Lot 30 | Enrico Benetta (1977) Tre alberi

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Tuesday 28 July 2026 hours 17:00 (UTC +01:00)

Enrico Benetta (1977) Tre alberi

Starting price
2,400.00 €

Enrico Benetta (1977)
Tre alberi
Acrilico, smalto e sabbie su carta applicata su tela
150 x 150 cm

Firma: “Enrico Benetta”, “EBenetta”, “EB” sul verso
Altre iscrizioni: “Per autentica”, “Tre alberi… Come isole in un cielo magico… La linfa è la poesia… La musica la danza… E l’amore! E nascono cuori…”
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: fotocertificato firmato dall'artista e timbrato dalla Galleria d'Arte Martinazzo, Montebelluna (non datato)

Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%

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Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Venezia (1859-1865), grazie a una borsa di studio Noè Bordignon si reca in seguito a Roma dove si avvicina ai modi della pittura purista. Ritornato nel 1869 in Veneto, vive e lavora tra Castelfranco e Venezia realizzando a partire dall'inizio del nuovo decennio numerosi cicli ad affreschi nelle chiese dell'entroterra, mentre nella pittura di cavalletto sviluppa temi di genere ispirati al folklore locale che, tra la fine degli anni Settanta e l'inizio del nuovo secolo, vengono apprezzati nelle principali mostre italiane ed estere. A questo periodo fecondo dell'attività dell'artista appartiene "Due compatrioti di Canova", databile al 1882 sulla base della sua esposizione nello stesso anno alla Erste Internationale Kunstausstellung di Vienna, ripresentato nel 1883 prima all'Esposizione di Belle Arti di Roma e poi a Milano all'Accademia di Brera, quindi nel 1884 alla Promotrice di Torino dove viene acquistato da un compratore inglese.
L'opera raffigura una conversazione tra due contadini veneti – i due compatrioti di Canova da cui deriva il titolo - e tre ragazze sullo sfondo del monumento a Canova nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, progettato da Canova come cenotafio per Tiziano ma realizzato postumo dai suoi allievi per celebrarne la memoria e custodirne il cuore.
Notevole la scelta compositiva, con la luminosa e imponente mole del monumento canoviano che magnifica e nobilita un momento di vita quotidiana, colto con quella freschezza da istantanea tipica dell'artista. All'immediatezza della scena concorre il disegno minuto, di ascendenza purista, a cui è affidata una descrizione iperrealistica che non risparmia neanche le sbeccature degli scalini in primo piano e distingue la sua produzione dalla maniera più sciolta e rapida di altri protagonisti della pittura di genere veneta come Giacomo Favretto e Luigi Nono. Accurata anche la descrizione delle vesti – aspetto a cui Bordignon, figlio di un sarto e di una cucitrice, conferisce da sempre notevole valore – con i colori limpidi e vivaci delle tre ragazze che risaltano sul chiarore dello sfondo, mentre in primo piano una fanciulla più modestamente abbigliata con un bimbetto disteso accanto a sé guarda fisso verso lo spettatore, contribuendo così alla verità dell'immagine.

Sabrina Spinazzè