Photo Week

Presale Photo Week

Monday 18 May 2026 hours 16:00 (UTC +01:00)
17g 14h Live
Auction
Log in to bid
Lots from 73 to 96 of 563
Show
Cancel
  • Domenico Riccardo Peretti Griva (1882 - 1962)  - Sotto il Cervino, 1930s
    Lot 1073

    Domenico Riccardo Peretti Griva (1882 - 1962) - Sotto il Cervino, 1930s

    cm 50 x 35 (cm 24 x 17,4 immagine)
    Stampa al bromolio
    Firmata e titolata a matita al margine bianco inferiore recto

    BIBLIOGRAFIA
    L. Danna (a cura di), Domenico Riccardo Peretti Griva fotografo, Associazione per la Fotografia Storica, Torino, 2004, p. 57



    Domenico Riccardo Peretti Griva (Coassolo 1882 - Torino 1962) di professione magistrato di grande valore con una carriera conclusa come Presidente della Corte di Appello, ha seguito con passione la fotografia facendo parte della cosiddetta “Scuola Piemontese di Fotografia Artistica” insieme ad Achille Bologna, Stefano Bricarelli, Carlo Baravalle, Italo Bertoglio. Il suo orizzonte culturale era quello del pittorialismo al cui interno ha conquistato un ruolo di primo piano. La conoscenza della tecnica di stampa e in particolare quella del bromolio-trasferto, che implicava notevole manualità e disponibilità alla sperimentazione, caratterizzano le sue fotografie. Tutto questo lo ha portato a una intensa attività espositiva e a una notevole presenza nelle pubblicazioni dell’epoca come il prestigioso annuario “Luci e ombre”.


    Piuttosto classica la fotografia realizzata in quell’ambiente montano che era particolarmente congeniale a Peretti Griva. In questo caso si nota un processo di sfaldamento dell’immagine in un paesaggio quasi arcadico caratterizzato da un’atmosfera serena come certificato dal primo piano dell’animale che guarda in macchina mentre sullo sfondo domina austero circondato di nuvole il Cervino in tutta la sua imponenza. Su Venezia, come molti, il fotografo piemontese si misurava alla ricerca di immagini che non fossero prevedibili o, peggio, retoriche. C’è da dire che negli anni Trenta la città non era ancora al centro delle immagini (per dire, prima di “Venise à fleur d’eau” di Fulvio Roiter nel 1954 non c’erano libri fotografici sulla città) ma sta di fatto che questa composizione verticale dove le gondole si stagliano sullo sfondo della Chiesa della Salute ha una pregevole compostezza. 
    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Francesco Radino (1947 - 2022)  - Senza titolo, 1989
    Lot 1074

    Francesco Radino (1947 - 2022) - Senza titolo, 1989

    cm 42 x 59,5 (cm 37,8 x 54,8 immagine)
    Stampa a getto d'inchiostro
    Edizione 5 di 10
    Datata, numerata e firmata a penna nera con timbro del fotografo al verso e timbro a secco del fotografo al margine bianco inferiore recto


    Francesco Radino (Bagno a Ripoli 1947 – Milano 2022) nasce da genitori entrambi pittori. Dopo studi di Sociologia, nel 1970 diventa fotografo professionista e sceglie di operare in vari ambiti, dalla fotografia industriale al design, dall’architettura al paesaggio. Dagli anni Ottanta partecipa a numerosi progetti pubblici di ricerca sul territorio da Archivio dello Spazio ad Atlante Italiano e partecipa, intrecciando lavoro professionale e ricerca personale, agli sviluppi della fotografia di ricerca sul paesaggio contemporaneo. Negli anni ha elaborato un modo libero di esplorare la realtà che oggi va oltre il genere del paesaggio, aprendosi a ogni aspetto del mondo, dalla natura ai territori urbanizzati, dalla figura umana agli oggetti, dagli animali ai manufatti della storia dell’uomo. Ha esposto il suo lavoro in gallerie e musei italiani, europei, giapponesi e statunitensi, pubblicato numerosi volumi. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private internazionali.


    Francesco Radino utilizza nella stessa misura il bianco e nero come il colore mantenendo in entrambi i casi i toni di quella delicatezza che ben interpreta il suo stile garbato e sempre attraversato da una vena di ironia. Queste due opere ben rappresentano il suo modo di osservare la realtà: non è un caso se un suo libro monografico è ben intitolato Modus videndi. Una spiaggia, un braccio che si allarga e, nonostante occupi solo una piccola porzione di spazio, consenta su di sé tutta l’attenzione. Con pochi, e in apparenza poco significativi particolari, Radino sa costruire una fotografia carica di molte suggestioni. Per riprendere piazza Duomo, sceglie una composizione insolita che sfugge al prevedibile: decide di non mettere al centro la cattedrale segnandone la presenza con un richiamo che occupa la parte sinistra dell’immagine e concentra poi l’attenzione sullo spiazzo che si affaccia su Palazzo Reale, osservato leggermente dall’alto per sottolinearne l’ampiezza.


    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Francesco Radino (1947 - 2022)  - Senza titolo (Milano), 2014
    Lot 1075

    Francesco Radino (1947 - 2022) - Senza titolo (Milano), 2014

    cm 42 x 59,4 (cm 36,6 x 55 immagine)
    Stampa a getto d'inchiostro
    Firmata e datata a penna nera con timbro del fotografo al verso


    Francesco Radino (Bagno a Ripoli 1947 – Milano 2022) nasce da genitori entrambi pittori. Dopo studi di Sociologia, nel 1970 diventa fotografo professionista e sceglie di operare in vari ambiti, dalla fotografia industriale al design, dall’architettura al paesaggio. Dagli anni Ottanta partecipa a numerosi progetti pubblici di ricerca sul territorio da Archivio dello Spazio ad Atlante Italiano e partecipa, intrecciando lavoro professionale e ricerca personale, agli sviluppi della fotografia di ricerca sul paesaggio contemporaneo. Negli anni ha elaborato un modo libero di esplorare la realtà che oggi va oltre il genere del paesaggio, aprendosi a ogni aspetto del mondo, dalla natura ai territori urbanizzati, dalla figura umana agli oggetti, dagli animali ai manufatti della storia dell’uomo. Ha esposto il suo lavoro in gallerie e musei italiani, europei, giapponesi e statunitensi, pubblicato numerosi volumi. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private internazionali.


    Francesco Radino utilizza nella stessa misura il bianco e nero come il colore mantenendo in entrambi i casi i toni di quella delicatezza che ben interpreta il suo stile garbato e sempre attraversato da una vena di ironia. Queste due opere ben rappresentano il suo modo di osservare la realtà: non è un caso se un suo libro monografico è ben intitolato Modus videndi. Una spiaggia, un braccio che si allarga e, nonostante occupi solo una piccola porzione di spazio, consenta su di sé tutta l’attenzione. Con pochi, e in apparenza poco significativi particolari, Radino sa costruire una fotografia carica di molte suggestioni. Per riprendere piazza Duomo, sceglie una composizione insolita che sfugge al prevedibile: decide di non mettere al centro la cattedrale segnandone la presenza con un richiamo che occupa la parte sinistra dell’immagine e concentra poi l’attenzione sullo spiazzo che si affaccia su Palazzo Reale, osservato leggermente dall’alto per sottolinearne l’ampiezza.
    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Fulvio Roiter (1926 - 2016)  - Senza titolo (Nudo), 1950
    Lot 1076

    Fulvio Roiter (1926 - 2016) - Senza titolo (Nudo), 1950

    cm 60,5 x 50,2 (cm 51,8 x 34,7 immagine)
    Stampa alla gelatina ai sali d’argento
    Firmata e datata a matita con timbro del fotografo al verso

    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Fulvio Roiter (1926 - 2016)  - Fulvio Roiter - Electa Editrice Portfolios, 1973/1976
    Lot 1077

    Fulvio Roiter (1926 - 2016) - Fulvio Roiter - Electa Editrice Portfolios, 1973/1976

    cm 40 x 30 (cm 30 x 20 circa immagine) ciascuna
    12 héliogravure stampate 1980, in cartelletta originale
    Edizione 299 di 1000
    Edizione originale in portfolio originale rigido nero, in cofanetto rigido bianco e foglio piegato con la biografia di Roiter e riproduzione delle 12 immagini. Ogni fotografia è protetta da un foglio di carta velina

    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Ferdinando Scianna (1943)  - Moisseiev, Tarantella siciliana, 1966
    Lot 1078

    Ferdinando Scianna (1943) - Moisseiev, Tarantella siciliana, 1966

    cm 29,6 x 22 (cm 29,6 x 11,4 immagine)
    Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
    Timbro del fotografo al verso 


    Ferdinando Scianna (Bagheria, Palermo 1943) si è sempre fatto guidare un po’ dal caso, come quando nel 1963 Leonardo Sciascia ha visitato e apprezzato la sua prima mostra, e molto dalla determinazione, che lo ha spinto a presentarsi allo scrittore che sarebbe diventato suo grande amico e di lì a poco estensore del testo per “Feste religiose in Sicilia”, primo dei molti e amati libri che avrebbe pubblicato. Diventato professionista, per L’Europeo è corrispondente a Parigi dove conosce Cartier-Bresson che lo introduce alla Magnum, di cui nel 1989 diviene membro. Operando sempre in bianco e nero accosta a magnifici reportage e apprezzati ritratti di grandi intellettuali la collaborazione con Dolce e Gabbana: si afferma così anche nel mondo della moda pubblicando su Vogue e Grazia.



    Difficile circoscrivere Ferdinando Scianna in una sola definizione anche se quella di fotoreporter è la più comunemente usata. Lo conferma la ripresa della tarantella siciliana realizzata in verticale per sottolineare il movimento delle danzatrici che si dirigono ognuna verso una diversa direzione, ma la fotografia scattata a Mario Soldati ci ricorda che ogni buon reporter deve essere capace di misurarsi con la tecnica del ritratto. In realtà Ferdinando Scianna la usa per dar vita alla sua curiosità delle persone che conosce e stima: nel suo archivio ci sono tantissime fotografie di questo genere dove sempre i soggetti guardano in macchina come a ribadire il forte rapporto stabilito con il fotografo e amico.


     
    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Ferdinando Scianna (1943)  - Mario Soldati, 1990s
    Lot 1079

    Ferdinando Scianna (1943) - Mario Soldati, 1990s

    cm 41,2 x 30,7 (cm 36,3 x 24 immagine)
    Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento

    Opera accompagnata da Certificato di expertise rilasciato da Carla Pozzi



    Ferdinando Scianna (Bagheria, Palermo 1943) si è sempre fatto guidare un po’ dal caso, come quando nel 1963 Leonardo Sciascia ha visitato e apprezzato la sua prima mostra, e molto dalla determinazione, che lo ha spinto a presentarsi allo scrittore che sarebbe diventato suo grande amico e di lì a poco estensore del testo per “Feste religiose in Sicilia”, primo dei molti e amati libri che avrebbe pubblicato. Diventato professionista, per L’Europeo è corrispondente a Parigi dove conosce Cartier-Bresson che lo introduce alla Magnum, di cui nel 1989 diviene membro. Operando sempre in bianco e nero accosta a magnifici reportage e apprezzati ritratti di grandi intellettuali la collaborazione con Dolce e Gabbana: si afferma così anche nel mondo della moda pubblicando su Vogue e Grazia.


    Difficile circoscrivere Ferdinando Scianna in una sola definizione anche se quella di fotoreporter è la più comunemente usata. Lo conferma la ripresa della tarantella siciliana realizzata in verticale per sottolineare il movimento delle danzatrici che si dirigono ognuna verso una diversa direzione, ma la fotografia scattata a Mario Soldati ci ricorda che ogni buon reporter deve essere capace di misurarsi con la tecnica del ritratto. In realtà Ferdinando Scianna la usa per dar vita alla sua curiosità delle persone che conosce e stima: nel suo archivio ci sono tantissime fotografie di questo genere dove sempre i soggetti guardano in macchina come a ribadire il forte rapporto stabilito con il fotografo e amico.


    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Tazio Secchiaroli (1925 - 1998)  - Federico Fellini e Marcello Mastroianni sul set di "8½", 1962
    Lot 1080

    Tazio Secchiaroli (1925 - 1998) - Federico Fellini e Marcello Mastroianni sul set di "8½", 1962

    cm 34,3 x 46,5 (cm 29,8 x 42 immagine)
    Stampa alla gelatina ai sali d'argento
    Timbro @TAZIO SECCHIAROLI/DAVID SECCHIAROLI al verso


    Tazio Secchiaroli (Roma 1925-1998) inizia la carriera appena ventenne come fotografo di strada, ma l’amico Sergio Strizzi lo introduce alle agenzie: da Adolfo Porry Pastorel impara così bene i segreti del mestiere da pubblicare su “Epoca”, “L’Espresso”, “Le Ore”. Prosegue alla Roma Press Photo, l’agenzia da lui fondata nel 1955, il suo lavoro di reporter capace di grandi scoop ed è documentando la vita notturna romana resa vivace dai protagonisti del mondo del cinema che incontra Federico Fellini. La sintonia che si crea – fu lui a suggerire al regista il nome di Paparazzo per uno dei protagonisti de “La Dolce Vita” – porta Secchiaroli a lavorare come fotografo di scena di grande successo e a diventare fotografo ufficiale di Sophia Loren.


    Doveva essere uno spettacolo nello spettacolo quel set di 8½ dove si provava la scena in cui Marcello Mastroianni doveva impugnare e usare una frusta. Per spiegare ai suoi attori e perfino alle sue attrici come dovevano muoversi, Federico Fellini aveva spesso l’abitudine di indossane i panni e mimarne i gesti: sotto l’occhio vigile e l’obiettivo rapace di Tazio Secchiaroli, il regista si esibisce in un audace passo a due con l’attore che considerava alla stregua del suo alter ego che indossa gli abiti di scena mentre il regista è in una impeccabile camicia bianca con tanto di cravatta. Secchiaroli, è noto, era diventato il fotografo ufficiale di Sophia Loren e per capirlo basterebbe questo gran ritratto della diva di cui coglie la bellezza sempre in equilibrio fra il popolano e l’altero.
    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Tazio Secchiaroli (1925 - 1998)  - Sophia Loren, 1966
    Lot 1081

    Tazio Secchiaroli (1925 - 1998) - Sophia Loren, 1966

    cm 49,7 x 39,7 (cm 44,5 x 29,5 immagine)
    Stampa alla gelatina ai sali d'argento
    Timbro @TAZIO SECCHIAROLI/DAVID SECCHIAROLI al verso


    Tazio Secchiaroli (Roma 1925-1998) inizia la carriera appena ventenne come fotografo di strada, ma l’amico Sergio Strizzi lo introduce alle agenzie: da Adolfo Porry Pastorel impara così bene i segreti del mestiere da pubblicare su “Epoca”, “L’Espresso”, “Le Ore”. Prosegue alla Roma Press Photo, l’agenzia da lui fondata nel 1955, il suo lavoro di reporter capace di grandi scoop ed è documentando la vita notturna romana resa vivace dai protagonisti del mondo del cinema che incontra Federico Fellini. La sintonia che si crea – fu lui a suggerire al regista il nome di Paparazzo per uno dei protagonisti de “La Dolce Vita” – porta Secchiaroli a lavorare come fotografo di scena di grande successo e a diventare fotografo ufficiale di Sophia Loren.


    Doveva essere uno spettacolo nello spettacolo quel set di 8½ dove si provava la scena in cui Marcello Mastroianni doveva impugnare e usare una frusta. Per spiegare ai suoi attori e perfino alle sue attrici come dovevano muoversi, Federico Fellini aveva spesso l’abitudine di indossane i panni e mimarne i gesti: sotto l’occhio vigile e l’obiettivo rapace di Tazio Secchiaroli, il regista si esibisce in un audace passo a due con l’attore che considerava alla stregua del suo alter ego che indossa gli abiti di scena mentre il regista è in una impeccabile camicia bianca con tanto di cravatta. Secchiaroli, è noto, era diventato il fotografo ufficiale di Sophia Loren e per capirlo basterebbe questo gran ritratto della diva di cui coglie la bellezza sempre in equilibrio fra il popolano e l’altero.
    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Vittorio Sella (1859 - 1943)  - Cervino Rothern, 1887
    Lot 1082

    Vittorio Sella (1859 - 1943) - Cervino Rothern, 1887

    cm 30 x 39,7 (cm 28,2 x 37,6 immagine)
    Stampa alla gelatina ai sali d'argento
    Timbro a secco del fotografo sull'immagine


    Vittorio Sella (Biella 1859 - 1943) dal padre, imprenditore tessile ma anche autore del trattato “Il plico fotografico”, eredita la passione per la fotografia che coniuga con quella della montagna acquisita dallo zio Quirino fondatore del CAI. Provetto alpinista, con il suo banco ottico 30x36 documenta i viaggi che fra il 1889 e il 1909 lo vedono nel Caucaso, in Alaska, sul Ruwenzori, nel Karakorum e sulle Alpi riprese in entrambi i versanti. Utilizza negli anni varie tecniche, dalle lastre al collodio di diverse dimensioni a quelle al bromuro, ma è anche inventore di elaborati sistemi di trasporto come zaini imbottiti per trasportare in vetta macchine, lastre di vetro, prodotti chimici. Grande è il successo ottenuto anche in importanti mostre internazionali e si deve a lui se questo genere fotografico si chiama foto alpinismo anche quando è realizzato lontano dalle Alpi. Come imprenditore dirige il lanificio di famiglia e partecipa alla creazione dell’azienda vinicola Sella & Mosca.


    È difficile oggi immaginare quali erano le difficoltà che doveva affrontare un fotografo che alla fine dell’800 doveva riprendere le montagne per sottolineare la loro maestosità. Si poteva certo farlo con le piccole portatili fotocamere (lo stesso Sella si portava appresso ma solo per le istantanee una Kodak 9x12) ma per ottenere risultati di straordinaria qualità come quelli qui proposti bisognava ricorrere agli ingombranti e macchinosi banchi ottici perché dai grandi negativi si ricavavano a contatto stampe ricche di dettagli stupefacenti. Per farlo bisognava anche possedere un certo estro nell’inventarsi sistemi di protezione dal vento che faceva muovere il treppiede della fotocamera e la capacità propria degli alpinisti, di conquistare i giusti punti di osservazione: è questo il caso dell’accurata ripresa del Cervino e, tre anni dopo, del Gran Paradiso. Sorprendenti i dettagli e quel senso di profondità che permette a chi osserva la scena di sentirsi pienamente coinvolto. 

  • Vittorio Sella (1859 - 1943)  - Il Gran Paradiso dal Col Baretti, 1894
    Lot 1083

    Vittorio Sella (1859 - 1943) - Il Gran Paradiso dal Col Baretti, 1894

    cm 29,9 x 39,8 (cm 28,3 x 38,2 immagine)
    Stampa alla gelatina ai sali d'argento
    Timbro a secco del fotografo sull'immagine


    Vittorio Sella (Biella 1859 - 1943) dal padre, imprenditore tessile ma anche autore del trattato “Il plico fotografico”, eredita la passione per la fotografia che coniuga con quella della montagna acquisita dallo zio Quirino fondatore del CAI. Provetto alpinista, con il suo banco ottico 30x36 documenta i viaggi che fra il 1889 e il 1909 lo vedono nel Caucaso, in Alaska, sul Ruwenzori, nel Karakorum e sulle Alpi riprese in entrambi i versanti. Utilizza negli anni varie tecniche, dalle lastre al collodio di diverse dimensioni a quelle al bromuro, ma è anche inventore di elaborati sistemi di trasporto come zaini imbottiti per trasportare in vetta macchine, lastre di vetro, prodotti chimici. Grande è il successo ottenuto anche in importanti mostre internazionali e si deve a lui se questo genere fotografico si chiama foto alpinismo anche quando è realizzato lontano dalle Alpi. Come imprenditore dirige il lanificio di famiglia e partecipa alla creazione dell’azienda vinicola Sella & Mosca.


    È difficile oggi immaginare quali erano le difficoltà che doveva affrontare un fotografo che alla fine dell’800 doveva riprendere le montagne per sottolineare la loro maestosità. Si poteva certo farlo con le piccole portatili fotocamere (lo stesso Sella si portava appresso ma solo per le istantanee una Kodak 9x12) ma per ottenere risultati di straordinaria qualità come quelli qui proposti bisognava ricorrere agli ingombranti e macchinosi banchi ottici perché dai grandi negativi si ricavavano a contatto stampe ricche di dettagli stupefacenti. Per farlo bisognava anche possedere un certo estro nell’inventarsi sistemi di protezione dal vento che faceva muovere il treppiede della fotocamera e la capacità propria degli alpinisti, di conquistare i giusti punti di osservazione: è questo il caso dell’accurata ripresa del Cervino e, tre anni dopo, del Gran Paradiso. Sorprendenti i dettagli e quel senso di profondità che permette a chi osserva la scena di sentirsi pienamente coinvolto. 

  • Enzo Sellerio (1924 - 2012)  - Racalmuto, Agrigento, 1966
    Lot 1084

    Enzo Sellerio (1924 - 2012) - Racalmuto, Agrigento, 1966

    cm 61 x 41,4
    Stampa alla gelatina ai sali d'argento, stampata anni 1970/1980
    Firmata a pennarello nero con timbro del fotografo al verso

    BIBLIOGRAFIA
    Leonardo Sciascia (a cura di), 16 fotografie siciliane dall'archivio di Enzo Sellerio, Tipografia Torinese Editrice, 1969



    Enzo Sellerio (Palermo 1924 - 2012), nato in una famiglia di intellettuali, si laurea in Giurisprudenza e abbandona la carriera universitaria per abbracciare nei primi anni ’50 quella di fotografo pubblicando sui periodici “Sicilia”, “Cinema Nuovo” e “Il Mondo” con immagini di gusto neorealista grazie alle quali realizza le prime mostre personali. I reportage sulla rivista svizzera “du” gli consentono, nella prima metà degli anni ’60, di lavorare da free lance fra Parigi e New York per Vogue ritraendo importanti personaggi della cultura. Un nuovo e diverso interesse per l’editoria lo induce a mettere da parte la fotografia e fondare, con la moglie Elvira, la Sellerio Edizioni che pubblica sia libri d’arte che di narrativa.


    Chi non si intende di fotografia resta sempre un po’ stupito nello scoprire che Enzo Sellerio non è stato solo un grande editore ma anche un eccellente fotografo che si inserisce nel novero di quegli autori che nel dopoguerra hanno dato vita a una vera e propria scuola fotografica pensata non tanto e non solo come ricerca personale, ma soprattutto per essere pubblicata sui rotocalchi che in Italia in quegli anni hanno rappresentato una grande palestra e perfino uno strumento di educazione e di lotta culturale che si muoveva parallelamente al cinema. Un tono narrativo cinematografico hanno in effetti queste due riprese scattate in un espressivo bianco e nero. Povertà e ricchezza, quotidianità ed eccezionalità, atteggiamento schivo e sfrontatezza esibita si confrontano in queste due immagini che sembrano dialogare fra di loro.
     
    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Enzo Sellerio (1924 - 2012)  - Senza titolo (Sicilia), 1960s/1970s
    Lot 1085

    Enzo Sellerio (1924 - 2012) - Senza titolo (Sicilia), 1960s/1970s

    cm 61 x 50,6
    Stampa alla gelatina ai sali d'argento, stampata anni 1970/1980
    Firmata a pennarello nero con timbro del fotografo al verso


    Enzo Sellerio (Palermo 1924 - 2012), nato in una famiglia di intellettuali, si laurea in Giurisprudenza e abbandona la carriera universitaria per abbracciare nei primi anni ’50 quella di fotografo pubblicando sui periodici “Sicilia”, “Cinema Nuovo” e “Il Mondo” con immagini di gusto neorealista grazie alle quali realizza le prime mostre personali. I reportage sulla rivista svizzera “du” gli consentono, nella prima metà degli anni ’60, di lavorare da free lance fra Parigi e New York per Vogue ritraendo importanti personaggi della cultura. Un nuovo e diverso interesse per l’editoria lo induce a mettere da parte la fotografia e fondare, con la moglie Elvira, la Sellerio Edizioni che pubblica sia libri d’arte che di narrativa.


    Chi non si intende di fotografia resta sempre un po’ stupito nello scoprire che Enzo Sellerio non è stato solo un grande editore ma anche un eccellente fotografo che si inserisce nel novero di quegli autori che nel dopoguerra hanno dato vita a una vera e propria scuola fotografica pensata non tanto e non solo come ricerca personale, ma soprattutto per essere pubblicata sui rotocalchi che in Italia in quegli anni hanno rappresentato una grande palestra e perfino uno strumento di educazione e di lotta culturale che si muoveva parallelamente al cinema. Un tono narrativo cinematografico hanno in effetti queste due riprese scattate in un espressivo bianco e nero. Povertà e ricchezza, quotidianità ed eccezionalità, atteggiamento schivo e sfrontatezza esibita si confrontano in queste due immagini che sembrano dialogare fra di loro.
     
    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Pino Settanni (1949 - 2010)  - Senza titolo (Napoli), 1983
    Lot 1086

    Pino Settanni (1949 - 2010) - Senza titolo (Napoli), 1983

    cm 50 x 33,5
    Una stampa cromogenica vintage e una stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento colorata a mano applicate recto/verso a cartoncino originale
    Opera unica
    Firmata e datata a penna nera al cartoncino recto e firmata a penna nera al cartoncino verso


    Pino Settanni (Grottaglie TA 1949-Roma 2010) lascia il lavoro all’Italsider di Taranto per seguire la sua passione per la fotografia a Roma. Lì collabora con diverse testate e frequenta il mondo dell’avanguardia che gravita attorno ad alcune gallerie come quella di Monique Gregory, sua futura moglie. Amplia così la sua visione creando progetti seriali come i ritratti di personalità della cultura e dell’arte e le interpretazioni dei Tarocchi, dei segni zodiacali, dei sette vizi capitali. Riprende i suoi reportage nei Balcani e in Afghanistan commissionatigli dall’ Esercito italiano alla fine degli anni ’90 per creare immagini elaborate digitalmente. Il suo archivio è custodito dall’Istituto Luce.
    ---------
    Ben capace come nei suoi reportage di rappresentare il mondo per come appare, Pino Settanni era stato troppo influenzato dalla conoscenza delle opere d’avanguardia per non crearsi un personale spazio creativo all’interno del quale sublimare la realtà. Talvolta lavora in un modo che potremmo definire più tradizionale come nel caso della bella ripresa napoletana dove il basso lungo e stretto diventa un vero e proprio mondo fatto di passi, di voci, di veicoli che avanzano rumorosi. Molto interessante il dittico sempre ripreso a Napoli perché mostra il metodo di lavoro di Settanni che dello stesso soggetto ci propone la classica immagine a colori accanto a quella in bianco e nero su cui, come avesse avuto nostalgia dei cromatismi, interviene con piccole ma significative pennellate di colore.
    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Pino Settanni (1949 - 2010)  - Napoli: Bassi della Duchessa, 1975
    Lot 1087

    Pino Settanni (1949 - 2010) - Napoli: Bassi della Duchessa, 1975

    cm 30,4 x 20,2
    Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento su carta politenata
    Edizione 1 di 3
    Firmata, titolata, numerata e datata a matita con timbri del fotografo al verso


    Pino Settanni (Grottaglie TA 1949-Roma 2010) lascia il lavoro all’Italsider di Taranto per seguire la sua passione per la fotografia a Roma. Lì collabora con diverse testate e frequenta il mondo dell’avanguardia che gravita attorno ad alcune gallerie come quella di Monique Gregory, sua futura moglie. Amplia così la sua visione creando progetti seriali come i ritratti di personalità della cultura e dell’arte e le interpretazioni dei Tarocchi, dei segni zodiacali, dei sette vizi capitali. Riprende i suoi reportage nei Balcani e in Afghanistan commissionatigli dall’ Esercito italiano alla fine degli anni ’90 per creare immagini elaborate digitalmente. Il suo archivio è custodito dall’Istituto Luce.


    Ben capace come nei suoi reportage di rappresentare il mondo per come appare, Pino Settanni era stato troppo influenzato dalla conoscenza delle opere d’avanguardia per non crearsi un personale spazio creativo all’interno del quale sublimare la realtà. Talvolta lavora in un modo che potremmo definire più tradizionale come nel caso della bella ripresa napoletana dove il basso lungo e stretto diventa un vero e proprio mondo fatto di passi, di voci, di veicoli che avanzano rumorosi. Molto interessante il dittico sempre ripreso a Napoli perché mostra il metodo di lavoro di Settanni che dello stesso soggetto ci propone la classica immagine a colori accanto a quella in bianco e nero su cui, come avesse avuto nostalgia dei cromatismi, interviene con piccole ma significative pennellate di colore.
    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Giorgio Sommer (1834 - 1914)  - Pompei. Strada di Sallustio; Panteon, 1860s/1890s
    Lot 1088

    Giorgio Sommer (1834 - 1914) - Pompei. Strada di Sallustio; Panteon, 1860s/1890s

    cm 19,8 x 25 circa ciascuna
    Due stampe all'albumina
    Titolo e credito del fotografo da negativo al margine bianco inferiore recto di ciascuna stampa

  • Giorgio Sommer (1834 - 1914)  - Napoli ; Capri da Massa, 1870s/1890
    Lot 1089

    Giorgio Sommer (1834 - 1914) - Napoli ; Capri da Massa, 1870s/1890

    cm 19,8 x 25,5 circa ciascuna
    Due stampe all'albumina
    Titolo e credito del fotografo da negativo al margine bianco inferiore recto di ciascuna stampa

  • Bruno Stefani (1901 - 1976)  - Al mercato a Venezia, 1920s
    Lot 1090

    Bruno Stefani (1901 - 1976) - Al mercato a Venezia, 1920s

    cm 29,4 x 39,4
    Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
    Timbro del fotografo ed etichetta espositiva al verso

    ESPOSIZIONI
    Quarto "Salon" Internazionale di Fotografia Artistica fra Dilettanti, Torino, 1933


    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Bruno Stefani (1901 - 1976)  - Nevicata nel parco del Castello, Milano, 1940s
    Lot 1091

    Bruno Stefani (1901 - 1976) - Nevicata nel parco del Castello, Milano, 1940s

    cm 29,1 x 38,5
    Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
    Timbro del fotografo al verso

    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Franco Vaccari (1936 - 2025)  - 800 km di esposizione, 1972
    Lot 1092

    Franco Vaccari (1936 - 2025) - 800 km di esposizione, 1972

    cm 70 x 100 circa
    20 stampe cromogeniche vintage applicate a cartoncino originale
    Edizione 21 di 60
    Titolata, datata e firmata a penna nera e numerata a matita al verso
    Opera in cornice

    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Federico Vender (1901 - 1998)  - Senza titolo, 1949
    Lot 1093

    Federico Vender (1901 - 1998) - Senza titolo, 1949

    cm 10,2 x 14,4 (cm 10,2 x 7,1 immagine)
    Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento su cartolina postale
    Datata e firmata con AUGURI a penna nera al margine bianco recto con Fotografia di proprietà di Ferruccio Ferroni Senigallia a penna nera al verso


    Federico Vender (Schio, Vicenza 1901 – Arco, Trento 1999) entra negli anni ’30 nel Circolo Fotografico Milanese di cui è direttore fino al dopoguerra ottenendo successi e riconoscimenti a Parigi e New York. Nei suoi viaggi con la Plaubel Makina 6x9 in Italia e all’estero elabora un proprio stile asciutto, solare, sempre di altissima qualità formale. Nel 1947 è fra i firmatari del Manifesto del Gruppo La Bussola pur essendo contemporaneamente influenzato dalle suggestioni del neorealismo. Si occupa di moda per Ferrania per essere poi assunto dagli editori Rizzoli e Delduca come fotografo di fotoromanzi.


    I punti di riferimento culturali di Vender sono numerosi e vanno dalla fotografia tedesca degli anni ’20 al Pittorialismo con un occhio rivolto, anche se in modo non dogmatico, a quell’idea ispirata all’estetica crociana dell’accurata stampa in high key, dominata cioè dai toni chiari. Sono esattamente questi a caratterizzare le due piccole stampe realizzate come auguri di buon anno (nel mondo anglosassone il termine in uso è Christmas card) per l’anno 1951. Qui i soggetti sono una casa la cui facciata diviene lo spazio che il fotografo utilizza per mettere in sintonia la finestra in alto e la staccionata in basso e il profilo di una chiesa che si staglia sullo sfondo, sovrastato dall’ampio spazio del cielo. In questo secondo caso siamo di fronte a un vero esercizio di stile in una stampa che gioca su tutte le sfumature del bianco attraversato dalle delicate increspature delle nuvole nel cielo e dai pochi punti neri che indicano la porta, due finestre e la campana della chiesa.


    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Federico Vender (1901 - 1998)  - Senza titolo, 1950
    Lot 1094

    Federico Vender (1901 - 1998) - Senza titolo, 1950

    cm 14 x 10 (cm 14 x 6 immagine)
    Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
    Datata e firmata con AUGURI a penna nera al margine bianco recto con Fotografia di proprietà di Ferruccio Ferroni Senigallia a penna nera al verso


    Federico Vender (Schio, Vicenza 1901 – Arco, Trento 1999) entra negli anni ’30 nel Circolo Fotografico Milanese di cui è direttore fino al dopoguerra ottenendo successi e riconoscimenti a Parigi e New York. Nei suoi viaggi con la Plaubel Makina 6x9 in Italia e all’estero elabora un proprio stile asciutto, solare, sempre di altissima qualità formale. Nel 1947 è fra i firmatari del Manifesto del Gruppo La Bussola pur essendo contemporaneamente influenzato dalle suggestioni del neorealismo. Si occupa di moda per Ferrania per essere poi assunto dagli editori Rizzoli e Delduca come fotografo di fotoromanzi.


    I punti di riferimento culturali di Vender sono numerosi e vanno dalla fotografia tedesca degli anni ’20 al Pittorialismo con un occhio rivolto, anche se in modo non dogmatico, a quell’idea ispirata all’estetica crociana dell’accurata stampa in high key, dominata cioè dai toni chiari. Sono esattamente questi a caratterizzare le due piccole stampe realizzate come auguri di buon anno (nel mondo anglosassone il termine in uso è Christmas card) per l’anno 1951. Qui i soggetti sono una casa la cui facciata diviene lo spazio che il fotografo utilizza per mettere in sintonia la finestra in alto e la staccionata in basso e il profilo di una chiesa che si staglia sullo sfondo, sovrastato dall’ampio spazio del cielo. In questo secondo caso siamo di fronte a un vero esercizio di stile in una stampa che gioca su tutte le sfumature del bianco attraversato dalle delicate increspature delle nuvole nel cielo e dai pochi punti neri che indicano la porta, due finestre e la campana della chiesa.


    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Paolo Ventura (1968)  - Morte di un anarchico, 2015
    Lot 1095

    Paolo Ventura (1968) - Morte di un anarchico, 2015

    cm 57,4 x 38,5
    Tempera e collage su stampa a getto d'inchiostro
    Opera unica
    Datata e titolata a matita blu con timbro del fotografo sull'immagine e firmata e datata con fatto a Svellino a matita al verso


    Paolo Ventura (Milano 1968) figlio di un noto illustratore di libri per bambini dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera lavora a lungo e con successo come fotografo di moda, ma quando si trasferisce a Brooklyn scopre una nuova e originale vocazione che valorizza la sua manualità. Costruisce, per poi fotografarli, dei diorami dove rievoca atmosfere creando costumi, scene, oggetti, particolari con meticolosa precisione filologica. Passa da situazioni storiche (gli anni Quaranta) a soggetti di fantasia dove compaiono personaggi circensi e burattini o ambienti immaginifici dove sono lui stesso e i suoi familiari a comparire. Alla pittura e al collage accosta quindi un uso magistrale del digitale.


    Situate in quello spazio intermedio che sta fra la fotografia e l'arte pittorica, queste opere creano atmosfere rarefatte che alludono sempre a qualcosa di importante e tuttavia misterioso. Se Morte di un anarchico gioca con l’estetica dell’illustrazione (c’è un richiamo al realismo magico degli ex voto, più complessa è la storia di Behind the Walls perché nasce da una storia di pura fantasia, quella di una città cinta da mura che impediscono sia di uscire che di entrare, una sorta di prigione dai forti e affascinanti richiami metafisici.
    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

  • Paolo Ventura (1968)  - Behind the walls #7, 2013
    Lot 1096

    Paolo Ventura (1968) - Behind the walls #7, 2013

    cm 42,1 x 59,4 (cm 39,4 x 48,1 immagine) ciascuna
    Due stampe a getto d'inchiostro
    Ciascuna titolata, siglata P.V. e datata a matita blu con timbro del fotografo al verso


    Paolo Ventura (Milano 1968) figlio di un noto illustratore di libri per bambini dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera lavora a lungo e con successo come fotografo di moda, ma quando si trasferisce a Brooklyn scopre una nuova e originale vocazione che valorizza la sua manualità. Costruisce, per poi fotografarli, dei diorami dove rievoca atmosfere creando costumi, scene, oggetti, particolari con meticolosa precisione filologica. Passa da situazioni storiche (gli anni Quaranta) a soggetti di fantasia dove compaiono personaggi circensi e burattini o ambienti immaginifici dove sono lui stesso e i suoi familiari a comparire. Alla pittura e al collage accosta quindi un uso magistrale del digitale.


    Situate in quello spazio intermedio che sta fra la fotografia e l'arte pittorica, queste opere creano atmosfere rarefatte che alludono sempre a qualcosa di importante e tuttavia misterioso. Se Morte di un anarchico gioca con l’estetica dell’illustrazione (c’è un richiamo al realismo magico degli ex voto, più complessa è la storia di Behind the Walls perché nasce da una storia di pura fantasia, quella di una città cinta da mura che impediscono sia di uscire che di entrare, una sorta di prigione dai forti e affascinanti richiami metafisici.
    Questo lotto è soggetto a diritto di seguito

Lots from 73 to 96 of 563
Show
×

Photo Week

Tre giorni di asta dedicate alla fotografia d'autore.


Si parte con una sessione di 100 lotti dedicata ai protagonisti della fotografia nazionale, dal XIX secolo a oggi, con due immagini emblematiche per ciascun autore. Un’asta che coniuga forza di mercato e visione curatoriale, offrendo un percorso tra scatti che hanno definito l’immaginario fotografico italiano.


Il secondo giorno invece sarà dedicato ai viaggi: si parte dal nostro pianeta con una ricca selezione di immagini tra Ottocento e primo Novecento, che raccontano luoghi, culture e volti da ogni parte del mondo, per arrivare fino allo spazio con straordinarie immagini provenienti dagli archivi NASA, che raccontano l’epopea dell’esplorazione spaziale, dalle missioni Apollo allo Shuttle.


Il terzo giorno sarà infine dedicato alla Fotografia Under 1K: un appuntamento ormai immancabile per Finarte, l'asta giusta per appassionati e collezionisti, anche con un piccolo budget. 

Sessions

  • 18 May 2026 hours 16:00 ICONE ITALIANE (1001 - 1100)
  • 19 May 2026 hours 14:30 Alla Scoperta dello Spazio (2001 - 2068)
  • 19 May 2026 hours 16:00 Il giro del Mondo in 80+80 scatti (3001 - 3160)
  • 20 May 2026 hours 15:00 Under 1K (4001 - 4235)

Exhibition

Dall'11 al 15 maggio 2026

Dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00


Milano / Via dei Bossi, 2


Per maggiori informazioni e appuntamenti:

fotografia@finarte.it 

02 3363801

More information

NOTE IMPORTANTI

I lotti si intendono accompagnati da Certificato d'autenticità solo dove espressamente indicato in catalogo.

Il presente catalogo contiene immagini con contenuto esplicito.

Verranno rilasciati condition report per i lotti con stima minima superiore ai 500 euro. Per gli altri lotti il dipartimento è disponibile ad inviare immagini del recto e verso dell'opera.

Bidding increments

  • from0to200increment of10
  • from200to300increment of20
  • from300to330increment of30
  • from330to350increment of20
  • from350to380increment of30
  • from380to400increment of20
  • from400to1000increment of50
  • from1000to2000increment of100
  • from2000to3000increment of200
  • from3000to3300increment of300
  • from3300to3500increment of200
  • from3500to3800increment of300
  • from3800to4000increment of200
  • from4000to10000increment of500
  • from10000to20000increment of1000
  • from20000to30000increment of2000
  • from30000to33000increment of3000
  • from33000to35000increment of2000
  • from35000to38000increment of3000
  • from38000to40000increment of2000
  • from40000to100000increment of5000
  • from100000to300000increment of10000
  • from300000to400000increment of20000
  • from400000to1000000increment of50000
  • from1000000to infiniteincrement of100000