Presale DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE ASTA 49
Thursday 24 September 2026 hours 14:00 (UTC +01:00)
Giulio Tonducci (documentato in Romagna dal 1531 al 1582)
Giulio Tonducci (documentato in Romagna dal 1531 al 1582)
Cristo in gloria con Sant'Antonio Abate, San Sebastiano, San Rocco, Sant'Antonio da Padova, San Biagio e San Girolamo
Olio su tavola
263 x 189 cm
Si ringrazia il professor Michele Danieli per aver studiato l'opera, fornito l'attribuzione e la scheda di catalogo
La figura di Giulio Tonducci ha contorni ancora sfumati, a causa della scarsità di notizie sul suo conto, e della incertezza sulla reale consistenza del suo catalogo. Sappiamo che nel 1540-1543 affrescava la volta della basilica di San Vitale a Ravenna insieme a Jacopo Bertucci, divulgatore a Faenza delle idee di Dosso Dossi. Sul suo linguaggio ebbe poi grande influenza il tardo classicismo di ispirazione raffaellesca, attraverso il contatto con Innocenzo da Imola e Luca Longhi. Nel 1557, con la Madonna e santi della Biblioteca di Lugo, il suo linguaggio appare pienamente formato, e aperto anche a influenze manieriste, sempre più evidenti nelle sue prove successive.
La tavola qui presentata, già riferita a Francesco Zaganelli in virtù dell'iscrizione apocrifa, è stata rapidamente riferita a Tonducci da Angelo Mazza (1993), e poi illustrata da Anna Tambini (1994), che successivamente (2023) ne propone una datazione intorno al 1550, successiva agli affreschi di Ravenna, rimarcando ricordi dosseschi nel paesaggio, ma al contempo debiti con Luca Longhi.
Attivo in un ambiente forse periferico ma estremamente vitale, al centro di rotte politiche e stilistiche in continuo movimento, Tonducci è artista molto raro: questa opera si colloca nel momento migliore della sua produzione, e contribuirà a una sua migliore definizione critica.
Giulio Tonducci (documented in Romagna from 1531 to 1582)
Christ in Glory with Saint Anthony the Abbot, Saint Sebastian, Saint Roch, Saint Anthony of Padua, Saint Blaise and Saint Jerome
Oil on panel
263 x 189 cm
We would like to thank Professor Michele Danieli for studying the work, providing the attribution and the catalogue entry
The painting presented here, previously attributed to Francesco Zaganelli based on the apocryphal inscription, was promptly attributed to Tonducci by Angelo Mazza (1993), and subsequently discussed by Anna Tambini (1994), who later (2023) proposed a date around 1550, postdating the Ravenna frescoes. She also noted echoes of Dosso in the landscape, while at the same time highlighting the influence of Luca Longhi. Active in an environment that may have been peripheral yet was remarkably vibrant, at the crossroads of constantly shifting political and stylistic routes, Tonducci is a particularly rare artist. The present work belongs to the finest period of his production and will contribute to a more precise critical definition of his oeuvre.