Lot 32 | Piastra in stucco patinato a rilievo raffigurante Compianto su Cristo morto con angelo e cherubino dolente. Area senese, secolo XVIII.

Finarte - Via dei Bossi 2, 20121 Milano
Presale Antiquariato Sessioni Antiquariato / Opere da una Prestigiosa Collezione Piemontese
Friday 6 November 2026 hours 11:00 (UTC +01:00)

Piastra in stucco patinato a rilievo raffigurante Compianto su Cristo morto con angelo e cherubino dolente. Area senese, secolo XVIII.

Starting price
1,000.00 €

Piastra in stucco patinato a rilievo raffigurante Compianto su Cristo morto con angelo e cherubino dolente. Area senese, secolo XVIII.

rilievo h cm 36, l 48,5; con cornice cm 51 x 64,5 x 6
In cornice in legno con profilo interno intagliato a palmette. Mancanza ai piedi di Cristo. 

Corredato da una precedente attribuzione manoscritta datata 5 aprile 1994, nella quale l'opera è riferita a Bartolomeo Mazzuoli (Siena, 1674–1749) e posta in relazione con un modello analogo di Giuseppe Mazzuoli (Volterra, 1644 – Roma, 1725) esposto all’accademia chigiana. 

Per un confronto: Bartolomeo Mazzuoli, Cristo deposto e angeli. Siena, Palazzo Sansedoni. Bassorilievo eseguito da Bartolomeo nel 1725 circa su progetto avviato da Giuseppe. 
Bartolomeo Mazzuoli, nato a Siena nel 1674, fu scultore e stuccatore, collaborò con il padre Giovanni Antonio e poi con lo zio Giuseppe; diverse sue opere derivano da modelli di Giuseppe e della bottega familiare.In cornice in legno con profilo interno intagliato a palmette. Mancanza ai piedi di Cristo. 

Corredato da una precedente attribuzione manoscritta datata 5 aprile 1994, nella quale l'opera è riferita a Bartolomeo Mazzuoli (Siena, 1674–1749) e posta in relazione con un modello analogo di Giuseppe Mazzuoli (Volterra, 1644 – Roma, 1725) esposto all’accademia chigiana. 

Per un confronto: Bartolomeo Mazzuoli, Cristo deposto e angeli. Siena, Palazzo Sansedoni. Bassorilievo eseguito da Bartolomeo nel 1725 circa su progetto avviato da Giuseppe. 
Bartolomeo Mazzuoli, nato a Siena nel 1674, fu scultore e stuccatore, collaborò con il padre Giovanni Antonio e poi con lo zio Giuseppe; diverse sue opere derivano da modelli di Giuseppe e della bottega familiare.