Presale DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO
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Lot 121 Matteo da Gualdo (Gualdo Tadino 1435 circa - 1507)
Cristo nel sepolcro
Olio su tavola
13,5 x 10 cm
Le prime opere di Matteo da Gualdo denotano influenze tardogotiche aggiornate con richiami a Piero della Francesca, desunte grazie alla conoscenza della pittura di Girolamo di Giovanni, ma soprattutto dal vivo influsso di Bartolomeo di Tommaso, ergo caratterizzate dall'accentuato pathos espressivo e non ancora ingentilite dal naturalismo rinascimentale. Operoso tra Marche e Umbria, con il sopraggiungere della sua maturità artistica, nelle sue opere permangono le influenze locali dovute a Girolamo di Giovanni da Camerino, Niccolò di Liberatore detto l’Alunno, Bartolomeo di Tommaso, alle quali si aggiungono la conoscenza della pittura veneta presente in terra marchigiana, in particolare: Carlo Crivelli, Francesco Squarcione, Marco Zoppo, Antonio e Bartolomeo Vivarini. La sua opera è la testimonianza della sopravvivenza della cultura tardo medievale nella seconda metà del Quattrocento in talune zone d'Italia. Inoltre egli è testimone e artefice dell'interessante esperienza artistica e culturale che vede intrecciarsi diverse scuole: marchigiana, veneta, toscana, che, apparentemente lontane tra loro, trovano in Umbria il terreno di confronto grazie alla mediazione con la scuola locale.
Matteo da Gualdo (Gualdo Tadino, circa 1435 - 1507)
Christ in the Tomb
Oil on panel
13,5 x 10 cm -
Lot 122 Pittore di area tedesca del XVIII secolo
Madonna delle Rose
Olio su tela
83 x 69 cm
German painter of the 18th century
Madonna of the Roses
Oil on canvas
83 x 69 cm -
Lot 123 Scuola lombarda del XVII secolo
Santa Maria Maddalena
Olio su tela
112 x 92 cm
Lombard school of the 17th century
Saint Mary Magdalene
Oil on canvas
112 x 92 cm -
Lot 124 Andrea Lanzani (Milano 1641 - 1712) attribuito
San Francesco
Olio su tela
75 x 58 cm
Le prime notizie dell'attività del Lanzani risalgono al 1669, anno in cui il pittore entrò a far parte dell'Accademia Ambrosiana ed operò accanto ai suoi maestri Antonio Busca e Luigi Scaramuccia detto il Perugino. Partì per Roma nel 1674 ed entrò in contatto con Carlo Maratta. Dal rientro in Lombardia, del 1677, cominciò a rendere più gentile ed elegante la sua arte pittorica, anticipando i modi del Barocchetto al pari degli esempi veneti di Sebastiano Ricci e Louis Dorigny con il quale collaborò. Durante la sua fase finale lavorò assiduamente a Vienna e dintorni operando sia per gli Asburgo sia per il principe Eugenio di Savoia e altre nobili famiglie.
Andrea Lanzani (Milan 1641 - 1712) attributed
Saint Francis
Oil on canvas
75 x 58 cm -
Lot 125 Scuola veronese del XVI/XVII secolo
Martirio di Santa Caterina d'Alessandria
Olio su ardesia
15 x 19 cm
Veronese school of the 16th/17th century
Martyrdom of Saint Catherine of Alexandria
Oil on slate
15 x 19 cm -
Lot 126 Giovanni Andrea Donducci, il Mastelletta (Bologna 1575 - 1655)
San Francesco
Olio su rame
24 x 18 cm
Si ringrazia il professore Michele Danieli per aver studiato l'opera e fornito l'attribuzione.
Donducci prese il suo soprannome dal mestiere del padre, produttore di mastelli. Il suo cammino artistico inizia nell’Accademia degli Incamminati, dei Carracci. Il suo rifermento primario dei tre cugini fu Ludovico, dal quale assunse una certa inquietudine espressiva e una predisposizione al paesaggio. Probabilmente, fu a Roma intorno al 1610, dove ebbe modo di sviluppare il suo paesaggismo sui modelli di Elsheimer e Tassi. La sua consacrazione avvenne con la decorazione della cappella del Santo in San Domenico a Bologna, dove operò assieme a Guido Reni, Lionello Spada e Alessandro Tiarini. Operò prevalentemente a Bologna, dove riuscì ad emarginarsi dai canoni tipici della scuola locale, esibendo uno stile originale nel quale inserì atmosfere fantastiche di gusto nordico ai canoni classicheggianti carracceschi, ravvivato, inoltre, da contrapposizione coloristica ed effetti luministici, colti dalla tradizione ferrarese e veneta. Secondo quanto riportato dal Malvasia, negli ultimi anni della sua esistenza avrebbe avuto problemi mentali, tali da ridurlo alla solitudine e poi al ricovero in convento.
Giovanni Andrea Donducci also called Mastelletta (Bologna 1575 - 1655)
Saint Francis
Oil on copper
24 x 18 cm
We would like to thank Professor Michele Danieli for studying the work and providing the attribution. -
Lot 127 Marzio Masturzio (attivo a Napoli e Roma verso la metà del XVII secolo)
Coppia di battaglie tra cavalieri
Olio su tela
37 x 30 cm
Lo schema compositivo perpendicolare che vede al centro lo scontro tra due cavalieri in movimento è peculiare della produzione di Masturzio, così come, nei piccoli formati, la rarefazione della rappresentazione del paesaggio, sovrastato dalla onnipresente nuvola di fumo che si piega al vento. Per un ampio ed esaustivo confronto si veda il libro Pittori di battaglie di Gianfranco Sestieri.
Salvator Rosa e Aniello Falcone furono le fonti d'ispirazione di Marzio Masturzio. Da Bernardo De Dominici apprendiamo che Marzio Masturzio e Salvator Rosa giunsero insieme a Roma, superando la loro formazione falconiana. All'Urbe, Marzio fece propria la lezione di Pietro da Cortona e della sua cerchia, nonché l'imprescindibile produzione del Borgognone, maestro assoluto nella rappresentazioni belliche.
Marzio Masturzio (active in Naples and Rome in the mid-17th century)
A Pair of Battles Between Knights
Oil on canvas
37 x 30 cm
The perpendicular compositional scheme with the clash between two moving horsemen at the centre is peculiar to Masturzio's production, as is, in the small formats, the rarefied representation of the landscape, dominated by the omnipresent cloud of smoke bending in the wind. For an extensive and comprehensive comparison, you should see the book Pittori di battaglie (Painters of Battles) by Gianfranco Sestieri. -
Lot 128 Gaspare Diziani (Belluno 1689 - Venezia 1767) attribuito
Testa di carattere
Olio su tela
43 x 35,5 cm
Malgrado l'opera non sia in buono stato di conservazione, la maestria esecutiva che traspare, realizzata con una pennellata grassa e filamentosa, sfumata e priva di contorni netti, porta a pensare che l'opera possa essere di Gaspare Diziani. I riferimenti di confronto sono il Sant'Antonio Abate pubblicato in A.P. Zugni-Tauri Gaspare Diziani, foto 209, e la testa di Areio passata in asta presso Finarte-Semenzato il 19 dicembre 2010 a Venezia.
Gaspare Dinziani fu inizialmente allievo di Antonio Lazzarini, ultimo interprete provinciale, ma non spregevole, del tenebrismo barocco. Lasciata la natia Belluno per Venezia, iniziò la sua vera formazione, prima nella scuola di Gregorio Lazzarini, poi in quella del conterraneo Sebastiano Ricci, che lasciò un’impronta indelebile nello stile artistico di Gaspare. La sua felicità esecutiva, cifra stilistica non comune, gli offrì immediato successo e gli fece ottenere molte commissioni per le scenografie di teatri veneziani. Come scenografo lo ritroviamo nel 1717 a Monaco e quindi a Dresda, alla corte di Sassonia. Nel 1720 rientrò a Venezia, dove comparve tra gli iscritti alla fraglia dei pittori. Nel corso del secondo decennio del Settecento iniziò una prolifica attività, dipingendo sia opere a tema sacro sia mitologico, oppure decorazioni in ville private e scenografie teatrali. Nel 1726, su invito del cardinale Pietro Ottoboni, soggiornò per un breve periodo a Roma, dove eseguì dei lavori per S. Lorenzo in Damaso, oggi perduti. Tornato in patria, lavorò in modo assiduo per le commissioni di enti religiosi e nobili famiglie, sia a Venezia che nel territorio della Serenissima. Diziani a metà del secolo fu uno tra i principali interpreti della pittura veneziana, grazie al suo linguaggio raffinato e spettacolare, esaltato da un vibrante cromatismo; diverso, forse meno intellettuale e sofisticato, ma più incisivo degli altri interpreti del tempo come Gian Antonio Pellegrini, da poco defunto, Antonio Balestra, i contemporanei Jacopo Amigoni, Francesco Fontebasso e Giambattista Pittoni.
Gaspare Diziani (Belluno 1689 - Venice 1767) attributed
Head of a Character
Oil on canvas
43 x 35,5 cm
Although the work is not in good condition, the masterful execution, achieved with thick, filamentous brushstrokes, blurred and without sharp contours, suggests that the work may be by Gaspare Diziani. The points of reference are the Saint Anthony the Abbot published in A.P. Zugni-Tauri Gaspare Diziani, photo 209, and the Head of Areio auctioned at Finarte-Semenzato on 19 December 2010 in Venice. -
Lot 129 Giovanni Stefano Danedi, il Montalto (Treviglio 1612 - Milano 1690)
Venere e Cupido
Olio su tela
103 x 81 cm
Si ringrazia il professore Giuseppe Sava per aver studiato l'opera e confermato l'attribuzione.
Fratello minore di Giuseppe, nel 1640 risultava risiedere a Milano. Qui ebbe modo di crescere artisticamente sotto l'influenza dei maestri del primo Seicento meneghino: Morazzone, Cerano, i Procaccini e i Nuvolone. In seguito, maturò con suggestioni del barocco genovese, in particolare, trovò ispirazione da Giovanni Battista Carlone e Domenico Piola. Stilisticamente, nel suo complesso e profondo verbo pittorico, oltre alle basi barocche milanesi, non mancano gli accenni romani, nella fattispecie quelli del Cortona, assunti grazie al breve soggiorno nell’Urbe. Inoltre, si nota una visione ingentilita e domestica delle sue composizioni, probabilmente data dalla vicinanza stilistica con Giuseppe e Carlo Francesco Nuvolone, nonché accenni di purezza classicisti colti dal suo sodale Ercole Procaccini il Giovane. Insieme a quest'ultimo, Antonio Busca, Carlo Cornara e Giuseppe Nuvolone, nel 1665 parteciparono al ciclo di dipinti che ornavano la sala dei Senatori in Palazzo Ducale di Milano. In seguito continuò a lavorare a Milano e in Lombardia, spesso in collaborazione con Ercole Procaccini il Giovane.
Giovanni Stefano Danedi, il Montalto (Treviglio 1612 - Milan 1690)
Venus and Cupid
Oil on canvas
103 x 81 cm
We thank Professor Giuseppe Sava for studying the artwork and confirming the attribution. -
Lot 130 Scuola bolognese del XVIII secolo
Madonna in contemplazione del Bambino dormiente
Pastello su carta
61 x 78,5 cm
Firmato in basso a destra Sirani Elisabetta Bologna
La nostra opera si riferisce al dipinto di Guido Reni ora disperso, replicato più volte sia dal maestro che dalla sua bottega, talvolta con leggere varianti. L’opera ci perviene anche grazie ad un’incisione di Cornelius Bloemaert e il disegno preparatorio è conservato alla Pinacoteca di Brera.
Bolognese school of the 18th century
Madonna Contemplating the Sleeping Child
Pastel on paper
61 x 78,5 cm
Signed lower right Sirani Elisabetta Bologna
Our work refers to the now-lost painting by Guido Reni, replicated several times by both the master and his workshop, sometimes with slight variations. The work has also come down to us thanks to an engraving by Cornelius Bloemaert, and the preparatory drawing is preserved in the Pinacoteca di Brera. -
Lot 131 Giuseppe Nuvolone (Milano 1619 - 1703) cerchia di
Santa Caterina d'Alessandria
Olio su tavola
35 x 26 cm
Giuseppe Nuvolone (Milan 1619 - 1703) circle of
Saint Catherine of Alexandria
Oil on panel
35 x 26 cm -
Lot 132 Dirk Theodor Helmbreker (Haarlem 1633 - Roma 1696)
Concerto agreste
Olio su tela
58 x 72 cm
Tra i pittori nordici dediti alla pittura bambocciante, D.T. Helmbreker fu tra coloro che ebbero più successo in Italia. Le sue opere furono ambite dalle migliori famiglie aristocratiche come i Chigi, i Colonna, i Carpegna e i Marucelli a Roma, e dai Rinuccini, i Bartolomei, i Gerini sino al Gran Principe Ferdinando di Toscana, a Firenze. Giunto a Roma a metà del Seicento, si specializzò in scene complesse con molte figure, spesso in prossimità di rovine. Il suo fare pittorico fu figlio dei primi esempi di bambocciata, anche se risultò evidentemente aggiornato in chiave meno teatrale, con sfumature arcadiche. Dirk fu anticipatore dei modi di Locatelli e Monaldi.
Dirk Theodor Helmbreker (Haarlem 1633 - Rome 1696)
Rural Concert
Oil on canvas
58 x 72 cm -
Lot 133 Abraham Bloemaert (Gorinchem 1564 - Utrecht 1651) attribuito
Bozzetto/Studio per Incoronazione della Vergine Maria
Olio su tavola
39 x 25 cm
L'opera, probabilmente prese spunto dalle invenzioni di Rubens, fu eseguita con una spigliatezza tecnica che ricorda l'atelier dei Francken. Gli angeli, in particolare, desunti tramite Rubens dalla scuola italiana, ricordano opere simili eseguite da Abraham Bloemaert.
Abraham Bloemaert (Gorinchem 1564 - Utrecht 1651) attributed
Bozzetto/Study for the Coronation of the Virgin Mary
Oil on panel
39 × 25 cm
The work was probably inspired by Rubens’s inventions and executed with a technical ease reminiscent of the Francken workshop. The angels, in particular derived through Rubens from the Italian school, recall similar compositions painted by Abraham Bloemaert. -
Lot 134 Scuola fiorentina del XVI/XVII secolo
Flagellazione
Olio su tavola
75 x 55 cm
Florentine school of the 16th/17th century
Flagellation
Oil on panel
75 x 55 cm -
Lot 135 Scuola veneta del XVI/XVII secolo
Cristo Risorto
Olio su tela
138 x 110,5 cm
Veronese school of the 16th/17th century
Risen Christ
Oil on canvas
138 x 110,5 cm -
Lot 136 Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato (1609 -1685) bottega di
Madonna orante
Olio su tela
87 x 70,5 cm
Nato il 25 agosto 1609 a Sassoferrato, nel versante orientale dell’Appennino in provincia di Ancona, fu definito dal critico dell'arte Federico Zeri "un vero genio, il grande pittore dell'arte sacra del Cattolicesimo, dal Cinquecento ad oggi". Nato in una famiglia per tradizione votata all'arte, suo padre, oltre a essere pittore, aveva una fabbrica di maioliche e la familiarità con quest'arte potrebbe aver determinato in seguito il particolare senso per il colore brillante e smaltato di Salvi. Parimenti, determinanti per la sua formazione sono i modelli del naturalismo seicentesco, soprattutto di Orazio Gentileschi e di Giovanni Francesco Guerrieri, che Sassoferrato ebbe modo di studiare nella sua città natale e nelle vicinanze; inoltre, Salvi studiò, per mezzo delle stampe, Raffaello e le opere classiche. Nel 1629 ebbe un breve ma significativo alunnato presso il Domenichino, dove ebbe modo di approfondire la sua inclinazione classicista e neoplatonica, che tradusse in pittura con l'uso di superfici levigate di colore compatto in grado di esaltare l’estatica bellezza dei suoi modelli. Gli anni seguenti videro Salvi variamente impiegato tra le Marche e Roma, dove col passare degli anni affinò il suo fare pittorico ed emerse chiaramente la sua tendenza per un linguaggio ispirato a Raffaello, a Perugino e a Guido Reni. Tornato a Roma nel 1641, fondò una bottega dove i suoi modelli venivano variamente ripetuti vista la forte domanda di piccoli formati atti alla devozione privata. Le sue opere, pure e cristalline, ispirate al bello ideale quale dimostrazione della perfetta bellezza di Dio, riflettevano la vita ascetica e semplice che il pittore, fervente fedele, condusse.
Giovan Battista Salvi also called Sassoferrato (1609 -1685) workshop of
Praying Madonna
Oil on canvas
87 x 70,5 cm -
Lot 137 Jacob Roos detto Rosa da Napoli (Roma 1682 - Napoli 1730)
Pastore con armenti
Olio su tela
48 x 62 cm
Jacob Roos, insieme al fratello Cajetan e Domenico Brandi, seguì le orme del padre Philipp Peter, detto Rosa da Tivoli. Jacob Roos rilesse le opere paterne con un fare pittorico più sciolto e una paletta rischiarata, tanto che le sue opere, più che scene di genere riconducibili all’ambiente bambocciante, ci appaiono aggiornate al sentimento poetico e arcadico dominante nella sua epoca.
Jacob Roos also called Rosa da Napoli (Rome 1682 - Naples 1730)
Shepherd with Flocks
Oil on canvas
48 x 62 cm -
Lot 138 Scuola di area tedesca del XVIII secolo
Ritratto di giovane principe in abito azzurro
Olio su tela
126 x 95 cm
German school of the 18th century
Portrait of a Young Prince in a Blue Suit
Oil on canvas
126 x 95 cm -
Lot 139 Gaspare Traversi (Napoli 1722 - Roma 1770) attribuito
Discussione tra fumatori
Olio su tela
93,3 x 142,2 cm
Inizialmente avvertì l'influenza di Francesco Solimena, ma all'enfasi manierata del barocchetto imperante preferì una resa naturalistica e psicologica della realtà. A causa dei difficili rapporti con artisti e committenti, il Traversi si trasferì intorno al 1752 definitivamente a Roma. Si distinse per la produzione di opere religiose, ma la celebrità la ottenne con le scene di genere. In questi dipinti intrecciò mirabilmente il naturalismo napoletano con la vena caricaturale e la teatralità della pittura nordica. Ne risulta un'espressione pittorica che mirabilmente sovrappone epoche e pittori diversi, come l'eredità di Caravaggio, il naturalismo di Monsù Bernardo e la tecnica delicata e morbida di Marco Benefial.
Gaspare Traversi (Naples 1722 - Rome 1770) attributed
Discussion Among Smokers
Oil on canvas
93,3 x 142,2 cm -
Lot 140 Christian Reder (Lipsia 1664? - Roma 1729) bottega/cerchia di
Paesaggio con porto e carovana
Olio su tela
64 x 74 cm
Dopo aver fatto i primi passi nel mondo della pittura con l'apprendistato ad Amburgo, viaggiò in Europa, toccando prima Londra, poi Venezia e infine Roma. Nella Città Eterna ebbe molto riscontro e vi restò per tutta la vita. Entrato nel circolo dei pittori nordici col nomignolo di Monsù Leandro collaborò con Peter van Bloemen. Egli amò alternare la produzione di battaglie con la realizzazione di scene di vita colte in ambienti militari, immerse in ampie scenografie paesaggistiche.
Christian Reder (Leipzig 1664? - Rome 1729) workshop/circle of
Landscape with Port and Caravan
Oil on canvas
64 x 74 cm -
Lot 141 Francesco Fidanza (Roma/Città di Castello 1747 - Milano 1819) attribuito
Paesaggio con incendio
Olio su tela
111 x 92 cm
Non è certo che Francesco Fidanza sia stato allievo di Claude Joseph Vernet e poi di Charles François Lacroix (detto Lacroix di Marsiglia), ma sicuramente è stato coinvolto artisticamente dai due artisti francesi. Vernet, che per conto di Luigi XV aveva dipinto una serie di quindici porti francesi, è stato il modello di Fidanza. Francesco, con le sue atmosfere irrequiete ricche di suggestioni cromatiche, è da ritenersi l’anello di congiunzione tra il vedutismo di stampo veneziano e il paesaggio romantico che si apre al realismo e alle turbolenze interiori specchiate nella natura.
Francesco Fidanza (Rome/Città di Castello 1747 - Milan 1819) attributed to
Landscape with Fire
Oil on canvas
111 x 92 cm -
Lot 142 Alessandro Longhi (Venezia 1733 - 1813)
Ritratto di prelato
Olio su tela
130 x 98 cm
Dopo aver ricevuto i primi insegnamenti dal padre, il noto Pietro Falca detto Pietro Longhi lavorò come apprendista presso Giuseppe Nogari, pittore attento alla lezione di Giovanni Battista Piazzetta e di Rembrandt. Intorno ai venticinque anni era un artista affermato, particolarmente noto per i numerosi dipinti della famiglia Pisani e della nobiltà veneziana. Queste opere rispecchiano solo nell’impostazione lo stile del padre, mentre pittoricamente sono devote all’attenta rappresentazione del vero, secondo la lezione del Nogari, perdendo spontaneità paterna e acquisendo un'accademica raffinatezza e gusto per i dettagli.
Alessandro Longhi (Venice 1733 - 1813)
Portrait of a Prelate
Oil on canvas
130 x 98 cm -
Lot 143 Pasqualino Rossi (Vicenza 1641 - Roma 1722) attribuito
La lettera
Olio su tela
46 x 39 cm
Pasqualino Rossi, pittore di origine vicentina attivo nelle Marche e a Roma, dove fu apprezzato e ricercato da importanti committenze, come i Pallavicini, Pamphilj e Colonna. Nella sua pittura sacra si nota l'attaccamento alla tradizione artistica marchigiana di Lorenzo Lotto e Federico Barocci. Per le sue rinomate scene di vita popolare egli si confronta con altri maestri del Seicento, dal veneto Pietro Vecchia per la sua dissacrante tendenza verso il mostruoso e il caricaturale, ai Bamboccianti per la loro capacità di cogliere dal mondo popolare, fino ai modelli di Monsù Bernardo, Antonio Amorosi, con i quali ha condiviso la sua attenzione per le sue figure dei pitocchi.
Pasqualino Rossi (Vicenza 1641 - Rome 1722) attributed
The Letter
Oil on canvas
46 x 39 cm -
Lot 144 Scuola lombarda del XVIII secolo da Niccolò Frangipane
Festa con un gatto in fasce
Olio su tela
85 x 113,5 cm
La tela riprende un dipinto di Niccolò Frangipane conservato al Museo di Nantes.
Lombard school of the 18th century after Niccolò Frangipane
Feast with a Swaddled Cat
Oil on canvas
85 x 113,5 cm
The canvas is based on a painting by Niccolò Frangipane, housed at the Nantes Museum.