ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti

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martedì 29 settembre 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
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  •  Icona russa raffigurante l'ascesa del profeta Elia  - inizio XX secolo
    Lotto 1

    Icona russa raffigurante l'ascesa del profeta Elia - inizio XX secolo
    Altezza x larghezza: 45 x 37,5 cm
    Tempera su tavola
     Il soggetto raffigurato è il profeta Elia, tra i santi più venerati in Russia sin dalla cristianizzazione nel X secolo. La scena rappresenta diversi episodi della vita del profeta tratti dall’Antico Testamento, integrati in un unico paesaggio continuo, in cui gli elementi coesistono senza riquadri separati come nella tradizione bizantina e russa più antica, probabilmente influenzati dalla pittura occidentale del XVII secolo. La narrazione procede in senso antiorario a partire dal basso a sinistra, dove si vede Elia rifugiato presso le rive del fiume Kerit, nutrito dai corvi con due grappoli d’uva (1Re 17, 2-6). Al centro in basso appare l’angelo che invita il profeta addormentato a nutrirsi e a mettersi in cammino verso il monte Oreb (1Re 19, 5-7), mentre a destra la vita di Elia si unisce a quella di Eliseo: quest’ultimo, diventato discepolo, segue il maestro che, per attraversare il fiume Giordano, divide le acque con il suo mantello, subito prima che il Signore rapisca Elia su un carro di fuoco trainato da cavalli infuocati, lasciando il mantello miracoloso a Eliseo (2Re 2, 7-8). Elia è rappresentato con lunghi capelli e barba, avvolto nel mantello di pelliccia e con il bastone dell’eremita, elementi tipici degli asceti e dei profeti. La venerazione del profeta, celebrata per i miracoli che coinvolgono gli elementi della natura e per la misteriosa ascesa al cielo, evidenzia una continuità con i culti del dio pagano Perun, il cui culto fu formalmente proibito dal principe Vladimir (980- 1015 d.C.) ma che sopravvisse nell’anima popolare.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona russa raffigurante la Madre di Dio Feodorovskaya - XVIII secolo
    Lotto 2

    Icona russa raffigurante la Madre di Dio Feodorovskaya - XVIII secolo
    Altezza x larghezza x profondità: 36 x 31 x 2.5 cm
    Tempera su tavola
    L'opera riproduce la celebre e veneratissima iconografia della Madre di Dio Feodorovskaya (o Madonna di San Teodoro), storicamente considerata il vero e proprio protettore spirituale e palladio della dinastia imperiale dei Romanov. Dal punto di vista compositivo, l'icona appartiene al tipo dogmatico della Eleousa (della Tenerezza), in cui la Vergine è raffigurata a mezzo busto mentre stringe a sé il Bambino Gesù, le cui guance si sfiorano in un gesto di intimo affetto. La particolarità distintiva che differenzia questo preciso modello dalla più comune variante di Vladimir risiede nella postura del Divino Infante: la sua gamba sinistra è parzialmente nuda ed esposta, piegata verso l'esterno, un forte dettaglio teologico medievale che prefigura la futura nudità del Cristo durante il martirio e l'agonia sulla Croce. La Vergine indossa un sontuoso maphorion color porpora scuro impreziosito da galloni geometrici lumeggiati e stelle di verginità ricamate, mentre la sua mano sinistra è alzata in un fine gesto di intercessione. L’opera è corredata da un certificato di autenticità rilasciato dall’antiquario Franco Bottini.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona russa Trinità neotestamentaria, Madre di Dio Gioia di Tutti gli Afflitti, San Giorgio e santi - fine XVIII – inizi XIX secolo (circa 1790–1820)
    Lotto 3

    Icona russa Trinità neotestamentaria, Madre di Dio Gioia di Tutti gli Afflitti, San Giorgio e santi - fine XVIII – inizi XIX secolo (circa 1790–1820)
    Altezza x larghezza: 44,5 x 37,5 cm
    Tempera su tavola
    Importante icona composita raffigurante la Croce del Golgota quale fulcro della Redenzione, circondata da numerose immagini sacre appartenenti alla tradizione devozionale ortodossa russa.
    L'impianto compositivo è organizzato secondo una rigorosa struttura quadripartita convergente verso il grande medaglione centrale, entro il quale è raffigurata la Croce del Calvario innalzata sul monte Golgota. Ai lati della Croce compaiono Cristo e Dio Padre, mentre alla base è rappresentato il teschio di Adamo, secondo la tradizionale interpretazione teologica della salvezza dell'umanità mediante il sacrificio di Cristo. Al di sopra della Croce compare la raffigurazione della Santissima Trinità entro una piccola mandorla luminosa.
    Nel quadrante superiore sinistro è raffigurata la Madre di Dio "Gioia di Tutti gli Afflitti" (Vseh Skorbjaščich Radost'), circondata da un'ampia schiera di angeli, santi e fedeli imploranti, secondo una delle più celebri iconografie mariane della tradizione russa.
    Il settore superiore destro presenta una scena funeraria con il Cristo benedicente accanto al sepolcro di santi martiri, probabilmente riferibile ai santi Floro e Lauro o ad altra commemorazione liturgica collegata al culto dei martiri, secondo una tipologia iconografica diffusa nella produzione dei Vecchi Credenti.
    Nel quadrante inferiore sinistro è raffigurato San Giorgio il Vittorioso a cavallo bianco nell'atto di trafiggere il drago, simbolo del trionfo della fede sul male. La figura del santo, resa con notevole dinamismo, occupa gran parte dello spazio ed è caratterizzata dal vivace contrasto tra il candore del cavallo e le intense tonalità rosse del mantello.
    Nel settore inferiore destro compare un gruppo di santi, asceti e martiri della Chiesa orientale, disposti frontalmente secondo una rigorosa gerarchia iconografica. In primo piano sono inoltre raffigurati tre cavalli, probabile richiamo al culto dei santi protettori degli animali e delle attività rurali.
    L'intera composizione è delimitata da una ricca bordura dipinta in foglia d'oro decorata con motivi ornamentali vegetali e floreali. Lo sfondo dorato conferisce unità all'insieme e valorizza il raffinato contrasto cromatico tra i rossi intensi delle vesti, i verdi profondi e i toni ocra della preparazione pittorica.

    L'opera appartiene alla produzione della Russia centrale tra la fine del XVIII e i primi decenni del XIX secolo, periodo durante il quale le botteghe legate ai Vecchi Credenti (Staroobrjadcy) svilupparono una ricca produzione di icone composite destinate alla devozione privata.
    Per qualità dell'impostazione iconografica, ricchezza del programma figurativo e caratteristiche stilistiche, la presente icona può essere riferita a una produzione di buon livello della Russia centrale, databile tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo.




    Classificazione dello stato di conservazione: *** discreto.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La superficie pittorica presenta un discreto stato di conservazione, con diffuse craquelure della preparazione e della pellicola pittorica compatibili con l'età dell'opera. Sono visibili abrasioni superficiali, usure lungo i margini, alterazioni della foglia d'argento dovute alla naturale ossidazione e numerosi piccoli fori distribuiti sull'intera superficie, riconducibili alla precedente applicazione di una riza metallica oggi perduta.
    Il supporto ligneo appare complessivamente stabile e coerente con la tecnica costruttiva tradizionale. Sul verso sono presenti i normali segni del tempo e dell'utilizzo, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. Nel complesso l'opera conserva una buona leggibilità dell'immagine e mantiene un significativo interesse storico, devozionale e collezionistico.

  •  Icona russa raffigurante la Protezione della Madre di Dio  - seconda metà del XIX secolo
    Lotto 4

    Icona russa raffigurante la Protezione della Madre di Dio - seconda metà del XIX secolo
    Altezza x larghezza: 50 x 40 cm
    tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante la Protezione della Madre di Dio (Pokrov Presvjatoj Bogorodicy), uno dei soggetti più venerati della tradizione ortodossa orientale. 
    La composizione rappresenta il celebre miracolo avvenuto nella chiesa delle Blacherne di Costantinopoli nel X secolo, quando la Vergine apparve ai fedeli raccolti in preghiera, stendendo il proprio velo (omophorion) quale segno della sua protezione sull'intero popolo cristiano.
    La Vergine è raffigurata al centro della composizione, sospesa su una nube davanti all'architettura della chiesa, con le braccia aperte mentre sostiene il grande velo bianco. Indossa il tradizionale maphorion bruno sopra una veste blu intenso, con aureola dorata. Nella parte superiore sinistra compare Cristo benedicente, seduto entro una nube luminosa e raffigurato mentre osserva la scena dall'alto. Alla destra della Vergine è disposto un articolato gruppo di santi, angeli, apostoli e padri della Chiesa, rappresentati secondo una rigorosa gerarchia iconografica. Tra essi si distinguono San Giovanni Battista, diversi apostoli con i Vangeli e numerosi angeli dalle vesti policrome.
    Nella fascia inferiore sono raffigurati i protagonisti storici della visione: Sant'Andrea il Folle per Cristo, il suo discepolo Epifanio, il santo diacono Romano il Melode posto al centro con un rotolo liturgico e numerosi dignitari ecclesiastici e civili raccolti all'interno della chiesa.  
    L'intera scena si sviluppa davanti a una complessa architettura ecclesiastica dipinta con rigorosa impostazione prospettica e raffinati effetti cromatici nelle tonalità verde pallido e avorio.
    Lo sfondo è interamente rivestito in foglia d'oro brunita, sul quale risaltano le iscrizioni in caratteri slavonici dipinte in rosso cinabro.

    L'icona appartiene alla migliore produzione russa della fine dell'Ottocento. L'impostazione della composizione riprende fedelmente gli antichi modelli della scuola moscovita del XVII secolo, reinterpretati secondo il gusto accademico sviluppatosi durante il periodo imperiale.
    Tra la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo le principali botteghe di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj produssero numerose icone destinate alla devozione privata e alle collezioni della crescente borghesia russa.  Parallelamente al recupero delle antiche tradizioni pittoriche del XVII secolo si sviluppò un gusto sempre più raffinato, caratterizzato da una maggiore precisione del disegno, da cromie brillanti e da una straordinaria accuratezza esecutiva. La presente icona si inserisce pienamente in questo contesto produttivo.




    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.
    Il supporto ligneo appare stabile e coerente con l'età dell'icona, senza evidenza di restauri strutturali invasivi.

  •  Icona russa raffigurante le Dodici Grandi Feste con la Resurrezione di Cristo e l'Anastasis al centro - fine XVIII – inizi XIX secolo
    Lotto 5

    Icona russa raffigurante le Dodici Grandi Feste con la Resurrezione di Cristo e l'Anastasis al centro - fine XVIII – inizi XIX secolo
    Altezza x larghezza: 31 x 26 cm
    tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante il ciclo delle Dodici Grandi Feste della liturgia ortodossa (Dodekaorton), organizzato attorno alla scena centrale della Resurrezione di Cristo (Anastasis), tradizionale rappresentazione orientale della vittoria di Cristo sulla morte.
    La composizione è articolata secondo un complesso impianto narrativo suddiviso in numerosi riquadri. Al centro è raffigurato Cristo risorto entro una luminosa mandorla, mentre discende agli Inferi per liberare Adamo ed Eva, circondato dai patriarchi, dai profeti e dai giusti dell'Antico Testamento, secondo la consolidata tradizione iconografica bizantino-russa.
    Attorno alla scena centrale si sviluppa il ciclo delle principali festività dell'anno liturgico ortodosso, ciascuna accompagnata da iscrizioni in caratteri slavonici. Tra gli episodi riconoscibili figurano la Natività della Vergine, la Presentazione della Vergine al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo di Cristo, l'Ingresso di Cristo in Gerusalemme, la Trasfigurazione, la Dormizione della Vergine e altre scene fondamentali della storia della salvezza.
    L'intera composizione è racchiusa entro un'ampia bordura ocra con iscrizioni slavoniche e arricchita, agli angoli, dalle raffigurazioni dei quattro Evangelisti intenti nella stesura dei rispettivi Vangeli. Il fondo alterna tonalità ocra, rosse, verdi e brune, secondo una tavolozza tipica della produzione russa destinata alla devozione privata.

    L'iconografia del Dodekaorton costituisce una delle più complete sintesi figurative della teologia ortodossa, riunendo in un'unica immagine i principali eventi della vita di Cristo e della Madre di Dio celebrati nel corso dell'anno liturgico. Questa tipologia conobbe particolare diffusione nelle botteghe della Russia centrale tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo, dove era destinata sia agli iconostasi domestici sia alla devozione privata.
    Per caratteristiche stilistiche, impaginazione della composizione, iscrizioni slavoniche, tecnica esecutiva e costruzione del supporto ligneo, la presente opera appare riconducibile a una manifattura russa realizzata tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    La superficie pittorica presenta uno stato conservativo compromesso, con diffuse abrasioni, usure generalizzate della pellicola pittorica, numerose cadute della preparazione e localizzate lacune, particolarmente evidenti lungo il margine perimetrale e negli angoli della tavola. Sono inoltre visibili craquelure diffuse, alterazioni cromatiche, piccoli sollevamenti della preparazione e sporadiche ridipinture, compatibili con l'età e con la storia conservativa dell'opera.
    Il supporto ligneo appare strutturalmente stabile e conserva le due traverse posteriori originali (šponki) inserite a incastro, tipiche della tradizione costruttiva delle icone russe. Sul verso sono presenti i normali segni del tempo e dell'utilizzo, senza evidenza di restauri strutturali invasivi.

  •  Icona russa raffigurante l'Ascensione di Cristo - fine XIX secolo (1880–1900 circa)
    Lotto 6

    Icona russa raffigurante l'Ascensione di Cristo - fine XIX secolo (1880–1900 circa)
    Altezza x larghezza: 31 × 26,5 cm
    tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante l'Ascensione di Cristo (Voznesenie Gospodne), uno dei Dodici Grandi Festeggiamenti (Dodekaorton) della liturgia ortodossa, celebrato quaranta giorni dopo la Resurrezione.
    La composizione presenta Cristo nella parte superiore mentre ascende al cielo sostenuto da una nube luminosa. È raffigurato frontalmente, con le braccia aperte in atteggiamento di benedizione e di glorificazione, indossando una tunica rosata e un ampio mantello azzurro. L'aureola crucigera e la sottile iscrizione slavonica identificano chiaramente la figura del Salvatore.
    Nella parte inferiore è raccolto il gruppo degli Apostoli attorno alla Madre di Dio, rappresentata al centro secondo l'iconografia tradizionale orientale. La Vergine, avvolta nel maphorion rosso e nella tunica azzurra, mantiene un atteggiamento solenne e orante, costituendo il fulcro visivo della comunità ecclesiale radunata ai piedi del Monte degli Ulivi.
    Gli Apostoli sono distribuiti simmetricamente ai lati della Vergine, con atteggiamenti differenti che esprimono stupore, contemplazione e adorazione di fronte all'evento miracoloso. Alcuni volgono lo sguardo verso Cristo, altri dialogano tra loro, mentre uno di essi indica il cielo, guidando lo sguardo dell'osservatore verso il Redentore glorificato.
    Lo sfondo è caratterizzato da un luminoso cielo azzurro che conferisce particolare apertura alla composizione, mentre il terreno roccioso, reso con calde tonalità ocra e brune, richiama il Monte degli Ulivi. Le aureole sono eseguite in foglia d'oro e delimitate da sottili incisioni, contribuendo alla luminosità complessiva dell'opera.
    La composizione si distingue per l'equilibrio tra le figure, la brillantezza delle cromie e il delicato modellato dei volti, elementi che riflettono il linguaggio della pittura iconica russa della tarda età imperiale.

    L'Ascensione costituisce uno dei soggetti fondamentali dell'iconografia ortodossa, poiché rappresenta il compimento della missione terrena di Cristo e l'annuncio della futura glorificazione dell'umanità.

    Tra la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX secolo, le principali botteghe della Russia centrale, in particolare quelle di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj, produssero numerose icone destinate alla devozione privata, ispirate ai modelli della scuola moscovita del XVII secolo ma reinterpretate attraverso un linguaggio pittorico più morbido, luminoso e influenzato dall'accademismo imperiale.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La superficie pittorica si presenta in buono stato generale di conservazione, con fisiologiche craquelure della preparazione e della pellicola pittorica compatibili con l'età dell'opera. Si osservano leggere abrasioni superficiali, modeste usure lungo i margini e limitate cadute di colore localizzate, senza compromettere la leggibilità della composizione. La foglia d'oro conserva una buona parte della brillantezza originaria, mentre la tavola lignea appare stabile e coerente con la tecnica costruttiva tradizionale. Sul verso sono presenti le due traverse originali (šponki), indice della struttura costruttiva tipica delle icone russe ottocentesche, senza evidenza di restauri strutturali invasivi.

  •  Icona russa raffigurante la Protezione della Madre di Dio  - fine XIX secolo (circa 1880–1900)
    Lotto 7

    Icona russa raffigurante la Protezione della Madre di Dio - fine XIX secolo (circa 1880–1900)
    Altezza x larghezza: 53 x 47 cm
    Tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante la Protezione della Madre di Dio (Pokrov Presvjatoj Bogorodicy), una delle immagini più solenni e teologicamente significative della tradizione ortodossa russa.
    La composizione rappresenta il celebre miracolo avvenuto nella chiesa delle Blacherne di Costantinopoli nel X secolo, quando la Vergine apparve ai fedeli raccolti in preghiera stendendo il proprio velo quale simbolo della protezione divina concessa al popolo cristiano.
    Al centro della composizione la Madre di Dio compare entro una mandorla luminosa, sospesa davanti all'architettura della chiesa e circondata da cinque angeli. La Vergine tiene aperte le braccia nel tradizionale gesto di intercessione mentre mostra il proprio velo, alludendo alla protezione spirituale esercitata sull'intera comunità dei fedeli.
    La scena è organizzata secondo un rigoroso impianto simmetrico. Ai lati della Vergine si dispongono gruppi di apostoli, santi, vescovi, monaci e giusti dell'Antico e del Nuovo Testamento, rappresentati su leggere nubi secondo una precisa gerarchia iconografica. Tra essi si riconoscono San Giovanni Battista, diversi Padri della Chiesa e numerosi santi vescovi identificabili dalle ricche vesti liturgiche e dai Vangeli che sorreggono.
    Nella fascia inferiore è raffigurato il santo diacono Romano il Melode, rappresentato al centro su un ambone nell'atto di proclamare un inno liturgico mediante un rotolo aperto. Alla sua destra compare Sant'Andrea il Folle per Cristo, accompagnato dal discepolo Epifanio, tradizionali testimoni dell'apparizione miracolosa della Vergine. Sul lato sinistro trovano posto dignitari ecclesiastici, membri della corte imperiale e altri fedeli raccolti all'interno della basilica.
    L'intera scena è ambientata davanti a una complessa architettura ecclesiastica caratterizzata da eleganti porticati, cupole dorate e raffinati elementi ornamentali di gusto neobizantino. La costruzione architettonica, sviluppata con rigoroso equilibrio prospettico, costituisce uno degli elementi più qualificanti della composizione e testimonia l'elevata qualità della produzione.
    Lo sfondo, dipinto in calde tonalità ocra e brune, valorizza l'intensa luminosità delle aureole in foglia d'oro e delle iscrizioni slavoniche, mentre il raffinato impiego delle cromie verdi, rosse, avorio e oro conferisce all'opera un notevole equilibrio decorativo.

    L'icona appartiene alla migliore produzione russa della fine del XIX secolo. L'impostazione compositiva riprende fedelmente gli antichi modelli della scuola moscovita del XVII secolo, reinterpretati secondo il gusto accademico sviluppatosi durante il periodo imperiale.
    Tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi anni del Novecento le principali botteghe di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj produssero numerose icone destinate alla devozione privata, caratterizzate da un progressivo recupero della pittura tradizionale russa unito a un'elevata qualità tecnica. In questo periodo il soggetto del Pokrov conobbe particolare fortuna, divenendo una delle immagini più richieste sia nelle committenze ecclesiastiche sia in quelle private.
    La presente icona si distingue per l'accuratezza del disegno, la complessità della costruzione architettonica, la ricca articolazione dei gruppi figurativi e la brillante conservazione della cromia originale, elementi che consentono di riferirla a una produzione di elevato livello qualitativo della Russia centrale, databile agli ultimi decenni del XIX secolo.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    La superficie pittorica si presenta in buono stato generale di conservazione, con fisiologiche craquelure, leggere abrasioni superficiali e modeste usure lungo i margini, compatibili con l'età dell'opera. Il supporto ligneo appare stabile e coerente con la tecnica costruttiva tradizionale, con naturali segni del tempo e senza evidenza di restauri strutturali invasivi.

  •  Icona russa con quattro santi  - seconda metà del XIX secolo
    Lotto 8

    Icona russa con quattro santi - seconda metà del XIX secolo
    Altezza x larghezza: 37 x 31 cm
    tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante quattro santi stanti, identificati dalle iscrizioni slavoniche poste sopra le rispettive aureole. Da sinistra a destra sono rappresentati San Basilio il Grande, Sant'Alessandro Nevskij, Santa Irina e Santa Pelagia, riuniti secondo una tipologia devozionale destinata verosimilmente alla committenza familiare o commemorativa.
    San Basilio il Grande è raffigurato in abiti episcopali, mentre benedice con la mano destra e sostiene un calice liturgico con la sinistra, quale riferimento alla sua autorità di Padre della Chiesa e alla liturgia che porta il suo nome.
    Accanto compare Sant'Alessandro Nevskij, raffigurato come principe guerriero con mantello bordato di ermellino e abbigliamento principesco, in atteggiamento solenne e frontale. La sua presenza richiama il ruolo di difensore della fede ortodossa e della nazione russa.
    La terza figura rappresenta Santa Irina, identificabile dalla palma del martirio che tiene nella mano destra, simbolo della sua testimonianza cristiana. Chiude la composizione Santa Pelagia, raffigurata con le mani giunte in preghiera, secondo la tradizionale iconografia delle sante penitenti.
    Le quattro figure si stagliano su un ricco fondo in foglia d'oro finemente inciso e bulinato con motivi floreali e vegetali, entro il quale le aureole presentano elaborate decorazioni raggiate e geometriche ottenute mediante incisione e punzonatura. L'elegante bordura dorata, anch'essa riccamente ornamentata, conferisce all'insieme particolare preziosità e richiama la produzione delle migliori botteghe russe della seconda metà del XIX secolo.

    Le icone raffiguranti gruppi di santi con specifiche dedicazioni personali ebbero ampia diffusione nella Russia imperiale durante il XIX secolo. Esse erano generalmente commissionate per celebrare i santi patroni dei membri di una famiglia, ricorrenze dinastiche o particolari eventi della vita religiosa.
    Per caratteristiche stilistiche, qualità della pittura, ricchezza della decorazione del fondo inciso e impostazione iconografica, la presente opera appare riconducibile a una manifattura russa della seconda metà del XIX secolo, probabilmente realizzata in una delle importanti officine iconografiche della Russia centrale.



    Classificazione dello stato di conservazione: *** discreto.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La superficie pittorica si presenta in discreto stato generale di conservazione, con diffuse craquelure della preparazione e della pellicola pittorica compatibili con l'età dell'opera. Si osservano leggere abrasioni superficiali, alcune piccole cadute di colore, limitate usure lungo i margini e modeste alterazioni della doratura, particolarmente visibili nelle aree incise del fondo e delle aureole. Sono inoltre presenti lievi graffi e piccoli ritocchi localizzati che non compromettono la leggibilità complessiva dell'immagine.
    Il supporto ligneo appare strutturalmente stabile e conserva la traversa posteriore originale inserita a incastro, secondo la tradizione costruttiva russa. Sul verso sono visibili i normali segni del tempo e dell'utilizzo, senza evidenza di restauri strutturali invasivi.

  •  Grande Icona russa raffigurante la Madre di Dio Feodorovskaya - XIX secolo
    Lotto 9

    Grande Icona russa raffigurante la Madre di Dio Feodorovskaya - XIX secolo
    Altezza x larghezza x profondità: 60 x 54,5 x 3 cm
    Tempera su tavola
    L'opera riproduce la celebre e veneratissima iconografia della Madre di Dio Feodorovskaya (o Madonna di San Teodoro), storicamente considerata il vero e proprio protettore spirituale e palladio della dinastia imperiale dei Romanov. Dal punto di vista compositivo, l'icona appartiene al tipo dogmatico della Eleousa (della Tenerezza), in cui la Vergine è raffigurata a mezzo busto mentre stringe a sé il Bambino Gesù, le cui guance si sfiorano in un gesto di intimo affetto. La particolarità distintiva che differenzia questo preciso modello dalla più comune variante di Vladimir risiede nella postura del Divino Infante: la sua gamba sinistra è parzialmente nuda ed esposta, piegata verso l'esterno, un forte dettaglio teologico medievale che prefigura la futura nudità del Cristo durante il martirio e l'agonia sulla Croce. La Vergine indossa un sontuoso maphorion color porpora scuro impreziosito da galloni geometrici lumeggiati e stelle di verginità ricamate, mentre la sua mano sinistra è alzata in un fine gesto di intercessione. Il valore  collezionistico del pezzo è arricchito dalla presenza di un esteso testo storiografico e liturgico in antico slavo ecclesiastico finemente miniato lungo l'intera fascia del bordo inferiore (kovčeg). Questa lunga iscrizione descrive la leggenda del miracoloso ritrovamento dell'icona originale, avvenuto secondo le cronache nel 1239 ad opera del principe Vasilij di Kostroma in cima a un pino, dopo che il prototipo era sopravvissuto alla distruzione della città di Gorodets da parte delle orde mongole di Batu Khan. I tratti solenni dei volti (liki), caratterizzati da calde tonalità ambrate e ombreggiature profonde, uniti alla precisione calligrafica delle scritte, suggeriscono la committenza di alto livello di un devoto facoltoso o di una comunità di Vecchi Credenti.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona russa raffigurante Discesa agli Inferi con Feste, Madre di Dio del Segno e San Cristoforo - fine XVIII – inizi XIX secolo
    Lotto 10

    Icona russa raffigurante Discesa agli Inferi con Feste, Madre di Dio del Segno e San Cristoforo - fine XVIII – inizi XIX secolo
    Altezza x larghezza: 54 x 54 cm
    tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante al centro la Discesa agli Inferi (Anastasis), una delle più solenni e teologicamente significative rappresentazioni della tradizione ortodossa, corrispondente al tema occidentale della Resurrezione di Cristo.
    Cristo, avvolto da una luminosa mandorla, discende nel regno degli inferi dopo la Crocifissione, calpestando le porte dell'Ade infrante e liberando i progenitori Adamo ed Eva, accompagnati dai patriarchi, dai profeti e dai giusti dell'Antico Testamento. L'episodio è ambientato in un articolato paesaggio roccioso che si sviluppa verticalmente e ospita numerose scene secondarie della narrazione pasquale.
    Nella parte superiore è raffigurata la Santa Trinità del Nuovo Testamento, mentre lungo i lati sono disposte numerose immagini devozionali, tra cui episodi delle principali festività liturgiche e raffigurazioni di santi particolarmente venerati.
    Nel registro inferiore trovano posto la Madre di Dio del Segno (Znamenie) e San Cristoforo, mentre sul lato destro sono raffigurate la Madre di Dio "Gioia di tutti gli afflitti", la visione della Madre di Dio del Roveto Ardente (Neopalimaja Kupina) e un'assemblea angelica.
    L'insieme costituisce una complessa composizione destinata alla devozione privata, concepita come sintesi dei principali misteri della fede ortodossa.

    L'impostazione iconografica appartiene alla consolidata tradizione dell'Anastasis, sviluppatasi nell'arte bizantina e diffusasi ampiamente nella pittura russa tra XVII e XIX secolo.
    Le figure presentano volti allungati, incarnati costruiti mediante progressive lumeggiature e panneggi definiti da sottili tratti dorati, elementi tipici della produzione della Russia centrale tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    La superficie pittorica presenta uno stato conservativo compromesso, con diffuse abrasioni, usure generalizzate della pellicola pittorica, numerose cadute della preparazione e localizzate lacune, particolarmente evidenti lungo il margine perimetrale e negli angoli della tavola. Sono inoltre visibili craquelure diffuse, alterazioni cromatiche, piccoli sollevamenti della preparazione e sporadiche ridipinture, compatibili con l'età e con la storia conservativa dell'opera.
    Il supporto ligneo appare strutturalmente stabile e conserva le due traverse posteriori originali (šponki) inserite a incastro, tipiche della tradizione costruttiva delle icone russe. Sul verso sono presenti i normali segni del tempo e dell'utilizzo, senza evidenza di restauri strutturali invasivi.

  •  Icona raffigurante la Madre di Dio di Tichvin  - Scuola veneto-cretese, XVII secolo
    Lotto 11

    Icona raffigurante la Madre di Dio di Tichvin - Scuola veneto-cretese, XVII secolo
    Altezza x larghezza: 48 x 25 cm.
    Tempera su tavola
    L'icona propone la celebre iconografia della Madre di Dio di Tichvin, una delle varianti più venerate del tipo Odigitria (colei che indica la via). La Vergine è raffigurata a mezzo busto con il capo leggermente inclinato verso il Bambino Gesù, seduto sul suo braccio sinistro. Con la mano destra, Maria compie il tipico gesto di indicare il Figlio come Salvatore. Il Cristo Salvatore è ritratto con il busto eretto, la mano destra sollevata nell'atto di benedire e la sinistra che stringe un rotolo di pergamena sigillato. I volti dei personaggi sacri sono caratterizzati da una profonda intensità espressiva e da tonalità calde e brune, in linea con la migliore tradizione pittorica devozionale russa. Lo sfondo e i nimbi sono interamente realizzati in foglia d'oro.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Importante Icona raffigurante la Vergine Skopiotissa (o Vergine del Monte Skopos)  - XVIII secolo
    Lotto 12

    Importante Icona raffigurante la Vergine Skopiotissa (o Vergine del Monte Skopos) - XVIII secolo
    Altezza x larghezza: 85 x 63 cm
    Tempera su tavola
    una rara icona post-bizantina ascrivibile alla produzione della Scuola Veneto-Cretese o delle Isole Ionie. L'opera si distingue per l'eccezionale iscrizione bilingue in caratteri latini e greci posta ai lati dei volti: "La Beata V. De SCOPO" e le tradizionali sigle greche MP ΘV (Madre di Dio). Si tratta della celebre e specifica iconografia della Vergine Skopiotissa (originaria del Monastero di Panagia Skopiotissa sul monte Skopos, nell'isola di Zante), un culto fortemente condiviso tra la tradizione ortodossa greca e la dominazione veneziana nel Mediterraneo orientale. Dal punto di vista compositivo, l'icona rielabora il modello classico della Odigitria (Colei che indica la via): la Vergine è raffigurata a mezzo busto su uno splendido sfondo rosso acceso, mentre sorregge sul braccio sinistro il Bambino Gesù frontale, che indossa una tunica lumeggiata in oro. La mano destra di Maria è sollevata al petto in un elegante gesto di preghiera e intercessione. I nimbi (aureole) della Vergine e del Bambino presentano un'elaborata lavorazione a punzone geometrico e floreale su foglia d'oro, tipica della raffinata maestria cretese del XVII secolo. Un elemento scenografico di grande interesse culturale è la presenza di due pesanti tendaggi verdi arricciati ai lati, dipinti nell'atto di aprirsi per svelare la sacra epifania mariana. Questo espediente teatrale e prospettico rappresenta un esplicito prestito stilistico derivato dal Rinascimento e dal Barocco veneziano, fuso sapientemente con la solennità ieratica e i tratti lineari dei volti (liki) di derivazione bizantina.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Croce russa  devozionale incastonata su tavola dipinta - XIX secolo
    Lotto 13

    Croce russa devozionale incastonata su tavola dipinta - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 43 x 35 cm. Peso: 2745 gr.
    Fusione in bronzo e tempera su tavola
    Questo raffinato manufatto appartiene alla tipologia delle cosiddette icone con inserto metallico (Ikona s vredom), una produzione di alta qualità artistica e profonda complessità teologica particolarmente diffusa in Russia tra il XVIII e il XIX secolo, specialmente all'interno delle comunità dei Vecchi Credenti (Staroobrjadcy). L’opera si articola attorno a una croce devozionale in bronzo fuso (del tipo canonico a otto punte), incastonata e integrata perfettamente entro uno scasso eseguito sulla superficie di una tavola in legno dipinta a tempera. La decorazione pittorica della tavola prolunga e completa la narrazione della Crocifissione espressa in rilievo sulla croce bronzea, trasformando l'oggetto in un ciclo cristologico continuo legato ai misteri della Passione e della Redenzione. Nella porzione superiore della tavola, ai lati del braccio principale della croce, la narrazione pittorica si sviluppa attraverso due scene di forte impatto drammatico: a sinistra è raffigurata la Deposizione dalla Croce (Snjatie s kresta), mentre nello scomparto di destra trova spazio il Compianto e la Deposizione nel Sepolcro (Položenie vo grob).Nel registro inferiore della tavola, ai piedi della croce metallica, la scena del Calvario è completata dalla consueta teoria di testimoni stanti disposti simmetricamente, secondo i rigidi canoni dell'iconografia ortodossa. Sul lato sinistro compaiono la Vergine Maria e San Giovanni Evangelista colti in pose di dolente preghiera, mentre sul lato destro si staglia la figura del Centurione Longino, la cui presenza simboleggia il riconoscimento della natura divina di Cristo da parte del mondo pagano. 



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona russa raffigurante la Dormizione della Madre di Dio - prima metà del XIX secolo
    Lotto 14

    Icona russa raffigurante la Dormizione della Madre di Dio - prima metà del XIX secolo
    Altezza x larghezza: 29,5 x 20,5 cm
    tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante la Dormizione della Madre di Dio (Uspenie Presvjatoj Bogorodicy), uno dei Dodici Grandi Festeggiamenti (Dodekaorton) della liturgia ortodossa, celebrato il 15 agosto secondo il calendario giuliano.
    La composizione rappresenta la Vergine distesa sul letto funebre, avvolta nel tradizionale maphorion rosso scuro, mentre gli Apostoli e i Padri della Chiesa si raccolgono attorno al suo corpo in atteggiamento di preghiera e venerazione. Al centro del gruppo compaiono tre vescovi identificabili con i grandi Padri della Chiesa orientale, secondo l'iconografia tradizionale.
    Alle spalle del letto funebre è raffigurato Cristo entro una grande mandorla luminosa, mentre sostiene tra le braccia l'anima della Vergine rappresentata sotto forma di una piccola figura infantile avvolta in bianche vesti, simbolo della sua nascita alla vita eterna.
    Nella parte inferiore è rappresentato il noto episodio del sacerdote empio (Jephonias), il quale, tentando di rovesciare il feretro della Vergine, viene fermato dall'intervento miracoloso di un angelo che gli recide le mani, episodio tratto dalla tradizione apocrifa della Dormizione.
    Lo sfondo dorato, le aureole in foglia d'oro e la composizione fortemente gerarchica conferiscono alla scena una marcata solennità liturgica. Le iscrizioni slavoniche nella fascia superiore identificano il soggetto, mentre l'impostazione generale segue fedelmente i modelli della tradizione iconografica russa ottocentesca.

    L'iconografia della Dormizione costituisce una delle rappresentazioni fondamentali dell'arte bizantina e russa, poiché celebra il passaggio della Madre di Dio dalla vita terrena alla gloria celeste. Durante il XVIII e la prima metà del XIX secolo tale soggetto fu largamente prodotto nelle botteghe della Russia centrale, in particolare nelle scuole di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj, sia per la devozione privata sia per gli iconostasi domestici.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La superficie pittorica presenta uno stato conservativo compromesso, con diffuse cadute della preparazione e della pellicola pittorica, estese abrasioni superficiali, numerose lacune e usure particolarmente evidenti lungo il margine superiore e lungo il bordo perimetrale. Sono inoltre visibili diffuse craquelure, piccoli sollevamenti della preparazione, graffi, alterazioni della foglia d'oro e numerosi fori riconducibili a precedenti applicazioni di rivestimenti metallici o elementi ornamentali.
    Il supporto ligneo appare strutturalmente stabile e conserva le due traverse posteriori originali (šponki), caratteristiche della tradizione costruttiva delle icone russe del XIX secolo. Sul verso sono presenti i normali segni del tempo e dell'utilizzo, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. Nonostante le diffuse perdite della superficie pittorica, l'opera conserva una buona leggibilità dell'impianto iconografico e mantiene un significativo interesse storico, devozionale e collezionistico.

  •  Icona russa raffigurante le Dodici Grandi Feste con la Resurrezione di Cristo al centro - fine XVIII – prima metà XIX secolo
    Lotto 15

    Icona russa raffigurante le Dodici Grandi Feste con la Resurrezione di Cristo al centro - fine XVIII – prima metà XIX secolo
    Altezza x larghezza: 38 x 31 cm
    tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante il ciclo delle Dodici Grandi Feste della liturgia ortodossa (Dodekaorton), organizzato attorno alla scena centrale della Discesa agli Inferi (Anastasis), tradizionale rappresentazione orientale della Resurrezione di Cristo.
    La composizione è articolata secondo un complesso schema narrativo suddiviso in numerosi riquadri. Al centro è raffigurato Cristo risorto che discende nel regno dei morti per liberare Adamo ed Eva, rappresentato entro una luminosa mandorla ovale e circondato dai patriarchi e dai giusti dell'Antico Testamento, secondo la tradizionale iconografia bizantino-russa della vittoria sulla morte.
    Attorno alla scena centrale si sviluppa il ciclo delle principali festività dell'anno liturgico ortodosso, ciascuna identificata da iscrizioni in caratteri slavonici. Tra gli episodi riconoscibili figurano la Santa Trinità, la Natività della Vergine, la Presentazione della Vergine al Tempio, l'Annunciazione, la Natività di Cristo, il Battesimo di Cristo, l'Ingresso di Cristo in Gerusalemme, l'Ascensione, la Dormizione della Vergine, l'Esaltazione della Santa Croce e altre scene fondamentali della storia della salvezza.
    L'intera composizione è incorniciata da un'ampia bordura rossa, mentre il fondo alterna tonalità ocra, verdi e brune, secondo una tavolozza tipica della produzione russa destinata alla devozione privata. Le iscrizioni slavoniche identificano le singole festività e conferiscono all'opera anche una funzione didattica e liturgica.

    L'iconografia del Dodekaorton rappresenta una delle più complete sintesi figurative della teologia ortodossa, riunendo in un'unica immagine i principali eventi della vita di Cristo e della Madre di Dio celebrati durante l'anno ecclesiastico. Questa tipologia conobbe particolare diffusione nelle botteghe della Russia centrale tra il XVIII e il XIX secolo, dove veniva destinata sia agli iconostasi domestici sia alla devozione privata.
    Per caratteristiche stilistiche, impaginazione della composizione, iscrizioni slavoniche e tecnica esecutiva, la presente opera appare riconducibile a una manifattura russa realizzata tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo.



    Classificazione dello stato di conservazione: *** discreto.
    La superficie pittorica presenta uno stato conservativo fortemente compromesso, con diffuse cadute della preparazione e della pellicola pittorica, estese abrasioni, usure generalizzate e numerose lacune che interessano sia la bordura sia diverse scene della composizione. Sono inoltre presenti craquelure diffuse, sollevamenti della preparazione, ridipinture localizzate e alterazioni dovute all'usura e all'invecchiamento dei materiali.
    Il supporto ligneo appare strutturalmente stabile e conserva le due traverse posteriori originali (šponki), tipiche della tradizione costruttiva russa. Sul verso sono visibili i normali segni del tempo e dell'utilizzo, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. Nonostante il precario stato conservativo, l'opera mantiene una buona leggibilità dell'impianto iconografico complessivo e conserva un significativo interesse storico, devozionale e collezionistico.

  •  Icona russa raffigurante la Discesa agli Inferi - fine XIX secolo (circa 1880–1900)
    Lotto 16

    Icona russa raffigurante la Discesa agli Inferi - fine XIX secolo (circa 1880–1900)
    Altezza x larghezza: 31 x 25,5 cm
    tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante la Discesa agli Inferi (Anastasis), tradizionalmente indicata nella Chiesa ortodossa come la Resurrezione di Cristo, una delle più importanti e solenni rappresentazioni del ciclo pasquale.
    La composizione raffigura Cristo trionfante che, dopo la Crocifissione, discende nel regno dei morti per liberare l'umanità dalla schiavitù della morte. Al centro della scena Cristo, avvolto in una luminosa veste bianca, emerge entro una grande mandorla azzurro-grigia irradiata da sottili raggi luminosi. Con la mano destra afferra energicamente Adamo, inginocchiato alla sua sinistra, mentre con la sinistra sostiene la lunga croce astile, emblema della vittoria sulla morte e sul peccato.
    Ai piedi del Salvatore giacciono infrante le porte bronzee dell'Ade, raffigurate diagonalmente sotto i suoi piedi, insieme a serrature, chiavi, cardini e catene disseminati sul fondo oscuro, secondo la tradizionale iconografia bizantino-russa che simboleggia la definitiva sconfitta degli inferi.
    Alla sinistra di Cristo compare il gruppo dei Giusti dell'Antico Testamento, guidati da Adamo, al quale si affiancano numerosi patriarchi, re e profeti identificabili attraverso le tradizionali fisionomie e le aureole dorate. Sul lato opposto è raffigurato un secondo gruppo di santi e patriarchi, raccolti in atteggiamento di venerazione mentre assistono al trionfo del Redentore.
    In primo piano, inginocchiata ai piedi di Cristo, compare Eva, rappresentata con il tradizionale maphorion rosso nell'atto di ricevere la salvezza. Le due masse di figure convergono armoniosamente verso il Cristo risorto, sottolineando il significato universale della Redenzione.
    Lo sfondo è dominato da alte pareti rocciose stilizzate che delimitano simbolicamente l'ingresso degli inferi. Le superfici dorate, ottenute mediante l'impiego della foglia d'oro, conferiscono all'opera una particolare luminosità, esaltando il contrasto con la profonda mandorla centrale e con le vivaci cromie rosse, verdi e ocra delle figure.
    L'iscrizione slavonica posta nella parte superiore identifica chiaramente il soggetto come "Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo", secondo la tradizionale denominazione liturgica ortodossa.

    L'iconografia della Discesa agli Inferi (Anastasis) costituisce la principale rappresentazione della Resurrezione nella tradizione bizantina e russa, differenziandosi profondamente dall'iconografia occidentale della Risurrezione con Cristo emergente dal sepolcro.
    Tra la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del Novecento le principali botteghe di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj produssero numerose icone destinate alla devozione privata, caratterizzate da un attento recupero della tradizione iconografica seicentesca reinterpretata attraverso un linguaggio pittorico più raffinato e accademico.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La superficie pittorica si presenta in buono stato generale di conservazione, con diffuse craquelure fisiologiche della preparazione e della pellicola pittorica, compatibili con l'età dell'opera. Si osservano leggere abrasioni superficiali, modeste usure localizzate lungo i margini e alcune piccole cadute di colore, particolarmente concentrate nella parte inferiore della composizione, senza compromettere la leggibilità dell'immagine. Il supporto ligneo appare stabile e coerente con la tecnica costruttiva tradizionale, completo delle traverse posteriori originali e privo di evidenti restauri strutturali invasivi.

  •  Icona russa raffigurante i Santi Apostoli Pietro e Paolo - fine XIX secolo (circa 1880–1900)
    Lotto 17

    Icona russa raffigurante i Santi Apostoli Pietro e Paolo - fine XIX secolo (circa 1880–1900)
    Altezza x larghezza: 20 x 18 cm
    Tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante i Santi Apostoli Pietro e Paolo, tra i più importanti fondatori della Chiesa cristiana e principali colonne della fede secondo la tradizione ortodossa.
    La composizione presenta i due apostoli rappresentati frontalmente, disposti simmetricamente ai lati di un paesaggio dominato da un corso d'acqua che conduce verso una monumentale architettura centrale, identificabile con una veduta idealizzata della Basilica di San Pietro a Roma, simbolo della loro comune testimonianza apostolica e del martirio nella città eterna.
    San Pietro compare sulla sinistra con le mani raccolte in atteggiamento di preghiera e lo sguardo rivolto verso Cristo. Il volto, caratterizzato dalla corta barba ricciuta e dai capelli grigi, riprende fedelmente l'iconografia tradizionale orientale dell'apostolo. Indossa una tunica verde scuro ricoperta da un ampio himation bruno-rossastro, modellato mediante eleganti lumeggiature che conferiscono volume e profondità ai panneggi.
    Alla destra è raffigurato San Paolo, riconoscibile dalla fronte ampia, dalla barba appuntita e dal Vangelo riccamente rilegato che sostiene con la mano sinistra, mentre la destra è portata al petto in segno di testimonianza della fede. L'ampio mantello rosso che avvolge la figura crea un efficace contrasto cromatico con la veste verde, secondo una tipologia iconografica consolidata nella pittura russa del XIX secolo.
    Nella parte superiore della composizione compare Cristo benedicente entro una luminosa apertura tra le nubi, rappresentato a mezzo busto mentre benedice con la mano destra e regge il Vangelo con la sinistra. La sua presenza sancisce l'autorità apostolica dei due santi e costituisce il fulcro teologico dell'intera rappresentazione.
    Lo sfondo è animato da un delicato paesaggio con alberature, edifici classicheggianti e un ampio specchio d'acqua che conduce prospetticamente verso il santuario centrale. La brillante foglia d'oro impiegata per le aureole e per il nimbo di Cristo si armonizza con le luminose tonalità azzurre del cielo, contribuendo all'equilibrio cromatico dell'intera composizione.
    Le iscrizioni in caratteri slavonici identificano chiaramente le figure dei due apostoli, mentre un cartiglio posto nella parte inferiore reca un'iscrizione liturgica riferita alla loro comune memoria.

    L'icona appartiene alla migliore produzione della Russia centrale della fine del XIX secolo, periodo durante il quale le principali botteghe di Mosca, Mstëra, Palekh e Choluj realizzarono numerose immagini destinate alla devozione privata, caratterizzate da un equilibrato connubio tra la tradizione iconografica antica e il gusto accademico sviluppatosi durante il periodo imperiale.
    L'iconografia con Pietro e Paolo affiancati, unita alla presenza di Cristo in gloria e della veduta simbolica della Basilica di San Pietro, richiama il ruolo universale dei due apostoli quali fondamenti della Chiesa e testimoni privilegiati della fede cristiana. La composizione, ispirata ai modelli della scuola moscovita del XVII secolo, è reinterpretata attraverso un linguaggio pittorico più raffinato, caratterizzato da un disegno preciso, cromie brillanti e una maggiore attenzione alla resa paesaggistica.





    Classificazione dello stato di conservazione: *** discreto.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La superficie pittorica presenta diffuse ma fisiologiche craquelure della pellicola pittorica, lievi abrasioni superficiali e modesti segni d'uso compatibili con l'età dell'opera. Le cromie conservano una buona brillantezza e la foglia d'oro delle aureole risulta sostanzialmente integra. Il supporto ligneo appare stabile e coerente con la tecnica costruttiva tradizionale, con naturali segni del tempo e senza evidenza di restauri strutturali invasivi.

  •  Icona russa quadririquadro con la Madre di Dio di Kazan, San Nicola Taumaturgo e i Santi Martiri Demetrio di Tessalonica e Giorgio il Vittorioso - XIX secolo
    Lotto 18

    Icona russa quadririquadro con la Madre di Dio di Kazan, San Nicola Taumaturgo e i Santi Martiri Demetrio di Tessalonica e Giorgio il Vittorioso - XIX secolo
    Altezza x larghezza: 36.5 x 31 cm.
    Tempera su tavola
    secondo una tipologia compositiva tradizionalmente legata alle committenze familiari e alle esigenze della devozione domestica russa. Nel registro superiore sinistro si riconosce la celeberrima iconografia della Madre di Dio di Kazan (Kazanskaja), raffigurata a mezzo busto con il capo dolcemente inclinato verso il Bambino Gesù, che si erge in posizione stante e benedicente. Il riquadro superiore destro ospita la figura ieratica di San Nicola Taumaturgo di Myra, ritratto con i paramenti vescovili mentre regge il libro dei Vangeli aperto ed esibisce ai lati i piccoli clipei fluttuanti di Gesù Cristo e della Vergine Maria, a richiamo del miracolo del Concilio di Nicea. Il registro inferiore è interamente dedicato alla sfera dei santi guerrieri e protettori della fede, mostrando a sinistra San Demetrio di Tessalonica e a destra San Giorgio il Vittorioso, entrambi ritratti in abiti militari romani coperti da manti rossi, mentre stringono saldamente nella mano destra la croce del martirio. Le scene sono incorniciate e separate da bande filettate in rosso e sormontate da ampie iscrizioni identificative calligrafiche in caratteri cirillici slavo-ecclesiastici ben leggibili lungo il margine superiore. Dal punto di vista stilistico, l'opera mostra una stesura pittorica calda e patinata, dominata dai toni accesi del rosso mattone, dell'ocra e dell'oro antico, con una stesura dei volti condotta secondo i canoni della tradizione antica. L'icona si presenta in buono stato di conservazione complessivo, caratterizzata da una diffusa e affascinante craquelure della preparazione che ne attesta l'autenticità e il lungo utilizzo storico all'interno dell'angolo bello di una dimora russa. Il modello dell'icona a quattro riquadri (Četyrekhčastnaja) risponde a un preciso intento teologico e pratico ampiamente diffuso tra il XVIII e il XIX secolo, concepito per racchiudere in un'unica tavola lignea un intero compendio di intercessione e protezione per il nucleo familiare. La scelta delle figure non è mai casuale ma bilancia perfettamente i massimi pilastri del culto ortodosso. La presenza della Vergine di Kazan garantisce la protezione della casa e della nazione, mentre San Nicola incarna il protettore universale degli afflitti, dei mercanti e dei fanciulli. La sezione inferiore, presidiata dai grandi santi megalomartiri Demetrio e Giorgio, aggiunge una forte valenza apotropaica e di difesa contro i mali del mondo, trasformando la tavola in un vero e proprio scudo spirituale per la famiglia del committente.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona russa raffigurante le Dodici Grandi Feste Ortodosse - Inizio XX secolo
    Lotto 19

    Icona russa raffigurante le Dodici Grandi Feste Ortodosse - Inizio XX secolo
    Altezza x larghezza: 31 x 26,5 cm.
    Tempera su tavola
    secondo la tradizione della Chiesa ortodossa. La composizione è organizzata in una rigorosa suddivisione in riquadri, ciascuno dei quali illustra uno dei principali episodi delle festività liturgiche del calendario ortodosso, secondo schemi iconografici codificati di matrice post-bizantina. Al centro della composizione è raffigurata l’Anastasis e la Resurrezione di Cristo, rappresentate secondo l’iconografia tradizionale con Cristo che discende agli inferi per liberare Adamo ed Eva. L’insieme riflette la complessa articolazione dottrinale delle icone festive, in cui la narrazione evangelica si traduce in un sistema visivo altamente codificato, destinato alla meditazione e alla liturgia.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona russa raffigurante la Madre di Dio Consolazione degli Afflitti  - fine XVIII – inizi XIX secolo
    Lotto 20

    Icona russa raffigurante la Madre di Dio Consolazione degli Afflitti - fine XVIII – inizi XIX secolo
    Height x width: 36 x 30,5 cm
    tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante la Madre di Dio "Consolazione degli Afflitti" (Utoli Moja Pečali), una delle più celebri immagini mariane della tradizione ortodossa russa, venerata quale potente interceditrice nelle sofferenze spirituali e corporali.
    La Vergine è rappresentata a mezzo busto, con il capo lievemente inclinato e lo sguardo rivolto verso il fedele, secondo un atteggiamento di intensa partecipazione e compassione. La mano destra è portata al petto in gesto di umile preghiera e di intercessione, mentre la sinistra sostiene un rotolo aperto recante un'iscrizione in caratteri slavonici, contenente un'invocazione rivolta ai fedeli.
    L'ampia aureola e il fondo sono realizzati in foglia d'argento, oggi naturalmente ossidata, elemento tipico di numerose produzioni russe tra il XVIII e il XIX secolo. Il volto è caratterizzato da un modellato morbido e da sottili lumeggiature che conferiscono particolare intensità espressiva, mentre il maphorion della Vergine è impreziosito da minute decorazioni puntinate e dalle tradizionali stelle mariane.
    Le iscrizioni slavoniche ai lati dell'aureola identificano la Madre di Dio secondo la consueta formula devozionale ortodossa. L'impostazione severa della composizione, l'essenzialità dell'impianto iconografico e la raffinata resa del volto richiamano i modelli della pittura russa di tradizione tardo-seicentesca, reinterpretati nelle produzioni devozionali della fine del XVIII secolo.

    L'iconografia della Madre di Dio "Consolazione degli Afflitti" si diffuse ampiamente in Russia a partire dal XVII secolo, diventando uno dei principali soggetti della devozione privata. L'immagine esprime la funzione mediatrice della Vergine, invocata quale conforto nelle sofferenze, nelle malattie e nelle difficoltà della vita quotidiana.
    Per caratteristiche stilistiche, tecnica esecutiva, impostazione iconografica e costruzione del supporto ligneo, la presente opera appare riconducibile ad una manifattura russa realizzata tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La superficie pittorica presenta un discreto stato di conservazione, con diffuse craquelure della preparazione e della pellicola pittorica compatibili con l'età dell'opera. Sono visibili abrasioni superficiali, usure lungo i margini, alterazioni della foglia d'argento dovute alla naturale ossidazione e numerosi piccoli fori distribuiti sull'intera superficie, riconducibili alla precedente applicazione di una riza metallica oggi perduta.
    Il supporto ligneo appare complessivamente stabile e coerente con la tecnica costruttiva tradizionale. Sul verso sono presenti i normali segni del tempo e dell'utilizzo, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. Nel complesso l'opera conserva una buona leggibilità dell'immagine e mantiene un significativo interesse storico, devozionale e collezionistico.

  •  Icona russa raffigurante la Crocifissione di Cristo con la Madre di Dio di Kazan, San Nicola Taumaturgo e santi Floro e Lauro  - inizio XIX secolo
    Lotto 21

    Icona russa raffigurante la Crocifissione di Cristo con la Madre di Dio di Kazan, San Nicola Taumaturgo e santi Floro e Lauro - inizio XIX secolo
    Altezza x larghezza: 36,5 x 30 cm
    tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante la Crocifissione di Cristo, fulcro della composizione, accompagnata da un articolato programma devozionale comprendente la Madre di Dio di Kazan, San Nicola Taumaturgo e due santi guerrieri a cavallo, probabilmente San Giorgio e San Demetrio, particolarmente venerati nella tradizione ortodossa russa.
    La composizione è organizzata secondo un impianto quadripartito dominato dalla grande croce lignea al centro, sulla quale Cristo è rappresentato morto, con il capo reclinato e il corpo elegantemente modellato secondo la tradizione iconografica bizantina. Ai lati della croce compaiono la Madre di Dio e San Giovanni Evangelista in atteggiamento di dolorosa contemplazione, secondo il tradizionale schema della Crocifissione.
    Nel registro superiore sinistro è raffigurata la Madre di Dio di Kazan, rappresentata a mezzo busto con il Bambino Gesù, una delle immagini mariane più venerate della Russia imperiale. Di fronte compare San Nicola Taumaturgo, raffigurato in veste episcopale mentre benedice con la mano destra e sostiene il Vangelo con la sinistra. Tra le due figure si inserisce una piccola immagine della Madre di Dio entro una nicchia, sottolineando il carattere devozionale dell'insieme.
    Nel registro inferiore sono raffigurati due santi cavalieri armati di lancia, identificabili con buona probabilità in San Giorgio e San Demetrio, rappresentati nell'atto di cavalcare destrieri di diverso colore secondo un'iconografia diffusa nelle produzioni russe tra XVIII e XIX secolo. La loro presenza accanto alla Crocifissione e alle figure della Vergine e di San Nicola evidenzia la funzione protettiva dell'icona destinata alla devozione privata.
    Il fondo dorato e la bordura rossa, uniti all'essenzialità della composizione e alle iscrizioni slavoniche identificative, richiamano la tradizione della pittura russa provinciale, caratterizzata da un linguaggio sobrio ma fortemente simbolico.

    Questa tipologia di icona composita ebbe ampia diffusione nella Russia centrale tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo. La riunione dei principali soggetti della devozione popolare all'interno di un'unica tavola consentiva al fedele di raccogliere in una sola immagine la protezione di Cristo crocifisso, della Madre di Dio e dei santi maggiormente invocati nella vita quotidiana.
    Per caratteristiche stilistiche, tecnica esecutiva, impostazione iconografica e costruzione del supporto ligneo, la presente opera appare riconducibile ad una manifattura russa realizzata tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La superficie pittorica presenta un discreto stato di conservazione, con diffuse craquelure della preparazione e della pellicola pittorica compatibili con l'età dell'opera. Sono visibili abrasioni superficiali, usure lungo i margini, alterazioni della foglia d'argento dovute alla naturale ossidazione e numerosi piccoli fori distribuiti sull'intera superficie, riconducibili alla precedente applicazione di una riza metallica oggi perduta.
    Il supporto ligneo appare complessivamente stabile e coerente con la tecnica costruttiva tradizionale. Sul verso sono presenti i normali segni del tempo e dell'utilizzo, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. Nel complesso l'opera conserva una buona leggibilità dell'immagine e mantiene un significativo interesse storico, devozionale e collezionistico.

  •  Icona russa raffigurante la SS. Trinità - XIX secolo
    Lotto 22

    Icona russa raffigurante la SS. Trinità - XIX secolo
    Altezza x larghezza x profondità: 26,8 x 24 x 2,4 cm.
    tempera su tavola
    Icona su tavola raffigurante la Santissima Trinità secondo l’iconografia di tradizione ortodossa. Al centro della composizione sono rappresentate le figure del Padre e del Figlio, sedute l’una accanto all’altra ai lati del globo terrestre, simbolo del dominio universale e della creazione. Il Figlio è raffigurato secondo il consueto modello cristologico, mentre il Padre è reso in forma ieratica, in atteggiamento solenne e benedicente. Nella parte superiore della composizione, lo Spirito Santo è rappresentato in forma di colomba, irradiato dall’alto, a completamento del mistero trinitario. L’insieme si inserisce nella tradizione iconografica russa post-bizantina, caratterizzata da una forte valenza teologica e simbolica, in cui la rappresentazione della Trinità segue schemi compositivi codificati e strettamente legati alla dottrina della Chiesa ortodossa.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona russa raffigurante il Pantocratore - Fine XIX secolo
    Lotto 23

    Icona russa raffigurante il Pantocratore - Fine XIX secolo
    Altezza x larghezza: 36 x 31 cm Peso: 505 gr.
    Tempera su tavola
    una delle immagini più solenni e significative della tradizione iconografica cristiana orientale. Il termine greco Pantocrator (Παντοκράτωρ) significa “Onnipotente” o “Colui che governa ogni cosa” e identifica Cristo come Signore dell’universo, giudice e Salvatore dell’umanità. L’iconografia deriva dalla tradizione bizantina e si afferma pienamente a partire dall’età paleocristiana, raggiungendo la sua massima espressione nei mosaici e nelle icone delle chiese ortodosse medievali. La raffigurazione più tipica presenta Cristo a mezzo busto o seduto in trono, con il volto frontale e lo sguardo diretto verso il fedele, a sottolineare la sua presenza divina e il rapporto personale con l’osservatore. Cristo è rappresentato con la mano destra sollevata nel gesto della benedizione, secondo la tradizione liturgica orientale, mentre nella mano sinistra tiene il Vangelo, spesso aperto su un passo che richiama la sua funzione di Verbo incarnato e maestro della verità. Il volto, caratterizzato da una solenne espressione di equilibrio tra severità e misericordia, richiama la doppia natura di Cristo: divina e umana. Il nimbo crucifero dorato, con le lettere greche Ο Ω Ν (“Colui che è”), ne ribadisce la natura eterna e consustanziale al Padre. La composizione si ispira al modello del Pantocratore della tradizione bizantina, destinato originariamente a dominare lo spazio sacro delle absidi delle chiese, dove l’immagine di Cristo rappresentava il punto culminante della visione teologica dell’edificio: il Cristo celeste che presiede alla creazione e al destino finale dell’uomo. La tecnica a tempera su tavola, tipica della produzione iconica, segue i principi della pittura sacra bizantino-russa, nella quale ogni elemento assume un preciso valore simbolico: il fondo dorato richiama la luce divina e l’assenza di un tempo terreno, mentre la costruzione prospettica e la ieraticità della figura invitano alla contemplazione spirituale più che alla semplice rappresentazione naturalistica. L’opera testimonia la continuità della tradizione iconografica orientale, conservando il linguaggio formale e simbolico che, attraverso i secoli, ha reso il Cristo Pantocratore una delle immagini più venerate e riconoscibili della cristianità.



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

  •  Icona russa quadripartita raffigurante la crocifissione di Cristo e Santi Protettori  - Fine XIX secolo
    Lotto 24

    Icona russa quadripartita raffigurante la crocifissione di Cristo e Santi Protettori - Fine XIX secolo
    Altezza x larghezza: 38 x 32 cm Peso: 1172 gr.
    Tempera su tavola
    Questa specifica tipologia di manufatto, strutturata attorno a un fulcro centrale e divisa in scomparti, nasce storicamente per soddisfare le esigenze della devozione privata e domestica: permetteva alle famiglie di raccogliere in un'unica tavola le immagini miracolose e i santi protettori più venerati, offrendo una protezione spirituale completa alla casa.L’architettura teologica dell'opera si sviluppa lungo l'asse verticale centrale, dominato dalla Crocifissione di Gesù Cristo. La croce è raffigurata nella tipica forma a tre bracci della tradizione ortodossa russa, con la barra inferiore (suppedaneum) inclinata. Ai lati del braccio orizzontale, inserite in due scomparti intermedi, emergono le figure dolenti delle Pie Donne: la Vergine Maria a sinistra e Santa Maria Maddalena a destra, entrambe ritratte in atteggiamento di profondo cordoglio. Sopra la croce, tra le nubi, appare la figura di Dio Padre che accoglie il sacrificio del Figlio. La superficie rimanente è ripartita in quattro grandi quadranti indipendenti:In alto a sinistra: La Madre di Dio di Kazan’, il supremo palladio e protettrice storica della nazione russa, raffigurata a mezzo busto con il Bambino Gesù in piedi, frontale e benedicente. In alto a destra: San Nicola di Mira (il Taumaturgo), il santo più amato del pantheon ortodosso, protettore dei viaggiatori e dei bisognosi, colto nell'atto di benedire e con il Vangelo in mano. In basso a sinistra: L'Arcangelo Michele come condottiero delle schiere celesti, colto in sella a un destriero alato rosso fuoco mentre suona la tromba del Giudizio, iconografia apocalittica legata alla protezione contro le forze del male. In basso a destra: San Giorgio che uccide il drago, il santo militare per eccellenza, colto sul cavallo bianco nell'atto di trafiggere la bestia, simbolo del trionfo della Fede e della giustizia divina. 



    Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
    L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.

Lotti dal 1 al 24 di 380
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ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti

L’asta sarà battuta il 29 settembre 2026 a partire dalle ore 15:00 CET presso la sede di Bertolami Fine Art S.r.l. in Piazza Lovatelli, 1 – Roma



1. Modalità di partecipazione

Sono previste le seguenti modalità di partecipazione: di persona presso i locali in cui l’asta sarà battuta; telefonica; online previa registrazione sul nostro sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner (vedi elenco sotto riportato); tramite offerta scritta fatta pervenire entro le 12:30 CET di martedì 29 settembre.   


a. Partecipazione in sala

I clienti non conosciuti e che non si fossero già registrati dovranno essere provvisti di un valido documento di identità.


b. Partecipazione telefonica

É possibile fare le proprie offerte durante l’asta tramite telefono guidati da un nostro operatore. Per accedere a questa modalità di partecipazione sarà necessario prenotarsi entro le 12:30 CET di martedì 29 settembre specificando i lotti per i quali si intende entrare in gara e un recapito telefonico. I clienti così prenotati saranno chiamati al numero di telefono da loro indicato alcuni lotti prima di quelli per cui avranno manifestato interesse

La prenotazione per la partecipazione telefonica ha il valore di un’offerta scritta alla base d’asta indicata in catalogo.

Per prenotare la partecipazione telefonica compilare l’apposito modulo di offerta (Per info: T +39 06.32609795 - +39 06.3218464 - info@bertolamifineart.com)


c. Partecipazione online attraverso il nostro sito o i portali partner

È possibile fare le proprie offerte durante l’asta registrandosi sul nostro sito www.bertolamifineart.com oppure sui seguenti portali partner:

Arsvalue (www.arsvalue.com)

Bidspirit (www.bidspirit.com)

Drouot (www.drouot.com)

Invaluable (www.invaluable.com)

Bidinside (www.bidinside.com)

OneBid (www.onebid.it)


L’iter di registrazione sul sito www.bertolamifineart.com richiede l’inserimento delle copie dei documenti d’identità così come richiesto dal sistema operativo e può ritenersi completato solo dopo aver ricevuto una e-mail di convalida da parte della casa d’aste.


Richiesta assistenza

In caso di difficoltà nel portare a termine il processo di registrazione oppure in caso di mancata ricezione del messaggio mail di convalida, richiedere assistenza ai seguenti recapiti:

info@bertolamifineart.com - +39 06 32609795

 

d. Partecipazione tramite offerta scritta

È infine possibile formulare le proprie offerte per iscritto compilando l’apposito modulo di offerta per procura o anche tramite testo libero. Le offerte scritte dovranno essere ricevute da Bertolami Fine Art entro le 12,30 CEST di martedì 29 settembre e potranno essere trasmesse tramite e-mail (info@bertolamifineart.com), per posta o consegnate presso i nostri uffici di Piazza Lovatelli 1 – 00186 Roma. L’offerta scritta ha il valore di autorizzazione al banditore ad effettuare offerte per conto del firmatario.

 

2. Visione dei lotti

Per informazioni sulla visione dei lotti:

f.moroni@bertolamifineart.com

c.cipriani@bertolamifineart.com

 

3. Offerte pre asta

Dalla data di pubblicazione del catalogo online sino alle 12,30 CET di martedì 29 settembre sarà possibile:

- cominciare a effettuare offerte sul sito www.bertolamifineart.com  o sui portali partner come elencati al punto c del paragrafo 1

- inviare le offerte scritte di cui al punto d del paragrafo 1


Nel caso di:

- unica offerta pre asta su un lotto

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato alla base d’asta anche ove l’unica offerta pervenuta fosse di importo superiore (l’importo dell’offerta pre asta indica infatti l’offerta massima che l’offerente è disposto ad effettuare)

Esempio: base d’asta € 1.000 – Unica offerta pre-asta € 1.500 – Aggiudicazione a € 1.000


 - offerte pre asta multiple dello stesso importo su uno stesso lotto

 in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta con data anteriore.


- offerte pre asta multiple dello stesso importo su uno stesso lotto effettuate su portali diversi

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, se le offerte dello stesso importo sono state effettuate su portali diversi, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta pervenuta sul sito www.bertolamifineart.com anche se tale offerta fosse stata effettuata in data posteriore alle offerte effettuate sul portale partner Bidinside.


 - offerte pre asta multiple di importi diversi su un medesimo lotto

in assenza di offerte di rilancio durante l’asta, il lotto sarà aggiudicato all’autore dell’offerta più alta a un prezzo di aggiudicazione calcolato aggiungendo all’importo dell’offerta immediatamente inferiore un incremento prestabilito nella tabella pubblicata in calce (Tabella A)

Esempio: offerta cliente A €1.270, offerta cliente B € 1800. Vince il cliente B non al prezzo di aggiudicazione di € 1.800 ma di € 1.370. Viene cioè applicato all’importo dell’offerta immediatamente inferiore l’incremento automatico di € 100 previsto dalla tabella quando le offerte sono comprese nello scaglione € 1.000-1.999.


4. Modalità e tempi di pagamento

Gli acquirenti dei lotti vincenti potranno scegliere tra le seguenti modalità di pagamento:

- carta di credito (Visa, MasterCard e American Express);

- Paypal

- Bonifico bancario a favore di Bertolami Fine Art S.r.l.

(nel caso di pagamenti effettuati tramite bonifico extra-europeo aggiungere €10 all’importo della fattura)

- contanti (entro il limite legalmente consentito);

- solo per i clienti conosciuti:

 assegno bancario non trasferibile o assegno circolare intestato a Bertolami Fine Art s.r.l.

- assegno bancario non trasferibile o circolare intestato a Bertolami Fine Art s.r.l. 

 (nel caso di pagamenti  effettuati tramite assegni esteri aggiungere € 10 all’importo della fattura);


Il pagamento dei lotti acquistati dovrà essere effettuato entro 5 giorni dalla ricezione della fattura.


In caso di ritardato pagamento, dal trentunesimo giorno dalla data dell’aggiudicazione sarà applicata una penale pari all’1%/mese sull'importo della fattura non pagata.


Nota bene:

le fatture pagate tramite assegno, contanti o bonifico bancario sono esenti dal pagamento delle tasse amministrative applicate invece sui pagamenti effettuati tramite carta di credito (+1,5%) o Paypal (+3,5%).


5. Diritti d’asta

L’acquirente corrisponderà a Bertolami Fine Art una commissione calcolata in percentuale sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto. Tale commissione viene così calcolata:

quanto al 28% per la parte di prezzo sino a € 10.000;

quanto al 26% per la parte di prezzo da € 10.001 a € 400.000;

quanto al 24% per la parte di prezzo da € 400.001 in su.


Sui lotti acquistati tramite partecipazione on line sul sito www.bertolamifineart.com o sui portali partner si applicherà un’ulteriore commissione così quantificata:

Arsvalue + 0 % del prezzo di aggiudicazione

BidInside + 2,5 % del prezzo di aggiudicazione

Bidspirit + 1,5 % del prezzo di aggiudicazione

Drouot + 3 % del prezzo di aggiudicazione

Invaluable + 5 % del prezzo di aggiudicazione

OneBid + 1,5 % del prezzo di aggiudicazione


6. Costi ulteriori

I costi di spedizione, eventuali costi doganali, nonché i costi relativi alle pratiche da istruire per il rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di qualsiasi autorizzazione ministeriale preventiva richiesta per l’esportazione dei lotti aggiudicati sono a carico del compratore.

Nel caso in cui, per contestazioni ingiustificate, i beni dovessero essere restituiti a Bertolami Fine Art, le spese doganali e di spedizione sono a carico del cliente.


7. Descrizione dei lotti

Agendo in qualità di mandataria del venditore, Bertolami Fine Art s.r.l. è esente da qualsiasi responsabilità in ordine alla provenienza e alle descrizioni e valutazioni dei lotti nel catalogo, nei condition report e in qualsiasi altro materiale illustrativo. Tali descrizioni hanno valore puramente indicativo e vanno intese come parere personale dei nostri esperti.


8. Rilascio dell’attestato di Libera Circolazione o di altra autorizzazione ministeriale necessaria per l’esportazione dei beni aggiudicati

La consegna dei lotti al di fuori dei confini italiani potrebbe essere soggetta alle norme stabilite dal Codice dei Beni Culturali (Dlgs. 42/2004 e ss.mm.ii.) in materia di esportazione dei beni di interesse culturale. Pertanto, nel caso in cui il bene acquistato presentasse caratteristiche tali da richiedere per la sua uscita definitiva dal territorio della Repubblica Italiana una qualsiasi forma di autorizzazione ministeriale, i tempi di rilascio di tale autorizzazione saranno regolati dall’Ufficio Esportazione oggetti d’antichità e d’arte del Ministero della Cultura.

Tali tempi di rilascio vanno mediamente calcolati nell’ordine di 60/90 giorni dal giorno dell’apertura della pratica per un Attestato di Libera Circolazione (art.68 del Codice dei Beni Culturali) e di 30 giorni per un’Autocertificazione. La casa d’aste declina ogni responsabilità per eventuali ritardi nella chiusura della pratica, ritardi addebitabili soltanto alle autorità ministeriali competenti. La pratica viene aperta solo all’avvenuto pagamento del bene e dietro esplicita autorizzazione dell’acquirente.


9. Condizioni di vendita

Le condizioni di vendita che regolano il rapporto tra Bertolami Fine Art e la gentile clientela che prenderà parte alle aste sono pubblicate in ogni catalogo. Poiché esse si intendono automaticamente accettate dal momento della partecipazione all’asta, si prega di leggerle con attenzione

In caso di discordanza tra la versione delle condizioni di vendita pubblicata su catalogo cartaceo e quella pubblicata su catalogo online, prevale la versione online. 

 

10. Pubblicazione dei risultati d’asta

L’elenco delle aggiudicazioni sarà pubblicato da Bertolami Fine Art sul proprio sito, www.bertolamifineart.com, a soli fini informativi, entro dieci giorni dalla chiusura dell’asta.


11. Consegna dei lotti aggiudicati

I lotti aggiudicati entrano in consegna dal momento del pagamento dell’intero prezzo.

Le modalità di consegna vanno concordate con la Responsabile dell’Ufficio Logistica: a.tabacco@bertolamifineart.com

 

Ritiro in sede

Il ritiro in sede è possibile solo su appuntamento da concordare con la Responsabile dell’Ufficio Logistica: Alessandra Tabacco (a.tabacco@bertolamifineart.com).

Gli appuntamenti vengono fissati nei giorni e negli orari lavorativi. Sono pertanto esclusi il sabato, la domenica e i giorni festivi.

 

Si precisa che Bertolami Fine Art non dispone di un autonomo servizio di spedizione dei lotti.

È però in grado di assistere l’acquirente mettendolo in contatto con corrieri specializzati, già sperimentati dalla casa d’aste con risultati soddisfacenti, a cui l’acquirente potrà richiedere un preventivo gratuito e senza impegno.


L’acquirente è comunque libero di affidare la spedizione a corrieri di sua fiducia.


Bertolami Fine Art non risponde dell’operato del corriere.

Sessioni

  • 29 settembre 2026 ore 15:00 Sessione unica (1 - 380)

Esposizione

Per informazioni sulla visione dei lotti:

f.moroni@bertolamifineart.com

c.cipriani@bertolamifineart.com

Pagamenti e Spedizioni

Consegna dei lotti aggiudicati

I lotti aggiudicati entrano in consegna dal momento del pagamento dell’intero prezzo.

Le modalità di consegna vanno concordate con la Responsabile dell’Ufficio Logistica: a.tabacco@bertolamifineart.com

 

Ritiro in sede

Il ritiro in sede è possibile solo su appuntamento da concordare con la Responsabile dell’Ufficio Logistica: Alessandra Tabacco (a.tabacco@bertolamifineart.com).

Gli appuntamenti vengono fissati nei giorni e negli orari lavorativi. Sono pertanto esclusi il sabato, la domenica e i giorni festivi.

 

Si precisa che Bertolami Fine Art non dispone di un autonomo servizio di spedizione dei lotti.

È però in grado di assistere l’acquirente mettendolo in contatto con corrieri specializzati, già sperimentati dalla casa d’aste con risultati soddisfacenti, a cui l’acquirente potrà richiedere un preventivo gratuito e senza impegno.


L’acquirente è comunque libero di affidare la spedizione a corrieri di sua fiducia.


Bertolami Fine Art non risponde dell’operato del corriere.

Condizioni di vendita

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Rilanci

  • da 0 a 100 rilancio di 5
  • da 100 a 200 rilancio di 10
  • da 200 a 500 rilancio di 20
  • da 500 a 1000 rilancio di 50
  • da 1000 a 2000 rilancio di 100
  • da 2000 a 5000 rilancio di 200
  • da 5000 a 10000 rilancio di 500
  • da 10000 a 20000 rilancio di 1000
  • da 20000 a 50000 rilancio di 2000
  • da 50000 in avanti rilancio di 5000