Presale DIPINTI ANTICHI, MODERNI E DEL XIX SECOLO
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Lot 25 Dirk Wyntrack (Heusden prima del 1625 - The Hague 1678)
Paesaggio con anatre
Olio su tela
89 x 71 cm
Di Dirck Wyntrack o Wijntrack non abbiamo molte notizie biografiche, probabilmente fu allievo di Cornelis Saftleven. A metà del Seicento operò come artista indipendente realizzando opere raffiguranti scene rurali, interni di fienili e paesaggi animati da uccelli domestici, quest’ultimi realizzati in collaborazione con i paesaggisti Jan Wijnants e Joris van der Haagen.
Dirk Wyntrack (Heusden before 1625 - The Hague 1678)
Landscape with Ducks
Oil on canvas
89 x 71 cm -
Lot 26 Antonio Diziani (Venezia 1737 - 1797)
Cacciatori in sosta durante una battuta di caccia
Olio su tela
65 x 91 cm
Antonio fu figlio del celebre pittore Gaspare Diziani, che affiancò talvolta in qualità di paesaggista. In effetti ebbe una carriera discostata dai modi del padre dedicandosi alle scene di genere ed al paesaggio, seguendo gli esempi di Francesco Zuccarelli e di Giuseppe Zais. Anche se lasciò in disparte le languide visioni campestri dei suoi illustri colleghi, previlegiando brillanti espressioni dall'impronta spesso popolaresca condita da toni burleschi, realizzando, de facto, una rilettura dell'arcadia veneta con accenti nordici sia cromatici sia nei contenuti, ovvero dalle tonalità fredde e con soggetti legati ad episodi di vita popolari. I suoi dipinti si caratterizzano per una pittura gestuale, dal tratto breve e filamentoso.
Antonio Diziani (Venice 1737 - 1797)
Hunters Resting During a Hunt
Oil on canvas
65 x 91 cm -
Lot 27 Michele Pace, Michelangelo di Campidoglio (Vitorchiano o Roma 1610 - Roma 1670)
Uva e pesche nel sottobosco
Olio su tela
93 x 116 cm
Tra la ricca e importante compagine di artisti dediti alla natura morta a Roma a metà Seicento, tra cui Michelangelo Cerquozzi, Mario de' Fiori, Abraham Brueghel, Pietro Navarra e Franz Werner Tamm, per citarne alcuni, quest'opera evidenzia, soprattutto nella trattazione peculiare delle foglie, eseguite con precisione nordica e nei loro colori autunnali, ovvero macchiate con vivaci gialli e arancioni sui bordi delle fronde, l'arte pittorica di Michele Pace alias Michelangelo di Campidoglio.
Di Michele Pace abbiamo notizie biografiche frammentarie, sappiamo che fu allievo di Francesco Fieravino, collaborò con Bernard Keil e che dipinse risentendo dell’influenza di Michelangelo Cerquozzi. Operò per Flavio Chigi e quattro opere sono ancora conservate nel palazzo Chigi di Ariccia. Difficile districare il rapporto con Abraham Brueghel viste le numerose opere che gli storici faticano a distinguere tra i due.
Michele Pace, Michelangelo di Campidoglio (Vitorchiano or Rome 1610 - Rome 1670)
Grapes and Peaches in the Undergrowth
Oil on canvas
93 x 116 cm
Among the rich and distinguished group of artists devoted to still life in Rome in the mid-17th century, including Michelangelo Cerquozzi, Mario de' Fiori, Abraham Brueghel, Pietro Navarra and Franz Werner Tamm, to name but a few, this work highlights, particularly in the distinctive rendering of the leave, executed with Nordic precision and in their autumnal colours, namely the vivid yellows and oranges at the edges of the foliag, the painterly artistry of Michele Pace, also called Michelangelo di Campidoglio. -
Lot 28 Giuseppe Zola (Brescia 1672 - Ferrara 1743)
Paesaggio con arco naturale e torrente
Olio su tela
40 x 38 cm
L'opera è da ritenersi un piccolo capolavoro dell'artista ferrarese, un dipinto che gli conferisce il giusto valore di pittore assolutamente non marginale e provinciale. In questo piccolo dipinto egli esprime tutta la sua qualità di paesaggista raggiungendo i suoi apici espressivi, tanto che ci permette di inserirlo tra i massimi esponenti del paesaggismo veneto, da cui evidentemente attinse, al pari di Marco Ricci, Giuseppe Zais, Giovanni Battista Cimaroli e Francesco Zuccarelli.
Giuseppe apprese i primi insegnamenti della pittura presso Giuseppe Tortelli, poi si trasferì in giovane età a Ferrara. Qui iniziò un breve alunnato presso il pittore Giulio Cesare Avellino chiamato in città "il Messinese", pittore paesaggista. Molti studiosi, concordemente, ipotizzano un soggiorno di Zola a Venezia verso la fine del secolo. Questo giustifica i suoi chiari riferimenti a Marco Ricci, Antonio Maria Marini e Bartolomeo Pedon. La maniera di considerare il paesaggio dello Zola è piuttosto originale e frutto di una cultura composita. La sua esposizione, limpida e chiara, guarda il paesaggio come un luogo atemporale, riverberante di luminosità, usando colori terrosi e i verdi d’ombra, smorzati nell'impalpabile nebbiolina grigio-azzurra degli orizzonti montani. In lui si ritrovano, oltre ai citati ed evidenti influssi veneti, lo spirito paesaggistico dei primi pionieri: dalla tragicità di Salvator Rosa alle fantasie misteriose del paesaggio interpretato da Antonio Francesco Peruzzini, nonché il dinamismo scenico caro a Pieter Mulier detto il Tempesta.
Giuseppe Zola (Brescia 1672 - Ferrara 1743)
Landscape with Natural Arch and Stream
Oil on canvas
40 × 38 cm
The work can be considered a small masterpiece by the Ferrarese artist, a painting that grants him his proper recognition as a painter who is by no means marginal or provincial. In this small composition, he expresses all his qualities as a landscape painter, reaching his highest levels of expression, to the point that it allows us to place him among the leading exponents of Venetian landscape painting, from which he clearly draws inspiration alongside Marco Ricci, Giuseppe Zais, Giovanni Battista Cimaroli, and Francesco Zuccarelli. -
Lot 29 Giovanni Maria Viani (Bologna 1636 - Pistoia 1700)
Predica di San Giovanni Battista
Olio su tela applicata su tavola
213 x 161 cm
Si ringrazia il professor Michele Danieli per aver studiato l'opera e fornito l'attribuzione
Viani fu allievo di Flaminio Torri, dal quale apprese la lezione classicista di Guido Reni. Ovviamente non possono mancare nella sua arte influssi dei Carracci in particolare di Annibale. Da quest’ultimo, al pari di Canuti, colse l’elemento di rappresentazione plastica e monumentale di ascendenza romana dedotto da Michelangelo. Appartiene al lessico dell'artista il volto della figura, mentre la delicata partitura cromatica a sfumare suggerirebbe un'esecuzione quanto mai influenzata dal Torri, esibendo un esito di straordinaria eleganza e sensibilità pittorica. Con Carlo Cignani e Lorenzo Pasinelli fu tra i massimi esponenti della scuola felsinea del Secondo Seicento.
Giovanni Maria Viani (Bologna 1636 - Pistoia 1700)
The Preaching of Saint John the Baptist
Oil on canvas laid down on panel
213 × 161 cm
We thank Professor Michele Danieli for having studied the work and provided the attribution -
Lot 30 Vincenzo Martinelli (Bologna 1737 - 1807) attribuito
Accampamento militare al chiaro di luna
Tempera su tela
161,5 x 134 cm
La disposizione degli alberi e la realizzazione delle loro fronde, nonché l'impianto cromatico tonale, inducono ad attribuire l'opera al maestro paesaggista Vincenzo Martinelli.
Vincenzo si formò con Carlo Lodi dal quale ereditò l'atelier. Fu pittore prolifico e lavorò anche come scenografo. Decorò molti palazzi bolognesi e fuori città, grazie alla fama raggiunta. Nella sua ampia produzione di affreschi e dipinti si avvalse della collaborazione di valenti pittori di figura, tra questi: Nicola Bertuzzi detto l'Anconitano, Antonio Beccadelli, Antonio Crespi e Filippo Pedrini. Significativo fu il suo coinvolgimento in seno all'Accademia Clementina (poi delle Belle Arti), in cui svolse i più importanti incarichi dal 1767 al 1803.
Vincenzo Martinelli (Bologna 1737 - 1807) attributed
Military Camp in Moonlight
Tempera on canvas
161,5 × 134 cm
The arrangement of the trees and the rendering of their foliage, as well as the tonal colour scheme, suggest attributing the work to the landscape master Vincenzo Martinelli. -
Lot 31 Scuola romana del XVII secolo
Ratto di Persefone (Proserpina)
Olio su tela
152 x 184,5 cm
Roman school of the 17th century
The Rape of Persephone (Proserpina)
Oil on canvas
152 × 184,5 cm -
Lot 32 Anton Maria Vassallo (Genova 1617/18 - Milano 1660)
Fuga in Egitto
Olio su tela
118,5 x 105 cm
Si ringrazia il dottor Giuseppe Sava per aver studiato l'opera e fornito l'attribuzione.
Le informazioni sulla vita del pittore le riporta il biografo R. Soprani nelle "Vite de' pittori, scultori, ed architetti genovesi" (in questa seconda edizione rivedute, accresciute, ed arricchite di note da Carlo Giuseppe Ratti, Tomo primo, 1768-1769, pp. 332-333) "che presto dalla morte ci fu rapito: e il poco di lui dipinto superò in merito il molto di tanti altri, che lunga via fornirono". (Soprani /Ratti, p. 332). Allievo di Vincent Malò si rese in breve padrone del vago, e grazioso colorire del Maestro, che dal famosissimo Rubens apprese "l'avea" (p. 332). Aperta bottega propria dipinse" tele ad olio in grande, e in piccolo, nel quali a meraviglia riusciva. Ebbe occasioni di fare ritratti: e n'acquistò molto grido per la somiglianza, che avevano co' proposti originali: siccome pure assai fu stimata la sua perizia nel dipingere al naturale fiori, frutti, animali, e paesi; per divenire universale in Pittura" ( p. 333).
Le sue opere risentono dell’influenza dei suoi colleghi contemporanei Sinibaldo Scorza e Grechetto (Giovanni Benedetto Castiglione).
Valerio Castello (Genoa 1624 - 1659) circle of
The Flight into Egypt
Oil on canvas
118,5 × 105 cm -
Lot 33 Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 - Mantova 1664) bottega di
Esodo biblico
Olio su tela
73 x 99,5 cm
Giovanni Benedetto Castiglione ebbe una formazione eterogenea, data dalla frequentazione delle botteghe di Giovanni Battista Paggi, Giovanni Andrea De Ferrari e Sinibaldo Scorza. Nel 1632 si trasferì a Roma, dove due anni dopo venne ammesso all’Accademia di San Luca. Durante questo periodo frequentò Gian Lorenzo Bernini, Mattia Preti e Pietro da Cortona. Dopo un soggiorno a Napoli rientrò a Genova, dove operò nella sua bottega aiutato dal fratello Salvatore e dal figlio Francesco. Le sue opere si caratterizzarono sia per i soggetti trattati sia per la peculiarità del suo stile: si specializzò in nature morte, scene bibliche e mitologiche, con numerose figure e animali, formando insiemi caotici, simboli della sua arte tipicamente barocca: inquieta e ricca di mistero. Dal 1651 fu a Mantova, dove divenne pittore di corte presso i Gonzaga. Soggiornò anche a Napoli, Parma e Venezia.
Giovanni Benedetto Castiglione, also called Il Grechetto (Genoa 1609 - Mantua 1664) workshop of
The Exodus
Oil on canvas
73 x 99,5 cm -
Lot 34 Giovanni Stefano Danedi, il Montalto (Treviglio 1612 - Milano 1690)
San Giuseppe col Bambino
Olio su tela
77 x 63,5 cm
Fratello minore di Giuseppe, nel 1640 risultava risiedere a Milano. Qui ebbe modo di crescere artisticamente sotto l'influenza dei maestri del primo Seicento meneghino: Morazzone, Cerano, i Procaccini e i Nuvolone. In seguito, maturò con suggestioni del barocco genovese, in particolare, trovò ispirazione da Giovanni Battista Carlone e Domenico Piola. Stilisticamente, nel suo complesso e profondo verbo pittorico, oltre alle basi barocche milanesi, non mancano gli accenni romani, nella fattispecie quelli del Cortona, assunti grazie al breve soggiorno nell’Urbe. Inoltre, si nota una visione ingentilita e domestica delle sue composizioni, probabilmente data dalla vicinanza stilistica con Giuseppe e Carlo Francesco Nuvolone, nonché accenni di purezza classicisti colti dal suo sodale Ercole Procaccini il Giovane. Insieme a quest'ultimo, Antonio Busca, Carlo Cornara e Giuseppe Nuvolone, nel 1665 parteciparono al ciclo di dipinti che ornavano la sala dei Senatori in Palazzo Ducale di Milano. In seguito continuò a lavorare a Milano e in Lombardia, spesso in collaborazione con Ercole Procaccini il Giovane.
Giovanni Stefano Danedi, also called Montalto (Treviglio 1612 - Milan 1690)
Saint Joseph with the Child
Oil on canvas
77 x 63,5 cm -
Lot 35 Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino (Cento 1591 - Bologna 1666) bottega/cerchia di
Santa Veronica e il velo con il volto di Gesù
Olio su tela
66 x 63,5 cm
L'opera trova preciso riferimento con la tela della Collezione CARIGE oggi gruppo BPER Banca. Si veda: https://www.lagalleriabper.it/en/collezione/-/tour/opere/La+Veronica
La bottega bolognese di Guercino si basava sul sodalizio familiare fatto dal fratello Paolo Antonio e dal cognato Ercole Gennari con l’aggiunta del fratello di quest’ultimo, Bartolomeo. Per l’impresa familiare legata al Guercino furono anni di intensa produzione: oltre alle opere del maestro furono prodotte dalla bottega molte copie, che andavano a soddisfare l’ampia richiesta di mercato. Al nucleo primitivo della bottega, con gli anni si sono aggiunti i figli di Ercole Gennari, Cesare e Benedetto. Grazie a loro, la bottega del Guercino visse ben mezzo secolo dopo la sua morte, spegnendosi nel 1715 con la dipartita del talentuoso Benedetto.
Giovanni Francesco Barbieri, also called Guercino (Cento 1591 - Bologna 1666) workshop/circle of
Saint Veronica and the Veil with the Face of Jesus
Oil on canvas
66 x 63,5 cm
The work corresponds precisely to the painting in the CARIGE Collection, now part of the BPER Banca group. You should see: https://www.lagalleriabper.it/en/collezione/-/tour/opere/La+Veronica -
Lot 36 Carlo Preda (Milano 1651 o 1652 - 1729)
Sacra Famiglia
Olio su tela
65,5 x 50 cm
Carlo Preda nacque, visse e operò a Milano per tutta la vita. Inizialmente il suo stile fu caratterizzato da un accentuato chiaroscuro. Successivamente, a partire dagli anni '80 del Seicento, aggraziò il suo stile compositivo e contemporaneamente schiarì la sua tavolozza. In questi anni si caratterizzò per uno stile addolcito e seducente, di matrice neo correggesca, aggraziato ulteriormente da tinte luminose e accostamenti cromatici calibrati di ricercata eleganza. A cavallo tra il XVII e il XVIII secolo si avvicinò, probabilmente grazie all’attività nel Monferrato, al tardo barocco genovese di Domenico Piola, Bartolomeo Guidobono e Gregorio De Ferrari. Preda fu un precursore del Barocchetto, con la sua pittura gentile e chiara. Fu molto apprezzato a Milano, dove ebbe importanti committenze sia ecclesiastiche che private.
Carlo Preda (Milan 1651 or 1652 - 1729)
The Holy Family
Oil on canvas
65,5 × 50 cm -
Lot 37 Giovanni Grevenbroeck detto il Solfarolo (Paesi Bassi 1650 circa - Milano (?) post 1699)
Veduta notturna di una baia - Temporale notturno
Olio su tela
29 x 52,5 cm
Si ringrazia il dottor Fabrizio Dassie, autore della recente monografia sui Grevenbroeck, per aver confermato l’attribuzione
Giovanni Grevenbroeck fu il capostipite di una famiglia di pittori paesaggisti originaria dei Paesi Bassi, ma operosa in Italia, di cui furono membri Orazio Grevenbroeck, Alessandro Grevenbroeck e Carlo Leopoldo Grevenbroeck. Dopo l'apprendistato compiuto nelle Fiandre, Giovanni Grevenbroeck giunse in Italia, insediandosi a Roma, dove ricevette commissioni dalla famiglia Colonna. Nel 1672 si trasferì a Milano, città che divenne la sua residenza stabile, dipingendo paesaggi, spesso notturni o con incendi, particolare che gli procurò l’appellativo di Solfarolo. Le sue marine e i suoi paesaggi furono influenzati dagli esempi di Adriaen van der Cabel con inserzioni di elementi stilistici di Pieter Mulier il Giovane, detto Cavalier Tempesta e Salvator Rosa.
Giovanni Grevenbroeck, also called Il Solfarolo (Netherlands, circa 1650 - Milan (?) after 1699)
Night View of a Bay - Night Storm
Oil on canvas
29 x 52,5 cm
We thank Dr Fabrizio Dassie, author of the recent monograph on the Grevenbroeck family, for confirming the attribution -
Lot 38 Scuola veneta del XVIII secolo
Rio dei Mendicanti - Canal Grande con le chiese di San Simeone Piccolo e Santa Lucia
Olio su tela
40 x 64 cm
Venetian school of the 18th century
Rio dei Mendicanti - Grand Canal with the Churches of San Simeone Piccolo and Santa Lucia
Oil on canvas
40 x 64 cm
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Lot 39 Jacob More (Edimburgo 1740 - Roma 1793) attribuito
Paesaggio con Santa Maria Maddalena
Olio su tela
81 x 164 cm
Jacob More, noto come "More di Roma", si formò con Robert Norie, in seguito la sua visione di paesaggista maturò grazie alla sua fascinazione per le opere di Claude-Joseph Vernet. Nel 1771 lasciò Edimburgo e dopo un breve soggiorno a Londra, si trasferì a Roma. Qui, dopo tre anni di studio dedicati ai paesaggisti del passato, come Claude Lorrain, Gaspard Dughet e Jan Frans van Bloemen, tornò a dipingere e in breve tempo divenne il principale paesaggista della numerosa colonia di artisti britannici. I suoi erano paesaggi senza tempo, magicamente sospesi in una quiete fiabesca, caratterizzati da toni brillanti e cristallini, effetti di luce, peculiarità che lo fecero definire da Reynolds "Painter of air". La sua attività fu un elemento fondamentale per il paesaggismo scozzese e non mancò di influenzare anche l’ambiente romano della sua epoca.
Jacob More (Edinburgh 1740 - Rome 1793) attributed
Landscape with Saint Mary Magdalene
Oil on canvas
81 × 164 cm -
Lot 40 Benvenuto Tisi, il Garofalo (Garofalo di Canaro 1481 - Ferrara 1559)
Madonna col Gesù Bambino
Olio su tavola
50 x 40 cm
L'opera è corredata da un'attribuzione scritta del professore Roberto Longhi datata 7 dicembre 1961.
L'opera è stata esaminata dal professor Michele Danieli (collaboratore in T. Kustodieva e M.Lucco, Garofalo-Pittore della Ferrara Estense, Ferrara Palazzo dei Diamanti 2008; co-autore in M. Danieli e V. Sgarbi "Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso", Ferrara Palazzo dei Diamanti 2024/25), il quale conferma verbalmente l'autografia dell'opera
Il professore Daniele Benati conferma verbalmente l'attribuzione, dopo la visione di foto HD dell'opera
Benvenuto Tisi, detto il Garofalo, dal paese d'origine, fu uno dei protagonisti della pittura ferrarese nella prima metà del Cinquecento e del Rinascimento nel suo insieme. Allievo dapprima di Domenico Panetti, passò nel 1497 nella bottega di Boccaccio Boccaccino, giunto a Ferrara l'anno precedente come pittore di corte. In seguito si avvicinò ai modi di Giorgione con il quale, secondo il racconto di Vasari, era legato da amicizia personale. A partire dal 1512 la sua pittura conobbe una svolta netta e decisiva in direzione raffaellesca, forse a seguito di un viaggio a Roma. Da allora, Garofalo sarebbe stato impegnato in un serrato confronto con le novità raffaellesche, che avrebbe importato a Ferrara con partecipazione e aggiornamento. Il suo interesse per l'urbinate gli valse il soprannome di "Raffaello di Ferrara", un soprannome che in realtà appiattisce il suo continuo evolversi fino al 1550, quando una malattia agli occhi lo ridusse alla cecità.
Benvenuto Tisi, also called Garofalo (Garofalo di Canaro 1481 - Ferrara 1559)
Madonna with the Christ Child
Oil on panel
50 x 40 cm
The work is accompanied by a written attribution by Professor Roberto Longhi dated 7 December 1961.
The painting has been examined by Professor Michele Danieli (collaborator in T. Kustodieva and M. Lucco, Garofalo - Pittore della Ferrara Estense, Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 2008; co-author in M. Danieli and V. Sgarbi, Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso, Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 2024/25), who verbally confirms the autograph status of the work.
Professor Daniele Benati also verbally confirms the attribution, following examination of high-resolution photographs of the work
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Lot 41 Frederik van Valckenborch (Anversa 1566 - Norimberga 1623)
Paesaggio boschivo con San Francesco
Olio su rame
17 x 22,8 cm
L'opera ha la medesima impostazione paesaggistica del dipinto Paesaggio boschivo con il Buon Samaritano, si veda: https://rkd.nl/images/275189
Frederik van Valckenborch probabilmente si formò nell’atelier di famiglia, anche se le due prime opere mostrano divergenze dallo stile di Marten, suo padre. Fu influenzato da Jacob de Backer, nonostante non si abbia certezza di un suo eventuale alunnato. Con la famiglia, per ragioni politiche o religiose, lasciò i Paesi Bassi e si stabilì a Francoforte sul Meno, nella più tollerante terra tedesca. Frederik e suo fratello Gillis viaggiarono in Italia, fermandosi a Venezia in particolare, dove frequentarono compatrioti residenti a Venezia come Pauwels Franck, detto Paolo Fiammingo, e Lodewijk Toeput, detto Pozzoserrato, oltre a studiare il Tintoretto. Dipinse secondo lo stile manierista, paesaggi di luoghi sperduti e boscosi, scene di vita con eleganti personaggi, infine scene dall’Antico Testamento caratterizzate da forti contrasti di luce, creati da fondali immersi nell’oscurità dove si agitavano figure spesso inquiete.
Frederik van Valckenborch (Antwerp 1566 - Nuremberg 1623)
Wooded landscape with Saint Francis
Oil on copper
17 × 22,8 cm
The work shares the same landscape composition as the painting Wooded Landscape with the Good Samaritan, you should see: https://rkd.nl/images/275189 -
Lot 42 Scuola austriaca/tirolese del XVII secolo
Madonna col Bambino dormiente
Olio su tela
45 x 39,3 cm
L'opera prende spunto, con radicali varianti, dall'incisione di Guido Reni; si veda: https://www.calcografica.it/cerca.php?q=+guido+reni&cat=stampe&pag=3#&gid=1&pid=S-CL2230_3921
Austrian/Tyrolean school of the 17th century
Madonna with the Sleeping Child
Oil on canvas
45 × 39,3 cm
The work draws inspiration, with significant variations, from an engraving by Guido Reni; you should see: https://www.calcografica.it/cerca.php?q=+guido+reni&cat=stampe&pag=3#&gid=1&pid=S-CL2230_3921
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Lot 43 Ippolito Scarsella, Scarsellino (Ferrara 1550 o 1551 - 1620)
Resurrezione di Lazzaro
Olio su tela
101 x 85 cm
L'opera trova riscontro con il dipinto pubblicato a pag. 280, scheda 281 pag. 329, di M. A. Novelli, Scarsellino, Skira Editore 2008. Ad un'osservazione attenta e puntuale l'opera della vecchia foto in bianco e nero, considerando la sua scarsa qualità e probabili sopraggiunti restauri alla tela, pare potersi sovrapporre al dipinto qui presentato. Inoltre, non si conoscono copie o repliche di questo dipinto di Scarsella, quindi, sino ad oggi, costituisce un unicum all'interno della sua produzione. Va precisato che vi sono divergenze nelle misure tra le due (101 x 85 cm opera qui presentata e 93,98 x 82,55 cm opera di asta Christie's 1961)
Figlio del pittore Sigismondo Scarsella, Ippolito Scarsella lasciò Ferrara a 17 anni per visitare prima Bologna e poi Venezia, dove si recò presso la bottega del Veronese. Durante il periodo in laguna assimilò lo stile veneziano, facendo sua la forza espressiva del colore, il paesaggio incantato di Tiziano e l'ambientazione popolaresca di Jacopo Bassano, sapendoli amalgamare mirabilmente in uno stile tutto suo. Tornato a Ferrara, iniziò ad operare in proprio, aprendo una sua bottega, soddisfacendo molte commissioni sia chiesastiche che per la devozione privata.
Ippolito Scarsella also called Scarsellino (Ferrara 1550 or 1551 - 1620)
The Raising of Lazarus
Oil on canvas
101 x 85 cm
The work finds correspondence with the painting published on page 280, catalogue entry 281, page 329, in M. A. Novelli, Scarsellino, Skira Editore, 2008. Upon careful and detailed observation, the work shown in the old black-and-white photograph, considering its poor quality and possible later restorations to the canvas, appears to be superimposable with the painting presented here. Furthermore, no copies or replicas of this painting by Scarsella are known; therefore, to date, it constitutes a unicum within his production. It should be noted that there are discrepancies in the measurements between the two works (101 × 85 cm for the present work and 93,98 × 82,55 cm for the Christie’s 1961 auction work). -
Lot 44 Scuola francese del XVIII secolo
Veduta di porto
Olio su tela
70 x 90 cm
French school of the 18th century
View of a Harbor
Oil on canvas
70 x 90 cm -
Lot 45 Giuseppe Varotti (Bologna 1715 - 1780) attribuito
Madonna col Bambino
Olio su tela
43,5 x 32,5 cm
Discepolo del padre, seguì tuttavia lo stile di Francesco Monti. Fu nominato membro dell'Accademia Clementina di Bologna nel 1751 e dell'Accademia di Parma nel 1758. Realizzò alcune opere importanti per le chiese bolognesi.
Giuseppe Varotti (Bologna 1715 - 1780) attributed
Madonna and Child
Oil on canvas
43,5 x 32,5 cm -
Lot 46 Giovanni Stanchi (Roma 1608 - 1673 circa) bottega di
Vaso di fiori
Olio su tela
90 x 71 cm
Giovanni, assieme ai fratelli Niccolò e Angelo, formò una bottega di vincolo parentale che spesso nei pagamenti dell’epoca compare come "Famiglia Stanchi". Dei tre emerge la figura di Giovanni, il più dotato, il quale operò per i Barberini, i Chigi e i Colonna. Nel 1660 collaborò con Mario Nuzzi detto Mario dei Fiori e con Carlo Maratta, autore di putti, alla realizzazione degli specchi della galleria di Palazzo Colonna. La presenza degli Stanchi non si ferma solo a Roma, a Giovanni spettano le due ghirlande, oggi a Palazzo Pitti e Uffizi, mentre Niccolò, abile decoratore, affrescò nel senese e a Firenze per Flavio Chigi. La loro formazione non è ancora stata definita, ma essi si ricollegano a Giovanni Battista Crescenti e Pietro Paolo Bozzi detto Il Gobbo dei Carracci, mentre la luminosità dei fiori pare derivare dalle novità introdotte in Italia da Daniel Seghers.
Giovanni Stanchi (Rome 1608 - circa 1673) workshop of
Vase of Flowers
Oil on canvas
90 x 71 cm -
Lot 47 Giuseppe Maria Crespi, lo Spagnoletto (Bologna 1665 - 1747)
Natura morta con uccelli e cesto di vimini
Olio su tela
68 x 49,5 cm
Questa rarissima espressione di natura morta di G. M. Crespi trova riscontro nell'opera pubblicata sia in A. Emiliani, Giuseppe Maria Crespi, 1990, pp. 134 e 135.
La sua prima formazione fu presso il misconosciuto Angelo Michele Toni, successivamente presso Domenico Maria Canuti, dove lavorò accanto a Giovanni Antonio Burrini. In seguito, studiò anche disegno presso Carlo Cignani. Soggiornò per motivi di formazione un periodo a Venezia, dove assorbì lo stile cittadino, in particolare di Tintoretto e dell’ultimo Tiziano. Successivamente fu a Parma, dove studiò il Correggio. In patria Crespi si ribellò all’eccessivo accademismo della locale scuola, virando per soluzioni più esacerbate, tormentate, fortemente barocche dall'accentuato chiaroscuro. Dai Carracci colse il naturalismo, soprattutto studiando le opere di Annibale. Ebbe ispirazione dai temi popolareschi dei Bamboccianti dai quali colse le sue scene di genere. Tra i suoi committenti più importanti citiamo Eugenio di Savoia e il principe Ferdinando de' Medici. Nella sua scuola si formarono molti artisti emiliani e veneti tra i quali Piazzetta.
Giuseppe Maria Crespi also called Lo Spagnoletto (Bologna 1665 - 1747)
Still Life with Birds and Wicker Basket
Oil on canvas
68 × 49,5 cm
This very rare still life by G. M. Crespi finds comparison with the work published both in A. Emiliani, Giuseppe Maria Crespi, 1990, pp. 134-135. -
Lot 48 Abraham Mignon (Francoforte sul Meno 1640 - Utrecht 1679) cerchia di
Natura morta con conigli, ermellino e scoiattolo
Olio su tela
112 x 85 cm
Nato in Germania, quando la famiglia di Abraham si trasferì a Wetzlar, nel 1649, Abraham fu affidato alle cure di Jacob Marrel. In seguito fu aiuto di bottega presso Jan Davidsz. de Heem. Nelle sue prime opere, inoltre fu influenzato da Otto Marseus van Schrieck. Restò sempre coerente alla sua arte e istruì più allievi tra cui Maria Sibylla Merian e Ernst Stuven.
Abraham Mignon (Frankfurt am Main 1640 - Utrecht 1679) circle of
Still Life with Rabbits, Ermine and Squirrel
Oil on canvas
112 x 85 cm