Presale Asta 583 | ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA - SELECTED SESSIONE UNICA, Lotti 1-64
Wednesday 15 April 2026 hours 16:00 (UTC +01:00)
PRICA ZLATKO (1916 - 2003) - SIEPE ROSSA.
PRICA ZLATKO (1916 - 2003) SIEPE ROSSA. 1957. Olio su tela. Cm 130,00 x 97,00. firma e data
sul retro: etichetta Società per le belle arti ed esposizione permanente, Palazzo Sociale Milano - Palazzo Sociale, Milano, Marzo/Aprile 1976
ESPOSIZIONI
Mostra antologica Zlatko Prica, Museo della permanente, Milano, Marzo-Aprile 1976
Zlatko Prica, Galleria Planetario, Trieste, 21 dicembre 2021- 31 gennaio 2022
PROVENIENZA
Collezione privata, Trieste
Nel panorama del secondo dopoguerra, Zlatko Prica sviluppa un linguaggio autonomo, fondato su un equilibrio tra osservazione del reale e costruzione pittorica. In un contesto in cui l'Art Informel tende alla dissoluzione del dato naturale e il realismo ne rivendica la centralità descrittiva, Prica definisce una posizione indipendente: il mondo circostante non viene né abbandonato né trascritto, ma riorganizzato secondo una logica interna.
Alla fine degli anni Cinquanta questo orientamento si traduce in un progressivo superamento della figurazione diretta: il dato naturale permane, ma viene subordinato a una crescente centralità della struttura. Il colore si emancipa dalla funzione mimetica per assumere un ruolo costruttivo, generando forma e relazioni nello spazio pittorico.
In "Siepe rossa" il riferimento al paesaggio è ancora riconoscibile, ma già sottoposto a un processo di trasfigurazione. La siepe si afferma come elemento cardine della composizione, attorno al quale le campiture cromatiche si organizzano per contrasti e tensioni. Il colore - acceso, deliberatamente anti-naturalistico - costruisce lo spazio e ne definisce le relazioni interne, mentre il segno articola i passaggi tra le diverse zone del dipinto. Si avverte l'emergere di un primo principio ritmico: lo sguardo è condotto lungo un percorso che attraversa l'intera superficie, suggerendo una dinamica interna che anticipa gli sviluppi della piena maturità. La realtà non è abbandonata, ma riorganizzata secondo un ordine compositivo autonomo, primo indizio di quel linguaggio che Prica costruirà con coerenza negli anni successivi.






