Presale Asta 373 - LIBRI, MANOSCRITTI E CARTE GEOGRAFICHE Con una sezione dedicata all'Archivio dei Marchesi Bruti Liberati
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Lot 49 SUARESII Iosephi Mariae episcopi Vasionensis Praenestes antiquae. Libri duo
In 8° grande, pp. 10+292+2. Grande stemma Barberini al frontespizio. Edizione figurata da 8 tavole ripiegate.Pergamena coeva con filettature dorate. Frontespizio con piccola mancanza restaurato. -
Lot 50 Pietro degli OPIZINGHI TAGLIAVIA. Pensieri militari di D. Pietro Opezinghi, dedicati alla Maestà Cattolica, Roma, per il Bernabò, 1670
In 8°; [24], 43, [1] pagine, [4] tavole ripiegate (in forma di strisce, rappresentanti le formazioni delle truppe). Segnatura a-c4, A-E4, F2 (carta a1 bianca). Ritratto inciso del traduttore - Obizzo Annibale Marescalchi, membro della nobiltà militare bologneseof the Bolognese military nobility - e dell’autore alle carte b3v e b4r, rispettivamente. Pergamena floscia originale.Traduzione in italiano, poco comune, di questo curiose compendio sull’arte della guerra, originariamente pubblicato, nello stesso anno, sotto il titolo di Pensamientos militares. Dedicato a temi sia di tattica che di strategia, questo trattatello si concentra sulla soluzione di situazioni di svantaggio, con particolare attenzione alle tecniche da impiegare durante battaglie che si svolgono in condizioni di inferiorità numerica e alle tattiche necessarie a rompere un assedio. Molto poco si sa dell'autore. Nato a Palermo, nel 1618 vi ricoprì la carica di senatore, intraprendendo poi una rapida carriera militare, interrotta da una congiura politica (di cui sarebbe stato vittima) che lo fece cadere in disgrazia e lo costrinse a rifugiarsi in Francia, dove tuttavia fu nominato feldmaresciallo da Luigi XIV (1638-1715). Anni dopo in seguito a un viaggio in Perù le cui ragioni sono sconosciute, fu in Portogallo, con il titolo di Praefectus Castrorum. Nel 1670 era ancora in attesa del perdono reale. Allo scoppio della rivolta di Messina contro il governo spagnolo (1674-8), venne chiamato come consigliere militare da Fernando Joaquín Fajardo de Requeséns y Zúñiga (1635 - 1693), viceré di Napoli dal 1675 al 1683. Sarebbe stata la perfetta occasione per riconquistare il favore della famiglia reale, ma Opizinghi morì improvvisamente prima della fine delle ostilità. -
Lot 51 OVIDIUS. Metamorphoses d’Ovide en rondeaux imprimez et enrichis de figures par ordre de sa majesté, et dediez à Monsieur le Dauphin, A Paris, de l’Imprimerie Royale, 1676
In 4° (220x305); [12], 463, [18] pagine. Segnature: []6, A-Z4, Aa-Zz4, AAa-NNn4. Antiporta incisa, vignetta incisa al frontespizio (armi di Luigi XIV), 2 grandi finalini incisi, circa 226 incisioni nel testo. Antiporta firmata da Charles Le Brun (artista) e Sebastien Le Clerc (incisore). Alcune delle illustrazioni sono firmate da Sebastien Le Clerc e François Chaveau (entrambi artisti ed incisori). Pelle dell’epoca, armi di Luigi XIV in oro a entrambi I piatti, dorso in oro. Esemplare molto buono.Prima edizione, magnificamente illustrata. Benserade era un poeta, autoree drammaturgo francese; compose numerosi balletti ecollaborò con Lully. Le Metamorphoses, come previsto dallo stesso Benserade, non ebbero successo e questo lo convinse a ritirarsi nella sua casa a Gentilly. -
Lot 52 Cornelis Janszoon MEIJER. Nuovi ritrovamenti dati in luce dall’ingegniero Cornelio Meyer per eccitare l’ingegno de’ virtuosi ad augmentarli, o aggiungervi maggior perfettione, Roma 1689
Nuovi ritrovamenti dati in luce dall’ingegniero Cornelio Meyer per eccitare l’ingegno de’ virtuosi ad augmentarli, o aggiungervi maggior perfettione. Nelli quali si favella 1. De gli occhiali atti ad ogni vista, 2. Delle mole, che macinano mediante la corrente dell'acque, 3. De gli argini, delle loro rotture, e come si ristaurano, 4. Di profondare l'alvei de i fiumi a commodo della navigatione, 5. Delle carrette, e calessi, e come si possano far tirare con poco aggravio de gli animali, 6. Del fabricar commodo, e camera con ottanta commodità, 7. Del corso delle comete, e della loro predittione, 8. Dell'introduttione dell'arte della seta, e dell'utile, che ne proviene, 9. Dell'unire le diramationi dell'acque, di farle inalzare, e di condurle a Roma, 10. Delle medicine per sanare le malatie, e per far morire li vermicciuoli generati dall'ova de gli animali. Roma, nella Stamperia di Gio: Giacomo Komarek Boëmo all’Angelo Custode, 1689. Rilegato con: Idem Nuovi ritrovamenti divisi in due parti con tre tavole in lingua latina, francese & olandese. Parte prima. Delli ordegni per cavar pali. Armature della calamita. Del modo di levare i sassi sott'acqua e trovar la lega dell'oro e dell'argento. Modo di condurre l'acque sorgenti nella città di Livorno. Modo di voltar un fiume. Passonate rotte nel porto & il modo di rimediare. Mistolini o cavafanghi e fortezze per il porto di Livorno. Modo di far venirle il terreno sopra le fortezze. Modo di adoprar gl'occhiali. Un vecchio può imparare da un ragazzo. Modo di rompere un bichiero con la voce. Della simpatia dell'instromenti. D'un'osservazione fatta sopra un eclisse del primo satellite di Giove. Finalmente delle varie passonate fatte alla memoria di papa Urbano Ottavo. Date al pubblico dall'ingegniero Cornelio Meyer dell’Accademia Fisicomatematica Romana. Roma, nella Stamperia di Gio: Giacomo Komarek Boëmo all Fontana di Trevi, 1696.2 parti in 1 volume, folio (402x270); I: [20] carte, compresi gli indici in latino, francese e olandese; 20 illustrazioni incise nel testo (16 a mezza pagina e 3 a pagina doppia); xilografia decorativa al frontespizio, II: [20] carte, 20 illustrazioni incise nel testo (16 a mezza pagina, 2 a doppia pagina e due a piena pagina); vignetta incisa amezza pagina al frontespizio, rappresentante un drago. Pelle d’epoca. Ottima copia ad ampi margini. Le quattro carte di indici, annunciate nel titolo della seconda parte (la vera prima parte) si trovano alla fine della prima parte (la vera seconda parte)Entrambi in prima edizione. La seconda parte, Nuovi ritrovamenti dati in luce, venne pubblicata nel 1689, mentre Nuovi ritrovamenti divisi in due parti, che rappresenta la prima parte dell’opera secondo il progetto editoriale dell’autore, venne dato alle stampe solo sette anni più tardi. Bell’esemplare della variante definitiva dell’opera, riccamente e magnificamente illustrata oltre ad essere la più rara e ricercata. Tra le molte tavole, al verso di quella rappresentante le velli di Comacchio, si trovano due incisioni rappresentanti il cosiddetto Drago del Tevere. Questa curiosa collezione è completata da un dettagliato indice trilingue, nel quale l’ultimo argomento della seconda parte (in questa copia rilegata per prima) indica erroneamente “Fig [ura]. 16”, mentre si tratta in realtà di un capitolo di due pagine privo di illustrazioni..L’apparato iconografico dei due lavori è tra i migliori esempi di illustrazione scientifica dell’età barocca ed è largamente basato su disegni dell’autore, incisi da lui stesso, e di Gomar Wouters (ca. 1649 - d. 1696), uno dei più popolari calcografi attivi in Italia all’epoca. Cornelis Meijer, inventore, ingegnere e cartografo, nacque ad Amsterdam; trasferitosi a Roma nel 1675, per venticinque anni eseguì i più disparati progetti, specialmente di idraulica. Clemente X (1590-1676) gli affidò il compito di regolare le inondazioni del Tevere e di studiarne la navigabilità tra Fiumicino e Perugia. Nei Nuovi ritrovamenti, la creatività dell’autore si estende a campi diversi, comprendendo soluzioni e progetti originali e a volte eccentrici. In aggiunta alle qualità artistiche e alla funzione didattica-divulgativa, gli scritti di Meijer's rappresentano scritti rappresentano uno spaccato esemplare della sperimentazione scientifica (urbana e architettonica, ma anche ingegneristica e commerciale) della Roma barocca. -
Lot 53 Lotto di tre frontespizi, 1704
Bulino e acquaforte, 390 x 240 mm (cad. foglio). Stampate su carta vergata. Fogli con bruniture sui margini e residui di colla. Alcune mancanze lungo i bordi. Nel complesso in buono stato. -
Lot 54 Nicolo Billy Ritratto di Vittorio Amedeo II di Savoia
Bulino e acquaforte, 293 x 190 mm. Molto bella impressione su carta vergata. Piccoli margini a destra e a sinistra e i margini più grandi in alto e in basso. Alcuni piccoli fori e segnici brunitura sui bordi, ma nel complesso n buono stato di conservazione. La stampa non è stata esaminata fuori dalla cornice. -
Lot 55 Arnold van Westerhout (1651-1725) Ritratto di Cosimo III de' Medici
Bulino e acquaforte, 280 x 192 mm. Molto bella impressione su carta vergata. Piccolo margine a sinistra e i margini più grandi sui tre lati. Alcuni piccoli fori e segnici brunitura sui bordi, ma nel complesso in ottimo stato di conservazione. La stampa non è stata esaminata fuori dalla cornice. -
Lot 56 Ritratto di Ludovico XIV, anonimo artista del fine XVII secolo
Bulino e acquaforte, 292 x 190 mm (foglio).Molto bella impressione su carta vergata. Alcuni piccoli fori e segnici brunitura sui bordi, ma nel complesso in ottimo stato di conservazione. La stampa non è stata esaminata fuori dalla cornice. -
Lot 57 François Spierre Prediche dette nel Palazzo Apostolico da Gian Paolo Oliva, da Gian Lorenzo Bernini
Bulino e acquaforte, 290 x 206 mm (foglio). Bella impressione su carta vergata. Lievi bruniture nella parte sinistra del foglio sui bordi, ma nel complesso n buono stato di conservazione. La stampa non è stata esaminata fuori dalla cornice. -
Lot 58 Papa Innocenzo XI, 1724
Acquaforte, 330 x 235 mm (lastra), 360 x 255 mm ca. (foglio)Bella impressione su cara vergata. Tracce di pieghe, alcuni strappi e sgualciature ma nel complesso in buono stato. Con passe-partout, cornice e vetro (55 x 45 x 3 cm). La stampa non è stata esaminata fuori dalla cornice. -
Lot 59 Guillaume de l'HÔPITAL. Analyse des infiniment petits, pour l’intelligence des lignes courbes Seconde edition, A Paris, chez François Montalant, 1716
In 4°; XVI, 182 pagine, 11 tavole incise ripiegate; testatine xilografiche. Annotazioni marginali di mano antica alle prime venti pagine; margini destro e inferiore delle pagine 5/6 e 7/8 tagliati e sostituiti (forse per modificare annotazioni preesistenti), con annotazioni della stessa mano. Pelle d’epoca. Leggere brubiture. Esemplare molto buono.La prima edizione comparve anonima nel 1696; prima opera del nobile francese e matematico Guillaume François Antoine de L’Hopital. Viene qui descritto per la prima volta il teorema noto come Regola di de l'Hôpital (o regola di Bernouilli). Nella prefazione l’autore riconosce di essere indebitato a Bernouille, del quale era stato studente, e a Leibniz. Dopo la morte di de l'Hôpital, Bernouilli reclamò la paternità del teorema. -
Lot 60 DEMOLOGIA AUBIN Nicolas. Histoire des diables de Loudon ou de la possession des religieuses ursolines et de la condamnation & du suplice d'Urbain Grandier, Amsterdam, depens de la compagnie 1737
In 16°, pp. VIII+378+2. Antiporta in rame. Famoso trattato di demologia in cui il diavolo cerca di possedere le monache religiose orsoline di Loudon. Legatura coeva in piena pelle con restauri al dorso. Astuccio cartonato. Frontespizio leggermente usurato. -
Lot 61 EUSEBIO SGUARIO. Dissertazione sopra le aurore boreali ... di Eusebio Sguario Viniziano Dottore in Filosofia e Medicina, In Venezia, appresso Pietro Bassaglia, 1738
In 4° (170x230); 119, [1] pagine. Signatura; A1-8, B-P1-4. Piccola xilografia al frontespizio, una grande tavola incisa ripiegata, 2 tavole incise, 1 tabella. Pergamena dell’epoca. Dorso restaurato. Macchie a entrambi I piatti, macchie larghe ma pallide ai fogli di guardiae ai risguardi. Interno molto buono.Edizione unica. Sguario era un medico, con l’hobby dello studio della fisica ed è in genere considerato il primo autore italiano a scrivere testi riguardanti l’elettricità. Quest’opera, la prima da lui scritta, fu occasionata dll’aurora boreale osservata in Venezia negli ultimi giorni del 1737, un raro fenomeno a tale latitudine. Negando la possibile correlazione del fenomeno con un tipo di combutione, Sguario lo considera dovuto alla rifrazione dei raggi solari dovuta a corpuscoli presenti nell’atmosfera. Quest’opera fu seguita da una sull’applicazione dell’elettricità alla medicina, una sui terremoti e numerose altre di soggetto puramente medico. -
Lot 62 DE BONIS GIOVANNI BATTISTA. Johannis Baptistae De Bonis Hydroposia seu de potu aquae in morbis libri IV. Carolo Borbonio Neapolis et Siciliae regi dicati, Venetiis, apud Petrum Bassaleam, 1744
In 4° grande (290x220); [14]. 107, [1] pagine. Segnatura: a4,b3,A-M4,N6. Vignetta incisa al frontespizio, capilettera, testatine e finalini xilografici. Ex libris a stampa al foglio di guardia. Pelle marmorizzata dell’epoca, decorazioni in oro ai piatti e al dorso, etichetta con titolo in oro al dorso. Piccoli, insignificanti fori di tarlo al margine inferiore delle ultime pagine ma ottimo esemplare ad ampi margini, su carta pesante.Seconda edizione, pubblicato per la prima volta a Napoli nello stesso anno; uno deii primi studi scientifici del diciottesimo secolo dedicati all’idroterapia. Diviso in quattro parti, questa opera si concentra sulla necessità di un corretto bilancio idrico nei casi di malattie acute generali o localizzate. Grazie al suo contenuto, altamente innovativo per l’epoca, il trattato conobbe un immediato successo, tanto da rendere necessaria una seconda edizione nello stesso anno della prima. -
Lot 63 MIGUEL DE CERVANTES. Les principales avantures de l’admirable Don Quichotte, A la Haye, Chés Pierre de Hondt, 1746
Les principales avantures de l’admirable Don Quichotte, représentées en figures par Coypel, Picart Le Romain et autres habiles maitres: avec les explications des XXXI planches de cette magnifique collection, tirées de l’original espagnol de Miguel De CervantesIn 4° grande; VIII+330+2 pagine, frontespizio stampato in nero e rosso. Illustrato con 31 magnifiche incisioni a piena pagina. Bella rilegatura moderna in marocchino blu. Ottimo esemplare.Prima edizione, prima tiratura, di quest’opera magnificamente illustrata, con le incisioni in prima tiratura, di Charles-Antoine Coypel. Coypel, pittore e drammaturgo, fu pittore principale di Filippo II, duca d’Orléans e direttore dell’Accademia Reale. Un eccellente disegnatore di tappezzerie, lavorò per le manifatture Gobelins; da una serie di illustrazioni per il Don Chisciotte creò la serie di tappezzerie considerate il suo capolavoro, i cui disegni vennero successivamente incise (per la maggior parte dall’incisore e illustratore Bernard Picart) per illustrare questa edizione. -
Lot 64 GIOVANNI GIARDINI. Promptuarium artis argentariae ex quo, centum exquisito studio inventis, delineatis, ac in aere incisis tabulis propositis ... , Roma, Sumptibus Fausti Amidei Bibliopolae, 1750
2 parti in 1 volume, in folio (410x270); 2 frontespizi, 101 tavole incise, di cui 98 raffiguranti diversi in argento riccamente decorati; le altre 3 tavole sono un'antiporta allegorica con stemma papale e cartiglio “Sanct.mo D.N. D. Clementi XI P.O.M. Bonarum artium restitutori” e una dedica al papa nella prima parte e la dedica all’Accademia nella seconda parte, entrambe dediche firmate da Giovanni Giardini. La tavola n. 48 è presente in 2 varianti (con e senza stemma papale), la seconda delle quali è rilegata alla fine del secondo volume. Grande vignetta incisa su entrambi i frontespizi (ripetuta). Incisioni di Maximilian Joseph Limpack su disegni dell'autore. Vitello marmorizzato coevo, dorso con decorazioni in oro e titolo dorato. Dorso e parte di entrambe le copertine restaurati. Foro di tarlo non invasivo nell'angolo superiore interno delle prime pagine, che non compromette mai le incisioni, piccola macchia sul margine interno di circa 6 pagine della seconda parte, che non tocca mai l'incisione. Una bella copia, su carta pesante della cartiera “Rev. Cartiera Apostolica”.La collazione di quest'opera è piuttosto complicata, a causa delle differenze esistenti tra diverse copie (apparentemente non ci sono due copie identiche) e merita quindi un'analisiapprofondita. Abbiamo confrontato la nostra copia con sei digitalizzate (provenienti dalla Biblioteca nazionale austriaca, dalla Biblioteca nazionale della Repubblica Ceca, dalla Biblioteca centrale di Zurigo, dalla Biblioteca pubblica di Lione, dal Deutsches Museum e dal Getty Research Institute). In tutte le copie la prima tavola è numerata "2", la tavola "1" è molto probabilmente il frontespizio; tale frontespizio è presente in due varianti, con il cartiglio inciso o vuoto ed è presente in 3 delle copie digitalizzate (2 con cartiglio inciso, 1 vuoto). Le due dediche incise sono assenti in tutte le copie digitalizzate. Le tavole 99 e 100 mancano in due delle copie digitalizzate. La tavola 48 presenta due varianti: con (A) e senza (B) stemma papale: tre esemplari hanno solo la variante A, una ha A ripetuta due volte, due hanno entrambe le varianti e una ha la variante A numerata 48 e la variante B numerata 101. Quando sono presenti entrambe, una si trova sempre alla fine della seconda parte. Inoltre almeno in uno degli esemplari digitalizzati parti di alcune incisioni sono lasciate in bianco, mentre nelle altre (così come nel nostro esemplare) sono presenti stemmi incisi. In uno degli esemplari digitalizzati manca la tavola 54 e in un altro esemplare diverse tavole sono ripetute due volte. In conclusione, la quantità “completa” di incisioni dovrebbe essere 104 (100 tavole, 2 varianti della tavola 48, frontespizio e 2 dediche) ma apparentemente nessun esemplare le comprende tutte, in genere sono riportate 101 tavole (anche il catalogo di Berlino non menziona la dedica della seconda parte). Il fatto che nella maggior parte delle descrizioni (sia di copie di biblioteca che nell'unica attualmente in commercio) venga menzionato solo il numero di tavole, senza ulteriori analisi, non semplifica la questione. Pensiamo che tutte le copie da noi esaminate debbano essere considerate complete, anche se non siamo in grado di spiegare le differenze: una possibile spiegazione potrebbe essere che le copie siano state composte secondo le richieste del cliente, come era prassi comune per altri tipi di opere (per lo più atlanti e, come in questo caso, raccolte di incisioni). Nella nostra copia le tavole 99 e 100 non sono presenti, ma la tavola 48 è presente in entrambe le varianti, il frontespizio (spesso mancante) è presente nella versione più completa, entrambe le dediche (sempre mancanti nelle copie esaminate) sono presenti e tutte le tavole sono completamente incise, senza alcuna parte lasciata in bianco. Concludiamo quindi che questa copia sia da considerare completa sulla base della variabilità osservata.Pubblicata per la prima volta nel 1714 a Praga con il titolo Disegni diversi, quest’ opera è considerata la più bella collezione di modelli per argentieri del XVIII secolo. Giovanni Giardini, maestro argentiere, fu nominato nel 1698 fonditore di bronzo per il papato e molte delle opere da lui realizzate per la corte papale sono attualmente conservate al Victoria and Albert Museum di Londra, al Kunsthistorische Museum di Vienna e a San Pietro a Roma. La prima parte dell'opera comprende oggetti ecclesiastici, come incensieri, candelieri e calici, mentre la seconda parte raffigura oggetti più profani, come vasi, tavoli, centrotavola, globi, orologi, candelabri, ecc. I suoi progetti furono influenzati dall'arte tardo barocca italiana, in particolare dalle opere dello scultore Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) e dell'architetto Francesco Borromini (1599-1667); lo stile di Giardini ispirò la produzione romana di oggetti in oro e argento per oltre un secolo. Le incisioni, dell'incisore ceco Maximilian Joseph Limpach, su disegno di Giovanni Giardini, furono realizzate per la prima edizione (1714) e riutilizzate per quella attuale. Limpach lavorò a Roma e le 100 tavole da lui incise per Disegni Diversi rappresentano la sua opera più nota. -
Lot 65 JOACHIM D’ALENCÉ. Trattato curioso di matematica nel quale col mezzo di tre instrumenti cioé del barometro, termometro ed igrometro..., In Venezia, appresso Gio. Battista Recurti, 1753
Prima edizione italiana, con alcune aggiunte; pubblicato per la prima volta in francese nel 1668. Questo lavoro, il cui principale merito scientifico risiede nelle migliorie apportate alla costruzione di barometri e termometri, conobbe un successo immediato. Uno dei contributi più importanti di Dalencé fu di proporre per la prima volta una scala realizzabile per la misura della temperatura, stabilendo come estremi il punto di congelamento dell’acqua in inverno e il punto di fusione del burro in estate, un notevole miglioramento rispetto alle scali precedenti che utilizzavano, ad esempio, la neve e la più alta temperatura estiva come estremi. -
Lot 66 CECCONI Leonardo Storia di Palestrina città del prisco Lazio illustrata con antiche iscrizioni e notizia finora inedite, Ascoli: per Nicola Ricci, 1756
In 4° piccolo, pp. XVI+6+432. Legatura coeva in pergamena. Un carta geografica ripiegata. -
Lot 67 Andrea BINA. Ragionamento sopra la cagione de’ tremuoti del P. Don Andrea Bina Casinese... , Carpi, Francesco Torri, 1756
In 8° (200x130); fontespizio, 104 (ma 106) pagine; segnatura A2, A-F8, G4.Piccola xilografia al frontespizio, testatine e capilettera xilografici. Cartonato posteriore, titolo manoscritto al dorso. Leggere bruniture/foxing a pochissime pagine. Esemplare moto buono, intonso.Precedentemente pubblicato a Perugia nel 1751 con il titolo Ragionamento sopra la cagione de’ terremoti ed in particolare quello della terra di Gualdo di Nocera nell’Umbria seguito l’anno 1751, nel quale l’autore descrive anche quello che può essere definito come un sismoscopio a pendolo verticale (e non un sismometro, come viene a volte definito erroneamente) (Ferrari). Nella presente edizione Bina apporta alcuni cambiamenti rispetto a quella precedente ed aggiunge parti relative al terremoto di Lisbona del 1 novembre 1755 ed una lettera ad Aurelio Miari sul fulmine (“Meteore infiammate”). Andrea Bina, uno studioso e monaco benedettino nell’abbazia di Polirone Abbey a San Benedetto Po (Mantova), studiò sismologia e idraulica dei corsi d’acqua. È generalmente considerato l’inventore del sismoscopio (un apparecchio simile era però stato descritto da Nicola Cirillo (1671-1735) nel 1731); inventò anche una struttura intesa alla protezione delle sponde fluviali dall’erosione. Fu professore in diverse abbazie italiane e per la maggior parte della sua vita insegnò filosofia e fisica sperimentale (Baraldi, p. 53). -
Lot 68 NAKATENUS Wilhelm Kurtzer Begrif Des himmlischen Palm-Gärtleins In grossem Druck R.P. Wilh. Nakateni Aus der Gesellschaft Jesu, Kolln: Bey Frantz Wilhelm Joseph Metternich, 1764
In 8°. 12+598+10. Antiporta e alcune incisioni nel testo o a piena pagina. Legatura in piena pelle con chiusure in metallo. -
Lot 69 ALOYSII Gasparis Oderici genuensis, Dissertationes et adnotationes in aliquot ineditas veterum inscripriones accedunt Inscriptiones... Roma: Tyois Bizzarrini, 1765
In 4°, pp. XII+428. Pergamena coeva. Edizione figurata da antiporta e 9 tavole f.t.. Opera del gesuita genovese con capitolo dedicato all’orologio solare. -
Lot 70 LUDOVICO ARIOSTO. Orlando Furioso di M. Lodovico Ariosto. Tomo I. [IV.], Venezia, presso Antonio Zatta, 1772-3
4 volumi, in 4° (285x205); I: [9] carte, LX pp., [150] carte. Segnatura: *-**2, a-g4, h2, A-Z4, Aa-Oo4, Pp2. Un foglio extra, con registro *3 (Stanze del Furioso) è inserito tra *4 and **1 II: [214] ll, signature A-z4,Aa-Zz4, Aaa-Fff4, Ggg6. III: [206] carte, segnatura A-z4,Aa-Zz4, Aaa-Ddd4, Eee6 IV: [268] carte, segnatura A-Z4 (quinterno D rilegato tra E e F), Aa-Zz4, Aaa-Xxx4. 58 tavole incise (compresi antiporta e ritratto), 40 grandi incisioni (3 testatine e 37 finalini), 51 incisioni a mezza pagina (“argomento”, all’inizio di ciascun canto), numerosi capilettera incisi. Pelle d’epoca, etichetta in marocchino con titolo al dorso. Unica e magnifica copia a pieni margini, incisioni in chiaroscuro in ottima impressione, esemplare di una variante sconosciuta.Unica copia conosciuta di una variante inedita del celebre Orlando di Zatta. Apparentemente una stampa antica (forse un'ultima bozza prima della stampa definitiva o un omaggio per i finanziatori dell'opera). In questa copia - interamente stampata su carta vergata - si possono osservare le seguenti differenze: il primo foglio di ogni volume è un frontespizio stampato, con verso bianco, mentre il primo foglio del primo volume dell'edizione “normale” è un frontespizio con al verso le istruzioni per il rilegatore e un frontespizio inciso per ogni volume. L'assenza di istruzioni per il rilegatore e un frontespizio più semplice sono coerenti con un'edizione precoce o “di prova”. Uno dei più affascinanti libri illustrati pubblicatia Venezia nel XVIII secolo, squisitamente inciso da diversi dei più famosi artisti dell’epoca. Testo curato da Leonardo Marcellotto (attivo 1744-1773) e Antonio Cilis (attivo 1772-1773). Questa edizione comprende, all’inizio del primo volume, una biografia di Ludovico Ariosto scritta da Giovanni Andrea Barotti (1701-1772) (in terza edizione, ampliata e con l’aggiunte di numerose annotazioni alla fine), l’Orlando Furioso e I cinque canti. Incisioni di Giuliano Zuliani (1730-1814), Tommaso Baratti (attivo 1772-1801), Ferdinando Fambrini (attivo. 1763-1794), Giacomo Malosso (attivo 1772-1773) ed altri, su disegni di Pietro Antonio Novelli (1729-1804) ed altri. -
Lot 71 SENAC, JEAN BAPTISTE. Trattato della struttura del cuore della sua azione e delle sue infermità del signor Senac medico consultore del re. Tradotto per la prima volta dal francese, Brescia, per Giammaria Rizzardi, 1773
In 4° (ca. 280x210 mm), 4 volumi: XLIII, [1], 287, [1] pagine; 368 pagine; 275, [1] pagine; 340 pagine; XVII tavole anatomiche ripiegate alla fine del I volume. Rilegatura originale in cartone rustico. Magnifico esemplare intonso, ad ampi margini.Unica edizione italiana di questo trattao, il primo ad essere interamente dedicato all’anatomia, fisiologia e patologia del cuore. L’edizione originale venne pubblicata con il titolo Traité de la structure du coeur, de son action et de ses maladies. , chez Jacques Vincent rue & vis-à-vis l'Eglise de S. Severin à l'Ange, 1749.Senac fu il primo a descrivere la correlazione tra fibrillazione atriale e affezioni della valvola mitrale, nonchè il primo a fornire uno studio esauriente dell’ipertrofia cardiaca. Fu medico personale di Louis XV (1710 - 1774) dal 1752 fino alla sua morte (1770). -
Lot 72 TROJA, MICHELE. Esperienze intorno alla rigenerazione delle ossa, al callo delle fratture, ed alla forza che la natura impiega in allungar le ossa mentre crescono..., Napoli, nella stamperia Simoniana, 1779
In 8° grande (200x175); XIX, [1], 288 pagine. Segnature a10, A-S8. VIII tavole incise ripiegate, 1 tabella ripiegata. Pergamena d’epoca, arabeschi incisi a secco a entrambi i piatti, titolo al dorso. Tavole leggermente brunite, ma esemplare ottimo. Prima edizione italiana, precedentemente pubblicato in latino nel 1775. Michele Troja è famoso per I suoi lavori sulla formazione del callo osseo e e sulla nutrizione e rigenerazione delle ossa. Dopo un periodo a Parigi, tornò a Napoli dove ottenne la cattedra di oftalmologia; pubblicò una collezione delle lezioni da lui tenute e scrisse anche un importante lavoro di urologia. Fu inoltre l’inventore del catetere flessibile.