Presale ASTA DI ANTIQUARIATO E DIPINTI SEC.XIX Asta di Antiquariato e dipinti sec.XIX
Monday 8 June 2026 hours 15:00 (UTC +01:00)
CARBONE GIOVANNI BERNARDO
GIOVANNI BERNARDO CARBONE (1614-1683)
'Ritratto di gentildonna con ventaglio' olio cornice a cassetta coeva con intagli dorati
cm. 100x124 cm.tot.130x151
Il dipinto raffigura una dama dell'aristocrazia genovese in posa frontale con il busto leggermente ruotato verso sinistra. La figura resa a tre quarti di figura emerge da uno sfondo composto da un drappo rosso cremisi che occupa il lato destro della composizione - elemento scenografico di forte ascendenza vandyckiana - mentre a sinistra si apre uno squarcio paesaggistico con cieli plumbei e una distesa d'acqua tipico fondale atmosferico della ritrattistica genovese del Seicento.
La dama indossa un abito di velluto nero dalle ampie maniche a sbuffo guarnite da ricchi merletti bianchi ai polsi; sulle spalle una mantellina a bertha riccamente ricamata in argento con motivi a volute che conferisce alla figura un'eleganza severa e aristocratica. Al collo porta una collana di perle orecchini a goccia di perle e un braccialetto dello stesso materiale al polso destro mentre al sinistro si notano due anelli d'oro. Con la mano sinistra tiene un ventaglio decorato e un fiocco di nastro rosso dettagli accessori che denotano il rango elevato della committente.
Giovanni Bernardo Carbone fu tra i più richiesti ritrattisti della Genova del Seicento. Formatosi nella bottega di Bernardo Strozzi e profondamente influenzato dal soggiorno genovese di Anthony van Dyck (1621-1627) egli elaborò uno stile personale che coniugava la solidità del dato fisiognomico con una raffinata resa dei tessuti e dei gioielli qualità ben evidenti nel presente dipinto. La gamma cromatica fondata sui contrasti tra il nero dell'abito il bianco dei merletti e il rosso vivace dei panneggi è pienamente coerente con la produzione del maestro genovese nella prima fase della sua attività collocabile tra il quarto e il quinto decennio del Seicento.
Stringenti confronti stilistici e tipologici legano il dipinto ad alcune opere coeve del maestro documentate in importanti istituzioni pubbliche. Il catalogo della Fondazione Federico Zeri (Università di Bologna) schedula per la stessa forbice cronologica 1630-1640 il Ritratto di Nicolò Raggi (Galleria Nazionale d'Arte Antica Palazzo Barberini Roma inv. 894 già Coll. Torlonia) e il Ritratto di Tommaso Raggi con il figlio Ferdinando (ibidem inv. 906 già Coll. Torlonia): opere nelle quali come osserva il Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani) i modi vandyckiani vengono riproposti con immediata prossimità al modello fiammingo in piena consonanza con il dipinto qui presentato. Analogo carattere mostra il Ritratto di dama della Civica Pinacoteca di Faenza parimenti ricondotto dalla critica alla prima fase dell'attività del pittore e definito molto vicino ai modi vandyckiani.
L'attribuzione dell'opera a Giovanni Bernardo Carbone è stata confermata dal professor Daniele Sanguineti studioso della pittura genovese del Seicento e autore della monografia di riferimento sull'artista: Giovanni Bernardo Carbone Soncino 2007.




