Presale DIPINTI ANTICHI, MODERNI E DEL XIX SECOLO
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Lot 121 Antonio Carracci (Venezia 1583? - Roma 1618)
San Francesco in preghiera
Olio su tela
98 x 76 cm
Il dipinto è conservato in un'importante cornice detta "Albana", ovvero una cornice bolognese a cassetta, sicuramente coeva al dipinto e probabilmente la sua originale
Si ringrazia il prof. Daniele Benati per aver fornito l'attribuzione, in forma verbale, alla proprietà
Si ringrazia il prof. Michele Danieli per aver visionato il dipinto e confermato, in forma verbale, l'attribuzione a Antonio Carracci
Carlo Cesare Malvasia nella sua Felsina pittrice, a proposito di Antonio Carracci, scrive che era nato nella parrocchia di Santa Lucia a Venezia da una concubina di Agostino Carracci, suo padre. La sua formazione si svolse nella bottega paterna, che in quel periodo fu frequentata anche da Domenichino, Sisto Badalocchio e Giovanni Lanfranco. Nel 1602, alla morte del padre, Agostino con tutta la bottega si trasferì a Roma presso lo zio Annibale bisognoso di aiuti, probabilmente per la decorazione della Galleria Farnese e della cappella di palazzo Aldobrandini. Perso anche lo zio nel 1609, collaborò con Guido Reni al Quirinale. Morì prematuramente e fu sepolto nella Basilica di Sant'Andrea delle Fratte, a Roma.
Antonio Carracci (Venice 1583? - Rome 1618)
Saint Francis in Prayer
Oil on canvas
98 × 76 cm
The painting is housed in an important "Albana" frame, that is, a Bolognese cassetta frame, certainly contemporary with the work and likely original
We are grateful to Professor Daniele Benati for having verbally provided the attribution to the present owner
We are grateful to Professor Michele Danieli for having examined the painting and for having verbally confirmed the attribution to Antonio Carracci -
Lot 122 Domenico Corvi (Viterbo 1721- Roma 1803) attribuito
Bozzetto per Gesù compie il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci
Olio su tela
42,5 x 28 cm
Domenico Corvi entrò quindicenne nella bottega di Francesco Mancini. Nel 1750 vinse, a pari merito con il pittore francese J.F. Vignal, il primo premio del Concorso Balestra indetto dall’Accademia di San Luca con un disegno. Nel 1756 entrò a far parte dell’Accademia di San Luca, e al contempo operò a Viterbo, insieme al concittadino Vincenzo Strigelli. In questo periodo ottenne la stima di Bernardino Antonelli e della sua famiglia, ricevendo diverse commissioni. Al 1757 risale la nomina a direttore dell’Accademia del Nudo in Campidoglio, tra gli allievi ricordiamo Vincenzo Camuccini e Gaspare Landi. Dopo anni dediti all’insegnamento fu coinvolto nella decorazione della villa del principe Marcantonio IV Borghese. Oltre alla sua attività romana va ricordato il costante contatto con le Marche, dove inviò numerose pale d’altare.
Domenico Corvi (Viterbo 1721 - Rome 1803) attributed
Bozzetto for Christ Performing the Miracle of the Loaves and Fishes
Oil on canvas
42,5 × 28 cm -
Lot 123 Scuola olandese del XVIII secolo
Paesaggio invernale con pattinatore
Olio su tela
30,6 x 36,8 cm
Dutch school of the 18th century
Winter Landscape with Skater
Oil on canvas
30,6 × 36,8 cm -
Lot 124 Scuola fiamminga o tedesca del XVII secolo
Ritratto di donna con rosa sul cappello
Olio su tavola
29 x 20 cm
Flemish or German school of the 17th century
Portrait of a Woman with a Rose in Her Hat
Oil on panel
29 x 20 cm -
Lot 125 Scuola piemontese del XVIII secolo
Paesaggio con rovine e personaggi
Olio su tela
60 x 75,5 cm
L'opera mostra affinità stilistiche con Vittorio Amedeo Cignaroli e Angela Maria Pittetti
Piedmontese school of the 18th century
Landscape with Ruins and Figures
Oil on canvas
60 x 75,5 cm
The work shows stylistic affinities with Vittorio Amedeo Cignaroli and Angela Maria Pittetti -
Lot 126 Lorenzo Pasinelli (Bologna 1629 - 1700)
Annunciazione
Olio su tela
97 x 79 cm
L'opera è corredata dalle expertise del prof. Benati e del prof. Emiliani, disponibili su richiesta via email
Pasinelli iniziò la sua formazione con Simone Cantarini, passando successivamente, a partire dal 1648, nella bottega di Flaminio Torri. La sua arte richiamò evidentemente il linguaggio classico di Guido Reni, desunto tramite i suoi maestri. Inizialmente operò assiduamente nella sua Bologna (Certosa e Chiesa di San Girolamo), poi venne chiamato a Mantova, Torino e a Roma. Raggiunta una certa fama, giunsero commissioni dalle più importanti corti europee, per le quali Pasinelli realizzò soprattutto dipinti da camera con soggetti di tema profano con una tecnica pittorica sempre più lieve e delicata. Condusse anche una valente scuola dalla quale uscirono diversi artisti, come Gian Antonio Burrini, Giovanni Pietro Zanotti e Donato Creti, Gioseffo dal Sole, Giuseppe Maria Mazza, Ercole Fava, Maria Caterina Locatelli e Giuseppe Gambarini.
Lorenzo Pasinelli (Bologna 1629 - 1700)
The Annunciation
Oil on canvas
97 × 79 cm
The work is accompanied by expertise from Prof. Daniele Benati and Prof. Emiliani, available upon request via email -
Lot 127 Scuola emiliana del XVII secolo
La Crocifissione - La Trinità e Sacra Famiglia
Olio su tela
34,5 x 21 cm
Emilian school of the 17th century
The Crucifixion - The Trinity and the Holy Family
Oil on canvas
34,5 x 21 cm -
Lot 128 Bartolomeo Cincani detto Montagna (Orzinuovi 1449/1450 - Vicenza 1523) attribuito
Cristo risorto
Olio su tela
70,5 x 55,5 cm
Per una comparazione stilistica, si vedano le opere pubblicate nel testo intitolato Bartolomeo Cincani detto Montagna, a cura di Mauro Lucco. In particolare si veda: San Giovanni Battista e Santi (fig. 37 a pag. 195) e Cristo tra Santi (fig. 79 a pag. 257)
L'opera denota un linguaggio pittorico colto e articolato, che intreccia varie influenze oltre a quella di Bellini, piuttosto ovvia nel Veneto di quel tempo. Esemplari risultano le parole di Lucio Grossato a proposito del pittore: "Nel 1469 è registrata la sua presenza a Venezia, forse per impararvi il mestiere o per perfezionarlo; del 1476 e del 1481 sono le prime commissioni di cui abbiamo notizia, ma per opere che non ci sono pervenute (Zorzi, 1916, pp. 103, 162-164; Mantese, 1964). Nel successivo 1482 è testimoniato il prestigio assunto ormai dal Cincani presso la Serenissima, dato che per la Scuola Grande di S. Marco gli furono commissionati due "teleri" con l'illustrazione di due episodi della Genesi, distrutti nell'incendio del 1485 (Paoletti, 1894, pp. 11 s.; 1929, p.132). Fu certamente in conseguenza di questi soggiorni veneziani che si andò formando e consolidando il linguaggio figurativo dei Cincani, quale si manifesta fin dalle prime opere giunte a noi: mezze figure di Madonna col Bambino e pale con Madonna in trono fra santi, nelle quali si sono indicate le evidenti ascendenze del Giambellino e di Antonello da Messina, ed insieme con esse altre componenti: quella mantegnesca, forse tramite i veronesi Morone e Bonsignori; mentre quella di Alvise Vivarini, un tempo ritenuta fondamentale e quasi esclusiva, risulta oggi più limitata, e quella carpaccesca, indubitabile, è avvertibile in una fase successiva e va forse intesa più nel senso di dare e avere. Tutti questi elementi furono, comunque, dal Cincani assimilati e fusi in un linguaggio che si fece via via sempre più personale; e le opere che ne sortirono ebbero tale originale potenza da farlo emergere come una delle figure più valide della pittura veneta del secondo Quattrocento, subito dopo quelle, certamente più prestigiose e determinanti, del Giambellino e del Carpaccio." (Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 25, 1981).
Bartolomeo Cincani, also called Montagna (Orzinuovi 1449/1450 - Vicenza 1523) attributed
The Risen Christ
Oil on canvas
70,5 × 55,5 cm
For a stylistic comparison, you should see the works published in Bartolomeo Cincani, called Montagna, edited by Mauro Lucco. In particular: Saint John the Baptist and Saints (fig. 37, p. 195) and Christ among Saints (fig. 79, p. 257) -
Lot 129 Scuola fiamminga del XVI secolo
Ritratto di dama
Olio su tavola
41,5 x 33,7 cm
Flemish school of the 16th century
Portrait of a Lady
Oil on panel
41,5 × 33,7 cm -
Lot 130 Philippe de Champaigne (Bruxelles 1602 - Parigi 1674) bottega/cerchia di
Ritratto di Luigi XIII, re di Francia
Olio su tela
200 x 140 cm
L'opera evidenzia i canoni estetici della ritrattistica ufficiale di Philippe de Champaigne. La sua espressione nasce evidentemente dallo studio di prototipi a lui precedenti, in particolare Tiziano e Frans Pourbus il Giovane, esempi che saprà reinterpretare secondo la sua rigida visione morale.
Champaigne nacque e si formò a Bruxelles, giungendo successivamente a Parigi nel 1621. Qui si perfezionò presso Jean Bouillon e Michel de Bordeaux, in questi anni ebbe modo di conoscere Nicolas Poussin, al quale rimase sempre legato da profonda amicizia. Nel 1628, iniziò la decorazione del Palazzo del Lussemburgo, commissionata dalla regina Maria de' Medici. Nel 1648 con Le Brun fu tra i fondatori dell'Accademia, ma col passare degli anni, forse a causa delle vicissitudini familiari, si allontanò dalla vita di corte e dalle sedi ufficiali, abbracciando una profonda fede cristiana e in particolare il giansenismo.
Philippe de Champaigne (Brussels 1602 - Paris 1674) workshop/circle of
Portrait of Louis XIII, King of France
Oil on canvas
200 x 140 cm
The work exemplifies the aesthetic principles of Philippe de Champaigne’s official portraiture. Its style clearly stems from his study of earlier masters, particularly Titian and Frans Pourbus the Younger, whose examples he would reinterpret in accordance with his own strict moral vision. -
Lot 131 Pietro Paltronieri, il Mirandolese (Mirandola 1673 - Bologna 1741) bottega di
Capriccio architettonico con figure
Olio su tela
121 x 100,5 cm
Pietro fu un allievo di Giovanni Francesco Cassana e di Marcantonio Chiarini presso la corte dei Pico della Mirandola. Dopo un viaggio di formazione a Vienna e Roma realizzò dei dipinti per il salone della Guardia di Palazzo Caprara con soggetti riguardanti la vita di Enea, perduti durante l’ultima Guerra Mondiale. Paltronieri fu tra i rinomati artisti selezionati da Owen McSwiny per realizzare il famoso ciclo Tombeaux des Princes, una serie di dipinti allegorici che onoravano le personalità britanniche decedute. Operò con artisti figuristi quali Vittorio Maria Bigari e Ercole Graziani. Le sue opere sono conservate a Palazzo Rosso di Genova, Museo Davia Bargellini di Bologna, Palazzo Caprara e Palazzo Savi-Marulli di Bologna.
Pietro Paltronieri also called il Mirandolese (Mirandola 1673 - Bologna 1741) workshop of
Architectural Capriccio with Figures
Oil on canvas
121 × 100,5 cm -
Lot 132 Scuola inglese del XVIII secolo
Ritratto di Henry Saint John Bolingbroke (?)
Olio su tela
126,5 x 102 cm
English school of the 18th century
Portrait of Henry Saint John Bolingbroke (?)
Oil on canvas
126,5 x 102 cm -
Lot 133 Scuola lombarda del XVII secolo
Ritratto di Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers (?)
Olio su tela
123 x 93 cm
Lombard school of the 17th century
Portrait of Ferdinando Carlo Gonzaga-Nevers (?)
Oil on canvas
123 × 93 cm -
Lot 134 Scuola di Cuzco, Escuela Cuzqueña, del XVIII secolo
Angelo con archibugio
Olio su tela (priva di telaio)
100 x 70 cm
Cuzco school, Escuela Cuzqueña of the 18th century
Angel with Arquebus
Oil on canvas (unframed)
100 x 70 cm -
Lot 135 Girolamo Troppa (Rocchette di Torri in Sabina 1637 - Roma 1710)
San Girolamo
Olio su tela
110 x 86 cm
Si ringrazia il professor Daniele Benati per aver fornito l'attribuzione, verbale, alla proprietà
Il prototipo di questa raffigurazione, da cui Troppa s'ispirò, pur apportando alcune varianti, è rintracciabile nel corpus pittorico di Guido Reni. L'opera si caratterizza per un spiccato naturalismo di gusto meridionale e una cromia neo-veneta che ricorda l'ambiente romano del secondo Seicento, permeato dalla lezione di Pierfrancesco Mola. Questo insieme di constatazioni consente di attribuire il dipinto a Girolamo Troppa, che nel suo fare pittorico le incorpora e le rappresenta costantemente.
Divenuto presto orfano di padre, Girolamo Troppa fu mandato a Roma nel 1648 presso la famiglia Montani. Crebbe in un ambiente cittadino ricco di botteghe di artisti e artigiani operosi per principi e cardinali residenti nel quartiere, soprattutto i Borghese e i Montalto. Entrò in contatto prima con il pittore spagnolo Bonifacio Herrera, che lo istruì secondo lo stile di Ribera, poi con Mario Nuzzi, perfezionando le tecniche decorative. Dopo le esperienze emiliane, collaborò con Gaulli e, nel 1678, affrescò nella chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, dove Giacinto Brandi aveva appena dipinto la volta centrale con la Caduta degli angeli ribelli. La sua arte, molto ambita in tutto il territorio pontificio, fu il frutto di un eclettismo elegante e misurato: in essa convivono elementi classici e barocchi, nei quali si riconosce la sua abilità di sintesi degli stili dei grandi pittori del tempo, in particolare di Cortona, Lanfranco, Baldi, Baciccia, Brandi, Mola.
Girolamo Troppa (Rocchette di Torri in Sabina 1637 - Rome 1710)
Saint Jerome
Oil on canvas
110 × 86 cm
We are grateful to Professor Daniele Benati for having verbally provided the attribution to the present owner
The prototype for this composition, from which Troppa draws inspiration while introducing certain variations, can be traced to the painted oeuvre of Guido Reni. The work is distinguished by a marked naturalism of southern taste and a Neo-Venetian palette recalling the Roman milieu of the later seventeenth century, permeated by the influence of Pierfrancesco Mola. Taken together, these observations support the attribution of the painting to Girolamo Troppa, whose painterly practice consistently incorporates and reflects these elements. -
Lot 136 Pittore attivo a Roma nel XVII/XVIII secolo
Visione di Sant'Eustachio
Olio su tela
152 x 114 cm
Painter active in Rome in the 17th/18th century
Vision of Saint Eustace
Oil on canvas
152 x 114 cm -
Lot 137 Giovanni Maria delle Piane, il Mulinaretto (Genova 1660 - Monticelli d'Ongina 1745)
Ritratto di dama
Olio su tela
95,5 x 72 cm
L'opera è corredata dall'expertise del professore Carlo Volpe, disponibile via email
Giovanni Maria delle Piane ricevette il soprannome Il Mulinaretto del nonno mugnaio. All’età di dieci anni andò a fare praticantato presso Giovanni Battista Merano, poi andò a Roma nella bottega di Gaulli. Nel 1684 fece ritorno a Genova, città rimasta orfana di G.B. Carbone, diventando il più importante esponente della ritrattistica genovese della prima metà del XVIII secolo. Ebbe la capacità di aggiornare il ritratto locale con il gusto francese alla moda nella Genova dell'epoca, raggiungendo la ridondante fastosità di Rigaud e Largillière. Nel 1695 si spostò a Parma su richiesta della Corte Farnese, espressamente voluto dal neo-duca Francesco. Seguirono anni di soggiorni divisi tra Genova, Parma e Piacenza per seguire le numerose richieste che gli giunsero sia dalla città natale sia dalla corte emiliana. Nel 1719 fu invitato alla corte di Spagna, ma declinò l'invito. Si trasferì presso i Borbone a Napoli nel 1737, ricoprendo la carica di pittore di corte sino al 1741.
Giovanni Maria delle Piane also called Il Mulinaretto (Genoa 1660 - Monticelli d’Ongina 1745)
Portrait of a Lady
Oil on canvas
95,5 x 72 cm
The work is accompanied by an expert report by Professor Carlo Volpe, available via email -
Lot 138 Pietro Ligari (Ardenno 1686 - Sondrio 1752) bottega di
Allegoria dell'Inverno
Olio su tela
77,2 x 63,5 cm
Pietro si formò giovanissimo a Roma presso Lazzaro Baldi, pittore legato stilisticamente a Pietro da Cortona. In seguito viaggiò in diverse località dell'Italia centrale e a Venezia. Nel 1710 si stabilì dapprima a Milano, poi dal 1727 definitivamente in Valtellina, dove operò sino alla sua scomparsa. Molte sue opere sono conservate presso il Museo Valtellinese di Storia e Arte.
Pietro Ligari (Ardenno 1686 - Sondrio 1752) workshop of
Allegory of the Winter
Oil on canvas
77,2 x 63,5 cm -
Lot 139 Scuola napoletana del XVII/XVIII secolo
Vaso fiorito
Olio su tavola
d 30 cm
Neapolitan school of the 17th/18th century
Vase with Flowers
Oil on panel
d 30 cm -
Lot 140 Scuola romana del XVII secolo
Paesaggio con pescatori - Paesaggio con grotta
Olio su tavola
d 27,5 cm (a vista)
Roman school of the 17th century
Landscape with Fishermen - Landscape with a Cave
Oil on panel
d 27,5 cm (visible measurements) -
Lot 141 Ciriaco Parmegiani (Piacenza 1641 - 1704)
Truppe che assediano e bombardano una città
Olio su tela
23 x 37 cm
Per ulteriore approfondimento si osservino a riguardo i dipinti pubblicati da G. Sestieri in I Pittori di Battaglie, pp. 398-401, foto 1-9
Ciriaco Parmegiani (Piacenza 1641 - 1704)
Troops Besieging and Bombarding a City
Oil on canvas
23 x 37 cm
For further information, please refer to the paintings published by G. Sestieri in I Pittori di Battaglie, pp. 398-401, photos 1-9 -
Lot 142 Scuola fiamminga del XVII secolo
Ritratto
Olio su tela
46 x 37,5 cm
Flemish school of the 17th century
Portrait
Oil on canvas
46 x 37,5 cm -
Lot 143 Scuola toscana del XVII secolo
Natura morta con frutta, uva e melone - Natura morta con frutta, uva e anguria
Olio su tela
45,5 x 67 cm
Tuscan school of the 17th century
Still Life with Fruit, Grapes and Melon - Still Life with Fruit, Grapes and Watermelon
Oil on canvas
45,5 x 67 cm -
Lot 144 Gilardo da Lodi (attivo a Lodi e Milano all’inizio del XVIII secolo)
Natura morta con cesto d'uva, gallina pappagallo e quaglia
Olio su tela
97 x 75 cm
Di Gilardo da Lodi non si hanno notizie biografiche precise, di lui sappiamo grazie alle fonti storiche che fu specialista nel dipingere uva. Questa parziale sua conoscenza dei posteri l'ha fatto confondere con Antonio Gianlisi il Vecchio e altri. Oggi, grazie ai recenti studi di Ulisse e Gianluca Bocchi, le sue opere sono state riordinate e distinte all'interno del repertorio dei pittori padani dediti alla natura morta e alla rappresentazione dell'uva, in particolare: Marcantonio Rizzi, Ludovico Caffi, Antonio Gianlisi Junior, Giuseppe e Francesca Volò. Le sue opere sono conservate presso il Museo Civico di Lodi e nella Pinacoteca Malaspina di Pavia.
Gilardo da Lodi (active in Lodi and Milan in the early 18th century)
Still Life with a Basket of Grapes, a Hen, a Rooster and a Quail
Oil on canvas
97 x 75 cm