Presale ASTA DI ANTIQUARIATO E DIPINTI SEC.XIX Asta di Antiquariato e dipinti sec.XIX
Monday 8 June 2026 hours 15:00 (UTC +01:00)
MAGNASCO ALESSANDRO
ALESSANDRO MAGNASCO (1667-1749)
'Paesaggio con frati' olio
cm. 74x95
Il dipinto raffigura una scena di raccoglimento monastico immersa in un paesaggio silvestre di grande intensità drammatica: due figure in abito religioso - verosimilmente frati cappuccini o trappisti - animano il primo piano di una natura selvaggia e incombente dominata da un arco roccioso naturale attraverso cui si intravede in lontananza un cielo terso in controluce. Sulla destra una cascata contribuisce al senso di luogo appartato e penitenziale mentre gli alberi contorti e i tronchi spezzati accentuano il clima di visionaria inquietudine che permea l'intera composizione.
L'opera presenta tutti i caratteri stilistici più riconoscibili della produzione del Magnasco: la pennellata sciolta e vibrante straordinariamente libera nella sua drammatica frammentazione delle forme erose dall'ombra il registro cromatico imperniato sulle variazioni del bruno e del grigio ravvivato da tocchi di bianco nelle vesti delle figure e la struttura compositiva di evidente scenografica teatralità. Le figure - che raramente nel Magnasco oltrepassano il palmo di altezza - prendono aspetto di macchietta e dimettendo anche plasticamente il loro carattere di 'protagonisti' si adeguano alle altre forme in quella omogeneità plastica con il proprio ambiente che è tratto caratteristico dell'arte del pittore genovese.
Il soggetto si inscrive pienamente nel repertorio delle cosiddette 'fraterie' scene popolate di piccole figurine di frati intenti alla preghiera alla penitenza o compresi in atti di mortificazione secondo un'invenzione del Magnasco che riscosse enorme successo presso i collezionisti lombardi e non solo. Le 'fraterie' del Lissandrino rappresentano i due ordini religiosi più rigorosi - i cappuccini e i trappisti di recente fondazione - accentuandone in pieno dibattito giurisdizionale la vita umile e poverissima.
Per la qualità esecutiva e la maturità del linguaggio pittorico il dipinto appare collocabile nella fase centrale o avanzata dell'attività milanese dell'artista orientativamente tra il secondo e il terzo decennio del Settecento periodo in cui il Magnasco raggiunse un altissimo livello qualitativo nella fase ormai matura della sua attività artistica. Non si esclude per la parte paesaggistica la possibile collaborazione con uno dei paesisti con cui il pittore era solito lavorare quali Antonio Francesco Peruzzini o Carlo Antonio Tavella.

