Asta 67 - Dipinti di piccola dimensione XIX e XX

Presale Asta 67 - Dipinti di piccola dimensione XIX e XX

Saturday 18 April 2026 hours 15:00 (UTC +01:00)
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  • Augusto Rey - "Paesaggio collinare 1892"
    Lot 25

    Augusto Rey
    Alessandria d'Egitto 1837 - Livorno 1898

    "Paesaggio collinare 1892"
    Olio su tavola cm 30x21,5 firmato in basso a sx A.Rey

    - Augusto Rey nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1837. Trasferitosi in giovane età a Livorno, studiò nello studio del pittore Betti. Successivamente si trasferì a Firenze, dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti, frequentando anche gli studi di artisti come Lega e i Tommasi. Durante la sua formazione, entrò in contatto con i principali esponenti del movimento macchiaiolo, tra cui Silvestro Lega, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini.Nel 1895, Augusto Rey costruì una villa a Crespina, chiamata "La Favorita", situata di fronte alla villa della donna che amava. La villa divenne un punto di ritrovo per gli artisti dell'epoca, che spesso vi soggiornavano. Rey era noto per la sua abilità nel dipingere paesaggi dal vero, unendosi così alla corrente macchiaiola. La sua produzione artistica è relativamente scarsa, e alcune sue opere sono state erroneamente attribuite ad altri artisti più noti.Una delle sue opere più significative, "La raccolta delle olive", è conservata nel Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno. Questo dipinto, che rappresenta contadine al lavoro in un oliveto, è stato donato al museo nel 1899 per lascito testamentario dell'artista.Museo Civico Giovanni Fattori - LivornoAugusto Rey morì nel 1898.

  • Cesare Lugaro - "Bersaglieri a riposo"
    Lot 26

    Cesare Lugaro
    Genova XIX

    "Bersaglieri a riposo"
    Olio su tavola cm 32x18 firmato in basso a dx C.Lugaro ( difetti )

    - Cesare Lugaro fu un pittore italiano legato alla scuola ligure dell’Ottocento, noto per la sua capacità di rappresentare scene di genere e soggetti militari con precisione narrativa e sensibilità artistica. La sua opera si concentra soprattutto sulla vita dei soldati, sulle scene di caserma e sui piccoli gesti quotidiani, catturati con una spontaneità che unisce documentazione e resa pittorica raffinata.Le figure dei suoi dipinti emergono sempre vive e autonome, inserite in spazi attentamente composti, in cui la luce, il colore e il dettaglio contribuiscono a restituire la realtà con intensità e armonia. Accanto alle scene di genere militare, Lugaro realizzò anche paesaggi e studi di figura, mostrando padronanza tecnica e sensibilità nel rendere atmosfere e psicologie dei personaggi.Espositore attivo nelle principali rassegne italiane dell’epoca, seppe farsi notare per la coerenza stilistica e per la capacità di coniugare osservazione attenta e resa pittorica poetica. La sua produzione, pur inserita nel solco della tradizione ligure e della pittura di genere ottocentesca, rivela uno sguardo personale e immediato, capace di restituire dignità e vitalità alle persone e agli ambienti che ritrae.

  • Lodovico Tommasi - "Lungo il sentiero"
    Lot 27

    Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941

    "Lungo il sentiero"
    Olio su cartone cm 20x13 firmato in basso a sx Tommasi

    - Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori. Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

  • Lodovico Tommasi - "Passeggiando"
    Lot 28

    Lodovico Tommasi
    Livorno 1866 - Firenze 1941

    "Passeggiando"
    Olio su cartone cm 23,5x16,5 firmato in basso a sx Tommasi

    - Lodovico o Ludovico Tommasi è stato un pittore e incisore italiano, associato ai movimenti dei Macchiaioli e del Divisionismo. Proveniente da una famiglia di artisti, con il fratello Angiolo e il cugino Adolfo anch'essi pittori. Inizialmente si dedicò alla musica, diplomandosi in violino al Conservatorio di Firenze sotto la guida di Ettore Martini. Tuttavia, l'ambiente familiare e la frequentazione di artisti come Silvestro Lega, ospite frequente nella villa di famiglia a Bellariva, lo indirizzarono verso la pittura.Esordì nel 1884 alla Promotrice Fiorentina con uno "Studio dal vero" e nel 1886 partecipò all'Esposizione di Belle Arti di Livorno con "Bellariva sull'Arno a Firenze". Durante il servizio militare a Milano (1888-1891), entrò in contatto con ambienti artistici lombardi. Successivamente, insieme al fratello Angiolo, frequentò il cenacolo artistico di Torre del Lago, legato al compositore Giacomo Puccini, dove conobbe esponenti dell'avanguardia toscana come Galileo Chini e Oscar Ghiglia.Verso la fine del XIX secolo, si avvicinò al Divisionismo, influenzato dall'amico Plinio Nomellini. Partecipò a importanti esposizioni, tra cui la Biennale di Venezia del 1895 con l'opera "Notti umane". Nel 1905 fu tra i promotori della Prima Mostra d'Arte Toscana e nel 1907 aderì al gruppo "Giovane Etruria", che mirava a recuperare la tradizione naturalistica toscana in risposta alle avanguardie del periodo.Negli anni Dieci, Tommasi si dedicò all'incisione, studiando presso l'Accademia delle Arti e del Disegno di Ravenna con Vittorio Guaccimanni. Nel 1912 fondò una scuola libera di acquaforte a Firenze. Continuò a esporre regolarmente, partecipando alle Biennali di Venezia fino al 1936. Negli anni Trenta, realizzò opere di grandi dimensioni come "Vita semplice", esposta alla Biennale del 1930.Ludovico Tommasi morì a Firenze nel 1941 ed è sepolto nel Cimitero delle Porte Sante.

  • Arnaldo Nussi - "Lignano Luglio 1952"
    Lot 29

    Arnaldo Nussi
    Cividale del Friuli (UD) 1902 - 1977

    "Lignano Luglio 1952"
    Olio su tavola cm 19x27 firmato in basso a dx A.Nussi

    - Arnaldo Nussi nacque a Cividale del Friuli nel 1902, ma la sua formazione e il suo percorso artistico si svilupparono principalmente a Milano, dove si trasferì all'età di dodici anni. Crescendo in un ambiente cittadino, la sua passione per la pittura prese piede durante gli anni milanesi, anche se il suo legame con il Friuli, la sua terra d'origine, rimase forte. Dopo aver vissuto per molti anni a Milano, si trasferì a Maniago e poi definitivamente a Cividale, dove la sua arte trovò nuove ispirazioni.Nussi si avvicinò al movimento divisionista, una corrente che poneva l'accento sull'uso di colori puri e sulla pennellata separata. Tuttavia, la sua arte non si limitò a riprodurre pedissequamente le influenze del movimento; egli sviluppò una sua personale interpretazione del paesaggio, in particolare di quello friulano, che si rivelava nelle sue opere come un paesaggio filtrato attraverso la sua sensibilità e intelligenza. Le sue tele raccontano una natura che Nussi sapeva osservare con una profondità straordinaria, riuscendo a restituirne l'intensità emotiva e visiva.Nel corso della sua carriera, partecipò a numerose mostre personali sia in Italia che all'estero, in città come Milano, Udine e in Svizzera, dove le sue opere furono molto apprezzate. Nussi si distinse per la capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo la rappresentazione della natura con un linguaggio pittorico personale, che lo rese una figura importante nel panorama artistico del suo tempo. Arnaldo Nussi morì nel 1977 a Cividale del Friuli, lasciando un’eredità che continua a suscitare ammirazione per la sua unicità e il suo raffinato approccio alla pittura.

  • Ermenegildo Agazzi - "Maternita'"
    Lot 30

    Ermenegildo Agazzi
    Mapello 1866 - Bergamo 1945

    "Maternita'"
    Tempera su carta cm 27x17 firmato in basso a dx Ermenegildo Agazzi

    - Ermenegildo Agazzi fu un pittore italiano che seppe esprimere con decisione e originalità la pittura di genere, il ritratto e il paesaggio tra Otto e Novecento. Nato nella provincia bergamasca, ricevette i suoi primi stimoli artistici accanto al fratello maggiore Rinaldo, anch’egli pittore, e si perfezionò nei corsi dell’Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Cesare Tallone. All’inizio della sua carriera si trasferì a Milano, città che divenne il centro della sua attività e dove sviluppò progressivamente una tavolozza ricca, brillante e personale.La sua pittura, nutrita di una solida cultura figurativa, unisce una preparazione tecnica accurata a un uso intenso del colore e della luce, rivelando una sensibilità capace di cogliere il carattere dei soggetti e la mutevolezza dell’ambiente naturale. Agazzi partecipò con regolarità alle più importanti esposizioni artistiche italiane e internazionali, tra cui la Biennale di Venezia e le grandi rassegne di Parigi e Bruxelles, ottenendo numerosi riconoscimenti. Queste manifestazioni non solo gli valsero medaglie, premi e lusinghieri consensi critici, ma contribuirono a consolidare la sua reputazione in un clima culturale in cui l’arte italiana cercava nuove vie espressive tra tradizione e modernità.Nel corso della sua lunga carriera, Egli affrontò con coerenza sia ritratti di grande intensità, nei quali il colore e il segno si accordano in un’espressione psicologica penetrante, sia paesaggi e scene di vita quotidiana, caratterizzati da una scrittura pittorica ricca e densa. La sua presenza fu costante nelle principali istituzioni artistiche milanesi e lombarde, e le sue opere vennero acquisite da collezioni pubbliche significative. Nonostante lo sviluppo di nuove correnti e la trasformazione del gusto artistico nel primo Novecento, Agazzi mantenne sempre una cifra personale, improntata a un equilibrio tra vigore cromatico e qualità narrativa.Negli anni difficili della seconda guerra mondiale, costretto a lasciare Milano a causa dei bombardamenti, si trasferì di nuovo nella sua terra d’origine, Bergamo, dove continuò a lavorare con la stessa passione. La sua esistenza si concluse tragicamente nel suo studio, vittima di una rapina, segnando la fine di una vicenda artistica intensa e segnata da continui riconoscimenti.

  • Pompeo Mariani - "Studio Ritratto 1887"
    Lot 31

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927

    "Studio Ritratto 1887"
    Acquarello su carta cm 21x14,5 firmato in basso a dx P.Mariani

    - Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.​Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.​Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.​La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.​Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.​

  • Pompeo Mariani - "Studio Figure femminili"
    Lot 32

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927

    "Studio Figure femminili"
    Acquarello su carta cm 14,5x23,5 firmato in basso a sx P.Mariani

    - Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.​Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.​Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.​La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.​Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.​

  • Pompeo Mariani - "Bozzetto Ballerini"
    Lot 33

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927

    "Bozzetto Ballerini"
    Matita su carta cm 15x10 firmato in basso a sx P.Mariani

    - Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.​Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.​Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.​La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.​Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.​

  • Pompeo Mariani - "Bozzetto Ritratto"
    Lot 34

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927

    "Bozzetto Ritratto"
    Matita su carta cm 15x11 firmato in basso a dx P.Mariani

    - Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.​Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.​Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.​La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.​Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.​

  • Pompeo Mariani - "Studio Ritratto"
    Lot 35

    Pompeo Mariani
    Monza 1857 - Bordighera IM 1927

    "Studio Ritratto"
    Matita su carta cm 15x9 firmato in basso a sx P.M.

    - Pompeo Mariani nacque a Monza il 9 settembre 1857 in una famiglia benestante; sua madre, Giulia Bianchi, era sorella del rinomato pittore Mosè Bianchi. Inizialmente avviato alla carriera bancaria, Mariani abbandonò presto questo percorso per dedicarsi alla pittura, studiando sotto la guida dello zio Mosè e di Eleuterio Pagliano.​Nel 1880 intraprese un viaggio in Egitto insieme agli artisti Uberto Dell'Orto e Sallustio Fornara, esperienza che influenzò profondamente la sua produzione artistica. Al ritorno, la sua carriera prese slancio: nel 1881 partecipò alle esposizioni di Brera e, l'anno successivo, vinse il Premio Fumagalli con l'opera Saluto al sol morente. Nel 1884 ottenne la medaglia d'argento all'Esposizione Internazionale di Londra, consolidando la sua reputazione anche a livello internazionale.​Mariani fu un artista prolifico e versatile, noto per le sue marine, paesaggi e scene di vita mondana. Frequentò assiduamente la Riviera Ligure, in particolare Genova e il suo porto, che divennero soggetti ricorrenti nelle sue opere. Nel 1889 visitò per la prima volta Bordighera, rimanendo affascinato dalla località; nel 1909 vi acquistò una villa, facendovi costruire nel 1911 "La Specola", una residenza con un ampio studio. A Bordighera, Mariani trovò nuove fonti d'ispirazione, dipingendo scene agresti, paesaggi marini e rappresentazioni della vita elegante del casinò e dei caffè di Montecarlo.​La sua pittura, vicina all'Impressionismo, si caratterizza per una tecnica coloristica vivace e armoniosa. Rappresentò con maestria la società del suo tempo, cogliendone l'eleganza e le sfumature più vitali. Tra i suoi soggetti figurano teatri, caffè, corse di cavalli e altri luoghi della vita sociale, riflettendo il dinamismo e la fiducia nel progresso tipici della Belle Époque.​Nel corso della sua carriera, Mariani partecipò a numerose esposizioni in Italia e all'estero, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Morì a Bordighera il 25 gennaio 1927. Oggi, le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, testimoniando il suo significativo contributo alla pittura italiana tra Otto e Novecento.​

  • Alfredo Beisone - "Luci e ombre"
    Lot 36

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957

    "Luci e ombre"
    Olio su tavola cm 17x23 firmato in basso a dx A.Beisone

    - Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

  • Alfredo Beisone - "Campo a maggese "
    Lot 37

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957

    "Campo a maggese "
    Olio su tavola cm 16x22 firmato in basso a dx A.Beisone

    - Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

  • Alfredo Beisone - "Pascolo soleggiato "
    Lot 38

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957

    "Pascolo soleggiato "
    Olio su tavola cm 15,5x23 firmato in basso a dx A.Beisone

    - Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

  • Alfredo Beisone - "Pascolo"
    Lot 39

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957

    "Pascolo"
    Olio su tavola cm 16x22,5 firmato in basso a sx A.Beisone

    - Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

  • Alfredo Beisone - "Nevicata"
    Lot 40

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957

    "Nevicata"
    Olio su tavola cm 16x23,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    - Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

  • Alfredo Beisone - "Campagna torinese"
    Lot 41

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957

    "Campagna torinese"
    Olio su tavola cm 15,5x22,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    - Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

  • Alfredo Beisone - "Raggi di sole"
    Lot 42

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957

    "Raggi di sole"
    Olio su tavola cm 16x22,5 firmato in basso a dx A.Beisone

    - Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

  • Alfredo Beisone - "Ultime luci"
    Lot 43

    Alfredo Beisone
    Pinerolo (TO) 1882 - Torino 1957

    "Ultime luci"
    Olio su tavola cm 16x22 firmato in basso a dx A.Beisone

    - Alfredo Beisone è stato un pittore italiano del Novecento, la cui vita e carriera riflettono un profondo legame tra arte e territorio. Nato a Pinerolo il 17 ottobre 1882 e scomparso a Torino il 12 gennaio 1957, fin da giovane scelse la pittura, abbandonando gli studi di Farmacia per dedicarsi alla sua vera passione. Durante la sua formazione incontrò Lorenzo Delleani e divenne allievo del maestro Andrea Tavernier, esperienza che lo avvicinò al divisionismo e lo portò a esplorare nuovi linguaggi espressivi.Il suo esordio avvenne nel 1913, con l’opera "Armonie invernali" presentata alla Società Promotrice di Torino, segnando l’inizio di una carriera costellata da numerose esposizioni in città come Torino, Genova e Roma. Tra le tappe fondamentali della sua attività espositiva si annoverano la Quadriennale di Torino e la Mostra Nazionale di Trieste, con la sua prima mostra personale a Pinerolo nel 1932 che vide l’esposizione di 41 opere.Oltre alla carriera artistica, Beisone si distinse anche per il suo impegno civile. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò come volontario alpino, distinguendosi per il coraggio dimostrato e ricevendo medaglie al valore militare. Negli anni Trenta, oltre a portare avanti la sua attività pittorica, assunse un ruolo attivo nella vita pubblica del Comune di Pinerolo, venendo insignito della Croce di Cavaliere della Corona nel 1931.Artisticamente, Beisone si distinse come un autentico paesaggista. Le sue opere, spesso realizzate all’aperto, catturano con delicatezza e intensità la bellezza della natura: dalle case e i campanili dei piccoli borghi alle ampie distese di colline, montagne e prati illuminate dalla luce del sole. Con un linguaggio pittorico personale, il pittore ha saputo trasmettere emozioni e sensazioni, creando immagini che rimangono impresse nella memoria di chi le osserva.La storia di Alfredo Beisone testimonia il percorso di un artista che ha saputo unire tecnica, passione e impegno civile, lasciando un’eredità preziosa che continua a illuminare il panorama dell’arte italiana.

  • Giovanni Colmo - "Macugnaga"
    Lot 44

    Giovanni Colmo
    Torino 1867-1947

    "Macugnaga"
    Olio su tavola cm 20x14 firmato in basso a sx G.Colmo

    - Giovanni Colmo è stato un pittore italiano del XIX e XX secolo, noto per la sua dedizione al paesaggio e per la sua formazione autodidatta. Nato a Torino il 13 maggio 1867, era il fratello maggiore di Eugenio Colmo, noto caricaturista con lo pseudonimo di «Golia». Dopo aver frequentato il Liceo Classico, si iscrisse alla Scuola di Applicazione per Ingegneri, laureandosi in Ingegneria Civile nel 1891. Per alcuni anni lavorò presso il Comune di Torino, ma nel 1923, all’età di cinquantasette anni, decise di dedicarsi esclusivamente alla pittura.La sua pittura, legata ai canoni paesaggistici piemontesi del XIX secolo, pur indebolita da una certa convenzionalità, toccò momenti di buon valore nella produzione di tavolette di minori dimensioni. Colmo fu assiduo espositore al Circolo degli artisti di Torino e partecipò ad alcune edizioni della Quadriennale di Torino. Oltre che nel suo amato Piemonte, dipinse a Venezia, Chioggia, Roma e in Umbria, soffermandosi sui laghi lombardi e sulla riviera ligure.Dopo la Seconda Guerra Mondiale, visse ed operò tra Garessio e Finale Ligure. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.La Pinacoteca Civica di Garessio ha dedicato a Giovanni Colmo ed al fratello Eugenio due sale permanenti, conservando alcune delle sue opere più significative.

  • Federico Rossano - "Primi giorni d'estate"
    Lot 45

    Federico Rossano
    Napoli 1835 - 1912

    "Primi giorni d'estate"
    Olio su tavola cm 9x17,5 firmato in basso a dx F.Rossano

    - Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, da Vincenzo e Elisabetta. Fin da giovane si iscrisse al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, inizialmente per frequentare la scuola di architettura, ma ben presto indirizzò il suo interesse verso la pittura, contro la volontà paterna.Durante la sua formazione venne influenzato da maestri quali Giacinto Gigante e Filippo Palizzi, figure di spicco del paesaggismo napoletano, e coltivò una vocazione al paesaggio che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Nei primi anni Sessanta partecipò a importanti esposizioni in Italia, entrando in contatto con un ambiente pittorico in fermento.Intorno al 1858 si trasferì a Portici (o comunque alla zona della Villa Favorita nei pressi di Napoli) dove si aggregò, insieme ad artisti come Marco De Gregorio, Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni, al gruppo che passò alla storia come la cosiddetta “Scuola di Resìna”. In questo contesto Rossano partecipò all’elaborazione di un’idea di paesaggio più reale, spontanea e “per macchie”, denunciando l’eccessiva finitura e accademismo della pittura tradizionale.Nel 1872 prese parte all’Esposizione di belle arti di Milano; un anno dopo vinse una medaglia di seconda classe all’Esposizione universale di Vienna. A partire dalla metà degli anni Settanta si trasferì a Parigi, grazie anche all’invito di De Nittis, dove rimase per circa vent’anni. In Francia ampliò i suoi orizzonti pittorici: si fece influenzare dalla pittura della scuola di Barbizon e dall’impressionismo nascente, pur mantenendo un approccio personale e non del tutto imitatore. I suoi paesaggi parigini e delle campagne francesi sono caratterizzati da una resa luminosa e atmosferica, dove la natura sembra avvolta da una luce sognante piuttosto che descritta in modo minuzioso.Nel 1880 sposò Zélie Brocheton, figlia di un notaio di Soissons, stabilendo così un legame affettivo e personale che lo ancorò alla Francia. Tuttavia, dopo circa vent’anni di permanenza parigina, Rossano fece ritorno in Italia intorno al 1893, stabilendosi a Portici e successivamente a Napoli. Qui ottenne, per interessamento del pittore Domenico Morelli, la cattedra di paesaggio alla Regia Accademia di Belle Arti di Napoli, incarico che ricoprì con continuità. Partecipò anche a manifestazioni come la Biennale di Venezia (nel 1899, 1905, 1910).Artisticamente, Rossano si distingue per la sua fusione tra realismo verista e sensibilità luministica. Le sue opere paesaggistiche non puntano alla mera cronaca ma a cogliere l’atmosfera: la luce che pervade un campo, i riflessi sull’acqua, il taglio del cielo al tramonto. Pur dentro l’orizzonte della Scuola di Resìna, Rossano non aderì alla vita mondana o urbana con l’intensità dei suoi contemporanei: la sua scelta fu più contemplativa, legata alla natura e all’ambiente più quieto.Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912. - Federico Rossano nacque a Napoli il 31 agosto 1835, figlio di Vincenzo Rossano ed Elisabetta Guisini. Sin da giovane, la sua inclinazione verso l’arte lo portò a intraprendere gli studi presso la Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, inizialmente orientandosi verso l'architettura per seguire le aspettative paterne. Tuttavia, la sua passione per la pittura lo portò a cambiare indirizzo e a studiare sotto la guida dei maestri Giacinto Gigante e Gennaro Ruo. La sua formazione si arricchì ulteriormente grazie alla scelta di studiare direttamente la natura, una scelta che lo portò a lasciare l’Accademia per dedicarsi autonomamente alla pittura.Nel 1858, Rossano si trasferì a Portici, dove grazie all'invito del pittore Marco De Gregorio, allestì il suo studio nel Palazzo Reale. Qui entrò in contatto con altri artisti che avrebbero avuto un'importante influenza sulla sua carriera, come Giuseppe De Nittis e Adriano Cecioni. Insieme, fondarono la “Scuola di Resina”, un gruppo che si ispirava ai principi veristi e ai macchiaioli, con l'intento di rappresentare la realtà e la luce naturale in modo autentico.La sua carriera artistica decollò nel 1862, quando espose alla Promotrice di Napoli, e proseguì con partecipazioni a mostre prestigiose come la Promotrice “Salvator Rosa” di Napoli e l'Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861. La sua arte, caratterizzata da delicate trasparenze e una tavolozza armoniosa, gli valse riconoscimenti sia in Italia che all'estero. Nel 1873, espose a Vienna, ottenendo un premio, e partecipò al Salon di Parigi nel 1876 con opere come “I covoni”.Nel 1876, Rossano si trasferì a Parigi, dove rimase per circa venti anni. Lì, fu profondamente influenzato dalla pittura impressionista e dalla Scuola di Barbizon, sviluppando uno stile che combinava pennellate fluide e luminose con atmosfere malinconiche. Nel 1880, sposò Zelye Brocheton, figlia di un notaio di Soissons. Questo periodo parigino segnò un importante capitolo della sua carriera, durante il quale consolidò la sua reputazione in Europa.Nel 1893, Rossano tornò a Portici, dove le difficoltà economiche lo spinsero ad accettare un incarico come insegnante di paesaggio presso la Reale Accademia del Disegno di Napoli, posizione che mantenne fino al 1902. Continuò a partecipare alle Biennali di Venezia, dove espose nel 1899, 1905 e 1910, consolidando ulteriormente la sua fama. La sua arte continuò a essere apprezzata, e sue opere vennero acquisite da importanti collezioni pubbliche, come quella della Galleria di Capodimonte e della Galleria d'Arte Moderna di Roma.Federico Rossano morì a Napoli il 15 maggio 1912, lasciando un’importante eredità artistica. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni, a testimonianza del suo contributo fondamentale alla pittura italiana.

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Asta 67 - Dipinti di piccola dimensione XIX e XX

Gentili amici e appassionati d’arte,

Siamo lieti di informarvi che è disponibile online il catalogo dell' Asta 67, in programma sabato 18 aprile 2026 alle ore 15:00, con diretta video.


Questa selezione propone opere di piccole dimensioni, ma di grande impatto: perfette come regali o per chi dispone di poco spazio sulle pareti. Ogni pezzo è scelto con cura per sorprendere e stimolare la curiosità dei collezionisti e degli appassionati d’arte.

Siamo a vostra completa disposizione per informazioni, condition report, partecipazione telefonica o qualsiasi chiarimento necessario.

Sessions

  • 18 April 2026 hours 15:00 Sabato 18 aprile, ore 15:00 (1 - 45)

Exhibition

MOSTRA ASTA


La visione delle opere, presso la sede di Brescia, Via Fratelli Cairoli 26, è su appuntamento, via telefono o whatsapp +39 351 3351 356.

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