Presale LE ALI DELLA FANTASIA. PARTE I
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Lot 25 Mario Tozzi (1895 - 1979)
Testa
Cromolitografia su carta
69,5 x 49,5 cm (Foglio)
Firma: “M Tozzi” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “PA” al recto a matita
Elementi distintivi: al recto, timbro a secco “Carta chiara Urbino”; al verso, etichetta Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 26 Giancarlo Bettis (1936 - 2014)
Paesaggio con figura
Serigrafia materica (sabbia) su carta
36 x 26 cm (lastra)
Firma: “bettis” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “IV/XX” al recto a matita
Provenienza: Galleria d'Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di autenticità della Galleria d’Arte Martinazzo con dati relativi all’opera
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Ferioli risulta aver partecipato al Concorso nazionale di pittura estemporanea di Arona sia nel 1973 sia nel 1974 -
Lot 27 Anonimo (XX secolo)
Madonna di Vladimir
Tempera su tavola
33,5 x 25 cm
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 28 Eraldo Librari (1907 - 1988), per Cartiere Miliani, Fabriano
Autoritratto di Raffaello Sanzio, da, 1980-1990
Filigrana in chiaroscuro retroilluminata
42,6 x 35 cm (luce)
41 x 33 cm (Luce)
Firma: "E. Librari"
Altre iscrizioni: filigrana del produttore “CARTIERE MILIANI FABRIANO”
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 85% (parti elettriche non verificate o mancanti; danni alla cornice; apparato elettrico non verificato)
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Lot 29 Italia (Fine del XX secolo - Inizi del XXI secolo)
Rivisitazione
Stampa offset su carta
148 x 73 cm
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 30 Enrico Benetta (1977)
Tre alberi
Acrilico, smalto e sabbie su carta applicata su tela
150 x 150 cm
Firma: “Enrico Benetta”, “EBenetta”, “EB” sul verso
Altre iscrizioni: “Per autentica”, “Tre alberi… Come isole in un cielo magico… La linfa è la poesia… La musica la danza… E l’amore! E nascono cuori…”
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: fotocertificato firmato dall'artista e timbrato dalla Galleria d'Arte Martinazzo, Montebelluna (non datato)
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia (1859-1865), grazie a una borsa di studio Noè Bordignon si reca in seguito a Roma dove si avvicina ai modi della pittura purista. Ritornato nel 1869 in Veneto, vive e lavora tra Castelfranco e Venezia realizzando a partire dall'inizio del nuovo decennio numerosi cicli ad affreschi nelle chiese dell'entroterra, mentre nella pittura di cavalletto sviluppa temi di genere ispirati al folklore locale che, tra la fine degli anni Settanta e l'inizio del nuovo secolo, vengono apprezzati nelle principali mostre italiane ed estere. A questo periodo fecondo dell'attività dell'artista appartiene "Due compatrioti di Canova", databile al 1882 sulla base della sua esposizione nello stesso anno alla Erste Internationale Kunstausstellung di Vienna, ripresentato nel 1883 prima all'Esposizione di Belle Arti di Roma e poi a Milano all'Accademia di Brera, quindi nel 1884 alla Promotrice di Torino dove viene acquistato da un compratore inglese.
L'opera raffigura una conversazione tra due contadini veneti – i due compatrioti di Canova da cui deriva il titolo - e tre ragazze sullo sfondo del monumento a Canova nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, progettato da Canova come cenotafio per Tiziano ma realizzato postumo dai suoi allievi per celebrarne la memoria e custodirne il cuore.
Notevole la scelta compositiva, con la luminosa e imponente mole del monumento canoviano che magnifica e nobilita un momento di vita quotidiana, colto con quella freschezza da istantanea tipica dell'artista. All'immediatezza della scena concorre il disegno minuto, di ascendenza purista, a cui è affidata una descrizione iperrealistica che non risparmia neanche le sbeccature degli scalini in primo piano e distingue la sua produzione dalla maniera più sciolta e rapida di altri protagonisti della pittura di genere veneta come Giacomo Favretto e Luigi Nono. Accurata anche la descrizione delle vesti – aspetto a cui Bordignon, figlio di un sarto e di una cucitrice, conferisce da sempre notevole valore – con i colori limpidi e vivaci delle tre ragazze che risaltano sul chiarore dello sfondo, mentre in primo piano una fanciulla più modestamente abbigliata con un bimbetto disteso accanto a sé guarda fisso verso lo spettatore, contribuendo così alla verità dell'immagine.
Sabrina Spinazzè -
Lot 31 Cerquetti (II metà del XX secolo)
Senza titolo (Genesi), 1979
Rame battuto, pannello di compensato
86 x 110,8 cm
Firma: “Cerquetti”, inciso sul rame, con iniziale non perfettamente leggibile
Data: “79”, inciso sul rame
Elementi distintivi: al verso due etichette con numeri “57” e “30/86”
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Luigi Serena, pittore d'elezione della borghesia trevigiana a cavallo tra '800 e '900, non ebbe allievi diretti, ma fu ammirato dagli artisti più giovani per il suo spirito bohémien e antiborghese, anche quale riferimento morale, diventando una pietra miliare nell'orizzonte artistico della Marca. Saranno proprio gli artisti dell'avanguardia, in testa Arturo Martini, a promuovere la mostra postuma di Serena poco dopo la sua morte nel 1911. Pur operando prevalentemente in provincia, l'artista partecipò con successo alle più importanti esposizioni del tempo: a Venezia (1881), Milano (1883), Torino (1884), Firenze (1886), Parigi (1888) e Monaco (1890). Fu tra gli invitati alla Biennale veneziana del 1897 (Eugenio Manzato, "Treviso", in "La Pittura in Italia. L'Ottocento", Milano, 1990, p. 213).
Il foglio è stato identificato da Eugenio Manzato nel 2002. Come osserva Ottorino Stefani, il «delicato e gentile» "Ritratto di ragazza con corona di alloro", riecheggia modelli rinascimentali ("Luigi Serena 1855-1911", Ponzano Veneto, 2006, p. 169). -
Lot 32 Athos Sanchini (1945 - 2024)
Fiori per lei
Monotipo calcografico su carta
66,5 x 50 cm
Firma: “Sanchini Athos” a matita al recto
Data: “1971” a matita al recto
Altre iscrizioni: “calcografia monotipo” e “Fiori per lei” a matita al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 70% (umidità, gondolature e tracce di nastro adesivo)
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Lot 33 Cesco Magnolato (1926 - 2022)
Temporale vegetale, 1985
Olio su tela
70 x 80 cm
Firma: “Magnolato” al recto e sul telaio; “Cesco Magnolato” sul verso e sul telaio
Elementi distintivi: sul vetro, etichetta del Primo premio al “V concorso nazionale di pittura” di Crocetta del Montello, 1986; sul telaio, etichetta del “V concorso nazionale di pittura”, Società operaia di mutuo soccorso, Crocetta del Montello (Treviso) con dati relativi all’opera e anno di esecuzione; etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Esposizioni: “5’ Concorso nazionale di pittura”, Società operaia di mutuo soccorso, Crocetta del Montello (Treviso)
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 34 Luigi Virili (1945)
Colori e spazi
Olio su tela
60 x 79 cm
Firma: sul verso, “Virili Luigi”
Altre iscrizioni: sul verso, indirizzo dell’artista, titolo e prezzo
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 80% (ammaccatura)
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Lot 35 Domenico Cantatore (1906 - 1998)
Natura morta
Serigrafia su carta
52 x 62,5 cm (luce)
Firma: “Cantatore “ al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “132/165” al recto a matita
Elementi distintivi: etichetta della Veneto Banca con riferimenti di inventario
Provenienza: Galleria d'Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di autenticità della Galleria d’Arte Martinazzo con dati dell’opera
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 36 Roberto Poloni (1938)
Punta della Dogana. Venezia, 2006
Olio su tela
80 x 100 cm
Firma: “Poloni” al recto; “Roberto Poloni” sul verso
Data: “(2006)” sul verso
Altre iscrizioni: “Punta della Dogana Venezia opera mia autentica” sul verso
Elementi distintivi: sul verso, quattro timbri della Galleria La Saletta di Biadene
Provenienza: Galleria La Saletta, Biadene; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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L’opera, proveniente dalla collezione dell’imprenditore vicentino Giancarlo Folco, appartiene alla produzione di Arturo Martini più vicina al Realismo Magico.
Nata come prototipo in gesso modellato da Martini a Roma alla fine del 1928 e subito sostenuta da una ampia fortuna critica, la Pisana è stata realizzata in pietra, terracotta, bronzo, come rappresentazione sognante della protagonista del romanzo di Ippolito Nievo, "Le confessioni di un ottuagenario", che lo scultore aveva letto su suggerimento degli amici Natale e Maria Mazzolà. Nella capitale, con Martini, i trevigiani Giovanni Comisso, Mazzolà e Gino Scarpa, sono impegnati a progettare iniziative per la rivalutazione di Nievo.
Il gesso, sulla base del modello scolpito in pietra di Vicenza che già gli apparteneva, venne comprato nel giugno del 1930 da Arturo Ottolenghi per la Villa di Acqui Terme. Nello stesso anno, il gesso originale fu modificato da Martini: i capelli divennero più mossi e scesero a coprire parzialmente le orecchie, fu cambiata la posizione della mano. Dal gesso modificato Martini tirò un bronzo non numerato; realizzò anche due terrecotte.
Appositamente per il centenario dell'artista (1889-1989) dalla forma in gesso conservata presso l'Atelier Martini di Vado Ligure e ceduta dagli eredi con i relativi diritti, furono tirati, presso la Fonderia Tesconi di Pietrasanta, sei esemplari in bronzo numerati e contrassegnati, più due prove (00/6 e 0/6): di questa edizione, fa parte l’esemplare in bronzo della collezione di Veneto Banca.
Un precedente bronzo era stato tirato dal gesso nel 1930 ed oggi si trova al Museo Civico di Treviso. Un frammento di una terracotta che si ruppe durante la cottura è invece conservato nella collezione Bontempelli.
Martini stesso definì la Pisana come una meditazione sull'ideale della donna: "la adoro e forse non ho amato che questa donna nella mia vita". La scultura si pose al centro del dibattito sul rinnovamento delle arti, come già intuì Lionello Venturi nel 1930: "un primitivismo di maniera si può ancora scorgere nella testa, ma non più nel corpo. La forma è di un rigore assoluto, d'una semplicità esasperata, eppure vibrante, sensibile, sensuale, mentre la serenità della perfezione eleva la sensualità al piano della vita teorica. Ha voluto Martini delle forme classiche? La Pisana è classica e non neoclassica, dove la polemica con il Novecento non potrebbe essere più esplicita" (citazioni da M. Abiti e A. M. Breccia Cipolat, "Arturo Martini, uno di noi", Treviso, 2005, p. 67). -
Lot 37 Elio Ciol (1929)
Sogni di prosperità, San Vito al Tagliamento, 2005
Stampa offset su carta
35 x 50,8 cm (luce)
48 x 68 cm (Foglio)
Altre iscrizioni: “Sogni di prosperità, San Vito di Tagliamento, giugno 2000” in lastra al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 38 Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Cipressi a Monte Mario, 1944
Acquaforte su carta
28,4 x 29,9 cm (lastra)
Firma: “Lino Bianchi Barriviera” al recto a matita e in lastra
Data: “1944” al recto a matita e in lastra
Altre iscrizioni: tiratura “I stato. prova di [...]”;, “Cipressi a Monte Mario con garitta”, “Cat. 450” al recto a matita
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Villorba, 1993. p. 72
Esposizioni: Marco Goldin, a cura di, "Cento incisioni di Lino Bianchi Barriviera", Casa dei Carraresi, Treviso, 16 dicembre 1993 - 16 gennaio 1994 (altro esemplare)
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 39 Livio Ceschin (1962)
Neve nella vallata, 1998
Acquaforte su carta
40,5 x 40 cm (lastra)
Firma: “Livio Ceschin” al recto a matita
Data: “98” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “1/6 P. d’autore”, “Ultima neve sulla vallata” al recto a matita
Elementi distintivi: sul verso, etichetta di Veneto Banca con riferimenti di inventario
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Foglio da un calendario realizzato da Veneto Banca per celebrare l’opera fotografica di Ciol. Bibliografia di riferimento: Aa. Vv., "Elio Ciol. Ascoltare la luce / Listen to the light", Sottomarina di Chioggia - Venezia, 2003 -
Lot 40 Ulrik Thersner (1779 - 1828)
Borreby, 1818-19
Cromolitografia ritoccata a mano su carta
25,5 x 35,2 cm (luce)
Firma: “Rit. af U. Thersner” in lastra
Data: “1818”, “1819” in lastra
Altre iscrizioni: “Borreby” in lastra
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di garanzia con dati relativi all’opera
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 41 Alfredo Vallese (1950)
La palude
Olio su vetro
30 x 20 cm
Firma: “Vallese A.” al recto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di autenticità dell’artista
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 42 Enrico Benetta (1977)
Sfumature viola tingono un nero…
Acrilico, smalto e sabbie su carta applicata su tela
150 x 150 cm
Firma: “Enrico Benetta” ripetuto tre volte sul verso; “EB” ripetuto due volte sul verso; “EBenetta” sul lato destro
Altre iscrizioni: “per autentica”, “Sfumature viola tingono un nero che ospita elegante un drappo raffinato ricamato da mani che dipingono l’immenso” sul verso
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: fotocertificato firmato dall'artista e timbrato dalla Galleria d'Arte Martinazzo, Montebelluna (non datato)
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Antoni Melloni, architetto, progettò la nuova sede della Banca Popolare di Intra a Domo. La scultura fu donata dall'architetto nel 1983 alla sede di Domodossola della Banca Popolare di Intra.
La scultura è lo sviluppo in tre dimensioni di un soggetto geometrico presente in un dipinto di Melloni. La trasposizione in tre dimensioni e l'esecuzione sono state curate dall'architetto Giovanni Battista Gagliardi, cui si deve anche il disegno progettuale presentato in coda alle immagini.
L'opera è conservata presso la filiale di Intesa Sanpaolo SpA in Piazza Arturo Dell'Oro 1, a Domodossola. -
Lot 43 Luigi Bartolini (1892 - 1963)
Via delle coppie, 1934
Acquaforte su carta
24,1 x 29,7 cm (luce)
Firma: “L.Bartolini” in lastra; “Luigi Bartolini “a matita al recto
Data: “1934” in lastra
Altre iscrizioni: “Via delle coppie” a matita al recto; tiratura “3/50” a matita al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Bibliografia: con riferimento a questo o ad altri esemplari della stessa serie: Venezia, Opera Bevilacqua La Masa, Acqueforti di Luigi Bartolini, 1956; Galleria Marino, mostra 100 acqueforti di Luigi Bartolini, Roma, 1972; Bolzano, Museo d’Arte Moderna, "Vicino alla natura: uomo e paesaggio nella pittura dal 1900 al 1950", 1987; "3 Biennale Nazionale di Incisione 'Alberto Martini'", a cura di Mauro Corradini , Palazzo Foscolo 1993/1994, Oderzo. tav. 11; Calcografia Nazionale, Roma, "Luigi Bartolini alla Calcografia", 1997; Merano, Kunst Merano Arte, "Luigi Bartolini, Gli anni meranesi", 2003
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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L'opera, che presenta il monogramma "ADP" non riconosciuto in basso a sinistra, va probabilmente ricondotta alla cerchia di Valeriano Trubbiani.
All'esame visivo, sembra aver cesellato e punzonato una lastra di rame, successivamente stagnata. -
Lot 44 Remo Brindisi (1918 - 1996)
Venezia
Serigrafia su carta
67,7 x 47,7 cm (luce)
Firma: “Brindisi” a matita al recto
Altre iscrizioni: tiratura “105/150”
Elementi distintivi: etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario; etichetta anonima con dati dell'opera
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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L'opera, nota in biliografia anche come "Veduta della grande trincea esterna in corrispondenza dell'accesso attuale alla chiesa di Amànu' el", di cui esiste anche uno studio ad acquerello (“Paesaggi Africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera”, cat. 105), appartiene al nucleo di opere grafiche - incisioni e disegni - realizzate da Bianchi Barriviera durante la sua permanenza in Libia e nell'Africa Orientale Italiana, tra il 1937 e il 1939. Come ricorda Silvia Bianchi, nella introduzione alla mostra monografica tenuta a Treviso nel 2010 (pp. 6-8), "I disegni e le incisioni africane costituiscono una presenza importante nella vasta opera grafica di Lino Bianchi Barriviera - un artista che nella scelta dei soggetti ha sempre prediletto la veduta e il paesaggio - sia per il loro inconfutabile pregio artistico sia in quanto testimonianza di un capitolo fondamentale nell'esperienza di vita del maestro (...) un vero e proprio diario di viaggio". "Bianchi Barriviera si era recato una prima volta in Libia nel 1927 al termine degli studi superiori, dopo aver conseguito il diploma di perito e ragioniere commerciale". "Nella primavera del 1937 Bianchi Barriviera effettuò una seconda, più lunga, escursione in Libia spingendosi nell'interno, lungo la fascia occidentale della Tripolitania al confine con la Tunisia, sino alla città-oasi di Gadàmes alle soglie del deserto, quindi lungo la costa fino al sito archeologico di Leptis Magna. Da questo viaggio riportò un gruppo di disegni, alcuni più finiti, altri più nudi e schematici, fatti esclusivamente per essere tradotti in acquaforte, dai quali al ritorno ricavò una cartella di tredici incisioni condotte con raffinata e sapiente tecnica, dedicata al governatore di Libia, Italo Balbo, che aveva favorito e sostenuto il progetto. Nel dicembre del 1938, dietro invito del duca d'Aosta, viceré d'Etiopia, l'artista si recò nell'Africa Orientale Italiana dove fino al luglio del 1939 percorse l'Eritrea dalla costa sul mar Rosso fino alle regioni dell'interno al confine col Sudan, e parte dell'Etiopia giungendo ad Addis Abeba". "Dal viaggio nell'Africa Orientale l'artista riportò oltre trecento disegni e una trentina di rami incisi: i disegni per la maggior parte condotti a fondo, fine a se stessi, le lastre incise direttamente sul posto con la punta sulla matrice incerata e trattate con la morsura all'acquaforte in occasione del ritorno alla base provvisoria. In queste opere si avvicendano esattezza descrittiva e concisione interpretativa: vi sono puntuali descrizioni di monumenti, di villaggi tipici a volte animati dalla presenza degli indigeni e vi sono paesaggi sconfinati dove tutto è riassunto in sintesi che paiono non indagare, non indugiare nella ricerca di particolari per aumentare il mistero e la vastità del paese". "Tra le prime mostre che hanno ospitato opere africane di Bianchi Barriviera vanno ricordate la XXI Biennale di Venezia del 1938, la mostra personale allestita dall'artista stesso ad Asmara nel giugno 1939, la III Quadriennale di Roma del 1939, la Prima Mostra Triennale d'Oltremare di Napoli del 1940, la XXII Biennale di Venezia del 1940, la XXIX mostra della Galleria di Roma del 1942". -
Lot 45 Bepi Zaccaria (XX secolo)
Vecchia Padova. Pia opera
Stampa offset su carta
28,9 x 36,7 cm (luce)
Firma: "Bepi Zaccaria" in lastra
Data: "1965"
Altre iscrizioni: lunga descrizione del soggetto in lastra
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90% (danni da umidità)
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Nato a Pietrasanta, studia a Firenze al Magistero di Porta Romana, dove si interessa soprattutto alla pittura rinascimentale, che approfondisce ad Urbino, dove frequenta i corsi internazionali di arti grafiche. Si trasferisce a Treviso nel 1972 come insegnante di arti grafiche. Dal 1975 ha esposto in oltre 80 mostre personali e 200 mostre collettive in Italia e all'estero. Nel 1981, come vincitore del primo premio dell'Opera Bevilacqua La Masa espone al Museo di Ca' Pesaro, a Venezia. -
Lot 46 Giancarlo Bettis (1936 - 2014)
Paesaggio
Serigrafia su carta
34 x 25,5 cm (lastra)
Firma: “bettis” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “P. A.” al recto a matita
Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso certificato di autenticità della Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 47 Nino Melloni (1930)
Veduta di Domodossola (?), 1975
Olio su tela
50 x 70 cm
Firma: “Nino Melloni” al recto
Data: “75” al recto
Elementi distintivi: al recto sulla cornice, etichetta della Banca Popolare di Intra con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Intra; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Foglio da un calendario realizzato da Veneto Banca per celebrare l’opera fotografica di Ciol. Bibliografia di riferimento: Aa. Vv., "Elio Ciol. Ascoltare la luce / Listen to the light", Sottomarina di Chioggia - Venezia, 2003 -
Lot 48 Adriano Piotto (1952)
Neve nel crepuscolo veneziano, 2006
Acrilico e sabbia su tela
70 x 80 cm
Firma: “apiotto” al recto
Elementi distintivi: sul verso, timbro dell’artista
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di autenticità dell’artista con titolo e data
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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L’opera appartiene al ciclo dei “Dischi, Tondi e Oltre”, realizzato da Emilio Vedova tra il 1985 e il 1987 e presentato nella grande mostra “Vedova in tondo”, allestita alla Fondazione Vedova, al Magazzino del Sale di Venezia, dal 17 maggio al 12 novembre 2014. Verso la fine del 1984, l’artista avviò un intenso confronto con la forma del cerchio: una forma compiuta e perfetta, capace di evocare il sacro, ma posta in tensione con l’immaginario di forze dinamiche, contrapposte e instabili che aveva fino ad allora caratterizzato la sua ricerca. Due principi essenziali, il primigenio e la compiutezza, si incontrano così nella sua opera, aspirando persino a rappresentare l’equilibrio dell’universo.
In questi anni la pittura “pura” di Vedova, intesa come esplosione di energia emotiva, si misura con l’impulso dell’arte concettuale, seguendo l’esempio di Joseph Beuys, che aveva saputo unire caso e ragionamento, livello alto e livello basso. Uno dei tondi più celebri, “Non Dove ’86 I (23-1-86)”, fu dipinto immediatamente dopo che Vedova apprese della morte di Beuys, data ricordata direttamente nel titolo.
La forma circolare viene affrontata dall’artista sia su tela sia su legno, come forma autonoma o inscritta in un quadrato. L’opera in asta, un tondo su legno, è tra gli esempi più riusciti di questa stagione, in cui Vedova sperimenta l’ansia di rompere e lacerare le “frontiere” attraverso, come lui stesso scrive, “spinte di debordamento – incontinenze di perimetri...”. Il tondo non è infatti, come il rettangolo, un formato ordinario della pittura: è una forma diversa, scelta, portatrice di senso. Il senso che incontra, contiene, concentra e vitalizza la pulsione.
Il tema era stato anticipato dai grandi teleri del 1981-1984 e dalle ricerche sulle “Compresenze” e “Di Umano”, in cui l’artista aveva principalmente indagato il territorio delle emozioni umane, concluso nel 1983. Per Vedova, tuttavia, il tondo rappresentava anche un confronto con una forma cardine della storia dell’arte: dall’antichità classica al medioevo, al Rinascimento. Una forma che ha segnato l’architettura – dal Pantheon ai rosoni medievali – e che nella scultura e nella pittura culmina nei tondi di Filippo Lippi, Andrea della Robbia, Michelangelo e nell’“Autoritratto allo specchio” di Parmigianino.