Presale Asta 69 - I Arte Antica, Moderna e Contemporanea [parte I]
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Lot 73 Giovanni Battista Piranesi, Veduta delle Terme di Tito. 1775.
Acquaforte. mm 490x712. Foglio: mm 530x750. Focillon, 837. Hind, 123. Con la firma al margine inferiore a sinistra. Dalle Vedute di Roma, serie in 135 lastre alla quale Piranesi iniziò a lavorare dal 1748 e che continuò ad accrescere con nuove tavole per tutto l'arco della sua vita. Bellissima impressione nel I stato di 3 prima della comparsa della numerazione in alto a destra, stampata con inchiostrazione piena e brillante su carta vergellata spessa apparentemente priva di filigrana. (1) Foglio integro con margini come in origine. Lievissima traccia di piega verticale al centro e di debole brunitura ai margini superiore e inferiore. -
Lot 74 Giovanni Battista Piranesi, Veduta degli Avanzi della Circonferenza delle Antiche Fabbriche di una delle Piazze della Villa Adriana oggidi chiamata Piazza d'oro. 1776.
Acquaforte. mm 474x623. Foglio: mm 594x873. Focillon, 846. Hind, 132. Con la firma al margine inferiore a destra. Dalle Vedute di Roma, serie in 135 lastre alla quale Piranesi iniziò a lavorare dal 1748 e che continuò ad accrescere con nuove tavole per tutto l'arco della sua vita. Ottima prova nel III stato di 4 (I edizione di Parigi), con i numeri "129 XXX" sulla lastra in basso a destra, e il numero "62" all'angolo in alto dallo stesso lato. Carta vergellata con filigrana lettere "TF" (Robison, 93) segnalata per la I edizione parigina. Al margine inferiore a destra marchio a inchiostro blu della collezione del conte Nicolas Aleksandrovitch Kouchelev-Bezborodko (Saint-Pétersbourg, 1834-1862) (Lugt,1629). (1) Foglio integro con margini come in origine. Piega di legatura in verticale al centro aperta in basso per breve tratto e con brachetta al verso. Strappo a metà dell'estremità destra riparato al verso con nastro di carta. -
Lot 75 Giovanni Battista Piranesi, Veduta di un Eliocamino per abitarvi l'Inverno, il quale era riscaldato dal Sole, che s'introduceva per le Finestre... 1777.
Acquaforte. mm 423x605. Foglio: mm 492x755. Focillon, 847. Hind, 133. Con la firma entro il cartiglio in basso a destra. Dalle Vedute di Roma, serie in 135 lastre alla quale Piranesi iniziò a lavorare dal 1748 e che continuò ad accrescere con nuove tavole per tutto l'arco della sua vita. Ottima prova nel I stato di 3 avanti la comparsa della numerazione impressa con segno pieno e inchiostrazione brillante su carta vergellata con filigrana "fiore di giglio in doppio cerchio su lettere CB" (cfr. Robison, 36-39). (1) Foglio integro con ampi margini come in origine. Traccia di piega verticale al centro. Deboli punti di fioritura al margine sinistro. -
Lot 76 Giovanni Battista Piranesi, Ioannis Baptistae Piranesii Antiquariorum Regiae Societatis Londinensis Socii / Campus Martius Antiquae Urbis / Romae MDCCLXII. 1762.
In-folio (mm 540x405). Opera in due volumi entrambi con legatura in piena pelle bazzana marrone chiaro, decorazioni impresse in oro ai piatti e ai dorsi. Al piatto anteriore al centro monogramma in oro con "lettera P sormontata da corona" di William John Arthur Charles James Cavendish-Bentinck, VI duca di Portland (Dunkeld, Scozia, 1857 - Welbeck Abbey, 1943) del quale al contropiatto interno di entrambi i volumi compare l'ex-libris. Al contropiatto interno di entrambi i volumi anche ex-libris di Charles Filippi. Composizione Vol. I: 2 frontespizi figurati incisi all'acquaforte in latino e italiano, 4 carte (8 pagine) di dedica a Robert Adam, Approbatio in latino e in italiano in 35 carte numerate dalla 2 alla 69 in numeri arabi, Index ruinarum Romae veteris et Campi Martii in latino e italiano in 6 carte numerate I-XII, Catalogus operum in latino e poi italiano in 9 carte numerate I-XVII, Tav. I. Composizione Vol. II: 48 tavole numerate in numeri romani II-XLVIII, la Tav. V in 6 lastre numerate V-X (Ichnographiam Campi Martii...), la Tav. XXXI su 3 fogli (Veduta del castello con il quale fu alzata...la colonna Antonina, incisa da Arnold van Westerhout d'aprés Francesco Fontana). Imponente opera di ricostruzione archeologica in cui il Campo Marzio della Roma Imperiale viene indagato attraverso le rovine, gli scavi e le ricerche effettuati tra il 1750 e il 1760 da Giovanni Battista Piranesi e Robert Adam, al quale il volume è dedicato. Splendido esemplare in prima edizione impresso su carta vergellata pesante con filigrana "fiore di giglio in doppio cerchio" (Robison,38) visibile su gran parte dei fogli.
(2) Splendido esemplare in ottimo stato di conservazione. Legatura con lievi segni d'uso. -
Lot 77 Giovanni Battista Piranesi, Differentes Vues De Quelques Restes De Trois Grandes Edifices Qui Subsistent Encore Dans Le Milieu De L'Ancienne Ville De Pesto autrement dit Posidonia qui est située dans la Lucanie. 1795.
In-plano (mm 825x560). Serie completa e omogenea composta da Frontespizio e 20 tavole numerate incise all'acquaforte. La prima tavola che funge da titolo non è numerata mentre le altre portano numerazione romana da I a XX, tutte sono firmate "Cav. Piranesi f." eccetto le tavole XIX e XX firmate e incise da Francesco Piranesi su disegni di Giovanni Battista. Bellissimo esemplare con tutte le tavole in tiratura omogenea stampate con inchiostratura ridondante e piena su carta spessa a vergella sottile apparentemente priva di filigrana. La mancanza della filigrana "Dupuy Auvergne" caratteristica della tiratura parigina del 1800-1809 lascia supporre che la tiratura del presente esemplare sia precedente e pertanto ancora effettuata a Roma. Si tratta dell'ultima opera di Piranesi con l'approbatio datata 15 settembre 1778, meno di due mesi prima della sua morte avvenuta il 9 novembre 1778. Legatura coeva in mezza pergamena dipinta in verde e carta marmorizzata ai piatti. (1) Bellissimo esemplare in-plano con tutti i fogli privi della consueta piega centrale. Buoni margini verosimilmente come in origine, eccetto il margine inferiore della tavola X ripiegato all'interno a causa delle eccessive dimensioni della tavola rispetto alle altre. Traccia di sporadiche fioriture ai margini. -
Lot 78 Giovanni Battista Piranesi, Le antichità romane. 1784.
In folio atlantico (mm 590x 800). Esemplare completo dei quattro volumi costitutivi, nella II edizione postuma, Roma 1784, con legatura in cartonato editoriale grigio della stamperia piranesiana. Tomo I: Ritratto di Piranesi inciso da Francesco su disegno di Giuseppe Cades, Frontespizio con dedica a Gustavo III di Svezia, 43 tavole più 3 tavole aggiuntive firmate Francesco Piranesi due delle quali datate 1787. Tomo II: Frontespizio con il titolo Le Antichità Romane di Giambatista Piranesi architetto veneziano tomo secondo contenente gli avanzi de' monumemti sepolcrali di Roma e dell'agro romano. 64 carte di cui 63 tavole numerate I-LXIII (tav. V su 2 fogli). Tomo III: Frontespizio con il titolo Le Antichità Romane di Giamb. Piranesi archit. Venez. tomo terzo contenente gli avanzi de' monumemti sepolcrali di Roma e dell'agro romano. 55 carte per 54 tavole (tav. XLI in due carte). Tomo IV: Frontespizio con il titolo Le Antichità Romane di Giambattista Piranesi architetto Veneziano. Tomo quarto, contenente i ponti antichi, gli avanzi de' teatri, de' portici, e di altri monumenti di Roma. 62 carte per 57 tavole (Tavv. VI, VII, XXVIII, XXIX, XXX, in 2 carte). Bellissime impressioni brillantemente inchiostrate su carta vergellata pesante con filigrana "Bracciano e stemma" (Robison, 59, 64) visibile su alcuni fogli. (4) Legature in brossura con alcuni difetti (fratture e tracce d'uso). Splendido esemplare in barbe con traccia di brunitura su alcune tavole del primo volume e mancanza all'angolo inferiore sinistro di altra tavola del medesimo. Nel complesso lievi difetti. -
Lot 79 Marco Alvise Pitteri, S.IGNATII LOIOLAE SOC: IESU FUND. EFFIGIES EX TYPO GYPSEO QUI APUD PP.ES EJUSDEMSOC. PATAVII ASSERVATUR EX DONO P.O.M. CLEMENTIS XIII. 1766.
Bulino. mm 373x270. Con la firma al margine inferiore a sinistra sotto il titolo. Bella prova di questo raro ritratto del fondatore della Compagnia di Gesù su carta vergellata veneta con filigrana "balestra". (1) Esemplare rifilato alla battuta del rame, visibile per largo tratto. Lievi segni d'uso. -
Lot 80 Antonio Poggioli Giuseppe Angeli, Evacüation par les Français de la Place de Livorne le 14 Mai 1797 / Arrivée et campement des Français dans la place-d'arme de Livourne le 27 Juin 1796. 1799.
Bulino. mm 565x763. Foglio: mm 622x820. Le due incisioni rappresentano l'inizio e la fine dell'occupazione di Livorno da parte dell'esercito francese che per quasi un anno, dal 27 giugno 1796 al 14 maggio 1797, rimase nella città toscana. Questa occupazione fu la conseguenza del fallimento dei negoziati con il Granduca di Toscana in merito all'effettiva neutralità del porto del quale i francesi presero possesso con un'operazione militare senza incontrare resistenza. (2) Entrambe le tavole con ampi margini come in origine. Alcuni lievi difetti (ingiallimento alle estremità, brevi strappi, traccia di pieghe) su una delle due, e minimi segni d'uso. -
Lot 81 Marcantonio Raimondi, Il giudizio di Paride. 1520.
Bulino. mm 288x433. Bartsch, XIV, 245. Shoemaker, 43. Da un disegno perduto di Raffaello del 1511-1513 per affresco a grisaille nella Stanza della Segnatura. Sulla lastra in basso a sinistra "SORDENT PRAE FORMA INGENIUM VIRTUS REGNA AURUM" e in basso al centro verso destra "RAPH.URBI.INVEN" con al di sotto il monogramma "MAF", a seguire l'excudit di Antonio Salamanca. Bellissima impressione stampata con segno pieno e brillante su carta vergellata con filigrana "ancora in cerchio singolo sormontata da stella" (Woodward,167. 1543 ca.). (1) Esemplare rifilato alla linea d'inquadramento, quasi interamente visibile. Traccia di vecchie pieghe rilevanti al verso. Minori difetti. -
Lot 82 Martin Schongauer, Cristo benedicente. 1485.
Bulino. mm 85x59. Bartsch, VI, 68. Hollstein, 32. Con il monogramma sulla lastra in basso al centro. Prova ancora ben leggibile, pur con alcuni segni più deboli, di questa rarissima piccola tavola del maestro renano, su carta vergellata priva di filigrana. (1) Esemplare rifilato alla linea d'inquadramento e applicato su cornicetta in carta leggera. Al verso traccia di distacco da precedente montaggio, in alto due residui di carta. -
Lot 83 Hans Leonhard Schäufelein, Cristo uomo dei dolori. 1515.
Xilografia. mm 243x170. Foglio: mm 283x195. Bartsch, VII, 41. Hollstein, 17. Con il monogramma affiancato da una pala sulla tavoletta al centro nel basamento dell'edicola. Cristo come uomo dei dolori è raffigurato a mezzo busto, frontale rispetto all'osservatore e affiancato da due angeli che reggono un drappo. Il gruppo è inserito in un'edicola architettonica con in alto un putto piangente seduto in un ornamento a conchiglia, in basso due putti che reggono un festone di foglie e frutta. Ottima prova stampata con segno nitido su carta vergellata sottile con parte di filigrana "stemma di Württemberger" (Briquet, 1178. Stuttgart, 1557). (1) Foglio con grandi margini, lieve traccia di pieghe, alcuni brevi strappi alle estremità. Segni d'uso. -
Lot 84 Adamo Scultori, Cattura di grandi pesci. 1600.
Bulino. mm 207x310. Foglio: mm 253x357. Bellini (Adamo e Diana Scultori), 97. Con il monogramma dell'artista in basso a sinistra. Buona impressione nel II stato di 2 dopo il danno alla lastra in corrispondenza del monogramma. Carta vergellata lievemente rigida con filigrana "piccoli fiori di giglio in doppio cerchio sormontato da lettera N". (1) Grandi margini, traccia di piega verticale al centro. Minima mancanza di carta al margine superiore. -
Lot 85 Giovanni Andrea Sirani, Lucrezia. 1660.
Acquaforte. mm 235x142. Foglio: mm 241x145. Bartsch, XIX, 1. Al margine inferiore si legge la dedica al cardinal Gabriele Paleotti con al centro lo stemma del prelato. II stato di 2 dopo la comparsa della dedica. Ottima impressione di questa acquaforte, rara nella esigua produzione del Sirani, stampata su carta vergellata sottile con filigrana "sole a sei raggi su lettere PM" (Bologna, fine XVII secolo). (1) Piccoli margini su tre lati, rifilata all'interno dell'impronta in basso. Lievi segni d'uso. -
Lot 86 Giovanni Battista Tiepolo, Tre soldati e un ragazzo. 1749.
Acquaforte. mm 140x172. Foglio: mm 168x208. De Vesme, 4. Rizzi (1971), 30. Seconda tavola dai Capricci serie di dieci incisioni eseguite da Giovanni Battista tra il 1739 e il 1743 (più recentemente J. Rutgers propone una data di esecuzione tra il 1733 e il 1735) e pubblicata per la prima volta da Anton Maria Zanetti nel secondo volume della terza edizione della sua Raccolta di varie stampe a chiaroscuro... in Venezia, MDCCXLIX. I Capricci vennero pubblicati nuovamente in edizione autonoma e dedicata a Girolamo Manfrin nel 1785. Bellissima impressione su carta vergellata veneta con parte di filigrana "stemma con stelle a sei punte". (1) Esemplare inserito per due punti in alto entro passepartout moderno. Lieve ingiallimento da esposizione. -
Lot 87 Giovanni Battista Tiepolo, Donna che posa le mani su un vaso, soldato e schiavo. 1749.
Acquaforte. mm 136x175. Foglio: mm 165x207. De Vesme, 6. Rizzi (1971), 32. Con la firma sulla base della piramide. Quarta tavola dai Capricci serie di dieci incisioni eseguite da Giovanni Battista tra il 1739 e il 1743 (più recentemente J. Rutgers propone una data di esecuzione tra il 1733 e il 1735) e pubblicata per la prima volta da Anton Maria Zanetti nel secondo volume della terza edizione della sua Raccolta di varie stampe a chiaroscuro... in Venezia, MDCCXLIX. I Capricci vennero pubblicati nuovamente in edizione autonoma e dedicata a Girolamo Manfrin nel 1785. Bellissima impressione su carta vergellata veneta con parte di filigrana "lettera A". (1) Esemplare inserito per due punti in alto entro passepartout moderno. Lieve ingiallimento da esposizione. -
Lot 88 Filippo Troiani, Mosaico della Palestra delle Terme di Caracalla, noto anche come La Scuola degli Atleti e tavole di mosaici trovati a Palestrina e a Tor Marancio. 1830.
Incisione su acciaio. mm 910x575. Foglio: mm 990x695. Con la firma al margine inferiore a destra. SI AGGIUNGONO: Pietro Ruga e Serafino Luccioli (o Pietro Parboni, Giacomo Fontana, F. Rufini), Pavimento di mosaico nel Museo Vaticano. Sei tavole incise su acciaio. mm 610x725. Foglio: mm 915x695. (7) Fogli integri come in origine. Brevi strappi, pieghe e traccia di vecchia polvere alle estremità di alcuni, traccia di aloni e di punti di fioritura su altri. Lievi segni d'uso. -
Lot 89 Antoon van Dyck [da], Icones Principum Virorum doctorum Pictorum, Chalcographorum, Statuariorum nec non amatorum pictoriae artis numero centum, ab Antonio Van Dyck pictore ad vivum expressae, ejusque sumptibus aeri incisae. 1645.
Acquaforte e bulino. mm 230/245x152/185. Foglio: mm 345x248 ca. Grande cartella in pelle rossa con impressioni in oro contenente n. 102 ritratti entro passepartout moderno in cartoncino leggero. Al contropiatto anteriore exlibris del Maresciallo di campo Sir William Maynard Gomm (Barbados, 1784 – Brighton, 1875) e altro riferito a Ph. Goldsworthy. Il progetto di questa imponente opera della ritrattistica prese forma dopo il ritorno di Van Dyck dall'Italia (1626) e prima della sua partenza per l'Inghilterra (1632). Realizzò accurati disegni preparatori, diresse e revisionò il lavoro degli incisori, i migliori della cerchia di Rubens; incise personalmente per lo più ritratti di artisti. La prima edizione fu pubblicata ad Anversa nel 1635-1636. Tuttavia non era completa e il frontespizio non apparve prima dell'edizione di Gillis Hendricx del 1645.
(103) Tutte le tavole inserite per due punti in alto entro passepartout in cartoncino leggero. Conservazione ottima. Lievi punti d'usura alla cartella in pelle. -
Lot 90 Lucas Van Leyden, La prima proibizione. 1529.
Bulino. mm 164x116. Bartsch, VII, 2. New Hollstein, 2. Con il monogramma in controparte e la data "1529" sulla lastra in alto verso sinistra. Seconda tavola da una serie di sei dedicata alla Storia di Adamo ed Eva. Ottima impressione di questa rara incisione nel III stato di 3 su carta vergellata priva di filigrana. (1) Esemplare applicato per due punti in alto entro passepartout moderno. Rifilato all'impronta del rame, quasi interamente visibile. Sporadiche e deboli macchioline brune rilevanti soprattutto al verso. -
Lot 91 Lucas Vorsterman, Isabella Estensis Francisci Gonzagae March. Mantovae Uxor. 1630.
Bulino. mm 420x318. Hollstein,165. Ritratto di Isabella d'Este tratto in controparte da un dipinto di Rubens a sua volta tratto da originale di Tiziano (Vienna, Kunsthistorisches Museum, inv. no. 83). Bella impressione su carta vergellata spessa con filigrana "giglio di Strasburgo". (1) Esemplare rifilato all'impronta del rame visibile a tratti. Minimi residui di carta al verso. -
Lot 92 Jan Wierix, Il piccolo cavallo. 1565.
Bulino. mm 148x105. Hollstein, 2211. Mauquoy-Hendrickx, 1739. Da Albrecht Dürer. Con il monogramma di Dürer sulla pietra in basso al centro e la data "1505" in alto, abraso il monogramma "IH.W.AE.17" di Wierix all'angolo inferiore sinistro. Ottima prova su carta vergellata sottile con filigrana "doppia P sormontata da trifoglio e corona". Al verso al centro marchio a penna della collezione Würtemberg (Lugt, 2606). (1) Rifilato all'interno della battuta del rame con mancanza di alcuni mm al margine inferiore. Breve strappo al margine superiore. Minimi residui cartacei al verso. Lievi segni d'uso. -
Lot 93 Anonimo toscano fine XVI-inizio XVII secolo, Annunciazione. 1600.
Tempera su tela, residui di foglia oro nelle aureole. mm 51,7x63. Il dipinto è una delle numerose repliche dell'affresco trecentesco venerato nella chiesa fiorentina dei Servi di Maria o SS. Annunziata. L'immagine conobbe larghissima diffusione soprattutto a partire dalla Controriforna. (1) Prima tela. Alcuni minimi distacchi, qualche frattura riparata, minori difetti. In vecchia cornice laccata. Con la cornice: cm 57,5x70. -
Lot 94 Remondini Editori, Vera efige della miracolosa B.V. del Pozzo di Capurso / La Madona del Caravagio. 1700.
Xilografia, coloritura a strafforo. mm 390x274 e mm 390x282. Foglio: mm 445x345 e mm 440x343. Zotti Minici, 1494 e 1499. La prima effige si riferisce al Santuario mariano di Capurso alle porte di Bari, dove il miracolo fondativo del 1705, con la guarigione improvvisa di don Domenico Tanzella, segna l'inizio ufficiale del culto della Madonna del Pozzo. La seconda tavola è legata all'apparizione della Vergine Maria a Giannetta de' Vacchi il 26 maggio 1432, nel prato Mazzolengo a Caravaggio (Bergamo), luogo dove sorge il Santuario di Santa Maria del Fonte. (2) Fogli intonsi con ampi margini. -
Lot 95 Anonimo del XVIII secolo, Tabellone da gioco (?) con bandiere di paesi e stemmi araldici di città e regioni. 1790.
Pennello e acquerello a colori su carta spessa. mm 383x1070. Tabellone o parte di tabellone verosimilmente usato per una primissima versione di "flags game". (1) Colori affievoliti e ovviamente tracce d'uso. Minori difetti. -
Lot 96 Arte popolare catalana, Vella Quaresma. 1790.
Xilografia. mm 380x290. La Vella Quaresma (Vecchia Quaresima) o Vella Bacallanera (Vecchia Donna Merluzzo) è una figura folcloristica tradizionale dei Paesi Catalani facente parte della cultura visiva religiosa diffusa tra il XVII e il XIX secolo. Viene raffigurata nelle stampe popolari come una vecchia signora con sette gambe a simboleggiare le sette settimane di digiuno e penitenza tra il Mercoledì delle Ceneri e la Pasqua. È l'antagonista del Carnevale: l'immagine veniva usata come calendario visivo per i bambini che ogni settimana le tagliavano una gamba fino all'arrivo della Pasqua. Solitamente ritratta con una scopa (per pulire i peccati), un merluzzo e un cesto di verdure a significare l'astinenza dalla carne. La figura della vecchia con sette gambe è un'icona ricorrente, simbolo di penitenza e del trascorrere del tempo, molto diffusa tra le classi popolari sia per la devozione che per l'insegnamento religioso, ed è testimonianza della trasmissione di valori e tradizioni nell'Europa cattolica. Per altro esemplare si veda Museo Picasso (inv. MPB 110.972), l'incisione fu donata da Picasso stesso nel 1970. (1) Pieghe e alcune mancanze all'estremità del margine destro, rinforzato al verso con nastro di carta. Traccia di aloni e punti di fioritura. Segni d'uso.