Pre-Asta ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti Sessione unica
martedì 29 settembre 2026 ore 15:00 (UTC +01:00)
Icona russa Trinità neotestamentaria, Madre di Dio Gioia di Tutti gli Afflitti, San Giorgio e santi - fine XVIII – inizi XIX secolo (circa 1790–1820)
Icona russa Trinità neotestamentaria, Madre di Dio Gioia di Tutti gli Afflitti, San Giorgio e santi - fine XVIII – inizi XIX secolo (circa 1790–1820)
Altezza x larghezza: 44,5 x 37,5 cm
Tempera su tavola
Importante icona composita raffigurante la Croce del Golgota quale fulcro della Redenzione, circondata da numerose immagini sacre appartenenti alla tradizione devozionale ortodossa russa.
L'impianto compositivo è organizzato secondo una rigorosa struttura quadripartita convergente verso il grande medaglione centrale, entro il quale è raffigurata la Croce del Calvario innalzata sul monte Golgota. Ai lati della Croce compaiono Cristo e Dio Padre, mentre alla base è rappresentato il teschio di Adamo, secondo la tradizionale interpretazione teologica della salvezza dell'umanità mediante il sacrificio di Cristo. Al di sopra della Croce compare la raffigurazione della Santissima Trinità entro una piccola mandorla luminosa.
Nel quadrante superiore sinistro è raffigurata la Madre di Dio "Gioia di Tutti gli Afflitti" (Vseh Skorbjaščich Radost'), circondata da un'ampia schiera di angeli, santi e fedeli imploranti, secondo una delle più celebri iconografie mariane della tradizione russa.
Il settore superiore destro presenta una scena funeraria con il Cristo benedicente accanto al sepolcro di santi martiri, probabilmente riferibile ai santi Floro e Lauro o ad altra commemorazione liturgica collegata al culto dei martiri, secondo una tipologia iconografica diffusa nella produzione dei Vecchi Credenti.
Nel quadrante inferiore sinistro è raffigurato San Giorgio il Vittorioso a cavallo bianco nell'atto di trafiggere il drago, simbolo del trionfo della fede sul male. La figura del santo, resa con notevole dinamismo, occupa gran parte dello spazio ed è caratterizzata dal vivace contrasto tra il candore del cavallo e le intense tonalità rosse del mantello.
Nel settore inferiore destro compare un gruppo di santi, asceti e martiri della Chiesa orientale, disposti frontalmente secondo una rigorosa gerarchia iconografica. In primo piano sono inoltre raffigurati tre cavalli, probabile richiamo al culto dei santi protettori degli animali e delle attività rurali.
L'intera composizione è delimitata da una ricca bordura dipinta in foglia d'oro decorata con motivi ornamentali vegetali e floreali. Lo sfondo dorato conferisce unità all'insieme e valorizza il raffinato contrasto cromatico tra i rossi intensi delle vesti, i verdi profondi e i toni ocra della preparazione pittorica.
L'opera appartiene alla produzione della Russia centrale tra la fine del XVIII e i primi decenni del XIX secolo, periodo durante il quale le botteghe legate ai Vecchi Credenti (Staroobrjadcy) svilupparono una ricca produzione di icone composite destinate alla devozione privata.
Per qualità dell'impostazione iconografica, ricchezza del programma figurativo e caratteristiche stilistiche, la presente icona può essere riferita a una produzione di buon livello della Russia centrale, databile tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo.
Classificazione dello stato di conservazione: *** discreto.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. La superficie pittorica presenta un discreto stato di conservazione, con diffuse craquelure della preparazione e della pellicola pittorica compatibili con l'età dell'opera. Sono visibili abrasioni superficiali, usure lungo i margini, alterazioni della foglia d'argento dovute alla naturale ossidazione e numerosi piccoli fori distribuiti sull'intera superficie, riconducibili alla precedente applicazione di una riza metallica oggi perduta.
Il supporto ligneo appare complessivamente stabile e coerente con la tecnica costruttiva tradizionale. Sul verso sono presenti i normali segni del tempo e dell'utilizzo, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. Nel complesso l'opera conserva una buona leggibilità dell'immagine e mantiene un significativo interesse storico, devozionale e collezionistico.



