Asta 69 - I Arte Antica, Moderna e Contemporanea [parte I]

Presale Asta 69 - I Arte Antica, Moderna e Contemporanea [parte I]

Tuesday 19 May 2026 hours 10:00 (UTC +01:00)
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  • Anonimo della prima metà del XIX secolo, Santa Barbara. 1810. Olio su rame....
    Lot 121

    Anonimo della prima metà del XIX secolo, Santa Barbara. 1810.
    Olio su rame. cm 21x17,2. Copia dalla testa di Santa Barbara posta sulla destra della Madonna Sistina di Raffaello (Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, Gemäldegalerie/Pinacoteca Alte Meister, n. 93). La Madonna Sistina fu eseguita nel 1512/1513 per la chiesa di San Sisto a Piacenza, la Vergine ha al fianco Sisto II (martire del III secolo) e Santa Barbara, che parimenti subì il martirio nel III secolo, ambedue i santi venivano venerati presso l'altare maggiore della chiesa del convento di San Sisto a Piacenza. (1) Lievi difetti. In vecchia cornice laccata. Con la cornice: cm 26x23.

  • Anonimo della prima metà del XIX secolo, Giovane donna di profilo e teschio....
    Lot 122

    Anonimo della prima metà del XIX secolo, Giovane donna di profilo e teschio. 1840.
    Matita nera su carta pesante non vergellata. mm 285x362. In basso a destra "F°- M°. Raggio" a penna e inchiostro di china. (1) Traccia di fioriture. Alcuni strappi alle estremità, riparati al verso con nastro di carta. Minori difetti.

  • Scuola napoletana del XIX secolo, Notturno a Capri. 1850. Gouache a colori su...
    Lot 123

    Scuola napoletana del XIX secolo, Notturno a Capri. 1850.
    Gouache a colori su carta bianca. Riquadrata con cornice a tempera nera. In basso a pennello e tempera bianca "Isola di Capri". mm 190x265. Graziosa veduta a lume di luna dell'isola di Capri alla maniera di Gioacchino La Pira, uno dei più raffinati interpreti della "Gouache napoletana" del XIX secolo, attivo a Napoli tra il 1839 e il 1875. Delizioso ricordo per i viaggiatori internazionali del Grand Tour che cercavano di portare con sé la luce e l'emozione del paesaggio partenopeo. (1) Tavola inserita entro passepartout moderno in cartoncino nero.

  • Scuola napoletana del XIX secolo, Napoli dal mare, veduta del Vesuvio. 1890....
    Lot 124

    Scuola napoletana del XIX secolo, Napoli dal mare, veduta del Vesuvio. 1890.
    Gouache a colori su carta color nocciola. Riquadrata con cornice a tempera nera. mm 435x645. Veduta della baia di Napoli con sul fondo il Vesuvio con il suo pennacchio di fumo, forse l'inizio di un'eruzione, che le barche immobili osservano dal mare, alla luce serale riflessa con toni di rosso e arancio sulle pendici del monte. Esempio di una fortunata produzione vedutistica databile dal XVIII secolo e protrattasi fino al XIX, destinata spesso a viaggiatori del gran tour quale ricercato souvenir. (1) In passepartout nero moderno. Carta con fragilità, alcune fratture riparate al verso con nastro da restauro.

  • Pompeo Girolamo Batoni, Studio per angioletto. 1758. Matita rossa su carta...
    Lot 125

    Pompeo Girolamo Batoni, Studio per angioletto. 1758.
    Matita rossa su carta vergellata color crema priva di filigrana. mm 165x210. In basso a sinistra al recto la scritta "Battoni" a penna e inchiostro bruno, al verso in basso "23°. Vol.fi. [...] a 198" ancora a penna e inchiostro bruno in antica grafia. Il foglio contiene alcuni studi per la figura dell'angioletto che si prende cura dell'asino nel dipinto raffigurante Il riposo durante la fuga in Egitto (siglato "P.B." e datato 1758) recentemente comparso sul mercato antiquario. (1) Traccia di lieve piega nella parte destra del foglio.

  • Pompeo Girolamo Batoni [attribuito a], Eracle in riposo visto da tergo...
    Lot 126

    Pompeo Girolamo Batoni [attribuito a], Eracle in riposo visto da tergo (Ercole Farnese). 1762.
    Matita rossa su carta vergellata sottile con filigrana "lettere A C entro ovale sormontato da trifoglio". mm 293x186. Probabile studio per uno dei pezzi archeologici che Batoni era solito inserire nei ritratti dei viaggiatori del Grand Tout di passaggio a Roma. (1) Foglio applicato per due punti in alto entro passepartout moderno.

  • Pietro Berrettini (detto Pietro da Cortona) [da], Le sante Bibiana e Demetria...
    Lot 127

    Pietro Berrettini (detto Pietro da Cortona) [da], Le sante Bibiana e Demetria dichiarano la loro fede di fronte al prefetto Aproniano, morte di santa Demetria. 1650.
    Matita nera, rialzi in bianco, su carta vergellata azzurro chiaro con filigrana "fiore di giglio in cerchio singolo". In alto a destra a penna e inchiostro bruno in antica grafia " n° 51 / di Pietro da Cortona". mm 415x280. Il disegno raffigura la scena di identico soggetto, delle tre sulla vita della santa, affrescate tra il 1624 e il 1626 da Pietro da Cortona lungo la navata principale della chiesa romana dedicata a Bibiana. Robert Van Audenaerd (Gand, 1663 - 1743) ne trasse una serie incisa nello stesso verso degli originali. (1) Foglio integro con lievissimo alone di umidità a destra in basso e brachetta cartacea al verso lungo il lato sinistro.

  • Jan Dirksz Both [attribuito a], Paesaggio fluviale a lume di luna con capanna...
    Lot 128

    Jan Dirksz Both [attribuito a], Paesaggio fluviale a lume di luna con capanna e pescatori. 1640.
    Olio su tavola. Sul retro in alto a pennello e colore nero "J. Both 1640", in basso vecchia etichetta cartacea con iscrizione "Johann Both geb 1610 [...] 1650". cm 22,8x30,5. Jan Both fu allievo di Abraham Bloemaert nel 1634, dopodiché soggiornò in Francia e in Italia nel biennio 1639-1640, assieme al fratello Andries, anche lui pittore. A Roma subì l'influenza delle opere di Claude Lorrain e si avvicinò all'ambiente dei Bamboccianti. Intorno al 1641 fu a Venezia prima di ritornare a Utrecht dove continuò con una produzione paesistica di sapore italianeggiante. (1) In vecchia cornice dorata. Con la cornice: cm 40,5x50,5.

  • Louis Bélanger, Veduta delle cascatelle di Tivoli. 1794. Olio su tavola. cm...
    Lot 129

    Louis Bélanger, Veduta delle cascatelle di Tivoli. 1794.
    Olio su tavola. cm 69,4x98,2. Al verso a tinta nera la data "1794". Dopo aver lavorato come pittore paesaggista in vari paesi, tra cui l'Italia, dove visse probabilmente a Roma dal 1780 al 1785, tornò in Francia rimanendovi solo per un breve periodo prima dello scoppio della Rivoluzione. Intorno al 1790 si trasferì a Londra, dove espose alla Royal Academy e realizzò opere destinate all'incisione. Venuto a conoscenza delle opportunità per i pittori in Russia, tentò di emigrare lì passando per la Finlandia, ma fu ostacolato dal coinvolgimento della Russia nella guerra contro la Francia. Si stabilì infine a Stoccolma nel 1798, dove si affermò rapidamente, diventando membro della Reale Accademia Svedese di Belle Arti e ottenendo la nomina a pittore di corte. Dipinse a olio e guazzo, con soggetti tratti da tutti i luoghi che aveva visitato, divenne particolarmente noto per le sue suggestive scene con paesaggi rocciosi e cascate. (1) In bella cornice d'epoca dorata. Con la cornice: cm 83x112.

  • Domenico Gargiulo (detto Micco Spadaro), Due monatti che trascinano un corpo:...
    Lot 130

    Domenico Gargiulo (detto Micco Spadaro), Due monatti che trascinano un corpo: studio per la peste a Napoli del 1656. 1657.
    Penna e inchiostro bruno su foglio irregolare di carta vergellata avorio priva di filigrana. mm 194x217 (dimensioni massime). In basso a sinistra iscrizione moderna a matita "Micco Spadaro". Schizzo veloce per due monatti che stanno rimuovendo un corpo. Studio connesso con il dipinto Il largo del Mercatello durante la peste del 1656 conservato nel Museo di san Martino. Nel 1656 Napoli venne sconvolta da una pestilenza ricordata come la più grande tragedia che abbia mai colpito la città e che provocò la morte di quasi la metà della popolazione. L'epidemia iniziata nel mese di febbraio cominciò a placarsi dal 14 agosto in poi, dopo una pioggia torrenziale. Il dipinto di Spadaro raffigura uno dei tanti lazzaretti allestiti per accogliere e isolare i contagiati, quello di Largo del Mercatello. In questo luogo si teneva, ogni mercoledì, fin dal 1588, uno dei due mercati della città distinto con il diminutivo mercatello da quello più grande ed antico, che si svolgeva in Piazza Mercato al Carmine. Il largo, attualmente Piazza Dante, essendo all'epoca fuori della cinta muraria si prestava bene ad essere un punto di raccolta degli ammalati. Sulla sinistra del dipinto si osserva parte dell'arco di Port'Alba, fatta erigere nel 1625 da don Antonio Álvarez de Toledo, duca d'Alba, viceré spagnolo. Di fianco alla porta compare la grande cupola della chiesa di San Sebastiano, oggi non più esistente in quanto nel 1941 l'intero edificio crollò e venne demolito. All'estrema destra della tela è raffigurata la porta dello Spirito Santo, demolita alla fine del XVIII secolo, con alle spalle l'omonima chiesa ancora oggi visibile all'inizio di via Toledo. (1) Al verso alcune minime tracce di distacco con lievi stuccature. All'angolo di resezione del foglio sulla destra un breve strappo riparato al verso con nastro di carta. Debole piega in basso a destra.

  • Johann Friedrich Overbeck, Taccuino di viaggio tra Umbria e Alto Lazio. 1843....
    Lot 131

    Johann Friedrich Overbeck, Taccuino di viaggio tra Umbria e Alto Lazio. 1843.
    Album in–8° (mm 215x290). Provenienza: Roma, Christie's, 2 marzo 1978. Perugia: collezione privata. Legatura in mezza pelle con piatti in carta marmorizzata. Il taccuino è composto da 39 carte delle quali 35 con disegni a matita di grafite (12 carte con disegni anche al verso), 4 carte bianche finali. In totale 46 disegni. I fogli disegnati sono numerati, dal foglio 21 al 35, a matita nera in basso a destra. Accanto a questa compare altra numerazione a matita rossa dal foglio 1 al 38, non è numerato il foglio 21 ma sono numerate le carte bianche in chiusura. A margine dei disegni compaiono spesso notazioni a matita riferite al soggetto rappresentato. Al contropiatto posteriore si leggono altre note riguardanti i cambiamenti da fare in una Ultima cena, l'orario di un'esposizione tedesca e il nome di una persona da visitare a Montefalco. Seguendo la successione dei disegni si possono ricostruire le tappe del viaggio: Ariccia, a seguire la via Flaminia, Civita Castellana, Spoleto, Perugia, Assisi dove Overbeck si soffermò soprattutto nella Basilica di San Francesco. La seconda parte dell'album è dedicata a una serie di vedute e monumenti di Viterbo, dove probabilmente l'artista soggiornò sulla via del ritorno. La gran parte dei disegni è dedicata all'architettura dei luoghi in contesti paesistici, nonché a scorci di città, esterni e interni di chiese ed edifici. Fatta eccezione per la cupola barocca di Ariccia, l'attenzione dell'artista si focalizza sulle architetture medievali, scelte tra le più significative dei luoghi visitati: il Duomo di Civita Castellana, San Domenico a Perugia, il Palazzo dei papi e alcuni antichi edifici a Viterbo, San Flaviano a Montefiascone. Una scelta che qui ancora una volta, insieme al mezzo grafico, ridotto unicamente all'uso della matita dal segno sottile e netto, rispecchia i caratteri essenziali della sua poetica e del suo linguaggio formale: l'impegno religioso, il tono sentimentale, e la ricerca di uno stile volutamente semplicissimo e ingenuo ma al tempo stesso intenso ed evocativo. Quando nel giugno 1810 Overbeck con gli amici e compagni di studio Pforr, Vogel e Hottinger, arriva a Roma si stabilisce con loro nel convento abbandonato di Sant'Isidoro: in questo luogo la gioia di Overbeck è piena in quanto quella vita comunitaria di stampo monastico rappresenta per lui la premessa per riconquistare la purezza spirituale e la poetica degli antichi maestri, i primitivi italiani e tedeschi, e la limpida genuinità del Raffaello peruginesco. Da qui, per la vita devota e ritirata che conducono, gli artisti del gruppo diventano presto noti nell'ambiente romano e si guadagnano l'appellativo di "nazareni". La presente scheda è stata redatta sui dati presentati nello studio di Flavia di Serego Alighieri che ha confermato l'assegnazione dell'album alla mano di Friedrich Overbeck. Bibliografia: G. Piantoni, S. Susinno (a cura di), I Nazareni a Roma, catalogo della mostra, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna / Valle Giulia, 1981. Flavia di Serego Alighieri, Friedrich Overbeck in Umbria. Un taccuino di disegni e altre sue opere, Università degli Studi di Perugia, 1983-1984. (1) Legatura con segni di usura, cucitura allentata. Alcuni fogli con lievissime tracce di fioriture, qualche debole alone e sporadiche macchie puntiformi.

  • Luigi Querena [attribuito a], Santa Maria della Salute e Punta della Dogana....
    Lot 132

    Luigi Querena [attribuito a], Santa Maria della Salute e Punta della Dogana. 1870.
    Olio su tela. In basso a sinistra "Luigi Querena". Ispirato a originale di Francesco Guardi. cm 44,5x60,5 (1) Tela e telaio originali. In vecchia cornice dorata. Con la cornice: cm 53,8x69.

  • Guido Reni [da], San Luca Evangelista. 1700. Olio su tela. cm 75x63. Questa...
    Lot 133

    Guido Reni [da], San Luca Evangelista. 1700.
    Olio su tela. cm 75x63. Questa tela raffigurante San Luca deriva con alcune varianti (la più evidente qui l'inserimento del toro a sinistra) dal dipinto di uguale soggetto nella serie dedicata ai quattro evangelisti dipinta da Guido Reni attorno al 1630-1639. Le tele vendute da Sotheby's Londra il 5 luglio 1967 (lotto 5) sono conservate ora presso la Bob Jones University Museum and Gallery, Greenville (South Carolina) (inv. 67.426.25). (1) Reintelato e reintelaiato. In antica cornice laccata nera a finto marmo (alcune rotture). Con la cornice: cm 89x77,5.

  • Raffaello Sanzio [cerchia di], Venere che danza e putto (Banchetto nuziale di...
    Lot 134

    Raffaello Sanzio [cerchia di], Venere che danza e putto (Banchetto nuziale di Amore e Psiche, Villa Farnesina, 1518-1519) 1570.
    Penna e inchiostro bruno, matita nera, pennello e acquerello seppia. Carta vergellata sottile con filigrana "agnello pasquale in cerchio singolo" (Woodward, 48. Roma, 1564). mm 348x257. Al verso, a penna e inchiostro bruno, nota di possesso in antica grafia e sigla con lettere. Il disegno raffigura la scena che vede Venere danzare sotto lo sguardo di Vulcano nella parte sinistra dell'affresco eseguito dalla scuola di Raffaello, su disegni del maestro, tra il 1518 e l'agosto 1519 sulla volta della loggia di Amore e Psiche alla Farnesina. (1) Piccole mancanze di carta agli angoli in alto. Brevi strappi lungo i lati riparati al verso con nastro cartaceo. Lieve traccia d'uso.

  • Francesco Vanni, Studio a mezzo busto per la Vergine Maria. 1600. Matita nera...
    Lot 135

    Francesco Vanni, Studio a mezzo busto per la Vergine Maria. 1600.
    Matita nera e matita rossa su carta vergellata color avorio priva di filigrana. All'angolo in alto a destra "2." e in basso al centro "Vanni" a penna e inchiostro bruno in antica grafia. mm 171x114. (1) Lieve ingiallimento del foglio lungo il margine sinistro e in alto. Una piccola lacuna all'angolo in alto a sinistra e altra minima in basso dal medesimo lato.

  • Cosimo Zocchi, La Maddalena penitente (lastra calcografica in rame). 1750....
    Lot 136

    Cosimo Zocchi, La Maddalena penitente (lastra calcografica in rame). 1750.
    Lastra calcografica in rame. mm 350x470. Attivo nella seconda metà del XVIII secolo, Cosimo Zocchi è stato un Incisore a bulino, disegnatore e acquafortista. Era probabilmente fratello di Giuseppe Zocchi e fu allievo di Joseph Wagner. Attualmente non è stata riscontrata sul mercato una prova a stampa da questa lastra. (1) In vecchia cornice in legno. Con la cornice: cm 55x75.

  • Raccolta di cabrei storici del territorio toscano. 1600. In-folio (mm...
    Lot 137

    Raccolta di cabrei storici del territorio toscano. 1600.
    In-folio (mm 515x420). Legatura in piena pelle marrone con losanghe e decori impressi a secco, stemma gentilizio d'argento al lambello di rosso e cinque fusi accollati in banda con iniziali S.R., a entrambi i piatti. Dorso con nervature e palmette impresse a secco e residuo di tassello cartaceo. Sguardie in carta marmorizzata. Contiene 118 carte intonse e in barbe in carta vergellata. In apertura di volume STRATTO con in elenco 60 voci riferite a poderi, pezzi di terra, boschi. Una carta bianca e dalla carta 3 alla 116, 56 bellissime coppie di mappe, la prima con il rilievo schematico dell'appezzamento con le misurazioni in canne quadre e braccia quadre (scala delle canne secondo l'uso Fiorentino), e a seguire tavola illustrativa del luogo con veduta a volo d'uccello realizzata a penna e inchiostro bruno e acquerello a colori, su ciascuna cartiglio a forma di roccia contenente il nome del luogo, i confinanti e il mese e l'anno della misurazione. In alcune vedute sono inseriti personaggi intenti al lavoro e alle attività della campagna disegnati a penna e inchiostro bruno. (1) Legatura con segni del tempo e lavoro di tarlo segnatamente localizzato sulla cucitura.

  • MAPPAMONDO o sia CARTA GENERALE del GLOBO TERRESTRE Rappresentata in due...
    Lot 138

    MAPPAMONDO o sia CARTA GENERALE del GLOBO TERRESTRE Rappresentata in due Pian-Emisferi. Riveduta e cangiata in molti luoghi secondo le piu recentí Relazioni del Sig.r Sanson Geografo Ordinario del Ré. 1695.
    Incisione in rame. mm 175x193. Cfr. Shirley, 551 e 553. Raro piccolo mappamondo derivante da prototipo di Nicolas Sanson ma proveniente da opera non identificata. In alto grande cartiglio a nastro per il titolo e ai quattro angoli le allegorie dei quattro continenti. Molte le imprecisioni e gli errori: la California è ancora un'isola, ma l'Australia è separata dalla Terra Incognita Australe, di cui un lembo origina la Terra del Fuoco. (1) Foglio con grandi margini applicato a pieno su antica pagina stampata. Traccia di fioriture e aloni.

  • Pianta del Podere del piano, nel popolo di S: Michel' Bissdomini[...]del...
    Lot 139

    Pianta del Podere del piano, nel popolo di S: Michel' Bissdomini[...]del Ill:mo Sig:re Mar:se Scipione M:a Capponi, Copiato á punto [...] avanti le nuove Coltivazione/Altra Pianta dle Medemo Podere che dimostra la nuova coltivazione fatta fare Lanno 1727 1730.
    Penna e inchiostro bruno, acquerello seppia su carta vergellata pesante. mm 495x760. Cabreo su due pagine, con titolo descrittivo in alto su quattro righe e misurazione in staiola. A sinistra compare il rilievo dell'appezzamento con le sue partizioni e misure avanti l'impianto delle nuove coltivazioni e la costruzione della nuova casa fatte fare dal marchese Scipione Maria Capponi l'anno 1727. Nella pagina di destra il nuovo assetto del terreno e il nuovo edificio. In basso al centro "Scala di Canne 60 di Braccia 5 la Canna a' Panno Fiorentine". Delimitano il podere la Strada di Lungo le Mura in basso, la Strada che va' alla Madonna della Tossa a sinistra, lo Spedale di Bonifazzio e le Monache di S. Clemente a destra. Indicati anche i lavatoi e il mattatoio (amazatoio). Lotto notificato per interesse storico - This lot has been declared of particular historical importance by the Italian State and cannot be exported abroad. (1) Foglio con estremità lievemente resecate. Piega di legatura in verticale al centro, con fratture e piccole mancanze, residuo di brachetta al verso. Lieve ingiallimento, traccia di aloni e di vecchia polvere.

  • Pianta di due Possessioni, cioè Carazzina e Cardinala, di ragione di S: E: Il...
    Lot 140

    Pianta di due Possessioni, cioè Carazzina e Cardinala, di ragione di S: E: Il Sig:re Marchese Alessandro Capponi di Firenze, poste nel territorio di Ravenna, in villa di S: Pantaleone in Castiglione,... 1740.
    Cabreo a penna e inchiostro bruno e acquerello a colori su matita di grafite, carta vergellata pesante. mm 1030x745. In basso a destra grande cartiglio, ancora in parte da ultimare con la coloritura, con tabella esplicativa e doppia legenda con lettere da A a G per la Carazzina, e da A a L per la Cardinala, con rimando a "Casa rusticale","Aia", "Pozzo", "Scoli per l'acqua", e tipologia del terreno a uso "lavorativo". I rilievi topografici sono disegnati in "Scala di canne cento alla misura di Forlì", con indicazione dei proprietari confinanti. In alto orientamento con il Nord (Tramontana) verso il basso. In basso al centro lo stemma della famiglia Capponi da completare con la coloritura. Lotto notificato per interesse storico - This lot has been declared of particular historical importance by the Italian State and cannot be exported abroad. (1) Grande foglio ripiegato in quattro parti, una delle pieghe in verticale aperta in alto. Alcune parti in coloritura affievolite da esposizione e umidità. Traccia di vecchia polvere e d'uso.

  • Copia della pianta de quattro uniti poderi, alla villa, del ill:mo Sig:re...
    Lot 141

    Copia della pianta de quattro uniti poderi, alla villa, del ill:mo Sig:re Marchese Scipione Maria Capponi, posta a montui nel Popolo di S: Marco Vecchio /...podere della Pietra/... podere della Villa/...podere del Fattoio e dell'Arte della lana. 1753.
    Penna e inchiostro bruno, acquerello a colori, carta vergellata pesante. mm 540x765 ciascun foglio. Il primo dei quattro cabrei mostra l'insieme dei poderi di Villa La Pietra con al centro la pianta della villa e dei giardini. Ciascun appezzamento presenta coltivazioni ordinate e omogenee fatte impiantare, stando a quanto esplicitato nella pianta del Podere del Piano, e per confronto con questa proveniente dallo stesso regesto, dal marchese Scipione Capponi nel 1727. Le "copie" dei quattro poderi di questa raccolta - della Pietra, della Villa, del Fattoio e dell'Arte della lana (questi ultimi su unico foglio) -, con titolo descrittivo su più righe contenente misurazione in staiola, intendono mostrare il loro riordino dopo l'avvio delle nuove piantumazioni e la costruzione di nuovi edifici. Di ogni appezzamento sono riportate le misure per ogni suddivisione, indicati i proprietari confinanti, e la posizione della "Strada maestra che va a Firenze". Scala di canne e di braccia, la Canna a Terra fiorentine. Eccezionale raccolta di cabrei relativi alle pertinenze di uno dei luoghi più iconici delle prime pendici fiorentine. Villa La Pietra deriva il suo nome da quello di una piccola località sulla via Bolognese, così appellata da un'antica pietra miliare romana che indicava il settimo miglio dalla porta nord della città di Firenze. I terreni e gli edifici dove sorge la villa nel 1460 passarono di proprietà dai consoli dell'Arte della Lana al banchiere Francesco Sassetti; i Sassetti alienarono La Pietra a Giuliano di Piero Capponi nel 1546, la cui famiglia tenne la villa fino all'Ottocento. Il cardinale Luigi Capponi in particolare, dopo un soggiorno in Romagna come legato pontificio, tornò a Firenze scegliendo proprio questa villa come residenza. In questa occasione venne aggiunto lo stemma Capponi sopra il portale posteriore, sormontato dal cappello cardinalizio. Il Marchese Alessandro Capponi entrò in possesso della villa nel 1697 e intraprese nuove modifiche, trasformando la villa nella sua forma attuale. Nel periodo di Firenze Capitale la villa fu sede dell'Ambasciata di Prussia. Nel 1814 Gino Capponi vi ospitò Ferdinando III di Toscana, prima che si reinsediasse a Firenze dopo la Restaurazione, come ricorda la lapide sulla facciata. Alla morte dello statista la villa passò in via ereditaria ai suoi nipoti della famiglia Incontri, il cui stemma coi due leoni e banda trasversale è visibile sia sulla seconda cancellata, davanti alla villa, sia sulla facciata posteriore. All'inizio del XX secolo la proprietà fu comprata da Arthur e Hortence Acton. Ereditata dal figlio Harold Acton, la villa fu un rilevante centro culturale, e vi venne collocata la straordinaria collezione del suo proprietario. Alla morte di Acton la villa venne trasmessa in eredità alla New York University. Lotto notificato per interesse storico - This lot has been declared of particular historical importance by the Italian State and cannot be exported abroad. (4) Fogli integri con margini intonsi. Piega di legatura in verticale al centro, aperta per largo tratto talvolta con piccole mancanze, residuo di brachetta al verso. Lieve ingiallimento, traccia di aloni e di vecchia polvere.

  • Progetto di un Ponte da costruirsi sulla Riana ove la strada dei Querciuoli...
    Lot 142

    Progetto di un Ponte da costruirsi sulla Riana ove la strada dei Querciuoli mette in quella di Langhirano. 1836.
    Penna e inchiostro bruno, pennello e acquerello grigio e azzurro. mm 467x417. In basso la firma del rilevatore Carlo Rubini e la data "Parma 17 Maggio 1836", accanto la presa visione del Direttore Capo degli Ingegneri. Il progetto interessa il punto dove Strada Quercioli interseca Strada Langhirano nella zona sud-ovest di Parma, in un'area caratterizzata storicamente da insediamenti agricoli e rurali. (1) Traccia di piegatura del foglio in quattro parti. Lievi segni d'uso.

  • Jean-Baptiste-Louis Abbé Clouet, Càrte d'Amérique, divisée en ses principaux...
    Lot 143

    Jean-Baptiste-Louis Abbé Clouet, Càrte d'Amérique, divisée en ses principaux pays. Dressée sur les Mémoires les plus récents et sus différents Voyages et assujettie aux observations astronomiques de Mrs l'Académie Royale des Sciences Par M. l'Abbé Clouet... 1788.
    Incisione in rame in coloritura. mm 950x1220. Rara mappa murale in francese e spagnolo, composta da quattro fogli uniti, montati su tela. Decorata con bordi rococò contenenti 20 vignette con didascalia, ognuna raffigurante scene inerenti le principali scoperte e i principali eventi storici del continente: la scoperta del continente, la prima vittoria cristiana in America, la scoperta del Brasile e dello Yucatán, la conquista del Perù e del Cile, la fondazione della prima colonia in Florida e l'insediamento degli inglesi in Virginia, la spedizione contro gli Irochesi nel 1695, la scoperta del fiume Mississippi e della Louisiana, la scoperta dello stretto di Magellano. (1) Esemplare applicato a pieno su tela con alcuni aloni al verso rilevanti in minor misura al recto. Minori difetti dovuti a segni del tempo. In cornice a listello, con la cornice cm 103x130. Vetro con mancanza in alto a destra.

  • Giacomo Filippo Ameti, Patrimonio di S. Pietro, olim Tuscia Suburbicaria: con...
    Lot 144

    Giacomo Filippo Ameti, Patrimonio di S. Pietro, olim Tuscia Suburbicaria: con le sue più cospicue strade antiche, e moderne, e principali casali, e tenute di esso. 1696.
    Incisione in rame. mm 890x1185. In alto a sinistra, un grande cartiglio dove compaiono la data 1696, la responsabilità editoriale di Domenico de Rossi, la dedica al cardinale Francesco Nerli. Il territorio è dettagliatamente rappresentato con zone boschive, alture, centri abitati oltre alla raffigurazione dei laghi di Bolsena, di Bracciano e dello Stagno di Orbetello. Geografo e cartografo di origine torinese l'Ameti visse e si formò a Roma. Di lui sono note soprattutto due carte: Il Lazio con le sue più cospicue strade antiche e moderne e principali casali, e tenute di esso (Roma, Domenico De Rossi, 1693) e la presente dedicata al cardinal Nerli. Mappe simili, ma ben più dettagliate, di quelle realizzate da Innocenzo Mattei, geografo pontificio (Roma 1626 - Faenza 1679). Papa Alessandro VII affidò a diversi topografi e agronomi l'incarico di formare il catasto dell'Agro Romano, spettano ad Ameti i rilievi della parte settentrionale e meridionale di Roma. Le sue mappe vennero inserite, assieme a quella del Mattei, nella seconda edizione del Mercurio Geografico: atlante della tipografia De Rossi, edito a Roma tra il 1660 e il 1730. (1) Carta applicata su tela. Alcuni forellini e traccia di aloni. Segni d'uso.

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Asta 69 - I Arte Antica, Moderna e Contemporanea [parte I]

Sessions

  • 19 May 2026 hours 10:00 Prima Sessione - Stampe antiche, Popolari (1 - 104)
  • 19 May 2026 hours 14:00 Seconda Sessione - Disegni, dipinti e sculture antichi, Cartografia e vedutistica, Cartografia nautica, Orientalia (105 - 228)

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