Okimono in avorio di elefante raffigurante Fokurokuju, una delle Sette Divinità della Fortuna. Giappone, fine del XIX – inizi del XX secolo. Cm 24×13×12,5. Corredata di certificazione CITES.
Okimono in avorio di elefante raffigurante Fokurokuju, una delle Sette Divinità della Fortuna. Giappone, fine del XIX – inizi del XX secolo. Cm 24×13×12,5. Corredata di certificazione CITES.
Okimono in avorio di elefante affigurante Benzaiten, una delle Sette Divinità della Fortuna. Giappone, periodo Meiji (1868-1912), fine del XIX secolo. Cm 24×13,5×14,5. Corredata di certificazione CITES.
Okimono in avorio di elefante raffigurante Daikokuten, una delle Sette Divinità della Fortuna. Giappone, periodo Meiji (1868-1912), fine del XIX secolo. Cm 21×13×16,5. Corredata di certificazione CITES.
Scultura in avorio di elefante raffigurante Guanyin sormontata da una piccola statuta di Buddha. Cina, fine del XIX secolo. Cm 33,5×13×12. Corredata di certificazione CITES.
Scultura in avorio di elefante raffigurante anziano saggio con strumento musicale. Cina, inizi del XX secolo. Cm 44,5×12×8. Corredata di certificazione CITES.
Scultura in avorio di elefante raffigurante Guanyin, divinità della misericordia. Cina, dinastia Qing (1644-1912). Tardo XIX – inizi XX secolo. Cm 51×27,5×17,5. Corredata di certificazione CITES.
Zanna intera in avorio di elefante finemente intagliata e traforata con scena figurata. Cina, inizi del XIX secolo. Cm 55,5×12×4,5. Corredata di certificazione CITES.
Importante scultura in avorio di elefante raffigurante corteo imperiale cinese con numerosi personaggi e architetture. Cina, dinastia Qing (1644-1912). Metà del XIX – inizi XX secolo. Cm 42,5×57×27,5. Corredata di certificazione CITES.
Corazza di Samurai completa di baule con blasone (fiore di melone). Appartenente alla famiglia O-Ta di Ten-Do, di Kashiwa-bara di Shiba-Mura e di Yagi-Moto. 1830 circa. Cm 156x48x34,5. Opera accompagnata da autentica su fotografia e da certificato di autenticità con perizia firmato da Paolo Morigi, in data 26 marzo 1984.
O-Ta era la famiglia di Dai-myo originaria di O-Wari e discendente dei Taira; il membro più illustre di questa famiglia fu O-Ta Nobu-Naga. Il fondatore della famiglia fu O-Ta Nobu-Hide morto nel 1549, a partire dal quale i discendenti formarono in seguito quattro rami:
1) Il ramo più antico fu fondato da Nobu-Naga, figlio di Nobu-Hide, risiedeva nel 1828 a Ten-do nel Dewa con un appannaggio di 20.000 koku di riso all'anno.
2) Un ramo secondario di To-Zama-Dai-myo del ramo antico si installa nel 1695 a Kashiwa-bara nella provincia di Tam-ta, con un appannaggio di 20.000 koku di riso annui.
3) Il ramo più giovane To-Zama-Dai-myo, fondato da Naga-masu, secondo figlio di Nobu-Hide, aveva la sua residenza a Shiba-mura nel Yama-to, con un appannaggio di 10.000 koku di riso annui.
4) Un ramo secondario di To-Zama-Dai-myo del ramo più giovane si stabilì dal 1615 a Yagi-moto nel Yama-to, il suo appannaggio annuo era di 10.000 koku di riso.
Queste quattro famiglie avevano lo stesso blasone principale (fiore di melone).
Bibliografia: Weber, Ko-ji-ho-ten, vol. II, p. 151 (-Ota), per blasone p. 72, ill. 199 - Armoiries, pl. 24.
Provenienza: importante collezione privata, Bologna.
Scatola per cosmesi maschile destinata a contenere rasoi e tukula (colorante rosso). In legno a patina brillante e tracce di tukula. Bakuba, regione del Kasai, Zaire. Cm 27x7 cm. Decorazione a motivi geometrici, gli stessi usati nei famosi velluti Bakuba. Due piccole corna scolpite in rilievo, indicano che la scatola apparteneva ad un notabile. Le borchie sono di importazione europea. Opera accompagnata da autentica su fotografia e certificato di autenticità con perizia firmato da Paolo Morigi, in data 15/02/1986.
Esposizioni: "Un'arte per la bellezza", Padova 1984, n. 80;
"Un'arte per la bellezza", Lugano 1985, n. 54.
Provenienza: importante collezione privata, Bologna.
Tamburo in bronzo. Antico Siam. XVII secolo. Cm 50x66,5. Le decorazioni sul piano sono quattro gruppi di rane sovrapposte, le rane erano considerate mitologiche; come pure gli elefanti sul lato. Opera accompagnata da autentica su fotografia e da certificato di autenticità con perizia firmato da Paolo Morigi, in data 15/02/1986.
Questo tipo di tamburo erano chiamato "Tamburo di pioggia" ed erano posti all'esterno dei templi sotto un portico, sospesi in posizione orizzontale. Venivano suonati dai sacerdoti percuotendo il centro con un batacchio ricoperto di stoffa, per ottenere un suono profondo.
Provenienza: importante collezione privata, Bologna.
Figura reliquiario in legno ricoperto di ottone. Bakota, regione di Makuku, Gabon. Cm 60x35x17. Opera accompagnata da autentica su fotografia e da certificato di autenticità e perizia firmato da Paolo Morigi, in data 25/11/1989.
Provenienza: importante collezione privata, Bologna.
Collezione Mario Fantin, Bologna.