Collezioni Private - Mobili, Oggetti d'Arte e Sculture

Presale Collezioni Private - Mobili, Oggetti d'Arte e Sculture

Thursday 14 May 2026 hours 15:00 (UTC +01:00)
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  • Alzatina in maiolica, fornace di Laterza, XVIII secolo cm 4x24 piatto...
    Lot 436

    Alzatina in maiolica, fornace di Laterza, XVIII secolo cm 4x24 piatto circolare decorato da figura femminile a mezzo busto racchiusa in un cerchio circondata da fiori recisi stilizzati con gambi sinuosi arricchiti da foglie, alternati a motivi a raggiera disposti lungo la tesa; basso piede circolare 

  • Grande piatto in maiolica decorato in blu su fondo berettino, Savona, fine...
    Lot 437

    Grande piatto in maiolica decorato in blu su fondo berettino, Savona, fine XVII secolo diametro cm 38 decorato al centro da un paesaggio con castello; orlo frastagliato a simulare un corolla, con rilievi a conchiglia. Al verso stemma di Savona in blu e motivi vegetali stilizzati lungo il perimetro. Rotture e restauri

  • Coppia di vasi in maiolica policroma, Faenza, ambito Faventia Ars /...
    Lot 438

    Coppia di vasi in maiolica policroma, Faenza, ambito Faventia Ars / Castellini–Masini, 1920/1940 cm 40x21 corpo ovoidale con collo strozzato e larga imboccatura svasata su piede ad anello, decorati in blu cobalto intenso, giallo, verde rame e manganese con lumeggiature in oro che impreziosiscono i dettagli ornamentali. Il corpo centrale è caratterizzato da riserve cartigliate con figure femminili sospese di Vittoria alata ispirate a Felice Giani; la fascia superiore è impreziosita da motivi a festoni, pendoni e elementi “a lambrequin” con tocchi di blu e oro; la parte inferiore reca ricca decorazione a racemi e girali su fondo blu. Recano marchio "AF C Faenza" con àncora (o monogramma stilizzato) sotto la base, riconducibile con buona probabilità alla manifattura Faventia Ars di Castellini & Masini, attiva a Faenza dal 1920 (Arte Faentina Castellini) 

  • Cannata in maiolica con uccello stilizzato, Faenza, XIX secolo altezza cm 18...
    Lot 439

    Cannata in maiolica con uccello stilizzato, Faenza, XIX secolo altezza cm 18 manico a nastro ed orlo trilobato caratteristico di questa tipologia di brocca

  • Boccale "panata" in maiolica, Viterbo o Tuscia, XVI secolo altezza cm 17...
    Lot 440

    Boccale "panata" in maiolica, Viterbo o Tuscia, XVI secolo altezza cm 17 caratterizzato da un uccello nero circondato da foglie pennate

  • Zuppiera in maiolica policroma decorata "al fiorazzo", attribuibile alla...
    Lot 441

    Zuppiera in maiolica policroma decorata "al fiorazzo", attribuibile alla manifattura dei "Ferniani", Faenza, fine del XVIII secolo cm 23x34x22 corpo ovale sagomato sorretto da quattro piedi a ricciolo, coperchio sormontato da un carciofo. Rotture e restauri

  • Albarello in maiolica policroma, XVII secolo cm 27x18 corpo cilindrico...
    Lot 442

    Albarello in maiolica policroma, XVII secolo cm 27x18 corpo cilindrico decorato da un profilo maschile su fondo raggiato entro medaglione ovale; tutt'intorno, a copertura dell'intera superficie, corolle sparse su fondo blu e due ampie foglie piumate contrapposte nei toni del giallo 

  • Vaso biansato con coperchio in maiolica policroma, Castelli d'Abruzzo, XIX...
    Lot 443

    Vaso biansato con coperchio in maiolica policroma, Castelli d'Abruzzo, XIX secolo altezza cm 41 interamente decorato da un paesaggio fluviale con figura di lavandaia nei toni dominanti del blu, giallo, manganese e verde 

  • Fiasca "askos" in maiolica policroma, Ariano Irpino, XIX secolo cm 19x18x8,5...
    Lot 444

    Fiasca "askos" in maiolica policroma, Ariano Irpino, XIX secolo cm 19x18x8,5 modellato a forma di leone con volto antropomorfo decorato nei toni del giallo/arancio, bruno, nero e verde ramina

  • Madonna col Bambino in Maestà cm 120x50x45 Maria è ritratta come una regina...
    Lot 445

    Madonna col Bambino in Maestà cm 120x50x45 Maria è ritratta come una regina del Trecento, austera e composta, assisa in trono, avvolta in un lungo manto azzurro, con la testa velata e coronata come Regina e Signora del creato; Gesù Bambino appare con le sembianze di un legislatore romano, seduto sulle ginocchia della madre, con lo sguardo rivolto in avanti; nella mano sinistra tiene un cartiglio a simbolo dei dogmi di fede su cui si fonda la Chiesa e con la destra compie il gesto della benedizione. E' evidente la filiazione con il capolavoro in marmo di Arnolfo di Cambio e aiuti noto come "La Madonna dagli occhi di vetro", databile all'inizio del XIV secolo, proveniente dall'antica facciata di Santa Maria del Fiore e oggi conservato nel Museo dell'Opera del Duomo a Firenze.

  • Piccolo mortaio in marmo bianco, XVII secolo cm 13x22 caratterizzato da...
    Lot 446

    Piccolo mortaio in marmo bianco, XVII secolo cm 13x22 caratterizzato da maschere e foglie pennate e lobi a forma di protomi caprine, di cui uno segnato da lunga scanalatura

  • Stipo il legno ebanizzato con piano in commesso di marmi antichi, XVII secolo...
    Lot 447

    Stipo il legno ebanizzato con piano in commesso di marmi antichi, XVII secolo cm 44x79x41 piano incernierato apribile con ampio vano e facciata suddivisa in cinque tiretti racchiusi da cornici modanate

  • Vasca parietale in marmo bianco, XVIII secolo cm 24x48x24 di forma...
    Lot 448

    Vasca parietale in marmo bianco, XVIII secolo cm 24x48x24 di forma rettangolare decorata da grifoni contrapposti ad affiancare un mascherone centrale con foro passante; ciglio spiovente percorso da ovoli, sostegni scolpiti frontalmente come zampe ferine

  • Piccolo monetiere in noce e radica, XVII secolo cm 25x28,5x17 di forma...
    Lot 449

    Piccolo monetiere in noce e radica, XVII secolo cm 25x28,5x17 di forma squadrata poggiante su piedi ferini, reca facciata con anta a ribalta che cela un piccolo sportello centinato centrale circondato da otto tiretti con piccole maniglie ad anello su protomi zoomorfe

  • Console Impero con piano lastronato in diaspro, Toscana, XIX secolo cm...
    Lot 450

    Console Impero con piano lastronato in diaspro, Toscana, XIX secolo cm 95x157x81 di forma rettangolare poggia su doppie colonne ebanizzate con manicotti in metallo dorato cui corrispondono lesene lineari posteriori; base sagomata sorretta da figure di tartaruga minuziosamente intagliate. Piccole mancanze di lastronatura

  • Cristo in avorio con croce in tartaruga e terminali in lamina d'argento,...
    Lot 451

    Cristo in avorio con croce in tartaruga e terminali in lamina d'argento, Palermo, XVIII secolo cm 72x25,512,5 - la figura cm 24 Corpus Christi realisticamente intagliato, con i piedi congiunti e la testa reclinata verso la spalla destra, è rappresento come Cristo trionfante su una croce di luce, secondo una consuetudine iconografica che unisce l’immagine del Cristo inchiodato sulla croce a quella del Redentore che torna nel giorno del Giudizio finale; il busto teso nello sforzo, le gambe terminano con i piedi rigidi, sovrapposti e fissati da un unico chiodo. Il perizoma, drappeggiato con cura, si caratterizza per un ampio panneggio annodato sul fianco destro. La croce, realizzata in tartaruga, si erge su un piedistallo architettonico ed è impreziosita da terminali in argento finemente decorati con motivi floreali e fogliati. Al centro, nell’incrocio dei bracci, spiccano elementi a raggiera in argento; sulla parte superiore è presente il Titulus Crucis. Sulla base targa in argento con stemma di Papa Benedetto XV inciso, sormontato dal triregno pontificio con le chiavi. Al verso etichette cartacee e tre timbri ad inchiostro non interamente leggibili. Punzonato sul Titulus Crucis e sui terminali con il marchio della "bulla" di Palermo raffigurata da un’aquila a volo alto in uso dal 1715 al 1825 e con il marchio DGG78, improntato nel 1778 dal console Don Gioacchino Carafa. Piccole mancanze.

  • Cristo in avorio su croce in palissandro con filettature, Francia, fine...
    Lot 452

    Cristo in avorio su croce in palissandro con filettature, Francia, fine XVII/inizio XVIII secolo cm 58x25x16,5 - la figura cm 30 - il cofanetto cm 66x30x24 La scultura del Cristo, eretto sulla croce con gli occhi aperti (Christus crucifixus vigilans), è composta da tre parti unite tra loro, il corpo e le braccia; la testa è inclinata verso la spalla destra, la bocca è socchiusa e lo sguardo è rivolto verso l’alto; la folta capigliatura riccia, così come la barba, incorniciano il viso ricadendo sulle spalle. Il busto, teso nello sforzo, lascia emergere la definizione muscolare, mentre le gambe, anch’esse scolpite con attenzione per esaltarne la struttura, terminano con i piedi rigidi, posti uno accanto all’altro e inchiodati separatamente. Il perizoma è riccamente drappeggiato e si caratterizza per un ampio panneggio sorretto da un doppio cordone visibile sul lato sinistro ove ricade un drappo annodato. Sulla parte superiore della croce è presente il Titulus Crucis in avorio. Al verso etichetta con iscrizione in francese: "Hommage et Filiale Reconnaissance des Chanoinesses Régulières de St. Augustin Union Romaine Juillet 1939". 
    Il crocifisso è custodito all’interno di una elegante custodia in pelle rossa con decorazione sovrimpressa in oro. L’insieme unisce sapienza tecnica e profonda spiritualità, trasformando il crocifisso in un oggetto di devozione e contemplazione 

  • Cornice barocca a cartoccio in legno scolpito, Venezia, XVII secolo cm...
    Lot 453

    Cornice barocca a cartoccio in legno scolpito, Venezia, XVII secolo cm 142x122 - luce interna cm 79x60 caratterizzata da ampie volute vegetali variamente incurvate disposte in maniera simmetrica lungo il perimetro; all'interno uno specchio

  • Piccola cornice in legno intagliato e dorato, XVII secolo cm 36x34 - luce...
    Lot 454

    Piccola cornice in legno intagliato e dorato, XVII secolo cm 36x34 - luce interna cm 8,5x6 di impianto quadrangolare con luce interna circondata da foglie e melagrane, racchiusi da volute e motivi vegetali

  • Tavolo rettangolare in noce, Venezia XVIII secolo cm 77x188x83 piano con...
    Lot 455

    Tavolo rettangolare in noce, Venezia XVIII secolo cm 77x188x83 piano con ciglio spiovente, fascia modanata, gambe angolari mosse con attacchi a mensola, impreziosite da rilievi vegetali intagliati, terminanti a ricciolo introverso

  • San Giovanni Battista (da Donatello) altezza cm 177 - targa cm 22x30 unito ad...
    Lot 456

    San Giovanni Battista (da Donatello) altezza cm 177 - targa cm 22x30 unito ad una targa sagomata in maiolica con iscrizione latina in blu dal Vangelo di Matteo: " Amen Dico Vobis / Non Surrexit Major / Joanne Baptista / Matt: 16: / 1766" (In verità Vi dico: tra i nati non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista)

    "Una rilettura tardobarocca di un capolavoro donatelliano"
    Nello strenuo fervore di promuovere un’ultima, disperata crociata, Papa Pio II Piccolomini, in virtù dell’appoggio contro i Turchi concesso a Tommaso Paleologo, despota di Morea e fratello dell’ ultimo Imperatore d’Oriente Costantino XI, ottenne da questi in dono la reliquia del braccio destro di San Giovanni Battista. In quel tempo di epocali conflitti tra civiltà, detenere l’arto con cui il Precursore aveva battezzato Gesù Cristo assumeva, per l’Occidente cattolico, una valenza di particolare sacralità. In questa chiave religiosa, nonché a fronte di una lauta elargizione per tramite della Repubblica di Siena, la santa reliquia fu traslata in Duomo, dove si trova ancor oggi custodita. Strettamente legata a questo episodio storico è la complessa vicenda della magnifica scultura in bronzo raffigurante il Battista, capolavoro “senese” della tarda maturità di Donatello, di cui presentiamo qui una singolare replica. Tralasciando le vicende legate alla effettiva, originaria committenza dell’opera ed alle sue traversie realizzative, ricordiamo che essa giunse a Siena, da Firenze, già nel 1457, pur trovando la propria definitiva collocazione soltanto nel 1501. Il Battista di Donatello fu trasportato nella Civitas Virginis in tre pezzi e, sembra, mancante proprio del braccio destro; sulle ragioni di questa curiosa lacuna si è speso lo stesso Vasari nelle sue Vite, rammentando prosaici, più o meno attendibili aneddoti. Sappiamo che una prima provvisoria destinazione del magnifico bronzo fu la Cappella della Sagrestia del Duomo, avviata nel 1465, dove verrà collocata la più preziosa reliquia presente in città, donata da Pio II l’anno precedente, lo stesso della sua morte. Solo nel 1482 avrà finalmente inizio la costruzione della Cappella dell’Operaio del Duomo Alberto Aringhieri, dove ancor oggi il bronzo si trova, in un contesto di fasto e bellezza abbacinanti. Dobbiamo l’analisi formale più nitida e penetrante del Battista senese di Donatello a Enzo Carli il quale, nel suo fondamentale volume Donatello a Siena (Editalia, Roma, 1967), accostandone lo stile esecutivo e l’intonazione emotiva a quelli della Maddalena Penitente lignea conservata nel Battistero del Duomo di Firenze, scrive: “ambedue le immagini, ancorchè realizzate con materiali e mezzi diversissimi, sono l’espressione di una medesima, infocata ed irrequieta, vitalità psicologica, che si traduce nell’assiduo tormento della forma. Si può, anzi, dire, che in essa si configuri un ideale di aspro e macerato ascetismo, nel quale la scarnita e quasi repellente miseria fisica della Maddalena e la rudezza dei lineamenti del “cacciatore selvaggio” vengono miracolosamente ad illuminarsi di una straziante spiritualità…” (pag.33) . “Cacciatore selvaggio” è la vivida espressione con cui Enzo Carli ama evocare il Battista di Donatello, citando il cultore d’arte senese Padre Guglielmo Della Valle. Aldilà della minima differenza di dimensioni tra il prototipo di Donatello e la nostra copia (185 cm di altezza il primo, 177 cm la seconda) e diversi piccoli dettagli, colpiscono, nella replica tarda, o piuttosto in questa relativamente libera derivazione, l’addolcimento generale dei tratti del volto, l’ammorbidimento della resa muscolare, minori nervosità e durezze della figura tutta, non ultimo, il vello assai meno irsuto e capriccioso. Tali difformità non possono a nostro avviso spiegarsi soltanto considerando la tecnica esecutiva, in parte a colaggio, che presuppone un calco e un modello in gesso o in stucco, peraltro non pervenuti. Ci troviamo di fronte ad un approccio formale che sintetizza una certa fedeltà filologica con una garbata “attualizzazione” stilistica del prototipo, rispetto all’epoca di esecuzione, non privo quindi di creatività e di carattere. Simile inclinazione, agli antipodi del pedissequo concetto di copia tardo ottocentesco e novecentesco, è stato approfondito dalla critica proprio in riferimento alla tradizione artistica senese, con particolare attenzione, in scultura, all’operato della dinastia dei Mazzuoli. La loro magistrale attitudine non solo alla creazione originale ma anche alla copia, all’integrazione e al restauro, sia di opere di illustri colleghi e capiscuola loro contemporanei, sia dei maestri del passato, fino al Quattrocento, spicca come elemento stilistico e storico-artistico di grande interesse. In questo senso, la provenienza della nostra terracotta può risultare illuminante; essa era infatti collocata in una dimora appartenuta alla stessa famiglia di Pio II, ove si intrecciarono stretti legami sia con Papa Alessandro VII Chigi, sia con Mattias de’ Medici, generoso committente dei Mazzuoli. Appoggiato su un grosso ceppo di pino, sul quale era affissa anche la targa in maiolica in lotto, associata in modo significativo ma con ogni probabilità di diversa destinazione, il nostro San Giovanni Battista fu probabilmente concepito come ossequio al grande Pontefice, in memoria dell’antica gloriosa donazione, dei remoti fasti familiari. Immaginiamo quindi che la sua realizzazione possa ragionevolmente aver coinvolto, nel tardo Settecento, uno degli ultimi membri della dinastia di scultori, restauratori e copisti facente capo a Dionisio Mazzuoli, tra i cui figli si distinse in particolare Giuseppe, allievo di Ercole Ferrata e raro discepolo di Melchiorre Cafà, collaboratore di Gian Lorenzo Bernini al monumento di Alessandro VII Chigi. In particolare, il pronipote del grande Giuseppe Mazzuoli, Giuseppe Maria Mazzuoli, l’ultimo scultore della famiglia, fu decisamente incline a simili realizzazioni, oltre ad avere un’antica familiarità e una particolare consuetudine con gli ambienti annessi e le opere custodite in Duomo, a Siena.


    Si ringrazia il Prof. Vincenzo Di Gennaro per aver confermato la nostra ipotesi attributiva

  • Cristo crocifisso in bronzo dorato su croce in legno, XVIII secolo cm...
    Lot 457

    Cristo crocifisso in bronzo dorato su croce in legno, XVIII secolo cm 27,5x23,5 - la croce cm 57,5x35 corpus Christi ritratto secondo l'iconografia classica, con corona di spine e testa ripiegata verso la spalla destra, il corpo abbandonato, le gambe piegate con piedi paralleli inchiodati singolarmente. Titulus crucis e teschio con tibie incrociate rifiniscono l'asse verticale della croce lignea di epoca posteriore

  • Cammeo ovale con profilo di Papa Pio IX, metà del XIX secolo cm 4,5x3,5 - in...
    Lot 458

    Cammeo ovale con profilo di Papa Pio IX, metà del XIX secolo cm 4,5x3,5 - in cornice cm 10x8,5 - l'insieme cm 17x13,5 entro cornice in bronzo dorato con rilievi a palmette, motivi vegetali e conchiglie; supporto sagomato rivestito in velluto azzurro

  • Madonna Immacolata in bronzo dorato con base in marmo e mosaico minuto, XIX...
    Lot 459

    Madonna Immacolata in bronzo dorato con base in marmo e mosaico minuto, XIX secolo altezza cm 27 - con la base cm 38,5 - placchetta cm 3,5x4,3 - micromosaico cm 2,7x3,3 piedistallo squadrato in marmo nero decorato frontalmente da una piccola veduta ovale di piazza San Pietro e della Basilica Vaticana in mosaico minuto su placchetta rettangolare in pasta vitrea nera

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Collezioni Private - Mobili, Oggetti d'Arte e Sculture

Roma, Palazzo Celsi - Corso Vittorio Emanuele II, 18 - giovedì, 14 Maggio 2026


TORNATA UNICA: 14/05/2026 Ore 15:00


Esposizione

​Da Giovedì 7 Maggio 2026 a Domenica 10 Maggio dalle 10:00 alle 19:00 e Lunedì 11 Maggio 2026 dalle ore 10:00 alle 13:00.

Sessions

  • 14 May 2026 hours 15:00 Collezioni Private - Mobili, Oggetti d'Arte e Sculture [SESSIONE UNICA] (388 - 573)

Exhibition

Esposizione

​Da Giovedì 7 Maggio 2026 a Domenica 10 Maggio dalle 10:00 alle 19:00 e Lunedì 11 Maggio 2026 dalle ore 10:00 alle 13:00.

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