Lot 5 | Eugenio Scorzelli - "Arando i campi"

Casa d'aste Santa Giulia - Via Fratelli Cairoli 26, 25122 Brescia
Presale Asta 65 - Dipinti di di pregio XIX e XX secolo. Sabato 21 febbraio, inizio ore 15:00
Saturday 21 February 2026 hours 15:00 (UTC +01:00)

Eugenio Scorzelli - "Arando i campi"

Starting price
800.00 €

Eugenio Scorzelli
Buenos Aires 1890 - Napoli 1957

"Arando i campi"
Olio su tela cm 30,5x70 firmato in basso a sx E.Scorzelli

- Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita. Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.Morì a Napoli nel 1958Eugenio Scorzelli fu un pittore italiano dalla vicenda biografica singolare e profondamente intrecciata con il tema del viaggio, dell’identità e della formazione culturale. Nacque a Buenos Aires il 15 aprile 1890, da una famiglia di origine italiana emigrata in Argentina in cerca di migliori condizioni di vita. Il suo nome di nascita era Arturo, ma sarebbe stato destinato a cambiarlo qualche anno più tardi, in un passaggio simbolico che segnò anche l’inizio della sua vera vita artistica.Nel 1906, ancora giovanissimo, si trasferì in Italia insieme al padre e si stabilì nel Cilento, a Roccadaspide. Qui venne accolto e sostenuto da uno zio di nome Eugenio, figura per lui decisiva sia sul piano umano sia su quello esistenziale. In segno di riconoscenza, Arturo assunse il nome di Eugenio, che mantenne per tutta la vita e con il quale firmò le sue opere, quasi a sancire una rinascita personale e culturale.Dotato di un talento precoce per il disegno e la pittura, Scorzelli si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ricevette una formazione solida e rigorosa. Frequentò l’ambiente artistico napoletano nei primi decenni del Novecento, studiando sotto la guida di maestri di primo piano e assorbendo la grande tradizione figurativa dell’Ottocento partenopeo. In questi anni entrò in contatto con artisti, intellettuali e collezionisti, iniziando a esporre le proprie opere e a farsi apprezzare per la sensibilità luministica e l’eleganza del segno.Concluso il periodo di studi, Scorzelli intraprese una fase di intensa mobilità. Tornò in Argentina, dove ottenne un buon successo commerciale che gli garantì una relativa stabilità economica. Questo gli permise di viaggiare a lungo in Europa, soggiornando in città come Parigi e Londra, luoghi fondamentali per il suo arricchimento culturale. Qui entrò in contatto con la pittura francese tra Otto e Novecento, maturando una particolare affinità con la poetica di Giuseppe De Nittis, di cui condivise l’attenzione per la vita moderna, le vedute urbane e la resa atmosferica della luce.La sua pittura si sviluppò come una sintesi personale tra tradizione e modernità. Scorzelli fu un raffinato interprete del realismo lirico: dipinse ritratti, scene di vita quotidiana, paesaggi e scorci cittadini con uno sguardo partecipe ma mai retorico, capace di cogliere l’intimità dei gesti e la poesia dei momenti ordinari. La luce, spesso vibrante e mutevole, divenne uno degli elementi centrali della sua ricerca, così come il colore, usato con equilibrio e sensibilità tonale.Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne artistiche nazionali, tra cui la Biennale di Napoli e la Biennale di Venezia, consolidando la propria reputazione nel panorama italiano. Parallelamente all’attività espositiva, intraprese anche la carriera accademica: nel 1937 fu chiamato a insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove rimase per quindici anni, per poi rientrare a Napoli e continuare l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti.Nel 1940 gli venne affidata la realizzazione di un ciclo di affreschi per la Mostra d’Oltremare di Napoli, opera purtroppo distrutta durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Nonostante le ferite del conflitto, Scorzelli continuò a dipingere con costanza fino agli ultimi anni, mantenendo una pittura coerente, colta e profondamente umana.Morì a Napoli nel 1958.