DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO

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Tuesday 17 February 2026 hours 14:30 (UTC +01:00)
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  • Francesco Simonini (Parma 1686 - Venezia o Firenze 1755 o 1753)
    Lot 25

    Francesco Simonini (Parma 1686 - Venezia o Firenze 1755 o 1753)

    Sosta di cavalleria

    Olio su tela

    43,5 x 36 cm

    Già attribuita a Giuseppe Zais, con cui è spesso confuso, l'opera va assegnata a Francesco Simonini per l'essenzialità peculiare del paesaggio. Inoltre l'opera è molto prossima al Cavaliere turco pubblicata in G. Sestieri, Pittori di battaglie, pag. 468 foto 28.



    Francesco Monti, detto il Bresciano o il Brescianino delle battaglie, e Ilario Spolverini, furono gli artefici della formazione di Francesco Simonini: egli lavorò a Firenze, presso i signori di Casa Piccolomini, ove ebbe la felice possibilità di studiare le opere del Borgognone, eseguendo la copia di ventiquattro quadri e accrescendo così la sua conoscenza e affinando al contempo le sue capacità. In seguito si trasferì a Roma, ove oltre a far propria la lezione di Salvator Rosa, dipinse per le famiglie nobili e il clero romano. Lasciata la capitale, operò a Bologna, ove lavorò per il Cardinal Ruffo, ambasciatore del papa, dirigendo la sua bottega. Successivamente, lo ritroviamo a Venezia, dove il suo stile, caratterizzato da pennellate rapide e dall'uso di colori vivaci, trovò facile successo. Inoltre egli studiò Marco Ricci, Luca Carlevarijs, Canaletto e Francesco Zuccarelli, ampliando il suo bagaglio in materia, ergo inserendo elementi paesaggistici più articolati nei suoi fondali. Con Giuseppe Zais deve aver avuto un rapporto di reciproca influenza: il veneziano deve molto al parmense nel tema delle battaglie; viceversa Francesco deve a Giuseppe l’approfondimento del tema paesaggistico.


    Francesco Simonini (Parma 1686 - Venice or Florence 1755 or 1753)

    The Cavalry Rest Stop

    Oil on canvas

    43,5 x 36 cm

    Previously attributed to Giuseppe Zais, with whom he is often confused, the work should be attributed to Francesco Simonini due to the distinctive simplicity of the landscape. Furthermore, the work is very similar to Cavaliere turco published in G. Sestieri, Pittori di battaglie, p. 468, photo 28.

  • Scuola fiamminga del XVII secolo
    Lot 26

    Scuola fiamminga del XVII secolo

    Bimbi che danzano in cerchio

    Olio su tela

    49 x 92 cm

    Il soggetto nasce grazie ad una incisione di Marcantonio Raimondi, su probabile disegno di Raffaello. Grazie alla divulgazione delle stampe di Raimondi, ritroviamo questo soggetto molto diffuso sia in Italia che nelle Fiandre. Tra gli esempi più importanti segnaliamo l'opera di Hans Rottenhammer, il quale dipinse Bimbi in cerchio che danzano, opera oggi conservata all'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.


    Flemish school of the 17th century

    Children Dancing in a Circle

    Oil on canvas

    49 x 92 cm

    The subject was inspired by an engraving by Marcantonio Raimondi, probably based on a drawing by Raphael. Thanks to the dissemination of Raimondi's prints, this subject became very popular in both Italy and Flanders. Among the most important examples is the work by Hans Rottenhammer, who painted Children Dancing in a Circle, now preserved in the Alte Pinakothek in Munich.

  • Scuola fiamminga del XVII secolo
    Lot 27

    Scuola fiamminga del XVII secolo

    Bimbi che danzano in cerchio

    Olio su tela

    49 x 92 cm

    Il soggetto nasce grazie ad una incisione di Marcantonio Raimondi su probabile disegno di Raffaello. Grazie alla divulgazione delle stampe di Raimondi, ritroviamo questo soggetto molto diffuso sia in Italia che nelle Fiandre. Tra gli esempi più importanti segnaliamo l'opera di Hans Rottenhammer, il quale dipinse Bimbi in cerchio che danzano, opera oggi conservata all'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.


    Flemish school of the 17th century

    Children Dancing in a Circle

    Oil on canvas

    49 x 92 cm

    The subject was inspired by an engraving by Marcantonio Raimondi, probably based on a drawing by Raphael. Thanks to the dissemination of Raimondi's prints, this subject became very popular in both Italy and Flanders. Among the most important examples is the work by Hans Rottenhammer, who painted Children Dancing in a Circle, now preserved in the Alte Pinakothek in Munich.

  • Scuola veneta del XVIII secolo
    Lot 28

    Scuola veneta del XVIII secolo

    Le Quattro Stagioni

    Olio su tela

    106 x 87 cm


    Venetian school of the 18th century

    The Four Seasons

    Oil on canvas

    106 x 87 cm

  • Scuola toscana del XVII secolo
    Lot 29

    Scuola toscana del XVII secolo

    Natura morta con frutta, uva e melone - Natura morta con frutta, uva e anguria

    Olio su tela

    45,5 x 67 cm


    Tuscan school of the 17th century

    Still Life with Fruit, Grapes and Melon - Still Life with Fruit, Grapes and Watermelon

    Oil on canvas

    45,5 x 67 cm

  • Baldassarre De Caro (Napoli 1689 - 1750)
    Lot 30

    Baldassarre De Caro (Napoli 1689 - 1750)

    Rapace che attacca delle anatre nello stagno

    Olio su tela

    60 x 90,5 cm



    Baldassarre De Caro fece parte del gruppo di pittori della scuola napoletana, specializzati nella natura morta, che fecero grande la reputazione della scuola partenopea, artisti del calibro di Paolo Porpora, Giuseppe Recco, Nicola Casissa, Aniello Ascione, Francesco della Questa e Giovan Battista Ruoppolo. Baldassarre fu allievo di Andrea Belvedere, come ricorda il suo primo biografo Bernardo de Dominici. Pittore apprezzato e sostenuto dalla corte di Borbonica, iniziò dipingendo trionfi di fiori, mentre in seguito si specializzò nelle realizzazioni di nature morte di selvaggina o nature vive con uccelli rapaci o predatori nell'atto di cacciare.


    Baldassarre De Caro (Naples 1689 - 1750)

    Bird of Prey Attacking Ducks in a Pond

    Oil on canvas

    60 x 90,5 cm

  • Isidoro Bianchi (Campione d'Italia 1581 - 1662)
    Lot 31

    Isidoro Bianchi (Campione d'Italia 1581 - 1662)

    Putto che gioca con un velo

    Olio su tela

    69 x 87 cm

    Ringraziamo il professore Marco Tanzi per aver confermato l'attribuzione e fornito copia, disponibile via email, del suo studio andato perduto.

    Provenienza:

    Barone Otto Thott (1703-1785), Gavnø Castle, Denmark;

    Copenhagen, Bruun-Rasmussen, 1927;

    Bonhams Londra, asta del 4 aprile 2023.



    Di Isidoro non si hanno notizie della sua formazione giovanile, conosciamo una sua prima attività in seno alla Scuola di Praga, nel 1605. Dal 1617 fu attivo in Italia, a Campione e a Torino, dove lavorò alla decorazione delle residenze della corte sabauda. Dopo alcune commissioni a Como nel 1623, iniziò un periodo di collaborazione con Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone. Nel 1631 venne insignito del titolo di pittore di corte da Vittorio Amedeo I di Savoia e nel 1634 gli fu conferito il titolo di cavaliere. Dal 1639 risiedette definitivamente a Campione e operò in Lombardia, coadiuvato dalla bottega.


    Isidoro Bianchi (Campione d'Italia 1581 - 1662)

    Putto Playing with a Veil

    Oil on canvas

    69 x 87 cm

    We would like to thank Professor Marco Tanzi for confirming the attribution and providing a copy of his lost study, available via email.

    Provenance:

    Baron Otto Thott (1703-1785), Gavnø Castle, Denmark;

    Copenhagen, Bruun-Rasmussen, 1927;

    Bonhams London, auction of 4 April 2023.

  • Jacob de Backer (Anversa 1555 circa - 1585 circa) bottega di
    Lot 32

    Jacob de Backer (Anversa 1555 circa - 1585 circa) bottega di

    Allegoria della Vanitas con Adone sullo sfondo

    Olio su tela (ex tavola)

    40 x 64,5 cm

    L'opera è un trasporto su tela dall'originale supporto su tavola.



    Jacob fu figlio d’arte, il padre infatti fu un valente pittore che visse in Francia. Fu allievo di Antonio Palermo, artista e commerciante in dipinti. Dopo questo enigmatico maestro di probabili origini italiane fu allievo del tedesco Hendrick van Steenwyck con il quale ebbe una proficua collaborazione. Fu un pittore manierista con evidente influenza italiana e in particolare di Giorgio Vasari, sebbene sia quasi certo che non sia mai stato in Italia. Cosimo Masi, segretario del cardinale Alessandro Farnese il Giovane, nel 1594, acquisì Il ciclo dei Sette vizi capitali, serie di dipinti conservati nel Museo di Capodimonte a Napoli.


    Jacob de Backer (Antwerp circa 1555 - circa 1585) workshop of

    Allegory of Vanitas with Adonis in the Background

    Oil on canvas (formerly panel)

    40 x 64,5 cm

    The work is a transfer onto canvas from the original panel support.

  • Christian Ludwig Freiherr von Löwenstern (Darmstadt 1701 - 1754)
    Lot 33

    Christian Ludwig Freiherr von Löwenstern (Darmstadt 1701 - 1754)

    Scontro tra fanterie con un'esplosione

    Olio su tela

    37 x 63 cm


    Christian Ludwig Freiherr von Löwenstern (Darmstadt 1701 - 1754)

    Clash Between Infantry with an Explosion

    Oil on canvas

    37 x 63 cm

  • Scuola veneto lombarda del XVII/XVIII secolo
    Lot 34

    Scuola veneto lombarda del XVII/XVIII secolo

    Giudizio di Paride

    Olio su tela

    102 x 152 cm

    L'opera è conservata entro una splendida cornice d'epoca, molto probabilmente, quella originale.


    Venetian-Lombard school of the 17th/18th century

    The Judgement of Paris

    Oil on canvas

    102 x 152 cm

    The work is preserved in a splendid period frame, most likely the original one.

  • Ignazio Stern (Mauerkirchen 1679 - Roma 1748)
    Lot 35

    Ignazio Stern (Mauerkirchen 1679 - Roma 1748)

    Giuseppe e la moglie di Putifarre

    Olio su tela

    133 x 270 cm

    L'opera è corredata da uno studio del dottor Massimo Pulini, disponibile su richiesta via email.



    Trasferitosi dalla natia Baviera in Italia, Ignaz Stern soggiornò prima in Emilia Romagna, dove fu allievo di Carlo Cignani a Bologna, e poi a Roma. Nel 1713 si trasferì a Forlì, dove si dedicò sia alla pittura religiosa d’altare sia alla pittura da cavalletto per le commissioni private. Nel 1724 Stern tornò a Roma, ove la sua arte si contraddistinse per una rilettura raffinata della scuola emiliana del Cinquecento e del Seicento, ispirandosi a Correggio e a Reni, e arricchendo queste suggestioni emiliane traendo spunto dagli eleganti esempi romani della pittura rococò promossi da Sebastiano Conca, Stefano Pozzi, Benedetto Luti, Francesco Trevisani e Michele Rocca.


    Ignazio Stern (Mauerkirchen 1679 - Rome 1748)

    Joseph and Putiphar's Wife

    Oil on canvas

    133 x 270 cm

    The artwork is accompanied by a study by Dr. Massimo Pulini, available upon request via email.

  • Scuola emiliana del XVIII secolo
    Lot 36

    Scuola emiliana del XVIII secolo

    Natura morta con vaso di fiori e anguria

    Olio su tela

    100 x 76,5 cm


    Emilian school of the 18th century

    Still Life with Vase of Flowers and Watermelon

    Oil on canvas

    100 x 76,5 cm

  • Scuola emiliana del XVIII secolo
    Lot 37

    Scuola emiliana del XVIII secolo

    Natura morta con anguria e cane

    Olio su tela

    100 x 76,5 cm


    Emilian school of the 18th century

    Still Life with Watermelon and Dog

    Oil on canvas

    100 x 76,5 cm

  • Scuola emiliana del XVIII secolo
    Lot 38

    Scuola emiliana del XVIII secolo

    Natura morta con fiori, sedano e anguria

    Olio su tela

    100 x 76,5 cm


    Emilian school of the 18th century

    Still Life with Flowers, Celery and Watermelon

    Oil on canvas

    100 x 76,5 cm

  • Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 - Firenze 1788)
    Lot 39

    Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 - Firenze 1788)

    Paesaggio con pescatore nei pressi di una cascata

    Olio su tela

    26 x 31,5 cm

    In questa piccola opera Zuccarelli ha inserito una delle sue tipiche figure, il pescatore, in un paesaggio caratterizzato da una cascatella in primo piano e da un'apertura spaziale sulla sinistra che rivela l'amabile ambiente della pedemontana veneta. Questa immagine paesaggistica la dipinse in altre due tele intitolate Paesaggio con cascatella, conservate rispettivamente al Museo Accademia di Carrara di Bergamo e nella Pinacoteca Egidio Martini di Ca' Rezzonico (Museo del Settecento) di Venezia. In considerazione della datazione fornita dagli storici ai due sopraccitati paesaggi, l'opera è da assegnare al periodo compreso tra il 1745 e il 1760.



    Pittore di origine toscana e formazione romana, Francesco Zuccarelli è considerato il massimo esponente veneziano e italiano della corrente arcadica del paesaggismo settecentesco. Iniziò la sua formazione artistica a Roma presso Paolo Anesi, Giovanni Maria Morandi e Pietro Nelli. Giunse a Venezia intorno al 1732, dove si impose presso la nobiltà locale e inglese, grazie al console Joseph Smith, che nel 1762 vendette la sua collezione al re Giorgio III. La sua innovazione stilistica, che molti definirono alla francese, per l'eleganza d’oltralpe, coinvolse non solo i pittori locali (Giuseppe Zais, Giovanni Battista Cimaroli, Domenico Pecchio, Antonio Diziani, Francesco Antonio Canal e Giuseppe Zocchi), ma anche la dinastia di paesaggisti piemontesi dei Cignaroli. Soggiornò lungamente in Inghilterra e negli ultimi anni di vita divise il suo tempo tra Venezia, Parigi e Roma per poi tornare nella sua Toscana, dove morì.


    Francesco Zuccarelli (Pitigliano 1702 - Florence 1788)

    Landscape with Fisherman near a Waterfall

    Oil on canvas

    26 x 31,5 cm

    In this small-scale work, Zuccarelli included one of his characteristic figures, the fisherman, set within a landscape defined by a small waterfall in the foreground and an opening to the left that reveals the gentle scenery of the Venetian foothills.

    He explored this landscape motif in two other paintings entitled Landscape with a Waterfall, now respectively in the Accademia Carrara, Bergamo, and in the Egidio Martini Picture Gallery at Ca’ Rezzonico (Museum of the Eighteenth Century), Venice. In light of the dating proposed by scholars for these two works, the present painting can be assigned to the period between 1745 and 1760.

  • Filippo Falciatore (documentato a Napoli tra il 1718 e il 1768)
    Lot 40

    Filippo Falciatore (documentato a Napoli tra il 1718 e il 1768)

    La toeletta

    Olio su tela

    75 x 63,5 cm



    La biografia dell'artista non è nota. Si ha ragione di credere, tuttavia, che sia nato a Napoli tra Sei e Settecento e che si formò prima presso Paolo De Matteis, poi da Domenico Antonio Vaccaro. La sua notorietà si deve alla rappresentazione di scene galanti con inserti di vita popolare, le quali ricordano le analoghe produzioni della scuola francese e veneta.


    Filippo Falciatore (documented in Naples between 1718 and 1768)

    The Toilet

    Oil on canvas

    75 x 63,5 cm

  • Felice Boselli (Piacenza 1650 - Parma 1732)
    Lot 41

    Felice Boselli (Piacenza 1650 - Parma 1732)

    Natura morta con cacciagione

    Olio su tela

    71 x 87,5 cm

    Si ringrazia il professore Michele Danieli per aver studiato l'opera e fornito l'attribuzione.



    Felice Boselli fu attivo soprattutto a Parma, città in cui si trasferì intorno al 1670. Il suo primo apprendistato pittorico lo fece presso Michelangelo Nuvolone, fratello del più noto Giuseppe. In quest’occasione conobbe Angelo Crivelli, noto come il Crivellone, pittore animalista con il quale ebbe un fitto intreccio di influenze reciproche. Altri riferimenti stilistici di Boselli riguardano Evaristo Baschenis e Bartolomeo Bettera e l’arte fiamminga. Nella sua Emilia, l'artista ebbe modo di conoscere l’arte dei Carracci e la loro aderenza al vero naturale, molto affine ai suoi interessi, soprattutto nelle opere di Annibale Carracci, dipinte nel 1584/85, come La macelleria e il Mangiafagioli.


    Felice Boselli (Piacenza 1650 - Parma 1732)

    Still Life with Game

    Oil on canvas

    71 x 87,5 cm

    Thanks to Professor Michele Danieli for studying the work and providing the attribution.

  • Scuola italiana del XVIII secolo
    Lot 42

    Scuola italiana del XVIII secolo

    Cristo portacroce

    Olio su tela

    50 x 42 cm

    L'opera riprende il dipinto di Gian Francesco de' Maineri, conservato presso la Galleria degli Uffizi di Firenze.


    Italian school of the 18th century

    Christ Carrying the Cross

    Oil on canvas

    50 x 42 cm

    The work is based on the painting by Gian Francesco de' Maineri, kept at the Uffizi Gallery in Florence.

  • Elisabetta Marchioni o Marchionni (attiva a Rovigo nel XVII/XVIII secolo)
    Lot 43

    Elisabetta Marchioni o Marchionni (attiva a Rovigo nel XVII/XVIII secolo)

    Vaso di fiori, cesto di fiori e pianta di garofani

    Olio su tela

    123 x 160 cm

    Le notevoli dimensioni della composizione floreale danno dimostrazione dell'assoluta padronanza realizzativa e delle importanti commissioni che la Marchioni ebbe come pittrice.

    Fu artista dallo stile peculiare e facilmente riconoscibile, in effetti l'opera trova svariate conferme stilistiche con altre sue opere conosciute, per esempio nel dipinto (uno di una coppia) Tulipani, rose, crisantemi e altri fiori in un'urna, in un cesto e su una mensola di pietra, passato l'8 giugno 2021 presso la Dorotheum di Vienna.



    Anche se oggi il suo nome è universalmente conosciuto in ambito artistico, Elisabetta Marchioni fu una pittrice attiva nello stretto ambito del capoluogo polesano tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. Non si conosce molto della sua vita, quindi non sono conosciuti eventuali suoi viaggi o contatti con realtà diverse. Non conosciamo nemmeno il suo stato nubiliare, fu probabilmente moglie dell’orefice Sante Marchioni. Secondo altri, si tratterebbe invece della monaca rodigina Elisabetta Marchiori, cognome tipicamente veneto. Una terza ipotesi, unificando le due identità, vede Elisabetta, rimasta vedova, essersi fatta monaca, cosa piuttosto comune all’epoca. La sua espressione artistica è molto apprezzata in quanto trova punti di convergenza stilistica con Margherita Volò Caffi, pittrice dalla profonda preparazione artistica, in quanto figlia di Vincenzo Volò, pittore di fiori di origine francese attivo a Milano; e sposa di Ludovico Caffi, artista formato a Bologna presso D. M. Canuti, specializzato nel dipingere fiori e tappeti. Inoltre le sue opere sono anticipatrici dell’espressione floreale di Francesco Guardi, o del pittore convenzionalmente chiamato Pseudo Guardi o Maestro dei fiori guardeschi.


    Elisabetta Marchioni or Marchionni (active in Rovigo in the 17th/18th century)

    Vase of Flowers, Basket of Flowers and Carnation Plant

    Oil on canvas

    123 x 160 cm

    The remarkable size of the floral composition demonstrates Marchioni's absolute mastery of her craft and the important commissions she received as a painter.

    She was an artist with a distinctive and easily recognisable style. Indeed, this work finds stylistic confirmation in several of her other well-known works, such as the painting (one of a pair) Tulips, Roses, Chrysanthemums and Other Flowers in an Urn, in a Basket and on a Stone Shelf, which was sold on 8 June 2021 at Dorotheum in Vienna.

  • Scuola neoclassica francese o italiana della fine del XVIII secolo
    Lot 44

    Scuola neoclassica francese o italiana della fine del XVIII secolo

    Scena di battaglia

    Olio su tela

    74 x 141 cm


    French or Italian Neoclassical school of the late 18th century

    Battle Scene

    Oil on canvas

    74 x 141 cm

  • Scuola olandese del XVIII secolo
    Lot 45

    Scuola olandese del XVIII secolo

    Porto con velieri e torre

    Olio su tela

    59 x 155 cm


    Dutch school of the 18th century

    Port with Sailing Ships and Tower

    Oil on canvas

    59 x 155 cm

  • Francesco Solimena, l'Abate Ciccio (Canale di Serino - Barra 1747) bottega di
    Lot 46

    Francesco Solimena, l'Abate Ciccio (Canale di Serino - Barra 1747) bottega di

    Madonna del Latte

    Olio su tela

    88 x 73 cm

    L'opera, di assoluta qualità, viene attribuita in via cautelativa alla bottega di Solimena, ovvero realizzata sotto la sua diretta supervisione e probabilmente con il suo parziale intervento diretto.



    Il consenso rivolto dai contemporanei all'opera di Francesco Solimena fu ampio, come lo fu il seguito di artisti che operarono nella sua bottega o che agirono nell'ambito della sua cerchia. Nell'insieme di artisti convenzionalmente inseriti nel "solimenismo" ricordiamo l'architetto, scenografo e pittore Ferdinando Santifelice, Andrea d'Aste attivo con merito nelle chiese di Sant'Agostino degli Scalzi e Giovanni Battista delle Monache a Napoli, Salvatore Pace stretto collaboratore del maestro, Onofrio Avellino, che dopo un trascorso presso Luca Giordano approdò nella bottega del Solimena e realizzò prima di dirigersi a Roma delle opere per la chiesa di Rosariello delle Pigne. Ricordiamo inoltre Paolo de Falco che seppe dare un'interpretazione personale e di qualità della lezione del maestro, soprattutto nella resa cromatica; Paolo di Majo che ebbe notevole riscontro e fu tra i diffusori nel territorio campano del verbo del Solimena. Importante personalità artistica fu Nicola Maria Rossi, uno dei migliori allievi del maestro, tanto da aver commissioni fuori i confini campani e nazionali, come testimoniano le tele della residenza degli Harrach presso Vienna, ora perdute; Giuseppe Tommajoli, ingiustamente dimenticato, attivo in Campania e Calabria; Alfonso di Spigna, operoso nella sua Ischia; Domenico Mondo, che frequentò la bottega negli ultimi anni di vita del Solimena. Di altra caratura e rilevanza furono i tre più importanti allievi del maestro partenopeo, i quali svilupparono una sensibilità artistica tale da permetter loro di compiere un percorso caratterizzato da un'espressione peculiare: parliamo di Sebastiano Conca, Francesco De Mura e Giuseppe Bonito.


    Francesco Solimena also called Abate Ciccio (Canale di Serino - Barra 1747) workshop of

    Madonna del Latte

    Oil on canvas

    88 x 73 cm

    This work, of exceptional quality, is cautiously attributed to Solimena's workshop, meaning that it was produced under his direct supervision and probably with his partial direct involvement.

  • Scuola fiamminga del XVII secolo
    Lot 47

    Scuola fiamminga del XVII secolo

    Ritratto di Maurizio conte di Nassau

    Olio su tela

    72 x 56 cm


    Flemish school of the 17th century

    Portrait of Maurice, Count of Nassau

    Oil on canvas

    72 x 56 cm

  • Scuola francese del XVII secolo
    Lot 48

    Scuola francese del XVII secolo

    Ritratto di un giovane duca in armatura

    Olio su tela

    67,5 x 53,5 cm

    Iscrizione in alto a destra.


    French school of the 17th century

    Portrait of a Young Duke in Armour

    Oil on canvas

    67,5 x 53,5 cm

    Inscription in the upper right corner.

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DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO

DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO

Sessions

  • 17 February 2026 hours 14:30 DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO, DESIGN, ICONE E ANTIQUARIATO (1 - 534)

Exhibition

13 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

14 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

15 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

16 Feb 2026 10:00 CET (09:00 GMT) - 18:00 CET (17:00 GMT)

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