Lot 11 | Angelo Dall Oca Bianca - "Eva Frutto proibito"

Casa d'aste Santa Giulia - Via Fratelli Cairoli 26, 25122 Brescia
Presale Asta 72 - Dipinti di di pregio XIX e XX secolo. Sabato, ore 15:00
Saturday 21 November 2026 hours 15:00 (UTC +01:00)

Angelo Dall Oca Bianca - "Eva Frutto proibito"

Starting price
3,000.00 €

Angelo Dall Oca Bianca
Verona 1858 - 1942

"Eva Frutto proibito"
Pastello su carta cm 58x130 firmato in basso a sx A.Bianca

Angelo Dall’Oca Bianca nacque a Verona il 31 marzo 1858, in una famiglia modesta: il padre era verniciatore e la famiglia attraversava difficoltà economiche. Fin da giovanissimo manifestò inclinazione al disegno, e dopo aver svolto lavori artigianali al fine di contribuire al sostentamento familiare, entrò nel 1873 all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona, sotto la guida di Napoleone Nani. Durante quegli anni, frequenti furono le influenze del verismo veneto e dell’ambiente artistico veronese, che lo avviarono a dipingere scene di vita quotidiana e scorci cittadini.Nel corso degli anni successivi, Dall’Oca Bianca maturò il proprio linguaggio: partecipò alle mostre della Società di Belle Arti e alla Esposizione dell’Accademia di Brera, ottenendo riconoscimenti. Intorno agli anni ’80, sotto l’influsso del pittore Giacomo Favretto, rafforzò il suo interesse per l’istantaneità visiva, l’osservazione “dal vero” e l’uso della fotografia come supporto preparatorio per le sue opere. I soggetti dei suoi dipinti spaziano dalle strade veronesi ai paesaggi lagunari, dalla vita popolare ai momenti silenziosi della quotidianità, e si caratterizzano per una luce chiara e una pennellata fluida.Col passare del tempo, l’artista cominciò ad avvicinarsi anche a soluzioni formali più moderne: nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 presentò l’opera “Gli amori delle anime”, che segnala una svolta verso temi simbolisti e influenze divisioniste. Le sue vedute urbane e lagunari, con riflessi e contrasti cromatici più accentuati, testimoniano questa evoluzione. Nel 1912, in occasione della Biennale di Venezia, Dall’Oca Bianca ebbe una sala personale con numerose opere esposte, a suggello del suo prestigio.Tuttavia, a partire dal primo decennio del XX secolo, la sua pittura cominciò ad essere criticata come eccessivamente legata a temi veristi e a un linguaggio considerato superato dalle avanguardie emergenti. Di conseguenza, l’artista si ritirò progressivamente dall’attività espositiva, scegliendo di dedicarsi alla sua città natale: Verona. Qui si impegnò nella tutela del patrimonio artistico e paesaggistico, promuovendo iniziative con risvolto sociale, tra cui il “Villaggio Dall’Oca” destinato alle famiglie veronesi meno abbienti.Angelo Dall’Oca Bianca morì a Verona il 18 maggio 1942. La sua opera, ampia e variegata, rappresenta una testimonianza significativa della pittura italiana tra Ottocento e Novecento: da un verismo iniziale radicato nella realtà locale si apre verso una sensibilità più luminosa, più attenta alla luce, all’atmosfera, all’istante, senza rinunciare al sentimento e al legame con il territorio.