Presale Asta 69 - Dipinti selezionati XIX e XX
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Lot 25 Mario Broggi
Milano 1890 - Somma Lombardo 1952
"Rio Giudecca - Burano"
Olio su tavola cm 40,5x40,5 firmato in basso a dx Mario Broggi -
Lot 26 Narciso Malatesta
Venezia 1835 - Sassuolo ( MO ) 1896
"Natura morta 1869"
Olio su tela cm 40x51,5 firmato in basso a dx N.Malatesta -
Lot 27 Narciso Malatesta
Venezia 1835 - Sassuolo ( MO ) 1896
"Natura morta 1841"
Olio su tavola cm 41x52 firmato in alto a dx Narciso Malatesta -
Lot 28 Giovanni Maria Bondioli
Chiari 1868 - Bergamo 1941
"L'ora del te'"
Olio su cartone cm 36x63 firmato in basso a dx G.Bondioli -
Lot 29 Giovanni Maria Bondioli
Chiari 1868 - Bergamo 1941
"Natura morta con arance"
Olio su tela cm 34x62 firmato in alto a dx G.Bondioli -
Lot 30 Francesco Malacrea
Trieste 1812 - Trieste 1886
"Natura morta"
Olio su tela cm 40x52 firmato in basso a dx F.Malacrea -
Lot 31 Antonio Piatti
Viggiu (VA) 1875 - 1962
"Natura morta 1934"
Olio su cartone cm 35,5x44,5 firmato in basso a dx A.Piatti
- Antonio Piatti nacque a Viggiù, in provincia di Varese, il 12 giugno 1875. Cresciuto in un ambiente profondamente legato all'arte grazie al padre, lo scultore Domenico Piatti, fin da giovane si avvicinò al mondo artistico, lavorando nella bottega paterna a partire dai dodici anni. Il suo talento lo portò a perfezionarsi sotto la guida dello scultore torinese Leonardo Bistolfi. Nel 1892, all'età di diciassette anni, si trasferì a Cuneo, dove frequentò la scuola di disegno dell'Istituto Tecnico, continuando a coltivare la sua passione per l'arte.Nel 1894, Piatti entrò all'Accademia di Brera, una delle istituzioni artistiche più prestigiose d'Italia, dove studiò sotto la direzione di Cesare Tallone. Durante gli anni accademici si concentrò soprattutto sul ritratto e sulla figura umana, sviluppando uno stile espressivo che avrebbe caratterizzato la sua carriera. Il suo talento venne riconosciuto nel 1903, quando vinse il Premio Fumagalli alla Triennale di Brera, e nel 1904 ricevette il Pensionato Oggioni, che gli permise di recarsi a Parigi per un soggiorno artistico. A Parigi, Piatti ebbe modo di entrare in contatto con artisti di fama come Giovanni Boldini e di trarre ispirazione dalla vivace atmosfera parigina. Una delle sue opere più celebri di questo periodo è "Sorriso sulla Senna", che esprime la sua affinità con la città e la sua vita sociale.Successivamente, Piatti si trasferì a Roma, dove guadagnò l'ammirazione della regina Margherita, che acquistò alcune delle sue opere. Il suo successo continuò a crescere, e dal 1907 al 1930 partecipò regolarmente alle Biennali di Venezia, esponendo lavori che riflettevano la sua capacità di mescolare una resa emotiva con una ricerca espressiva unica. Opere come "Mia!" (1909), "Fremiti" (1910) e "Carezza buona" (1912) furono esposte in numerosi eventi internazionali, tra cui rassegne a Basilea, Monaco, Buenos Aires, Barcellona e Amsterdam.L'arte di Piatti si distinse per l'intensità emotiva e per una visione della realtà che fondeva la dimensione soggettiva con la potenza delle immagini. Tra le sue opere più significative si annoverano "La Senna al Pont Neuf" (1905), "Goethe e l'origine delle sue Elegie romane" (1906) e "Ascoltando la radio" (1934), che mostrano il suo continuo evolversi, passando dal ritratto alla riflessione sulla modernità e la cultura contemporanea.La sua eredità artistica rimane viva nelle collezioni pubbliche, come quelle della Galleria d'Arte Moderna di Milano, della Pinacoteca di Brera, della Galleria d'Arte Moderna di Udine e del Museo Civico di Cuneo. Antonio Piatti morì il 29 agosto 1962 a ViggiùAntonio Piatti nacque a Viggiù, in provincia di Varese, il 12 giugno 1875. Cresciuto in un ambiente profondamente legato all'arte grazie al padre, lo scultore Domenico Piatti, fin da giovane si avvicinò al mondo artistico, lavorando nella bottega paterna a partire dai dodici anni. Il suo talento lo portò a perfezionarsi sotto la guida dello scultore torinese Leonardo Bistolfi. Nel 1892, all'età di diciassette anni, si trasferì a Cuneo, dove frequentò la scuola di disegno dell'Istituto Tecnico, continuando a coltivare la sua passione per l'arte.Nel 1894, Piatti entrò all'Accademia di Brera, una delle istituzioni artistiche più prestigiose d'Italia, dove studiò sotto la direzione di Cesare Tallone. Durante gli anni accademici si concentrò soprattutto sul ritratto e sulla figura umana, sviluppando uno stile espressivo che avrebbe caratterizzato la sua carriera. Il suo talento venne riconosciuto nel 1903, quando vinse il Premio Fumagalli alla Triennale di Brera, e nel 1904 ricevette il Pensionato Oggioni, che gli permise di recarsi a Parigi per un soggiorno artistico. A Parigi, Piatti ebbe modo di entrare in contatto con artisti di fama come Giovanni Boldini e di trarre ispirazione dalla vivace atmosfera parigina. Una delle sue opere più celebri di questo periodo è "Sorriso sulla Senna", che esprime la sua affinità con la città e la sua vita sociale.Successivamente, Piatti si trasferì a Roma, dove guadagnò l'ammirazione della regina Margherita, che acquistò alcune delle sue opere. Il suo successo continuò a crescere, e dal 1907 al 1930 partecipò regolarmente alle Biennali di Venezia, esponendo lavori che riflettevano la sua capacità di mescolare una resa emotiva con una ricerca espressiva unica. Opere come "Mia!" (1909), "Fremiti" (1910) e "Carezza buona" (1912) furono esposte in numerosi eventi internazionali, tra cui rassegne a Basilea, Monaco, Buenos Aires, Barcellona e Amsterdam.L'arte di Piatti si distinse per l'intensità emotiva e per una visione della realtà che fondeva la dimensione soggettiva con la potenza delle immagini. Tra le sue opere più significative si annoverano "La Senna al Pont Neuf" (1905), "Goethe e l'origine delle sue Elegie romane" (1906) e "Ascoltando la radio" (1934), che mostrano il suo continuo evolversi, passando dal ritratto alla riflessione sulla modernità e la cultura contemporanea.La sua eredità artistica rimane viva nelle collezioni pubbliche, come quelle della Galleria d'Arte Moderna di Milano, della Pinacoteca di Brera, della Galleria d'Arte Moderna di Udine e del Museo Civico di Cuneo. Antonio Piatti morì il 29 agosto 1962 a Viggiù. -
Lot 32 Vittorio Gussoni
Milano 1893 - San Remo 1968
"Maternita'"
Olio su tela cm 55x50 firmato in basso a sx V.Gussoni
- Vittorio Gussoni è stato un pittore italiano del XX secolo, noto per la sua abilità nel ritrarre figure femminili con eleganza e sensualità. Nato a Milano nel 1893, ha studiato all'Accademia di Brera, dove è stato allievo di Cesare Tallone e successivamente di Ambrogio Alciati. Sin dai suoi esordi, ha dimostrato una solida formazione figurativa, con uno stile che, pur mantenendo una forte identità personale, non è stato insensibile alle influenze del Novecento.Nel 1922, Gussoni ha esposto per la prima volta alla Biennale di Brera, ottenendo il titolo di socio onorario dell'Accademia. Nello stesso anno, ha presentato l'opera "La Spagnola" alla Famiglia Artistica di Milano. L'anno successivo, ha partecipato nuovamente alla Famiglia Artistica con diverse opere, tra cui un autoritratto, e ha esposto "Mantilla" alla Permanente di Milano. I suoi ritratti, in particolare quelli di donne, hanno riscosso apprezzamenti anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti.Oltre ai ritratti, Gussoni ha affrontato con maestria anche paesaggi, nature morte e scene di genere, dimostrando una versatilità che lo ha reso un artista completo. Le sue figure femminili, spesso caratterizzate da pose eleganti e sinuose, talvolta con richiami spagnoleggianti, sono tra le sue opere più apprezzate. Una delle sue modelle preferite lo ha accompagnato negli anni, influenzando molte delle sue composizioni.Nel corso della sua carriera, Gussoni ha coltivato amicizie con personalità del mondo dell'arte e della cultura, tra cui Giuseppe di Stefano, Giovanni Barrella, Carlo Dapporto, Carlo Carrà, Aligi Sassu e Orio Vergani. Molti dei suoi ritratti e altre opere sono conservati in collezioni e gallerie private. Un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi a Firenze.Nonostante una produzione di alta qualità tecnica e cromatica, le sue opere sono state spesso trattate con quotazioni basse sul mercato. Tuttavia, dopo il 2000, sono state organizzate numerose mostre volte a valorizzare la sua arte. Nel 2005, Gussoni è stato uno degli artisti scelti per la I° Esposizione Annuale Collettiva delle Arti del Novecento al Chiostro di Voltorre di Gavirate, con il patrocinio della Provincia di Varese e del comune di Gavirate. Nel 2007, è stata organizzata una mostra retrospettiva al Castello Visconteo di Pavia, con il patrocinio della Regione Lombardia.Vittorio Gussoni è scomparso a Sanremo nel 1968. Nonostante il riconoscimento postumo, la sua opera continua a essere apprezzata per la sua eleganza, la tecnica raffinata e la capacità di catturare l'essenza della figura femminile. -
Lot 33 Firmato G.Cavalleri
Italia XX
"La ballerina"
Olio su tela cm 54x39,5 firmato in basso a sx Gino Cavalieri -
Lot 34 Lodovico Tommasi
Livorno 1866 - Firenze 1941
"Passeggiata"
Olio su cartone cm 25x35 firmato in basso a sx L.Tommasi
- Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori. Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante. -
Lot 35 Ruggero Panerai
Firenze 1862 - Parigi 1923
"I buoi"
Olio su tavola cm 16,5x39 firmato in basso a sx R.Panerai -
Lot 36 Domenico De Bernardi
Besozzo (VA) 1892 - 1963
"Nevicata"
Olio su tavola cm 21x29 firmato in basso a sx D.Bernardi
- Domenico De Bernardi nacque a Besozzo (in provincia di Varese) il 21 febbraio 1892. Inizialmente si iscrisse alla facoltà di ingegneria presso l’Università di Pavia, su richiesta del padre, ma dopo qualche tempo abbandonò gli studi per seguire la sua vera inclinazione: la pittura. Pur senza una formazione accademica formale, De Bernardi ricevette consigli e stimoli da artisti come Lodovico Cavaleri che, insieme ad altri, lo incoraggiarono a percorrere la strada dell’arte.Dopo questo passaggio decisivo, De Bernardi iniziò a dedicarsi con passione alla pittura, prediligendo il paesaggio e il “genere paese”: per lui le campagne, i borghi, i paesaggi lacustri e rurali del Varesotto e dintorni divennero soggetti ricorrenti. Nonostante la sua base rimanesse Besozzo, viaggiò spesso, anche lungo la riviera ligure, in cerca di stimoli e spunti nuovi.Tra le sue prime affermazioni importanti c’è la partecipazione, nel 1920, alla Biennale di Venezia, con il dipinto intitolato «Nebbie». Da allora la sua carriera prese una piega espositiva regolare: prese parte a numerose edizioni delle Biennali di Venezia, alla Quadriennale di Roma e a molte rassegne nazionali. Nel corso degli anni Trenta, con alcuni lavori, affinò la sua tavolozza, rendendola più luminosa e ricca di vibrazioni, segno evidente dell’influenza del viaggio che fece in Libia: quello fu un momento di svolta per il suo linguaggio cromatico.De Bernardi non si limitò al paesaggio: si confrontò anche con nature morte, scene di paese e scorci urbani. Tra le sue opere più conosciute c’è «Mattino», un paesaggio sereno che rappresenta un borgo immerso in una luce chiara e nitida, esempio della sua capacità di cogliere l’atmosfera del luogo con delicatezza.Dopo la Seconda guerra mondiale si ritirò a vita privata a Besozzo, continuando a dipingere ma limitando le sue partecipazioni pubbliche. Pur vivendo in tempi di profondi cambiamenti nell’arte, mantenne una coerenza stilistica e non si lasciò attrarre da mode di avanguardia, concentrandosi piuttosto sulla sincerità della propria visione.Morì a Besozzo il 13 luglio 1963. -
Lot 37 Ignazio Berardo
Torino 1888 - 1978
"Baite a Periasc Val D'ayas "
Olio su tavola cm 39x49 firmato in basso a dx Ignazio Berardo -
Lot 38 Romeo Borgognoni
Ravenna 1875 - Pavia 1944
"Strada di paese"
Olio su tavola cm 41x63 firmato in basso a sx R.Borgognoni -
Lot 39 Alfredo Beisone
Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
"Pascolo nei pressi di Pinerolo"
Olio su cartone cm 32x50 firmato in basso a dx A.Beisone
- Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana. -
Lot 40 Alfredo Beisone
Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957
"Marina"
Olio su cartone cm 29x52 firmato in basso a dx A.Beisone
- Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana. -
Lot 41 Arnaldo Nussi
Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977
"La barca a vela "
Olio su tela cm 30x45 firmato in basso a sx A.Nussi
- Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte. Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura. -
Lot 42 Domenico Miotti
Treviso 1838 - Venezia 1916
"Locanda di paese"
Olio su tela cm 48x33 firmato in basso a sx D.Miotti -
Lot 43 Ernesto Giuliano Armani
Male' 1898 - Rovereto 1986
"La volpe"
Acquarello su carta cm 50x40,5 firmato in basso a sx Armani
- Ernesto Giuliano Armani nacque a Malè nel 1898, in Val di Sole, e fin da ragazzo mostrò una naturale inclinazione per il disegno e l’acquerello. Crebbe in un ambiente familiare sensibile all’arte, poiché il nonno era conosciuto come autore di vedute locali e gli trasmise i primi insegnamenti. Dopo il trasferimento a Rovereto entrò nella Scuola Reale Elisabettina, dove cominciò a formarsi in modo più strutturato.Terminata la Prima guerra mondiale si spostò a Vienna per studiare all’Accademia di Belle Arti. Successivamente si laureò in Architettura a Milano, anche se ben presto comprese che la sua strada era la pittura. Nel 1923 si presentò al pubblico con una mostra personale a Berlino, sul Kurfürstendamm, ottenendo apprezzamenti che lo incoraggiarono a proseguire con rinnovata convinzione.Rientrato in Italia si stabilì a Milano e nel 1926 tenne una personale alla Bottega di Poesia. Il successo di questa mostra fu decisivo. Nei mesi successivi espose a Brescia una serie di acquerelli dedicati a scorci urbani, che incontrarono un entusiasmo tale da venire acquistati rapidamente. In questo periodo entrò in contatto anche con figure importanti del panorama culturale italiano e realizzò vedute richieste da personaggi di spicco.Negli anni seguenti viaggiò a lungo in Europa. Espose in Olanda, in città come Amsterdam, Rotterdam e L’Aia, e sviluppò una sensibilità pittorica che univa realismo e poesia. Le sue opere di quel periodo includono marine, paesaggi, cattedrali, vedute urbane e scorci europei osservati con sguardo attento e meditativo.Armani fu un artista versatile. Dipinse ritratti, paesaggi, architetture, realizzò disegni a china, bozzetti pubblicitari e lavorò anche come scenografo. I suoi acquerelli sono particolarmente apprezzati per la delicatezza del colore, per l’attenzione alla luce e per l’equilibrio tra precisione e atmosfera. Era un pittore che cercava armonia e misura, lontano dalle mode più rumorose del suo tempo.Negli anni Trenta compì un lungo viaggio in America del Sud, dove soggiornò in Argentina, Brasile e Uruguay, ampliando ulteriormente il suo repertorio. Tornato in Italia si stabilì in Liguria e continuò a lavorare con costanza, dedicandosi anche al ritratto e accogliendo nuove commissioni.Ernesto Giuliano Armani morì nel 1986 a Rovereto. -
Lot 44 Ernesto Giuliano Armani
Male' 1898 - Rovereto 1986
"Canal grande a Venezia"
Acquarello su carta cm 40x50 firmato in basso a sx Armani
- Ernesto Giuliano Armani nacque a Malè nel 1898, in Val di Sole, e fin da ragazzo mostrò una naturale inclinazione per il disegno e l’acquerello. Crebbe in un ambiente familiare sensibile all’arte, poiché il nonno era conosciuto come autore di vedute locali e gli trasmise i primi insegnamenti. Dopo il trasferimento a Rovereto entrò nella Scuola Reale Elisabettina, dove cominciò a formarsi in modo più strutturato.Terminata la Prima guerra mondiale si spostò a Vienna per studiare all’Accademia di Belle Arti. Successivamente si laureò in Architettura a Milano, anche se ben presto comprese che la sua strada era la pittura. Nel 1923 si presentò al pubblico con una mostra personale a Berlino, sul Kurfürstendamm, ottenendo apprezzamenti che lo incoraggiarono a proseguire con rinnovata convinzione.Rientrato in Italia si stabilì a Milano e nel 1926 tenne una personale alla Bottega di Poesia. Il successo di questa mostra fu decisivo. Nei mesi successivi espose a Brescia una serie di acquerelli dedicati a scorci urbani, che incontrarono un entusiasmo tale da venire acquistati rapidamente. In questo periodo entrò in contatto anche con figure importanti del panorama culturale italiano e realizzò vedute richieste da personaggi di spicco.Negli anni seguenti viaggiò a lungo in Europa. Espose in Olanda, in città come Amsterdam, Rotterdam e L’Aia, e sviluppò una sensibilità pittorica che univa realismo e poesia. Le sue opere di quel periodo includono marine, paesaggi, cattedrali, vedute urbane e scorci europei osservati con sguardo attento e meditativo.Armani fu un artista versatile. Dipinse ritratti, paesaggi, architetture, realizzò disegni a china, bozzetti pubblicitari e lavorò anche come scenografo. I suoi acquerelli sono particolarmente apprezzati per la delicatezza del colore, per l’attenzione alla luce e per l’equilibrio tra precisione e atmosfera. Era un pittore che cercava armonia e misura, lontano dalle mode più rumorose del suo tempo.Negli anni Trenta compì un lungo viaggio in America del Sud, dove soggiornò in Argentina, Brasile e Uruguay, ampliando ulteriormente il suo repertorio. Tornato in Italia si stabilì in Liguria e continuò a lavorare con costanza, dedicandosi anche al ritratto e accogliendo nuove commissioni.Ernesto Giuliano Armani morì nel 1986 a Rovereto. -
Lot 45 Aurelio Catti
Palermo 1895 - 1966
"Riflessi"
Acquarello su carta cm 49x34 firmato in basso a sx A.Catti
- Aurelio Catti fu un pittore palermitano vissuto tra Ottocento e Novecento (1895-1966). Figlio del maestro Michele Catti, si distinse per aver seguito le orme artistiche del padre, mentre i suoi fratelli intrapresero altre strade. Dopo aver studiato architettura presso l’Accademia di Brera a Milano, visse a Trieste e a Londra, dove perfezionò la sua tecnica e ampliò il suo orizzonte artistico. Tornato a Palermo, si dedicò con passione alla pittura, specializzandosi in scorci cittadini caratterizzati da atmosfere autunnali e giornate uggiose. Le sue opere, capaci di catturare l’essenza della vita cittadina, sono state esposte in numerose mostre personali e continuano a essere apprezzate e ricercate dai collezionisti. -
Lot 46 Giuseppe Buscaglione
Ariano di Puglia 1868 - Rivoli Torinese 1928
"L'aurora"
Olio su tavola cm 31x44 firmato in basso a dx G.Buscaglione
- Giuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli TorineseGiuseppe Buscaglione nacque il 17 ottobre 1868 ad Ariano di Puglia, in una famiglia originaria di Biella, e si trasferì giovanissimo in Piemonte per seguire la sua vocazione artistica. Qui frequentò l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Lorenzo Delleani, uno dei maggiori paesaggisti italiani dell’Ottocento, e sviluppò una passione profonda per il paesaggio, destinato a diventare il tema centrale della sua produzione.La pittura di Buscaglione si distingue per l’attenzione alla luce, all’atmosfera e alla resa poetica della natura, con opere realizzate spesso dal vero e annotate sul retro con la località, la data e persino l’ora e le condizioni meteorologiche. Esplorò i paesaggi della Liguria, della Riviera di Ponente, delle campagne e delle montagne piemontesi, catturandone colori, stagioni e suggestioni con una sensibilità unica.Buscaglione partecipò regolarmente alle principali esposizioni italiane, tra cui la Promotrice di Torino, le mostre di Milano, Genova, Roma e Firenze e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione di interprete attento e originale della pittura di paesaggio. Pur inizialmente considerato un continuatore della lezione di Delleani, oggi è riconosciuto per la sua capacità di fondere osservazione realistica e sensibilità poetica, lasciando opere presenti in collezioni private di Piemonte, Liguria e Lombardia.Morì il 30 marzo 1928 a Rivoli Torinese. -
Lot 47 Alfonso Corradi
Castelnovo di Sotto RE 1889 - Milano 1972
"Giornata a Sirmione "
Olio su cartone cm 30x40 firmato in basso a sx A.Corradi -
Lot 48 Lidio Ajmone
Coggiola (VC) 1884 - 1945 Andezeno (TO)
"Campo Santo"
Olio su tavola cm 20x34 firmato in basso a dx L.Ajmone
- Lidio Ajmone, pittore italiano, nacque a Coggiola, in provincia di Biella, il 10 aprile 1884. Fin da giovane, seguendo le orme del padre notaio, si trasferì a Torino, città in cui intraprese gli studi classici e in seguito frequentò l’Accademia Albertina. Qui ebbe modo di approfondire la sua formazione artistica, studiando anche presso lo studio di Vittorio Cavalleri e lasciandosi influenzare dalle opere di maestri come Delleani, Tavernier e Bistolfi.Nel 1912, in un periodo in cui la sua carriera artistica cominciava a delinearsi con decisione, Ajmone intraprese un viaggio in Tripolitania, esperienza che alimentò il suo interesse per paesaggi e ambientazioni esotiche. Durante la Prima Guerra Mondiale, prestò servizio come capitano degli Alpini, distinguendosi in combattimento e ottenendo la Croce di Guerra per il coraggio dimostrato sul campo.Il periodo che va dal 1925 al 1928 rappresenta uno dei momenti più significativi della sua attività: fu in Somalia, dove operò come pittore ufficiale, a dare nuova linfa creativa alla sua produzione artistica. In questo contesto, Ajmone realizzò una serie di opere che, con l’uso sapiente del colore e una pennellata impressionista, catturarono l’essenza dei paesaggi e delle tradizioni locali. Successivamente, trascorse anche un periodo a Rodi, arricchendo ulteriormente il proprio percorso esotico.Nel 1941, a causa di una malattia, fece ritorno in Italia, stabilendosi ad Andezeno, nei pressi di Torino. Fu lì che, nonostante le difficoltà, continuò a dipingere fino alla sua scomparsa, avvenuta il 25 settembre 1945. La sua evoluzione artistica, che lo vide passare da una tradizione paesaggistica piemontese a una vibrante esaltazione del colore, ha lasciato un’impronta duratura nel panorama artistico italiano. A testimonianza del suo valore, il Circolo degli Artisti di Torino gli dedicò, nel 1946, una retrospettiva che celebrò la ricchezza e la varietà della sua produzione.