Presale Asta 1004 - CAPOLAVORI NEL TEMPO - ANTIQUARIATO | ARREDI ANTICHI E D'EPOCA
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Lot 1263 PHILIPP PETER ROOS DETTO ROSA DA TIVOLIPaesaggi con pastori e armentiCoppia di oli su tela, 61x75 cm
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Lot 1264 OTTO SEDIE IN LEGNO INTAGLIATO, XVIII SECOLO, schienale sagomato rivestito in pelle con borchie, seduta in parte rivestita in pelle e tessuto.51x46 cm, h 98.
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Lot 1265 TAVOLO DA PRANZO IN LEGNI VARI, VENETO, XVIII SECOLO, piano lastronato e sostegni a volute; difetti e restauri.205x102 cm, h 81.
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Lot 1266 GASPARD DUGHET(attribuito a)Paesaggio boscoso con carro trainato da buoi, borgo fortificato e temporaleOlio su tela, 136x98 cmL'opera, di pregevole fattura, è da ricondurre alla produzione romana del XVII secolo e mostra una forte consonanza con la cifra stilistica di Gaspard Dughet, figura di spicco nel panorama della pittura di paesaggio di epoca barocca. Formatosi professionalmente nell'atelier di Nicolas Poussin che ne intuì la naturale predisposizione per le vedute naturalistiche, Dughet sviluppò una poetica originale e ben identificabile. La sua visione si distingue per un autentica adesione alla realtà naturale e per una sensibilità arcadica priva di eccessivi riferimenti mitologici o archeologici.Il pittore rifulse come uno dei pionieri nel ritrarre la campagna romana con una partecipazione emotiva e un rigore realistico inediti, dedicando una cura particolare alla resa degli agenti atmosferici e confermando così una pratica pittorica eseguita direttamente all'aperto (en plein air). Proprio questo approccio segna la distanza più netta rispetto ai suoi contemporanei e ai canoni del classicismo di scuola bolognese: Dughet, infatti, rintraccia l'essenza stessa dell'Arcadia proprio nei moti più intensi e drammatici della natura.In virtù di queste peculiarità, l'artista godette di una straordinaria fama e fu ampiamente conteso dalle committenze nobiliari, diventando un punto di riferimento imprescindibile per i maestri della generazione successiva, tra cui Jan Frans van Bloemen e Andrea Locatelli. Oltre a ottenere prestigiosi incarichi per cicli decorativi, mantenne sempre uno standard esecutivo di altissimo livello e maturità tecnica.Il suo percorso indipendente prese avvio negli anni Trenta del Seicento, quando il pittore, affiancando maestri come Claude Lorrain e Nicolas Poussin, traeva ispirazione dall'esplorazione diretta del territorio laziale, analizzando dal vivo le vedute più suggestive, i giochi luministici e la ricca flora locale.La tela analizzata costituisce pertanto un pregevole esempio della sua fase matura, riconducibile alla celebre "seconda maniera" teorizzata dal biografo Filippo Baldinucci. Si tratta di uno scorcio veritiero seppur idealizzato della campagna romana, letto attraverso una sensibilità bucolica in cui la prospettiva guida l'osservatore verso lo sfondo, ritmata dal posizionamento degli alberi e dal chiaroscuro delle ombre.Bibliografia:Cfr. F. Baldinucci, 'Notizie de' professori del disegno... [1681-1728]', Firenze 1845-1847, ad Indicem dell'ediz. anastatica, VII, Firenze 1975L. Salerno, 'Pittori di paesaggio del Seicento a Roma', Roma 1977-1978, II, pp. 522-545M. N. Boisclair, 'Gaspard Dughet 1615-1675', Parigi 1986G. Sestieri, 'Repertorio della Pittura Romana della fine del Seicento e del Settecento', Torino 1994, ad vocem.
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Lot 1267 PITTORE DEL XVIII SECOLOPaesaggi fluviali con figureCoppia di oli su tavola, 10,2x22 cm
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Lot 1268 IMPORTANTE SALOTTO LUIGI XVI IN LEGNO INTAGLIATO E DORATO, GENOVA, 1770 CA., composto da un grande divano con sei gambe frontali, uno a quattro gambe e quattro poltrone; fasce a meandri, schienali a medaglione con cimature a testa di medusa, braccioli con montanti a torchon e impugnature a teste di leone; lievi usure, mancanze minori e difetti.Dim. poltrone: 68x58 cm, h 108.Provenienza: Palazzo Squarciafico, GenovaCollezione privata, GenovaBibliografia:Palazzo Squarciafico-Sede di rappresentanza. Fondazione Colombo, Genova, p.8.
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Lot 1269 PITTORE DEL XVIII SECOLOLa famiglia di Dario al cospetto di Alessandro MagnoOlio su tela, 77x102 cmIl dipinto raffigura un celebre scena storica, ispirata al famoso capolavoro dipinto la Le Brun intorno al 1660 e oggi a Versailles. Il quadro, ottimo lavoro già settecentesco, è basato sulla composizione originale. Il dipinto raffigura la madre di Dario che si getta ai piedi del re di Macedonia, che aveva sconfitto il figlio nella battaglia di Issos (333 a.C.), per implorare pietà per la sua famiglia imprigionata.
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Lot 1270 PITTORE ROMANO DEL XVII SECOLOIl carro di VenereOlio su tela, 144x182 cmIl dipinto è liberamente ispirato a una celebre analoga composizione di Piero da Cortona databile fra 1622 e 1623, oggi alla pinacoteca Capitolina di Roma ma anticamente nelle collezioni Sacchetti. L'autore di questa tela si concede numerose libertà interpretative che fanno pensare ad un pittore attivo nell'entourage del Cortona ma dotato di personalità propria.
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Lot 1271 HYACINTHE RIGAUD(ambito di)Ritratto di gentiluomo di rangoOlio su tela, 75x60 cmNella ritrattistica ufficiale francese compare, ai primi del Settecento, il formato del busto, adatto soprattutto alla semplicità e alla ristrettezza degli uffici provinciali (i formati ridotti erano anche più facili da gestire). La qualità in questo caso rimane assai elevata.
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Lot 1272 JEAN DUCAYERAllegoria di Novembre, dalla serie dei MesiOlio su tela, 114x86 cm, iscrizione "NOVEMBER" in alto a sinistra.Jean Ducayer, pittore di corte attivo all'inizio del XVII secolo, è stato recentemente riscoperto grazie a una mostra tenutasi nel 2022 all'Hôtel d'Agar di Cavaillon, la prima a lui dedicata. Probabilmente formatosi nella cerchia di François Clouet, Ducayer si distingue per i suoi raffinati ritratti della nobiltà parigina, che combinano eleganza, attenzione ai dettagli e figure idealizzate. La sua opera riflette una ritrattistica radicata nella tradizione del Rinascimento francese, anticipando al contempo gli sviluppi stilistici del regno di Luigi XIII. Nei castelli piemontesi, segnatamente nelle collezioni del Castello di Racconigi, esistono molti dipinti attribuibili a questo pittore raffiguranti anche dame di casa Savoia: da appurare un eventuale suo passaggio negli antichi ducati sabaudi. Bibliografia:Lossky, Boris ,Les deux Jocondes du Musées de Tours et le peintre Ducayer, imitateur tardif le Léonard, in: Bulletin de l'Association Léonard de Vinci, 4.1964, pp. 19-25
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Lot 1273 PITTORE DEL XVIII SECOLORitratto del conte Ottavio Bonaventura Tonso, 1701Olio su prima tela, 76x63 cm; firmato "Bonaventura e Tonso 1701"; opera priva di cornice.Negli archivi della Compagnia di San Paolo è spesso citato a inizio Settecento un avvocato, Giacomo Ottavio Bonaventura Tonso. I documenti d'archivio e i verbali del Comune (i cosiddetti Ordinati) mostrano che Giacomo Ottavio Bonaventura Tonso operava nell'amministrazione torinese intorno al 1710-1714. In quegli anni ricopriva la carica di decurione (membro del consiglio municipale dell'epoca). Lavorava a stretto contatto con figure celebri della Torino barocca, come l'ingegnere e architetto Giovanni Giacomo Plantery, occupandosi della gestione e dei progetti di espansione della città
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Lot 1274 PITTORE DEL XVII SECOLORitratto della contessa Tonso, nata Pascalis, 1704Olio su prima tela, 76x63 cm; firmato "Tonso nata Pascalis 1704"; opera priva di cornice.I Pascalis erano una famiglia di origine canavesana. La dama raffigurata era figlia di Pietro Giuseppe Amedeo, avvocato; infeudato di Valansengo (1722, 4 marzo); investito (30 giugno; 1731, 2 ottobre) col comitato.
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Lot 1275 JOSEPH DUPLESSISRitratto di gentildonna con libroOlio su tela, 73x60 cmIl dipinto, di grande qualità formale e artistica, è attribuibile con sicurezza a Joseph-Siffred Duplessis, importante ritrattista francese formatosi a Carpentras e poi nella bottega di Pierre Subleyras, attivo a Parigi dagli anni Sessanta del Settecento e noto soprattutto per i raffinati ritratti ufficiali di Luigi XVI, Maria Antonietta, Benjamin Franklin e Jacques Necker.Nel 1769, Denis Diderot espresse la sua sorpresa scoprendo le opere di Joseph Siffred Duplessis al Salon e affermò: "Ecco un pittore di nome Duplessis, rimasto nascosto per circa dieci anni, che improvvisamente appare con tre o quattro ritratti davvero splendidi". Nel 1781, uno scrittore anonimo dichiarò: "Lei è senza dubbio il più grande ritrattista del regno; lei è certamente il Van Dyck di Francia". Il suo talento di ritrattista gli valse commissioni dalla famiglia reale, dalla corte e dalle élite politiche, scientifiche e culturali del Regno di Francia. Sebbene la Rivoluzione lo avesse privato della sua clientela e avesse posto fine alla sua carriera di pittore, il suo talento fu comunque celebrato negli ultimi anni del secolo: uno stile raffinato e ricercato, una maestria che univa la verità della natura alla grazia di una raffinata esecuzione, una costante ricerca della rappresentazione di ogni cosa e della cattura del rilievo delle forme e della prominenza degli oggetti, freschezza, toni tenui e un armonioso gioco di luci e ombre. Bibliografia:Cfr.Joseph Siffred Duplessis (1725-1802): Le Van Dyck de la France, Edizione Francese di Xavier Salmon (Autore), Serge Andrieu (Avanti)
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Lot 1276 ZUPPIERINA IN PORCELLANA, MEISSEN, 1730 CA., globulare con coperchio reversibile e decoro kakiemon policromo a rami fioriti e insetti.Diam 16 cm, h 12,5.
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Lot 1277 TEIERA IN PORCELLANA, MEISSEN, 1730 CA., globulare con decoro kakiemon policromo a rami fioriti, profili ocra e cimatura in oro.h 12 cm
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Lot 1278 RARA ZUPPIERA CON COPERCHIO E PRESENTOIRE IN PORCELLANA, MEISSEN, 1740 CA., decoro al leone coreano policromo e fiori Kakiemon, bordi con rilievo a paniere; una fessura minore alla base.34x24,5 cm, h 34,5; presentoire 38,5x29,5.
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Lot 1279 GIUSEPPE NOGARIRitratto di giovane cantatrice con spartito musicaleOlio su tela, 72x56 cmDurante la sua vita Nogari dipinse altre cantatrici ma questa è certamente una delle più belle ed ispirate. Questa fanciulla così piena di grazia potrebbe, forse, essere la celebre Anna Girò (nota anche come Annina Girò o Anna Giraud), un contralto italiano che fu allieva prediletta, musa ispiratrice e costante prima donna di Antonio Vivaldi. A causa del loro sodalizio professionale strettissimo e dei continui viaggi insieme, nacquero all'epoca innumerevoli pettegolezzi sulla loro relazione. Questo legame costò a Vivaldi anche un duro colpo alla carriera: nel 1737, il Cardinale di Ferrara gli vietò l'ingresso in città per via della sua condotta, considerata inappropriata per un sacerdote (il "Prete Rosso" che non diceva messa e viaggiava stabilmente con delle donne). Il quadro appare stilisticamente molto vicino ai ritratti di Vivaldi dipinti dal Nogari e recentemente ritrovati da Federico Maria Sardelli e pubblicati nel volume "Il volto di Vivaldi". Sellerio Palermo 2026.
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Lot 1280 SPECCHIERA IN LEGNO INTAGLIATO E DORATO, XVIII SECOLO, rettangolare con fregi intagliati su tutti i lati e cimasa con stemma e monogramma entro cartiglio; usure e lievi difetti.91x60 cm
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Lot 1281 RARA CONSOLE LUIGI XVI IN LEGNO INTAGLIATO E DORATO, TORINO, 1780 CA., AMBITO DI GIUSEPPE MARIA BONZANIGO, sostegni scanalati a torchon, decori a rilievo a girali e volute fogliacee, piano in marmo verde lumachella; usure, restauro e una rottura al marmo .166x85 cm, h 91.Bibliografia:Un tavolo parietale di simile impostazione è conservato al Castello di Racconigi, Cuneo.Cfr. R.Antonetto, Il mobile piemontese del Settecento, Vol.II, To, 2010, p.222, n.29.
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Lot 1282 COPPIA DI SPECCHIERE D'APPLIQUE RIVESTITE IN ARGENTO, GENOVA, PUNZONI DELLA TORRETTA, PROBABILE ANNO 1767, a volute rocaille con fiori in parte dorati; lievi difetti e usure.38,5x30 cmProvenienza:Antichità Panzano, GenovaCollezione privata, Roma
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Lot 1283 RARA CAFFETTIERA IN ARGENTO, GENOVA, PUNZONI DELLA TORRETTA, 1775, alla turca con decori in rilievo a scene mitologiche entro riserve sormontate da figure entro cartigli mistilinei, versatore con attaccatura a testa muliebre e beccuccio apribile, manico a doppia voluta in legno intagliato ed ebanizzato.Peso lordo g 1290, h 28 cm
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Lot 1284 GRANDE CAFFETTIERA IN ARGENTO, GENOVA, PUNZONI DELLA TORRETTA, 1785, decoro in rilievo a foglie e ghirlande fiorite, versatore a testa animale e grande manico a voluta in legno intagliato.Peso lordo g 990, h 32 cm
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Lot 1285 SHIRAZ (PERSIA)Di antica manifattura. Campo blu con riserva ottagonale a fondo chiaro e medaglione centrale geometrico; usure.232x146 cm, 3,38 m².Trama, ordito e vello in lana.
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Lot 1286 PICCOLO CASSETTONE LASTRONATO IN LEGNI VARI, VENETO, XVIII SECOLO, fronte mosso a tre cassetti, fianchi e sostegni mossi; lievi usure e mancanze minori.81x41 cm, h 85.