Presale L'Estetica di una Dinastia: Arte, Decorazione e Collezionismo nella Famiglia Zappettini
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Lot 49 Una pesante ciotola realizzata in vetro color pesca, caratterizzata da un ampio bordo esagonale con sfaccettature beccate che degradano verso un incavo centrale circolare. La struttura è in vetro massiccio a pareti spesse, con una base piana e trasparente. Il design segue linee geometriche tipiche della produzione vetraria decorativa della metà del XX secolo. Non sono presenti marchi del produttore, firme o etichette visibili sul corpo dell'oggetto o attraverso il vetro.
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Lot 50 Un mobiletto da notte o da fianco in stile neoclassico italiano (Luigi XVI), realizzato in legno di frutto o noce intagliato. Il piano rettangolare con bordo modanato e angoli smussati e posizionato sopra un frontale diviso in due sezioni. La parte superiore e costituita da un pannello fisso con decorazione a scanalature verticali e due piccoli pomelli circolari in ottone. La parte inferiore e dotata di un anta a tamburo scorrevole funzionale con scanalature verticali coordinata, che nasconde un vano portaoggetti interno. Il mobile e caratterizzato da lesene scanalate sui lati e poggia su quattro gambe rastremate a sezione quadrata con intagli neoclassici sulla parte superiore. La ferramenta include due pomelli in ottone sul pannello superiore e una bocchetta per serratura incassata in ottone sul lato inferiore destro dell anta. Non sono presenti chiavi visibili. Il mobile non reca marchi di fabbrica, etichette o firme visibili sulla superficie esterna.
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Lot 51 Pannello decorativo verticale staccato, realizzato in affresco o tempera su intonaco, ascrivibile alla scuola italiana del periodo rinascimentale. La decorazione si sviluppa in senso verticale con un medaglione circolare sommitale che racchiude uno scudo araldico. Lo scudo presenta tre bande diagonali scure su fondo chiaro, ciascuna caricata con tre piccoli motivi circolari o a stella. La sezione sottostante è caratterizzata da ampie foglie d'acanto stilizzate in tonalità ocra che incorniciano una losanga centrale a forma di diamante. All'interno della losanga è dipinto il volto di un giovane dai capelli chiari. La composizione è delimitata lateralmente da larghe bordure lineari in bianco e rosso. Il frammento conserva l'intonaco originale di supporto, che si presenta di spessore consistente e con margini irregolari e non rifiniti, indicativi del distacco da una parete architettonica. Non sono visibili firme, iscrizioni o marchi di produzione sulla superficie dell'opera.
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Lot 52 Jules Vernier (1862-1937) raffigura un paesaggio invernale innevato, olio su tavoleta, firmato in basso cm 13x23 (cornice 27x37) . Al centro della scena si trovano una figura umana e un animale (probabilmente un bue o una mucca) che camminano sulla neve. Ai lati sono presenti degli alberi spogli e, sulla destra, si notano dei tronchi di legno tagliati e adagiati a terra. L'opera presenta uno sfondo con un cielo azzurro chiaro ed è inserita all'interno di una spessa e decorata cornice dorata.
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Lot 53 ANGELO CAROSELLI (1585-1652), attribuito Gesù con San Giuseppe Olio su tela attribuito ad Angelo Caroselli. Dimensioni: 64,5 x 49 cm Pittore barocco italiano nato a Roma, Angelo Caroselli è attivo nella sua città natale nella prima metà del XVII secolo. Artista autodidatta, sperimentale e inquieto, ha l'opportunità di stringere contatti e fare incontri anche al di fuori dell'ambiente pittorico romano, che rimane comunque il luogo principale della sua attività. Dallo stile eclettico, Angelo Caroselli è fortemente influenzato da Caravaggio e dai Bamboccianti. Cognato di Filippo Lauri, tra i suoi allievi figurano suo figlio Carlo Caroselli e Pietro Paolini. Opere presenti nella Basilica di Santa Francesca Romana e al Palazzo del Quirinale.
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Lot 54 Consolle monumentale piemontese del XIX secolo in legno intagliato e dorato con putti e mascheroni XIX sec 175x70 da restaurare questa maestosa consolle da parete riflette lo stile Barocco italiano con un apparato decorativo complesso e articolato. Realizzata in legno intagliato a mano con finitura in foglia d'oro, la struttura presenta una base a due grandi gambe cabriole ricurve che terminano con piedi a zampa di leone. Ogni gamba e sormontata da un prominente mascherone leonino intagliato in alto rilievo. Il piano e costituito da una lastra di marmo grigio venato, sagomata e modanata lungo il bordo. La fascia sottopiano e riccamente decorata con volute d'acanto e perlinature. La crociera centrale e profondamente scolpita e presenta un piedistallo che sostiene un grande vaso floreale. L'elemento di collegamento e popolato da quattro figure di putti: due figure superiori che affiancano il vaso e due figure inferiori sedute sulle volute, una delle quali e raffigurata mentre suona un liuto o una chitarra. Sui montanti laterali sono presenti cariatidi alate a forma di sirena. La costruzione posteriore mostra un telaio di supporto in legno secondario grezzo, tipico dei mobili destinati ad essere fissati a parete. Non sono presenti marchi, firme o etichette del produttore visibili sulle superfici del pezzo. Il mobile presenta segni di invecchiamento e usura coerenti con l'epoca. Il piano in marmo mostra una significativa erosione e perdita di materiale lungo i bordi frontali e laterali, con evidenti porosita sulla superficie (foto 4, 7). La finitura dorata presenta numerose lacune e distacchi che rivelano lo strato di gesso e il legno sottostante, visibili in particolare sulle zampe (foto 3), sui putti (foto 5, 6) e sulla crociera. Si notano diverse fenditure strutturali nel legno intagliato, tra cui una crepa evidente sulla foglia d'acanto a sinistra (foto 1) e sulla base a voluta inferiore (foto 6). Sono presenti accumuli di polvere e depositi coerenti con il lungo stoccaggio all'interno degli intagli profondi, oltre a piccole mancanze e scheggiature sparse sui dettagli ornamentali.
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Lot 55 -
Lot 56 Dipinto a olio su tela di scuola italiana risalente al XVIII secolo, concepito come elemento decorativo sovraporta dalla forma sagomata e lobata. Il soggetto bucolico presenta una pastorella seduta in un paesaggio campestre, impegnata a filare la lana con rocca e fuso. La donna veste abiti dell epoca, composti da un corpetto rosa e una gonna gialla. La composizione e arricchita da un gruppo di pecore adagiate a terra, alberi dal fogliame vaporoso e una veduta montuosa sullo sfondo sotto un cielo nuvoloso. Lo stile riflette il gusto ornamentale del tardo Barocco e del Rococò italiano. Come indicato nelle specifiche fornite, l opera è corredata da cornice. Non si rilevano firme o monogrammi leggibili sulla superficie del dipinto.
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Lot 57 Dipinto a olio su tela di epoca 700, concepito come sovrapporta decorativa. La scena raffigura una figura maschile in abiti rustici e berretto rosso, colta in movimento mentre trasporta una fiocina a tre punte sulla spalla destra e un cesto intrecciato nella mano sinistra. Il soggetto è inserito in un paesaggio campestre dai toni bruni e verdi, con una linea d'orizzonte bassa e un cielo crepuscolare. Il supporto presenta una caratteristica sagoma curvilinea dal profilo architettonico, tipica delle decorazioni d'interni del periodo Barocco e Rococò. Non sono presenti firme, monogrammi o iscrizioni leggibili sulla superficie pittorica.
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Lot 58 Un dipinto ad olio su tela con cornice, del tipo sovrapporta epoca 700. L'opera presenta una scena di genere pastorale in cui un giovane, vestito con abiti semplici e drappeggiati, conduce un asino carico attraverso un paesaggio collinare con montagne in lontananza e alberi stilizzati sotto un cielo dai riflessi dorati. La struttura si distingue per la sua silhouette lobata e curvilinea, concepita per l'integrazione in modanature architettoniche decorative d'interni. La tecnica pittorica e il soggetto sono coerenti con la produzione decorativa italiana del Settecento. Non sono presenti firme, sigle o marchi leggibili sulla superficie o sul supporto.
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Lot 59 Dipinto a olio su tela raffigurante il Martirio di Sant'Afra, opera della scuola veneta del XVII secolo che riprende la celebre composizione di Paolo Veronese. La scena, densa di figure e movimento, pone al centro la santa inginocchiata in una veste di broccato bianco e oro, con le braccia allargate in segno di accettazione del martirio. Attorno a lei si affollano soldati, dignitari e spettatori all'interno di un'ambientazione architettonica classica con colonne e archi. Nella porzione superiore sinistra, due putti discendono da un cielo nuvoloso e scuro, portando simboli di gloria celeste. L'opera si distingue per la ricchezza cromatica e il dinamismo tipico della tradizione pittorica veneziana del Seicento, con un uso marcato del chiaroscuro per accentuare la drammaticità del momento. Non si rilevano firme, marchi o iscrizioni sul fronte della tela o sulla cornice. La tela è alloggiata in una semplice e sottile cornice lignea naturale. 70 x 48 cm.
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Lot 60 Grande vassoio in metallo argentato inizio 900, cm 43x32,5
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Lot 61 Mario Zappettini (Milano, XX secolo) Allegoria della Maternità (Figura muliebre con fanciullo in un loggiato) Grisaglia su pannello, cm 200 x 95 circa  Questa imponente composizione decorativa si impone come uno dei vertici assoluti della presente sessione d'asta, incarnando con raffinata eleganza lo spirito del "Ritorno all'ordine" e le istanze estetiche del Novecento italiano. Eseguita in una sapiente monocromia sui toni della seppia, l'opera svela una scena dal forte respiro classico e monumentale: una figura femminile dal portamento statuario, avvolta in un panneggio che ne esalta la volumetria, porge un frutto (presumibilmente un melograno, simbolo di abbondanza) a un fanciullo posto ai suoi piedi. A incorniciare la scena vi è un'architettura rigorosa ed essenziale, definita da un arco a tutto sesto e da un soffitto a cassettoni, che apre la visuale su un paesaggio metafisico dominato dalle fronde di un pino a ombrello.  Nota biografica Mario Zappettini fu un protagonista di rilievo della grande decorazione architettonica milanese del secolo scorso. Intimamente legato ai più prestigiosi circoli artistici dell'epoca – anche in virtù del matrimonio con Maria Manzoni, sorella del celebre scultore Giacomo Manzù – sviluppò una profonda vocazione per la pittura murale e il restauro. La sua abilità nella gestione delle grandi superfici lo portò a collaborare a stretto contatto con lo stesso Manzù e con l'architetto Giovanni Muzio in cantieri di primaria importanza, tra cui spiccano gli interventi musivi e pittorici per la Cappella del Sacro Cuore dell'Università Cattolica e per la chiesa di San Giovanni Battista alla Creta.  Il pannello qui presentato, nato con molta probabilità per impreziosire gli interni di una committenza alto-borghese milanese, rivela tutta la perizia tecnica dell'artista: la centralità assoluta del disegno, la purificazione delle forme e la solidità dei volumi. Un'opera che, pur dialogando con la grande tradizione affreschistica rinascimentale, restituisce appieno la modernità sintetica e silente tipica dell'arte italiana tra le due guerre, rappresentando un'occasione di grande interesse per i collezionisti e gli studiosi del periodo.
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Lot 62 Mario Zappettini (Milano, XX secolo) Allegoria della Virtù Domestica (Figura muliebre seduta con fuso e cane) Grisaglia su pannello, cm 200 x 95 circa  Nota storico-critica Parte integrante del medesimo e raffinato ciclo decorativo del lotto precedente, questo secondo imponente pannello conferma la maestria di Mario Zappettini nella grande pittura murale e d'arredo, in pieno accordo con le istanze estetiche del Novecento italiano. L'opera, declinata nei consueti ed eleganti toni monocromi della seppia, raffigura una figura femminile ammantata all'antica, seduta in posa statuaria. La donna regge con la mano sinistra un fuso (o conocchia), attributo classico legato alla filatura e all'operosità domestica, mentre ai suoi piedi siede placidamente un cane, simbolo per eccellenza di fedeltà.  L'impostazione scenica riprende il rigore architettonico che caratterizza l'intera serie: la figura è collocata in un ambiente delimitato da una parete con apertura ad arco a destra e da un tendaggio sullo sfondo, oltre il quale si stagliano le ampie fronde di un albero. La solidità plastica dei volumi, la purezza della linea e la monumentalità silenziosa della composizione rimandano direttamente alla temperie culturale del "Ritorno all'ordine".  Anche in questo caso, il pannello testimonia l'alta qualità esecutiva di Zappettini, artista profondamente inserito nell'ambiente architettonico milanese al fianco di figure come Giovanni Muzio e Giacomo Manzù. L'opera rappresenta un superbo esempio di grande decorazione d'interni per la committenza alto-borghese dell'epoca, unendo il fascino del classicismo a una sensibilità modernamente essenziale.
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Lot 63 Mario Zappettini (Milano, XX secolo) Allegoria dell'Abbondanza (Figura muliebre con cornucopia e fanciullo) Grisaglia su pannello, cm 200 x 95 circa Nota storico-critica A completamento di questo straordinario ciclo decorativo, il terzo pannello riafferma la solenne eleganza formale e la coerenza stilistica che caratterizzano l'intera committenza. L'opera raffigura una maestosa figura femminile, con il capo cinto da un serto di foglie, che sorregge con il braccio destro una grande cornucopia colma di spighe di grano e frutti della terra, inequivocabile simbolo classico di abbondanza e prosperità. Con la mano sinistra guida dolcemente un fanciullo al suo fianco, il quale stringe a sé un piccolo grappolo d'uva. Entrambe le figure, colte a piedi nudi e avvolte in vesti dal panneggio morbido ma scultoreo, restituiscono un senso di sacralità arcaica e rurale.  L'impianto scenografico mantiene il rigoroso canone architettonico degli altri elementi del gruppo: l'azione si svolge sotto un soffitto ligneo a cassettoni, affiancato sulla destra da un'elegante apertura ad arco a tutto sesto. Un tendaggio teso orizzontalmente funge da quinta teatrale, lasciando intravedere nella porzione superiore un orizzonte aperto e un cielo solcato da nubi. La raffinata esecuzione a grisaglia nei toni della seppia esalta i volumi plastici e la purezza della linea, veri e propri marchi di fabbrica della visione artistica di Zappettini.  Come per le precedenti allegorie, l'artista declina i dettami del "Ritorno all'ordine" e del Novecento italiano, sublimando la sua esperienza di grande decoratore e collaboratore di architetti del calibro di Giovanni Muzio. Questo pannello chiude idealmente un trittico di altissimo pregio collezionistico, una testimonianza museale della grande decorazione d'interni milanese degli anni Trenta e Quaranta.
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Lot 64 Una credenza di grandi dimensioni in stile provinciale italiano, caratterizzata da una struttura in legno massiccio con finitura tinta noce scuro. Il mobile presenta una configurazione a quattro cassetti allineati nella fascia superiore, ognuno dotato di un pomello in legno tornito. La sezione inferiore è composta da quattro ante: le due centrali sono ornate da pannelli rialzati racchiusi in modanature sagomate a cartiglio di ispirazione barocca, mentre le due ante laterali presentano pannelli rettangolari semplici. Il mobile poggia su una base a zoccolo pesante e modanata a piu livelli. La ferramenta visibile include pomelli in legno, cerniere a bandella in ferro e una piccola bocchetta in metallo sulla porta centrale destra. Non sono stati rinvenuti marchi di fabbrica, firme o etichette del produttore sulla parte esterna del mobile.
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Lot 65 Scultura in bronzo fuso a cera persa raffigurante un giovane fanciullo nudo che indossa un perizoma, colto in un movimento dinamico di sorpresa mentre indietreggia da un granchio posto ai suoi piedi. L opera presenta una patina scura uniforme con riflessi bruni e una modellazione anatomica dettagliata. La figura poggia su un unico piede sopra una base circolare in bronzo fuso integralmente che simula un terreno roccioso o una battigia, arricchita dalla figura del granchio in rilievo. Sulla base in bronzo, in prossimità del piede della figura, sono presenti dei piccoli caratteri incisi che appaiono come una serie di punzonature o una firma parzialmente leggibile, ma la definizione dell immagine non consente di trascrivere un nome specifico. L intera scultura è montata su una base quadrangolare in marmo bianco con venature grigie. Secondo le informazioni fornite, l opera ha un altezza totale di 34 cm.
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Lot 66 Eccezionale Collezione Museale di Spilloni da Cappello (Sec. XIX - XX) Provenienza: Collezione privata Dilva Zappettini, Milano Nota storico-critica e Descrizione: Una straordinaria e vastissima raccolta composta da circa 350 antichi spilloni da cappello (hatpins), autentici capolavori di micro-gioielleria e introvabili testimonianze della storia del costume. Questa superba Wunderkammer è il frutto della decennale e appassionata ricerca di Dilva Zandonella (nuora del celebre artista Mario Zappettini), stimata antiquaria della moda che per oltre 35 anni ha operato nel suo celebre salotto di via della Moscova a Milano, recuperando tesori compresi tra il 1880 e il 1930.  La collezione colpisce per l'incredibile varietà tipologica, materica e stilistica, spaziando dalle romantiche suggestioni vittoriane fino alle geometrie dell'Art Déco, con terminali realizzati in paste vitree, pietre dure, micro-mosaici, smalti, bachelite e composizioni entomologiche. L'importanza storico-artistica e documentale di questo corpus è di assoluta caratura internazionale. Come documentato dalla stampa dell'epoca, l'intera raccolta di spille è stata oggetto di una formale richiesta di acquisizione da parte del prestigioso Kyoto Costume Institute in Giappone, a conferma del suo inestimabile valore museale. Dilva Zandonella, che già negli anni Ottanta aveva ceduto una rara collezione di abiti antichi alle civiche raccolte milanesi (oggi custodite a Palazzo Morando), ricevette infatti un'offerta diretta dai curatori nipponici per far "volare dall'altra parte del mondo" questa sua specifica e gelosissima selezione di spilloni.  Proposta in asta come lotto unico, la collezione Zappettini rappresenta un'occasione irripetibile per istituzioni museali e raffinati collezionisti di aggiudicarsi un pezzo di storia della moda di impareggiabile fascino. Una vasta raccolta di circa 350 spille vintage e antiche, composta principalmente da spilloni da cappello e spille da bavero. La selezione comprende esemplari realizzati in argento, ottone e alcuni elementi in oro, integrati con un ampia gamma di materiali ornamentali quali vetro sfaccettato, paste vitree iridescenti, bachelite, celluloide, madreperla, sughero, legno e inserti tessili. I soggetti decorativi riflettono i gusti delle epoche Liberty e Art Deco, includendo motivi floreali, forme geometriche, elementi figurativi come conchiglie e insetti, e lavorazioni in filigrana. Gli steli metallici presentano diverse finiture dorate e argentate. Non sono identificabili marchi di produttore o punzoni di purezza leggibili sulle superfici metalliche nelle immagini fornite. Sono presenti diversi cartellini cartacei numerati applicati manualmente agli steli per fini di catalogazione o inventario.
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Lot 67 Il presente lotto consiste in un disegno gestuale eseguito a penna e inchiostro nero su carta colorata, probabilmente carta velina o da spolvero, applicata su un supporto secondario. La composizione è strutturata verticalmente e presenta una serie di schizzi rapidi e studi preparatori. Nella parte superiore si osserva una rappresentazione architettonica di un interno o esterno, con linee incrociate che suggeriscono una porta o una finestra con architrave. Proseguendo verso il basso, il disegno evolve in forme più libere e curvilinee, con motivi ripetitivi a spirale e scatti di penna energici che ricordano elementi organici o decorativi. Sul lato destro sono presenti piccoli schizzi geometrici e una zona di tratteggio denso e scuro che crea una macchia d'inchiostro intenzionale o uno studio di profondità. La tecnica è caratterizzata da un segno grafico nervoso e vari gradi di pressione della penna, tipici di un taccuino d'artista o di una fase di ideazione compositiva. Non sono visibili firme, date o iscrizioni sulla superficie dell'opera. Il disegno è montato all'interno di un passepartout moderno in una cornice semplice. Non essendo presente alcun righello o scala di riferimento nelle immagini, non è possibile fornire le dimensioni esatte dell'opera.
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Lot 68 Il presente lavoro su carta e un disegno eseguito a penna e inchiostro nero su carta velina di colore bruno. La composizione raffigura una veduta di un parco o giardino formale caratterizzata da elementi architettonici classici. Sulla sinistra e visibile una rotonda o monoptero con cupola, mentre al centro si staglia un alto piedistallo sormontato da una statua di forma figurativa abbozzata. Lo stile e rapido e gestuale, con tratti calligrafici che definiscono il fogliame e le strutture architettoniche. Sono presenti scarabocchi densi di inchiostro negli angoli superiori e accenni di contorni a matita blu nella parte superiore centrale, che indicano una prima fase di schizzo compositivo. La carta mostra segni evidenti di piegatura sia orizzontale che verticale. L opera e inserita in un passepartout a piu strati con bordo interno color corallo ed e montata in una cornice in legno dorato con modanature scanalate. Non sono presenti firme, date o iscrizioni leggibili sulla superficie del disegno o sulla cornice.
Dimensioni della vista: 14 cm (altezza) x 21 cm (larghezza). -
Lot 69 Un disegno a penna e inchiostro scuro su carta color avana, raffigurante uno studio architettonico. La composizione presenta un elemento strutturale orizzontale, simile a una balaustra o a un fregio ornamentale, reso con un fitto tratteggio incrociato per definire volumi e ombre. Sulla destra si erge un alto candelabro decorativo o torchère dal fusto lavorato, sormontato da una fiamma stilizzata e volute di fumo tracciate con linee curve espressive. La parte superiore sinistra del foglio mostra linee di costruzione prospettica e tratti orizzontali veloci che suggeriscono uno sfondo o un'ambientazione atmosferica. Il disegno presenta una scritta autografa a inchiostro nel margine superiore centrale che recita pp = 425. L'opera è montata entro un passe-partout bianco con un filetto interno bruno-rossastro e incorniciata in una cornice di legno dorato con motivi decorativi a rilievo. La carta mostra una piega verticale centrale e diversi piccoli fori o punture di spillo, in particolare nell'area superiore sinistra e centrale, suggerendo un uso pratico come studio o parte di un taccuino. Il disegno misura circa 18 cm in altezza e 12,5 cm in larghezza. La cornice esterna misura circa 29 cm in altezza e 23 cm in larghezza.
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Lot 70 Studio scenografico o architettonico eseguito su carta vergata brunita, raffigurante l'interno di un salone monumentale caratterizzato da una prospettiva centrale con una serie di colonne corinzie decorate da ghirlande a spirale e pesanti drappeggi. La composizione mostra dettagli di arredi cerimoniali, tra cui bracieri e tavoli circolari, resi con un tratto rapido e nervoso a inchiostro e grafite che suggerisce una fase preparatoria per una scenografia teatrale o una decorazione d'interni. Nell'angolo superiore destro è presente un'iscrizione manoscritta a inchiostro in corsivo; è possibile distinguere i caratteri J o b e r seguiti da altre lettere non chiaramente leggibili come un nome completo. Il foglio presenta evidenti tracce di piegatura sia in senso orizzontale che verticale, incrociandosi al centro della composizione. L'opera è conservata in una cornice lignea dorata con passe-partout di colore rosso cupo.
Basandosi sul metro pieghevole visibile nelle immagini, l'area esposta del disegno misura circa 23.5 cm in larghezza e 15 cm in altezza. -
Lot 71 Una coppia di litografie su carta colorate a mano del XIX secolo raffiguranti scene di escursioni sul Vesuvio. La prima stampa illustra un gruppo di viaggiatori in abiti d'epoca assistiti da guide locali mentre risalgono un ripido pendio vulcanico coperto di cenere. La seconda opera raffigura una spedizione notturna con figure a cavallo e una guida che regge una torcia accesa lungo un sentiero montano sotto la luce della luna piena. Lo stile, il soggetto e la composizione sono caratteristici della produzione di Gaetano Dura (1805-1878), noto per le sue serie litografiche dedicate ai costumi napoletani e alle vedute del Grand Tour. Entrambe le opere sono inserite in cornici coordinate in legno dorato con motivo a foglie e dardi, protette da vetro e montate con passe-partout color crema. Le opere non presentano firme visibili sul fronte ma sono riconducibili all'artista per il tipico tratto descrittivo e la coloritura a mano coeva.
Cornice: 39.5 x 48 cm circa. -
Lot 72 Questa opera rappresenta una natura morta di gusto modernista, eseguita con una tecnica materica e puntinista che conferisce una grana densa e vibrante alla superficie. Il soggetto raffigura una disposizione di frutta su un piano scuro, tra cui si distinguono pere, grappoli d'uva, fichi e un peperone, resi con una tavolozza di toni terrosi e smorzati. La composizione si staglia su uno sfondo geometrico che suggerisce un interno domestico con tappeti orientali e pavimentazione piastrellata, richiamando le atmosfere del Novecento italiano. Il supporto, che appare essere una tavola o un cartone pesante, presenta sul verso una firma autografa apposta a inchiostro nero con calligrafia corsiva che recita chiaramente Gustavo Giovannetti. Il dipinto è inserito in un'importante cornice coeva in legno dorato, caratterizzata da una profonda gola e decorazioni a rilievo con motivi di foglie d'acanto. Al verso è presente una catena metallica per la sospensione fissata alla struttura lignea della cornice. Altezza della cornice: circa 61 cm (misurata con metro a nastro visibile in foto 3).