Presale ARREDARE CASA E UFFICIO. PARTE I
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Lot 121 Paolo da San Lorenzo (1935)
Gitana
Acrilico e olio su carta, 1993
50 x 70 cm
Firma: al recto, “Paolo da San Lorenzo”
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di garanzia dell’artista con titolo e data
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 122 Luigi Rincicotti (1941 - 2024)
Cardinale, 1984
Tempera, acrilico e olio su cartone
69,3 x 48,8 cm (luce)
Firma: “L. Rincicotti” al recto
Data: “1984” al recto
Elementi distintivi: sul verso, etichetta Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario; etichetta anonima con dati dell'opera
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Luigi Rincicotti, nativo di Fano, si trasferisce a Venezia nel 1959 e dunque a Musestre, nel Trevigiano, nel 1973. De Chirico, Carena, Guidi, Saetti, Scanavino sono gli artisti con i quali maggiormente si confronta nel suo periodo formativo, fino a intraprendere una autonoma via tra attenzione, anche cruda, al dettaglio e composizione surreale. Per un approfondimento bibliografico: Silvio Castro, a cura di, "Rincicotti", Colognola ai Colli, 1983, con contributi di Maurizio Calvesi, Enzo Carli, Giorgio Di Genova, Carlo Munari, Mario Penelope, Franco Solmi e Marcello Venturoli. -
Lot 123 Cartiere Miliani Fabriano (1782)
Lo stemma dell'arte dei fabbri
Filigrana in chiaroscuro
29,2 x 19,5 cm (luce)
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Il foglio è una rivisitazione del bassorilievo che rappresenta l'arte dei fabbri, oggi incastonato in largo Bartolo di Sassoferrato, in Fabriano, e un tempo parte dello scomparso Ponte dell'Aèra. Mirabile opera di ingegneria idraulica dell’architetto Bernardo Rossellino commissionata da papa Nicolò V, con i suoi quattro fornici il ponte ha fornito il modello per lo stemma della città. Il nome stesso del ponte deriverebbe tra l’altro da "aes" (genitivo "aeris"), termine con cui gli antichi romani identificavano il conio e le monete, fatto che può far ipotizzare anche per il tempo antico una zecca, o un punto di riscossione del pedaggio tra Attidium e Sentinum, al tempo popolosi centri e oggi tra i principali centri archeologici delle Marche.
Il foglio fa dunque parte della serie delle filigrane dedicate ai simboli di Fabriano. -
Lot 124 Manifattura Cottoveneto (XX secolo)
Veduta di città medievale
Ceramica applicata su legno
49,5 x 69,3 cm
Altre iscrizioni: A onore della Segreteria - FIDI [...] 22/12/87” sul verso
Elementi distintivi: etichetta della manifattura Cottoveneto
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Cottoveneto, poi Ven.Sol Group Spa, è stata la punta di diamante dell'alta produzione ceramica in Veneto tra gli anni Settanta e gli anni Novanta, con collaborazioni con designer, pittori e scultori, disegnatori, musicisti, attori e scrittori del calibro di Toni e Simon Benetton, Crepax e Altan, Olimpia Biasi, Giancrlo Bettis, Alessandro Mendini, Guido Crepax, Vittorio Giardino, Lucio Dalla, Vittorio Gassman, Ugo Pagliai, Andrea Zanzotto. -
Lot 125 Italia (Fine del XX secolo - Inizi del XXI secolo)
Rivisitazione
Stampa offset su carta
148 x 73 cm
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 126 Leone Cei & Sons (1950)
Sedici sedie imbottite
Noce nazionale, massello e impiallacciatura; cuoio
106 x 56 x 59 cm
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 90%
Stato di conservazione. Superficie: 90%
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Il lotto è conservato presso l'ex Centro Direzionale di Veneto Banca SpA in LCA in Via Feltrina Sud 250 a Montebelluna. -
Lot 127 Elio Ciol (1929)
Ai bordi di un campo, 2005
Stampa offset su carta
35 x 50,6 cm (luce)
48 x 68 cm (Foglio)
Altre iscrizioni: titolo, luogo e anno “Ai bordi di un campo, Remanzacco, giugno 2000”
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Foglio da un calendario realizzato da Veneto Banca per celebrare l’opera fotografica di Ciol. Bibliografia di riferimento: Aa. Vv., "Elio Ciol. Ascoltare la luce / Listen to the light", Sottomarina di Chioggia - Venezia, 2003 -
Lot 128 Autore non riconosciuto (XX secolo)
Architetture palladiane
Serigrafia su carta
41,5 x 59,5 cm (lastra)
Firma: illeggibile al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “7/100” al recto a matita
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 129 Luigi Filomena (II metà del XX secolo), per Cartiere Miliani, Fabriano
La adorazione dei Magi, da Gentile da Fabriano
Filigrana in chiaroscuro retroilluminata
38,8 x 35,5 cm (luce)
Firma: "L. Filomena" in lastra
Altre iscrizioni: "CARTIERE MILIANI FABRIANO" in lastra
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 85% (due o tre lampade mancanti o incomplete)
Stato di conservazione. Superficie: 80%
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In asta, un esemplare di filigrana artistica in chiaroscuro, realizzata da Luigi Filomena, per la storica Cartiera Miliani, di Fabriano, sul modello celeberrimo della "Adorazione dei Magi" di Gentile da Fabriano. Come ricorda Annarita Librari, figlia dell'incisore in filigrana Franco Librari, "Con Giuseppe Miliani (1816 - 1890), nipote di Pietro (1744 - 1817), fondatore della ditta Miliani, la cartiera si ingrandisce, la carta da disegno si afferma come la migliore, tanto che alla esposizione di Londra nel 1851 viene premiata, e la carta valori comincia ad essere la specialità della fabbrica fabrianese. Alla morte di Giuseppe la cartiera era già un grande complesso, ma sarà il figlio Giambattista (1856-1937) ad operare l’effettiva trasformazione da azienda artigianale ad industriale (...). Giambattista alle conoscenze tecniche unisce un’ampia visione dell’organizzazione industriale grazie ai frequenti viaggi che, fin da giovanissimo, compie in diverse nazioni europee e in Nord America. Nel 1889 riceve la Legion d’onore per aver presentato, all’esposizione di Parigi, le migliori filigrane per i biglietti di banca. Per le filigrane di Fabriano, ancor prima del riconoscimento parigino, esisteva un vero e proprio entusiasmo. Nel 1886 Ernst Kirchner di Francoforte sul Meno scrive: “Le vostre carte filigrane sono le più belle che io abbia mai veduto fino ad ora. Da quando posseggo questi veramente artistici fogli non oso più nemmeno guardare gli stessi prodotti della Germania. I ritratti, come pure i dettagli che li ornano sono di una finezza ammirabile, perfetta e formano ora il punto essenziale di questa modesta collezione che io curo con molto amor proprio”. Nel settore della Filigrana artistica in chiaro-scuro per banconote Giambattista, in un primo momento, per l’incisione su cera si avvalse del prof. Bianchi di Roma, medaglista dei Sacri Palazzi Apostolici, che direttamente da Roma inviava a Fabriano le cere commissionate. Successivamente, la sua lungimiranza e previdenza lo spinsero a dotare l’Officina Filigrane delle cartiere di Fabriano della sezione di incisione su cera, dove destinò giovani e abili artisti che riuscirono a soddisfare appieno le esigenze aziendali. Capostipite di questa scuola fu Serafino Cilotti (1868-1943), che realizzò opere di notevole impatto artistico, da considerare come una nuova forma di espressione d’arte figurativa su cera, Angelo Bellocchi (1880-1939) e Virgilio Brozzesi (1869-1946). Allievi di Cilotti possono considerarsi Aldo Frezzi (1885-1972), (...) Eraldo Librari (1907-1988) e Luigi Filomena. ( Annarita Librari, "Cera una volta... la Filigrana Artistica in chiaroscuro"). La storia della cartiera Miliani è stata ricostruita da Bruno Bravetti, nella monografia “Giambattista Miliani”, Affinità Elettive, 2010 -
Lot 130 Roberto Poloni (1938)
Circo
Serigrafia su carta
55,6 x 49,6 cm (luce)
Firma: “Poloni” al recto a matita
Altre iscrizioni: tiratura “1/10” al recto a matita
Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario
Provenienza: Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 131 Paolo da San Lorenzo (1935)
Fiori, 2006
Olio su tela
70 x 50,2 cm
Firma: “Paolo da San Lorenzo”
Elementi distintivi: etichetta anonima con riferimento di inventario
Provenienza: Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana; Veneto Banca SpA in LCA
Certificati: sul verso, certificato di garanzia dell’artista con titolo e data
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Lot 132 Ottorino Stefani (1928 - 2016)
Fiori, 1982
Olio su tavola
60 x 45 cm
Firma: “Stefani” al recto; “OStefani” sul verso
Data: “1982” sul verso
Elementi distintivi: sul verso, timbro dell’artista con titolo e dati tecnici
Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
Stato di conservazione. Supporto: 95%
Stato di conservazione. Superficie: 95%
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Nativo di Volpago del Montello, Stefani ha vissuto gran parte della sua vita a Montebelluna. Legato a personalità della cultura locale come Orazio Celeghin e Manlio Dazzi, frequentò l’Accademia di Belle Arti e la Facoltà di Architettura di Venezia, avvicinandosi alla lezione di Bruno Zevi e Carlo Scarpa. Si laureò nel 1978 con una tesi su Antonio Canova, autore cui dedicò importanti studi, così come a Noè Bordignon, Luigi Serena, Luigi Bianchi Barriviera e Renzo Biasion. Per trent’anni insegnò disegno e storia dell’arte presso l’Istituto Magistrale di Montebelluna, dedicandosi costantemente alla pittura. A Ottorino Stefani si devono anche numerose raccolte poetiche ed il saggio "Itinerari autobiografici". Bibliografia di confronto: Marco Goldin e Alberico Sala, a cura di, "Ottorino Stefani", Cornuda, 1989.