Presale DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE ASTA 49
Thursday 24 September 2026 hours 14:00 (UTC +01:00)
Alberto Carlieri (Roma 1672 - 1720 circa)
Alberto Carlieri (Roma 1672 - 1720 circa)
Capriccio con figure orientali - Capriccio con discussione tra filosofi in abiti antichi
Olio su tela
133 x 99 cm
Le opere rappresentano la prima maturità artistica del Carlieri, quando, dopo aver lasciato la collaborazione con Andrea Pozzo, attinse dalla lezione di Giovanni Ghisolfi, da qui le fredde cromie dei marmi e la solfurea atmosfera, e dall'enigmatico maestro dal monogramma GAE, sicuramente prossimo a Salvator Rosa, l'esigua presenza architettonica. Peculiari a Carlieri appaiono le figure orientali risolte con pittura compendiaria e la ricercata realizzazione maculata delle colonne ad imitazione del marmo. Infine, caratteristica è la propensione a inserire in un secondo piano architettonico degli elementi di fabbrica circolari o semicircolari. A conferma della tesi attributiva si vedano, tra le varie opere citabili, le foto 41a e 41b (impianto cromatico plumbeo memore della lezione di Giovanni Ghisolfi), 48b (identica disposizione delle rovine) e 65 (disposizione delle architetture), in Giancarlo Sestieri, Il Capriccio architettonico in Italia nel XVII e XVIII secolo.
Alberto Carlieri studiò la pittura rovinista con Giuseppe de Marchis. In seguito frequentò Andrea Pozzo, del quale divenne allievo e collaboratore. Da quest’ultimo apprese la ricchezza espositiva caratterizzata dall’architettura e dall’impianto del disegno, con la capacità di ravvivare le composizioni con scene aneddotiche. Dal punto di vista coloristico, sono peculiari sia il gioco di luce tra le architetture sia il contrasto chiaroscurale. Grazie alle ombre contrapposte a colori smaltati delle parti in luce, le sue opere si connotano per la brillante e posata eleganza. L’impostazione frontale delle sue architetture talvolta ricorda i lavori di Viviano Codazzi e Giovanni Ghisolfi, sebbene per Carlieri le rovine siano più una quinta utile per architettare gli spazi e gli effetti luminosi piuttosto che il tema portante della sua pittura. La sua arte e quella di Alessandro Salucci sono inoltre l’incipit per il più grande pittore di architetture e rovine, ovvero Gian Paolo Panini.
Alberto Carlieri (Rome 1672 - c. 1720)
Capriccio with Oriental Figures - Capriccio with Philosophers in Discussion Wearing Classical Dress
Oil on canvas
133 × 99 cm
These paintings belong to Carlieri's early mature period, following the end of his collaboration with Andrea Pozzo. At this stage, the artist drew upon the example of Giovanni Ghisolfi, reflected in the cool tonalities of the marble surfaces and the sulphurous atmosphere, while the sparse architectural elements reveal the influence of the enigmatic Master with the monogram GAE, a painter closely associated with Salvator Rosa. Distinctive features of Carlieri's style include the oriental figures, rendered with a concise and economical brushwork, the refined mottled treatment of the columns in imitation of marble, and his characteristic tendency to introduce circular or semicircular architectural structures in the background. Further support for the attribution may be found through comparison with several published works, notably figs. 41a and 41b (whose leaden chromatic scheme recalls the influence of Giovanni Ghisolfi), fig. 48b (showing an identical arrangement of the ruins), and fig. 65 (for the disposition of the architectural elements), illustrated in Giancarlo Sestieri, Il Capriccio architettonico in Italia nel XVII e XVIII secolo.