Presale 402 - DIPINTI ANTICHI DAL XVI AL XIX SECOLO
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Lot 25 detto Pacecco de Rosa (Napoli, 1607 - 1656)
Maddalena Penitente
Olio su tela cm. 76x63. Con cornice
Il dipinto è accompagnato da un'expertise del prof. Nicola Spinosa. -
Lot 26 detto Sandro Botticelli (neimodi_di) (Firenze, 1445 - 1510)
Testa della Vergine dalla Madonna del Magnificat XIX secolo
Olio su tavola cm. 40,5x27,5
La tavola riprende fedelmente e con squisita resa pittorica il dettaglio della testa della Vergine dalla Madonna con Bambino e angeli di Sandro Botticelli, la cosiddetta Madonna del Magnificat, conservata presso il Museo degli Uffizi di Firenze. -
Lot 27 Andrea del Sarto (seguace di) (Firenze, 1486 - Firenze, 1531)
Madonna con Bambino, Santa Elisabetta e San Giovannino XVIII - XIX secolo
Olio su tavola cm. 116x85. Con Cornice
Il dipinto è una replica di bella qualità dall'opera di Andrea del Sarto, conservata nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. -
Lot 28 Pittura umbra del XIV secolo (neimodi_di)
Crocifisso
Tempera su tavola cm. 49x34,5x4 -
Lot 29 Artista veneto, seconda metà XVII secolo
Allegoria della Carità
Olio su tela cm. 93x134. Con cornice
Il dipinto risponde appieno all'iconografia tradizionale della Carità, codificata da Cesare Ripa all'inizio del Seicento nella sua Iconologia, che prescrive l'abito rosso per la donna e tre bimbi stretti a lei, di cui uno attaccato al seno. L'opera può essere accostato alle tendenze della pittura veneta che si sviluppano nel corso della seconda metà del XVII secolo, tra prudente rinnovamento della tradizione cinquecentesca, aperture al barocco romano e tendenze tenebrose, che si diffusero in laguna sotto la spinta di Luca Giordano e Giovanni Battista Langetti. Risposero a queste suggestioni artisti come Pietro Negri, Johann Carl Loth, Antonio Zanchi e Antonio Molinari: e soprattutto in questi ultimi due si riconosce la felice fusione delle accensioni coloristiche venete con un linguaggio pittorico giocato sui contrasti di luce e ombra che caratterizza il dipinto qui in oggetto. -
Lot 30 Artista ferrarese, seconda metà XVI secolo
Sacra Famiglia con San Giovannino
Olio su tela cm. 74x102. Con cornice -
Lot 31 Bassano (bottega di) (Bassano del Grappa, 1557 - Venezia, 1622)
Il banchetto del ricco Epulone
Olio su tela cm. 99x168. Con cornice -
Lot 32 Artista emiliano, XVII secolo
San Giovanni Battista fanciullo
Olio su tela cm. 67x49. Con cornice -
Lot 33 Jacob de Backer (ambito di) (Anversa, 1555 - 1585)
Battesimo di Cristo
Olio su tavola cm. 67x50. Con cornice -
Lot 34 Luciano Borzone (Genova, 1590 - 1645)
Gesù in casa di Marta e Maria
Olio su tela cm. 121x144
Il dipinto offre un rappresentazione dell'episodio evangelico (Luca, X, 38-42), particolarmente intima e raccolta, concentrata sull'essenza meditativa e spirituale del racconto ed evitando il ricorso a qualsiasi eccesso retorico. Nel pubblicare l'opera nel catalogo ragionato del pittore, quando era ancora di ubicazione ignota, Anna Manzitti ne ha fornito un'adeguata caratterizzazione sottolineandone "un'efficace plasticità volumetrice, una consolidata orchestrazione chiaroscurale e una spazialità saldamente vissuta dalle figure". -
Lot 35 Jacob Duck (attribuito a) (Utrecht 1600 ca. - 1667, - )
Fumatore di pipa
Olio su tela cm. 86x71. Con cornice
Jacob Duck fu rinomato soprattutto per le sue scene di genere, in particolare rappresentazioni di soldati, giocatori d'azzardo e figure intente in attività ordinarie. Le sue opere mostrano un'ammirevole finezza di dettaglio e un'acuta rappresentazione della vita quotidiana, non priva di elementi sottilmente moralistici. La nostra tela si concentra sulla figura di profilo, colta in un momento di riflessione introspettiva, immersa in una penombra che ne mette in risalto i lineamenti e l'attività, mentre è la pipa, elemento centrale della vita sociale olandese del XVII secolo, a costituire il vero fulcro narrativo dell'opera. L'illuminazione è sapientemente gestita, con un fascio di luce che modella il volto e le mani dell'uomo: un effetto in cui si può cogliere l'influenza dei caravaggisti di Utrecht. -
Lot 36 Artista attivo a Napoli, seconda metà XVII secolo
Sant'Agostino vescovo
Olio su tela cm. 97x73. Con cornice
Questa plastica rappresentazione del Padre della chiesa, abbigliato sontuosamente con mitra e pianeta, seduto alla scrivania con la penna in mano e circondato di volumi, testimonia di un'articolata cultura pittorica post-caravaggesca, memore del lontano modello di Ribera e dei seguaci attivi intorno alla sua bottega napoletana, ma ancor più di Gregorio e Mattia Preti. Pur lasciando irrisolto il quesito attributivo, si proporre in Giacomo Farelli un plausibile candidato all'esecuzione di questa forte effigie di Sant'Agostino, come ha suggerito alla proprietà il prof. Nicloa Spinosa. -
Lot 37 Bartolomé Esteban Murillo (seguace di) (Siviglia, 1618 - Cadice, 1682)
Annunciazione XVII secolo
Olio su tela cm. 126,5x104. Con cornice
Il dipinto è una bella copia coeva di una felice e fortunatissima composizione di Bartolomé Esteban Murillo che l'artista replicò in due versioni fra loro quasi identiche, oggi conservate al museo Ermitage di San Pietroburgo e al Museo del Prado di Madrid, e poi, con minime varianti, in varie altre redazioni. -
Lot 38 il Guercino (bottega di) (Cento, 1591 - Bologna , 1666)
Adorazione dei pastori
Olio su tela cm. 61,5x73,5. Con cornice
Il dipinto è una replica coeva dell'opera attribuita a Guercino, oggi conservata alla Galleria Nazionale d'Arte Antica, a palazzo Corsini di Roma. -
Lot 39 Artista napoletano, prima metà XVII secolo
Sant'Antonio Abate
Olio su tela cm. 57x43,3. Con cornice
Questa vigorosa effige di anziano santo barbuto mostra nei tratti fisiognomici, nella resa espressiva, nell'impianto cromatico e chiaroscurale un'accentuata inclinazione naturalista. La compattezza delle stesure cromatiche e gli accentuati contrasti luministici dichiarano l'evidente suggestione dell'esempio di Caravaggio. Per la plasticità, la forza espressiva, la scabra essenzialità sembra di poter situare la tela nel contesto del naturalismo della pittura meridionale, tra Battistello Caracciolo, Pietro Novelli e Mattia Preti. In particolare meritano di essere rilevate le affinità formali con opere di Battistello come l'Ecce Homo e la Fuga in Egitto, entrambi oggi del Museo di Capodimonte a Napoli. -
Lot 40 Artista attivo a Roma, seconda metà XVII secolo
Sacra Famiglia confortata dagli angeli nella fuga in Egitto
Olio su tela cm. 74x100,5. Con cornice
Questa notevole tela esibisce una ricca cultura figurativa, presentando ben meditate suggestioni romane ed emiliane che spaziano da Albani a Domenichino, da Cozza a Baciccio. Meritano in particolare di essere sottolineate l'alta qualità dell'ampio brano di paesaggio in cui è immersa la scena, il calibrato equilibrio della composizione, con le sei figure disposte in cerchio al centro dell'immagine, e lo squisito classicismo del bassorilievo sul piedistallo alle spalle di San Giuseppe. -
Lot 41 Filippo Lauri (attribuito a) (Roma, 1623 - Roma, 1694)
Martirio di Santo Stefano
Olio su tela cm. 37,5x22,5. Con cornice
L'attribuzione è stata confermata alla proprietà dal prof. Francesco Petrucci.
Il dipinto reca al retro della tela antica iscrizione a pennello: "PIETRO DA CORTONA / CHIESA DI SANT'AMBROGIO / ROMA".
Come attesta l'antica iscrizione al verso della tela, la tela costituisce una copia coeva con minime varianti, di qualità veramente raffinata, del dipinto di Pietro da Cortona già su un altare laterale della chiesa di Sant'Ambrogio alla Massima in Roma, di cui è una replica certamente autografa quello che dal 1831 si trova nelle collezioni dell'Hermitage Museum di San Pietroburgo. -
Lot 42 detto Giulio Romano (seguace di) (Roma, ca. 1499 - Mantova, 1546 , - )
a) Ercole con Cerbero; b) Ercole e il Centauro. Coppia di dipinti a grisaille XVI - XVII secolo
Olio su tavola Ø cm. 17 cad. Con cornice
Entrambi i dipinti recano a retro antica iscrizione a pennello e numero di inventario: "GIULIO ROMANO"; "50" e "51". -
Lot 43 Simone Pignoni (Firenze, 1611 - 1698)
Maddalena penitente
Olio su tela cm. 84x72. Con cornice
Il dipinto è stato restituito da Sandro Bellesi alla matura attività di Simone Pignoni, evidenziandone l'alta qualità e la piena adesione all'acceso lirismo mistico che caratterizza la pittura devozionale dell'artista e trova nelle sue innumerevoli raffigurazioni della Maddalena penitente l'espressione più compiuta. La santa è qui corredata di alcuni degli attributi che più canonicamente la accompagnano nel suo arduo percorso di pentimento: il teschio, emblema di vanitas e memento mori, un cilicio metallico, tremendo strumento di auto-flagellazione, e la misera pagnotta, unico nutrimento concesso dalla penitente al suo corpo. L'intenso e languido patetismo dell'immagine, peraltro attraversata da una vena sottile di sensualità, si accompagna con il morbido sfumato tipico di Pignoni e da "una soffusa luce serotina, che tornisce sinuosamente le carni" (Bellesi). E' ancora lo stesso studioso a sottolineare efficacemente che l'opera "eccelle nella definizione estatica e veramente provocatoria della santa, nella resa vivida e palpitante delle carni e nella cura pittorica delle stoffe". -
Lot 44 detto il Baciccio (Genova, 1639 - Roma, 1709)
Ritratto di Eleonora Boncompagni Borghese
Olio su rame cm. 14x10. Con cornice
Nel monumentale catalogo ragionato del Baciccio, dovuto a Francesco Petrucci, risultano tre magnifici ritratti femminili nei quali l'effigiata viene identificata con Eleonora Boncompagni Borghese (1642-1695), nipote di Gregorio XIII e moglie di Giovan Battista Borghese, Principe di Sulmona. Donna di grande cultura, cultrice delle arti, Eleonora fu più volte ritratta anche dal sommoe specialista delle dame dell'aristocrazia romana, Ferdinand Voet. Questo prezioso rame, di strepitosa finezza esecutiva, riprende in miniatura la tela di più ampio formato transitata dapprima a Londra nel 1999 in un'asta Christie's e poi aggiudicata in un'asta Finarte a Roma nel 2006. Come rileva felicemente Petrucci, si tratta di ritratti che testimoniano "un gusto eloquente di fasto barocco, per la preziosità delle vesti, acconciature e ambientazioni (...) vera e propria ostentazione di ricchezza, offrendo un campionario completo del superfluo". Minime le varianti fra i due dipinti, che riguardano i fiori e soprattutto l'acconciatura, ben più ricca ed elaborata nel nostro esemplare. -
Lot 45 Francesco Trevisani (attribuito a) (Capodistria, 1656 - Roma, 1746)
L'agonia nell'orto
Olio su rame Ø cm. 35,5. Con cornice
L'immagine svolge il tema dell'orazione di Cristo nell'Orto degli ulivi con grande chiarezza narrativa e intensità emotiva, presentando al centro il muto dialogo di Gesù con l'angelo, che gli prefigura il suo imminente e tragico destino, e alle due estremità, rispettivamente, gli apostoli dormienti e l'arrivo dei soldati romani con le torce. Trevisani dovette essere particolarmente soddisfatto della composizione, come attestano le varie redazione in cui la sviluppò, autografe o eseguite con l'ausilio dei suoi aiuti, in formati, misure e supporti diversi. In questa notevole versione, da situare nella piena maturità dell'artista, il rame esalta i sapienti effetti luministici, attentamente calibrati in funzione dell'impatto sul riguardante e del suo coinvolgimento, nonché la levigatezza smaltata della pennellata e il magistero disegnativo di Trevisani, in linea col tono intimo e dolente della rappresentazione. -
Lot 46 Francesco de Mura (Napoli, 1696 - 1782)
Santa martire (Sant'Irene?)
Olio su rame cm. 25x21. Con cornice
In questa raffigurazione delicatamente patetica di santa martire si riconoscono agevolmente i tratti stilistici ed espressivi di Francesco De Mura. Tipicamente sue appaiono la paletta cromatica chiara e luminosa, come pure la pennellata morbida e fluida. Il volto dolente e l'eloquente ma misurata gestualità della giovinetta, nonché l'angioletto con la corona di rose, rimandano a tante altre figure simili disseminate da De Mura in particolare nei suoi dipinti destinati alla devozione privata. A titolo di esempio si possono qui ricordare la Pietà della Walters Art Gallery di Baltimora, l'Annunciazione della Collezione Rogozienski o la Madonna col Bambino e San Giovannino della collezione di Federico Castelluccio. -
Lot 47 Sebastiano Conca (attribuito a) (Gaeta, 1680 - Napoli, 1764)
Madonna in gloria con schiere di angeli e penitenti
Olio su tela cm. 105x39,5. Con cornice
La tela nasce chiaramente come bozzetto preparatorio in vista di una traduzione pittorica su larga scala, quasi certamente un affresco destinato al soffitto di una chiesa, che attualmente risulta non rintracciabile e potrebbe non essere mai stato portato a compimento. La condotta pittorica è rapida e molto sciolta, mentre l'originale articolazione strutturale, obbligata entro lo spazio stretto e lungo che evidentemente avrebbe dovuto accogliere l'opera finita, appare accuratamente calibrata e caratterizzata da un marcato dinamismo. Appare evidente una profonda conoscenza di opere di analoga destinazione dei napoletani Solimena e De Mura, ma anche dei "romani" Garzi e Baciccio, in una declinazione, però, più sinuosamente rococò: tutti elementi che condussero opportunamente a suo tempo Giancarlo Sestieri a riferire l'opera a Sebastiano Conca, la cui mano si mostra sempre particolarmente felice nell'esecuzione di bozzetti e materiali preparatori. -
Lot 48 Lorenzo Masucci (Roma, 1726 - 1785)
Madonna con Bambino e San Giovannino
Olio su tela applicato su tavola cm. 33x27. Con cornice
Il dipinto è accompagnato da un'expertise del prof. Giancarlo Sestieri.
Questa raffinata Madonna con il Bambino e San Giovannino, ambientata in un interno domestico e inquadrata tra una tenda drappegiata e una finestra affacciata su un paesaggio montano, si inserisce perfettamente nella pittura romana di gusto classicista e rococò della metà del Settecento. La composizione, così ben equilibrata e ancora legata alla tradizione di Carlo Maratti, rivela le più aggiornate istanze di grazia e delicatezza esecutive proprie della coeva cultura artistica capitolina. Il dipinto è attribuito da Giancarlo Sestieri a Lorenzo Masucci sulla base di stringenti confronti con opere documentate dell’artista, tra cui il Riposo durante la fuga in Egitto in Santa Maria dell’Orazione e Morte a Roma, e l’Educazione della Vergine al Santissimo Nome di Maria, sempre a Roma. La raffinata sintesi tra la lezione del padre Agostino e le prime influenze neoclassiche di Mengs, caratterizza la produzione del giovane artista, cui questo elegantissimo capoletto può essere ricondotto con particolare pertinenza.