Presale Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA Asta 1004 - Sedicesima sessione
Saturday 14 November 2026 hours 14:00 (UTC +01:00)
ANTONIO ZANCHI - Prometeo incatenato, 1670 ca
ANTONIO ZANCHIPrometeo incatenato, 1670 ca. Olio su tela, 187x144 cmPrometeo era un Titano che per proteggere i mortali dal freddo e dalla debolezza, rubò una scintilla del fuoco divino dalla fucina di Efesto (o dal carro del sole), nascondendola dentro una ferula (un fusto cavo) e la consegnò agli uomini. Insieme al fuoco, insegnò all'umanità le arti della sopravvivenza, la scrittura, la matematica, la medicina, l'astronomia e la metallurgia. Per vendicarsi di Prometeo e degli uomini, Zeus ordinò la creazione di Pandora, la prima donna, portatrice del vaso pieno di mali e speranze. Prometeo fu catturato e incatenato a una roccia sui monti del Caucaso. Ogni giorno, un'aquila (Aithon) gli divorava il fegato, il quale si rigenerava durante la notte rendendo il supplizio eterno. Il Titano fu infine liberato da Ercole con il consenso di Zeus.Antonio Zanchi rappresenta una delle massime espressioni del tenebrismo e del naturalismo chiaroscurale nella pittura veneziana del Seicento. Fin dai suoi esordi, lo stile dell'artista si distingue per l'uso di pennellate ricche e materiche unite a prospettive e scorci decisamente audaci. Un esempio di questa maestria è l'opera del 1666 per la Scuola Grande di San Rocco, dove Zanchi riesce a evocare con straordinaria intensità il dramma e i tragici effetti della peste. La tela qui analizzata è successiva a quel capolavoro e la sua realizzazione è databile intorno al 1670. Bibliografia:Cfr. P. Zampetti, Antonio Zanchi, in I pittori bergamaschi dal XIII al XIX secolo. Il Seicento, Vol. IV, Bergamo, Poligrafiche Bolis, 1987, pp. 419-707B. Andreose, F. Gambarin, Antonio Zanchi "pittor celeberrimo", Este, 2009.