Presale ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
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Lot 337 Icona da viaggio raffigurante la Crocifissione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 5,5 x 5 cm Peso: 76.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 338 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10,5 x 9,5 cm Peso: 300,5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
a mezzo busto (IV secolo), vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina, mentre in basso ai lati compaiono due figure di santi. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 339 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 20x10.5 cm Peso: 249.9 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 340 Trittico da viaggio raffigurante la Deesis allargata - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9.5 x 11.5 cm Peso: 143.4 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Nel pannello centrale compare il Pantocratore, mentre ai lati si dispongono in atteggiamento di intercessione la Vergine Maria e San Giovanni il Battista, secondo lo schema classico della Deesis. La composizione si amplia ulteriormente con la presenza di altri santi nelle valve laterali, formando un corteo di intercessori allargato, secondo una tipologia molto diffusa nelle icone portatili russe. Trittici di questo tipo erano particolarmente diffusi tra i Vecchi Credenti. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 341 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6.x5 cm Peso: 72.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina. La figura del Santo è incorniciata da una serie di clipei: nel registro superiore, sopra il capo di San Nicola, è raffigurata la Deesis con il Pantocratore affiancato dalla Vergine e dal Battista, seguiti da due Arcangeli. Questa icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 342 Icona da viaggio raffigurante l'Annunciazione - XIX secolo
Altezza per larghezza: 6 x 5 cm. Peso: 69 gr
Fusione in bronzo e smalti policromi
dell'Angelo a Maria al di sotto di un raffinato complesso architettonico. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 343 Icona pettorale raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6 x 4 cm Peso: 26,5 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 344 Icona da viaggio raffigurante la Madonna di Smolensk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6,5 x 5,5 cm Peso: 81.8 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
un'immagine di Maria prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l'icona, era stata impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl' ed arrivò in Russia nell'XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo e l'immagine fu posta nella Cattedrale della Dormizione, ma poi andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Antichità Manasse - Roma
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 345 Piccola icona da viaggio raffigurante la Madonna di Kazan - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6.5 x 5.5 cm Peso: 87.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Secondo la tradizione, nel 1579 a Kazan una bambina di nome Matrona ricevette la visione della Vergine, che le indicò il luogo dove era sepolta un’icona perduta. L’icona fu ritrovata e portata in città, diventando subito oggetto di culto popolare per miracoli attribuiti alla sua protezione. L’icona originale fu custodita nella cattedrale di Kazan e venerata sia dai cittadini che dai militari. La Madonna di Kazan divenne simbolo di protezione in particolare in periodi di guerra e calamità naturali. Icone-copia furono diffuse rapidamente in tutta la Russia, anche nelle case private e tra i Vecchi Credenti, come strumento di devozione domestica. L’icona originale è stata rubata e distrutta più volte: nel 1904 fu trafugata durante la rivoluzione; altre copie furono distrutte durante guerre e rivoluzioni, ma il culto continuò attraverso repliche. Nel XX secolo, la Madonna di Kazan rimase uno dei simboli religiosi più venerati, sia nella Chiesa ortodossa russa sia tra la diaspora russa. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 346 Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 16 x 7.5 cm Peso: 180.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono realizzate copie poi inviate in Russia. Nella parte superiore della composizione, al di sopra della scena principale, si trova un pannello quadrato raffigurante l’Anastasis, la discesa di Cristo agli inferi, completato da quattro serafini che incorniciano e valorizzano l’evento, contribuendo a sottolinearne la dimensione celeste e sacra. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 347 Icona pettorale raffigurante la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 20x12 cm Peso: 379.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Santi Eletti ed il Mandylion di Edessa nella parte superiore. La superficie dell'oggetto si presenta piuttosto levigata, questo perché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione, annerimento) un segno di corruzione, quindi volevano che le icone in metallo rimanessero lucide. Quando un’icona in metallo cominciava a ossidarsi, bastava strofinarla rapidamente con un panno, magari leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, e l’icona tornava subito brillante.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 348 Icona da viaggio raffigurante l'Haghiosoritissa - XIX secolo
Altezza x larghezza: 17 x 15,5 cm Peso: 417.4 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
ovvero la Vergine colta nell'atto della supplica e dell'intercessione. La figura è ritratta a mezzo busto, leggermente di profilo e con le mani protese in un gesto di preghiera verso il Figlio, secondo il modulo della Deesis che la vede come mediatrice tra l'umanità e il divino. L'effigie è incorniciata da un quadrato in smalto blu, a sua volta racchiuso entro una spessa cornice bianca. Entrambi i comparti cromatici sono arricchiti da una decorazione vegetale astratta. L'icona appartiene alla produzione dei Vecchi Credenti, la comunità che a seguito dello scisma del XVII secolo rifiutò le riforme del patriarca Nikon. Perseguitati dalla Chiesa ufficiale e dallo Stato, questi religiosi furono costretti a una condizione di perenne esilio e fuga; per questo motivo prediligevano le icone metalliche, che fungevano da veri e propri altari portatili. Il bronzo era l'unico materiale capace di resistere a trasporti precari, urti e persino incendi o interramenti, garantendo ai fedeli un supporto sacro sempre intatto in ogni rifugio clandestino.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 349 Icona raffigurante San Nilo e altri santi - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 15,5 x 10,5 cm Peso: 313 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Tutti i santi, identificati da iscrizioni che riportano il loro nome, sono effigiati in supplica dinnanzi all'immagine del Pantocratore posta nella parte superiore della composizione, al di sopra delle nuvole. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 350 Trittico da viaggio raffigurante la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7,5 x 18 cm Peso: 359.6 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Nel pannello centrale compare il Pantocratore, mentre nei pannelli laterali si dispongono in atteggiamento di intercessione la Vergine Maria e San Giovanni il Battista, secondo lo schema tradizionale. In questo trittico tuttavia, il Battista, è raffigurato nelle vesti di 'Angelo del Deserto': un'iconografia orientale che lo dota di ali, simbolo della sua vita ascetica e del suo ruolo di messaggero divino. Il Bambino che egli regge tra le mani non è un infante terreno, ma l'antincipazione del Cristo-Agnello, presentato al mondo dal Precursore come sacrificio vivente per la salvezza dell'umanità. Il piatto esterno presenta una sobria riserva di forma circolare al centro della quale campeggia l'immagine della Croce del Golgota. Il simbolo della Passione si staglia su uno sfondo scenografico, dove sono delineate le mura turrite di Gerusalemme e i complessi volumi di edifici che evocano la Città Santa secondo l'estetica visionaria della tradizione russa. Negli angoli di risulta tra il clipeo centrale e il bordo esterno compaiono i simboli degli Evangelisti. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 351 Icona da viaggio raffigurante i SS. Boris e Gleb - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6.5 x 5.5 cm Peso: 62.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
tra i primi santi canonizzati della Rus’ di Kiev e venerati come martiri della fede e protettori della terra russa. Erano fratelli, figli del gran principe Vladimiro I di Kiev (colui che convertì la Rus' al cristianesimo) e di Anna Porfirogenita. Dopo la morte del padre, nel 1015 d.C. furono assassinati dal fratellastro maggiore, Svjatopolk il Maledetto, che voleva eliminare i rivali per il trono di Kiev. Nonostante fossero comandanti militari usualmente raffigurati a cavallo, scelsero di non alzare le armi, accettando la morte per imitare il sacrificio di Cristo. Dunque, appartengono a una categoria di santi tipicamente russa, gli strastotèrpzi ("soffritori della passione"). Essi non sono martiri nel senso classico (uccisi per l'odio verso la fede), ma testimoni cristiani che accettano una morte ingiusta con umiltà e spirito di non-violenza. Inoltre, questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 352 Valva di un trittico raffigurante Santa Parasceva - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9.5 x 6 cm Peso: 42.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Nella cimasa è raffigurata una Trinità veterotestamentaria, affiancata da due serafini e sormontata dal Mandylion di Edessa. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 353 Icona da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 10,5 x 8,5 cm Peso: 505 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
La tradizione fa risalire l'origine del culto al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Inoltre, nella parte superiore della scena emerge Dio Padre dalle nubi, sovrastato da un schera di cherubini. Questo oggetto appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo; cadute di colore. -
Lot 354 Trittico da viaggio raffigurante la Deesis - XIX secolo
Altezza x larghezza: 14 x 36 cm Peso: 1058 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Nel pannello centrale compare il Pantocratore, mentre nei pannelli laterali si dispongono in atteggiamento di intercessione la Vergine Maria e San Giovanni il Battista, secondo lo schema tradizionale. In questo trittico tuttavia, il Battista, è raffigurato nelle vesti di 'Angelo del Deserto': un'iconografia orientale che lo dota di ali, simbolo della sua vita ascetica e del suo ruolo di messaggero divino. Il Bambino che egli regge tra le mani non è un infante terreno, ma l'anticipazione del Cristo-Agnello, presentato al mondo dal Precursore come sacrificio vivente per la salvezza dell'umanità. Il piatto esterno è caratterizzato da una cornice circolare al centro della quale campeggia l’immagine della Croce del Golgota. Essa è inscritta entro una più ampia inquadratura quadrangolare; nei pennacchi, ovvero negli spazi di risulta tra il cerchio e il quadrato, trovano posto i simboli dei quattro Evangelisti. Il simbolo della Passione si staglia su uno sfondo scenografico, dove sono delineate le mura turrite di Gerusalemme e i complessi volumi di edifici che evocano la Città Santa secondo l'estetica visionaria della tradizione russa. Negli angoli di risulta tra il clipeo centrale e il bordo esterno compaiono i simboli degli Evangelisti. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 355 Piccola icona da viaggio raffigurante la Madonna di Smolensk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6.5 x 5.5 cm Peso: 105.1 gr.
Fusione in bronzo
un'immagine di Maria, che prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l'icona, era stata impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl' ed arrivò in Russia nell'XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo e l'immagine fu posta nella Cattedrale della Dormizione, ma poi andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. Questo oggetto, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 356 Icona da viaggio raffigurante il Ciclo Pasquale (Anastasis e Risurrezione dal Sepolcro) - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6.5 x 5 cm Peso: 56.5 gr.
Fusione in bronzo
Nelle icone dei Vecchi Credenti, la raffigurazione della Pasqua non segue la cronologia umana, ma quella divina: per questo motivo lo spettatore vede due volte la figura di Cristo all’interno della stessa tavola. Questo sdoppiamento serve a narrare il Ciclo Pasquale come un evento totale, che abbraccia contemporaneamente la terra, il cielo e l'abisso. Nella parte superiore, l’icona mostra il momento della Risurrezione fisica: Cristo sorge dal sepolcro scoperchiato, avvolto in una mandorla di luce dorata. Spostando lo sguardo verso il basso, lo stesso Cristo appare una seconda volta, ma in un contesto diverso: la Discesa agli Inferi (Anastasis). Qui la mandorla di luce squarcia il buio profondo dell'abisso. Cristo, con un gesto di forza e tenerezza, afferra per il polso Adamo ed Eva, trascinandoli fuori dai loro sarcofagi. Per i Vecchi Credenti, mantenere questa narrazione simultanea era fondamentale per riaffermare la completezza del dogma cristiano contro ogni semplificazione moderna. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 357 Icona pettorale raffigurante Santa Parasceva - XIX secolo
Altezza x larghezza: 7 x 4.5 cm Peso: 28.1 gr
Fusione in bronzo
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo, caratterizzate da un’estrema cura nella conservazione dei canoni bizantini e spesso realizzate in bronzo con smalti colorati. Di piccole dimensioni, l’oggetto era destinato alla devozione privata, facilmente trasportabile e nascondibile, rispondendo alle esigenze di una comunità perseguitata dalla Chiesa di Stato.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 358 Icona da viaggio raffigurante la Vergine Eleousa - XIX secolo
Altezza x larghezza: 6 x 5 cm Peso: 26.6 gr.
Fusione in bronzo
detta anche “Vergine della Tenerezza”, un tipo iconografico in cui la Madre di Dio tiene il Bambino accostando la propria guancia alla sua in un gesto di intima vicinanza affettiva. Questa composizione introduce una dimensione emotiva particolarmente intensa, che distingue l’Eleousa da altri modelli mariani della tradizione bizantina, come la Hodegetria o la Vergine Orante. Proprio per la sua forte carica sentimentale e meditativa, tale iconografia si prestava in modo particolare alla pratica devozionale personale. Lo schema iconografico si sviluppò in ambito bizantino tra XI e XII secolo e si diffuse ampiamente nel mondo ortodosso. Un esempio celebre è la Madonna di Vladimir, oggi conservata presso la Galleria Tret'jakov di Mosca e generalmente attribuita alla tradizione bizantina del XII secolo. Nel caso specifico di questa icona, realizzata in metallo e di formato ridotto, l’immagine sacra è inserita in un apparato decorativo elaborato.Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 359 Icona da viaggio raffigurante la Vergine Elousa - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9.5 x 10.5 cm Peso: 80.1 gr.
Fusione in bronzo
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti in bronzo erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura la Vergine Eleousa, detta anche “Vergine della Tenerezza”, un tipo iconografico in cui la Madre di Dio tiene il Bambino accostando la propria guancia alla sua in un gesto di intima vicinanza affettiva. Questa composizione introduce una dimensione emotiva particolarmente intensa, che distingue l’Eleousa da altri modelli mariani della tradizione bizantina, come la Hodegetria o la Vergine Orante. Proprio per la sua forte carica sentimentale, tale iconografia si prestava in modo particolare alla pratica devozionale personale. Lo schema iconografico si sviluppò in ambito bizantino tra XI e XII secolo e si diffuse ampiamente nel mondo ortodosso. Un esempio celebre è la Madonna di Vladimir, oggi conservata presso la Galleria Tret'jakov di Mosca e generalmente attribuita alla tradizione bizantina del XII secolo. Nella piccola cimasa invece è raffigurato l'episodio della Trinità di Abramo (Gen 18,1‑15), affiancato da due serafini. La superficie appare consumata perché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione o annerimento) un segno di corruzione, e per questo volevano che le icone in metallo rimanessero sempre lucide; quando un’icona cominciava a ossidarsi, bastava strofinarla rapidamente con un panno, talvolta leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, riportandola subito al suo splendore originale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 360 Croce pettorale raffigurante la Crocifissione - XVIII secolo
Altezza x larghezza: 6 x 4 cm Peso: 10.6 gr.
Fusione in bronzo
ll manufatto presenta una superficie profondamente corrosa e alterata, condizione che rende difficoltosa l’identificazione univoca delle figure iconografiche effigiate su entrambi i lati. La perdita di leggibilità dei rilievi è dovuta a una combinazione di fattori: all’intensa usura meccanica derivante dal prolungato uso devozionale si sommano le consuetudini dei Vecchi Credenti, i quali, per avversione estetica e simbolica verso la naturale ossidazione scura del metallo, sottoponevano l'oggetto a frequenti e vigorose pulizie domestiche per mantenerlo lucido; questo trattamento abrasivo, ripetuto nel tempo, ha finito per obliterare i dettagli più minuti delle effigi.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.