L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I

Presale L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I

Thursday 30 July 2026 hours 17:00 (UTC +01:00)
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  • Enrico Benetta (1977)
Passione, 2005
    Lot 1

    Enrico Benetta (1977)
    Passione, 2005
    Acrilico, smalto e sabbie su carta applicata su tela
    125 x 85 cm

    Firma: “EB”, “Enrico Benetta” sul verso
    Data: “settembre 2005” sul verso
    Altre iscrizioni: “Per autentica” sul verso
    Elementi distintivi: sul verso, timbro della Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna

    Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: sul verso dell'opera, certificato di originalità della Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna, con titolo e dati relativi all’opera; fotocertificato firmato dall'artista, non datato

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Adriano Piotto (1952)
Senza titolo, 2003
    Lot 2

    Adriano Piotto (1952)
    Senza titolo, 2003
    Acrilico su tela
    80 x 60 cm

    Firma: “apiotto” al recto
    Data: “03” al recto
    Elementi distintivi: timbro dell’artista sul telaio e sul verso

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Danilo Soligo (1920 - 2016)
Natura morta, 1983
    Lot 3

    Danilo Soligo (1920 - 2016)
    Natura morta, 1983
    Olio su tavola
    39,6 x 30 cm

    Firma: “D. Soligo” al recto
    Data: “1983” al recto
    Altre iscrizioni: “Danilo Soligo” sul verso

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Ottorino Stefani (1928 - 2016)
Composizione con girasoli, 1982
    Lot 4

    Ottorino Stefani (1928 - 2016)
    Composizione con girasoli, 1982
    Olio su tavola
    30 x 40 cm

    Firma: “Stefani” al recto; “Ottorino Stefani” sul verso
    Data: “1982” sul verso
    Altre iscrizioni: sul verso “Composizione con girasoli olio, 1982 30 × 40” e “Per la dogana Vienna 1 comp. con girasoli”
    Elementi distintivi: sul verso timbro con nome e indirizzo dell’artista

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    Nativo di Volpago del Montello, Stefani ha vissuto gran parte della sua vita a Montebelluna. Legato a personalità della cultura locale come Orazio Celeghin e Manlio Dazzi, frequentò l’Accademia di Belle Arti e la Facoltà di Architettura di Venezia, avvicinandosi alla lezione di Bruno Zevi e Carlo Scarpa. Si laureò nel 1978 con una tesi su Antonio Canova, autore cui dedicò importanti studi, così come a Noè Bordignon, Luigi Serena, Luigi Bianchi Barriviera e Renzo Biasion. Per trent’anni insegnò disegno e storia dell’arte presso l’Istituto Magistrale di Montebelluna, dedicandosi costantemente alla pittura. A Ottorino Stefani si devono anche numerose raccolte poetiche ed il saggio "Itinerari autobiografici". Bibliografia di confronto: Marco Goldin e Alberico Sala, a cura di, "Ottorino Stefani", Cornuda, 1989.

  • Roberto Poloni (1938)
Allegria su Montebelluna
    Lot 5

    Roberto Poloni (1938)
    Allegria su Montebelluna
    Olio su tela
    75 x 50 cm

    Firma: “Poloni” al recto; “Roberto Poloni” sul verso
    Altre iscrizioni: “Allegria su Montebelluna” e “opera mia autentica” sul verso

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Alessandro Varotari detto il Padovanino (1588 - 1649)
Venere
    Lot 6

    Alessandro Varotari detto il Padovanino (1588 - 1649)
    Venere
    Olio su tela
    69,5 x 155 cm

    Elementi distintivi: sul verso, etichetta antica scritta a mano “n. 16 Titian's Venus”; etichetta della Veneto Banca con riferimenti di inventario

    Provenienza: collezione Lorenzo Furegon; Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: Scheda di Ugo Ruggeri, non datata, come Padovanino

    Stato di conservazione. Supporto: 70% (reintelo)
    Stato di conservazione. Superficie: 90%

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    Caratterizzato dallo splendido accordo del corpo dorato di Venere, contro lo sfondo tenebroso del paesaggio notturno e il grande drappo porpora, il dipinto appartiene alla maturità del Padovanino, formatosi sull'opera di Tiziano e maestro di Pietro Liberi, Pietro della Vecchia, Giulio Carpioni ed altri artisti fortemente legati ai modelli del rinascimento veneziano. Tipici dell'artista sono anche il volto, il gioco della mano piegata, le ampie geometrie del panneggio, le ombreggiature che gradualmente uniscono l'incarnato con lo sfondo, il veloce pennellare che disegna le trasparenze. Nel 2021, l'opera è stata sottoposta ad una serie di analisi (per cura di Diagnistica Fabbri, la cui relazione riprendiamo ampiamente a seguire) comprendenti radiografia, riflettografia infrarossa, infrarosso a falsi colori e fluorescenza ultravioletta, allo scopo di determinarne le tecniche esecutive e lo stato di conservazione, i cui risultato hanno confortato la attribuzione. In radiografia, in particolare, è emersa la sovrapposizione di almeno due studi per la testa, con diverse inclinazioni ed il conseguente spostamento anche di occhio, naso e bocca, con una capigliatura quasi sciolta nella stesura originale, in seguito raccolta in una coda bassa sotto la nuca e ridotta grazie a lunghe pennellate fluide, visibili in all'infrarosso, di cui si dirà meglio a seguire. Similmente il seno presenta uno sdoppiamento del contorno, in quanto ridotto in ultima stesura. La ripresa in riflettografia infrarossa ha inoltre evidenziato un tratto scuro, piuttosto opaco, dunque a probabile composizione carboniosa, che definisce le anatomie del soggetto e i dettagli della vegetazione Intorno al corpo di Venere, accanto a questo disegno fine eseguito probabilmente con un medium secco, risaltano con nitidezza uno o più segni ampi e dal tratto fluido, i quali seguono precisamente il contorno delle forme, con l'effetto di accentuare il chiaroscuro di raccordo allo sfondo, favorendo la resa plastica delle forme: osservando in particolare l'ascella, si può vedere come il lungo tratto di pennello serva ad ampliare leggermente la dimensione del braccio e del busto. Nel panneggio, questo trattamento rappresenta l'ombra proiettata dal corpo sul drappo rosso. Nella zona delle caviglie e degli avambracci, allo stesso modo, si riscontra la compresenza di disegno preparatorio e pennellate scure, mentre le mani mostrano chiari segni di ridefinizione dei contorni e, in alcuni casi, di riposizionamento delle dita prima di giungere all’impostazione finale. All'infrarosso, inoltre, la vegetazione sullo sfondo acquisisce maggiore leggibilità nei dettagli, che tendono invece a perdersi nell’osservazione ad occhio nudo a causa delle tinte scure presenti: nella ripresa riflettografica, anche in falso colore, diviene quindi ben visibile il profilo dello scoiattolo il quale, oltretutto, è stato realizzato in sovrapposizione al tronco su cui poggia. Si può così tornare ad una immagine più vicina alla ideazione dell'artista, dal punto di vista della profondità dell'immagine. All'ultravioletto non sono emersi danni di rilievo alla pellicola pittorica, tanto che i ritocchi pittorici appaiono sporadici e circoscritti ad aree limitate, ma si è osservata la compresenza di ritocchi scuri e altri meno evidenti, segno che il dipinto è stato restaurato in almeno due occasioni cronologicamente distinte.
    La piena attribuzione della tela a Padovanino è stata avanzata da Ugo Ruggeri, autore del catalogo ragionato dell'artista (Soncino, 1993), previo esame dal vero. Secondo lo studioso, la tela si mostra «certa e autografa» nel «confronto con sue opere quali il 'Trionfo di Teti' dell'Accademia Carrara di Bergamo - che completava la serie delle copie dei 'Baccanali' di Tiziano dipinte dall'artista nel suo giovanile viaggio romano (cfr. U. Ruggeri, "Il Padovanino", in "Saggi e Memorie di Storia dell'Arte", 16, 1988, p. 27, fig. 11) - la 'Arianna abbadonata' in collezione privata (Ruggeri, cit. fig. 13), la 'Venere e Adone' in Palazzo Madama a Roma (Ruggeri, cit., fig. 32) e numerosi altri dipinti nei quali il Padovanino si esercita nella rivisitazione dei modi giovanili di Tiziano, in modi di classicismo cromatico che gli sono del tutto tipici. Siamo qui di fronte, molto probabilmente, ad un'opera della prima maturità del Padovanino, quando cioè il rapporto con l'arte del Vecellio è più sentito e fondato, e non ancora alterato da quei manierismi grafici e cromatici che caratterizzano l'arte del Padovanino nella seconda fase della sua attività, successiva all'esecuzione della 'Morte di Procri' della collezione Donzelli di Firenze, datata 1631». Lo specialista - riservandosi «la pubblicazione in adeguata sede scientifica» - conclude segnalando che si tratta di un'opera «assolutamente tipica dell'artista, di qualità molto alta nella manovra cromatica affocata che distingue tanto la figura quanto il paesaggio retrostante e la marina, anch'essa tipicamente tizianesca».
    Marco Horak, in una dettagliata scheda critica, attribuisce l'opera piuttosto alla bottega di Padovanino, in stretta adesione alle riflessioni del maestro su Tiziano: «Il dipinto in esame evidenzia in ogni sua parte la lezione del cadorino: dalla tipica cromia di stretta derivazione, all’uso sapiente dei contrasti luministici e degli sfumati, che rendono il corpo di Venere quasi tridimensionale, il tutto in osservanza di quei dettami che permisero alle opere uscite dalla bottega del Padovanino di continuare in maniera spesso accademica la grande tradizione
    cinquecentesca, rimanendo egli estraneo alle nuove tendenze della pittura veneta. Il modellato sicuro ed il cromatismo prezioso del pittore e del suo atelier hanno saputo imprimere alla
    produzione una formale eleganza che trovò la sua massima espressione nelle molte rappresentazioni mitologiche di chiaro significato erotico, come la Venere in oggetto, che furono commissionate anche da diversi eruditi committenti, come i letterati dell’Accademia degli Incogniti. Si tratta di dipinti improntati all’erotismo, dove il pittore esibisce nudi candidissimi e sensuali di grande effetto visivo e purezza classica, che riescono talvolta a precorrere di oltre un secolo l’impatto di Sebastiano Ricci o di Giovanni Antonio Pellegrini». Secondo lo studioso, «La definizione di una precisa ipotesi attributiva, tale da essere condivisa anche dalla critica prevalente, in ordine all’indicazione dell’autore (o degli autori?) dell’opera non è un esercizio di semplice attuazione e, in assenza di ulteriori riferimenti o improbabili ritrovamenti di nuove fonti documentarie, rimane un problema ancora aperto, anche in considerazione del non trascurabile numero di pittori che sono passati attraverso la bottega del Padovanino, fra i quali pure la sorella Chiara e il figlio Dario Varotari il Giovane, che si rivelò un talentuoso personaggio eclettico (fu infatti un valente incisore, pittore e ritrattista, autore di componimenti poetici in lingua veneta e librettista d’opera). Rimane comunque la considerazione che trattasi di un’opera di qualità molto elevata in cui sembrerebbero non potersi escludere interventi diretti dello stesso Alessandro Varotari, più noto come “Padovanino”».
    Sono state espresse ulteriori autorevoli opinioni in favore della piena attribuzione a Padovanino, ovvero a Ludovico David (1648-1739) o Ludovico Dorigny (1654-1742).

    Ringraziamo Marco Horak e Davide Bussolari (Diagnostica Fabbri) per il supporto nella catalogazione dell'opera.

  • Mikail Ciomakov (XX secolo)
Nudo di donna
    Lot 7

    Mikail Ciomakov (XX secolo)
    Nudo di donna
    Olio su masonite
    48 x 68,5 cm (luce)

    Firma: “M. Yomakob” al recto
    Elementi distintivi: sul verso, una etichetta anonima con dati dell’opera; etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    Autore surrealista bulgaro, si è diplomato all'Accademia d'Arte di Sofia, specializzandosi in design. Ha lavorato come come scenografo per la televisione e nel teatro Sliven come sceneggiatore. Dopo l'Accademia, si appassiona al surrealismo di Salvador Dalì, che lo influenza molto. Prima del 1989 ha lavorato per "Hemus", un'organizzazione per l'esportazione di opere d'arte bulgare all'estero. Pochi mesi prima della caduta del regime comunista in Bulgaria, durante la cosiddetta perestrojka, ottenne un passaporto turistico. Già alla sua prima mostra all'estero, a Nîmes, tutti i suoi quadri vengono acquistati. In Italia si è appoggiato alla galleria Sterling. Trasferitosi ad Ancona, a Villa Lauri, inizia una forte produzione per il mercato italiano. Dopo cinque anni, rientra in Bulgaria, dove si dedica all'insegnamento di teoria dell'arte, pittura, illustrazione e performance presso la New Bulgarian University (Svetoslava Bancheva, "Михаил Чомаков: Отидох в Рим с трабант, станах художник на Камората", e-vestnik.bg, 05.11.2007).

  • Edouard Pignon (1905 - 1993)
Senza titolo
    Lot 8

    Edouard Pignon (1905 - 1993)
    Senza titolo
    Litografia su carta
    70 x 50 cm

    Firma: “Pignon” al recto in lastra
    Altre iscrizioni: tiratura “52/90” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con riferimenti di inventario; una etichetta anonima con dati dell’opera

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Augusto Murer (1922 - 1985)
Nudo di donna, 1972
    Lot 9

    Augusto Murer (1922 - 1985)
    Nudo di donna, 1972
    Bronzo patinato a cera persa, esemplare unico
    36,5 x 9,1 x 13,7 cm (scultura)
    6 x 17,9 cm (basamento)

    Firma: “A. Murer” iscritto in fusione
    Data: “72” iscritto in fusione

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: fotocertificato datato 5 febbraio 1973, firmato dall'artista

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    Come segnala Murer nel fotocertificato, si tratta di una "scultura fusa in un solo esemplare con la tecnica della cera persa".

  • Filiberto Bartoli (1943)
Ocio fioi xe’ rivà el mato Cabibo dei Strafanici
    Lot 10

    Filiberto Bartoli (1943)
    Ocio fioi xe’ rivà el mato Cabibo dei Strafanici
    Matita e colori acrilici su compensato
    80 x 100 cm

    Firma: “Bartolo Filiberto” in colore al recto e in pennarello al verso
    Data: “72” in colore al recto e a pennarello al verso
    Elementi distintivi: timbro circolare ed etichetta del Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea di Arona, 1972; due timbri dell’autore con dati dell’opera; su un lato della cornice due etichette con riferimenti inventariali di cui una anonima e l’altra della Banca Popolare di Intra; sul fronte della cornice etichetta con titolo

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
    Esposizioni: Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea di Arona, maggio 1972

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    Nei dialetti veneto-giuliani, "cabibo" o "cabibbo" (con raddoppiamento popolare della esplosiva labiale) significò "uomo scaltro e malfido" e, in seguito, "sciocco", e fu anche utilizzato come offesa nei confronti degli immigrati dal Meridione. La parola deriva dall'arabo "habíb" (amico), voce usata, in particolare negli eserciti islamici per rivolgersi a persona sconosciuta ma vicina, e poi assunta nei dialetti italici. La parola "strafanici", invece, è di uso triestino e significa cose di poco valore, cianfrusaglie, ninnoli. Deriva forse dal latino "extra faniculum", gli ex-voto che venivano appesi fuori dai tempietti e che il tempo e le intemperie rovinavano inesorabilmente. Alternativamente, può descrivere un buono a nulla, una persona poco seria, senza carattere… insomma: uno "strafanìc".
    Il significato del quadro è allora - "Occhio ragazzi, è arrivato l'amico delle chincaglierie".
    Ricorda l'autore, in una conversazione telefonica di supporto alla schedatura (15.12.2020), di aver irriverentemente utilizzato, per comporre l'immagine, alcune opere d'arte presentate alla contemporanea Biennale di Venezia.

  • Biagio Castilletti (1966)
Roma, 2007
    Lot 11

    Biagio Castilletti (1966)
    Roma, 2007
    Acrilico su tela
    40 x 40 cm

    Firma: “Biagio Castilletti” sul verso e sul telaio
    Data: “2007” sul verso
    Altre iscrizioni: “Roma” sul verso

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    Castilletti reinterpreta il paesaggio urbano, lavorandovi come un pittore di vedute, ma a partire da stampe o foto antiche. Restituisce così di Roma,in particolare delle sue prospettive più famose, un'immagine poetica e inusitata.

  • Ippolito Caffi (1809 - 1866)
Benedizione di Pio IX a piazza San Pietro, 1856 circa
    Lot 12

    Ippolito Caffi (1809 - 1866)
    Benedizione di Pio IX a piazza San Pietro, 1856 circa
    Olio su tela
    26 x 40,7 cm

    Firma: “CAFFI” al recto; “IP. ° CAFFI a Roma” sul telaio
    Elementi distintivi: al recto, etichetta di metallo con nome autore e titolo sulla cornice; sul telaio, due etichette con numeri “5” e “48”

    Provenienza: Kunsthaus Wilhelm Ettle, Francoforte sul Meno (1943); collezione privata; Auktionshaus Wilhelm M. Döbritz, Francoforte sul Meno (16.06.2007, l. 40; € 95.940); Veneto Banca SpA in LCA
    Bibliografia: Gemälde neuer und alter Meister, Plastik, Aquarelle, Zeichnungen, Möbel, antike Teppiche aus oberhessischem und verschiedenem. Katalog nr. 103, catalogo della vendita, Francoforte sul Meno, 1943, p. 10 n. 48 (con il titolo Der Petersplatz in Rom)
    Esposizioni: Gemälde neuer und alter Meister, Plastik, Aquarelle, Zeichnungen, Möbel, antike Teppiche aus oberhessischem und verschiedenem, Kunsthaus Wilhelm Ettle, Francorte sul Meno 23 – 24 febbraio 1943

    Stato di conservazione. Supporto: 80% (danno alla tela, suturato al verso)
    Stato di conservazione. Superficie: 90% (craquelures)

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    Ippolito Caffi (Belluno 1809 – Lissa 1866) può essere a pieno titolo considerato l’ultimo erede della grande tradizione del vedutismo veneto, genere rinnovato dall’artista attraverso lo studio del vero. È, tuttavia, decisiva per la formazione del suo linguaggio l’esperienza romana. Trasferitosi nel gennaio 1832, venne in contatto con la comunità artistica internazionale residente nella città eterna, apprezzando Camille Corot e William Turner. Le variazioni della luce, dalle prime ore dell’alba fino alla notte, sono l’elemento caratterizzante delle sue più celebri vedute replicate con varianti. Il soggiorno romano fu interrotto da periodi trascorsi a Venezia, Milano e Trieste e tra il 1843 e il 1844 da un viaggio in Oriente che toccò Napoli, Atene, la Turchia, la Palestina e l’Egitto. Spirito irrequieto e fervente patriota, nel 1848 partecipò alle battaglie per l’indipendenza di Venezia e, costretto all’esilio, viaggiò tra il nord Italia, Londra, la Spagna e Parigi, per tornare nuovamente a Roma nel 1855. Nel 1860 si aggregò all’esercito garibaldino e morì il 20 luglio 1866 durante la battaglia navale di Lissa nell’affondamento della nave 'Re d’Italia', su cui si era imbarcato per registrare le imprese belliche contro gli austriaci.
    Piazza San Pietro è uno dei motivi su cui Caffi torna più volte, tanto negli anni Quaranta quanto nel secondo soggiorno romano tra il 1855 e il 1857, per rispondere alle richieste della sua nutrita schiera di committenti con varianti nella luminosità, nelle condizioni atmosferiche e nella presenza o meno di figure umane. Come notato da Federica Pirani, è questo uno dei temi in cui la scelta del taglio permette di porre in relazione l’artista con le ricerche dei protofotografi attivi a Roma in questi stessi anni (Federica Pirani, scheda “Benedizione papale a San Pietro”, in Annalisa Scarpa, a cura di, "Caffi. Luci del Mediterraneo", catalogo della mostra, Milano, 2005, p. 271 n. 47).
    In particolare, l’opera in esame fa parte di uno specifico sottogruppo caratterizzato dalla presenza della folla festante in attesa della benedizione papale, uno degli eventi di maggior rilievo del calendario romano sia per i fedeli locali sia per i turisti di passaggio. Si segnalano, in particolare, i dipinti pubblicati nel catalogo della mostra "Caffi. Luci del Mediterraneo" (p. 146 n. 47, Roma, Museo di Roma, inv. MR 5680; p. 148 n. 49, collezione privata) e nella monografia curata da Ferdinando Peretti (Ferdinando Peretti, "Ippolito Caffi 1809-1866", Roma, 2016, p. 84 nn. 45-46, entrambi collezione privata; p. 85 nn. 47-48, entrambi collezione privata, p. 86, n. 49, Venezia, Ca’ Pesaro; p. 87, nn. 51-52, entrambi collezione privata; p. 88, nn. 53-54, entrambi collezione privata). La data 1843 del primo dipinto della serie e 1856 dell’ultimo documenta come Caffi ritorni costantemente nel corso del tempo sullo stesso motivo. L’analisi stilistica dell’opera, caratterizzata da un segno veloce e compendiario, permette di collocare la veduta nel secondo soggiorno romano. La piazza è raffigurata da un punto di vista leggermente rialzato, probabilmente da uno dei palazzi che occupavano la Spina di Borgo, demolita tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento per creare via della Conciliazione, immersa nella luce zenitale del mezzogiorno, ora in cui il pontefice si affacciava dalla Loggia delle benedizioni protetto da un baldacchino bianco, come dimostrano le ombre corte e il chiarore quasi abbagliante degli edifici. La folla, seppur resa in maniera compendiaria, è attentamente studiata nei suoi costumi, registrando l’intera società romana dai popolani ai nobili, dagli zuavi pontifici ai forestieri. È, infatti, noto che Caffi fosse solito recare sempre con sé un taccuino su cui ritraeva la gente comune. Il dipinto in esame, comparso sul mercato nel 2007 a Francoforte sul Meno, doveva appartenere a una collezione tedesca almeno sin dall’inizio del Novecento, come attestato dal catalogo della vendita “Gemälde neuer und alter Meister, Plastik, Aquarelle, Zeichnungen, Möbel, antike Teppiche aus oberhessischem und verschiedenem” tenutasi presso la Kunsthaus Wilhelm Ettle nel febbraio 1943.

    Teresa Sacchi Lodispoto

  • Enrico Benetta (1977)
Senza titolo
    Lot 13

    Enrico Benetta (1977)
    Senza titolo
    Acrilico, smalto e sabbie su carta applicata su tela
    155 x 105 cm

    Firma: “Benetta”, “EB” sul verso

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Italia (XIX secolo)
Dominio veneto nell'Italia
    Lot 14

    Italia (XIX secolo)
    Dominio veneto nell'Italia
    Stampa acquerellata a mano su carta
    40,5 x 54,6 cm (luce)

    Elementi distintivi: al verso, etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna, con riferimento inventariale

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 90%
    Stato di conservazione. Superficie: 80% (carta ingiallita, scoloritura)

    For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80

  • Elio Ciol (1929)
Sprazzi di primavera, Bosco del Cansiglio, 2005
    Lot 15

    Elio Ciol (1929)
    Sprazzi di primavera, Bosco del Cansiglio, 2005
    Stampa offset su carta
    35 x 50,8 cm (luce)
    48 x 68 cm (Foglio)

    Altre iscrizioni: “SPAZZI DI PRIMAVERA, Bosco del Cansiglio, maggio 2001” al recto

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

    For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80

    Foglio da un calendario realizzato da Veneto Banca per celebrare l’opera fotografica di Ciol. Bibliografia di riferimento: Aa. Vv., "Elio Ciol. Ascoltare la luce / Listen to the light", Sottomarina di Chioggia - Venezia, 2003

  • Pietro Spinetta (1947)
Campagna trevigiana (riproduzione da G. Ciardi), 2006
    Lot 16

    Pietro Spinetta (1947)
    Campagna trevigiana (riproduzione da G. Ciardi), 2006
    Olio su tela
    45 x 116 cm

    Altre iscrizioni: "Ciardi" al recto
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta dell’artista con dati relativi all’opera

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Roberto Poloni (1938)
Ponte di Rialto. Venezia
    Lot 17

    Roberto Poloni (1938)
    Ponte di Rialto. Venezia
    Olio su tela
    80 x 99,8 cm

    Firma: “Poloni” in colore al recto; “Roberto Poloni” a pennarello al verso della tela
    Altre iscrizioni: titolo e autentica a pennarello al verso della tela
    Elementi distintivi: 5 timbri della galleria d’arte La Saletta (2 sulla tela e 3 sul telaio)

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Giuseppe Bernardino Bison (1762 - 1844), cerchia di
Venezia: San Giorgio Maggiore dal Canal Grande
    Lot 18

    Giuseppe Bernardino Bison (1762 - 1844), cerchia di
    Venezia: San Giorgio Maggiore dal Canal Grande
    Olio su tela
    26 x 36 cm

    Elementi distintivi: sul telaio e sulla verso della cornice, numeri probabilmente relativi al lotto di vendita

    Provenienza: Cesare Lampronti srl; Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: fotocertificato a firma di Cesare Lampronti relativo alla presente e ad altra opera, datato 21 febbraio 2006, ed inoltre scheda critica su carta intestata di Cesare Lampronti

    Stato di conservazione. Supporto: 70% (reintelo)
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    La piccola veduta fa parte di un insieme di quattro, non necessariamente nato come gruppo unitario, attribuito a Giuseppe Bernardino Bison (1762-1844) da Cesare Lampronti, che vi ha anche dedicato una approfondita scheda, mettendo in luce, eccezion fatta per la tela in esame, i rapporti con prototipi canalettiani recensiti da W. G. Constable e J. G. Links, in "Canaletto. Giovanni Antonio Canal 1697-1768", Oxford, 1989, nn. 95, 113 e 228 (tavv. 27, 29, 47).
    Infatti, essa «raffigura la Chiesa di San Giorgio Maggiore visibile in distanza e, a destra, in primo piano, la punta della Dogana. Si tratta dell'unica veduta inedita, non essendo presente nel catalogo di Canaletto. Questi, infatti, aveva dipinto la stessa veduta, ma più ravvicinata e da un'angolazione differente con la chiesa che appare quasi centralmente», riprodotta in Constable-Links, I, n. 299, II, n. 299, tav. 57 (Lampronti, scheda, p. 2).
    La attribuzione è considerata da revisionare da Charles Beddington (comunicazione del 24 maggio 2021), Giuseppe Pavanello (comunicazione del 24 maggio 2021) e Anna Bozena Kowalczyk (comunicazione del 17 giugno 2021).

    Ringraziamo Charles Beddignton, Anna Bozena Kowalczyk e Giuseppe Pavanello per il supporto dato nella catalogazione dell'opera.

  • Giuseppe Bernardino Bison (1762 - 1844), cerchia di
Venezia: il molo verso est con l’imbocco del Canal Grande
    Lot 19

    Giuseppe Bernardino Bison (1762 - 1844), cerchia di
    Venezia: il molo verso est con l’imbocco del Canal Grande
    Olio su tela
    26 x 35,6 cm
    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA
    Certificati: fotocertificato a firma di Cesare Lampronti relativo alla presente e ad altra opera, datato 21 febbraio 2006, ed inoltre scheda critica su carta intestata di Cesare Lampronti

    Stato di conservazione. Supporto: 70% (reintelo)
    Stato di conservazione. Superficie: 90%

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    La piccola veduta fa parte di un insieme di quattro, non necessariamente nato come gruppo unitario, attribuito a Giuseppe Bernardino Bison (1762-1844) da Cesare Lampronti, che vi ha anche dedicato una approfondita scheda, mettendo in luce, per tre su quattro delle opere, i rapporti con prototipi canalettiani recensiti da W. G. Constable e J. G. Links, in "Canaletto. Giovanni Antonio Canal 1697-1768", Oxford, 1989, nn. 95, 113 e 228 (tavv. 27, 29, 47).
    Infatti, la veduta in esame «è ripresa dalla parte opposta della riva lasciando la colonna di San Marco alle spalle. Sulla destra si erge la colonna di San Teodoro, dietro la quale appaiono gli edifici della Libreria, della Zecca, dei Granai e del Fonteghetto della Farina. A sinistra, verso l'ultimo piano, si apre l'ingresso del Canal Grande, delimitato a sinistra dalla Punta della Dogana, dietro la quale spuntano la cupola e la chiesa di Santa Maria della Salute». L'immagine dipende da un prototipo di Canaletto che ebbe «grande diffusione tra i vedutisti del Settecento, anche attraverso le incisioni tratte dagli originali dal Visentini per la realizzazione della serie di acqueforti a stampa dai dipinti più famosi del grande maestro veneziano» (Lampronti, scheda, p. 2).
    La attribuzione è considerata da revisionare, in modo indipendente, da Charles Beddington (comunicazione del 24 maggio 2021), Giuseppe Pavanello (comunicazione del 24 maggio 2021) e Anna Bozena Kowalczyk (comunicazione del 17 giugno 2021).

    Ringraziamo Charles Beddignton, Anna Bozena Kowalczyk e Giuseppe Pavanello per il supporto dato nella catalogazione dell'opera.

  • Bruno Saetti (1902 - 1984)
Senza titolo
    Lot 20

    Bruno Saetti (1902 - 1984)
    Senza titolo
    Litografia su carta
    54,7 x 45 cm (lastra)

    Firma: “Saetti” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “28/60” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Galleria d’Arte Martinazzo di Montebelluna; etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario

    Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

    For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80

  • Miljenko Bengez (1954)
Gondole
    Lot 21

    Miljenko Bengez (1954)
    Gondole
    Serigrafia su carta
    59,7 x 119,7 cm (lastra)

    Firma: “M. Bengez” al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “104/150” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Galleria d’Arte Martinazzo di Montebelluna con titolo e dati relativi all’opera; etichetta della Veneto Banca con riferimenti di inventario

    Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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  • Riccardo Galuppo (1932 - 2014)
Presso il Montello, 1952-1954 (?)
    Lot 22

    Riccardo Galuppo (1932 - 2014)
    Presso il Montello, 1952-1954 (?)
    Olio e acrilico su tela di sacco preparata
    85 x 95 cm

    Firma: “GALUPPO” in colore al recto; “GALUPPO Riccardo” a pennello al verso
    Altre iscrizioni: titolo, prezzo e indirizzo dell’artista a pennello al verso
    Elementi distintivi: etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimento inventariale

    Provenienza: Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

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    Autodidatta, Galuppo si dedica alla pittura durante il soggiorno presso il Piccolo Cottolengo di Don Orione a Milano, dove era ospite dal 1946, a seguito di un incidente con una bomba a mano che gli causò l'amputazione di entrambi gli avambracci. Fa ritorno a Padova nel 1950; nel 1951 tiene la sua prima mostra personale nella galleria "Coccodrillo" in Piazza Cavour, esponendo 14 dipinti selezionati dal pittore padovano Toni Menegazzo.
    Nel 1952 tiene una personale al "Salotto Sanmartino" di Piazza Garibaldi e nel 1954 nella sala Egiziana del Caffè Pedrocchi. Un viaggio in Francia nel 1958 (Parigi, Normandia e Bretagna) fanno emergere la poetica realistico-espressionista di Galuppo, già presente nelle opere che vanno dal 1952 al 1954, che hanno come soggetto le demolizioni di interi quartieri padovani, in particolar modo del quartier "Conciapelli". Analogo per soggetto, ancorché ambientato al Montello, il dipinto in catalogo.
    Galuppo ha partecipato alla IX Quadriennale di Roma (1965-66). Una sua opera fa parte della collezione dei Musei civici agli Eremitani di Padova.

  • Armando Pizzinato (1910 - 2004)
Squero di San Trovaso
    Lot 23

    Armando Pizzinato (1910 - 2004)
    Squero di San Trovaso
    Serigrafia su carta
    40 x 56 cm (lastra)

    Firma: illeggibile al recto a matita
    Altre iscrizioni: tiratura “20/90” al recto a matita
    Elementi distintivi: sul verso, etichetta della Galleria d’Arte Martinazzo; etichetta della Banca Popolare di Asolo e Montebelluna con riferimenti di inventario

    Provenienza: Galleria d’Arte Martinazzo, Montebelluna; Banca Popolare di Asolo e Montebelluna; Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

    For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80

    L'opera è la traduzione in serigrafia di un dipinto apparso in asta presso Gregory's, Bologna, il 27 aprile 2023 (lotto 65).

  • Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
Le giostre
    Lot 24

    Lino Bianchi Barriviera (1906 - 1985)
    Le giostre
    Olio su tela
    83 x 118 cm

    Altre iscrizioni: “Dipinto proveniente dall’ex “Hotel Marino” alla Scala di Milano staccato dalla boiserie d’ingresso nel 1923 in occasione dei lav. di trasformazione” sul verso

    Provenienza: Finarte, Roma (10.04.2003, l.261, € 5.400); Veneto Banca SpA in LCA

    Stato di conservazione. Supporto: 95%
    Stato di conservazione. Superficie: 95%

    For direct WhatsApp assistance before and during the live auction: +39 346 12 999 80 // Assistenza diretta via WhatsApp prima e durante l’asta: +39 346 12 999 80

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L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I

Il corpo femminile, la veste, l’interno, la casa, il fiore, il conflitto, la città, la velocità, il cielo: sono 262 i lotti di quest’asta, come le perle di una collana che guida la mente attraverso un ritmo quasi necessario. Il corpo abitante del sonno e del sogno, da Padovanino a Edouard Pignon, da Arturo Martini a Luigi Bartolini e Mikail Ciomakov. L’enigmatico equilibrio tra geometria e natura nella citazione di Canova fatta da Noè Bordignon e l’esplosione della luce e della tenebra in un grande tondo di Vedova. L’atmosfera tersa della Roma di Ippolito Caffi e il poetico canale di Burano di Gino Rossi (di cui in asta compare anche il celebre ritratto della moglie), e ancora la grande marina di Beppe Ciardi che sa di luce e salsedine. Il “mito” del mito greco – come metafora dello spirito umano – in una grande tavola di Ettore Tito e la opposta misura davvero classica di un coevo ritratto femminile di Virgilio Guidi. E ancora Martini, con la “Nena” pensierosa, e le forme di Achille Perilli, che sono pensiero. Davvero, l’Arte è un sogno. In cui ogni combinazione è possibile, e reale. Tutte le opere provengono dalla liquidazione coatta amministrativa di Veneto Banca SpA. La prima tornata di vendita si tiene il 30 luglio (lotti 1-126) e il 31 luglio (lotti 127-262), alle ore 17 (IT).

Sessions

  • 30 July 2026 hours 17:00 L’ARTE È UN SOGNO. PARTE I (1 - 126)

Exhibition

L'asta include 262 lotti, tutti collocati a Vicenza (Spazio Bonino, Via Vecchia Ferriera 70). Per avere una visione completa dell’asta e del suo funzionamento si consultino, oltre al catalogo digitale dei lotti, i Termini e condizioni della vendita.

Payment and Shipping

Il pagamento deve essere effettuato tramite bonifico bancario.

Gli effetti contrattuali, incluso il passaggio di proprietà, si produrranno solo al buon esito del pagamento.

Il mancato pagamento di un Lotto entro il 35° giorno naturale dalla seduta di aggiudicazione comporterà l’annullamento della stessa, fatto salvo l’obbligo per la parte inadempiente di far fronte al danno cagionato al venditore e alla Casa di Vendite, quantificato al minimo nel 30% dell’importo dovuto. 

 

Si ricorda che l’esportazione di opere d’arte e oggetti d’antichità dall’Italia, così come la movimentazione di beni vincolati dal Ministero della Cultura ed organi corrispondenti nelle regioni a statuto speciale, è soggetta ad autorizzazione e/o verifica da parte degli organi di tutela. Dal momento dell’acquisto, che si perfeziona con il pagamento, l’acquirente, divenuto proprietario, è l’unico responsabile delle attività di ritiro, movimentazione, ed eventuale esportazione dei lotti, ed è tenuto a svolgere autonomamente tutte le verifiche necessarie ed a prendere tutte le decisioni ed eseguire tutte le attività conseguenti nel rispetto delle leggi italiane. 

 

Il Lotto potrà essere ritirato, ad avvenuto saldo e previo appuntamento, ove è conservato, secondo le istruzioni della Casa di Vendite, a cura e spese dell’acquirente. I lotti non ritirati entro 60 giorni dalla seduta di aggiudicazione saranno trasferiti in deposito presso adeguata struttura di stoccaggio a lungo termine, con oneri di trasporto e stoccaggio a carico del proprietario (d’ora in poi il “Proprietario”). Qualora il costo di trasporto e stoccaggio raggiunga la metà del prezzo di aggiudicazione, la Casa d’aste lo comunicherà via email al Proprietario. Se il Proprietario non provvederà al saldo dei predetti costi e al ritiro del Lotto entro 7 giorni, la Casa di Vendite sarà libera di rimettere in asta il Lotto ad offerta libera, pubblicandolo sul sito www.goforarts.com per 7 giorni: il Lotto sarà aggiudicato alla migliore offerta pervenuta ed il prezzo di aggiudicazione sarà trattenuto dalla Casa di Vendite nella misura corrispondente ai predetti costi; l’eventuale residuo economico sarà messo a disposizione del Proprietario; in caso di incasso inferiore ai citati costi o di assenza di offerte per il Lotto la proprietà del lotto sarà trasferita alla Casa di Vendite, a saldo di quanto dovuto dal Proprietario. 

Buyer's Premium

Conformemente al tariffario in vigore presso la Casa di Vendite, depositato in copia 3 conforme presso la Questura di Roma, alla vendita sono applicate, a carico dell’acquirente, le seguenti commissioni, computate sul prezzo di aggiudicazione di ogni singolo lotto: per tutti i lotti con prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 500, 40% + IVA; per i lotti con prezzo di aggiudicazione superiore a € 500, per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 31,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 28,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 21,80% + IVA. Per i clienti titolari di Bonino Club Card, che seguono le regole della promozione Summer 2026, tutte le commissioni sono ridotte come segue: per tutti i lotti con prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 500, 35% + IVA; per i lotti con prezzo di aggiudicazione superiore a € 500, per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 0 fino a € 50.000, 26,64% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione da € 50.000 fino a € 1.600.000, 23,37% + IVA; per la parte del prezzo di aggiudicazione oltre € 1.600.000, 16,80% + IVA. In ogni caso è applicata una commissione minima di € 20 + IVA per lotto. 

More information

La vendita si conforma alla Legge Fallimentare italiana. La aggiudicazione diviene effettiva 20 giorni dopo la seduta di aggiudicazione: questo lasso di tempo serve per la verifica di quanto previsto agli articoli 107, comma 4 e 108, comma 1, della Legge Fallimentare. In particolare, ai sensi dell’art. 107, comma 4, la Casa di Vendite, per mandato dei Commissari liquidatori di Veneto Banca, può, a suo insindacabile giudizio, riaprire la gara, qualora riceva una Offerta migliorativa, maggiore almeno del 10% rispetto all’offerta già dichiarata vincente nella seduta di aggiudicazione. In tal caso sarà cura della Casa di Vendite invitare con email certificata tutti coloro che in corso d’asta hanno offerto sul Lotto posto nuovamente a gara, indicando giorno e ora in cui sarà definitivamente aggiudicato. In questa fase, l’incremento minimo è pari al 10% dell'Offerta al momento vincente. Ai sensi dell’art. 108, comma 1, la vendita del Lotto potrebbe comunque essere sospesa d’autorità. 

Bidding increments

  • from0to200increment of10
  • from200to300increment of15
  • from300to400increment of20
  • from400to500increment of25
  • from500to1000increment of50
  • from1000to2000increment of100
  • from2000to3000increment of150
  • from3000to4000increment of200
  • from4000to5000increment of250
  • from5000to10000increment of500
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  • from20000to30000increment of1500
  • from30000to40000increment of2000
  • from40000to50000increment of2500
  • from50000to100000increment of5000
  • from100000to200000increment of10000
  • from200000to400000increment of20000
  • from400000to800000increment of40000
  • from800000to1000000increment of50000
  • from1000000to infiniteincrement of50000