Presale Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA
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Lot 1776 COPPIA DI MOBILETTI BOMBATI IN RADICA DI NOCE, LOMBARDIA, XVIII SECOLO, fronte mosso a riserve geometriche mistilinee; usure e difetti.46x40 cm, h 79.Provenienza:Asta Finarte, Milano, Marzo 2004, lotto 369Collezione privata, Milano
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Lot 1777 DUE RILIEVI OVALI IN GESSO, XIX SECOLO, raffiguranti l'Adorazione dei pastori e lo Sposalizio della Vergine, entro teche con applicazioni in metallo dorato rivestite in carta dipinta e operata.Dim.totale 41,5x33,5 cmProvenienza:Villa Gabantino, dalle collezioni della famiglia notabile dei Mambelli di Schiedo, Predappio.
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Lot 1778 MOBILETTO LUIGI XVI INTARSIATO IN LEGNI VARI, LOMBARDIA, XVIII SECOLO, piano con intarsio a rosone, fronte a un'anta con decoro a fiori e girali, cassetto interno; difetti e usure.53,5x39 cm, h 78,5.
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Lot 1779 PLACCA DECORATA A COMMESSO DI MARMI VARI, FIRENZE, XIX SECOLO, decoro a figure di turchi con turbante.21,5x14 cm
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Lot 1780 VERSATOIO IN CRISTALLO DI ROCCA, ARGENTO E SMALTI, VIENNA, XIX SECOLO, ovoidale con ansa a voluta, decori incisi a volute contrapposte; restauro al manico.h 11 cm
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Lot 1781 SCRITTOIO INTARSIATO IN STILE LUIGI XVI, XIX SECOLO, lastronato in legni vari, piano intarsiato con scena del Ratto di Europa; usure e restauri.118x79 cm, h 86.
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Lot 1782 LUIGI CHERUBINO HARTMANNLe quattro stagioniQuattro oli su tela, 71x95,5 cm; firmate.Pittore raro e defilato rispetto alla schiera dei suoi colleghi attivi tra Lombardia e Piemonte nell'Ottocento, Luigi Cherubino Hartman nasce l'11 dicembre 1807 a Chiavenna, in provincia di Sondrio.É probabile che un primo approccio alla pittura gli sia stato impartito dal padrino di battesimo, il pittore Giovanni Hüdener di Undereggen, presso San Gallo. A ridosso del 1830 a Milano studia e si perfeziona presso l'Accademia di Brera. A seguire, il comune di Chiavenna finanzia gli studi di perfezionamento a Roma, sostenendolo con un contributo economico.Nell'Urbe, le novità artistiche maturate all'ombra della Restaurazione si stavano orientando verso il recupero di un lessico pittorico in grado di incarnare gli stilemi di una bellezza archetipica, figlia della grande lezione raffaellesca e della concezione giottesca della semplificazione organica degli spazi, animati da figure connotate da una disarmante semplicità comunicativa. Il contatto tra Hartman e il purismo romano costituì un congeniale sviluppo del profilo artistico del pittore di Chiavenna: questo movimento culturale lo segnò profondamente e lo accompagnò lungo tutta la sua carriera di decoratore e frescante durante le tante campagne di decorazione di parrocchiali e basiliche nel nord Italia. Il corpus pittorico dell'artista, infatti, si lega quasi esclusivamente ai luoghi di culto piemontesi e lombardi che l'hanno visto raffinato interprete di una pittura devota, tersa e priva di appesantimenti compositivi e cromatici.Le opere in esame, inedite, rappresentano dunque un'aggiunta fondamentale al catalogo di Hartman, necessario per una comprensione più ampia e completa delle qualità del pittore. Si tratta di una serie di quattro tele raffiguranti le allegorie delle stagioni, ognuna con una figura femminile posta al centro della composizione identificata mediante gli attributi tipici della stagione che rappresenta: racemi d'uva per l'autunno, falcetto e spighe di grano per l'estate, rigogliosi fiori per la primavera e, per l'inverno, l'allegoria più audace, con una giovane suonatrice di liuto che, davanti a un focolare, si specchia recando con sé una maschera.Il valore di queste opere è rafforzato dalla presenza su tutte le tele della firma dell'artista, a sottolineare ulteriormente la singolarità dell'intero ciclo.
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Lot 1783 GIOVANNI LANFRANCO(ambito di)Alessandro rifiuta l'acqua Olio su tela, 120x156,5 cmIl dipinto in esame è una versione di un dipinto di Giovanni Lanfranco conservato presso la Fondazione Pietro Manodori di Reggio Emilia.l tema, piuttosto raro, è quello del sentimento di egualitarismo e di solidarietà con il proprio esercito. Il condottiero, all'inseguimento dell'esercito di Dario, incontrò alcuni contadini che portavano l'acqua ai loro figli. Saputo che i figli avevano rinunciato spontaneamente all'acqua per offrirla a lui, la rifiutò pur sapendo di rischiare la vita, sostenendo che se l'avesse fatto i suoi soldati avrebbero perso coraggio.
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Lot 1784 SCRITTOIO LUIGI XVI LASTRONATO IN LEGNI VARI, XVIII SECOLO, fronte a cassetti con tablette estraibile, piano rivestito in pelle chiara; restauri e usure.118,5x71,5 cm, h 81.
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Lot 1785 FRANCESCA VOLO' SMILLER DETTA VICENZINANatura morta con canestro di fioriOlio su tela, 42x62 cmI recenti studi dei Bocchi hanno disegnato in modo chiaro l'evoluzione dell'atelier dei Vincenzini e l'opera qui presentata è attribuibile a Francesca Volò Smiller detta Vincenzina. La costruzione dei petali è infatti realizzata con un tocco veloce ma non franto e il controllo formale è molto attento. Il contrasto cromatico e luminoso dei petali dimostra una qualità esecutiva e un rigore formale da fiorante di razza, con una mimesi ottenuta con molteplici velature trasparenti. Altrettanto notevole è la sapiente disposizione dei tralci fioriti, nonché la materia grassa, caratterizzata da una vivida luce che consente straordinari effetti mimetici, memore della migliore tradizione naturalistica fiamminga. Si deve altresì porre in grande evidenza che dopo la morte del padre Vincenzo avvenuta nel 1671, Francesca divenne la figura di riferimento della bottega, in cui l'unica altra collaboratrice era la diciannovenne Giovanna. Vista l'epoca, questa era una responsabilità che difficilmente riusciva a conseguire una pittrice, per non parlare delle difficoltà di imporsi sul mercato artistico, sia pur beneficiando della protezione di Vitaliano VI Borromeo e l'aiuto del pittore Luigi Pellegrino Scaramuccia.Bibliografia:Cfr. G. e U. Bocchi, Naturaliter. Nuovi contributi alla natura morta in Italia settentrionale e Toscana tra XVII e XVIII secolo, Casalmaggiore 1998, pp. 104 e 106Margherita Caffi e l'atelier dei Vicenzini, a cura di Gianluca Bocchi e Ulisse Bocchi, Parma 2022, II, pp. 455-529
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Lot 1786 PASQUALE OTTINO(attribuito a)Santa Caterina durante la sua prigionia riceve la visita dell'imperatrice Faustina, moglie di Massenzio, e del capo della corte PorfirioOlio su tela, 37x47,5 cmLa tela in esame è da attribuire al pittore veronese Pasquale Ottino, nel momento più caravaggesco della sua carriera. I confronti più immediati si trovano con la "Resurrezione di Lazzaro" conservata nei depositi della Galleria Borghese di Roma e con il "Cristo morto con Maddalena e gli angeli" del museo di Castelvecchio di Verona.Opera corredata da dichiarazione della Galleria Salamon.
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Lot 1787 CREDENZA A DUE CORPI LASTRONATA IN NOCE E RADICA DI NOCE, XVIII SECOLO, fronte a quattro ante e cimasa centinata con stemma; lievi usure e restauri.132x37 cm, h 232.
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Lot 1788 PITTORE DEL XVII SECOLOMosè fa scaturire l'acqua dalla rocciaOlio su tela, 116,5x148,5 cm
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Lot 1789 PITTORE DEL XVIII SECOLOGiuseppe e la moglie di PutifarreOlio su tela, 78,5x109 cmDa un originale di Giovanni Bilivert (1576-1644) conservato alla Gallerie Nazionali d'Arte Antica - Palazzo Barberini.
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Lot 1790 GIACOMO ANTONIO SANTAGOSTINOLa Vergine AssuntaOlio su tavola, 68x51 cm; opera priva di cornice.Il quadro è opera del pittore Giacomo Sant'Agostino e vi è raffigurata una Vergine Assunta fra angeli che suonano e cantano. La tela è assolutamente prossima a quella della Madonna Immacolata del 1640 conservata nella Basilica di San Martino a Magenta (Milano).Attivo nel milanese ai tempi del Ducato di Milano, è stato al servizio di diversi nobili locali per cui ha prodotto opere a tema religioso. Tra le varie opere si ricorda il ciclo mariano nel santuario della Beata Vergine del Fiume di Mandello del Lario, commissionata dalla famiglia Ajroldi di Robbiate. Ha avuto due figli, Agostino e Giacinto, anch'essi apprezzati pittori.
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Lot 1791 PITTORE DEL XVII SECOLOSan Giacomo pellegrinoOlio su tela, 54x41 cmIl dipinto raffigura San Giacomo Maggiore, riconoscibile quale pellegrino dalla conchiglia di Santiago appuntata sulla spalla e dal lungo bordone. Il santo è presentato a mezzo busto, immerso in un fondo scuro e rivolto frontalmente verso lo spettatore; la luce conferisce all'immagine un'intensa immediatezza devozionale.
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Lot 1792 PITTORE ROMANO DEL XVIII SECOLONatura morta con zuccaOlio su tela, 93x130 cm
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Lot 1793 PITTORE DEL XVII SECOLONatura morta con la prima versione del Don Chisciotte di Miguel de CervantesOlio su tela, 33,5x43 cmIl dipinto è assai interessante poiché mostra la prima versione de "El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha" di Miguel de Cervantes, pubblicato in due volumi nel 1605 e nel 1615. In questa versione il nome del personaggio era Don Qvixote, come si legge sul dorso del volume raffigurato.La prima edizione del Don Chisciotte è rarissima: nel 2022 una è stata venduta all'asta a Parigi per 504.000 euro.
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Lot 1794 PIETRO MAURIZIO BOLCKMANVeduta di Nizza, 1675 ca.Olio su prima tela, 88x111 cm, opera priva di cornice.Il quadro è un rarissimo e interessante esempio delle prime esperienze pittoriche del Bolckman in Liguria ed è databile verso il 1675. Sarà oggetto di futuri studi. Bibliografia:Cfr. A. Cifani, F. Monetti, La Liguria e il Piemonte attraverso la pittura dei bamboccianti: il caso di una inedita veduta di Genova, capolavoro di Pietro Maurizio Bolckman (Gorinchem, 1638 - Torino, 1710)L'unione della Liguria al Regno di Sardegna. Scambi, confronti, percorsi verso "la più grande Italia", a cura di G. Mola di Nomaglio e A. Malerba, Torino, 2019.
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Lot 1795 BARTOLOMEO PEDONPaesaggio marino con sperone roccioso e velieriOlio su tela, 65,5x82 cmL'attribuzione a Pedon nasce dalla generale impostazione scenografica dell'opera con l'immancabile quinta dello sperone roccioso sormontato da una torre antica, dalla partitura luministica chiaroscurata, dalla curiosità metereologica e dalle tonalità trascoloranti che rivelano momenti di una poesia espressiva che ricordano la maniera della maturità di Marco Ricci. Anche le figurette dei primi piani, il pacato ritmo compositivo e il borgo lontano fanno trasparire l'influenza del paesaggista bellunese in questo dipinto databile intorno al 1730.L'opera è corredata da perizia del prof. D.Succi qui in parte ripresa.
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Lot 1796 FRANS WOUTERSNinfa addormentata e satiroOlio su rame, 19,5x27 cmFrans Wouters, pittore fiammingo, tradusse lo stile monumentale del suo celebre maestro Pieter Paul Rubens nel contesto di piccole tele da cabinet.Iniziò lavorando cone apprendista nella bottega di Pieter van Avont fin quando nel 1634 giunse nello studio di Rubens con il quale probabilmente collaborò alla realizzazione degli apparati per l'entrata trionfale ad Anversa del nuovo governatore generale dei Paesi Bassi, l'Arciduca Ferdinando d'Austria. Nello stesso anno divenne Maestro nella corporazione di San Luca ad Anversa ed in seguito entrò nella corte dell'Imperatore Ferdinando II di Vienna. Nel 1637 si spostò in Inghilterra svolgendo varie commissioni per Carlo I, per poi tornare ad Anversa nel 1640.Nella presente opera Wouters affronta il tema mitologico, scegliendo un soggetto tra i suoi prediletti, un'avvenente ninfa che giace addormentata all'ombra di un albero. Il gioco chiaroscurale tra i fitti cespugli, gli alberi e il fogliame abbondante ci restituiscono l'illusione della profondità, mentre i contorni delle forme sono delineati da pennellate veloci.Esposizioni:Corpo, Amore e Sentimento. Opere di antichi Maestri, San Marino, 2011Bibliografia: Corpo, Amore e Sentimento. Opere di antichi Maestri, San Marino, 2011, catalogo della mostra con scheda di Michela Bacchi.
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Lot 1797 SHIRVAN (CAUCASO)Di antica manifattura. 266x126 cm, 3,35 m².Trama, ordito e vello in lana.
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Lot 1798 SHIRVAN (CAUCASO)Di antica manifattura. Campo con ricamo geometrico nei toni del rosa aranciato su fondo blu scuro. Bordure rosa aranciate.335x150 cm, 5,02 m².Trama, ordito e vello in lana.
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Lot 1799 PITTORE TOSCANO DEL XVII SECOLOSan Bernardino da Siena con fedeli in venerazioneOlio su tela, 146x88 cmIl dipinto, di bella qualità, reca sul retro una scritta mutila (forse ricostruibile), che spiega che esso era usato a scopo devozionale, e della quale ancora si legge " Quadro delle Do(menica?) che si (ten)eva nei Antonio (..)Chi amava (..)rina Bernardino (cate)rina Bernardino (cate)rina delle rote inti andava alla P(rocesione?) del Corpus Domini Vigilia di S (..) ultimo"