Presale DIPINTI ANTICHI, DEL XIX SECOLO E ICONE
-
Lot 97 Anton Raphael Mengs (Aussig 1728 - Roma 1779) bottega di
Volto di Gesù o Salvator Mundi
Olio su tela
51 x 37 cm
L'opera incarna perfettamente il credo artistico di Mengs e trova più riscontri, tra questi un'opera simile passata in asta da Neumaister il 23 settembre del 2015 a Monaco di Baviera. Inoltre possiamo segnalare L'immacolata e Allegoria, dipinti pubblicati in Giancarlo Sestieri, Pittura Romana della fine del Seicento e del Settecento, volume terzo, foto 754 e 755.
Giunse a Roma, giovinetto, nel 1741, città che lasciò solo per un soggiorno a Madrid, dove entrò in contrasto con G. B. Tiepolo per divergenze stilistiche. Fu il promotore principale della visione classicista della pittura romana, italiana e europea, aborrendo pubblicamente sia il Manierismo che il Barocco dei secoli XVI e XVII (Michelangelo e Bernini), salvando solo i rigorosi esperimenti classicisti di Andrea Sacchi e Nicolas Poussin. Secondo il suo pensiero, la pittura doveva mirare a una bellezza perfetta e sublime ispirandosi agli esempi dell'antichità classica. Il suo influsso fu determinante nello sviluppo del gusto neoclassico. Nei Gedanken über die Schönheit und den Geschmack in der (Pensieri sulla bellezza e sul gusto nella pittura), del 1762, esprime la sua teoria estetica sulla bellezza e sul gusto, prendendo a modello i pittori Raffaello, Correggio e Tiziano. Fu il maestro ritrattista più importante della sua epoca e uno degli interpreti più importanti di tutti i tempi in quest'arte. Le sue opere principali a Roma sono: il soffitto della chiesa di S. Eusebio, il Parnaso di Villa Albani, gli affreschi della Biblioteca Vaticana, oltre ai celebri ritratti oggi conservati nei musei più prestigiosi del mondo.
Anton Raphael Mengs (Aussig 1728 - Rome 1779) workshop of
The Face of Christ or Salvator Mundi
Oil on canvas
51 × 37 cm
The work fully embodies Mengs’s artistic principles and finds several comparable examples. Among these is a similar work that was offered at auction by Neumeister in Munich on 23 September 2015. We may also mention The Immaculate Conception and Allegory, paintings published in Giancarlo Sestieri, Pittura Romana della fine del Seicento e del Settecento, Volume III, plates 754 and 755. -
Lot 98 Matteo Bonnecchi o Bonecchi (Firenze 1669 - 1756)
Nicola di Bari (?) resuscita tre bambini
Olio su carta incollata su tavola
44 x 57,5 cm
L'arte di Matteo Bonnecchi si inserisce nel panorama della cultura pittorica a Firenze del primo '700, sul solco di Francesco Bocchi, di cui fu allievo, e di due geni della pittura barocca fiorentina quali Livio Mehus e Cecco Bravo. La Firenze d'inizio XVIII secolo vede molte presenze di pittori provenienti da altre regioni d’Italia: Cortona (a Palazzo Pitti), Giordano (a Palazzo Medici), S. Ricci (a Palazzo Marucelli). L'artista, al cortonismo di Pier Dandini e al classicismo di Maratta desunto tramite Gabbiani, preferì osservare la pittura di Luca Giordano e il giordanismo del Sagrestani, nonché il classicismo accademico del Cignani.
Matteo Bonnecchi or Bonecchi (Florence 1669 - 1756)
Saint Nicholas of Bari (?) Resurrecting Three Children
Oil on paper laid down on panel
44 × 57,5 cm -
Lot 99 Scuola spagnola del XVII secolo
Monaco nel suo studio (San Beato di Liébana ?) - Santo monaco respinge le tentazioni del Diavolo
Olio su tela
30 x 80 cm
Un dipinto reca la dicitura Beatus Ioanes conversus e l'altro S. Theogerius Laicus
Spanish school of the 17th century
A Monk in His Study (Saint Beatus of Liébana?) - A Holy Monk Resisting the Temptations of the Devil
Oil on canvas
30 × 80 cm
One painting bears the inscription Beatus Ioanes conversus, while the other is inscribed S. Theogerius Laicus -
Lot 100 Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1510 - Roma 1579)
Annunciazione
Olio su rame
46 x 35 cm
L'opera si riferisce al disegno di Michelangelo "Studio per Annunciazione" conservato a New York, presso la Pierpont Morgan Library inv. IV.7: https://www.themorgan.org/drawings/item/142977
Si ringrazia il dottor Massimo Pirondini, curatore della mostra "Michelangelo a colori. Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino, Jacopino del Conte", Roma Palazzo Barberini 2019/20, che, vista la qualità dell'opera, ha confermato l'attribuzione alla proprietà
Si ringrazia il professor Michele Danieli per aver confermato l'attribuzione dell'opera
Venusti ebbe un'iniziale formazione padana attratto da Leonardo e Correggio. Poi, si spostò a Roma, entrando nella bottega di Perin del Vaga, validissimo allievo di Raffaello Sanzio. Negli stessi anni strinse amicizia con Giulio Romano e Giovan Francesco Penni, nonché approfondì altresì la grandiosità dell'espressione pittorica di Michelangelo e l'eleganza di Sebastiano del Piombo. È ricordato anche per aver tradotto pittoricamente alcuni disegni del Buonarroti. L'opera più preziosa di Marcello Venusti, conservata al Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli, è il Giudizio Universale della Cappella Sistina che egli copiò prima degli interventi di Daniele da Volterra, permettendoci di conoscere la versione originale con le figure nude.
Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1510 - Rome 1579)
The Annunciation
Oil on copper
46 x 35 cm
The composition is based on Michelangelo's drawing Study for the Annunciation, preserved in The Morgan Library & Museum, New York (inv. IV.7): https://www.themorgan.org/drawings/item/142977
We are grateful to Dr. Massimo Pirondini—curator of the exhibition "Michelangelo a colori. Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino, Jacopino del Conte" (Palazzo Barberini, Rome, 2019–20)—who, given the quality of the work, confirmed the attribution to the owner
We are grateful to Professor Michele Danieli for confirming the attribution of the work -
Lot 101 Giuseppe Vermiglio (Alessandria 1587 (?) - post 1635)
Volto di santo
Olio su tela
44 x 35 cm
L'opera trova preciso riscontro con il volto di San Simone custodito presso il Museo di Sant'Eustorgio di Milano
Lo stesso volto, a riprova dell'attribuzione, è riprodotto nel dipinto di bottega raffigurante il Beato Guglielmo di Fenoglio, conservato presso la Certosa di Pavia
Un'altra versione è stata presentata come Artista bresciano del XVI secolo, Testa di uomo con barba, presso la Casa d'Aste Capitolium di Brescia il 17 maggio 2022
I suoi dati anagrafici sono giunti in modo frammentario. Nato nei territori piemontesi del Ducato di Milano, trascorse un ventennio, dal 1600 al 1620 circa, a Roma, dove ebbe come maestro Adriano di Monteleone ed entrò nella cerchia di Caravaggio e Antiveduto Grammatica. Verso il 1620 tornò nei luoghi natii consacrandosi come interprete del naturalismo nella Lombardia di Federico Borromeo.
Giuseppe Vermiglio (Alessandria 1587 (?) - after 1635)
Head of a Saint
Oil on canvas
44 × 35 cm
The painting finds a precise correspondence with the face of Saint Simon preserved at the Museo di Sant’Eustorgio in Milan
The same face, further supporting the attribution, is reproduced in the workshop painting depicting Blessed William of Fenoglio, preserved at the Certosa di Pavia
Another version was presented as Brescian Artist of the 16th Century, Head of a Bearded Man, at the Capitolium Auction House in Brescia on 17 May 2022 -
Lot 102 Andrea Barbiani (Ravenna 1708 - 1779)
Madonna con Bambino
Olio su tela
90,5 x 73 cm
Autentica su foto del professore Giordano Viroli
Ultimo esponente della famiglia Barbiani, Andrea chiude una vicenda storica che vide la sua famiglia intrecciarsi per centocinquant'anni con la storia artistica della città di Ravenna. Iniziò la sua formazione con Giacomo Anziani, il quale gli trasmise l'eleganza classica emiliana di Carlo Cignani. Fu il pittore più attivo del Settecento nella sua città natale; dipinse numerose pale d'altare, opere religiose con destinazione domestica, affreschi e ritratti, soprattutto di eminenti figure del clero.
Andrea Barbiani (Ravenna 1708 - 1779)
Madonna and Child
Oil on canvas
90,5 x 73 cm
Authenticated from a photograph by Professor Giordano Viroli -
Lot 103 Giuseppe Zais (Canale d'Agordo 1709 - Treviso 1784)
Coppia di paesaggi
Olio su tela
56 x 72 cm
La coppia di opere è corredata da uno studio del professor Giuseppe Sava, disponibile via email
Giuseppe Zais, giunto dalle vallate bellunesi a Venezia, operò sia in laguna sia nel territorio circostante (Villa Pisani di Strà, Padova, Treviso). Tra i suoi più importanti estimatori e committenti ci furono il console Smith e i Pisani. Giunse a Venezia qualche anno dopo la scomparsa di Bartolomeo Pedon e Matteo Stom, dei quali osservò le opere, anche se i due suoi principali ispiratori furono Marco Ricci e Francesco Zuccarelli. Dal 1748 al 1768 fu iscritto nel libro della Fraglia veneziana dei pittori, e nel 1774 venne eletto a far parte dell'Accademia di Venezia. Le sue opere più importanti, oltre che ai musei civici di Padova e a Vicenza, sono conservate alle Gallerie dell’Accademia e al Museo del Settecento di Venezia, a Villa Nazionale di Strà, alla National Gallery di Londra e all'Albertina di Vienna.
Giuseppe Zais (Canale d’Agordo 1709 - Treviso 1784)
A Pair of Landscapes
Oil on canvas
56 x 72 cm
The pair of works is accompanied by a study by Professor Giuseppe Sava, available via email -
Lot 104 Carlo Maratta (Camerano 1625 - Roma 1713) bottega di
Madonna con Bambino
Olio su rame
22 x 15,5 cm
Alessandro Agresti, che ha curato la monografia Carlo Maratta Eredità ed evoluzioni del classicismo romano, descrive con esemplare chiarezza e sintesi l'importanza del pittore: "Carlo Maratta, nume tutelare dell'arte del Settecento a Roma, inventore di immagini sacre e profane che segnarono il corso della pittura fino al Neoclassicismo maturo [...]". In effetti, dal tardo Seicento a tutto il secolo successivo la pittura a Roma, e non solo, guarda al maestro marchigiano. Appartennero alla sua cerchia o furono suoi allievi pittori importantissimi, come Agostino Masucci, Giuseppe Bartolomeo Chiari, Luigi Garzi, Giuseppe Passeri, Giacinto Calandrucci, Francesco Mancini, Marco Benefial e Sebastiano Conca.
Carlo Maratta (Camerano 1625 - Rome 1713) workshop of
Madonna and Child
Oil on copper
22 x 15,5 cm -
Lot 105 Ventura Salimbeni (Siena 1568 - 1613) attribuito
Sacra Famiglia
Olio su tavola
30 x 22 cm
L'opera trova preciso riferimento col dipinto pubblicato in M. Ciampolini, Pittori senesi del Seicento, pag. 740, tavola 391
Fratellastro del pittore Francesco Vanni, dopo la morte del padre Arcangelo, suo maestro, Ventura si trasferì a Roma. Qui ebbe un ottimo riscontro tanto da essere impegnato per commissioni di Gregorio XIII e Sisto V. Tornò a Siena nel 1595, dove si affermò come frescante. In seguito collaborò con Vanni e operò in varie città toscane. La sua pittura, posata e radicata nel secolo precedente, fu un'espressione importante del manierismo senese, soprattutto per le sue prerogative cromatiche. Oltre al padre e al fratello furono anche Raffaellino da Reggio, Cavalier d’Arpino e Baglione a esercitare la loro influenza su Ventura. Nell'ultimo decennio della sua attività, assunse i modi di Bernardino Poccetti e Cigoli, mutando il suo estro colorista in toni più sobri e naturalistici.
Ventura Salimbeni (Siena 1568 - 1613) attributed
The Holy Family
Oil on panel
30 x 22 cm The work is clearly referenced in the painting published in M. Ciampolini, Pittori senesi del Seicento, p. 740, plate 391 -
Lot 106 Giacomo Francesco Cipper detto il Todeschini (Feldkirch 1664 - Milano 1736) bottega di
Giocatori di carte
Olio su tela
63 x 51 cm
Nato in Austria, nella regione occidentale del Vorarlberg, fu presente a Milano dal 1696. In gioventù si dedicò alla pittura di nature morte passando solo in un secondo tempo alla raffigurazione di scene di genere con pitocchi, che tanto lo hanno reso famoso. Il Cipper, per certi versi, si può considerare il traduttore italiano di uno dei temi più cari al linguaggio pittorico degli artisti nordici, mutuandolo in piacevole "divertimento" del buffo e tralasciando qualsiasi ricerca psicologica e il lato più cruento e moralista caro ai suoi colleghi d’oltralpe.
Giacomo Francesco Cipper also called Todeschini (Feldkirch 1664 - Milan 1736) workshop of
Card Players
Oil on canvas
63 x 51 cm -
Lot 107 Alessandro Maganza (Vicenza 1566 - 1640)
Fuga in Egitto
Olio su tela
117 x 90 cm
L'opera trova conferma attributiva grazie al dipinto conservato presso la chiesa di San Gaetano a Brescia, si veda: https://arte.cini.it/Opere/497482
Allievo del padre Giovanni Battista Maganza il Vecchio e di Giovanni Antonio Fasolo nella sua città natale. Grazie a Giovanni Battista Zelotti, attivo nel contado vicentino, ebbe modo di conoscere l'arte del Veronese, la cui influenza lo avrebbe accompagnato per tutta la sua attività. Nel periodo di soggiorno veneziano, ebbe modo di conoscere Palma il Giovane e, grazie a lui, indirettamente l'arte del Tintoretto. Non mancò di cogliere il luminismo vivace della fase tarda di Jacopo Bassano. Con la sua bottega fu tra i più importanti esponenti del tardo manierismo in terraferma veneta, grazie alla sua bravura nell'amalgamare, in un linguaggio peculiare e diretto, le tante influenze che costituivano la sua cultura artistica.
Alessandro Maganza (Vicenza 1566 - 1640)
The Flight into Egypt
Oil on canvas
117 x 90 cm
The attribution is confirmed by comparison with the painting in the church of San Gaetano in Brescia, refer to: https://arte.cini.it/Opere/497482 -
Lot 108 Stefano Ghirardini o Gherardini (Bologna 1696 - 1756) attribuito
Contadini che suonano e danzano - Pastori in un paesaggio
Olio su tavola
33 x 39 cm - 33 x 38 cm
La sua biografia è scarna di notizie, sappiamo che fu allievo di Giuseppe Gambarini, di cui ereditò i soggetti di genere. Oltre al suo maestro, prese spunto dai dipinti di Pasqualino Rossi e Giuseppe Maria Crespi.
Stefano Ghirardini or Gherardini (Bologna 1696 - 1756) attributed
Peasants Playing Music and Dancing - Shepherds in a Landscape
Oil on panel
33 × 39 cm - 33 × 38 cm -
Lot 109 Andrea Scacciati (Firenze 1642 - 1710) attribuito
Vaso di fiori
Olio su tela
49,5 x 39 cm
Come riporta Giovan Camillo Sagrestani, Scacciati fu allievo di Mario Balassi e Lorenzo Lippi, che lo esortarono a dedicarsi alla pittura floreale. Fu pittore ufficiale della Granduchessa di Toscana, Vittoria della Rovere per un lungo periodo di tempo. Collaborò sovente con Bartolomeo Bimbi nell’esecuzione di opere con animali, fiori e piante, per soddisfare le commissioni dei Medici. Stilisticamente, in estrema sintesi, Scacciati portò a Firenze la visione barocca dei grandi vasi di fiori che imperversavano a Roma, soprattutto grazie all’opera di Mario Nuzzi detto Mario de’ Fiori e dei fratelli Giovanni e Niccolò Stanchi.
Andrea Scacciati (Florence 1642 - 1710) attributed
Vase of Flowers
Oil on canvas
49,5 x 39 cm -
Lot 110 Margherita Volò Caffi detta Vicencina (Milano 1648 - 1710)
Amorini in volo che reggono una ghirlanda di fiori
Olio su tela
73 x 124 cm
L'opera è corredata da uno studio del dottor Gianluca Bocchi, disponibile via email
Figlia del pittore di origine francese Vincenzo Volò, attivo in special modo a Milano nel Seicento. Margherita nacque a Cremona nel 1647, assunse il cognome sposandosi in giovane età con il pittore cremonese Ludovico Caffi presso il quale completò la sua formazione di artista. Risulta ammessa all'Accademia di San Luca di Milano, insieme alla sorella Francesca detta la Vicenzina a partire dal 1697. Rinomata e richiesta in tutta Europa, la Caffi prestò la sua arte agli arciduchi del Tirolo, la casa regnante di Spagna e alla famiglia Medici. Con l’inizio del diciottesimo secolo aprì a Milano un’importante bottega dove si formarono numerosi pittori della scena locale, tant’è che le nature morte e i dipinti di fiori del primo Settecento milanese sono permeati della sua influenza. Pittoricamente, al pari del padre e della sorella, mostra un'estrema libertà della stesura pittorica, un intreccio di pennellate libere e briose espresse a mano sciolta.
Margherita Volò Caffi, also called Vicencina (Milan 1648 - 1710)
Flying Cupids Holding a Garland of Flowers
Oil on canvas
73 x 124 cm
The work is accompanied by a study by Dr Gianluca Bocchi, available via email -
Lot 111 Cornelis de Vos (Hulst 1585 - Anversa 1651) bottega di
Adorazione dei pastori
Olio su tavola
50,5 x 36,5 cm
L'opera riprende, con dimensioni ridotte e atte alla devozione domestica, la pala conservata nella chiesa di San Paolo ad Anversa
Cornelis de Vos, figlio d’arte, nel 1596 si trasferì ad Anversa con la famiglia, dove Cornelis e i suoi fratelli Jan e Paul appresero pittura nella scuola di David Remeeus. Dopo aver completato l’apprendistato, nel 1604 andò a completare la formazione all’estero, anche se tutt’oggi non si sa dove questo sia avvenuto. Nel 1608, evidentemente già rientrato in patria, entrò a far parte della corporazione di San Luca ad Anversa. Negli anni seguenti collaborò con Rubens, Jordaens e Van Dyck nella realizzazione del ciclo di dipinti per la chiesa di San Paolo ad Anversa. Nel 1634 e nel 1636 collaborò nuovamente con Jordaens e Rubens, alla decorazione di uno degli archi trionfali per celebrare l'ingresso ad Anversa del cardinale-infante Fernando, e alla serie di dipinti per la Torre de la Parada a Madrid. Dipinse soggetti storici e religiosi, ed è ricordato per l’importanza della sua produzione ritrattistica.
Cornelis de Vos (Hulst 1585 - Antwerp 1651) workshop of
Adoration of the Shepherds
Oil on panel
50,5 x 36,5 cm
This work is a smaller-scale version, suitable for domestic devotion, of the altarpiece housed in St Paul’s Church in Antwerp -
Lot 112 Elisabetta Marchioni o Marchionni (attiva a Rovigo nel XVII/XVIII secolo)
Vaso e cesto di fiori - Due vasi con fiori
Olio su tela
65 x 78 cm
Anche se oggi il suo nome è universalmente conosciuto in ambito artistico, Elisabetta Marchioni fu una pittrice attiva nello stretto ambito del capoluogo polesano tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo. Non si conosce molto della sua vita, quindi non sono conosciuti eventuali suoi viaggi o contatti con realtà diverse. Nulla conosciamo della sua vita da nubile, fu probabilmente moglie dell’orefice Sante Marchioni. Secondo altri, si tratterebbe invece della monaca rodigina Elisabetta Marchiori, cognome tipicamente veneto. Una terza ipotesi, unificando le due identità, vede Elisabetta, rimasta vedova, essersi fatta monaca, cosa piuttosto comune all’epoca. La sua espressione pittorica trova punti di convergenza stilistica con Margherita Volò Caffi, inoltre le sue opere sono anticipatrici dell’espressione floreale di Francesco Guardi, o del pittore convenzionalmente chiamato Pseudo Guardi o Maestro dei fiori guardeschi.
Elisabetta Marchioni or Marchionni (active in Rovigo in the 17th/18th centuries)
Vase and Basket of Flowers - Two Vases with Flowers
Oil on canvas
65 x 78 cm -
Lot 113 Francesco Simonini (Parma 1686 - Venezia o Firenze 1753 o 1755)
Battaglia tra cavallerie
Olio su tela
43 x 72,5 cm
Francesco Monti, detto il Bresciano o il Brescianino delle battaglie, e Ilario Spolverini furono gli artefici della formazione di Francesco Simonini. Questi lavorò a Firenze, presso i signori di Casa Piccolomini, ove ebbe la felice possibilità di studiare le opere del Borgognone. In seguito si trasferì a Roma, ove oltre a far propria la lezione di Salvator Rosa, dipinse per le famiglie nobili e il clero romano. Lasciata la capitale, fu a Bologna, dove lavorò per il cardinale Ruffo, ambasciatore del papa, dirigendo la sua bottega. Successivamente, lo ritroviamo a Venezia, dove il suo stile, caratterizzato da pennellate rapide e dall'uso di colori vivaci, trovò facile successo. Inoltre egli studiò Marco Ricci, Luca Carlevarijs, Canaletto e Francesco Zuccarelli, ampliando il suo bagaglio in materia, ergo inserendo elementi paesaggistici più articolati nei suoi fondali. Con Giuseppe Zais deve aver avuto un rapporto di reciproca influenza: il veneziano deve molto al parmense nel tema delle battaglie; viceversa Francesco deve a Giuseppe l’approfondimento del tema paesaggistico.
Francesco Simonini (Parma 1686 - Venice or Florence 1753 or 1755)
Cavalry Battle
Oil on canvas
43 × 72,5 cm -
Lot 114 Scuola fiamminga o spagnola del XVII secolo
Natura morta con cacciagione
Olio su tela
79 x 98 cm
Flemish or Spanish school of the 17th century
Still Life with Game
Oil on canvas
79 x 98 cm -
Lot 115 Georg Philipp Rugendas (Augusta 1666 - 1742)
Assedio di una città
Olio su tela
87 x 75 cm
Georg fu allievo di Isacco Fischer, nel 1692 viaggiò in Italia soggiornando a Venezia, poi risiedette per un biennio a Roma, dove colse la lezione del Borgognone. Dopo esser tornato in patria, durante la guerra di successione spagnola ebbe modo di realizzare dei dipinti con spunti dal vivo. Le sue opere sono conservate al Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Bayerische Staatsgemäldesammlungen dell'Alte Pinakothek München, National Galleries Scotland ed altri.
Georg Philipp Rugendas (Augsburg 1666 - 1742)
The Siege of a City
Oil on canvas
87 × 75 cm -
Lot 116 Luca Giordano (Napoli 1634 - 1705) bottega di
Ercole e Deianira
Olio su tela
130 x 94,5 cm
Luca Giordano, dopo un’iniziale attività legata al Ribera, fu a Roma, Firenze e Venezia, ove si interessò allo studio dei maestri del Cinquecento veneto. Tornò a Napoli nel 1653, allontanandosi dal naturalismo, approcciandosi al Barocco sotto l'influenza di Poussin e Rubens nonché del conterraneo Mattia Preti. Spirito libero e curioso, continuò a girovagare e studiare i maestri romani del suo tempo, approfondendo la lezione di Pietro da Cortona e Maratta. Questo importante bagaglio gli permise di esercitarsi in opere complesse e di grandi dimensioni mantenendo un equilibrio compositivo e cromatico, spesso in tempi molto ristretti. Nel 1692 varcò i confini nazionali, chiamato dal re di Spagna Carlo II, desideroso di averlo tra i pittori di corte. Il soggiorno madrileno durò dieci anni e vide Giordano impegnato nei cicli decorativi più importanti della corte spagnola e non solo: Escorial, Casón del Buen Retiro, chiesa di Sant’Antonio dei Portoghesi a Madrid, sacrestia della Cattedrale di Toledo, Monastero di Nostra Signora di Guadalupe, oltre che innumerevoli tele sia per la corte sia per altri nobili spagnoli. Tornò a Napoli nel 1702, dove, sebbene anziano, diede il via alla sua ultima fase creativa. Padrone di una tecnica affinata nei decenni, di un bagaglio enorme di esperienza e sensibilità pittorica, superò il Barocco e realizzò accattivanti rappresentazioni in cui grazia ed eleganza fanno presagire l’imminente arrivo del Rococò.
Luca Giordano (Naples 1634 - 1705) workshop of
Hercules and Deianira
Oil on canvas
130 x 94,5 cm -
Lot 117 Scuola romana del XVI secolo
Cristo in croce
Olio su tela
64 x 42 cm
L'opera s'inserisce nel contesto artistico sorto attorno alle invenzioni pittoriche di Michelangelo. Spesso per puro diletto, sin da giovane Michelangelo realizzò numerosi disegni, che, come riporta Giorgio Vasari, altri pittori avrebbero "colorito", ovvero tradotto in pittura. Il piacere di possedere immagini nate dal genio del Buonarroti suscitò un florido mercato tra i collezionisti, sebbene chiaramente non autografe. Nasce così, in buona parte, la fortuna di artisti quali: Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino e Jacopino del Conte
Roman school of the 16th century
Christ Crucified
Oil on canvas
64 x 42 cm
The work belongs to the artistic context that developed around Michelangelo’s pictorial inventions. Often simply for his own pleasure, from a young age Michelangelo produced numerous drawings which, as Giorgio Vasari recounts, were later "colored" by other painters, meaning translated into painted compositions. The desire to own images conceived by the genius of Buonarroti gave rise to a flourishing market among collectors, although these works were clearly not autograph. This context largely contributed to the success of artists such as Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino, and Jacopino del Conte. -
Lot 118 Carlo Maratta (Camerano 1625 - Roma 1713) bottega di
Vergine Maria dell'Annunciazione
Olio su tela
34 x 29 cm
Alessandro Agresti, che ha curato la monografia Carlo Maratti Eredità ed evoluzioni del classicismo romano, descrive con esemplare chiarezza e sintesi l'importanza del pittore: "Carlo Maratti, nume tutelare dell'arte del Settecento a Roma, inventore di immagini sacre e profane che segnarono il corso della pittura fino al Neoclassicismo maturo [...]". In effetti dal tardo Seicento a tutto il secolo successivo la pittura a Roma, e non solo, guarda al maestro marchigiano. Appartennero alla sua cerchia o furono suoi allievi pittori importantissimi, come: Agostino Masucci, Giuseppe Bartolomeo Chiari, Luigi Garzi, Giuseppe Passeri, Giacinto Calandrucci, Francesco Mancini, Marco Benefial e Sebastiano Conca.
Carlo Maratta (Camerano 1625 - Rome 1713) workshop of
The Virgin Mary of the Annunciation
Oil on canvas
34 x 29 cm -
Lot 119 Scuola francese del XVIII secolo
L'educazione di Amore
Olio su tela
193,5 x 110 cm
Il dipinto rappresenta un tipico esempio di pittura francese della fine del Settecento, ovvero di quegli artisti che sulle orme di François Boucher, Charles-Joseph Natoire, Charles-André van Loo dipinsero con la stessa grazia ed eleganza per il Petit Trianon. Citando i maggiori esponenti di questa compagine: Nicolas-Bernard Lépicié, Antoine Renou, Clément-Louis-Marie-Anne Belle, Charles Monnet, Joseph-Marie Vien, Louis Jean François Lagrenée, Noël Hallé, Gabriel-François Doyen e Nicolas-René Jollain
French school of the 18th century
The Education of Cupid
Oil on canvas
193,5 × 110 cm
The painting is a characteristic example of late eighteenth-century French painting, representative of those artists who, following in the footsteps of François Boucher, Charles-Joseph Natoire, and Charles-André van Loo, worked with the same grace and elegance for the Petit Trianon. Among the leading exponents of this circle were Nicolas-Bernard Lépicié, Antoine Renou, Clément-Louis-Marie-Anne Belle, Charles Monnet, Joseph-Marie Vien, Louis Jean François Lagrenée, Noël Hallé, Gabriel-François Doyen, and Nicolas-René Jollain -
Lot 120 Mattia Preti (Taverna 1613 - La Valletta 1699) bottega di
Cristo e il centurione
Olio su tela
109 x 140 cm
Mattia Preti viene chiamato anche Cavaliere Calabrese date le sue origini. Nel 1630 si trasferì a Roma, come fece anche il fratello maggiore Gregorio, anche lui pittore. Rimase affascinato da Caravaggio e dai suoi seguaci, facendo propria la lezione di Guercino e Lanfranco, pittori emiliani attivi all’Urbe. Durante il periodo romano ottenne il titolo di cavaliere grazie a papa Urbano VIII. Dal 1653 si trasferì a Napoli, dove subì l'influenza di Luca Giordano. Nel 1661 l'artista si trasferì nuovamente, questa volta a Malta, chiamato dal Gran maestro dell'ordine di Malta Raphael Cotoner. Nell'isola realizzò molte opere sia nella capitale sia in varie chiese maltesi.
Mattia Preti (Taverna 1613 - Valletta 1699) workshop of
Christ and the Centurion
Oil on canvas
109 × 140 cm