Presale ASTA 396 - ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
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Lot 73 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 27 x 24 cm Peso: 1594,6 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 74 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 27,5 x 24,5 cm Peso: 1565 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 75 Grande icona da viaggio raffigurante l'Allegoria della Trinità - XIX secolo
Altezza x larghezza: 21 x 16,5 cm Peso: 1181 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona, nonostante il suo peso considerevole, appartiene pienamente al contesto dei Vecchi Credenti, la comunità che nel XVII secolo rifiutò le riforme dello zar e del patriarca Nikon. Costretti a una condizione di perenne esilio e fuga, questi religiosi prediligevano icone metalliche proprio per la loro estrema resistenza: pur essendo pesanti, erano le uniche capaci di affrontare trasporti precari e interramenti senza subire danni. La solidità del bronzo garantiva che l'oggetto sacro rimanesse intatto, fungendo da altare stabile ovunque i fedeli trovassero rifugio. L’opera è caratterizzata da un fondo in smalto policromo su cui si staglia la Trinità del Vecchio Testamento, il modo in cui la tradizione d'Oriente raffigura il mistero trinitario senza contravvenire al divieto di ritrarre Dio Padre, considerato invisibile. Si basa sull'episodio biblico dell'Ospitalità di Abramo (Genesi 18), in cui il patriarca riceve la visita di tre misteriosi viandanti presso la quercia di Mamre. La scena è incorniciata da un fitto tralcio di vite che accoglie numerosi clipei: in posizione apicale è raffigurata la Deesis, con il Cristo affiancato dalla Vergine e da San Giovanni Battista, mentre i medaglioni sottostanti ospitano una serie di santi che compongono una gerarchia celeste protettiva.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 76 Icona raffigurante la Madonna di Smolensk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 28,5 x 25 cm Peso: 1891 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
un'immagine di Maria, che prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l'icona, era stata impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl' ed arrivò in Russia nell'XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo e l'immagine fu posta nella Cattedrale della Dormizione, ma poi andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. A differenza delle più comuni icone metalliche di piccole dimensioni destinate alla devozione privata e al viaggio, questo esemplare appartiene a una tipologia leggermente più grande, concepita per un uso devozionale più stabile e per la collocazione nell’angolo sacro domestico o in spazi di preghiera comunitaria. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, pur mantenendo una certa portabilità, erano meno “da viaggio” e più adatti a una venerazione continuativa e visibile.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 77 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 26 x 23 cm Peso: 2152,3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 78 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 37,5 x 22,5 cm Peso: 1852.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. L’apparato decorativo si espande in una serie di pannelli che includono sia episodi della vita di Cristo sia raffigurazioni di carattere simbolico, integrando narrazione evangelica e contenuti allegorici. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 79 Tavola lignea con icone in metallo applicate - XIX secolo
Altezza x larghezza: 30.5 x 25 cm Peso: 1287,9 gr,
Fusione in bronzo e smalti policromi su tavola
disposte secondo un ordinamento iconografico strutturato. Nelle due cimase superiori compaiono la Trinità neotestamentaria e l’Esaltazione della Santa Croce. Al centro domina la figura del Cristo Pantocratore, fulcro teologico e visivo della composizione. Intorno, una sequenza di episodi cristologici e mariani disposti in senso antiorario: Presentazione al Tempio, Ingresso a Gerusalemme, Trinità veterotestamentaria, Dormizione della Vergine, Anastasis, Trasfigurazione di Cristo e Battesimo di Cristo. L’insieme configura un articolato programma teologico-devozionale, tipico della produzione dei Vecchi Credenti, in cui la sintesi narrativa e simbolica si unisce alla funzione di oggetto di culto domestico. Le figure, rese secondo moduli arcaizzanti, evidenziano la continuità con la tradizione iconografica pre-nikoniana.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 80 Croce da Kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 34 x 17 cm Peso: 616,6 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 81 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 40 x 25 cm Peso : 1472,4 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. L’apparato decorativo si espande in una serie di pannelli che includono sia episodi della vita di Cristo sia raffigurazioni di carattere simbolico, integrando narrazione evangelica e contenuti allegorici. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 82 Croce da kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 38 x 24 cm Peso: 1415,2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. L’apparato decorativo si espande in una serie di pannelli che includono sia episodi della vita di Cristo sia raffigurazioni di carattere simbolico, integrando narrazione evangelica e contenuti allegorici. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 83 Icona da viaggio raffigurante la Dormizione della Vergine - XIX secolo
Altezza x largezza: 28,5 x 24 cm Peso: 2370 gr.
Fusione in bronzo
Al centro della scena, Maria è distesa su un alto catafalco, Dietro il letto funebre campeggia il Cristo, che regge tra le braccia una piccola figura in fasce bianche, che rappresenta l'anima pura della Vergine, nata a nuova vita in cielo. Attorno al letto si stringono i dodici apostoli, divisi in due gruppi. In primo piano si distinguono solitamente Pietro (che incensa il corpo) e Paolo (chinato in segno di profonda venerazione). In basso, davanti al catafalco, è presente la scena del fanatico ebreo che tentò di rovesciare il letto funebre e le cui mani furono mozzate dalla spada dell'Arcangelo Michele. In secondo piano, alle spalle del collegio apostolico, si stagliano Padri della Chiesa e Arcangeli in atteggiamento di venerazione al transito della Vergine. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 84 Icona raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 27.5 x 24 cm Peso: 1577,3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. A differenza delle più comuni icone metalliche di piccole dimensioni destinate alla devozione privata e al viaggio, questo esemplare appartiene a una tipologia leggermente più grande, concepita per un uso devozionale più stabile e per la collocazione nell’angolo sacro domestico o in spazi di preghiera comunitaria. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, pur mantenendo una certa portabilità, erano meno “da viaggio” e più adatti a una venerazione continuativa e visibile. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati della figura compaiono la Vergine e Cristo, entro due nuvole, come testimoni della scena e simbolo della protezione divina.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 85 Icona raffigurante la Madonna di Smolensk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 28 x 24.5 Peso: 2275 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
un'immagine di Maria, che prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l'icona, era stata impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl' ed arrivò in Russia nell'XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo e l'immagine fu posta nella Cattedrale della Dormizione, ma poi andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. A differenza delle più comuni icone metalliche di piccole dimensioni destinate alla devozione privata e al viaggio, questo esemplare appartiene a una tipologia leggermente più grande, concepita per un uso devozionale più stabile e per la collocazione nell’angolo sacro domestico o in spazi di preghiera comunitaria. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, pur mantenendo una certa portabilità, erano meno “da viaggio” e più adatti a una venerazione continuativa e visibile.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 86 Icona da viaggio raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 27 x 24 cm Peso: 1555,5 gr.
Fusione in bronzo
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati, entro due nuvole, compaiono Cristo e la Vergine in miniatura, testimoni della scena e simbolo della protezione divina.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 87 Icona raffigurante San Nicola di Mira - XIX secolo
Altezza x larghezza: 26.5 x 23.5 cm Peso: 1904 gr.
Fusione in bronzo
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. A differenza delle più comuni icone metalliche di piccole dimensioni destinate alla devozione privata e al viaggio, questo esemplare appartiene a una tipologia leggermente più grande, concepita per un uso devozionale più stabile e per la collocazione nell’angolo sacro domestico o in spazi di preghiera comunitaria. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, pur mantenendo una certa portabilità, erano meno “da viaggio” e più adatti a una venerazione continuativa e visibile. L’icona raffigura il Vescovo di Myra (IV secolo) a mezzo busto, vestito con il mantello e l’omophorion, simboli della sua autorità e responsabilità pastorale. La mano destra è alzata nel gesto di benedizione, mentre la sinistra regge il Vangelo, evidenziando la funzione di guida spirituale e di intercessore dei fedeli. Ai lati della figura compaiono la Vergine e Cristo, entro due nuvole, come testimoni della scena e simbolo della protezione divina.
Antichità Sturni - Roma.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 88 Complesso devozionale ortodosso (kiot) con skladen' da viaggio, croce e placche devozionali in bronzo - fine XIX secolo (circa 1880–1900)
Altezza x larghezza: 51 x 44 cm
Tempera su tavola e bronzo fuso
Importante complesso devozionale ortodosso russo costituito da una grande tavola dipinta sulla quale sono stati applicati numerosi elementi bronzei destinati alla devozione privata, secondo una tipologia particolarmente diffusa nella Russia imperiale durante il XIX secolo.
L'impianto compositivo è organizzato secondo un rigoroso asse centrale. Nella parte superiore compaiono due celebri immagini mariane.
A sinistra è raffigurata la Madre di Dio di Kazan, una delle icone più venerate della tradizione ortodossa russa, mentre a destra compare la Madre di Dio della Tenerezza (Eleousa), raffigurata nell'intimo gesto dell'abbraccio con il Bambino.
Tra le due icone è fissata una croce processionale in bronzo fuso, raffigurante il Cristo crocifisso affiancato dalla Vergine, da San Giovanni Evangelista e da altri santi secondo la tradizionale iconografia russa delle croci devozionali.
L'elemento principale dell'opera è costituito dal magnifico trittico devozionale da viaggio (skladen'), realizzato in bronzo fuso e decorato con smalti azzurri. Le quattro ante mobili presentano una ricchissima successione di scene in bassorilievo raffiguranti le principali festività liturgiche della Chiesa ortodossa, episodi della vita di Cristo, della Vergine e dei santi, secondo il tradizionale ciclo delle Dodici Grandi Feste (Dodekaorton).
Le cuspidi superiori ospitano ulteriori scene sacre, organizzate entro eleganti profili architettonici ispirati alle coperture delle antiche chiese russe.
Nella parte inferiore della composizione è applicata una raffinata placca bronzea raffigurante San Nicola Taumaturgo, rappresentato a mezzo busto nell'atto di benedire mentre sostiene il Vangelo aperto. Ai lati della placca centrale sono dipinte le figure equestri di San Giorgio e di San Demetrio di Tessalonica, entrambi raffigurati nell'atto di trafiggere il male secondo la consolidata iconografia militare bizantino-russa.
L'intero fondo della tavola è rivestito in foglia d'oro, successivamente decorata mediante una delicata incisione a motivi vegetali stilizzati che conferisce all'insieme particolare ricchezza decorativa.
L'opera costituisce un significativo esempio dei complessi devozionali domestici realizzati nella Russia imperiale durante la seconda metà del XIX secolo. Gli smalti azzurri che decorano lo skladen' costituiscono un elemento tipico della migliore produzione russa ottocentesca destinata alla devozione privata.
L'insieme denota un oggetto costruito progressivamente, probabilmente attraverso l'assemblaggio di diversi manufatti devozionali appartenenti al medesimo ambito religioso.
Nel corso del XIX secolo le botteghe specializzate di Mosca, Guslitsy, Vetka e degli altri principali centri dei Vecchi Credenti (Staroobrjadcy) svilupparono una straordinaria produzione di croci e icone fuse in bronzo. Tali manufatti, ottenuti mediante fusione in stampi multipli e spesso arricchiti da smalti policromi, erano apprezzati per la loro robustezza, trasportabilità e fedeltà agli antichi modelli bizantino-russi.
Non era raro che famiglie particolarmente devote assemblassero nel tempo diversi bronzi liturgici su un'unica tavola dipinta, creando veri e propri complessi devozionali domestici destinati alla preghiera privata.
La presente opera si inserisce pienamente in questa tradizione. Per caratteristiche stilistiche della pittura, qualità della fusione, tipologia degli smalti e costruzione della tavola, il complesso può essere riferito alla produzione della Russia centrale, probabilmente nell'ambito delle officine legate ai Vecchi Credenti, tra gli ultimi decenni del XIX secolo.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
La superficie pittorica presenta diffuse craquelure, cadute di colore localizzate, abrasioni e usure compatibili con il lungo utilizzo devozionale.
La foglia d'oro conserva gran parte della propria brillantezza originale, pur mostrando fisiologiche perdite e consumazioni nelle aree maggiormente esposte.
Gli elementi bronzei conservano integralmente la propria struttura originale e presentano una naturale patina di ossidazione, leggere usure superficiali e limitate perdite degli smalti.
Il supporto ligneo, costituito da più assi verticali irrigidite da due traverse posteriori originali, appare stabile e coerente con l'età dell'opera, senza evidenza di restauri strutturali invasivi. -
Lot 89 Coppia di icone raffiguranti gli Arcangeli Gabriele e Michele - XVIII secolo
Dimensions: Height × width: 20.5 × 14.5 cm Weight: 629.1 g
Fusione in bronzo
Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 90 Croce da Kiot - XIX secolo
Altezza x larghezza: 24 x 13 cm Peso: 677.7 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
L’opera presenta la struttura canonica della croce russa a otto punte, con tre traverse, in cui il braccio inferiore inclinato funge da suppedaneo simbolico. Al centro si trova la raffigurazione della Crocifissione, mentre nella sezione superiore è rappresentata la colomba dello Spirito Santo, affiancata da due angeli in volo. Sopra di essi appare Cristo che emerge dalle nubi, creando un asse verticale simbolico che unisce Padre, Spirito Santo e Figlio. Alla base della croce è visibile un teschio, simbolo del Golgota, che ricorda il luogo della morte di Cristo e la vittoria sulla morte attraverso la resurrezione. Ai piedi della croce, la scena del Calvario è completata dalle quattro figure canoniche dei testimoni: a sinistra la Vergine Maria accompagnata da Santa Maria di Cleofa, mentre a destra si stagliano San Giovanni Evangelista e il Centurione Longino, identificabile dall’armatura romana. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni, erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 91 Trittico da viaggio raffigurante la Madre della Consolazione - XIX secolo
Altezza x larghezza: 9 x 10 cm
Fusione in bronzo e smalti policromi
Il manufatto si presenta come un altarolo portatile a tre valve apribili in bronzo fuso, tipico della produzione metallurgica russa dei Vecchi Credenti. La valva centrale ospita l'iconografia della Madre di Dio della Consolazione, un culto la cui origine la tradizione fa risalire al miracoloso salvataggio da un naufragio del figlio di Teodosio I, Arcadio, attribuito all'intervento della Vergine Maria. Sul luogo del ritrovamento di Arcadio, sulla spiaggia di Vatopedi nei pressi del Monte Athos, il patriarca Nettario eresse un santuario e vi collocò l’icona dell’Otrada, sul cui modello furono dipinte copie poi inviate in Russia. Nelle valve laterali il programma iconografico si sviluppa attraverso quattro delle Grandi Feste dell'anno liturgico: l’Entrata a Gerusalemme e la Presentazione al Tempio, seguite dalle scene pasquali dell’Anastasis (la Discesa agli Inferi) e dell’Ascensione.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
Il lotto è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 92 Icona da viaggio raffigurante la Pietà - XIX secolo
Altezza x larghezza: 11x9.6 cm Peso: 206.7 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 93 Icona da viaggio raffigurante la Deesis allargata - Inizio XX secolo
Altezza x larghezza: 13 x 10.5 cm Peso: 417.3 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Al centro troneggia il Cristo Pantocratore, seduto sul trono regale, mentre tiene il Vangelo aperto e solleva la mano nel gesto della benedizione. Ai suoi lati, la Vergine Maria e San Giovanni Battista sono raffigurati in piedi, leggermente chinati verso di Lui in segno di preghiera per l'umanità. Completano il corteo di intercessione altre figure di Santi. Questa icona appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Antichità Manasse - Roma
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 94 Polittico da viaggio raffigurante le dodici feste ortodosse e quattro miracolose apparizioni della Vergine - XIX secolo
Altezza x larghezza: 17 x 40 cm Peso: 1295 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Il manufatto, pregevole esempio della produzione metallurgica dei Vecchi Credenti, si presenta come un polittico portatile in quattro valve. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. Le prime tre valve del polittico illustrano il ciclo delle Dodici Grandi Feste della Chiesa Ortodossa, asse portante dell'anno liturgico. Ciascuna anta è sormontata da una cimasa a forma di kokoshnik, le quali raffigurano, da sinistra a destra: la Crocifissione di Cristo, la Trinità del Nuovo Testamento e l’Esaltazione della Croce. La quarta valva si distacca tematicamente dalle precedenti, configurandosi come un'unitaria glorificazione della Theotokos. In essa sono riprodotte quattro tra le più venerate effigi mariane della tradizione russa: la Madre di Dio di Tikhvin; la Madre di Dio di Vladimir; la Madre di Dio di Smolensk; la Madre di Dio del Segno (Znamenie). La cimasa di quest'ultima anta è dedicata alla Lode alla Madre di Dio: la Vergine è assisa in trono al centro, circondata dai profeti dell'Antico Testamento. Nella parte superiore campeggia il Cristo Emanuele a mezzo busto, mentre nel registro inferiore è raffigurato il profeta mesopotamico Balaam. Quest'ultimo è colto in posizione genuflessa, con la mano tesa a indicare la stella, simbolo della sua celebre profezia messianica. Il piatto esterno presenta una cornice fitomorfa, composta da densi intrecci di elementi vegetali che si fondono armoniosamente con strutture architettoniche stilizzate. Al centro della composizione, entro una sobria riserva ovale, campeggia l'immagine della Croce del Golgota. Il simbolo della Passione si staglia su uno sfondo scenografico di grande dettaglio, dove sono delineate le mura turrite di Gerusalemme e i complessi volumi di edifici che evocano la città santa secondo l'estetica visionaria della tradizione russa.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 95 Icona da viaggio raffigurante la Madonna di Smolensk - XIX secolo
Altezza x larghezza: 16 x 13,5 cm Peso: 578.7 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
un'immagine di Maria, che prende il nome dalla città di Smolensk. La tradizione riporta che l'icona, era stata impiegata per benedire le vie di Costantinopoli da Costantino IX Monomaco, in occasione del matrimonio di sua figlia Anna con il principe Vsevolod di Jaroslavl' ed arrivò in Russia nell'XI secolo. Vladimiro II Monomaco la donò solennemente alla città di Smolensk nel XII secolo e l'immagine fu posta nella Cattedrale della Dormizione, ma poi andò perduta durante la Seconda guerra mondiale. Questo oggetto, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo. Tali manufatti, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo. -
Lot 96 Polittico da viaggio raffigurante le dodici feste ortodosse e quattro miracolose apparizioni della Vergine - XIX secolo
Altezza x larghezza: 17.5 x 41 cm Peso: 1341.2 gr.
Fusione in bronzo e smalti policromi
Il manufatto, pregevole esempio della produzione metallurgica dei Vecchi Credenti, si presenta come un polittico portatile in quattro valve. Tali manufatti, generalmente di piccole dimensioni erano destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarli facilmente e, se necessario, di nasconderli, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. Le prime tre valve del polittico illustrano il ciclo delle Dodici Grandi Feste della Chiesa Ortodossa, asse portante dell'anno liturgico. Ciascuna anta è sormontata da una cimasa a forma di kokoshnik, le quali raffigurano, da sinistra a destra: la Crocifissione di Cristo, la Trinità del Nuovo Testamento e l’Esaltazione della Croce. La quarta valva si distacca tematicamente dalle precedenti, configurandosi come un'unitaria glorificazione della Theotokos. In essa sono riprodotte quattro tra le più venerate effigi mariane della tradizione russa: la Madre di Dio di Tikhvin; la Madre di Dio di Vladimir; la Madre di Dio di Smolensk; la Madre di Dio del Segno (Znamenie). La cimasa di quest'ultima anta è dedicata alla Lode alla Madre di Dio: la Vergine è assisa in trono al centro, circondata dai profeti dell'Antico Testamento. Nella parte superiore campeggia il Cristo Emanuele a mezzo busto, mentre nel registro inferiore è raffigurato il profeta mesopotamico Balaam. Quest'ultimo è colto in posizione genuflessa, con la mano tesa a indicare la stella, simbolo della sua celebre profezia messianica. Il piatto esterno presenta una cornice fitomorfa, composta da densi intrecci di elementi vegetali che si fondono armoniosamente con strutture architettoniche stilizzate. Al centro della composizione, entro una sobria riserva ovale, campeggia l'immagine della Croce del Golgota. Il simbolo della Passione si staglia su uno sfondo scenografico di grande dettaglio, dove sono delineate le mura turrite di Gerusalemme e i complessi volumi di edifici che evocano la città santa secondo l'estetica visionaria della tradizione russa.
Classificazione dello stato di conservazione: **** buono.
L'icona è in un buono stato di conservazione con le normali usure e difetti commensurati all’epoca e all’uso nel tempo.