ASTA N.8 Dipinti antichi e XIX XX secolo Asta n.8 DIPINTI XIX-XX SECOLO
Friday 24 July 2026 hours 17:00 (UTC +01:00)
San Sebastiano curato dalle pie donne
NICOLO’ DE SIMONE (Nato a Liegi?; attivo a Napoli 1636 – 1655)
Olio su tela, cm. 126 x 151,5
San Sebastiano curato dalle pie donne
Note:
Il dipinto è accompagnato da una scheda del Prof. Stefano Causa.
La tela ritrae il momento in cui San Sebastiano, un soldato romano che si convertì al cristiane-simo, viene curato da alcune donne devote, tra cui la matrona Irene, dopo essere stato trafitto
dalle frecce per ordine dell’imperatore Diocleziano.
Il dipinto si inserisce nel vivace contesto della pittura barocca napoletana. L’iconografia di San
Sebastiano curato dalle pie donne fu molto diffusa nell’ambito caravaggesco del XVII secolo.
Già ritenuta ascrivibile all’ambito napoletano e attribuito al pittore partenopeo Agostino Bel-trano (Napoli, 1607 - 1656) per tradizione orale, e reso noto dallo storico Stefano Causa con
la corretta assegnazione al pittore italo-fiammingo Nicolò de Simone (Nato a Liegi?; attivo a
Napoli 1636 – 1655), accompagnato da una scheda scritta che riportiamo interamente:
“ … Comparso di recente sul mercato antiquario con un riferimento dubitativo ad Agostino
Beltrano, che rischia di fraintenderne i dati di stile, la tela merita di essere restituita alla maturità
di un grande maestro di origine fiamminga, ma attivo a Napoli nel corso del secondo trenten-nio del secolo: Nic-colò de Simone (definito “geniale eclettico” da Raffaello Causa nel celebre
saggio del 1972 sulla pittura napoletana del ‘600 dal Naturalismo al Barocco). Notevolissimi
gli inserti di natura morta alla ribalta della tela, a cominciare dalle armature scintillanti sul lato
sinistro. Evidente l’omaggio a un capolavoro napoletano di Ribera dello stesso soggetto, con- servato al Museo di Belle Arti di Bilbao.
FACILITY REPORT
In merito al suo stato conservativo, la tela si presenta in condizioni generali discreti considerando l'epoca del dipinto. La superficie pittorica si presenta in patina, e non mostra difficoltà di lettura. La tela mostra la tipica "craquelure" (la fitta rete di micro-crepe superficiali) del tutto naturale e coerente con un'opera barocca. La tensione del supporto appare stabile all'interno della cornice dorata. Come la quasi totalità dei dipinti di questo formato e periodo, l'opera ha beneficiato in passato di interventi di manutenzione e restauro conservativo. È riscontrabile una vecchia operazione di rintelo (foderatura), effettuata per consolidare e rinforzare la tela originale d'epoca. I pigmenti mantengono una buona leggibilità, in particolare nei forti contrasti chiaroscurali (il braccio e il torso di San Sebastiano, i panneggi ocra e l'armatura metallica in basso a sinistra). Non si evidenziano sollevamenti o cadute di colore macroscopiche in atto. Sulla superficie è presente una leggera vernice protettiva ingiallita dal tempo, del tutto normale per i dipinti antichi che non hanno subìto puliture drastiche recenti. A luce solare è visibile delle micro-cadute di colore.
