioni sia ecclesiastiche sia da parte delle più importanti famiglie aristocratiche. Visto il carico di lavoro, fu a capo di una nutrita schiera di aiuti e allievi, tra i quali ricordiamo Guido Cagnacci, Simone Cantarini, Pier Francesco Cittadini, Michele Desubleo, Francesco Gessi, Giovanni Andrea e Elisabetta Sirani, Flaminio Torri.


    Guido Reni (Bologna 1575 - 1642) workshop/follower of

    The Christ Child with the Symbols of the Passion

    Oil on canvas

    55 × 75,5 cm

    The subject, known through several versions, is attributed to Guido Reni and was engraved by Le Villain. Several variants of the composition are known, all connected to a lost prototype by Reni

  • Hendrick Van Somer (Lokeren 1607 - Napoli 1656)
    Lot 32

    Hendrick Van Somer (Lokeren 1607 - Napoli 1656)

    San Girolamo

    Olio su tela

    91 x 72 cm

    Provenienza: asta Finarte Roma del 21 febbraio 2008 - Asta Hampel Monaco di Baviera 4 luglio 2008



    Van Somer, italianizzato in Enrico Fiammingo, è da annoverare tra le più significative personalità artistiche presenti a Napoli nel corso del Seicento. Giunto nel 1624, lo ritroviamo nella bottega del Ribera al quale si rifà sovente nei modelli grafici. Inoltre nella modulazione della luce e nell'organizzazione dei chiaroscuri si evidenzia la sua attenzione verso Caravaggio. Nei decenni successivi Van Somer medita sul panorama pittorico che lo circonda ammorbidendo le tensioni tenebrose e naturalistiche prestandosi a una pittura di tipo neo-veneta basata sulla forza espressiva del colore.


    Hendrick Van Somer (Lokeren 1607 - Naples 1656)

    Saint Jerome

    Oil on canvas

    91 x 72 cm

    Provenance: Finarte auction, Rome, 21 February 2008 - Hampel auction, Munich, 4 July 2008

  • Gian Domenico Cerrini, il Cavalier Perugino (Perugia 1609 - Roma 1681)
    Lot 33

    Gian Domenico Cerrini, il Cavalier Perugino (Perugia 1609 - Roma 1681)

    Madonna orante

    Olio su tela

    78 x 64 cm

    Si ringrazia il professore Massimo Pulini per aver fornito l'attribuzione

    L’opera è conservata in un’importante cornice coeva



    Cerrini si formò nella bottega romana di Guido Reni, ampliando le sue conoscenze studiando la pittura di Giovanni Lanfranco, Guercino, Andrea Sacchi e frequentando la bottega di Domenichino assieme al Sassoferrato. Aiutato dal cardinale Bernardino Spada, operò per le più importanti famiglie nobili romane: Barberini, Chigi, Colonna, Pallavicini e Omodei. Criticato per le sue opere nelle chiese di Roma, si trasferì nello stesso anno a Firenze, presso la corte dei Medici. Tornò a Roma e modificò la sua arte pittorica, mettendo in subordine il suo stile morbido e armonioso per soluzioni barocche, adottando movimenti plastici, panneggi agitati e colori più vivaci nelle sue creazioni.


    Gian Domenico Cerrini, called Il Cavalier Perugino (Perugia 1609 - Rome 1681)

    The Praying Madonna

    Oil on canvas

    78 x 64 cm

    We are grateful to Professor Massimo Pulini for providing the attribution

    The work is preserved in an important period frame

  • Jean Le Pautre (Parigi 1618 - 1682) attribuito
    Lot 34

    Jean Le Pautre (Parigi 1618 - 1682) attribuito

    Monumentale vaso da giardino

    Olio su tavola

    71 x 71 cm

    Pur non potendo attribuire con certezza il dipinto alla mano di Le Pautre, l’attinenza con l’incisione, conservata al Victoria & Albert Museum di Londra, è evidente, tanto quanto è evidente che l’ispirazione nasce dal disegno, non dalla stampa che ovviamente è in controparte. Si veda:

    https://collections.vam.ac.uk/item/O114090/print-le-pautre-jean/?carousel-image=2012FK6726 (terza foto della serie)


    Jean Le Pautre (Paris 1618 - 1682) attributed

    Monumental Garden Vase

    Oil on panel

    71 × 71 cm

    Although the painting cannot be attributed with certainty to the hand of Jean Le Pautre, its close relationship with the print preserved in the Victoria and Albert Museum, London, is unmistakable. Equally evident is that the composition derives directly from the original drawing rather than from the print itself, which, as expected, is in reverse. You should see:

    https://collections.vam.ac.uk/item/O114090/print-le-pautre-jean/?carousel-image=2012FK6726 (third image in the series)

  • Joseph Cooper, Joseph Teal Cooper (Burford 1682 -  Lambeth 1743) attribuito
    Lot 35

    Joseph Cooper, Joseph Teal Cooper (Burford 1682 - Lambeth 1743) attribuito

    Natura morta con frutta e scimmia

    Olio su tela

    55,5 x 74 cm



    Pittore di nature morte inglese, nacque l'11 aprile 1682 a Burford, Oxfordshire e morì a Lambeth nel 1743. Operò principalmente a King's Lynn. George Vertue nei suoi quaderni sull'arte britannica lo definì "molto abile nei frutti e nei fiori dipinti". Molto probabilmente fu lo stesso artista citato come""J.Teal Cooper" in altre fonti storiche.


    Joseph Cooper, Joseph Teal Cooper (Burford 1682 - Lambeth 1743) attributed

    Still Life with Fruit and a Monkey

    Oil on canvas

    55,5 x 74 cm

  • Pedro de Orrente (Murcia 1580 - Valencia 1645) attribuito
    Lot 36

    Pedro de Orrente (Murcia 1580 - Valencia 1645) attribuito

    Tobia e Sara condotti a Ninive dall' Arcangelo Raffaele (Azaria)

    Olio su tela

    47,5 x 56 cm



    Si formò a Toledo, a contatto con le opere di El Greco; secondo quanto riporta Antonio Palomino, Pedro Orrente compì un viaggio di formazione a Madrid. Il suo stile deriva dai maestri italiani suoi contemporanei, soprattutto dai Bassano, ma anche dal Grechetto e dai Carracci gli furono d’ispirazione, sebbene pare non fosse mai stato in Italia, ergo in contatto diretto con le loro opere. Inoltre, il contatto con i pittori Jusepe de Ribera e Francisco Ribalta gli permise di approfondire la lezione di Caravaggio, di cui fu uno dei divulgatori in Spagna. Pittore di successo operò quasi stabilmente a Valencia; nella sua bottega si formarono Esteban March e Pablo Pontons.


    Pedro de Orrente (Murcia 1580 - Valencia 1645) attributed

    Tobias and Sarah Led to Nineveh by the Archangel Raphael (Azariah)

    Oil on canvas

    47,5 x 56 cm

  • Paris Bordon (Treviso 1500 - Venezia 1571)
    Lot 37

    Paris Bordon (Treviso 1500 - Venezia 1571)

    Ecce Homo

    Olio su tela

    96 x 103,5 cm

    L'opera è corredata da uno studio del professor Rodolfo Pallucchini, datato 18.7.1970, disponibile vie email

    L'opera è corredata da uno studio del dottor Filippo Pedrocco, datato 22.12.2004, disponibile vie email

    Provenienza:

    Sir George Lindsay Holford a Dorchester House di Londra

    Asta Christie's, Collezioni di Sir George Lindsay Holford, Londra 15 luglio 1927, come Paris Bordon, lotto 21

    Erik Ljunberg, Console Generale, Stoccolma

    Asta dei beni di Erik Ljunberg, Stoccolma 26 settembre 1956

    Gosta Edstrom, Vaxjo, Svezia

    Collezione privata

    Asta Sotheby's Londra 11 dicembre 2003 e 22 aprile 2004, come attribuito a Paris Bordon

    Collezione privata



    Paris Bordon nacque a Treviso, ma da adolescente si trasferì a Venezia ed entrò nella bottega di Tiziano. Pittore dotato di estrema grazia e delicatezza, ottenne un buon riscontro pur conducendo una vita appartata. Eseguì diverse opere da cavalletto per importanti commissioni private ed ecclesiastiche, nonché affreschi a Venezia, Treviso, Vicenza e nel bellunese, che in parte vennero distrutti in seguito ai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Nel 1538 venne invitato in Francia da Francesco I, dove dipinse numerosi ritratti. Le sue opere sono conservate al Louvre di Parigi, Pinacoteca Vaticana, Philadelphia Museum of Art, Kunsthistorisches Museum e in molti altri musei.


    Paris Bordon (Treviso 1500 - Venice 1571)

    Ecce Homo

    Oil on canvas

    96 x 103,5 cm

    The work is accompanied by a study by Professor Rodolfo Pallucchini, dated 18 July 1970, available via email

    The work is accompanied by a study by Dr Filippo Pedrocco, dated 22 December 2004, available via email

    Provenance:

    Sir George Lindsay Holford at Dorchester House, London

    Christie’s auction, The Collections of Sir George Lindsay Holford, London, 15 July 1927, attributed to Paris Bordon, lot 21

    Erik Ljunberg, Consul General, Stockholm

    Auction of Erik Ljunberg’s estate, Stockholm, 26 September 1956

    Gosta Edstrom, Vaxjo, Sweden

    Private collection

    Sotheby’s auction, London, 11 December 2003 and 22 April 2004, attributed to Paris Bordon

    Private collection

  • Francesco Celebrano (Napoli 1729 - 1814) attribuito
    Lot 38

    Francesco Celebrano (Napoli 1729 - 1814) attribuito

    Coppia di scene dalla favola del mugnaio

    Olio e oro su tavola

    57 x 53 cm



    Celebrano si formò con Francesco Solimena e nel proseguo della sua carriera fu attento ai modi di Giuseppe Bonito e Francesco De Mura. I suoi migliori lavori, databili dopo il 1769, risentono dell’influenza di Carlo Maratta e Corrado Giaquinto. La sua pittura aggraziata, priva di tensioni e tendente all’elegante piacevolezza, fu una delle interpretazioni più raffinate del Rococò partenopeo. Oltre alla pittura fu scultore e modellatore di figurine presepiali.


    Francesco Celebrano (Naples 1729 - 1814) attributed

    Pair of Scenes from The Miller’s Fable

    Oil and gold on panel

    57 x 53 cm

  • Annibale Carracci (Bologna 1560 - Roma 1609) bottega di
    Lot 39

    Annibale Carracci (Bologna 1560 - Roma 1609) bottega di

    Ritratto virile

    Olio su tela

    41,5 x 32,5 cm

    Il dipinto denota una stretta aderenza ai modelli di Annibale Carracci. In esso si intravedono tutte le peculiarità tecniche che caratterizzano la sua ritrattistica: presa ravvicinata del soggetto, l'assenza di elementi ambientali, materia pittorica compendiaria nell'esecuzione del colletto e al contempo curata nell'espressione del volto, schiarito e riscaldato da una calibrata luce aurea.


    Annibale Carracci (Bologna 1560 - Rome 1609) workshop of

    Portrait of a Man

    Oil on canvas

    41,5 x 32,5 cm

    The painting displays a close adherence to the style of Annibale Carracci. It reveals the defining technical features of his portraiture: the close-cropped depiction of the sitter, the absence of any environmental setting, a succinct handling of the paint in the execution of the collar, and, at the same time, a carefully rendered facial expression, enlivened and warmed by a finely balanced golden light.

  • Agostino Tassi (Ponzano Romano 1580 - 1644)
    Lot 40

    Agostino Tassi (Ponzano Romano 1580 - 1644)

    Adorazione dei Magi con eleganti personaggi

    Olio su rame

    50 x 71,5 cm



    In giovane età fu a Firenze al servizio del Granduca Cosimo II, visse e operò anche a Livorno, ma del suo soggiorno toscano non rimane traccia alcuna. Nel 1610 fece ritorno a Roma e qualche anno dopo, tra mille vicissitudini private, realizzò degli affreschi al Quirinale in collaborazione con Orazio Gentileschi, oggi perduti. Dopo un periodo in esilio fuori da Roma, tornò in città e a lavorare nuovamente al Quirinale, questa volta assieme a Spadarino e Saraceni. Riuscì a crearsi un'interessante carriera quale paesaggista, durante la quale riuscì a annodare la lezione del Paesaggio Ideale di Annibale Caracci con gli esempi di Paul Brill, conosciuto durante i lavori a Palazzo Pallavicini. Seguirono molti altri lavori in prestigiosi palazzi della Roma nobiliare, sempre in collaborazione con altri artisti tra cui Francesco Lauri e Gottfried Wals. Quale prospettico dipinse finte architetture in Palazzo Patrizi e Palazzo Lancellotti destinate ad ospitare gli interventi di Domenichino e Guercino. Tra i suoi vari allievi spicca il nome di Claude Lorrain.


    Agostino Tassi (Ponzano Romano 1580 - 1644)

    Adoration of the Magi with Elegantly Dressed Figures

    Oil on copper

    50 × 71,5 cm

  • Francesco Stringa (Modena 1635 - 1709)
    Lot 41

    Francesco Stringa (Modena 1635 - 1709)

    Ritrovamento della coppa nel sacco di Beniamino

    Olio su tela

    66 x 113 cm

    Si ringrazia il professore Michele Danieli per aver studiato l'opera e fornito l'attribuzione



    Creduto allievo di Ludovico Lana, cosa impossibile per i dati anagrafici dei due, Francesco Stringa si formò con Boulanger durante gli ultimi anni del maestro francese al Palazzo ducale di Sassuolo, probabilmente in compagnia di Sigismondo Caula, Cittadini e Mitelli. Successivamente, frequentò la corte estense e i pittori ivi presenti, Flaminio Torri e Benedetto Gennari, aggiungendo alla sua prima formazione nozioni derivate dal Correggio e Guercino. Importante fu la presenza di Stringa a Venezia, dove acquisì citazioni manieriste, soprattutto da Tintoretto, e da artisti contemporanei come Antonio Zanchi.


    Francesco Stringa (Modena 1635 - 1709)

    The Finding of the Cup in Benjamin’s Sack

    Oil on canvas

    66 x 113 cm

    We are grateful to Professor Michele Danieli for having studied the work and provided the attribution

  • Gaspare Lopez, Gasparo dei Fiori (Napoli 1650 - Firenze o Venezia 1740)
    Lot 42

    Gaspare Lopez, Gasparo dei Fiori (Napoli 1650 - Firenze o Venezia 1740)

    Vaso e corona di fiori in un giardino

    Olio su tela

    72 x 96,5 cm



    Gaspare fu allievo di Andrea Belvedere e probabilmente anche di Jean-Baptiste Dubuisson. Operò, con grande successo, in tutta Italia tra Napoli, Roma, Venezia e soprattutto Firenze, dove fu Pittore di Corte del granduca di Toscana, Gian Gastone de’ Medici. La sua espressione leggiadra e decorativa risente dello stile brillante di Abraham Bruegel e Michele di Campidoglio, nonché dell'eleganza compositiva dei tedeschi Karel van Vogelaer, detto Carlo dei Fiori, e Franz Werner von Tamm, che probabilmente ebbe modo di ammirare a Roma. Le sue opere sono conservate nei più prestigiosi musei del mondo, tra cui gli Uffizi di Firenze, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la National Gallery of Scotland e la Reggia di Caserta.


    Gaspare Lopez, also called Gasparo dei Fiori (Naples 1650 - Florence or Venice 1740)

    Vase and Floral Garland in a Garden

    Oil on canvas

    72 × 96,5 cm

  • Giuseppe Simonelli (Napoli 1650 - 1710) attribuito
    Lot 43

    Giuseppe Simonelli (Napoli 1650 - 1710) attribuito

    Gesù al Tempio tra i dottori

    Olio su tela

    76,5 x 59,5 cm



    Tra i migliori allievi e aiuti di Giordano, Simonelli fu consacrato pubblicamente dal maestro intorno al 1690, quando, partendo per la Spagna, lasciò al discepolo il compito di finire alcuni importanti cantieri, tra cui la cupola di Donnaromita. Restò sempre fedele allo stile giordanesco prediligendo seguire la maniera più scura e rifacendosi spesso ai disegni del maestro. Non è ancora certo se Giuseppe seguì Giordano in Francia, mentre è assodato che la sua pittura è ben presente in terra iberica, con opere firmate e talvolta, in passato, confuse per autentiche di Luca Giordano.


    Giuseppe Simonelli (Naples 1650 - 1710) attributed

    Christ among the Doctors in the Temple

    Oil on canvas

    76,5 × 59,5 cm

  • Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 - Firenze 1659) attribuito
    Lot 44

    Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 - Firenze 1659) attribuito

    Miracolo della mula

    Olio su tavola

    35,5 x 64,5 cm

    L'opera è uno studio preparatorio, nella parte sinistra ricorda la grande tela conservata presso la chiesa di San Francesco a Pescia



    Giovanni Martinelli partì per Firenze in giovane età, dove studiò disegno e pittura nella bottega di Jacopo Ligozzi. A ventidue anni ricevette un importante incarico da parte del commendatore dell'Ordine di Malta Fra' Francesco dell'Antella, già committente del Caravaggio. Invischiato in problematiche legali riferite al suo maestro Ligozzi, pur essendo un pittore di talento, fu inviso alla nobiltà fiorentina, pertanto isolato. Per questo, fu costretto a cercare committenti nei territori granducali. Intorno agli anni '20, a Roma, si avvicinò ai modi dei Caravaggeschi, anche se molto probabilmente questa virata stilistica, più che al soggiorno all’Urbe, fu dovuta allo studio di alcuni esempi toscani come Cigoli, Tarchiani e Fontebuoni. Nella sua produzione tarda, alternò composizioni elementari ad altre estremamente complesse, toccando soluzioni care a Cecco Bravo e Livio Mehus.


    Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 - Florence 1659) attributed to

    The Miracle of the Mule

    Oil on panel

    35,5 x 64,5 cm

    The work is a preparatory study, and recalls, in the left-hand section, the large canvas preserved in the Church of San Francesco in Pescia

  • Ciro Ferri (Roma 1634 - 1689)
    Lot 45

    Ciro Ferri (Roma 1634 - 1689)

    Sacra Famiglia nella bottega di Giuseppe

    Olio su tela

    99 x 118,5 cm

    L'opera è pubblicata in G. Sestieri, Michele Rocca e la pittura Rococò a Roma, Tav. LXXIV a pag. 108



    Fin da giovane Ciro iniziò a lavorare sotto la guida di Pietro Berrettini, noto come Pietro da Cortona, nella realizzazione degli affreschi del Quirinale. In seguito, seguì il maestro toscano per la realizzazione della serie di decorazioni di Palazzo Pitti, a Firenze. Nella bottega del Cortona ebbe un posto di rilievo e operò di concerto ad altri artisti, come G. F. Romanelli, G. Gemignani, L. Baldi, G. Courtois (il Borgognone) e P. Testa, anche se fu lui ad assumere le caratteristiche estetiche prossime al Berrettini e di conseguenza ereditare i lavori dopo la morte del maestro. Ebbe un posto di rilievo nella Roma del suo tempo affrescando cicli importanti, dal 1670 iniziò la decorazione della cupola della Chiesa di S. Agnese in Agone che, a causa della sua morte, fu portata a termine da Sebastiano Corbellini.


    Ciro Ferri (Rome 1634 - 1689)

    The Holy Family in Joseph’s Workshop

    Oil on canvas

    99 × 118,5 cm

    The work is published in G. Sestieri, Michele Rocca e la pittura rococò a Roma, pl. LXXIV, p. 108

  • Abraham Bloemaert (Gorinchem 1564 - Utrecht 1651) cerchia di
    Lot 46

    Abraham Bloemaert (Gorinchem 1564 - Utrecht 1651) cerchia di

    Resurrezione di Lazzaro

    Olio su rame

    78 x 101 cm

    L'opera riprende il dipinto conservato al Museo di Amsterdam



    Ricevette i primi rudimenti in famiglia dal padre Cornelis, architetto e scultore. Dopo fu ad Anversa, dove entrò nella scuola di Gerrit Splinter e di Joos de Beer. Nel 1580 si trasferì a Parigi dove ebbe modo di conoscere Hieronymus Francken I. Rientrato in patria, ebbe facile successo grazie alla sua formazione eterogena e alla sua capacità di esprimerla intrecciando elementi manieristi con linearità accademica ed elementi di caravaggismo. Ebbe una scuola importante da dove uscirono: Gerard van Honthorst, Ferdinand Bol e Jacob Gerritsz Cuyp.


    Abraham Bloemaert (Gorinchem 1564 - Utrecht 1651) circle of

    The Raising of Lazarus

    Oil on copper

    78 x 101 cm

    The work reproduces the painting housed in the Amsterdam Museum

  • Alessandro Turchi, l'Orbetto (Verona 1578 - Roma 1649) bottega di
    Lot 47

    Alessandro Turchi, l'Orbetto (Verona 1578 - Roma 1649) bottega di

    Cristo e due angeli

    Olio su rame

    31 x 20 cm



    Inizialmente si formò con Felice Brusasorci, del quale, assieme a Pasquale Ottino, terminò la Caduta della manna della chiesa di San Giorgio a Verona, vista l'improvvisa morte del maestro. Successivamente, molto probabilmente, fu a Venezia quale allievo di Carletto Caliari, promettente artista figlio del Veronese. Nei primi anni del Seicento, in compagnia di Ottino e Marcantonio Bassetti, fu a Roma dove si accostò a Carlo Saraceni. Qui studiò i grandi maestri del Rinascimento e della Maniera da Raffaello a Michelangelo, sino al Correggio e ai Carracci. All'urbe ebbe buona fortuna: dipinse, tra gli altri, con Carlo Saraceni e Giovanni Lanfranco al Quirinale. La sua pittura, declinata alla dolcezza e alla sensualità, accolse l'eccezione riformata di Caravaggio, accomodata con suggestioni classiciste di Annibale Carracci e Guido Reni. Scrisse di lui Roberto Longhi: "sembra imparentarsi coi sensualisti più noti del secolo: toscani come il Bilivert o il Furini, romagnoli come il Cagnacci, veneziani come il Forabosco".


    Alessandro Turchi, l'Orbetto (Verona 1578 - Rome 1649) workshop of

    Christ and two Angels

    Oil on copper

    31 x 20 cm

  • Giacomo Bolognini (Bologna 1664 - 1734) attribuito
    Lot 48

    Giacomo Bolognini (Bologna 1664 - 1734) attribuito

    Assunzione di una santa martire in cielo o Assunzione di Santa Maria Maddalena

    Olio su tela ovale

    71,5 x 91 cm



    Fu allievo dello zio Giovanni Battista, pittore legato alla scuola di Guido Reni. Inoltre, Giacomo prese spunto da Domenico Maria Canuti. Dopo i lavori eseguiti a Imola per commissione del conte di Novellara, operò per la nobiltà bolognese e in cantieri di decorazione a Piacenza e Cesena. Inoltre, grazie all'espandersi della sua fama inviò opere a Mantova, Venezia, Cadice e Praga.


    Giacomo Bolognini (Bologna 1664 - 1734) attributed

    The Assumption of a Holy Martyr into Heaven

    Oil on oval canvas

    71,5 x 91 cm

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DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE

Sessions

  • 24 September 2026 hours 14:00 DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE ASTA 49 (1 - 323)

Exhibition

18 Sep 2026 10:00 CEST (09:00 BST) - 18:00 CEST (17:00 BST)

19 Sep 2026 10:00 CEST (09:00 BST) - 18:00 CEST (17:00 BST)

20 Sep 2026 10:00 CEST (09:00 BST) - 18:00 CEST (17:00 BST)

21 Sep 2026 10:00 CEST (09:00 BST) - 18:00 CEST (17:00 BST)

22 Sep 2026 10:00 CEST (09:00 BST) - 18:00 CEST (17:00 BST)

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