Pre-Asta DIPINTI ANTICHI, MODERNI E DEL XIX SECOLO
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Lotto 1 Sebastiano Conca (Gaeta 1680 - Napoli 1764)
Madonna col Bambino e San Giovannino
Olio su tela
30 x 23,5 cm
Dopo un lungo periodo di formazione a Napoli con Francesco Solimena, Sebastiano si trasferì a Roma nel 1707. La sua ambientazione fu facilitata dall'influenza dal clima classicista instaurato da Carlo Maratta. Assiduamente occupato in commissioni private, come le Allegorie del cardinale Spada. Negli incarichi ufficiali mitigava il suo estro partenopeo e la lezione di Solimena con influenze marattesche e di Luca Giordano. Il contatto con Bartolomeo Chiari, Francesco Trevisani e Giuseppe Passeri produssero la maturazione della sua pittura barocca verso l'eleganza del Roccocò, permeata da tinte chiare ed eleganza espressiva. Nel biennio 1751-52 operò a Napoli, chiamato dal suo estimatore, l'architetto Vanvitelli.
Sebastiano Conca (Gaeta 1680 - Naples 1764)
Madonna and Child with the Infant Saint John
Oil on canvas
30 x 23,5 cm -
Lotto 2 Gaetano Zompini (Nervesa 1700 - Venezia 1778)
La continenza di Scipione
Olio su tela
48 x 37 cm
Ad un attento esame del dipinto, la condotta narrativa arricchita dall'elegante plasticità delle gesta e, soprattutto, dalle figure bislunghe fa propendere l'attribuzione a Gaetano Zompini. Grazie alla sua sapiente interpretazione personale dei maestri veneti del suo tempo, come S. Ricci, G.B. Pittoni e F. Fontebasso, di cui si legge traccia nel presente dipinto, fu uno degli interpreti della pittura Rococò in terraferma veneta.
Gaetano Zompini giunse a Venezia diciassettenne e frequentò la bottega di Nicolò Bambini, anche se la sua fonte d’ispirazione furono Sebastiano Ricci, Francesco Fontebasso e Giovanni Battista Pittoni. Negli anni '30 e '40 la sua attività fu legata alle commissioni chiesastiche veneziane e del trevigiano, anche se progressivamente si dedicò a inventare soggetti per acqueforti
Gaetano Zompini (Nervesa 1700 - Venice 1778)
The Continence of Scipio
Oil on canvas
48 × 37 cm
A close examination of the painting suggests attribution to Gaetano Zompini, based on its narrative approach enriched by the elegant plasticity of the gestures and, above all, by the elongated figures. Through his skilful personal interpretation of the Venetian masters of his time, such as S. Ricci, G.B. Pittoni and F. Fontebasso, traces of whose influence can be seen in the present work, he was one of the interpreters of Rococo painting in the Venetian mainland. -
Lotto 3 Francesco Lavagna (Napoli 1684 - 1724)
Piatto e fiori in un giardino - Piatto, vaso e fiori in un giardino
Olio su tela
18,5 x 24,5 cm
Francesco Lavagna, nell’ambito della scena artistica partenopea, rinnovò, con Gasparo Lopez, la pittura di fiori di Nicola Malinconico e Nicola Cassisa, grazie ad una visione rococò della quale eleganza e vivacità cromatica sono elementi peculiari.
Francesco Lavagna (Naples 1684 - 1724)
Plate and Flowers in a Garden - Plate, Vase and Flowers in a Garden
Oil on canvas
18,5 x 24,5 cm -
Lotto 4 Carlo Cignani (Bologna 1628 - Forlì 1719) allievo/cerchia di
Davide e Golia
Olio su tela
66 x 49 cm
L'apprendistato di Carlo Cignani si svolse da G. B. Cairo, pittore bolognese semi sconosciuto, e successivamente presso l’atelier di Francesco Albani assieme ad Alessandro Tiarini e al Guercino. Risiedette a Bologna sino al 1684, anno in cui si trasferì a Forlì. In questi decenni dipinse decorazioni a fresco di quattro sovrapporte con Apparizioni dell'Arcangelo S. Michele nella chiesa di S. Michele in Bosco. Questo suo intervento fu chiaramente ispirato alla morbida grazia dei putti del Correggio. L’arte di Carlo, inoltre, è caratterizzata da uno stile dignitoso delle figure, da forme gentili e tondeggianti, da un'elegante calma compositiva, che mostra le sue radici emiliane prendendo spunto dal classicismo di Annibale Carracci e soprattutto di Guido Reni. Negli anni Settanta il suo studio si era ormai affermato e si avvaleva di svariati collaboratori, tra i quali spiccano i nomi di Marcantonio Franceschini e Luigi Quaini. La sua arte continuò a vivere oltre la sua morte, avvenuta a Forlì il 6 settembre 1719, grazie agli eccellenti pittori usciti dalla sua bottega: il figlio Felice Cignani, Clemente Ruta, Antonio Calza, Sante Prunato, Alessandro Marchesini, Ludovico David, Giovan Camillo Sagrestani, Giuseppe Maria Crespi, Francesco Mancini, Federico Bencovich e Ignazio Stern.
Carlo Cignani (Bologna 1628 - Forlì 1719) pupil/circle of
David and Goliath
Oil on canvas
66 x 49 cm -
Lotto 5 Scipione Cignaroli (Milano 1690 - Torino 1753)
Paesaggio arcadico, con Monte dei Cappuccini di Torino e un'ansa del Po
Olio su tela
182 x 118 cm
L'opera è corredata da uno studio della dottoressa Arabella Cifani, disponibile via email
Scipione, secondo quanto riportato da Dal Pozzo, 1718, e dall’Orlandi, 1719, ebbe una formazione romana presso il Cavalier Tempesta. All’Urbe ebbe modo di far propria la lezione di G. Dughet e Salvator Rosa e di confrontarsi con Andrea Locatelli e con Paolo Anesi. Tornò a Torino dove fece pratica col padre Martino. Nel 1723 iniziò a lavorare in proprio presso il castello di Rivoli, con la collaborazione di P. D. Olivero. Sempre per i Savoia, nel 1739 operò Stupinigi realizzando trenta dipinti di paesaggi, entrando in contatto con Carlo Antonio Tavella, capace paesaggista collaboratore di Alessandro Magnasco. Infine, è indispensabile ricordare come Scipione, sensibile e abile artista, seppe far propria la lezione veneta e in particolare di Marco Ricci.
Scipione Cignaroli (Milan 1690 - Turin 1753)
Arcadian Landscape, with the Monte dei Cappuccini in Turin and a Bend of the Po River
Oil on canvas
182 × 118 cm
The work is accompanied by a study by Dr Arabella Cifani, available upon request via email -
Lotto 6 Antonio Gianlisi il Giovane (Rizzolo 1677 - Cremona 1727)
Natura morta con chitarra e pappagallo
Olio su tela
94,5 x 77,5 cm
Dopo un lungo girovagare tra l'Emilia, il Veneto e alcune città lombarde, con soggiorni saltuari a Piacenza, visse gli ultimi diciotto anni della sua vita a Cremona. La sua produzione pittorica risente, dunque, di un linguaggio fine e articolato in cui egli espose le varie esperienze stilistiche assunte in terra bergamasca ed emiliana, parmense e piacentina in particolare.
Antonio Gianlisi the Younger (Rizzolo 1677 - Cremona 1727)
Still Life with a Guitar and a Parrot
Oil on canvas
94,5 x 77,5 cm -
Lotto 7 Annibale Carracci (Bologna 1560 - Roma 1609) bottega/cerchia di
Resurrezione di Cristo
Olio su rame
40,5 x 30 cm
L'opera riprende il dipinto conservato al Museo del Louvre di Parigi. Interessante notare come il nostro dipinto sia perfettamente corrispondente all'originale, ovvero realizzato in scala 1:5. Questo dato lascia presupporre che, probabilmente, possa essere stato realizzato da un disegno o da un prototipo in scala presente nella bottega del maestro, o fruibile ai pittori della cerchia.
Dopo la formazione giovanile di cui si hanno scarse notizie, Annibale, assieme al fratello Agostino e al cugino Ludovico, fondò l'Accademia degli Incamminati, una bottega e una scuola tra le più significative della scuola pittorica di tutti i tempi. Nel primo periodo realizzò dipinti legati al realismo di stampo fiammingo, come La bottega del macellaio e Il mangiafagioli. Seguirono due soggiorni in terra emiliana, prima a Parma e poi a Reggio Emilia, dove oltre che esprimersi si arricchì delle lezioni del Correggio e del Veronese. In seguito si trasferì a Roma su invito del cardinale Odoardo Farnese. In questi primi anni romani realizzò un ciclo di affreschi sul tema degli "Amori degli dei" nella Galleria di Palazzo, dove emerse tutta la sua bravura, grazie al sofisticato intreccio tra la potenza espressiva e plastica di Michelangelo e la grazia e l'armonia classicista di Raffaello. Seguirono anni di intenso lavoro e di grandi riconoscimenti, oltre che per le committenze religiose riuscì ad esprimersi ad altissimo livello sia nei ritratti sia nei soggetti paesaggistici. Col suo "Paesaggio Ideale", dove ricercava l’equilibrio tra la natura e l'uomo, fu l’antesignano del paesaggio seicentesco di Domenichino, Nicolas Poussin e Claude Lorrain. Nonostante il grado di successo raggiunto, visse gli ultimi anni in uno stato di profonda depressione, alla sua morte fu sepolto nel Pantheon di Roma, accanto a Raffaello, come da sua richiesta. Annibale, assieme al fratello Agostino e al cugino Ludovico, rivoluzionò l'arte italiana del suo tempo e segnò la via del successivo Barocco. Grazie ad uno stile pittorico dalle radici eterogenee riuscirono a superare l'artificiosità teatrale del Manierismo, sviluppando un'espressione tendente all'astrazione mistica. Grazie al naturalismo, al pietismo religioso e alla ricerca della bellezza ideale articolarono un linguaggio sia di immediata comprensione, sia di più alta lettura estetico-filosofica soddisfacendo al contempo i dettami della Controriforma che indicavano che la pittura fosse di facile fruizione dottrinale e popolare, sia i committenti colti della nobiltà e del clero del tempo. Grazie a loro si formarono una larga schiera di maestri, quali: Francesco Albani, Sisto Badalocchio, il Domenichino, Giovanni Lanfranco, Guido Reni, Bartolomeo Schedoni e Lionello Spada, oltre a molti altri.
Annibale Carracci (Bologna 1560 - Rome 1609) workshop/circle of
The Resurrection of Christ
Oil on copper
40,5 x 30 cm
This work is based on the painting held at the Louvre Museum in Paris. It is interesting to note that our painting corresponds perfectly to the original, having been executed on a scale of 1:5. This suggests that it was probably produced from a drawing or a scale model present in the master’s workshop, or made available to the painters of his circle. -
Lotto 8 Antonio Gianlisi il Giovane (Rizzolo 1677 - Cremona 1727)
Natura morta con astrolabio
Olio su tela
63 x 110,5 cm
Dopo un lungo girovagare tra l'Emilia, il Veneto e alcune città lombarde, con soggiorni saltuari a Piacenza, visse gli ultimi diciotto anni della sua vita a Cremona. La sua produzione pittorica risente, dunque, di un linguaggio fine e articolato in cui egli espone le varie esperienze stilistiche assunte in terra bergamasca ed emiliana, parmense e piacentina in particolare.
Antonio Gianlisi the Younger (Rizzolo 1677 - Cremona 1727)
Still Life with an Astrolabe
Oil on canvas
63 x 110,5 cm -
Lotto 9 Felice Rubbiani (Modena 1677 - San Pancrazio di Freto 1752)
Natura morta con fiori, frutta e uccello - Natura morta con piatto, fiori e frutta
Olio su tela
99 x 72 cm
Felice Rubbiani fu allievo di Domenico Bettini, dal quale sperò di ereditarne la bottega che invece passò a Angelo Michele Cittadini, figlio di Pier Francesco. Questa vicenda causò dissapori tra i due, facendo allontanare Rubbiani da Bologna. Tornato nella natale Modena, pare che fu a servizio della corte locale. Sicuramente godette del favore della nobiltà e della ricca borghesia cittadina, che gli commissionarono diverse opere, come risulta dagli inventari d'epoca. Rubbiani collaborò con Francesco Vellani, sia nell'ambito delle nature morte, sia nella realizzazione di opere sacre per le chiese locali.
Felice Rubbiani (Modena 1677 - San Pancrazio di Freto 1752)
Still Life with Flowers, Fruit and a Bird - Still Life with a Plate, Flowers and Fruit
Oil on canvas
99 x 72 cm -
Lotto 10 Leandro Da Ponte, Leandro Bassano (Bassano del Grappa 1557 - Venezia 1622) bottega di
San Girolamo
Olio su tela
93 x 77 cm
L'opera s'ispira al dipinto di Leandro Bassano, di Collezione privata e ubicazione sconosciuta, presente in Fototeca Zeri, già attribuito da Roberto Longhi
Si veda: https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/fotografia/89283/Anonimo%20-%20Bassano%20Leandro%20-%20sec.%20XVI%20XVII%20-%20San%20Girolamo%20in%20meditazione%20-%20insieme
Dopo la prima formazione divenne collaboratore del padre Jacopo già nel 1575. Successivamente, prese residenza a Venezia dal 1588 rimanendovi sino alla morte sopraggiunta nel 1622. In laguna ebbe molta fortuna e visse ostentando le sue possibilità economiche. Pittoricamente, dopo un primo periodo con l'adesione ai modi del padre, andò allontanandosi dallo stile tradizionale della famiglia adottando una pittura fatta di pacate superfici cromatiche, stese di materia compatta e piatta e una luminosità diffusa. Fu un eccellente ritrattista, probabilmente grazie agli studi di Passarotti e Pourbus, conseguendo, per qualità espressiva e introspezione psicologica, risultati simili a Moroni. Il suo bagaglio culturale, oltre alla stretta conoscenza della pittura veneta del XVI secolo, era formato dall'attenzione verso il manierismo di Federico Zuccari e da quelle fiamminghe di Abraham Bloemaert e Pauwels Franck detto Paolo Fiammingo. Tra i vari suoi allievi spicca la figura del nipote Jacopo Apollonio, il quale, pur restando fedele allo stile dei suoi congiunti, grazie soprattutto al suo, non trascurabile, senso naturalistico e al suo vivace cromatismo, ebbe un buon successo in ambito veneto.
Leandro Da Ponte, Leandro Bassano (Bassano del Grappa 1557 - Venice 1622) workshop of
Saint Jerome
Oil on canvas
93 x 77 cm
The work is inspired by a painting of Leandro Bassano, from a private collection and of unknown location, held in the Zeri Photo Library, previously attributed by Roberto Longhi
You should see:
https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/fotografia/89283/Anonimo%20-%20Bassano%20Leandro%20-%20sec.%20XVI%20XVII%20-%20San%20Girolamo%20in%20meditazione%20-%20insieme -
Lotto 11 Jacopo Cestaro (Bagnoli Irpino 1718 - Napoli 1785)
Bozzetto per Martirio di San Giacomo
Olio su tela applicata su tavola
30 x 39,5 cm
Il dipinto è il bozzetto preparatorio del dipinto conservato nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo di Napoli.
Si veda: https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5830290/Cestaro+J.+%281757%29%2C+San+Giacomo+Minore+lapidato+in+olio+su+tela#action=ricerca%2Frisultati&view=griglia&locale=it&ordine=&ambito=XD&liberadescr=+jacopo+cestaro&liberaluogo=&highlight=Cestaro&highlight=Jacopo
Jacopo fu allievo di Francesco Solimena, che inizialmente influenzò fortemente la sua pittura. Sviluppò una pittura dall'enfasi neobarocca con assonanze a Domenico Mondo, dal quale si distaccava per la plasticità teatrale dei suoi personaggi e un chiaroscuro più marcato, dovuti all'influsso di Mattia Preti e alla produzione tra gli anni '30 e '40 di Giuseppe Bonito. In seguito assimilò l'eleganza formale e la brillante cromia di Francesco de Mura che gli offrirono gli strumenti estetici per esprimersi secondo i dettami più evoluti del tempo, ovvero secondo il gusto rococò, imperante in Italia e in Europa.
Jacopo Cestaro (Bagnoli Irpino 1718 - Naples 1785)
Bozzetto for The Martyrdom of Saint James
Oil on panel
30 x 39,5 cm
This painting is a preparatory study for the painting housed in the Church of Saints Philip and James in Naples.
You should see:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/5830290/Cestaro+J.+%281757%29%2C+San+Giacomo+Minore+lapidato+in+olio+su+tela#action=search%2Fresults&view=grid&locale=it&order=&scope=XD&free_description=+Jacopo+Cestaro&free_location=&highlight=Cestaro&highlight=Jacopo -
Lotto 12 Giovan Francesco Gessi (Bologna 1588 - 1649) bottega di
Angeli in adorazione di Gesù Bambino
Olio su tela
49 x 64,5 cm
Un buon riferimento stilistico lo ritroviamo nella Sacra Famiglia conservata in Galleria Corsini di Roma
Si veda: https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1201007319
Inizialmente il giovane Gessi frequentò la bottega di Denijs Calvaert, passando in un secondo tempo presso l’atelier di Guido Reni. Presto divenne l’allievo prediletto del grande maestro, che gli offrì l'incarico di affrescare, in base ai propri cartoni, la cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo di Ravenna, assieme a Giovan Giacomo Sementi e a Bartolomeo Marescotti. Seguirono commissioni molto importanti, come al Palazzo ducale di Mantova, a Napoli presso la cappella del Tesoro di San Gennaro nel duomo, e a Perugia. In dissenso con Reni aprì una sua bottega a Bologna, coadiuvato da Giovanni Giacomo Sementi, nella quale sono cresciuti elementi interessanti del secondo Seicento bolognese, come Giacomo Castellini, Francesco Correggio, i fratelli Giovanni Battista ed Ercolino Ruggiero, e Giulio Trogli.
Giovan Francesco Gessi (Bologna 1588 - 1649) workshop of
Angels Adoring the Infant Jesus
Oil on canvas
49 x 64,5 cm
A good stylistic reference can be found in the Holy Family housed in the Galleria Corsini in Rome
You should see: https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1201007319 -
Lotto 13 Pieter van Avont (Mechelen 1600 - Deurne 1652) attribuito
Baccanale
Olio su tavola
28 x 42,5 cm
Il dipinto trova un buon termine di paragone con l'opera Putti Dancing in a Landscape c.1630-52, RCIN 403561, conservata presso le Collezioni Reali Inglesi di Londra a Buckingham Palace
Si veda: https://www.rct.uk/collection/403561/putti-dancing-in-a-landscape
Viste le forti analogie, come nel caso del dipinto inglese sopracitato, anche nel nostro caso il paesaggio potrebbe essere stato dipinto da Frans Wouters
Di Pieter van Avont non abbiamo notizie della sua formazione. Le prime notizie a suo riguardo ci dicono che fu iscritto quale maestro della corporazione di San Luca di Anversa intorno al 1622/23. Fu un pittore specializzato in ritratti, soggetti religiosi, storici e di genere, spesso portati a termine con altri artisti, quali Jan Brueghel il Vecchio e Jan Brueghel il giovane, David Vinckboons, Lucas van Uden, Jan Wildens e Jacques d'Arthois. Ebbe dei valenti allievi con i quali talvolta collaborò, ovvero Frans Wouters, suo fratello Pieter Wouters e Peter van de Cruys.
Pieter van Avont (Mechelen 1600 - Deurne 1652) attributed
Bacchanalia
Oil on panel
28 x 42,5 cm
The painting bears a strong resemblance to the work Putti Dancing in a Landscape, c.1630-52, RCIN 403561, held in the British Royal Collections at Buckingham Palace in London
You should see: https://www.rct.uk/collection/403561/putti-dancing-in-a-landscape
Given the strong similarities, as in the case of the aforementioned English painting, the landscape in our case may also have been painted by Frans Wouters -
Lotto 14 Andrea Lanzani (Milano 1641 - 1712) attribuito
Santa in estasi (?)
Olio su tela
70,5 x 58 cm
Le prime notizie dell'attività del Lanzani risalgono al 1669, anno in cui il pittore entrò a far parte dell'Accademia Ambrosiana ed operò accanto ai suoi maestri Antonio Busca e Luigi Scaramuccia detto il Perugino. Partì per Roma nel 1674 ed entrò in contatto con Carlo Maratta. Dal rientro in Lombardia, del 1677, cominciò a rendere più gentile ed elegante la sua arte pittorica, anticipando i modi del Barocchetto al pari degli esempi veneti di Sebastiano Ricci e Louis Dorigny con il quale collaborò. Durante la sua fase finale lavorò assiduamente a Vienna e dintorni operando sia per gli Asburgo sia per il principe Eugenio di Savoia e altre nobili famiglie.
Andrea Lanzani (Milan 1641 - 1712) attributed
Saint in Ecstasy (?)
Oil on canvas
70,5 x 58 cm -
Lotto 15 Giambattista Piazzetta (Venezia 1683 - 1754) attribuito
Cristo benedicente
Olio su tela
41,5 x 51,5 cm
L'opera trova preciso riferimento con la tela comparsa in asta da Hampel il 09 dicembre 2021 attribuita a Giovanni Battista Piazzetta
Giovanni Battista o Giambattista Piazzetta fu inizialmente allievo di Antonio Molinari. Giovanissimo si recò a Bologna, esperienza che si rivelò fondamentale per la sua formazione artistica, in quanto entrò in contatto con Giuseppe Maria Crespi. Tornò a Venezia dopo diversi anni, nel 1711, oramai pittore formato e autonomo, e nel 1750 fondò quella che poi divenne l'Accademia di Pittura. Tra i massimi esponenti dei cosiddetti pittori tenebrosi, egli produsse opere fortemente improntate sui contrasti chiaroscurali e sulla drammaticità delle figure. La sua arte ispirò Tiepolo e produsse un'eco tale che influenzò una serie di ottimi artisti cresciuti e operosi nella sua bottega, quali Giuseppe Angeli, Domenico Fedeli detto il Maggiotto, Giulia Lama, Egidio Dall’Oglio, Francesco Capella e Antonio Marinetti detto il Chiozzotto.
Giambattista Piazzetta (Venice 1683 - 1754) attributed
Blessing Christ
Oil on canvas
41,5 × 51,5 cm
The work finds a precise reference in the painting that appeared at auction at Hampel on 9 December 2021, attributed to Giovanni Battista Piazzetta -
Lotto 16 Daniel Vertangen (L'Aia 1598 circa - Amsterdam 1684)
Paesaggio con ninfe e satiri danzanti
Olio su tela
50 x 77 cm
Daniel è ricordato come uno dei migliori artisti della cerchia di Cornelis van Poelenburch, al pari di Dirck van der Lisse, Jan van Haensbergen, Frans Verwilt e Abraham van Cuylenborch. Probabilmente ebbe modo di conoscere il Poelenburch durante il suo soggiorno romano avvenuto tra gli anni dieci e venti del XVII secolo. Tornato in patria, Vertangen lavorò soprattutto ad Amsterdam, con parentesi ad Amburgo e in Danimarca. Pittore versatile e abile si dedicò a diversi soggetti pittorici, come scene di genere, paesaggi, ritratti, eventi storici, episodi mitologici e religiosi.
Daniel Vertangen (The Hague circa 1598 - Amsterdam 1684)
Landscape with Dancing Nymphs and Satyrs
Oil on canvas
50 x 77 cm -
Lotto 17 Cristofano Allori (Firenze 1577 - 1621) bottega di
Giuditta e Oloferne
Olio su tela
135 x 100 cm
L'opera riprende la tela conservata presso la Galleria Palatina di Palazzo Pitti, a Firenze.
Cristofano Allori, figlio d’arte, iniziò la formazione nella bottega paterna, apprendendo la rigorosa importanza del disegno. Le prime prove pittoriche lo videro come copista di Raffaello, fra Bartolomeo e Bronzino, già maestro del padre. Lo stile paterno, influenzato da Michelangelo, lasciò perplesso il giovane Cristofano, che lasciò la bottega di famiglia per trasferirsi in quella di Gregorio Pagani, dove si aggiornò ai modi emiliani e veneti di Correggio, Carracci, Tiziano e del Barocci. La sua maturità artistica segnò un avvicinamento ai modi del Cigoli e di Passignano, nonché un’attenzione all’espressione naturalistica antiretorica del Caravaggio.
Cristofano Allori (Florence 1577 - 1621) workshop of
Judith and Holofernes
Oil on canvas
135 × 100 cm
The work is based on the painting held in the Palatine Gallery of Palazzo Pitti, Florence. -
Lotto 18 Frans Denys (Anversa 1610 circa - Mantova 1670) attribuito
Ritratto di Ranuccio II Farnese, duca di Parma
Olio su tela
74,5 x 49 cm
Ranuccio II Farnese, figlio di Odoardo e Margherita de' Medici, fu il sesto duca di Parma e Piacenza. Qui è raffigurato a mezza figura in veste bianca e soprabito nero, arricchito da un largo colletto bianco, piatto sulle spalle ed impreziosito da nappe ed ampie bordure ricamate. Il dipinto trova riscontro con altri ritratti di Ranuccio II eseguiti da Frans Denys, come quello conservato alla Pinacoteca Stuard, oppure con il ritratto armato che compare in ovale nella tela "Il Tempo mostra il ritratto di Ranuccio II alle figure allegoriche di Parma, Piacenza e Castro", dipinta da Frans in collaborazione con il figlio Jacob, conservato presso la Galleria Nazionale di Parma, inv. 1478. Inoltre, di Frans Denys, del figlio Jacob e della cerchia esistono altre versioni che si differenziano per dimensione e abbigliamento.
Si veda:
https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-oa/?s_id=206486&back_url=https%3A%2F%2Fbbcc.regione.emilia-romagna.it%2Flista-risultati%2F%3Fs_query%3Dranuccio%2Bfarnese
https://complessopilotta.it/opera/il-tempo-mostra-il-ritratto-di-ranuccio-ii-alle-%ef%ac%81gure-allegoriche-di-parma-piacenza-e-castro/
Frans Denys, di cui non conosciamo la formazione, divenne un maestro nella Gilda di San Luca di Anversa nel 1631. Dal 1654 in poi, lasciò la terra natia e fu impegnato prima per il duca Federico III di Holstein-Gottorp, nella Germania del Nord. In seguito fu pittore di corte per Ranuccio II Farnese, duca di Parma, ed infine per l'arciduchessa Isabella Clara d'Austria a Mantova. In Italia, fu considerato prossimo a Anthony van Dyck, attivo in Italia dal 1621 al 1627, per la qualità della sua ritrattistica. Inoltre, vanno considerate le analogie biografiche e stilistiche che lo accomunarono a Justus Sustermans, attivo a Firenze dal 1620 sino alla morte sopraggiunta nel 1681.
Frans Denys (Antwerp circa 1610 - Mantua 1670) attributed
Portrait of Ranuccio II Farnese, Duke of Parma
Oil on canvas
74,5 × 49 cm
Ranuccio II Farnese, son of Odoardo and Margherita de' Medici, was the sixth Duke of Parma and Piacenza. He is here depicted half-length, wearing a white garment and a black overcoat, adorned with a broad white collar lying flat over the shoulders and embellished with tassels and richly embroidered borders. The painting can be compared with other portraits of Ranuccio II executed by Frans Denys, such as the example preserved at the Pinacoteca Stuard, as well as with the armoured portrait appearing in an oval within the painting Time Reveals the Portrait of Ranuccio II to the Allegorical Figures of Parma, Piacenza and Castro, executed by Frans in collaboration with his son Jacob and now housed in the Galleria Nazionale di Parma (inv. 1478). Further versions by Frans Denys, his son Jacob, and their circle are also known, differing in size and attire.
You should see:
https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-oa/?s_id=206486&back_url=https%3A%2F%2Fbbcc.regione.emilia-romagna.it%2Flista-risultati%2F%3Fs_query%3Dranuccio%2Bfarnese
https://complessopilotta.it/opera/il-tempo-mostra-il-ritratto-di-ranuccio-ii-alle-%ef%ac%81gure-allegoriche-di-parma-piacenza-e-castro/ -
Lotto 19 Margherita Volò Caffi (Cremona 1647 - Milano 1710)
Vasi di fiori
Olio su tela
55 x 68 cm
Figlia del pittore di origine francese Vincenzo Volò, attivo in Lombardia, in special modo a Milano nel Seicento. Margherita nacque a Cremona nel 1647, assunse il cognome sposandosi in giovane età con il pittore cremonese Ludovico Caffi presso il quale completò forse la sua formazione di artista. Risulta ammessa all'Accademia di San Luca a Milano, insieme alla sorella Francesca detta la Vicenzina a partire dal 1697, secondo un documento ritrovato recentemente da Alberto Cottino. Rinomata e richiesta in tutta Europa, la Caffi ha prestato la sua arte agli arciduchi del Tirolo, la casa regnante di Spagna e i granduchi di Toscana; in particolare, la sua arte fu molto apprezzata da Vittoria Della Rovere. Con l’inizio del Diciottesimo secolo aprì a Milano un’importante bottega ove sono passati numerosi pittori della scena locale, tant’è che le nature morte e i dipinti di fiori del primo Settecento milanese risentono della sua influenza. Pittoricamente, al pari del padre e della sorella, mostra un'estrema libertà della stesura pittorica, un intreccio di pennellate libere e briose a mano sciolta.
Margherita Volò Caffi (Cremona 1647 - Milan 1710)
Vases of Flowers
Oil on canvas
55 x 68 cm -
Lotto 20 Scuola veneziana del XVIII secolo
Venezia, Veduta della Basilica di Santa Maria della Salute
Olio su tela applicata su tavola
16 x 19 cm
Venetian school of the 18th century
Venice, View of the Basilica of Santa Maria della Salute
Oil on canvas mounted on panel
16 x 19 cm -
Lotto 21 Claude Joseph Vernet (Avignone 1714 - Parigi 1789) bottega/cerchia di
Persone che discutono sugli scogli
Olio su tela
226 x 99 cm
Claude Joseph fu iniziato all’arte pittorica dal padre Antoine Vernet e Adrien Manglard. Visse e si formò ulteriormente a Roma dal 1734 al 1753, dove trasse ispirazione dagli esempi di Claude Lorrain e Nicolas Poussin e Giovanni Paolo Panini. In questo ventennio romano creò una nuova corrente delle vedute marine, caratterizzate dalla vita portuale e dalle tempeste, con un senso decorativo ed un'eleganza tipicamente settecentesca. Nel 1753 fu richiamato a Parigi dove, per ordine reale, eseguì la serie dei porti marittimi di Francia. Membro dell'Accademia a Parigi, ottenne parecchie commissioni da re Luigi XV e dal 1746 espose in varie mostre. La tradizione familiare di pittura sarebbe stata seguita dal figlio Carle Vernet e dal nipote Horace Vernet. La sua lezione fu fondamentale per vari artisti, come Charles François Grenier de Lacroix, detto Lacroix de Marseille, Pierre-Jacques Volaire, Francesco Fidanza e Carlo Bonavia.
Claude Joseph Vernet (Avignon 1714 - Paris 1789) workshop/circle of
People Discussing on the Rocks
Oil on canvas
226 x 99 cm -
Lotto 22 Claude Joseph Vernet (Avignone 1714 - Parigi 1789) bottega/cerchia di
Pescatori in riva
Olio su tela
226 x 99 cm
Claude Joseph fu iniziato all’arte pittorica dal padre Antoine Vernet e Adrien Manglard. Visse e si formò ulteriormente a Roma dal 1734 al 1753, dove trasse ispirazione dagli esempi di Claude Lorrain e Nicolas Poussin e Giovanni Paolo Panini. In questo ventennio romano creò una nuova corrente delle vedute marine, caratterizzate dalla vita portuale e dalle tempeste, con un senso decorativo ed un'eleganza tipicamente settecentesca. Nel 1753 fu richiamato a Parigi dove, per ordine reale, eseguì la serie dei porti marittimi di Francia. Membro dell'Accademia a Parigi, ottenne parecchie commissioni da re Luigi XV e dal 1746 espose in varie mostre. La tradizione familiare di pittura sarebbe stata seguita dal figlio Carle Vernet e dal nipote Horace Vernet. La sua lezione fu fondamentale per vari artisti, come Charles François Grenier de Lacroix, detto Lacroix de Marseille, Pierre-Jacques Volaire, Francesco Fidanza e Carlo Bonavia.
Claude Joseph Vernet (Avignon 1714 - Paris 1789) workshop/circle of
Fishermen on the Shore
Oil on canvas
226 x 99 cm -
Lotto 23 Claude Joseph Vernet (Avignone 1714 - Parigi 1789) bottega/cerchia di
Sulle rive nei pressi di Tivoli
Olio su tela
228 x 200 cm
L'opera riprende l'incisione di Jacques Aliamet tratta da un disegno di Joseph Vernet
Claude Joseph fu iniziato all’arte pittorica dal padre Antoine Vernet e Adrien Manglard. Visse e si formò ulteriormente a Roma dal 1734 al 1753, dove trasse ispirazione dagli esempi di Claude Lorrain e Nicolas Poussin e Giovanni Paolo Panini. In questo ventennio romano creò una nuova corrente delle vedute marine, caratterizzate dalla vita portuale e dalle tempeste, con un senso decorativo ed un'eleganza tipicamente settecentesca. Nel 1753 fu richiamato a Parigi dove, per ordine reale, eseguì la serie dei porti marittimi di Francia. Membro dell'Accademia a Parigi, ottenne parecchie commissioni da re Luigi XV e dal 1746 espose in varie mostre. La tradizione familiare di pittura sarebbe stata seguita dal figlio Carle Vernet e dal nipote Horace Vernet. La sua lezione fu fondamentale per vari artisti, come Charles François Grenier de Lacroix, detto Lacroix de Marseille, Pierre-Jacques Volaire, Francesco Fidanza e Carlo Bonavia.
Claude Joseph Vernet (Avignon 1714 - Paris 1789), workshop/circle of
On the Banks Near Tivoli
Oil on canvas
228 x 200 cm
The work is based on an engraving by Jacques Aliamet, after a drawing by Joseph Vernet -
Lotto 24 Claude Joseph Vernet (Avignone 1714 - Parigi 1789) bottega/cerchia di
Fontana in riva ad un porto mediterraneo
Olio su tela applicata su tavola
227 x 162 cm
Claude Joseph fu iniziato all’arte pittorica dal padre Antoine Vernet e Adrien Manglard. Visse e si formò ulteriormente a Roma dal 1734 al 1753, dove trasse ispirazione dagli esempi di Claude Lorrain e Nicolas Poussin e Giovanni Paolo Panini. In questo ventennio romano creò una nuova corrente delle vedute marine, caratterizzate dalla vita portuale e dalle tempeste, con un senso decorativo ed un'eleganza tipicamente settecentesca. Nel 1753 fu richiamato a Parigi dove, per ordine reale, eseguì la serie dei porti marittimi di Francia. Membro dell'Accademia a Parigi, ottenne parecchie commissioni da re Luigi XV e dal 1746 espose in varie mostre. La tradizione familiare di pittura sarebbe stata seguita dal figlio Carle Vernet e dal nipote Horace Vernet. La sua lezione fu fondamentale per vari artisti, come Charles François Grenier de Lacroix, detto Lacroix de Marseille, Pierre-Jacques Volaire, Francesco Fidanza e Carlo Bonavia.
Claude Joseph Vernet (Avignon 1714 - Paris 1789) workshop/circle of
Fountain on the Shore of a Mediterranean Port
Oil on canvas laid down on panel
227 x 162 cm